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Nato tempo fa' per la promozione delle mie creazioni(dipinti e ceramica Raku)... poi quasi abbandonato... Ora ha ripreso vita x le news locali in previsione delle Amministrative 2012 su Parma. Questo nuovo progetto vuole essere un "riassunto" della rassegna stampa per seguire le vicende elettorali dei candidati sindaci e verranno menzionate altre cose importanti per il futuro di Parma. Chi vincerà? ;)
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2012/03/09 RASS ST (parte 3)



REPUBBLICA
"Ho sempre posto grande attenzione alla correttezza e al rigore di ogni pratica amministrativa – spiega Elvio Ubaldi -. Questo i parmigiani lo sanno, e da qui bisogna ripartire per rilanciare la città. Parma ha tutte le capacità per superare questa crisi. Ho grande fiducia in questa città e nelle sue risorse morali e materiali. Fiducia, trasparenza, rigore, etica pubblica, meritocrazia e partecipazione sono requisiti necessari nel rapporto tra i cittadini e chi governa", così Elvio Ubaldi introduce, in una nota stampa, i dieci punti del suo programma elettorale da candidato sindaco di Civiltà parmigiana
"Dieci semplici regole per iniziare a ricostruire, a partire da trasparenza e rigore, il patto sociale tra l'amministrazione comunale e i cittadini.
1) No auto blu
Le auto blu sono il simbolo di una stagione finita della politica. Nel nuovo mandato saranno sostituite e gli amministratori pubblici si sposteranno con auto di servizio ecologiche della flotta del Car Sharing o in dotazione ai servizi comunali.

2) Bilancio trasparente online.
Il bilancio del Comune di Parma sarà facilmente accessibile attraverso un apposito spazio online che garantirà ai cittadini la possibilità di controllare non solo il bilancio annuale, ma anche, in tempo reale, gli impegni economici, gli investimenti e l'andamento della spesa corrente. Uno strumento semplice e alla portata di tutti per vedere come l'Amministrazione comunale impegna i soldi pubblici.

3) Anagrafe degli amministratori: pubblicazione di redditi e patrimonio
Pubblicazione obbligatoria dei redditi, e dello stato patrimoniale, degli assessori della Giunta e di tutte le nomine di carattere politico e fiduciario. Dunque trasparenza massima su coloro che rivestono cariche pubbliche durante il mandato del sindaco. Inoltre, durante lo stesso mandato, sindaco e assessori non potranno svolgere nessun'altra attività professionale.

4) Meritocrazia al primo posto: curriculum pubblico
La scelta dei dirigenti del Comune e delle società partecipate avverrà secondo un rigoroso criterio di meritocrazia basato sul curriculum e professionalità. Curriculum che verrà pubblicato e sarà visibile a tutti sul sito del Comune di Parma.

5) Norme più rigide negli appalti
Alla normativa vigente negli appalti, saranno introdotte norme più rigide per accedere alle gare pubbliche come la sicurezza nei cantieri e le caratteristiche dei lavoratori impiegati (formazione alla prevenzione, verifica che tutti i lavoratori abbiano contrattualizzazione certa e a norma) in modo da distinguere le aziende virtuose da quelle non idonee. L'Amministrazione, già a livello contrattuale, prevederà la raccolta sistematica dei dati sugli eventi infortunistici degli appaltatori e dei subappaltatori, verranno esclusi, tramite apposita procedura, i fornitori che hanno dimostrato carenze nel rispetto della legislazione in materia di sicurezza sul lavoro.

6) L'Agenda dell'Assessore accessibile ai cittadini
Ogni assessore della nuova giunta dovrà rendere pubblica la sua attività attraverso un sito online: i temi ai quali sta lavorando, gli interventi mensili, le nomine e i curriculum dei collaboratori,  gli impegni di spesa per ogni intervento e la data mensile in cui incontrerà la cittadinanza per rendere conto del suo operato e ricevere suggerimenti e proposte. Un modo nuovo per i cittadini per essere informati sulle scelte amministrative e seguire l'andamento dei progetti che stanno più a cuore.

7) Taglio del 50% del compenso dei manager pubblici
I manager pubblici nominati durante il mandato subiranno un taglio del compenso pari al 50% rispetto al passato. Dunque fine ai compensi d'oro nella pubblica amministrazione: manager, sovrintendenti di teatri, esperti di settore percepiranno d'ora in poi un compenso più adeguato ai tempi che viviamo e in linea con gli standard europei. Con questo provvedimento il Comune di Parma sarà ancora più rigoroso delle normative introdotte dal Governo Monti.

8) Riduzione dei CdA
Razionalizzazione del sistema delle società partecipate e riduzione del loro numero (ci saranno quindi meno CdA). Inoltre sarà ridotto anche il numero dei componenti dei consigli di amministrazione a partecipazione comunale da 1 a un massimo di 3 persone e ci sarà incompatibilità con altri incarichi istituzionali del Comune o di altre istituzioni.

9) Razionalizzare e valorizzare la struttura comunale
Riduzione drastica delle consulenze esterne, valorizzazione del personale dipendente del Comune e nuovi strumenti per garantire la massima trasparenza dei concorsi pubblici sono interventi che garantiranno un grande risparmio economico, maggiore efficienza e più meritocrazia nell'ente pubblico. Ad esempio, per razionalizzare e valorizzare risorse e capacità interne al Comune verrà creato ad hoc una banca dati dei curriculum e delle professionalità dei dipendenti cui rivolgersi prima di affidare incarichi interni e esterni.

10) Nuovo organo di controllo per il Termovalorizzatore
Verrà istituito uno speciale organo di controllo composto da membri delle istituzioni, rappresentanti dei cittadini, specialisti di settore e consiglieri comunali di maggioranza e opposizione per vigilare sui lavori di realizzazione, sulle future emissioni e sulla quantità e la provenienza dei rifiuti destinati al termovalorizzatore.










7 commenti a "Ubaldi, il programma in 10 punti"
  1. gina scrive:
    ma dai che Elvio sta scherzando! Mettere tutto on line e' gia' previsto (anche se alcuni assessori di parma non lo facevano mai), per l'agenda l'ha gia' detto il Bernazza l'altro giorno a teleducato. Se non scherza, viene da pensare che non sia proprio allineato al momento. Non e' che nel ripartire da dove ha lasciato si e' giocato 4 anni di memoria?
  2. magda scrive:
    ubaldi fuori dal mondo e dal tempo
  3. Enrico C scrive:
    Mi sembrano polemiche un po' sterili. 10 anni fa erano appunto 10 anni fa. In Italia non c'era nemmeno internet e noi avevamo la tangenziale con i semafori… Le priorità erano altre. Il mondo nel frattempo è un po' cambiato. Ve ne siete accorti?? O no?? La proposte di Ubaldi mi sembrano un buon punto di partenza: a Parma oggi c'è bisogno di questa trasparenza e questo rigore. O il metodo Monti va bene solo a Roma?
  4. Fra scrive:
    Scusa Elvio, una piccolissima ed unica domanda: e farlo prima tutto questo mentre sei stato 10 anni incollato alla poltrona di Sindaco anzichè progettare una città come Loa Angeles, NO ??
    Ora è un po tarduccio per fare le cosine utili… andavano fatte prima, prima cioè di arrivare a questo punto..
    Son bòn anca mì se nò..
  5. roberto scrive:
    E farlo prima..quando era sindaco..
  6. carlo scrive:
    Egregio Dott. Ubaldi,
    manca il punto più importante che farà sicuramente la differenza….
    11) Chi sbaglia paga di tasca sua.
    Se inserirà questo semplice punto avrà sicuramente il voto di tanti cittadini Parmigiani.
  7. dottorando00 scrive:
    Gentile Dott. Ubaldi,
    queste cose le sta già propononendo in gran parte Ciclosi ed in altra parte sono previste dagli ultimi decreti legge…
    Vuoi vedere che il rapporto di amicizia tra Ciclosi e Manuele (ex segretario) non ci porti direttamente a Lei…?

