Giuliano Molossi
Finalmente ci siamo. Domani e lunedì si vota. Diciamo finalmente perché non ne possiamo davvero più di questo diluvio di parole, giuramenti, proclami, impegni solenni, buoni propositi che i dieci candidati in corsa per la poltrona di sindaco di Parma da oltre un mese a questa parte stanno riservando alla cittadinanza. Tanto più che, come sappiamo, molte sono promesse da marinaio. Abbiamo assistito a noiosissimi dibattiti su tutti i temi possibili e immaginabili e alla solita parata dei big nazionali venuti a incoraggiare, tra brindisi e banalità, il loro portacolori locale. Oggi, se Dio vuole, è la giornata del silenzio. Gli indecisi, che stando ai sondaggi sono davvero tanti, avranno il tempo per riflettere prima di tracciare la croce sulla scheda. Gli aspiranti sindaco tireranno un po' il fiato dopo la maratona elettorale.
Fra loro, diversamente da quello che accade in altre città chiamate al voto, non c'è il primo cittadino uscente. Come si sa, l'ex sindaco gettò la spugna il 28 settembre dell'anno scorso, all'indomani dell'arresto per corruzione del suo assessore Bernini. Vignali, pur non essendo stato indagato, fu costretto alla resa dopo aver constatato di non aver più la maggioranza in consiglio comunale. Ha lasciato una città stanca di cantieri infiniti, indebitata come non mai e ferita, umiliata dalle mazzette che finivano nelle tasche di alcuni dirigenti comunali. Non c'è lui ma c'è invece il suo vice, Paolo Buzzi, candidato del Pdl, che si presenta «a testa alta», come recita il suo slogan, senza vergognarsi degli scandali, ma con l'orgoglio di aver ringiovanito Parma dopo gli anni di «nostalgico provincialismo» delle giunte rosse. Sventola il «Quoziente Parma», diventato un modello per molte altre città, e glissa sui suoi compagni di avventura finiti nei guai: «Se saranno riconosciuti colpevoli, è giusto che paghino, ma non accetto lezioni dal Pd che di indagati, in giro per l'Italia, ne ha centinaia, e per fatti molto più gravi». Buzzi corre da outsider, al pari di Roberto Ghiretti, leader della lista civica «Parma Unita». Ghiretti, che non è sostenuto da alcun partito politico (ma questo potrebbe venir apprezzato e portargli voti) ha fatto una buona campagna: è una persona perbene e onesta. Di questi tempi, è già molto. Ma in termini di notorietà parte molto svantaggiato rispetto ai due favoriti, Ubaldi e Bernazzoli. Il primo, già sindaco per due mandati, ha lucidato la campana di Civiltà parmigiana e ci riprova con qualche anno in più ma con la passione, la grinta e l'entusiasmo di un tempo. Sa bene che questa è la partita più difficile fra tutte quelle che ha giocato ma se vince qualcuno dovrà fargli un monumento. Il «vecchio leone», come lo chiamano affettuosamente i suoi fedelissimi, ammette solo un errore, quello di aver scelto Vignali come delfino, ma rivendica i successi ottenuti rilanciando la città dopo un lungo periodo di immobilismo. Nell'ultima fase di campagna, condotta con l'appoggio dell'Udc di Casini, ha alzato il tiro contro il suo rivale del centrosinistra, accusandolo di rappresentare una visione burocratica, statalista e partitocratica della politica.
Dal canto suo, il grande favorito Bernazzoli si presenta al via forte del sostegno del Pd e di altre sei liste che spaziano dal civismo della Guarnieri alla sinistra di Vendola, dai socialisti a Di Pietro, dai pensionati ai comunisti di Diliberto. Il candidato della grande coalizione di centrosinistra sogna di vincere al primo turno ma è probabile, visto l'affollamento ai nastri di partenza, che sarà costretto al ballottaggio. Bernazzoli è persona seria e moderata e ha amministrato la Provincia senza acuti ma con equilibrio. Si propone di riportare in Comune serietà e sobrietà «dopo la propaganda e la grandeur del berlusconismo». In caso di ballottaggio potrebbero servirgli i voti che al primo turno andranno alle due «pasionarie» rosse, Liliana Spaggiari, del partito comunista dei lavoratori, e Roberta Roberti, «indignata» di Parma bene comune e Rifondazione comunista. Difficile, se non impossibile, che possa contare su quelli dei «grillini» che candidano a sindaco Federico Pizzarotti. C'è da scommettere che sarà lui la sorpresa di queste elezioni. L'antipolitica va forte di questi tempi e un voto ai «grillini» è visto come un voto contro i privilegi della casta, contro i politici di professione, incollati alla poltrona.
Faticosa e tormentata è stata invece la campagna elettorale di Andrea Zorandi della Lega. Prima la bufera sul Carroccio, tra diamanti e diplomi comprati (il «Trota» si è laureato in Albania a sua insaputa...), poi la tragica fine di Ablondi e la sospensione dell'attività politica in segno di lutto. L'obiettivo realistico è quello di entrare in consiglio. Allo stesso risultato punta Priamo Bocchi, giovane alfiere della Destra, abile a distinguersi dal Pdl ma azzoppato dall'inchiesta sulle firme false che la Procura ha scoperto a decine nella sua lista. Resta Wally Bonvicini che aspetta un voto da tutti quelli che hanno in odio le banche ed Equitalia.
Dieci candidati: non c'è che l'imbarazzo della scelta. La peggiore sarebbe quella di restare a casa. Il voto non è solo un dovere: è anche un diritto. Non lasciamo che altri decidano per noi il futuro di questa nostra bella città.
Si chiudono le campagne elettorali: l'ultimo lungo pomeriggio dei candidati
Musica maestro, prima che cali il silenzio e si chiudano i siparietti delle cabine elettorali. Rush finale a suon di decibel per i candidati sindaco con a seguito proposte, provocazioni, progetti, proselitismi. Tutto per 'pr', come Parma.
