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Nato tempo fa' per la promozione delle mie creazioni(dipinti e ceramica Raku)... poi quasi abbandonato... Ora ha ripreso vita x le news locali in previsione delle Amministrative 2012 su Parma. Questo nuovo progetto vuole essere un "riassunto" della rassegna stampa per seguire le vicende elettorali dei candidati sindaci e verranno menzionate altre cose importanti per il futuro di Parma. Chi vincerà? ;)
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RASS ST 11/2/12

"Siamo in dirittura d'arrivo sulla scelta del candidato sindaco"

11/02/2012
h.10.10

Intervista a Giuseppe Pellacini, segreratario provinciale dell'Udc.
Cosa sta facendo l'UDC? Volete candidare Ubaldi?
L'UDC, come abbiamo già dichiarato, potrebbe correre da sola ma guarda con particolare interesse a movimenti civici e riformisti. Oggi si parla molto di centro e di forze moderate: l'UDC – forza di centro - c'è da sempre e si propone come "elemento di convergenza" tra i moderati.
Perché non è stato possibile un accordo con Bernazzoli? Che giudizio dai alle primarie del Centrosinistra? Quella della nostra città è e rimane una sinistra che è troppo sbilanciata verso l'estremo, con forti contraddizioni interne e che non ha lasciato spazio alla sua "ala moderata".
E' diversa la concezione di "polis", una guida della sinistra creerebbe forse un rapporto di troppa sudditanza dalla Regione…
Per quanto riguarda le Primarie, rispettiamo le scelte del PD ma non le condividiamo. Ovvio che ognuno sceglie liberamente il metodo ma non può essere uno strumento applicabile al sistema delle alleanze.
Le Primarie o sono istituzionalizzate o rischiano di diventare un "fai da te".

Guardando al Pdl che riflessioni hai fatto sul lo Congresso? In quale direzione inciderà sulle alleanze in vista delle prossime comunali?
Il Congresso rappresenta per ogni partito un momento di confronto e di dibattito ed è segnale di democrazia. E' normale che in ogni forza politica esistano vedute non sempre identiche e che in questa fase ci si confronti. E' avvenuto anche nel mio partito. L'importante è che, al di là delle diverse mozioni congressuali, alla fine del dibattito ci sia la volontà di impegnarsi e lavorare per proporre il "progetto" migliore.

Quali saranno in particolare gli argomenti della campagna elettorale dell'UDC?
Partiamo dai ceti più deboli, quindi la garanzia di mantenimento di un welfare a "misura di famiglia", mantenimento del Quoziente Parma ed ulteriori investimenti per l'edilizia pubblica e sociale.
Come ho già rimarcato, siamo contrari allo spreco del territorio, quindi ben venga l'acquisto, ad un giusto prezzo, dell'invenduto, strategia che ho già applicato durante il mio mandato da assessore alle Politiche Abitative.
Per quanto riguarda i servizi alla persona, ritengo comunque che la nostra città abbia servizi di buon livello; altra priorità è la riduzione delle liste d'attesa nei servizi educativi, anche questi ultimi garantiscono comunque uno standing qualitativo soddisfacente.
Altro tema a noi molto caro è la collaborazione con le Associazioni ed il Volontariato: sono realtà molto importanti per il nostro tessuto sociale, una risorsa per tutti, dalle famiglie ,ai giovani ed agli anziani.
Durante il mio mandato ho cercato di investire per migliorare le loro sedi, ho altre idee che troverete nel programma elettorale.
Non vogliamo tralasciare nemmeno l'ambiente e la mobilità, una mobilità anche pubblica che tenga conto del rispetto dell'ambiente. Sarà importante sensibilizzare i nostri cittadini su un maggior uso del mezzo pubblico.

Andrea Marsiletti


Stiamo dialogando con i movimenti civici che, come noi, abbiano in mente un progetto di guida della città basato sulla buona amministrazione, sulla concretezza e sulla serietà.
Il dialogo al centro è già iniziato e procede speditamente, ma una cosa è chiara: la lista UDC ci sarà, con o senza apparentamenti.
In merito alla scelta del candidato Sindaco, diciamo che siamo in dirittura d'arrivo, ma non abbiamo fretta di presentare la nostra posizione.
La vera forza, comunque, al di là del Sindaco, dovrà essere e sarà la squadra formata da persone capaci, serie e che abbiano la "voglia di metterci la faccia".
da
da GHIRETTI

Manifesto per Parma Unita

Parma è una città piena di risorse, ricca di intelligenze vivaci, di saperi e cultura, fatta da persone intraprendenti che non possono non avvertire la responsabilità di questo momento storico. Serve un rinnovato impegno civile, che coinvolga le energie e le migliori competenze del nostro territorio per dar vita a un nuovo progetto che ci faccia ripartire con forza. Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche e tornare ad avere fiducia nelle istituzioni. Istituzioni che, nei decenni, hanno saputo creare servizi che pongono la nostra città ai più alti livelli nazionali di qualità della vita. Dobbiamo essere consapevoli degli errori che sono stati commessi e far sì che non possano più accadere, dobbiamo tener conto che la diminuzione delle risorse a causa della crisi economica ci pone nuove e difficili sfide.

Ma la nostra città non può fermarsi a causa di divisioni di parte e discorsi ideologici che ci riporterebbero indietro di decenni.
Dobbiamo andare avanti con discontinuità e unità. Discontinuità a partire da un nuovo approccio etico all'amministrazione della cosa pubblica. Parma oggi non ha bisogno di cose straordinarie, bensì di cose normali e fatte con criterio.

Serve unità: una città unita e coesa è il presupposto per ricostruire laddove c'è da ricostruire e di proseguire sulla giusta strada laddove c'è da proseguire sulla giusta strada.

Serve una squadra di persone scelte per la loro competenza e non per l'appartenenza a un partito.

La vera sfida è crescere tutti insieme. Oggi la competizione non è più tra pezzi di città o tra classi sociali: oggi è l'intero sistema territoriale che è chiamato a competere unito e compatto. Per consentire ai nostri figli di continuare a vivere e lavorare in città, disinnescando la minaccia di fuga dei cervelli o di altri capitali stranieri che vengano ad acquisire le nostre aziende.

Non dobbiamo consentire che il futuro ci aggredisca, ma dobbiamo essere noi a governarlo.

Per questo noi crediamo che il vero punto di partenza debba essere un nuovo e sobrio modo di intendere il bene comune.

Il prossimo Sindaco dovrà restituirci una città che faccia della sua normalità il suo orgoglio, che ascolti e che metta al centro dell'interesse i bisogni dei cittadini, garantendo qualità di vita e dei servizi, sicurezza e la più ampia coesione sociale.