Ansaloni, da portavoce di Vignali a portavoce di Ubaldi

Occhio alla filastrocca: da portavoce del sindaco a portavoce dell'ex sindaco che punta a diventare sindaco. Il vecchio ufficio comunicazione del Comune di Parma, quello dell'era Vignali (civici-Pdl), chiamatelo pure "palazzo del calciomercato". Prima l'addetto stampa del Comune Luca Molinari è diventato portavoce e comunicatore del candidato sindaco Pd Vincenzo Bernazzoli, poi alcuni reduci del primo piano del municipio pare siano andati a dar man forte all'immagine di Roberto Ghiretti (LEGGI). Adesso la novità: Andrea Ansaloni, che per quasi 5 anni è stato il portavoce del sindaco Pietro Vignali, da oggi è diventato quello del candidato sindaco Elvio Ubaldi, ex primo cittadino della città. Va detto però che Ansaloni nel 2002 collaborò già con Ubaldi nella sua campagna elettorale. Proprio come Molinari, Ansaloni è comunque passato da una squadra all'altra: dal Pietro "torna indietro" al suo padrino Elvio "guardo avanti", che però negli ultimi 4 anni ha ripudiato, rifiutato e combattuto proprio contro il suo ex pupillo Vignali.  Chi dei due comunicatori, Molinari e Ansaloni, riuscirà a tornare in Comune? Lo diranno le elezioni, dato che il testa a testa più probabile sarà proprio quello fra Bernazzoli e Ubaldi.
Ps: a proposito di "calciomercato", l'unico che col pallone ci azzecca davvero è proprio l'ex responsabile stampa del Comune, Alberto Monguidi, fuggito dalla politica per approdare agli uffici stampa della Lega calcio .
13 commenti a "Ansaloni, da portavoce di Vignali a portavoce di Ubaldi"
  1. minkyetta scrive:
    Ma questi Politici non riescono mai ad avere un rigurgito di dignità e metterlo in atto togliendosi "perennemente" dagli zebedei ?
  2. non importa scrive:
    semmai la domanda è: perché Bernazzoli ha preso con sè uno che stava con Vignali e proveniente dalla Gazzetta (non tenera col centrosinistra in tutti questi anni) ?
  3. ercolino scrive:
    è semplicemente un voltagabbana.
  1. Nino scrive:
    Perché scandalizzarsi? Sono professionisti. Chi pensa il contrario è un giornalista fazioso, di quelli che dice che il giallo è rosso anche se la realtà è gialla. Viva Ansaloni e Molinari per conto mio
  2. dabò scrive:
    la questione è politica, non occupazionale. ansaloni, portavoce e "movimentatore" politico di Vignali, già dei 30per30, può fare quel che vuole. la cosa strana è ubaldi che si candida dopo aver delegittimato e attaccato in tutti i modi vignali e poi si prende in casa il suo "guru" mediatico.
  3. Simo scrive:
    Scoop: continua la transumanza degli ex!
    il mio gommista, già fornitore del Comune e noti in tutta la provincia per la dubbia e disdicevole pratica della rigenerazione di pneumatici invernali, ha fornito 4 gomme ricoperte a un noto esponente politico della cerchia di Bernazzoli!
    'a Pantalo! ti prego indaga anche su questo evidente malaffare.
  4. mirco scrive:
    Concordo pienamente con mik
  5. dottorando00 scrive:
    Dal mio punto di vista credo che il problema possa essere più del politico che sceglie a chi affidarsi che dei soggetti citati negli articoli.
    Ansaloni e gli altri sono professionisti e come tali prestano la loro opera retribuita a chi li sceglie.
    La mia perplessità nasce dal fatto che alcuni del gruppo del primo piano sono con Ghiretti ed altri con Ubaldi….
    Per me tira aria di inciucio.
  6. lele scrive:
    Ansaloni non ha problemi a lavorare per nessuno,
    Mica e' una questione di credere nelle idee. E solo un lavoro per cui e' pagato.
    Esattamente come tutti questi politici.
  7. Gianni scrive:
    Il big Ansaloni, alla fine è un semplice …mercenario. Tutto qui.
  8. roby scrive:
    second mi l'è na notizia e a sfa lesor
  9. stgmarchand scrive:
    Tipico esempio di giornalismo all'italiana da parte del buon Pantalone. Non conta la professionalità (sulla quale poi si può sempre discutere), ma con chi ti schieri (o di chi sei servo). Il bravo giornalista scrive quello che vuole il padrone, e quindi è "marchiato" a vita. E se cambia datore di lavoro è considerato un voltagabbana. Complimenti Pantalone, continua così e facci la morale. Tanto l'Italia non sarà mai un paese normale, nonostante Monti.
  10. mik scrive:
    Quindi chi fa il comunicatore di mestiere può farlo una sola volta? Non può più rivendere i propri servizi a nessuno perchè già bruciato e andare a chiedere il sussidio di disoccupazione? Mah siete veramente strani…

Bernazzoli: "Finire entro un anno primi lavori stazione"