Si inizia da Piazza Garibaldi, più esattamente dall'Hub elettorale marcato Pdl, come la jeep scoperta parcheggiata lì di fronte di proprietà del Senatore Berselli. All'interno del dehor si parte forte, a suon di attacchi mirati. Il cecchino è Luigi Villani, che una cartuccia la spende per tutti o quasi: "Ci sono dei ginecologi ricostruttivi e qualche candidato c'è evidentemente passato: Ghiretti rinnega tutto quello fatto in giunta ma senza il nostro partito, senza l'appoggio dell'allora vicesindaco Buzzi, in città nessuno lo conoscerebbe. Anche Ubaldi rinnega quello che noi abbiamo portato avanti nonostante abbiamo trovato una situazione economica difficile. Poi ci sono quelli che si definiscono moderati, ma non si rendono conto che tra chi come loro appoggia Bernazzoli c'è anche chi sventola falce e martello. E mi riferisco alla Guarnieri, è chiaro. Paola Colla è stata con noi finchè c'era da prendere un assessorato e ora spera di ficcarsi nel piatto ricco che noi ci auguriamo per questa città sia molto magro." L'attacco finale non poteva che essere per il nemico numero uno: "Bernazzoli è un uomo grigio che quando parla di lavoro fa ridere anche i sassi perché non ha mai lavorato da quando è nato. Votarlo significherebbe una regressione fino alla giunta Lavagetto in cui Parma era terra di conquista."
Villani di professione fa il medico, ma è Buzzi, avvocato, a 'ferire' Bernazzoli con un colpo chirurgico:"Per fare gli investimenti e rendere nuova questa città, che aveva i semafori in tangenziale mentre ora esporta il Quoziente Parma, abbiamo fatto degli investimenti. Abbiamo affrontato dei costi che alcuni chiamano debiti. E allora chiedo a Bernazzoli dei 52 milioni di debito della Provincia che ne fanno una delle peggio messe in Italia." Attacco tagliente come bisturi.
L' 'avvocato-chirurgo' chiarisce poi le sue intenzioni, nella buona sorte di un successo elettorale: "Per i primi cento giorni contiamo di pagare i fornitori anche a costo di infrangere il patto di stabilità, di estendere il quoziente Parma a tutti i servizi, di eliminare l'addizionale Imu e ridurre allo 0,6 l'Irpef, di investire nella sicurezza." E nella cattiva sorte di un ballottaggio risicato: "Mi auguro che al ballottaggio si discuta per una costituente dei moderati, per un'alleanza che garantisca il progresso che abbiamo contribuito a dare."
Parole espresse con un sottofondo musicale che pian piano sale di volume, fino quasi a coprirle: dai vicini altoparlanti del palco allestito da Parma Bene Comune si fanno le prove generali, segno che adesso tocca a loro. Il Pdl accetta la sfida dei decibel e dalla jeep di Berselli suonano fanfare e voci registrate, mentre Buzzi e soci salgono a bordo per far sventolare le loro bandiere. Intanto un gigantesco cartellone rosa di Zorandi fa capolino in piazza Garibaldi. Più che a una sfida elettorale pare di assistere ad una sfilata di carri carnevaleschi.
Sfida o sfilata, Roberta Roberti, con cordialità si definisce "soddisfatta per un'esperienza molto entusiasmante. Siamo molto contenti sia come risposte avute dalla città, perché significa che la nostra idea di città risponde alle esigenze della gente, sia per la squadra che abbiamo formato. Vogliamo usare il nostro radicamento per lavorare anche dopo queste elezioni". Quel 'dopo' non è detto che sia l'8 maggio, visto che tira aria di ballottaggio: "Guarderemo cosa accadrà,poi non credo faremo nessuna alleanza. Siamo un movimento, non un partito che deve piazzare pacchetti dei propri elettori. Ognuno sarà libero di votare come crede." Infine una battuta sullo scandalo delle firme, al di là di ogni polemica:"Mi è dispiaciuto moltissimo per Bocchi. È una situazione grave e molto triste. Per come lo conosco io non è uno che fa di questi giochi."
Intanto il Pdl continua la sfida 'sarabanda' e parcheggia a ritmo di Mameli, con tanto di tricolori sventolanti.
Federico Pizzarotti, candidato del Movimento 5 Stelle, quasi non se ne accorge, impegnato ad attraversare la piazza con gli occhi sul cellulare. Riguardo la vicenda delle firme false è sbigottito: "Ma può essere che questi non arrivavano a 350 firme? È un altro punto a nostro favore, come lo scandalo dei finanziamenti ai partiti, come tutta la condizione generale. Significa che il cambiamento non può essere posticipato."
Nonostante le idee condivise, Pizzarotti non ha la rabbia di Grillo: "Non ho nessun sassolino da togliermi dalla scarpa, sono tranquillo. Abbiamo condotto una campagna sulla sobrietà. Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare col massimo impegno. Eravamo i più piccoli all'inizio di queste elezioni, eindubbiamente siamo cresciuti. Comunque vada ci organizzeremo: abbiamo pensato che se per esempio entreremo in giunta all'opposizione, per ogni consiglio studieremo prima gli ordini del giorno e voteremo una nostra linea."
Dal nulla appare una sposa, forse è davvero carnevale. Invece è solo l'ultima trovata dei cosiddetti 'grillini': una avvenente ragazza con l'abito più appariscente che ci sia lascia fogli ai passanti invitandoli a seguirla in Piazzale Battisti, sede dei banchetti.
A rendere ancora più credibile la trovata della sposa, un suono di marce e sinfonie. Provengono dal grande e alto palco allestito da Civiltà Parmigiana per questo comizio in stile 'Ubaldi&friends'. I 'friends', ossia i rappresentanti delle liste alleate, stanno abbracciati dietro il candidato che qualche minuto prima, con orgoglio, aveva affermato: "Tutti attaccano me perché sanno che sono l'avversario da battere." Un concetto ampliato al microfono: "Attaccano il sindaco di ieri per criticare quello che mi appresto a fare oggi. I parmigiani hanno visto quello che sappiamo fare e hanno visto la differenza con cosa ha fatto il centro sinistra. Quando sono diventato sindaco ho trovato una tangenziale improponibile, periferie abbandonate, parcheggi in Pilotta, uffici disseminati in città."
"Ce l'ho con Bernazzoli, Errani e Bersani – afferma a mo' di matrioska – che vogliono fare passare il centrosinistra come la soluzione dei problemi. Ma li abbiamo già visti e non li possiamo accettare. Vogliono una città allineata dietro Bologna."
Più vicino rispetto al capoluogo di Regione, c'è il Bar di Rosi, luogo di partenza e di chiusura della campagna elettorale del Partito Comunista dei Lavoratori. Liliana Spaggiari è radiosa: "Siamo contenti di come è andata, già è una vittoria parlare di certi problemi, dei nostri temi. Ubaldi che parla di casa: evviva siamo tutti comunisti! Adesso tutto quello che arriva va bene. Abbiamo cercato di fare una campagna vicino ai cittadini. Per noi è già festa adesso." E allora via alla grigliata con un buon sottofondo.