Questo manifesto è per noi un atto di fede verso Parma che è una grande città di cui tutti noi siamo profondamente innamorati.

E' un contributo alla discussione sulle priorità e i valori che la prossima amministrazione dovrà realizzare e portare avanti. Il manifesto è aperto non solo alla firma di quanti si riconosceranno nei nostri valori, ma anche al contributo di idee e proposte per farlo diventare il programma di un nuovo Sindaco che metta al centro l'interesse di tutti e non l'interesse della propria parte politica.

Vogliamo che Parma torni a essere una città unita e fiduciosa nel suo futuro. Una Parma "normale" che metta al centro l'onestà e la competenza e che sia per e di tutti.

Sognare una città normale in fondo è già costruirla.


I NOSTRI VALORI, LE NOSTRE IDEE
1. Una città normale
Vogliamo che Parma torni a essere una città unita, normale, libera, laboriosa, pulita, che conservi i più alti standard di qualità della vita.
Una città che si getti alle spalle il gigantismo edilizio, porti a termine i cantieri aperti sapendo che le risorse saranno limitate, ma sappia anche gestire al meglio quanto già realizzato garantendone l'uso e la finalità pubblica.
Una città dove tutti i cittadini si sentano parte della vita pubblica e fieri di essere parmigiani.

2. Una città onesta e trasparente
Vogliamo un'Amministrazione che amministri un Consiglio Comunale che controlli e una macchina comunale che esegua con scrupolo e applicando regole chiare e valide per tutti.
Un'Amministrazione che ponga in essere serie strutture di controllo e garanzia sugli appalti, sulla spesa, sui conti, sulle realizzazioni.
Dove ci siano persone competenti al governo della città e che operino con etica, trasparenza e parsimonia.
Dove la sobrietà sia la regola, non l'eccezione.
Dove siano sempre a disposizione dei cittadini tutte le informazioni sulla vita politica e amministrativa e dove anche i compensi degli amministratori siano perfettamente trasparenti e ispirati a principi di eticità e contenimento.
Dove ci sia una chiara certificazione dei costi, ricavi e debiti del Comune e dove subito si possa avviare un grande piano di revisione e cessione delle attività non strategiche.
Dove non ci siano sprechi di denaro e dove tutti si sentano impegnati nel risanamento dei debiti.
Dove le decisioni che interessano la collettività siano prese solo dopo aver ascoltato i cittadini, senza chiedersi per chi hanno votato l'ultima volta e senza preoccuparsi di come voteranno la prossima.

3. Una città solidale e unita
Se ci sosterremo a vicenda, vinceremo tutti.
Vogliamo fortemente che Parma rimanga una città solidale, una città dove gli egoismi non hanno cittadinanza. Una città dove nessuno è escluso.
Vogliamo qualità e passione nei servizi sociali, educativi e sportivi, ma anche sensibilità spiccata per la disabilità e necessaria attenzione alle povertà vecchie e nuove così come all'impoverimento del potere di acquisto delle famiglie.
Una città con vocazione alle realtà di vicinato e a ogni forma di volontariato, in ossequio concreto e non formale al principio di sussidiarietà.

4. Una città per la famiglia
Vogliamo sostenere la famiglia come prima agenzia educativa della società.
Attorno alla famiglia si deve ripensare una rete integrata di servizi che inizi dagli asili nido e arrivi fino all'Università, conciliando tempi di vita e di lavoro.
Sostenere la famiglia significa progettare nuovi servizi per nuclei monogenitoriali, per famiglie con portatori di handicap, con grande attenzione ai tempi e alle necessità delle donne.
Sostenere la famiglia significa prendersi cura degli anziani, facendoli sentire parte attiva, valorizzando i loro saperi e dando loro la possibilità di contribuire ancora al bene comune, così come di godere in serenità il loro tempo.
Sostenere la famiglia significa valorizzare la progettualità del volontariato e del terzo settore, mettere in rete la cultura, lo sport, le possibilità di tempo libero. Per tutti e con il contributo di tutti.

5. Una città in salute
Vogliamo che a Parma il benessere e la salute dei cittadini siano realmente la misura della salute della città, essendone davvero il patrimonio più importante.
Una città che sappia combattere ogni forma d'inquinamento e che adotti (in tempi brevi) soluzioni innovative al problema rifiuti. Lo sviluppo totale della raccolta differenziata e una chiarezza finora mancata sul termovalorizzatore dovranno essere i primi doverosi passi.
Posto che l'inquinamento non arriva da Marte, ma dai nostri comportamenti, realizzare una città più verde è possibile. Facendo sì che stili di vita eco compatibili siano anche più convenienti dal punto di vista economico: rifiuti, trasporti, riscaldamento, consumi.
Vogliamo una città dove ogni spazio verde a destinazione ludica, sportiva o aggregativa sia la normalità con spazi ben tenuti e patrimoni davvero Comuni.

6. Una città dinamica e attrattiva
Vogliamo che Parma resti una città dinamica e innovativa, moderna nelle sue tradizioni.
Una città dove si cammina e si pedala con vere e tante piste ciclabili, dove i parchi sono luoghi di relax e di movimento e non di delinquenza, dove i trasporti e i parcheggi favoriscano una mobilità sostenibile a misura europea.
Non vogliamo nuovo cemento, ma infrastrutture utili con standard tecnologici di alto livello e con ampio recupero del suolo. Non servono nuove strade, oggi servono strade migliori e con continua manutenzione.
La tecnologia va ampiamente utilizzata per avere servizi migliori dal traffico ai parcheggi, dagli asili ai servizi anagrafici, dall'informazione ai servizi sociosanitari, dall'aria che respiriamo, all'acqua che beviamo. Anche e soprattutto in quelle periferie che nel recente passato sono cresciute senza sostenibilità.
Vogliamo che Parma sia una città economicamente più attrattiva: valorizzando il commercio tradizionale, sostenendo i negozi e le attività del centro storico contro l'omologazione delle catene commerciali, ripartendo dai mestieri e dall'artigianato, ma diventando al tempo stesso il luogo ideale per le nuove aziende tecnologiche, imprese rosa e cooperative sociali.
Una città dove la cultura e la tradizione si fondano con l'innovazione. Dove le eccellenze artistiche, musicali e gastronomiche siano volano all'economia e al turismo.