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"Riavviare i lavori e completare il primo stralcio entro un anno". Questo l'impegno di Vincenzo Bernazzoli per la stazione di Parma, annunciato stamattina nel corso di una visita al cantiere. Per il candidato sindaco del Pd, un viaggio di qualche ora nel limbo del megacantiere bloccato da mesi, sotto la guida dei "dannati della stazione". Così si definiscono i residenti di via Alessandria che dal 2010 si sono costituiti nel "Comitato per la sopravvivenza in zona stazione". Un gruppo di quaranta cittadini che fin dall'inizio dei lavori denunciano condizioni di vita "esasperanti", tra inquinamento acustico e nuvole di polveri che invadono le loro abitazioni a due passi dai binari. E ora che i lavori sono interrotti, rendono noto il degrado in cui versa la zona senza più operai, con siringhe e rifiuti lasciati negli spazi abbandonati.
"Siamo passati da giorni di demolizioni e trivellazioni continue dalla mattina fino a notte inoltrata all'abbandono totale dell'area – spiega il presidente del comitato Giuseppe Piccioni – e in tutti questi anni non siamo mai riusciti a dialogare con l'Amministrazione comunale, che ha sempre rimpallato le responsabilità sul cantiere". Gli fa eco Roberto Corradi, un altro residente: "Nessuno è mai venuto a controllare le condizioni in cui si stavano svolgendo i lavori. Io stesso sono dimagrito di sette chili a causa di complicazioni per lo stress. Molti di noi che erano in affitto sono scappati". Non mancano poi le considerazioni politiche su quella che il commissario Ciclosi ha definito "la vera ferita della città". "Come fa il candidato sindaco Ubaldi – chiama in causa sempre Corradi – ad ammettere la responsabilità di questo scempio? Anche se l'ex Amministrazione ha sempre accampato scuse per tirarsene fuori, sappiamo bene il ruolo che ha avuto nella gestione della Stu stazione".
Ai "dannati della stazione", Bernazzoli ha promesso di "dare priorità per concludere la prima parte del progetto, mentre il secondo stralcio richiederà più tempo – ha affermato – ma nel frattempo i vuoti lasciati vanno sistemati in modo che non diventino terra di nessuno". Per esempio realizzando interventi di verde pubblico o parcheggi a raso, ha proposto il candidato sindaco del Pd. Per Bernazzoli, il cantiere della stazione è "frutto di errori pesanti di valutazione nel rapporti le imprese e il pubblico". Primo passo per riattivarlo? "Fare in modo che la Bonatti spa recuperi le condizioni di fiducia per riprendere l'attività". E questo lo si saprà il 31 marzo, data in cui è fissato il limite entro cui l'impresa - che ha già ricevuto 17milioni di euro dal Comune - deciderà se accettare l'accordo sul concordato preventivo per la ristrutturazione del debito (come stabilito dal tribunale basandosi sull'articolo 182 bis, sesto comma della legge fallimentare), a cui gli altri due creditori - Banca popolare di Vicenza e Mbm architects - hanno già detto sì. Ma la paura dei residenti è che il megacantiere resti bloccato così, condannandoli a restare "dannati" fino al giorno del giudizio. Se ci sarà, del tribunale. (alessandro trentadue)
14 commenti a "Bernazzoli: "Finire entro un anno primi lavori stazione""
  1. Pàvol(Paolo) scrive:
    Arriva il salvatore della Patria !
    Stamane mi è arrivata bolletta dei rifiuti urbani e con essa l'addizionale PROVINCIALE del 10%!
    Ricordate monte Ardone?
    Tabè! Vùda la càssa II° !
  2. roberto scrive:
    Giusto..Ma il sig.Bernazzoli dov'era,che opposizione faceva quando nel cantiere stazione si è costruito l'orribile inferno per i residenti?Ma si rende conto a che orribile violenza sono stati costretti questi cittadini?
  3. savani scrive:
    Ma per quanti anni dovremo pagare i disastri pensati e avviati da Ubaldi e portati avanti mangiandoci su dal suo delfino Vignali?? Parma deve scegliere un Sindaco serio e capace che lavori senza raccontare balle, guardandosi attorno Bernazzoli e' l'unico che ce la puo' fare davvero.
  4. disgustato scrive:
    @lele: già, l'elmetto. E' il simbolo della complicità tra Provincia che non si è mai opposta ad alcuna decisione del Comune. Anche se avrebbe potuto farlo in tanti modi. Adesso però Bernazzoli se ne va in giro a dire che siamo caduti nel baratro: ma è anche colpa sua!!!


Ghiretti: "Fare un parco della cultura e della musica"

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Troppi contenitori, spesso chiusi e costosi, e pochi contenuti. Troppe porte chiuse in città al punto che Parma i turisti la descrivono come una "città bella da vedere, ma solo di fuori". Sceglie lo sfondo dell'ex cinema Multiplex – dove suona la filarmonica Toscanini – Roberto Ghiretti per declinare la sua idea "culturale" di città. Nel piatto delle proposte l'assessore lancia subito quella di dare vita a un "parco della cultura e della musica" che senza particolari costi possa creare relazioni e mettere in rete le molte realtà locali. "Ci sono troppi steccati, rivalità, clientelismi, non si può continuare così".
 Già perché il non dialogo tra sordi costa. "Non è accettabile che la filarmonica Toscanini sia all'ex cinema Multiplex, con un costo annuale di oltre 200mila euro, mentre c'è l'Auditorium Paganini sempre vuoto". Una struttura che per Ghiretti andrebbe valorizzata, abbattendo prima di tutti i costi di affitto, quasi 8mila euro, insostenibili per qualsiasi realtà del territorio. "Va tenuta aperta almeno 200 giorni all'anno". Il Paganini non è che uno dei perni della strategia di rete proposta da Ghiretti. Il parco dovrebbe integrare e far interagire tutti i  giacimenti musicali di Parma: Regio, Farnese, Auditorium del Carmine, senza trascurare nuove contenitori – anche questi da riempire – come il Teatro dei Dialetti.
 "Dobbiamo generare economia della cultura oggi non c'è, sosteniamo solo costi. Ha senso un teatro – il Regio – che perde 10 milioni di euro all'anno con un sovrintendente che ne costa 500mila? Il parco della musica è un uovo di Colombo. Da soli tutti perdono. Il Comune deve unire, deve diventare promotore e non padrone della cultura". (raffaele castagno)
8 commenti a "Ghiretti: "Fare un parco della cultura e della musica""
  1. magda scrive:
    ma il mitico blogger a buon mercato mike oltre a non vedere la trasmissione non ha neanche letto il pezzo ? ci sono 15 idee almeno . mike o ci fai o sei il cieco di sorrento….
    sarerbbe utile una buona scuola per i blogger come mike che faticano a combinare l'italiano con la realta'
  2. Mike scrive:
    Fare rete, fare sistema, cultura, babà e bubu, le solite parole vuote e demagogiche che fanno parte del DNA del candidato.. Cos'è la replica di Parma Europa ?!!?!??
  3. luca scrive:
    fare rete, produrre più economia…si vede quando le proposte vengono da una persona che di cose nella vita ne ha organizzate e coordinate tante e bene! dai, salviamo il patrimonio culturale di Parma!
  4. dottorando00 scrive:
    Scusate…. ma il Multiplex non è di un privato (peraltro con ruolo istituzionale definito da Provincia e Comune)?
  5. enisfera scrive:
    @Ghiro
    ochio Ghiro che il Multiplex è di Cellie, che prende poco piu' della stessa cifra anche come AD delle Fiere, quindi un perché la Toscanini sia li c'è… devi rompere un po' gli schemi (vedi ex sede STT di Mr Parmacotto).
  6. nani' scrive:
    fra @per te ci vuole il parco del lambrusco….
  7. Alessandro scrive:
    Finalmente una proposta seria per mettere in rete tutte le istituzioni musicali e culturali della città e per razionalizzare le risorse a disposizione che, in futuro, saranno sempre meno. Oggi, queste istituzioni, giocano ognunga la propria partita. Domani, questo non sarà più possibile, vista anche la situazione economico-finanziaria del Comune che contribuisce allo svolgimento delle attività di tutte queste istituzioni. Credo che sia una proposta importante anche in termini di implementazione dei flussi tutistici, ovviamente quelli legati alla cultura, che fino ad oggi Parma non ha saputo valorizzare appieno. Magari attraverso la creazione di un vero e proprio brand. Gli esempi in Europa sono tanti, e molti di questi meno "ricchi" e significativi di quello che si potrebbe fare a Parma. Giustamente, l'obiettivo dev'essere quello di produrre economia, sia attraverso la dimunizione dei costi, che attraverso la generazione di valore. Mi auguro che i parmigiani abbiamo l'intelligenza di capire questa proposta…
  8. Fra scrive:
    non abbiamo mica già speso abbastanza (inutilmente) fra poesia e tut chil bali chì al Bizzozzero col giadino poetico inaugurato dalla Zaffignani ?? adesa col vol anca al parco musica e parco cultura ??? io voglio il parco del salame di felino, lo facciamo ?? e anche il parco del lardo pesto, facciamo anche quello ??

Dehor Picchi, storia infinita
ricorso al Tar contro il Comune

Dopo la rimozione del plateatico imposta dall'Amministrazione perché ritenuto troppo grande, l'Antica Salumeria Rosi impugna il provvedimento. Udienza il 21 marzo
Non c'è pace per via Farini. Tra esercenti che cercano di far fruttare le proprie attività in una delle vie più centrali e frequentate di Parma e il Comune, che pone limiti per venire incontro al quieto vivere dei residenti, sembra ormai scoppiata una guerra a colpi di ricorsi al Tar.