Inni, voci registrate, marce, fanfare, sinfonie. A chiudere in bellezza ci pensa Ghiretti, che da Piazzale Inzani fa risuonare la splendida voce di Barbara Barbieri, cantante professionista e candidata al consiglio comunale. Il leader di Parma Unita di frecciate ne ha soltanto per due: "Ubaldi ha spaccato tutta la linea senza convincere nessuno e senza aver mai fatto un attacco convinto a Bernazzoli. Ci propongono una scelta triste tra la continuità di chi ha fallito e la politica dei partiti con soldi pubblici. Ubaldi e Bernazzoli rappresentano il passato, anzi 'un' passato che ha compiuto le scelte che paghiamo." Se di freccaiata ne ha due, di frecce al suo arco per condire il discorso conclusivo ne ha parecchie. A cominciare dai riferimenti cinematografici – "penso al professore dell'Attimo Fuggente che sale sui banchi per avere una prospettiva diversa, ed è quello che noi abbiamo fatto" -, passando per l'adattamento di una citazione di Paolo Borsellino – "la matita nella cabina elettorale è più potente di una lupara" –, concludendo cn la lettera di un ammiratore che lo definisce "una brava persona , sincera." Il tutto condito con i numerosi "si può fare" alla maniera di Obama. La voce qua e là si rompe per l'emozione, come quando afferma: "Tutta Parma si è resa conto della bellezza del nostro progetto."
Da domani e fino a lunedì quella voce, e quelle di tutti gli altri candidati, dovranno interrompersi del tutto. Prima, però, stasera toccherà a Bernazzoli e Zorandi giocarsi le utlime carte. Poi le orecchie dei parmigiani avranno pace. Shhh, si vota!
'Dimmi chi sei e ti darò il mio voto': Parma bocciata in fatto di trasparenza elettorale. Unica eccezione i grillini e l'Idv
"Dimmi chi sei e ti darò il mio voto!".
Recita così lo slogan sullatrasparenza elettoraledell'Associazione 'Pubblici Cittadini' che, dal 2009, anno della sua fondazione, si batte per il diritto degli elettori a conoscere i candidati. Come? Attraverso l'informazione. Non quella dei giornali, ma con la pubblicazione su siti internet e portali di tutte le informazioni relative al curriculum vitae dei candidati e alla sua fedina penale.
In occasione delle ultime elezioni europee, l'Associazione 'Pubblici Cittadini' propose ai partiti che sui propri siti venissero pubblicati, ad un mese dal voto, i CV dei candidati e l'autocertificazione sullo status penale. Iniziativa che è stata poi formalizzata in un'apposita proposta legislativa ed estesa anche alle consultazioni elettorali politiche e amministrative.
E in occasione delle imminenti elezioni nei 773 comuni italiani chiamati al voto, l'Associazione 'Pubblici Cittadini' ha effettuato un'indagine, analizzando, fino al 16 aprile, i portali ufficiali dei partiti che corrono per le elezioni del 6 e 7 maggio.
Obiettivo trasparenza, alla ricerca di informazioni dettagliate su tutti i candidati.
Il risultato, però, è decisamente deludente. Nella maggior parte dei casi, stando all'indagine di 'Pubblici Cittadini', sui portali ufficiali mancano informazioni precise riguardo al curriculum vitae e alla fedina penale dei candidati.
Solo nomi e cognomi, a volte data di nascita, ma nessuna traccia dello status penale: tranne che per il Movimento 5 Stelle. I grillini sono infatti gli unici, secondo 'Pubblici Cittadini', ad aver riportato sul sito ufficiale le autodichiarazioni sullo status penale di tutti i propri candidati.
Nel mirino dell'Associazione c'è anche Parma. Dall'indagine condotta da 'Pubblici Cittadini' sui siti internet delle principali forze politiche scese in campo nella città ducale è emerso che quasi tutti i portali peccano in fatto di trasparenza.
Nessuno escluso. Sia a destra che a sinistra.
Sul sito ufficiale del Popolo della Libertà, di Futuro e Libertà, della Lega Nord e dell'Unione di Centro è possibile consultare la lista completa dei candidati in consiglio comunale, ma non c'è traccia di alcuna informazione sul CV e sullo status penale dei candidati.
La situazione non è diversa dall'altra parte. I portali del Partito Democratico e di Sinistra, Ecologia e Libertà non riportano né i curricula dei candidati, né tantomeno le fedine penali.
Fa eccezione, oltre al Movimento 5 Stelle, solo l'Italia dei Valori. La sezione di Parma del partito di Antonio Di Pietro è l'unica, infatti, ad aver aderito all'iniziativa 'Candidati Puliti', pubblicando sul sito i certificati di casellario giudiziario dei propri candidati.
(f.d.m.)
Firme false, Bertoli: "Sapevo che erano irregolari…"
"In relazione alle notizie di stampa relative alla vicenda cosiddetta delle "firme false" a supporto della lista de La Destra, quale responsabile provinciale del partito sino a pochi giorni orsono, desidero informare l'opinione pubblica che per rimediare ad un incidente di percorso insorto durante la fase finale di presentazione della lista, a causa della ristrettezza dei tempi si è pensato di utilizzare nominativi non regolari.
La stragrande maggioranza dei nominativi, tuttavia, appartiene a persone legate politicamente e idealmente a La Destra, che in precedenti occasioni ne avevano sottoscritto le liste.
Tutto ciò per dire che, al di là di responsabilità giudiziarie per le quali è in corso un'indagine, in ordine alla quale mi riservo di valutare in tempi stretti le più opportune iniziative, sotto il profilo politico sono destituite di fondamento le accuse al nostro partito di avere utilizzato nominativi meramente strumentali ed estranei al nostro ambiente politico.
Desidero anche affermare che né il nostro candidato sindaco Priamo Bocchi, né alcuno dei candidati della lista, sono a conoscenza degli aspetti materiali della fase di raccolta delle firme contestate.
Colgo infine l'occasione per ribadire che non ho fatto nè faccio politica per la "poltrona" o per interessi personali, chi mi conosce lo sa bene. Anzi, ne La Destra le "poltrone" non rendono ma ci si rimette del proprio"
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Parma ha bisogno di uomini che la amano, la conoscono, che conoscono la macchina amministrativa, che abbiano le ide chiare e la capacità di decidere.
Bisogna difendere l'autonomia della città così faticosamente conquistata, sostenere le famiglie e le imprese per ripartire, garantire la sicurezza, creare lavoro per i giovani, abbassao i cittadini.