7. Una città per i giovani
Vogliamo che Parma dia maggiore spazio ai giovani, che creda in loro, che proponga stili di vita corretti e socializzanti e non di branco, che dia opportunità di lavoro come di svago. Una città che sappia creare occasioni vere per l'imprenditoria giovanile.
Una città aperta al mecenatismo, alla tutela della creatività per dar vita a nuove attività per i giovani con sostegni finanziari legati alla concreta realizzazione.
Una città che sappia e possa avere una collaborazione organica con l'Università e con il suo insostituibile ruolo di sostegno alla cultura, alla formazione e alla ricerca.
Dove si possano assicurare esperienze di lavoro solidale per i giovani con contratti di solidarietà a finalità sociale, culturale e assistenziale.
Vogliamo una città che sappia dire ai giovani che studiare ha ancora un senso per il futuro di ciascuno e della collettività, che il merito paga e che si deve dare sempre il meglio di sé. Per noi stessi e per gli altri.

8. Una città sicura e aperta
Una città che sa far rete con le altre città e sa mettere in comunicazione le idee. Una città che anche in questo ambito non spreca, ma ottimizza le risorse.
Vogliamo che a Parma non ci siano distinzioni tra immigrati e nativi, ma tra chi non rispetta la legge e chi la rispetta, chi la abita civilmente e chi no, chi la ama e chi ancora non ha imparato ad amarla.
Una città dove ci sia reale sicurezza per donne, anziani e famiglie con un grande piano di vicinato sociale. Dove ognuno si senta responsabile della sicurezza di tutti. Dove la collaborazione tra le forze dell'ordine sia coerente con la partecipazione sociale dei cittadini che si riappropriano della città. Dove l'integrazione sia tassello di ritrovata armonia sociale. Una città dove lo Stato reprima il crimine e la Polizia Municipale sia invece sempre più volta a essere polizia di vicinato, di fiducia e sostegno per i problemi quotidiani dei cittadini.

9. Una città che guarda avanti
Noi parmigiani vogliamo fare di Parma una città viva e condivisa, abitata da cittadini attivi. Dove l'integrazione e le diverse culture contribuiscano al bene comune senza dimenticare la centralità della tradizione.
Una città dove ascolto, dialogo e condivisione delle competenze siano strumenti di piena partecipazione.
Una città che sostenga e tuteli ogni forma associativa volta al benessere della popolazione, all'assistenza, alla crescita dei giovani, alla difesa dei deboli. Dove associazionismo e volontariato si vedano delegare responsabilità, progetti e risorse, essendo decisivi per una società differente e una crescita sostenibile, a realizzazione di una matura democrazia sussidiaria che sviluppa sempre più il ruolo delle autonomie locali.

10. Una città in cui la cultura sia uno stile di vita
Una città in cui il termine cultura sia anche uno stile di vita e riguardi ogni forma di espressione umana, dall'arte ai saperi antichi, dal cinema alla musica, dal dialetto all'attività psicofisica.
Vogliamo una città dove la sussidiarietà culturale, la creatività dei giovani e la passione delle tradizioni possano riempire i tanti contenitori presenti, sostituendosi al concetto di cultura tradizionale e troppo spesso calato dall'alto.
Una città dove i grandi eventi si aprano all'innovazione, dove la cultura sia motore di sviluppo per turismo ed economia.
Una città dove le contenute risorse economiche non possano essere un alibi, ma un ulteriore e forte stimolo al miglioramento.       
ParmaOggi.it

Pcl alle elezioni: il candidato è Liliana Spaggiari

‎Ieri ‎10 ‎febbraio ‎2012, ‏‎14:46:53 | RedazioneGo to full article
Il Partito Comunista dei Lavoratori di Parma parteciperà alle prossime elezioni amministrative del comune di Parma con il proprio candidato sindaco. Liliana Spaggiari è nata e vive a Parma, si è diplomata presso l'I.T.C. P. Giordani come Operatore Turistico, in seguito ha conseguito il Diploma di Educatrice Professionale. Dal 1997 lavora presso una nota cooperativa sociale in qualità di educatrice.
 Repubblica Parma
Il Carroccio punta al ballottaggio. "Bernazzoli l'avversario più pericoloso".Il 20 febbraio l'annuncio del candidato sindaco con Roberto Maroni
salvini
Mancava la Lega Nord all'appello per la corsa alle Comunali del prossimo maggio. E anche se bisogna aspettare il 20 febbraio per l'ufficializzazione del candidato sindaco (appuntamento alla Camera di Commercio alle 21, presiede l'ex ministro Roberto Maroni), il Carroccio è pronto a scendere in campo e arricchire la scena degli sfidanti per il municipio (LEGGI http://diariodellacrisi-parma.blogautore.repubblica.it/2012/02/10/candidati-la-scena-si-affolla-siamo-a-sette/).
Chiara la strategia del partito, illustrata venerdì sera dall'onorevole Fabio Rainieri, il segretario provinciale Roberto Corradi e quello cittadino Andrea Zorandi mentre all'auditorium Toscanini di via Cuneo si attende l'arrivo di Matteo Salvini, europarlamentare leghista e consigliere comunale a Milano – prima con la Moratti ora con Pisapia – invitato a Parma per "mettere in guardia i cittadini dal rischio di finire come nel capoluogo lombardo, dove l'attuale sindaco adesso viene contestato dai suoi elettori". Uno scenario simile a quanto potrebbe succedere in città in caso di vittoria del candidato sindaco del Pd Vincenzo Bernazzoli, secondo gli esponenti della Lega Nord.
Alle prossime amministrative la Lega correrà da sola e senza alleanze. Obiettivo: arrivare al ballottaggio. Sfida più ambiziosa, tornare in Consiglio comunale dopo oltre quindici anni di assenza. Sugli avversari: Bernazzoli il più pericoloso (e "da battere") soprattutto se decidesse di allearsi con la Guarnieri, ampliando così la base dei consensi. Tuttavia, i leghisti sono convinti che per il candidato sindaco del centrosinistra "sarà comunque una corsa in salita", visti i risultati delle Primarie e una parte di elettorato che sembra non gradire la sua presenza. Nessuna preoccupazione invece sulle "solite facce" di Ghiretti ("ottimo professionista, ma finito in mezzo ai danni della scorsa amministrazione") e Ubaldi ("non è più quello di una volta, ha delle gravi responsabilità sulla situazione attuale in cui versa Parma").
Il Pdl, poi, è troppo disgregato per rappresentare un avversario temibile né tantomeno un possibile alleato. Anzi, vista la sua frammentazione a livello locale i leghisti lo considerano "una palla al piede" anche in vista di possibili accordi. Insomma, nessuna traccia di rinnovamento né a destra né a sinistra, secondo gli uomini del Carroccio. Mentre tutti gli altri candidati "non fanno testo".
(alessandro trentadue)