Nei giorni scorsi il tribunale amministrativo ha sospeso le limitazioni di orario per i bar, dando di fatto il via libera alla "movida" del venerdì e sabato sera, dopo l'impugnazione del Tonic Pub. Ora, un altro locale si rivolge al Tar chiedendo i danni al Comune. Questa volta, la questione non è il rumore del divertimento notturno ma l'occupazione del suolo pubblico davanti al locale.

Come prevedibile, dopo l'ordine di rimozione del plateatico davanti alle Sorelle Picchi LEGGI perché la municipale ha riscontrato che le dimensioni erano maggiori rispetto all'autorizzazione concessa, l'Antica Salumeria Rosi ha impugnato il provvedimento davanti al Tar con un ricorso presentato lo scorso 8 marzo. Al Comune vengono anche chiesti i danni economici. Il plateatico era abusivo oppure in regola con tutte le concessioni? La parola ora passa al tribunale, che ha fissato la prima udienza per il prossimo 21 marzo. (m. c. p.)

 

Sede Fondazione Bagnaresi La famiglia: "Il Comune tace"

Sede Fondazione Bagnaresi
La famiglia: "Il Comune tace"

A quattro anni dalla morte i familiari sollecitano una decisione da parte dell'Amministrazione su un progetto quasi concluso ai tempi di Vignali

di MARCO SEVERO
Era tutto pronto, gli ex assessori Lorenzo Lasagna e Giorgio Aiello avevano dato il via libera. Mancava soltanto un voto del Consiglio comunale, che pareva scontato. Poi, invece, della nuova sede della Fondazione Matteo Bagnaresi si sono perse le tracce. Il tracollo della Giunta Vignali, lo scorso settembre, mandò all'aria il sogno di una famiglia: "Il progetto di massima dell'edificio era già stato stilato, ma dal commissario Mario Ciclosi non abbiamo avuto alcuna notizia" dice oggi Bruno Bagnaresi, papà di Matteo.

Certo il commissario avrà avuto montagne alte così di carte sulla sua scrivania: i debiti, il bilancio comunale, le società partecipate da rimettere in sesto. "Tuttavia ci piacerebbe almeno sapere da Ciclosi – aggiunge il genitore - se ritiene ancora fattibile il progetto, se possiamo attenderci a breve una sua decisione visto che in fondo quasi l'intero iter amministrativo era stato concluso".

La nuova sede sorgerà in zona via Emilia est, almeno secondo l'accordo preso con l'Amministrazione Vignali. Sarà un edificio di circa 750 metri quadrati che ospiterà, tra le altre strutture, una biblioteca e l'archivio del Centro studi movimenti oltre ad uffici e sale convegni per incontri con professionisti del sociale. Una casa in cui abiterà lo spirito di Matteo, che avrebbe voluto fortemente creare un posto così: "Ci teneva tantissimo – spiega Bruno Bagnaresi – pensava ad un luogo in
cui accogliere ragazzi soli, gli ultimi, senza possibilità economiche". Attualmente la Fondazione Bagnaresi lavora nella sua vecchia sede, in via Guido Reni 9.

Il lunedì e il giovedì circa 40 ragazzi immigrati vengono a studiare, a seguire corsi di italiano gratuiti. L'idea è di ampliare gli orizzonti della Fondazione, di crescere e diventare un centro di azione dal basso – culturale, sociale – sulla città. "In questo senso ribadiamo la nostra intenzione di andare avanti, la nostra piena volontà di proseguire nella realizzazione della struttura". La sede sarebbe un regalo bellissimo a quattro anni dalla morte di Matteo, che il 30 marzo 2008 venne investito da un pullman degli ultras juventini nella stazione di servizio Crocetta nord dell'autostrada Piacenza-Torino. Un regalo bellissimo, in realtà, per quella parte di città invisibile a cui la Fondazione Bagnaresi ogni settimana dà un volto e una dignità.

 

 

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TELEDUCATO


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Il candidato a sindaco del centro-sinistra in visita al cantiere della stazione 
 Sopralluogo di Bernazzoli questa mattina alla Temporary Station
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'Risorse spese inutilmente nella sede di San Pancrazio'  Ghiretti: 'Troppe spese per la Fondazione Toscanini'
Oggi, 8:15 p.
L'esponente del Carroccio: 'Rivedere radicalmente le politiche a sostegno della maternità ed alle famiglie'  'Elevato numero di aborti a Parma e in Emilia': intervento in Regione del consigliere leghista Roberto Corradi

 

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PR TODAY


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Stazione temporanea di Parma. Da qui passano ogni giorno centinaia di pendolari diretti verso il luogo di lavoro o di studio, in alternativa stanno facendo ritorno a casa. Nelle prime ore del mattino e verso il tardo pomeriggio i treni che giungono alla stazione di Parma soprattutto da Milano e da Bologna sono zeppi di viaggiatori, tutti possessori di abbonamento mensile.

Qualche giorno fa l'amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti, in un intervista a Sky Tg24 economia ha dichiarato che gli abbonamenti dei pendolari dovrebbero aumentare, "anzi, almeno raddoppiare come negli altri paesi" e che "50 euro non sono neanche un caffè al giorno". Secondo l'ad dell'azienda invece per i treni dei pendolari "la qualità è migliorata in tutti i settori, pur rimanendo tantissimi problemi". Secondo i pendolari parmigiani che abbiamo incontrato in stazione, invece, la situazione è un pò diversa.

"Per quello che pago vorrei almeno avere dei servizi decenti -dice Valentina appena scesa dal treno in arrivo da Milano-e sottolineo decenti, perlomeno utilizzabili. Oggi non è così: andrebbe fatta una lista dei problemi. Dai ritardi alle condizioni di pulizia dei treni, dai frequenti guasti alla mancanza di posti a sedere, soprattutto in alcune ore del giorno".

"Cosa penso? Che siamo viaggiatori di serie B -rincara la dose Luciana. puntare tutto sull'Alta Velocità non può che avere come conseguenza l'abbandono delle tratte regionali, quelle che fruttano meno all'azienda. I nostri abbonamenti non sono bassi e continuano ad aumentare. Dovrebbero piuttosto cominciare a tagliare gi stipendi di qualche dirigente, piuttosto che pensare solo a fare soldi. Del resto si tratta di un azienda che fornisce un servizio pubblico".

"Viaggiamo come sardine- dice Luca. Paghiamo e se per caso una volta siamo senza biglietto la multa è molto salata. Non è possibile viaggiare in queste condizioni e poi mi si viene a dire che gli abbonamenti dovrebbero raddoppiare? Stiamo scherzando? Dovrebbero ridurli o almento fornire i servizi previsti, ridurre i disagi".
"Davvero lo ha detto? Lo invito a fare un giro con noi pendolari e venire al lavoro per una settimana, prendendo un treno regionale. Si accorgerebbe di quali sono le condizioni di viaggio che penso non conosca. Probabilmente non ha mai preso un treno regionale. Dico che poi cambierebbe idea: per quello che paghiamo il servizio è inaccetabile, soprattutto per la questione dei ritardi".