Gli errori compiuti dalla precedente amministrazione non giustificano un passo indietro della città e nemmeno salti nel buio. Ci vuole una guida sicura. E ci vuole fiducia. Ma la fiducia bisogna meritarsela.
Capisco molto bene che oggi lo spettacolo della politica, gli scandali, l'incapacità di prendere le decisioni necessarie alimentano diffidenza, distanza, scoramento, sfiducia.
Ma qui si vota per eleggere il sindaco della nostra città: una persona che puoi conoscere, con cui parlare, cui puoi chiedere conto degli impegni presi.
Puoi votare la persona di cui tiun'occasione occasione da non sprecare. Io e i parmigiani ci conosciamo da tempo. Le famiglie, i giovani, le imprese, le comunità, i dipendenti comunali di Parma hanno tutte le risorse materiali, morali, culturali, sociali per farcela.
Io ho fiducia in questa città e nella sua gente.
E Parma sa che può avere fiducia in me.
Mantengo sempre quello che dico".
Elvio Ubaldi
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"Luigi Giuseppe Villani, capogruppo PdL in Regione: «Parto con una provocazione: in questa campagna molti candidati hanno cercato di rifarsi una verginità, con scarsissimi risultati, però. Non c'è riuscito Ghiretti che ha rinnegato la sua appartenenza alla giunta Vignali sebbene da quella partecipazione abbia tratto indubbi vantaggi; non c'è riuscito Ubaldi che ha rinnegato tutto il lavoro che ha fatto in due mandati e la passata amministrazione ha portato avanti non senza una certa fatica; non c'è riuscita la Guarnieri definendosi "moderata" ma dimenticando che nel suo schieramento ci sono dei soggetti che brandiscono ancora la falce ed il martello… In questa campagna elettorale, poi, è venuta fuori in tutta la miopia politica di chi non ha consentito che non si ricompattasse uno schieramento antisinistra… Bernazzoli è un uomo grigio che sebbene venga dalla Camera del Lavoro non ha mai lavorato in sua vita e rappresenta una sinistra bolognocentrica nelle mani delle lobby di fronte alla quale siamo l'unica alternativa di innovazione, modernità e senza paura…A chi si è volutamente messo fuori dal partito come Paolo Colla, voglio dire che loro non sono il "PdL buono", anzi, sono dei prezzolati che oggi sputano nel piatto dove hanno mangiato… Noi siamo la vera alternativa ad una sinistra conservatrice che vorrebbe che Parma tornasse agli anni delle giunte lAvagetto quando scipparono a Parma la fermata medio padana dell'Alta Velocità e la assegnarono, contrariamente a tutti i pareri degli esperti, a Reggio Emilia…Oggi chiediamo che venga riconsiderata quella decisione anche perché la nostra stazione è quasi finita mentre quella di Reggio stenta a venire avanti…».
Massimo Moine, vice coordinatore vicario del PdL: «Qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di avere rotto un ampio fronte dei moderati: non abbiamo accettato di abbassare la testa e abbiamo voluto andare avanti con un nostro candidato… Oggi diciamo chiaramente che vogliamo andare al ballottaggio perché il bene di questa città non è ne Bernazzoli ne, tantomeno, Ubaldi… Abbiamo fatto una campagna elettorale improntata alla chiarezza, anche all'interno del nostro partito. Chi si è messo fuori, rimanga fuori anche dopo il voto…».
Filippo Berselli, coordinatore regionale PdL: «Il nostro partito ha fatto molto per Parma in questa campagna elettorale portando in questa città molti esponenti politici nazionali oltre al coordinamento regionale… Il vero PdL è qui, non è fuori come afferma qualcuno che non ha titolo per affermarlo… Chi è fuori o è border-line decidano dove vogliono stare…».
Polo Buzzi, candidato sindaco del PdL: «In queste settimane di campagna elettorale si sono dette molte cose, si sono fatte tante promesse e si sono raccontate troppe menzogne. Noi pensiamo di non doverci vergognare di nessuno dei 13 anni di governo a Parma: per questo abbiamo deciso di presentarci con il nostro simbolo, con orgoglio e a testa alta. In questi anni Parma è cambiata ed è diventata una città più moderna: 13 anni fa aveva i semafori in tangenziale, oggi non li ha più nemmeno in centro; è una città più internazionale; 13 anni fa era chiusa in un nostalgico provincialismo,oggi, anche grazie alla presenza dell'EFSA, è una "capitale" d'Europa; ed è una città tra le più vivibili d'Italia: 13 anni fa guardava con invidia i servizi della vicina Reggio Emilia, oggi può andare orgogliosa dei modelli che da Parma prendono il nome come il "Quoziente Parma". Tutto questo, naturalmente, ha avuto un costo: ma per noi, quelli che gli altri chiamano "debiti", sono "investimenti", necessari per garantire un futuro migliore ai nostri figli. E proprio pensando a loro, ai nostri giovani, abbiamo detto No al progetto Metropolitana diventato insostenibile: questo, certo, ci ha attirato delle inimicizie.
Oggi, però, alla vigilia del voto non è più tempo di recriminare. Bisogna guardare avanti e avere il coraggio di prendere delle decisioni forti. Per questo se diventassi sindaco di Parma ecco quali decisioni prenderei nei miei primi 100 giorni. Mi impegno a pagare tutti i fornitori del Comune e riaprire i cantieri delle grandi opere, anche a costo di infrangere il Patto di stabilità; mi impegno ad abolire l'addizionale comunale IMU sulla prima casa e a ridurre quella IRPEF, recuperando risorse dalla lotta dell'evasione fiscale; mi impegno ad estendere il Quoziente Parma a tutti i servizi erogati dal Comune per venire incontro ai nuovi bisogni delle famiglie aggravati dalla crisi; mi impegno, infine a riprendere ad investire in sicurezza, continuando il lavoro interrotto, per garantire a Parma e ai parmigiani quella tranquillità che meritano, in casa come in strada.
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Roberto Ghiretti, candidato sindaco di Parma Unita, conclude la propria campagna con un appello al voto: "Ci dicono che la scelta che ci aspetta, amara e sconsolante, sia tra la continuità con un passato che ha fallito, e che tuttavia pervicacemente non vuole riconoscere gli errori commessi, e la restaurazione del potere dei partiti, l'abbraccio soffocante degli apparati e dei poteri forti dice Ghiretti -. Ma noi non possiamo rassegnarci a questa falsa contrapposizione, a questa falsa scelta: perché è evidente, se ci pensiamo anche solo un momento, che Bernazzoli e Ubaldi sono il passato, sono coloro che insieme hanno governato la città e compiuto tutte le scelte discutibili che oggi paghiamo. Sono due rappresentanti della politica come professione e come gestione del potere".