Ghiretti senza steccati: "Parlo con tutti, da Buzzi a Garbi"

Pubblicato in Ghiretti
Roberto Ghiretti inaugura la sede elettorale del movimento in via Paciuadi e fa il punto della situazione tra programmi e alleanze. Se Elvio Ubaldi dovesse scendere di nuovo in campo? "Sarebbe il benevenuto. Vedo tante candidature e questo significa che la dialettica è viva. Parma Unita va avanti serena. La macchina elettorale gira ormai a pieno regime con due tre inconti al giro nei quartieri. A fine febbraio presenteremo i 100 punti programmatici".
Quanto alla frammentazione dell'area civico moderata Ghiretti fa notare che lo steso discorso vale per l'area di centrosinistra: "Da parte nostra proponiamo soluzioni e ci confrontiamo per riportare la città in una condizione positiva". Ma confronto con chi? Ghiretti non mette paletti ideologici. "Con il neocordinatore provinciale del Pdl Pasolo Buzzi il dialogo è aperto così come lo è con Garbi del Pd. Ci confrontiamo sul metodo e non per schieramenti politici. Io mi definisco un antipolitico ma al disprezzo sostituisco l'impegno".

Sgarbi 2: "Governo di salvezza, io assessore"

Pubblicato in Senza categoria
Vittorio Sgarbi ha riflettuto, soppesato, ricevuto consigli. Alla fine ha scelto: "Potrei fare l'assessore alla Cultura di Bernazzoli" rilancia. A due giorni dall'annuncio, infatti, il critico d'arte pare meno convinto di poter diventare sindaco di Parma e però non molla. Anzi. "La situazione politica in città è del tutto simile a quella nazionale – dice – dunque si potrebbe valutare l'ipotesi di un Governo di salute pubblica con Pd, Pdl e Udc e io potrei entrare nella squadra". Inutile del resto formalizzarsi, gli steccati di partito appartengono al passato: "I vertici parmigiani del Popolo delle libertà stiano tranquilli - aggiunge - io miro piuttosto a formare una coalizione simile a quella di Ubaldi".
Insomma ecco qua, Sgarbi capitolo secondo. Dopo gli squilli di tromba d'inizio settimana, con l'annuncio di voler puntare all'ex poltrona di Vignali, il Vittorio nazionale appare più cauto e certo più propenso a problematizzare: "Ho parlato con Luca Sommi – confida - il quale mi ha fatto capire come a Parma in questo momento ci sia bisogno di un ragionare piuttosto che di fuochi d'artificio, ne deduco pertanto che il mio profilo non sarebbe adatto ad una cadidatura". Anche Berlusconi, nel corso di un nuovo colloquio, gli avrebbe detto al critico "ma chi te lo fa fare" pur non ponendo veti. Del resto, rivela Sgarbi, "l'idea di provare con Parma era nata un mese fa, ben prima dell'episodio che mi ha convinto a dimettermi da sindaco di Salemi. Fu allora che ne parlai con Lunardi, il quale Lunardi mi esortò a incontrare Alfano".
E il Pdl locale? Come mai il coordinatore regionale Filippo Breselli dice d'essere allo scuro di tutto? "Ma è normale – se la ride il ciuffo d'Italia – non sono cose che i vertici di zona sono tenuti a sapere. In fondo io non li conosco neppure, penso che confrontarsi con Lunardi sia sufficiente no? In più se il Pdl di Parma fa spalluce dimostra semplicemente la sua vocazione alla sconfitta". Dunque le quotazioni di Sgarbi nel Ducato, dopo la camera di consiglio con Sommi e Silvio, paiono in calo. "No – frena il critico-sindaco – io ho posto un teorema, al di là della mia presenza Parma ha un problema da risolvere, si trova in una situazione politica analoga a quella di Roma e, dunque, se soltanto ci fosse la volontà di allargare il quadro delle alleanze si potrebbe pensare ad un confronto elettorale meno rischioso. E qui rilancio: potrei fare l'assessore alla cultura di Bernazzoli, magari all'interno di una formazione composta da Pd, Pdl, Udc". Piccoli Monti crescono. (marco severo)