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Incidenti stradali - venerdì, 9 marzo 2012 Calano i decessi sulle strade del parmense: il minimo storico dal 1995 quando erano ben 103. Gli incidenti sono 1.749 (+5,7%) e coinvolgono per lo più gli uomini nella fascia d'età 45-64 anni
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Cronaca - venerdì, 9 marzo 2012 Colorno, Traversetolo, Montechiarugolo, Mezzani, Sorbolo, San Secondo, Soragna hanno avviato un'esperienza innovativa nel settore delle risorse rinnovabili, sabato 17 marzo due incontri pubblici con i cittadini


I comuni di Colorno, Traversetolo, Montechiarugolo, Mezzani, Sorbolo, San Secondo, Soragna, hanno deciso di attivare il primo Gruppo di Acquisto Fotovoltaico intercomunale rivolto a tutti i cittadini residenti delle comunità interessate. Dopo gli interventi e i progetti di impianti pubblici realizzati direttamente negli ultimi anni da questi comuni (su sedi istituzionali, scuole, impianti sportivi, in Parchi fotovoltaici pubblici, nella pubblica illuminazione, ecc.), perché fossero da traino ed esempio al proprio territorio, ecco un'iniziativa rivolta alla cittadinanza: grazie al sistema incentivante del Conto Energia è possibile produrre energia pulita contribuendo concretamente alla sostenibilità ambientale, facendo un intervento che si finanzia da sé.
Obiettivo dichiarato è quello di favorire al massimo la diffusione degli impianti fotovoltaici che consentono di raggiungere al contempo molteplici risultati: riduzione dell'inquinamento, autonomia energetica, diffusione e democratizzazione della produzione energetica e tutto ciò con un vantaggio economico per chi li installa. Un occhio di riguardo si avrà per quegli interventi che consentiranno di rimuovere l'amianto dagli edifici privati, continuando l'opera che gli enti hanno già intrapreso e concluso sui loro edifici.

Sabato 17 marzo, al fine di presentare il progetto e raccogliere eventuali adesioni da parte della cittadinanza, ci saranno due momenti pubblici di incontro: il primo è previsto presso l'Auditorium Centro Polivalente Pasolini di Monticelli Terme alle ore 10.30; il secondo presso la Sala Civica Don Bernini - circolo ARCI "La Capanna Verde" in Via Martiri della Libertà a Mezzano Inferiore. "E' un progetto a cui crediamo molto - sostiene l'Assessore all'Ambiente del Comune di Colorno Marco Boschini - e che è partito proprio dal nostro comune. Ci piace l'idea che sei comuni della provincia, seguendo l'esempio di altri comuni italiani, si mettano insieme per provare a coinvolgere i propri cittadini nell'utilizzo delle fonti rinnovabili".

No Tav, via Torreggiani: scritta sulla sede del circolo Pd Lubiana

No Tav, via Torreggiani: scritta sulla sede del circolo Pd Lubiana

Cronaca - venerdì, 9 marzo 2012 Dopo le mobilitazioni del movimento contro l'Alta Velocità nella nostra città sconosciuti hanno lasciato la parola d'ordine dei manifestanti sul muro, di fianco alla porta d'ingresso
no tav parma scritta sede pd lubiana - ParmaToday
Una scritta contro la Tav è apparsa sulla sede del Partito Democratico nel quartiere Lubiana. Proprio di fianco alla porta d'ingresso del circolo Pd Parma Lubiana in via Franco Torreggiani sconosciuti hanno lasciato la scritta 'No Tav' con vernice nera. Dopo le mobilitazioni contro la Tav che si sono svolte la scorsa settimana anche nella nostra città, culminate con il blocco del treno Frecciabianca di venerdì scorso, i muri di diverse zone dell'area urbana sono state 'firmati' dagli attivisti del movimento."


Cronaca Parma
Curiosità - via Kennedy, scritta contro il pagamento delle righe blu

Curiosità - via Kennedy, scritta contro il pagamento delle righe blu

Cronaca - giovedì, 8 marzo 2012 'Tangenti legalizzate' è il messaggio che uno sconosciuto ha voluto lasciare su un parcometro in Oltretorrente, vicino al display che indica l'orario ed il costo della sosta per le vetture



Pubblico impiego, elezioni Rsu: la Cgil si conferma il primo sindacato

L'incremento è di oltre il 6% rispetto all'ultima tornata elettorale. Confermata la leadership nel Comune di Parma, all'AUSL, in Provincia e nei comuni di Fidenza, Berceto, Borgotaro, Collecchio e nelle Asp

di Redazione 09/03/2012
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Cgil Parma
Cgil Parma

STORIE CORRELATE

Dal 5 al 7 marzo 2012 si sono tenute le elezioni per le Rappresentanze Sindacali Unitarie in tutto il pubblico impiego (Sanità, Autonomie Locali, Ministeri, Enti Pubblici non Economici, Agenzie Fiscali) nel territorio di Parma.
Si è registrata un'altissima affluenza al voto, che conferma l'importanza dell'elezioni delle RSU e il valore della democrazia nei luoghi di lavoro, per partecipare e contare.

La Funzione Pubblica CGIL di Parma non solo ha confermato il dato del 2007 ma ha avuto una travolgente avanzata. La FP CGIL si conferma in assoluto il primo sindacato, con un incremento di oltre il 6% di voti rispetto all'ultima tornata elettorale, in realtà come il Comune di Parma che registrano il 65,10% (+ 11%), il dato di conferma in Sanità con un'avanzata in Azienda USL al 61,56% (+ 11%), la conferma della maggioranza assoluta in Provincia al 53,35%. In numerosi Enti locali la FP CGIL registra risultati impensati: come nel Comune di Borgo Val di Taro, in cui ottiene 3 seggi su 4, in Comunità Montana dove per la prima volta vince con oltre 3 seggi su 4 e conquista il Comune di Berceto, a Collecchio, dove ottiene 4 seggi su 5. Inoltre, per la prima volta a Traversetolo la FP registra la maggioranza con 2 seggi su 3, in Agenzia delle Entrate si attesta a +11%, in Tribunale a +5%, presso l'INPS a +7%. Nell'ASP del distretto Sud-Est, dove si è votato per la prima volta, il sindacato di categoria della Cgil ottiene l'81,63% dei voti di lista, in ASP di Fidenza il 64,48 %, mentre nel Comune di Fidenza si conferma la maggioranza assoluta con l'85% dei voti.
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"Questo risultato - commenta Sauro Salati, segretario generale della FP CGIL di Parma - rappresenta una grande spinta per la CGIL per rivendicare la democrazia in tutti i luoghi, anche dove oggi è negata (vedi la FIAT). Il risultato ottenuto ci spinge a rivendicare con forza i temi della nostra campagna elettorale, democrazia, diritti, contratto nazionale di lavoro, lavoro, legalità. Ringrazio vivamente, a nome di tutta la segreteria della FP CGIL di Parma, i numerosissimi lavoratori che hanno votato le nostre liste e hanno portato la categoria a questo grande successo, rafforzando il mandato con il quale quotidianamente ci impegniamo"."

 
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PARMASERA

Disabili, dal Comune un nuovo strumento per migliorare l'accessibilità
Il Commissario straordinario, Mario Ciclosi, con i poteri della Giunta Comunale, ha approvato nel corso della seduta commissariale di martedì 6 marzo l'atto di indirizzo relativo alla costituzione di un  Coordinamento intersettoriale per le politiche a favore della disabilità per la condivisione di percorsi di miglioramento dell'accessibilità della città.
Il nuovo organo sarà formato da rappresentati di diversi settori dell'Amministrazione che, qualora lo ritenesse necessario, potrà avvalersi della collaborazione di  associazioni esperte sul tema dell'accessibilità.
Il nucleo operativo è formato dai dirigenti, o loro delegati, dei seguenti settori: servizio politiche per disabili, servizio controllo abusi sul territorio, settore mobilità e ambiente, settore pianificazione territoriale, servizio servizi all'impresa e all'edilizia, settore sviluppo economico e marketing territoriale, settore cultura, settore sport tempo libero e salute, settore educativo, settore servizi e settore sicurezza.