"È quello di cui Parma ha bisogno? È quello che vogliamo da una politica nuova? Sono convinto di no afferma Ghiretti -. Ma un'altrenativa c'è. Parma può cambiare. Con coraggio. Con orgoglio. Scegliendo con la propria testa. Senza farsi imboccare da chi crede di avere già deciso chi sarà il prossimo sindaco e magari che cosa dovrà fare, e come, e con chi. Scelgono i cittadini. Scegliamo noi. Noi abbiamo fatto tanta strada in questi mesi. In mezzo alla gente. Ascoltando i bisogni e confrontandoci.
Infine, le priorità da affrontare una volta diventato Sindaco: "Chiudere i cantieri, pagare le imprese, risanare il debito e le partecipate spiega -. Investire nei quartieri: qualità urbana, manutenzione e sicurezza. Rafforzare la comunità: famiglie, anziani, casa. Scommettere sui giovani: nuovi imprenditori, creatività responsabile e volontariato. Attenzione all'ambiente: riuso e riqualificazione della città, traffico e raccolta differenziata. Infine, ma non meno importante, dare vita ad un'amministrazione onesta, trasparente e leggera, che non alza le tariffe e abbassa le tasse".
Poi c'è il modo di fare politica dimostrato in questi mesi: "Un approccio diverso da quello offerto dagli altri sottolinea Ghiretti -. Basato sull'ascolto e la capacità di decidere con, invece che al posto dei cittadini. Fatto di trasparenza: zero partiti, zero finanziamenti pubblici, ma tanto impegno di cittadini normali che ci mettono la faccia, l'energia e l'intelligenza e che contribuiscono in maniera trasparente. Dove c'è competenza invece dell'appartenenza: persone che non cercano poltrone o potere, che non hanno padroni, ma che sanno mettere il bene della città davanti a tutto. Da questi valori e da queste idee, Parma può ripartire. Può anzi imboccare una strada nuova che non ci riporti al punto di partenza, alla città grigia dei burocrati e dei notabili, o alla città grigia di cemento e cantieri inutili. Cosa c'è in fo ndo a questa strada lo sappiamo già, e non ci piace. Cambiamo strada. Un'alternativa c'è. Si chiama Parma Unita. Siamo noi"".
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Tutto il PCL ha da sempre espresso la massima solidarietà a tutti i lavoratori e lavoratrici che in questi anni vedono il proprio futuro appeso ad un filo, con le relative ripercussioni che porta una tale situazione. Siamo convinti che ogni azione che verrà intrapresa deve essere una scelta condivisa e indipendente dei lavoratori che dovranno valutare le proprie conclusioni e decidere eventuali azioni di lotta, fin d'ora hanno dimostrato grande coesione e determinazione nel portare avanti la difesa del proprio lavoro.
Ma in merito a questa vicenda si evince come sia necessaria una presa di posizione forte da parte delle amministrazioni locali la quale è la più vicina alle necessità dei suoi cittadini. Apprendiamo con grande preoccupazione le proposte fatte dalla dirigenza della multinazionale "INTERCAST" di voler mantenere nel nostro territorio solo una parte amministrativa, proponendo una somma di buona uscita per tutti gli altri lavoratori (un contentino).
Questa è la società in cui viviamo nella quale al primo posto c'è solo il profitto, infatti la "INTERCAST" è solo un esempio di delocalizzazione all'estero in fattispecie in Thailandia, in cui il costo del lavoro è vicino allo zero e sono inesistenti i diritti sindacali.
Questo è il capitalismo se qualcuno non si ricorda.
In questi mesi abbiamo sentito da ogni candidato parlare di rilancio dell'economia, aiuto alle aziende e tanti altri bei proclami di comodo ma nessuno ha mai parlato che il Comune deve agire e contrastare tali politiche di speculazione da parte di dirigenti aziendali senza scrupoli.
Il PCL che si è sempre proposto come riferimento di rottura a tale sistema governando la città imporrebbe a tutte quelle aziende che decidessero di lasciare il nostro territorio solo per motivi economici forti penali e attuando anche azioni per un rilancio sotto il controllo dei lavoratori, perché sono loro la vera spina dorsale di ogni impresa.
Ci auguriamo che ogni vertenza aperta a Parma e non solo si possano concludere velocemente e nel migliore dei modi, in quanto vogliamo ricordare che si tratta di donne e uomini con le relative famiglie, come la sopra citata "Intercast" oppure la "CFT" o i lavoratori dell'ATI tutti uniti dal rischio della perdita del proprio lavoro e quindi della dignità.
Ci auguriamo che la prossima amministrazione comunale abbia un tale atteggiamento aggressivo a difesa del lavoro con metodi decisi, ma è necessaria una presa di coscienza da parte di tutti i lavoratori unendosi in un fronte di lotta unitario come noi del Partito Comunista dei Lavoratori chiediamo da sempre".
Liliana Spaggiari e i compagni del Partito Comunista dei Lavoratori.
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La Lega Nord chiude la sua campagna elettorale per le amministrative tornando a battere i temi dell'agroalimentare e del "made in Parma". In piazza Garibaldi, a salutare il candidato sindaco Andrea Zorandi, è arrivato l'onorevole Giovanni Fava, presidente della commissione parlamentare anti-contraffazione.
"Abbiamo le idee chiare in proposito – queste le sue parole – Parma deve tornare a essere la capotale del settore alimentare non solo per vocazione ma anche per le proposte politiche che dev'essere in grado di esprimere e interpretare". Fava, che ha insistito sull'importanza della tracciabilità e dell'informazione del cittadino-consumatore, "che dev'essere più adeguata e puntuale", ha bacchettato l'Efsa, "un'opportunità sprecata, ormai solo un carrozzone buono per la burocrazia e dai controlli solo formali e generici".
A fargli eco il collega Fabio Rainieri: "Siamo e saremo in prima linea per i nostri produttori, ora più che mia colpiti non solo dai falsi ma anche dall'Imu, gabella iniqua che va a colpire anche i beni strumentali, necessario per far arrivare sulle tavole di tutti i prodotti che hanno fatto grande questo territorio".