Roberti: il programma per una città delle persone

Pubblicato in Indignati, Parma Bene Comune, Roberta Roberti
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Roberta Roberti, candidata sindaco per Parma Bene Comune, scrive una lettera aperta alla città. Ecco il testo. Lettera aperta alla mia città
Alle soglie di una campagna elettorale decisiva per il futuro di Parma e dei suoi cittadini, vorrei cercare di delineare quelle che sono state per me e per Parma Bene Comune le ragioni di una scelta così impegnativa ed entusiasmante.
Il nostro obiettivo fondamentale è far sì che Parma torni ad essere un Bene Comune e come tale sia gestito secondo le regole della democrazia partecipativa. Non accettiamo che la nostra città sia, come purtroppo è stata e come rischia ancora di essere, un bene privato da svendere e dissipare contro gli interessi della collettività.
Vogliamo dare voce a tutti quegli elettori che non potrebbero mai aderire al progetto politico del centrodestra e che non condividono le scelte dei quadri dirigenti del centrosinistra istituzionale. Intendiamo metterci a disposizione per cercare di ricostruire tutti insieme una Parma più umana, più solidale, nella quale i valori vadano insieme ai fatti.
La città che vogliamo è una città in cui le persone siano messe al centro dell'azione del Comune. Vogliamo passare dall'idea nefasta di città-cantiere (che ci ha riempito di cemento e di debiti) all'obiettivo positivo di città delle persone, una città accogliente e inclusiva, in cui la soddisfazione dei bisogni e dei desideri dei cittadini siano il pensiero-guida di chi la governa.
Una città dove la solidarietà sia pratica quotidiana, dove non si governi con opuscoli patinati, slogan e imbellettamenti di dubbio gusto, ma in cui si operino scelte sostanziali per salvaguardare l'ambiente, la scuola e i servizi per i cittadini.
Una città dove si aprano alla collettività gli spazi pubblici di cui è stata privata, come ad esempio nel caso dell'Ospedale Vecchio, e non si svendano gli spazi pubblici ai privati, come è successo ad esempio nel caso della Ghiaia.
Una città dove si salvaguardino il centro storico e i quartieri attraverso la valorizzazione dei servizi e gli spazi di socialità e dove il piccolo commercio sia tutelato e incentivato, anziché soffocato fra mercatini e mega centri commerciali. Una città in cui non si spendano centinaia di migliaia di euro in finte e inutili misure di pseudo-sicurezza.
Una città dove si incentivino l'uso della bicicletta e dei mezzi pubblici, migliorando la rete delle piste ciclabili e introducendo riduzioni delle tariffe degli autobus per giovani e anziani. Una città dove l'acqua torni ad essere un bene pubblico. Una città in cui la salute delle persone sia considerato un bene primario da tutelare, e in cui si attuino immediatamente tutte le azioni possibili per fermare l'inceneritore e riconvertire l'impianto, procedendo ad attuare una precisa ed articolata strategia rifiuti zero.
Una città che onori la sua memoria antifascista e dove cambino radicalmente le politiche culturali del Comune, per valorizzare il patrimonio di teatri, musica, musei, biblioteche, università, arte che Parma possiede, e farlo vivere e fruire dalla città. Vogliamo contribuire alla crescita culturale collettiva e alla valorizzazione della multiforme ricchezza di Parma, contro la politica dell'evento e la riduzione della cultura a business turistico.
Una città dove, attraverso il pieno accesso alle carte, si possa finalmente documentare se il debito creato dal sistema delle società partecipate sia stato contratto in contrasto col preminente interesse pubblico, e in caso fosse dimostrato, si valuti quale parte di esso debba essere onorata e quale respinta come irricevibile.
La scelta di candidarmi a sindaco di Parma per il Movimento Parma Bene Comune alle prossime elezioni amministrative e mettermi a disposizione della mia città perché questo progetto si possa realizzare non è stata affatto semplice ed arriva dopo mesi di lavoro incessante e di riflessione.
Lavoro incessante, perché è stato indispensabile e necessario spendere tutte le possibili energie per studiare, analizzare e approfondire il quadro politico, economico e finanziario determinatosi in città in seguito alle ultime tre amministrazioni, approfittando delle competenze e delle analisi di tutti coloro che da anni si sono impegnati nella difesa dei diritti e dei beni comuni e che hanno voluto offrire il loro contributo, fornendo documenti, riflessioni e studi.
Sulla base di questi contributi, Parma Bene Comune ha elaborato il proprio progetto politico. Riteniamo doveroso assumere la responsabilità di affiancare alla protesta una proposta coraggiosa, alternativa e credibile per il governo della città.
Non crediamo sia più possibile concedere deleghe o cedere alla rassegnazione: crediamo sia il momento della consapevolezza e dell'impegno.
Riflessione, perché sono stata fin dall'inizio ben cosciente che fosse necessario cercare la convergenza di tutte le forze che a Parma sono davvero intenzionate a promuovere un netto cambiamento di rotta e a far seguire ai principi, purtroppo ridotti a vuoti slogan lanciati più per dovere che per convinzione dai politici di professione, delle scelte concrete, senza imbrogli e ambiguità.
Avrei voluto che tutte queste forze potessero decidere di fare di Parma un vero laboratorio politico per l'alternativa.
Ancora non rinuncio a sperare che ciò possa verificarsi: la disponibilità al dialogo, da parte mia e di Parma Bene Comune, è assoluta, tanto che saremmo pronti a rinunciare al nostro candidato sindaco in caso dovesse verificarsi un'ampia convergenza di forze su un programma politico condiviso e si dovesse optare per una diversa candidatura.
Non abbiamo mai inteso l'azione politica come protagonismo personalistico.
Per questo ribadiamo la nostra piena volontà di fungere da stimolo e da sprone per il realizzarsi di un fronte ampio e unitario dell'alternativa per Parma.
Roberta Roberti
Candidata sindaco
Parma Bene Comune

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Scarpa e la Parma che non vuole cambiare

Pubblicato in Politica
Pubblichiamo l'intervento che Paolo Scarpa ha scritto per la rivista Il Borgo. Una interessante riflessione sul momento politico e non solo che sta attraversando la città.
Una Parma che non vuole cambiare?
Il quadro delle proposte politiche che sembra ormai delinearsi nello scenario preelettorale di Parma in vista delle amministrative di maggio non appare particolarmente innovativo.
Nonostante Parma si trovi nel mezzo di una crisi istituzionale gravissima, che ha condotto alle dimissioni del suo Sindaco, una crisi che ha radici culturali, etiche, sociali profonde, i segnali che arrivano dalla politica e dalla stessa società non danno indicazioni di particolari spinte di discontinuità rispetto al passato.
L'assenza dal dibattito di una valutazione profonda delle ragioni della crisi, il silenzio che sembra calato sul malaffare che ha condotto alla crisi del Comune che è, lo ripeteremo sino alla noia, soprattutto una crisi di valori e di fiducia nella democrazia, sono un pessimo messaggio per il futuro della città.
Non possiamo attribuire la responsabilità di questo né ai fantomatici poteri forti (supposto che essi ancora esistano in una società plurale e complessa come l'attuale), né ad altro. Sono i cittadini di Parma, la sua società civile, che dimostrano che, in fondo, lo status quo attuale può conservarsi, salvo eventuali piccoli interventi di restiling.
Lo dice il risultato di partecipazione alle primarie del centrosinistra; lo dice il congresso, appena concluso, del PdL, lo dice l'assenza sostanziale di novità (nuovi volti, nuovi progetti politici) che emerge da un tessuto culturale e sociale, a cui le cose evidentemente vanno bene così.
La scarsa partecipazione alle primarie del 29 gennaio (poco più di ottomila votanti) ha certificato il cronicizzarsi di un disinteresse ormai sistematico del popolo del centrosinistra per l'offerta politica locale dei suoi partiti di riferimento.
Un disinteresse che data ormai al 1998 e alla prima vittoria elettorale di Elvio Ubaldi e che si è confermato nelle successive elezioni del 2002 e del 2007.
Tuttavia le primarie costituivano per gli elettori del centrosinistra un'occasione vera di partecipazione. Ma a Parma il 29 gennaio hanno votato solo in ottomila persone, circa cinquemila persone in meno rispetto alle precedenti primarie del 2009 (solo del Pd, per altro) e questo non può che essere letto come il segno ulteriore di un disimpegno e una sfiducia nella capacità del centrosinistra di Parma di interpretare l'esigenza di un cambiamento. Ottomila, occorre ricordarlo, furono anche i votanti alle primarie del 2007 vinte da Alfredo Peri, che andò poi incontro ad una netta sconfitta elettorale.
E' possibile che le primarie siano state valutate dai più come un fatto scontato, una formalità, data la convergenza di tutta la classe dirigente del principale partito su una candidatura istituzionale solidissima e l'assenza di alternative forti. Ma è anche possibile che proprio il fatto di riproporre nel 2012, come avvenne nel passato, una candidatura "istituzionale", seguendo la prassi del 2002 con Albertina Soliani e del 2007 con l'assessore regionale Peri, sia stato visto con distacco, se non addirittura fastidio, da un elettorato riformista, che per sua natura è critico e poco avvezzo a seguire le indicazioni degli apparati. E non è stata sufficiente a scaldare gli animi la candidatura di un outsider, sia pure di grande valore individuale e culturale, perché questa candidatura è arrivata all'ultimo minuto (a primarie già ampiamente proclamate), senza preparazione e senza radicamento nella società.
Il congresso del PdL da parte sua ha confermato a larga maggioranza la medesima classe dirigente che ha guidato la politica parmigiana in questi anni. Se ne deve prendere atto, senza demonizzare nessuno, ma tuttavia con il rammarico che anche nel centrodestra non si sia voluto dare quel segno di discontinuità che, anche solo per una questione di semplice opportunità tattico-politica, avrebbe significato assunzione responsabilità e volontà di cambiamento.
Quanto al terzo Polo, l'affetto antico per la città verso il suo Sindaco Elvio Ubaldi, nel caso egli voglia davvero riproporre una sua candidatura, rischierà di non essergli sufficiente a legittimarsi come uomo nuovo, dal momento che proprio alle scelte politiche della Giunta da lui guidata sono ascrivibili quasi tutti gli errori più macroscopici di questi anni, dalle grandi opere rimaste a metà, al disastro urbanistico, ma soprattutto al radicarsi di una classe dirigente quanto meno poco trasparente nelle stanze dei bottoni del Comune.
Parma non vuole cambiare? E' una domanda legittima, la cui riposta sembra abbastanza scontata.
Un sistema vitale produce fermento, partecipazione, volti e progetti nuovi. Una società in crisi invece può cedere alla tentazione della conservazione, anche in una situazione di difficoltà, il passo decisivo verso una rassegnazione ad una paralisi intellettuale, in cui ciascuno si chiude a riccio nel proprio ambito, per difendere ciò che si ha.
Se vogliamo continuare a credere nel futuro, avremmo bisogno invece del contrario, ovvero di coraggio ed apertura al nuovo.
Paolo Scarpa