09/03/2012

Riceviamo e pubblichiamo la nota diffusa dal Presidente del Gruppo assembleare PDL della Regione Emilia-Romagna Luigi Giuseppe Villani.
VILLANI - "Presso l'ambulatorio di endocrinologia dell'Ausl di Parma, ubicato in Via Pintor, da svariati mesi è fuori servizio l'apparecchio per le ecografie. Questo prolungato disservizio sta creando grave disagio agli utenti, in particolare a quelli disabili e anziani, che avevano la possibilità di ottenere, nel corso di un'unica visita specialistica, sia un controllo manuale sia un controllo ecografico delle patologie sofferte. Data, infatti, l'indisponibilità di tale strumentazione presso l'ambulatorio di endocrinologia di Via Pintor, per effettuare una visita endocrinologica completa è necessario prenotare un'ecografia presso un'altra sede dell'Ausl e recarsi successivamente, con i referti di tale esame, presso il suddetto ambulatorio di endocrinologia. In considerazione di ciò, ho presentato un'interrogazione per chiedere alla Giunta Errani, considerato l'inspiegabile protrarsi del disservizio, un intervento urgente sull'Ausl di Parma al fine di una rapida riparazione o, se necessario, di una veloce sostituzione dell'ecografo fuori servizio". È quanto ha dichiarato Luigi Giuseppe Villani, Presidente del Gruppo assembleare PDL della Regione Emilia-Romagna, commentando l'interrogazione depositata in Regione.
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GAZZETTA DI PR SITO

 


La Sinistra studentesca critica Er-Go: "Poca privacy e orari rigidi negli studentati di Parma"

La Sinistra studentesca universitaria dice: "Abbiamo visitato le residenze Volturno e Cavestro in seguito a numerosi reclami di ragazzi disperati in cerca di ascolto". Gli studenti lamentano orari e giorni di apertura troppo rigidi per le loro esigenze e altri problemi legati alla gestione degli spazi e dei controlli da parte dell'azienda regionale per il diritto allo studio, cui pagano 190 euro di affitto.
Ecco il comunicato inviato dall'associazione studentesca:
Avete la minima idea di come vivano i ragazzi negli studentati di Parma? Noi, per poterlo capire, abbiamo visitato le residenze "Volturno" e "Cavestro" e, in seguito a numerosi reclami di ragazzi disperati in cerca di ascolto, siamo andati a tastare il terreno.
La loro vita si svolge conforme a quanto stabilito dal regolamento "Er.go", azienda regionale per il diritto (ne siamo sicuri?) allo studio dell'Emilia Romagna, ma - a detta di molti studenti - chi beneficia di tali alloggi è considerato da tale azienda un OSPITE in tutto e per tutto, nonostante firmi un regolare contratto d'affitto e paghi un canone di locazione mensile di ben 190 euro.
La situazione, emersa dai loro primi racconti, ci è sembrata un po' come quella presentata nel celebre documentario "Draquila" sulla vita degli aquilani nelle case "regalate" loro dall'ex presidente del Consiglio: per la serie "noi la casa ve la diamo, ma la dovete lasciare così com'è: una bomboniera".
Il primo ragazzo ci spiega che, ogni qualvolta si ritrova a dover lasciare lo studentato per tornare a casa per le vacanze estive e natalizie, deve rispettare dei termini rigorosi di partenza e rientro: "Se io devo tornare a Parma prima per preparare un esame, non mi è possibile perché trovo la residenza chiusa. Inoltre, il primo anno, per le matricole,  la casa-albergo apre dal primo ottobre, mentre in diverse Facoltà le lezioni iniziano già i primi di settembre, motivo per il quale dobbiamo trovarci forzatamente una sistemazione alternativa per più di quindici giorni". 
Ma non basta: prima della partenza, tutti sono obbligati a svuotare la propria camera e riporre tutto in degli scatoloni (che, in alcuni casi, non ti fornisce nemmeno l'Er-go). "Almeno due volte l'anno siamo costretti, quindi, a fare una sorta di trasloco e, se al nostro ritorno, non troviamo integre le nostre cose, loro non se ne assumono la minima responsabilità".
Ogni mese c'è un controllo rigoroso delle pulizie e, se per caso non rispondesse nessuno, dopo due colpi di citofono, chiave alla mano e via: entrano dentro e poco importa che tu sia nudo o vestito, sotto la doccia o impegnato a far altro (alla faccia della privacy!), l'importante è che tu abbia pulito bene, che non abbia appeso foto sui muri e che tu abbia lasciato l'arredamento tale e quale a come ricevuto il primo giorno: "Avevo spostato una cassettiera perché non volevo mettere la tv sulla scrivania, dal momento che la uso per studiare. Ho ricevuto una segnalazione per aver "manomesso" l'arredamento". Ed ancora, è vietato l'utilizzo degli spazi comuni dopo le ore 23: "Non è possibile mangiare un pezzo di torta insieme agli amici nel giorno del mio compleanno ché subito parte la segnalazione".
Dopo tre segnalazioni, discrezionali quanto volete e assolutamente irrevocabili, lo studente si becca una sanzione che, spesso, consiste nella revoca dei benefici.
Ebbene sì, avete capito bene: dopo una triplice segnalazione, perdi anche la Borsa di studio!
Ci raccontano, anche, che chi abita al primo piano della residenza Volturno non ha una camera come tutte le altre, ma usufruisce di quella che dovrebbe essere assegnata esclusivamente a studenti disabili: "Io sono in una stanza molto più piccola e pago lo stesso canone di quelli che hanno la stanza per normodotati. In più, abbiamo bagno e cucina per disabili con piano cottura e lavello molto più bassi del normale, bagno senza bidet..."; e  ancora che  "nel periodo che intercorre tra la domanda dell'alloggio e le graduatorie per l'assegnazione, dobbiamo pagare una pre-conferma di  cento euro, ma se l'alloggio non ci viene assegnato, loro non ce la restituiscono ( anche se, ex bando, non dovrebbe esser così)".
In sintesi, "noi paghiamo 190 euro d'affitto, non possiamo azzardarci a spostare un comodino o attaccare una fotografia, paghiamo 1.20 euro per usare la lavatrice e lavarci il bucato, non possiamo ospitare nessuno e se c'è il terremoto la prima a scappare è la portinaia (piccoli Schettino crescono). Siamo continuamente sotto pressione e il prezzo da pagare è davvero alto - in tutti i sensi -, cominciamo a pensare che non ne valga la pena".
Per questi  studenti, soprattutto per le matricole che non sanno a cosa vanno esattamente incontro, la vita negli studentati è una scatola chiusa, oltre che una scelta molto seria e responsabile, dato quel che comporta: a chi rifiuta l'alloggio dopo l'assegnazione, viene infatti dimezzato l'importo della borsa di studio cui ha diritto.
Insomma, non ci sembra che quella di ospiti sia una definizione che viene attribuita loro "casualmente" dagli uffici dell'Er-go: gli studenti sono ospiti a tutti gli effetti. L'unico beneficio davvero considerevole - ci dicono -  è l'esenzione dal pagamento delle utenze (luce, acqua, gas).
Dati i racconti dei ragazzi, la domanda sorge spontanea: "il gioco vale candela?"