Sulla stessa linea il consigliere regionale Roberto Corradi. "Parma – così il segretario provinciale – è non solo eccellenza nel settore, motivo che riempie d'orgoglio, ma anche elemento trainante non solo per l'economia locale ma anche per quella nazionale".
Il candidato sindaco ha chiuso focalizzando l'attenzione sul lato igienico-sanitario della questione: "La lotta ai falsi, ai tarocchi, a chi si dedica alla contraffazione dev'essere spietata e ancor più incisiva di quanto non è stato sinora. Ne va non solo della nostra salute ma di quella del commercio, opporsi a quello che è vero e proprio abusivismo è un dovere di chiunque, in primis delle istituzioni".
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Pubblicato in Parma Bene Comune, Roberta Roberti
In queste ultime settimane è apparsa in tutta la sua drammaticità la situazione di grave crisi occupazionale in cui si trova il nostro territorio.
Crediamo che, a fronte di molte piccole e medie imprese schiacciate dall'indotto della crisi economica nazionale ed internazionale e dissanguate dalle banche, ci sia chi sta approfittando della crisi per dismettere stabilimenti, mantenendo il marchio per poi delocalizzare dove è più conveniente, o chi decida di chiudere la fabbrica confidando nel cambio di destinazione d'uso dei terreni, dei fabbricati e delle aree.
L'amministrazione comunale deve intervenire come garante dei diritti dei lavoratori nel caso degli operai della CFT, della Intercast e di tante altre aziende in crisi del territorio, come nel caso degli operatori delle cooperative di servizi, vittime di un sistema di appalti e subappalti sul quale il Comune ha voluto sempre più dismettere il proprio ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo.
L'amministrazione comunale non dovrà più concedere cambi di destinazione d'uso nelle aree industriali e artigianali. Deve essere in ogni modo impedita la speculazione immobiliare ed edilizia. Vanno perseguite nuove strade per dare sostegno alle piccole e medie imprese in crisi. Sull'esempio di quanto si sta realizzando a Nantes (Francia), crediamo si possa pensare di istituire anche a Parma una Unità di credito che liberi le PMI dalla dipendenza dalle banche, ovvero introdurre come si sta facendo in Germania e a Bolzano il Bilancio del Bene Comune come condizione per rientrare in un sistema di imprese virtuose, che godono di una serie notevole di agevolazioni.
La ristrutturazione di cui ha bisogno la macchina comunale non prevede tagli al personale o suo trasferimento a società partecipate (che sarebbe meglio cominciare a mettere nel dimenticatoio), ma semmai consolidamento, formazione e valorizzazione dei dipendenti, al fine di restituire loro un ruolo centrale, a partire dai servizi sociali ed educativi, fino alla manutenzione e ai magazzini. Si devono progressivamente ridurre le esternalizzazioni e le privatizzazioni, procedendo in tutti i casi possibili all'assunzione diretta degli operatori.
E' essenziale chiedere ai partecipanti a convenzioni e gare d'appalto, come condizione imprescindibile, il rispetto di un Codice Etico del Lavoro per i loro dipendenti, la cui formazione e qualificazione professionale saranno controllate dal Comune stesso.
Roberta Roberti
candiodato sindaco Parma Bene Comune
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Matteo Caselli, Candidato Consigliere Comunale del Pd, interviene sui temi della Cultura, dopo aver passato gli ultimi 4 anni e mezzo in Comune all'interno della Commissione Consiliare competente e dopo aver dedicato a questo importante settore numerosi incontri della sua Campagna elettorale, come ad esempio l'aperitivo di ieri con numerosi artisti parmigiani.
" Parma è una città colta. Una città, una comunità che fa dell'amore per la cultura una delle sua peculiarità, uno dei suoi tratti distintivi. Parma è una città ricca di luoghi ed istituzioni culturali. In tutti gli ambiti la nostra città può vantare una lunghissima e feconda tradizione.
Esistono poche città che possono vantare la presenza di strutture culturali (ad esempio in campo teatrale) e di un tessuto associativo culturale come il nostro.
Parma è quindi una città in cui la Cultura è una fonte di lavoro. Tanti sono i lavoratori impiegati in questo settore strategico per la città. I soggetti indicati rappresentano, da decenni, la produzione culturale della città nei suoi molteplici aspetti; un lavoro costante d'altissimo livello, riconosciuto in Italia e all'estero, pluripremiato dalla critica nazionale e internazionale, capace di dare a Parma l'immagine di una città dalla forti radici culturali.
E' questa la vera peculiarità del sistema culturale cittadino: la produzione. A Parma si produce cultura. I protagonisti della cultura di Parma svolgono la loro attività prevalentemente in spazi pubblici e lì hanno concentrato gran parte dei contributi istituzionali a loro riconosciuti sottolineando così la volontà di agire in maniera stanziale, investendo e rischiando in primo luogo sulla città e il suo pubblico. Inoltre, ognuno di questi soggetti produttivi svolge, in parallelo, una variegata attività di formazione rivolta ad un fruitore ampio che spazia dall'insegnamento artistico – teatrale, musicale, performativo, visivo – fino all'intervento riabilitativo-creativo delle categorie più deboli.
Il pubblico di Parma è quindi stato formato negli anni proprio da queste pratiche pluriennali. Questo aspetto dell'attività è riconosciuto come di alto profilo qualitativo sul territorio nazionale ed europeo.
Intorno a queste realtà stabili e consolidate, la nostra città è attraversata da un fitto tessuto di associazionismo culturale diffuso, che partecipa, vive e movimenta la vita culturale cittadina con una moltitudine di iniziative, spesso legate da forme di collaborazione con le istituzioni locali. Nei prossimi anni occorrerà rilanciare questo rapporto nonostante la crisi economica, anche con forme innovative di sostegno (vedi atto di indirizzo allegato presentato ieri durante l'incontro con numerosi artisti parmigiani).
La natura stessa di questo contesto così complesso e strutturato ha permesso al tessuto culturale cittadino di resistere alle difficoltà portate dalla profonda crisi economica internazionale e ai conseguenti tagli ai finanziamenti anche se rimane di tutta evidenza che a crisi rende necessaria una profonda innovazione del sistema culturale cittadino per adeguarlo al mutato contesto in cui ci si trova ad operare.
Collaborazione tra territori e integrazione tra le strutture
La crescente carenza di risorse economiche destinate alla cultura, impongono alla politica di cercare soluzioni nuove ed innovative. Per farlo occorrono umiltà e consapevolezza. Archiviare una stagione tendente alla grandeur autocelebrativa, ed aprirne una nuova, in cui non si abbia più paura del confronto con gli altri. Superare la tendenza "isolazionistica" che Parma ha scelto negli anni, nei confronti sia degli altri Comuni del territorio provinciale, sia del resto della Regione.