Dall'Olio: "Con Bernazzoli, ma garante dei miei elettori"

Pubblicato in Bernazzoli, Dall'Olio

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di ALESSANDRO TRENTADUE
Nicola Dall'Olio ringrazia e va avanti. Per il candidato rivelazione del Pd – arrivato secondo con il suo 36,24% (3004 voti) al vincitore delle Primarie del centrosinistra Vincenzo Bernazzoli (48,4% e 4015 preferenze) il 29 gennaio scorso - è il momento di fare un bilancio in vista delle prossime elezioni amministrative di maggio, che lo vedranno in una lista insieme all'ex sfidante. "Il nostro impegno è a sostegno del vincitore e del partito – annuncia alla platea quasi piena dell'auditorium Toscanini di via Cuneo, dove ha organizzato l'incontro con i suoi elettori – ma ci faremo portatori e garanti dei 3004 cittadini che ci hanno votato, portando avanti i temi legati alla nostra proposta".
Argomenti come la trasparenza, la sostenibilità, la gestione dei servizi pubblici e alla persona di cui Dall'Olio intende occuparsi "una volta dentro al Consiglio comunale", dove potrebbero trovarsi anche "alcuni che hanno partecipato alla campagna elettorale". La corsa insieme al presidente della Provincia per la conquista del municipio, Dall'Olio l'aveva annunciata già all'indomani delle Primarie. Tuttavia, la serata insieme ai suoi sostenitori è la prima occasione pubblica per ribadirla: "Non ci saranno liste autonome – conferma alla stampa poco prima di rivolgersi al pubblico – sarebbe una dispersione di voti. Vincenzo ed io correremo insieme nella compagine ufficiale del Pd." La strategia dunque è chiara: insieme a Bernazzoli sì, ma con le idee nate nel corso della sua campagna elettorale. "Non siamo isolati né depositari di un pacchetto di voti – continua l'ex candidato sindaco – vogliamo mantenere insieme il consenso espresso dagli elettori liberi e autonomi, e dargli continuità ed espressione".
Nel ringraziare i suoi sostenitori, Dall'Olio ripercorre i due mesi terminati con il "grande risultato", quello che a inizio di campagna elettorale era, al massimo, "la migliore aspettativa", e che negli ultimi giorni si pensava addirittura di superare "facendo il colpaccio". Poi si prende due meriti: aver dimostrato che le Primarie "non sono solo uno strumento di facciata del Pd", e aver vinto la diffidenza di chi credeva che il risultato fosse già scritto.
I COMMENTI DEL PUBBLICO - Tuttavia, il nome del vincitore Vincenzo Bernazzoli a molti dall'oliani ancora non va giù. E a far fischiare le orecchie del presidente della Provincia e candidato sindaco del centrosinistra alle prossime amministrative ci pensa il pubblico al momento degli interventi. Ci sono i più accalorati che incoraggiano Dall'Olio a "fare pesare a Bernazzoli il consenso che vi abbiamo dato, e porgli delle condizioni che dovrà accettare". Altri invece si dicono già rassegnati a "tapparsi il naso e votare" il candidato sindaco, pur di far vincere la sinistra: "Tutto il resto ci porta a perdere, non diamo chance agli amici di Vignali Paolo Buzzi e Roberto Ghiretti". Concetto simile a quello espresso dalla consigliera comunale uscente del Pd Carla Mantelli, secondo cui "non ci si può permettere di non votare, al massimo si vota il meno peggio, se no c'è il rischio che vinca la destra".
Ci sono poi gli scettici secondo cui "Bernazzoli può fare tranquillamente a meno di 3004 voti, visto che il suo elettorato non è solo di sinistra". Secondo Simona Caselli, presidente di Legacoop Reggio Emilia (già candidata del Pd alle Europee del 2009), invece "Bernazzoli sa che senza di noi non può vincere". Ma i più pessimisti sostengono addirittura che, avendo ottenuto meno del 50% di preferenze alle Primarie, "c'è anche il rischio che perda le elezioni". Ci pensa Dall'Olio a tranquillizzare tutti: "Esiste un Bernazzoli prima-delle-Primarie e uno dopo-le-Primarie – dice chiudendo l'incontro durato oltre due ore – consapevole cioè degli esiti e delle nostre istanze. La sfida vera – prosegue – è vincere queste elezioni per garantire il rinnovamento della città, quello che non si vede dall'altra parte politica, a cominciare da Ubaldi".
IL COSTO DELLE PRIMARIE - Nel nome della trasparenza, Dall'Olio presenta anche il conto delle Primarie del 2012, distribuito ai presenti. Per la sua campagna elettorale, il candidato del Pd ha speso 5.574 euro (iva inclusa). Tre le voci, oltre 2mila euro per cancelleria e stampati, 815 per affitto delle sale, 700 per incontri conviviali, 500 di ufficio stampa, 468 per i rinfreschi e 440 di promozione via sms. I ricavi invece – grazie alle donazioni di privati cittadini e sostenitori – ammontano a 4.582 euro, con un "debito" complessivo di circa mille euro da colmare.