Ma il problema è rilanciare il centro


Pino Agnetti
Sospendendo in quanto «eccessivamente restrittiva» l'ultima ordinanza del Comune in materia di «movida», il Tar ha scritto un nuovo capitolo di questa storia infinita. Non sarà certo l'ultimo. Anzi, prepariamoci a una nuova ondata di ricorsi e di controricorsi. Tanto, da qui all'autunno quando dovrebbe arrivare la pronuncia definitiva del Tribunale amministrativo regionale, c'è tempo. Invece, no. Il tempo è già scaduto. Almeno per le 1.308 attività commerciali di Parma e provincia che hanno chiuso baracca e burattini nel 2010. Per le altre 150 che, nella sola città, le hanno seguite l'anno scorso. E per quante - ma non è certo un auspicio - sono in procinto di accodarsi al mesto corteo funebre. Colpa delle ordinanze comunali sulla chiusura anticipata della «Parma da bere» notturna? Oppure dei famigerati «varchi»? O ancora delle chiusure «anti smog» settimanali e nel mese in corso pure domenicali? Verrebbe proprio da commentare: «Ai posteri l'ardua sentenza». Perché quando avremo finito di accapigliarci (ammesso e non concesso che ciò accada), saranno appunto loro a porsi la seguente e semplice domanda: «Ma come hanno fatto a far morire il centro storico di una delle città urbanisticamente, architettonicamente e culturalmente più belle e vivibili d'Italia e d'Europa?». A quell'ora, naturalmente, molti protagonisti del «tutti contro tutti» odierno non saranno più lì a dover rispondere. Intanto, però, la «nostra» Parma non ci sarà più. Stritolata dal più alto tasso di centri commerciali del Nord Italia. Picconata da chissà quali altre «grandi opere» che nessuno aveva chiesto (e di cui infatti nessuno sa più bene cosa farsi, vedi il vuoto pneumatico che avvolge i «sopravvissuti» della Ghiaia). Umiliata e ingrigita dalla ritirata inarrestabile delle «vetrine» storiche, rimpiazzate da un bazar straripante di cianfrusaglie e di cloni d'ogni tipo da fare invidia a certi mercati rionali di Hong Kong. Abbandonata - off course - dai turisti (quel calo del 7% fra settembre e ottobre 2011 che dovrebbe essere confermato anche nei prime tre mesi di quest'anno vorrà pur dire qualcosa). Scippata dei suoi tesori più sacri e preziosi (e pure redditizi), a cominciare da Verdi per il bicentenario del quale in arrivo fra nove mesi (cioè domattina) Milano ha già messo in cartellone ben otto opere e noi neanche una. 
Siamo - con tutto il nostro orgoglio vagamente démodé ed eccezion fatta che per alcune ben note e tuttora indiscutibili eccellenze - una città in lenta, ma progressiva, dissolvenza identitaria. E va già bene che qualcuno si ricordi di noi per fare un po' di «shopping» aziendale (di questi tempi certo non da criminalizzare ma neppure da considerare come l'indice di una salute di ferro). Vogliamo continuare ad azzuffarci sulla movida? Benissimo. Ma la sensazione è che l'argomento sia diventato, ormai, uno dei tanti pretesti per non parlar d'altro. E per non cercare invece di fermare, finché si è in tempo, questa brutta pellicola. Prima che gli spettatori - e ne avremmo o potremmo averne ancora tanti - non si alzino delusi e increduli dalla poltrona senza neanche aspettare l'ultima dissolvenza: quella sui i titoli di coda. 

PROVINCIA-EMILIA

Fidenza, revocate le deleghe 
a Comerci: Pantano in giunta


Il sindaco di Fidenza Mario Cantini ha annunciato che lunedì revocherà le deleghe all'assessore Giuseppe Comerci (a destra nella foto). Gli subentrerà Giuseppe Pantano. Nell'ambito del mini-rimpasto, Cantini assegnerà ad altri assessori le deleghe su società partecipate, al turismo e alle politiche giovanili, poiché il vicesindaco Stefano Tanzi aveva chiesto di dedicarsi maggiormente su bilancio e opere pubbliche.

ECONOMIA

Parmalat: fatturato in aumento e dividendo a 0,10 euro

Il consiglio d'amministrazione ha esaminato i conti del gruppo di Collecchio: è la prima chiusura di esercizio dell'era Lactalis.

PROVINCIA-EMILIA

Fincuoghi di Bedonia, istituzioni al lavoro per un accordo

Si sono incontrati Regione, Provincia, Comune di Bedonia, sindacati e Soprip per discutere il destino dello stabilimento Fincuoghi. "Ci sono gli spazi per concretizzare una soluzione che dia risposta occupazionali ai lavoratori e nuove prospettive al territorio", ha detto l'assessore regionale Muzzarelli.


09/03/2012 PARMA

PARMA

Il "decalogo" elettorale di Ubaldi: trasparenza e tagli in Comune

Trasparenza, meritocrazia, riduzione dell'apparato comunale, niente "auto blu", un nuovo organo di controllo sull'inceneritore: sono alcuni dei punti che compongono i pilastri del programma di Elvio Ubaldi, che si candida a sindaco con Civiltà Parmigiana, con l'appoggio dell'Udc
Volevo chiedere una cosa ai più informati, ma il punto nove, quello del numero dei componenti del consiglio di amministrazione, non è già un obbligo dei prossimi consigli perchè parte di una recente legge? Se è come pare di ricordare a me cambia poco, chiunque venga eletto è tenuto a seguire questo vincolo
inviato da Maurizio il 09/03/2012 alle 20:08

Xfra:..troppo tardi?!?..Mi sa che non conosci affatto la storia politica di Ubaldi e gli attriti con Vignali...mi piace questo tuo modo di dare giudizi NON tanto basato sui fatti, ma piuttosto sulla superficialità e "faciloneria" con cui anche la sinistra stà tentando di ostacolare la scesa in campo di uno dei più formidabili poltici made in Parma..complimenti.
inviato da Fabrizio il 09/03/2012 alle 19:59

C'è un "piccola" differenza tra questo decalogo e gli altri..questo conoscendo Ubaldi verrà APPLICATO alla lettera..gli altri non sò...anzi NO.
inviato da Fabrizio il 09/03/2012 alle 19:55

Un organo di controllo per il termovalorizzatore?!?!?!?! MA se DAVVERO tu facessi un organo di controllo del genere e fosse imparziale, DOVREBBERO ESSERE FERMATI I LAVORI E RICONVERTITO! Sei un ipocrita, dopo aver creato una macchina di debiti ti riproponi per fare cosa? Spargere il sale su cartagine dopo la sua distruzione? Ubaldi e Bernazzoli due facce della stessa medaglia, possibilmente da lasciare a casa!!!"
inviato da Giorgio il 09/03/2012 alle 19:54

E' tardi caro Elvio, è tardi.... Tutti questi bei compitini da bravo scolaretto perchè non li hai fatti nei 10 anni in cui sei stato rivettato alla sedia di Sindaco ???? Adèèsa lè trop tèèerdi, altrimenti ien bòn tùt.. Tempo scaduto !
inviato da Fra il 09/03/2012 alle 19:33



Iotti: "Il fallimento di Alfa ci costerà 28 milioni"