La collaborazione tra i teatri cittadini ha reso possibile mettere a sistema festival prima organizzati separatamente da Teatro Due, Teatro delle Briciole e Lenz. Questa esperienza può essere portata più avanti alla luce del nuovo contesto economico affinché si possa far fronte all'emergenza senza rinunciare all'alto livello qualitativo a cui ognuno dei soggetti è arrivato nel tempo. E' utile immaginare per il futuro soluzioni mirate ad una sempre maggiore integrazione tra le strutture anche per quello che riguarda, ad esempio, le questioni tecniche ed organizzative.
Ad un percorso di sinergica collaborazione come quello proposto non può rimanere estraneo il teatro di tradizione cittadino. L'occasione potrebbe essere particolarmente stimolante per un mutamento in positivo delle relazioni tra questo e le altre realtà produttive della città. Un più incisivo feed-back con la maggiore delle strutture su cui si concentrano le risorse pubbliche non potrà che rafforzare l'offerta qualificata di cultura che la città potrà veicolare nel mondo nel corso dei prossimi anni. Si tratta di una scelta di fondo, che va oltre la situazione contingente, e delinea, in una prospettiva di ampio respiro, un mutamento profondo della situazione esistente.
Il Teatro Regio ha molti nodi da sciogliere. In questi anni la Fondazione ha vissuto vicissitudini molto serie, di cui più volte abbiamo discusso nella città e nelle istituzioni. Problemi di bilancio, mancati finanziamenti, relazioni sindacali difficili, una gestione manageriale discutibile. Riteniamo doveroso che si chiuda questa fase difficile e che alla Fondazione Teatro Regio si apra una nuova stagione, fatta di uomini, idee e progetti nuovi.
Della situazione del Teatro cittadino ho già avuto modo di parlare nel dettaglio nelle scorse settimane, e non mi dilungo. Anche perchè vi sono ulteriori urgenze che andranno assolutamente risolte.
PRIORITARIA LA RICONVERSIONE DEI CONTENITORI CULTURALI
Nei primi anni del prossimo mandato Amministrativo, chiunque governerà la città si dovrà occupare di risolvere i numerosi problemi lasciati in eredità dal duo "Ubaldi-Vignali" in campo culturale, sopratutto per quello che riguarda i contenitori culturali. Una priorità su tutte: Il Palazzo del Governatore: ormai condivisa da tutti l'opposizione alla proposta avanzata dal Commissario di un affitto dello spazio, rimane aperto il problema del futuro: nel futuro ritengo occorra individuare una figura professionale che si occupi di questo spazio, oltre che creare uno spazio espositivo permanente, ad esempio valorizzando il patrimonio dello CSAC o delle Fondazioni Bancarie di Parma. Altri nodi irrisolti sono Palazzo Pigorini e il nascituro Teatro dei Dialetti, per i quali occorrerà immaginare un futuro vivo ma sostenibile.
Delineato questo nuovo contesto, penso sia utile rilanciare alcune idee concrete, spesso già avanzate in varie sedi dal Pd e si riconduco al programma depositato dal Candidato Sindaco Vincenzo Bernazzoli.
IL COMUNE COME PROMOTORE CULTURALE
- Lavorare per istituire una conferenza permanente di programmazione beni e istituzioni culturali (Stato, Università, Comune ecc, privati), che fra l'altro si proponga l'armonizzazione degli orari delle istituzioni culturali e la predisposizione di un biglietto unico musei
EDUCAZIONE LUNGO TUTTO L'ARCO DELLA VITA
- Punto di incontro fra cultura-educazione-welfare
- Progetti di ampio respiro costruiti non da strutture nuove ma valorizzando i servizi e collaborando col mondo della Scuola e dell'Università
- Sviluppo dei diritti di cittadinanza per italiani e stranieri: forma di integrazione e coesione sociale
RAPPORTO CON L'UNIVERSITA'
- L'Università è una risorsa per la città: occorre quindi un progetto di reciproca valorizzazione, che favorisca la programmazione comune servizi agli studenti (abitazioni e mobilità, sale studio, biblioteche, accesso Internet ecc) ed il coinvolgimento sistematico nei programmi culturali (ad esempio sul tema della cultura scientifica)
VOLONTARIATO CULTURALE
- Albo generale volontari per la cultura, articolato per progetti concreti concordati, che prevedano anche aggiornamento e formazione
RIEQUILIBRIO DEI SERVIZI SUL TERRITORIO COMUNALE
- Progettare una diversa distribuzione territoriale dei servizi, con poli organici anche culturali a partire dalle risorse esistenti (in particolare dalle Biblioteche e dai CAG strettamente coordinati) immaginando anche la individuazione di vocazioni specifiche
FORME DI GESTIONE SERVIZI CULTURALI COMUNALI
- Profonda revisione del modello di Istituzione adottato a Parma, che non presenta vantaggi sufficienti a giustificarne l'esistenza, realizzando uno studio di fattibilità per la riunificazione di tutto il comparto beni e istituzioni culturali (Biblioteche, Archivi e Musei) in un solo soggetto gestore
BIBLIOTECHE
- Ampio dibattito cittadino per individuare una soluzione, rispettosa degli impegni contrattuali ma ferma e decisa, della questione Ospedale Vecchio, facendo perno su una nuova Biblioteca Civica Internazionale che sia però integrata con un centro di creatività giovanile ed abbia un rapporto anche virtuale con il patrimonio archivistico (un grande centro di cultura moderno e interculturale che sappia evidenziare il rapporto con la storia). L'inserimento della Facoltà di Architettura (se accettato dall'Università) non contrasta ma esalta questa ipotesi.
- Rilancio del Servizio Bibliotecario Parmense (Polo SBN) portandolo da gestore di un catalogo collettivo a vero e proprio soggetto pianificatore di servizi (valorizzazione della Biblioteca Palatina, favorendo la precisazione della sua missione; migliore divisione del lavoro con le biblioteche dell'Università; carta di polo dei servizi e delle collezioni; magazzino centralizzato; biblioteca digitale parmense; progetto e-book)
- Ricollocazione della Biblioteca di Alice in una sede adeguata, baricentrica sull'area Nord-Ovest
- Partenariato Biblioteca Pavese – Biblioteca Baia del Re (ricollocata in locale più adatto) anche per favorire la copertura dell'area Sud-Est
- Potenziamento servizi mobili per favorire la penetrazione territoriale
- Ridefinizione orari e servizi offerti a seguito di una accurata indagine dei bisogni reali. "
PARMA CITTA' VIVA E CULTURA A KM ZERO: ATTO DI INDIRIZZO PER LA PROMOZIONE DELLA CULTURA, DELLO SPETTACOLO E DELLA MUSICA DAL VIVO NEI LOCALI DELLA CITTA'.