Candidati, la scena si affolla: siamo a sette

Pubblicato in Politica
Con l'ultima arrivata, Liliana Spallanzani del Pcl, siamo a sette candidati sindaci. Alle elezioni Comunali del 2007 in pista scesero in otto: Pietro Vignali, Alfredo Peri, Maria Teresa Guarnieri, Massimo Moine, Pierre Mbock, Cinzia Ferraroni, Arturo Balestrieri, Fiorenzo Sicuri. Con due mesi ancora a disposizione è probabile che quel numero verrà superato.
Un breve riassunto: Vincenzo Bernazzoli è il candidato del Pd allargato al centrosinistra (Idv più Sel, Psi e Verdi col Pdci alla finestra). Roberto Ghiretti é già in campo per Parma Unita deciso a coalizzare i civico-moderati-riformisti. Con Priamo Bocchi si vira a La Destra. Simone Rossi, già candidato alle primarie del centrosinistra, ha detto che andrà avanti con una lista. Federico Pizzarotti è il candidato sindaco dei Grillini. Roberta Roberti lo è dei movimenti riuniti in Parma Bene Comune a cui andrà probabilmente anche il sostegno del Prc. All'appello mancano la Lega Nord e il Pdl "rinnovato" nella direzione ma non nella catena di comando (il neocoordinatore provinciale Paolo Buzzi è pronto alla candidatura mentre Vittorio Sgarbi non lesina boutade), mentre Civiltà Parmigiana vede Elvio Ubaldi impegnato a capire eventuali e possibili incastri per un ritorno. Chi ha detto di voler essere della partita è anche il neo costituito movimento ParmAscolta. In attesa degli eventi ma pronti, nel caso, ad andare per proprio conto sono i centristi dell'Udc. Lo stesso potrebbe valere per Maria Teresa Guarnieri che sta affrontando un giro di consultazioni con partiti e movimenti affini a livello programmatico. Al momento il canale privilegiato è col Pd. Una lista autonoma dovrebbe essere organizzata anche da Parma Progresso.

Spaggiari, candidata sindaco dei Comunisti lavoratori

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Il Partito Comunista dei Lavoratori di Parma parteciperà alle prossime elezioni amministrative del comune di Parma con il proprio candidato sindaco. Liliana Spaggiari è nata e vive a Parma, si è diplomata presso l'I. T. C. P. Giordani come Operatore Turistico, in seguito ha conseguito il Diploma di Educatrice Professionale. Dal 1997 lavora presso una nota cooperativa sociale in qualità di educatrice. La decisione di scendere in campo per le elezioni amministrative della nostra città è una scelta di responsabilità perché riteniamo che sia giunto il momento di rompere con la politica di clientelismi e privatizzazioni selvagge, contro tutto il proletariato. La nostra partecipazione a questa competizione elettorale è un punto di rottura con il sistema capitalistico borghese che ha portato questa città sull'orlo del fallimento lasciandoci in eredità una situazione economica disastrosa, con la prospettiva che a pagare questo debito siano come sempre i cittadini lavoratori, i pensionati, giovani e non di certo chi materialmente ha creato questo disastro.
Noi ci battiamo per un'altra società. Perché ci battiamo per il potere reale dei lavoratori e delle lavoratrici. Naturalmente lavoriamo per la difesa di tutti i diritti e gli spazi democratici che la classe operaia e le masse popolari hanno conquistato e strappato con durissime lotte. Prima contro il fascismo. Poi contro i manganelli dell'attuale "democrazia" borghese. Ed anzi lottiamo per ampliare (o recuperare) questi diritti contro l'involuzione in corso, la difesa dei diritti e delle libertà delle donne, la parità di diritti tra lavoratori italiani e immigrati, contro ogni forma di xenofobia, la parità dei diritti degli omosessuali e di tutte le minoranze oppresse, contro ogni cultura e discriminazione omofobica. Ma non ci limitiamo a questo. Non ci limitiamo a difendere diritti e spazi di tutti gli oppressi dentro l'attuale democrazia. Rivendichiamo una democrazia dei lavoratori, delle lavoratrici, della maggioranza della società: l'unica peraltro che può realizzare sino in fondo le stesse aspirazioni democratiche.

Partito Comunista dei Lavoratori Parma


Cinque stelle, l'appello di Pizzarotti:"Per cambiare Parma serve impegno di tutti"

Pubblicato in Grillini - Mov 5 Stelle, Pizzarotti
M5S
Il gelo e le basse temperature fanno disertare l'incontro a Moletolo. Ma il movimento punta in alto. Inceneritori e rifiuto al centro del programma. Battaglia per la trasparenza: "Ci hanno copiato tutti"
La neve e le basse temperature congelano anche la campagna elettorale. Il generale inverno non guarda alla par condicio. E così in attesa del "blizzad" e delle correnti siberiane a fare i conti con il gelo è il Movimento 5 stelle e il candidato sindaco Federico Pizzarotti. Davvero pochi nel centro civico di Moletolo. I -6 gradi hanno avuto la meglio. Ma il candidato è pronto comunque a dar battaglia e ci crede: "Bisogna partecipare, farsi vedere, impegnarsi, tutti, se vogliamo cambiare le cose". Insomma il "Change" parmigiano ha bisogno che la città cominci a battere qualche colpo.
Il movimento non ha comunque rinunciato a presentare alcune dei punti chiavi del programma. Molto spazio al termovalorizzatore, tema particolarmente caro ai 5 stelle, da sempre in prima linea contro il "forno" di Uguzzolo. Pizzarotti ha rilanciato sul riciclo, sulla necessità di avere impianti per il compost – assenti accusano dal piano provinciale – e una politica che miri a ridurre i rifiuti pro capite. E poi sull'impianto va fatta finalmente chiarezza: "Se vinciamo chiederemo di vedere il contratto con Iren" documento che tra smentite, contro smentite e silenzi, nessuno ha finora mai avuto tra le mani. E ancora: "Arrivare alla separazione della raccolta dallo smaltimento".
E la trasparenza è l'altro cavallo di battaglia del gruppo. Un tema "copiato un po' da tutti i candidati" ironizzano. "Bisogna rendere noto e pubblicare on-line quanto si spende per i servizi, perché solo sui dati certi si possono costruire proposte di governo valide. E serve anche competenza, servono assessori che siano davvero preparati per gli incarichi che devono ricoprire". Evitando che si formino caste difficili da sradicare: "Il nostro programma è chiaro. Due mandati e poi si va a casa". Gelo permettendo, la sfida continua. (r.c.)