Il Consiglio Comunale di Parma
premesso che
nonostante i fitti calendari di eventi culturali organizzati dal Comune di Parma con cospicui interventi economici pubblici e privati, sono centinaia i gruppi informali di artisti, le compagnie teatrali o i gruppi musicali che nella nostra città faticano a trovare spazi in cui esibirsi;
valutato che
ogni agevolazione deve essere concessa sulla base di un 'patto' con la Pubblica Amministrazione, cui spetta promuovere le compagnie teatrali, i gruppi musicali emergenti e più in generale le realtà che producono cultura a Parma;
la promozione delle imprese culturali della nostra città e la creazione di una rete di piccoli eventi dal vivo a basso costo rappresentano strumenti per rispondere alla crisi economica ed alla riduzione di risorse pubbliche destinate ad eventi culturali;
IMPEGNA LA GIUNTA
a costituire un registro informatico per le imprese culturali denominato 'cultura a km 0′ consultabile dal sito internet del Comune in cui è possibile far incontrare la domanda e l'offerta culturale pubblica e privata della città, anche attraverso categorie tematiche e connessioni virtuali visibili tra i diversi centri di promozione culturali e gli operatori del settore;
a predisporre una convenzione-tipo tra il Comune ed i locali cittadini allo scopo di stipulare accordi per ridurre i costi di uso del suolo pubblico o altre imposte comunali per i locali che si impegnano a promuovere il teatro o la musica dal vivo attingendo dal registro 'cultura a km 0′;
a sostenere attraverso una pubblicità coordinata dal Comune gli appuntamenti culturali che vedranno protagoniste realtà produttive culturali della nostra città negli spazi che si renderanno disponibili al progetto.
1 commento
Cappellino e occhiali scuri al volante di una jee elettorale, il coordinatore regionale del Pdl – il giorno dopo la notizia dell'avvio degli accertamenti ministeriali al tribunale di Parma, da lui richiesti attraverso numerose interrogazioni – guida in prima persona la campagna del partito prima del silenzio elettorale. In mattinata infatti "l'avversario" del procuratore capo Gerardo Laguardia ha percorso alcune strade della città a bordo di un piccolo fuoristrada all'americana, munito di quadruplo altoparlante e manifesti dedicati al candidato sindaco Paolo Buzzi. "Stiamo facendo un giro elettorale per sostenere i nostri candidati". Al fianco di Berselli, sulla jeep, l'aspirante consigliera Cinzia Camorali.
"Ieri pomeriggio durante un aperitivo alla Corale Verdi, i candidati consiglieri under 35 della lista per PARMA, Progressista, Socialista. Laica, Antonello Cristalli, 26 anni laureando in Ingegneria, Giulia Muratori, 23 anni laureanda in Beni Culturali, ed Eleonora Cocconcelli, 26 anni laureanda in Economia- si legge in una nota- hanno presentato 5 proposte per rendere Parma una città più a misura di giovani.
Dalle tematiche dello studio e della formazione, a quelle della casa e del lavoro, diverse sono state le idee, tutte peraltro molto concrete e fattibili che i tre candidati al consiglio comunale si sono impegnati a portare avanti qualora eletti in consiglio.
Molto spesso la politica – ha dichiarato Francesco Castria durante la presentazione dei tre candidati consiglieri- parla del problema dei giovani, ma poi non propone delle soluzioni reali per cambiare una condizione di difficoltà di inserimento nel mondo lavorativo o di creazione di una propria famiglia, variamente intesa, che i ragazzi incontrano quando voglio passare da figli a protagonisti della propria vita e di quella sociale della città, per questo motivo credo vada apprezzato lo sforzo progettuale dei nostri candidati che possono dare risposte efficaci ai problemi che i giovani parmigiani incontrano quotidianamente.
Su questi temi che riguardano tutti i giovani di ogni provenienza e di vario ceto sociale,- hanno concluso i candidati consiglieri- il Comune ed il futuro sindaco possono fare molto, crediamo quindi al nostro Candidato Vincenzo Bernazzoli di recepire le nostre proposte e di realizzarle nel prossimo mandato amministrativo. Pochi atti, varrebbero molto più di molte parole".
Lista Civica per Parma Progressista Socialista Laica
Riceviamo e pubblichiamo
Tuttavia, nell'ultimo giorno di campagna elettorale, riteniamo importante ricordare ai parmigiani che dalla scelta che faranno domenica e lunedì prossimi non si torna indietro.
Le scelte sbagliate, quando non assurde, compiute da Ubaldi (Stu Stazione, Stu Pasubio, Spip, etc…) hanno causato il 90% dell'attuale indebitamento del Comune di Parma e delle società partecipate, per 600 milioni di euro (come attestato dal Commissario Ciclosi).
Ma la realtà dei fatti lo inchioda:
- Ubaldi, quando era sindaco, ha sbagliato la visione della città, puntando sulla quantità e sulla megalomania.
- Ha dato il via ad opere senza le necessarie coperture finanziarie (come dimostra lo stop di vari cantieri per mancanza di risorse).
- Ha compromesso l'equilibrio del bilancio corrente del Comune coprendo i "buchi" con le risorse straordinarie degli oneri di urbanizzazione (nel 2006, il bilancio corrente era in negativo di 8 milioni di euro).
- Ha scelto, sostenuto e fatto eleggere come suo successore Pietro Vignali.
Scarpa: ecco perchè appoggio Ghiretti
Riceviamo e pubblichiamo
Scarpa: "Appoggio Ghiretti perché è la vera discontinuità"
Cgil: votare per ridare dignità a Parma
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Ubaldi: lavoro, sicurezza e tasse più basse
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Bassi: "Buoni comunali per fotovoltaico
Riceviamo e pubblichiamo
Cornini: "Ghiretti ha coinvolto gente nuova"
Riceviamo e pubblichiamo
Gli appelli al voto dei candidati http://diariodellacrisi-parma.blogautore.repubblica.it/2012/05/04/gli-appelli-al-voto-dei-candidati/
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