Quintavalla: primarie fallite, manca un progetto politico

Cristina Quintavalla, una delle protagoniste delle proteste di piazza contro la giunta Vignali, nonché la "pasionaria" che denunciò lo scandalo urbanistico, interviene sull'esito delle primarie:
"Credo che davanti a tutti noi si apra una grande sfida: elevare il livello del confronto politico, tentando di superare la routine del gioco elettorale, per aprire un serio dibattito sul passato e sul presente della nostra comunità politica.
Il livello attuale è decisamente inaccettabile. Non mi riferisco solo alle disarmanti barzellette di alcuni candidati o agli sconcertanti sprazzi di profondità e originalità, che hanno prodotto, come denominazione di una lista elettorale, persino una…… "Parma normale" (un nome, un programma!).
Mi riferisco alla capacità di fare analisi politiche, di giudicare i fatti e gli eventi per coglierne le linee di tendenza, di interpretare i processi, per ricavarne giudizi politici, in base ai quali indicare i cambiamenti e le nuove prospettive.
Non si può transitare dal prima, ubaldiano-vignaliano, al dopo, di presunto rinnovamento, senza fare un'analisi credibile, fondata, documentata, di quanto è accaduto a Parma, senza dire nulla, o troppo poco, sul ruolo svolto dalle precedenti giunte comunali, nulla sulla rinuncia all'esercizio delle funzioni di indirizzo, controllo, iniziativa pubblica che le ha caratterizzate, nulla sullo snaturamento del ruolo dell'istituzione pubblica, ridotta a rappresentare interessi particolari, nulla contro la scelta di scaricare sui redditi da lavoro dipendente i costi dell'indebitamento del sistema Comune-partecipate, in termini di aumento delle aliquote fiscali e delle tariffe dei servizi.
Mi permetto allora di lanciare la prima sfida: niente potrà più essere come prima.
Si è spezzato il patto sociale: i cittadini devono riappropriarsi delle loro prerogative e rifondare le regole della convivenza e della rappresentanza.
Non possiamo permettere che la futura amministrazione comunale possa governare, prescindendo da una rifondazione del patto di rappresentanza, che presuppone proprio la ridefinizione dei principi del vivere comune.
L'agire politico – scrive il filosofo Habermas- presuppone come strumento fondamentale la pubblica argomentazione razionale, che si attua attraverso l' interazione tra gli individui, che definiscono consensualmente i principi del vivere comune.
Anche gli esiti delle primarie impongono ai candidati e ai gruppi che li hanno sostenuti un'assunzione di responsabilità rispetto ai risultati conseguiti.
Riesce davvero difficile alla luce degli striminziti 8000 voti espressi dai cittadini di Parma nel corso delle primarie non considerare l'allarmante disaffezione, che affligge anche l'elettorato di centro sinistra, che pure aveva davanti a sè solo una strada in discesa da percorrere, dopo lo sconquasso della precedente amministrazione. Non stiamo a dirci che la percentuale dei votanti è in linea con il trend previsto; pensiamo invece che bisognava proprio mettercela tutta in queste condizioni per raggranellare una così risicata manciata di consensi.
Pensiamo anche alla storia da cui veniamo. Non voglio riandare agli straordinari risultati elettorali del passato, peraltro nemmeno tanto lontano.
Riandiamo alla storia della militanza politica dei partiti della sinistra nella nostra città.
Perchè l'attività politica dei militanti era così generosa, perchè in tanti, magari dopo una giornata di lavoro, si mobilitavano senza riserve nei quartieri, davanti alle fabbriche, nei caseggiati, per distribuire il giornale, un volantino, una convocazione? Perchè erano instancabili nell'aprire discussioni, porre questioni, organizzare manifestazioni, criticare il governo, fornire chiavi di lettura critiche e alternative?
Il lavoro politico "veniva da lontano", da una lunghissima, interminabile stagione di lotte, di sacrifici, di offese, e da una forza di consenso forgiata su quelle fedeltà, che, pur nelle mutate condizioni, dovrebbero trasparire e costituire un punto di riferimento ancora vivo.
Che cosa è accaduto che giustifichi persino la indisponibilità ad andare a votare?
Nel confronto col presente, appaiono chiare due cose.
La prima. Oggi, manca l'identificazione con un progetto politico riconoscibile.
Magari nei programmi elettorali c'erano alcuni spunti riformatori, ma annacquati dentro l'esigenza di piacere a tutti, di stare da più parti, di piacere all'operaio e all'imprenditore, di essere più realisti del re.
Non si possono servire due padroni. La complessa alchimia politica, occorsa per perseguire da parte del centro-sinistra tale quadratura del cerchio, ha seminato lungo la strada di questi ultimi decenni, molti cadaveri : in primo luogo la difesa della centralità e del valore del lavoro, le sue tutele, la sua certezza e continuità (oggi al centro di un attacco senza precedenti), e in secondo luogo la lotta contro l'origine prevaricatrice ed il carattere iniquo del profitto.
La seconda. Abbiamo lasciato dietro di noi una grande cultura alternativa: quella della solidarietà, dell'indignazione davanti al sopruso, della ribellione di fronte alla mistificazione, l'etica della sobrietà dignitosa. Vale a dire che non è stata contrapposta una visione delle cose diversa, non sono state difese le virtù che non hanno potere.
L'altra sfida allora riguarda proprio la necessità di tornare al riconoscimento del diritto preminente di ogni individuo ad un'esistenza dignitosa (oggi al centro di un attacco senza precedenti), al di sotto del quale non ci possono essere margini di contrattazione.
I miseri risultati delle primarie richiamano a questa centralità, ad un impegno e ad una fedeltà nei confronti di chi da tanti anni, da troppi anni è stato immolato sull'altare del dio-mercato e lì abbandonato ai suoi ricatti, alle sue mistificazioni, al suo potere disumanizzante".
Scritto mercoledì, 8 febbraio, 2012 alle 20:26           

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