 Dal fallimento di Alfa, una delle società partecipate del Comune, l'ente perderà più di 28 milioni di euro, oltre ad una serie di aree comprese nel quadrante nord-ovest della città. 
Lo sostiene l'ex consigliere comunale Massimo Iotti in una relazione sulla «disastrosa situazione economica» della società. «Ecco - spiega - cosa perde di sicuro il Comune di Parma: le aree strategiche dell'ex mercato bestiame, l'edificio di valore storico delle ex stalle di Maria Luigia, le aree e gli immobili del macello comunale. In pratica, tutto quanto compreso nell'ampio «quadrante nord-ovest», area di grande importanza per il ridisegno urbano destinata a logistica e terziario ad alta innovazione».
«Il fallimento di Alfa - ricorda ancora Iotti - significa una perdita patrimoniale per il Comune di 28,5 milioni (dato KPMG) a fronte di un indebitamento che ha raggiunto, nel 2010, i 32 milioni e 416 mila euro». All'origine di queste perdite, secondo l'ex consigliere, c'è l'acquisto da parte di Alfa delle aree dell'ex mercato bestiame (nella foto) che, «valutate attorno ai 7 milioni di euro, vengono triplicate di valore (con tanto di perizia giurata) elevandole a 21 milioni». 
Le aree, acquistate in un primo tempo dal Centro Agroalimentare e Logistica, vengono poi comprate da Alfa, «una scatola cinese che dovrebbe accollarsi il peso del debito prodotto dall'operazione». «Alfa - sostiene Iotti - raggiunge così un indebitamento bancario di circa 14 milioni, (dato KPMG) quasi tutto con Banca Monte oltre ad un indebitamento operativo al 2010 di altri 13 milioni. Unica risorsa, si fa per dire, un prestito sulla carta di 6 milioni e infruttifero da parte di Stt». Infine, l'ex consigliere denuncia un ultimo episodio legato alla società: «All'arrivo di Varazzani, per confondere le acque, ci si inventa il grande business con il Comune di Verona: le fanfare annunciano una nuova società, pronta a rilevare tutto «per un futuro splendido e faraonico»: tutte balle. E la verità emerge ora: non c'è alternativa al fallimento».p. dall.

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PARMANEWS24

La Pasqua degli studenti fuorisede: quanto costa trascorrerla a casa?

 
La Pasqua degli studenti fuorisede: quanto costa trascorrerla a casa?Meno di un mese a Pasqua; tempo di famiglia, di tradizioni, di pranzi  abbondanti.
A Parma, certo, ma anche in tutto il resto d'Italia. Bene lo sanno i tanti studenti fuorisede del nostro Ateneo, talmente tanti da essere oltre il 40% del totale. Lombardi soprattutto, con ben il 14,10% degli iscritti, ma anche molti pugliesi (8,39%) e siciliani (5,91%). Ma se per milanesi e annessi tornare a casa per i giorni della festa non è un problema – pur con i costi sempre maggiori di treni e autostrade – molto più difficile è la situazione per gli studenti meridionali. Treni fatiscenti, collegamenti notturni soppressi che spaccano l'Italia in due ma anche e, soprattutto, costi esorbitanti.
A un mese dal giorno in cui i tanti studenti fuorisede vorrebbero essere in compagnia dei propri cari, i prezzi sono già alle stelle. Sul suo sito, la Air Vallee, la compagnia che da metà gennaio ha sostituito la tanto discussa Windjet nella tratta per Catania, vende i voli della settimana di Pasqua ad oltre 170 euro, solo andata. Cifre esorbitanti per le tasche di molte famiglie, su cui già gravano i costi per libri, tasse, affitti e mantenimento dei figli lontani. Aggiungere 350 euro a tutte queste spese spesso non è proprio possibile.
Meglio, ma non troppo, va ai cugini della Sicilia occidentale: nessun volo per il capoluogo Palermo, al massimo da Parma si può raggiungere Trapani. E qui scatta l'insolita sorpresa: la Ryanair, la compagnia low cost per eccellenza, a Pasqua cambia 'rotta': per i pochi biglietti rimasti i costi vanno da 99 a 131 euro e sempre per la sola andata.
Quella delle compagnie aeree è una precisa politica di sfruttamento del fenomeno studenti, con i prezzi dei voli in prossimità delle feste che vengono ultra maggiorati già alcuni mesi prima.
Per la Puglia, invece, non ci sono aerei, così spesso a casa si arriva in treno, attraverso viaggi della speranza lunghi e scomodi. E salati. Le 8 interminabili ore a bordo di un Frecciabianca – non sarà un Frecciarossa, ma sempre meglio di niente – costano 124 o 85 euro, in base alla classe. Andata e ritorno? No, solo andata, ovvio. Più economiche le soluzioni con cambi tra regionali e intercity, ma il viaggio raggiunge l'epica durata di 11 ore. Ai salentini, la colonia più numerosa del nostro ateneo, non restano che le lamentele e tanta buona pazienza. Meglio va ai baresi, con costi e durate leggermente inferiori.
Anche se l'impotenza delle famiglie contro i colossi aerei e ferroviari spesso le limita al silenzio, la situazione è grave. Ed in peggioramento: manca un mese alla Pasqua e disagi e prezzi sono già astronomici, figurarsi per coloro che non hanno ancora programmato il rientro. Per molti fuorisede si prevede una Pasqua parmigiana.

Provincia sì o Provincia no?



C'è chi la difende, chi la critica, chi vorrebbe eliminarla. E poi,va detto, ci sono quelli che, non a torto, della Provincia hanno un'idea vaga. Esistono, si sa, ma cosa fanno? A cosa servono?
La Costituzione(art. 118) prevede che le funzioni amministrative siano attribuite ai Comuni, salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, sono conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato,sulla base dei principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione. In sostanza: mentre il potere legislativo è ripartito tra Stato e Regioni, le funzioni amministrative vanno generalmente attribuite all'ente più vicino ai cittadini destinatari, purché questo sia adeguato a gestirle integralmente e con efficacia. In linea di massima, perciò, tutto il carico della pubblica amministrazione pesa sul Comune, in quanto ente più localizzato. Dove però questo non sia in grado di assolvere a una specifica funzione, ad esempio per necessità di un coordinamento territoriale più ampio, questa passerà alla Provincia (o alla Regione, se necessario, e così via). Ogni caso va esaminato sulla base delle specificità territoriali (differenziazione): potrà quindi capitare che dei Comuni svolgano funzioni che altrove sono gestite da Province.
In parole povere: le Province sono inutili e sterili doppioni delle Regioni e dei Comuni. Il risparmio ottenibile con la loro abolizione non significa taglio di servizi o prestazioni, ma taglio di sprechi e spese inutili, eliminando un livello di governo ormai obsoleto le cui competenze possono essere assorbite da altri livelli (Comuni e Regioni). E, per lo più, senza alcuna necessità di costosi organi elettivi
La soppressione  delle Province costituisce sicuramente un leitmotiv riproposto in situazioni di crisi quando non si sa più davvero che pesci pigliare per far entrare qualche soldo nelle casse dello Stato. Ci  aveva provato Berlusconi l'estate scorsa, ma nulla di fatto; a dicembre Monti, ma ancora nulla. Perché? Conoscono  sicuramente meglio di noi i vantaggi che ne deriverebbero, ma l' attaccamento alle poltrone, nel Bel Paese, vince sempre.
L' UPI (Unione delle province italiane) a inizio febbraio aveva presentato un progetto di riforma in cui è previsto l'abolizione del 50% delle province comporterebbe con un risparmio di circa 5 miliardi di euro all'anno.
Dovevano morire entro il mese prossimo, in base al famoso decreto salva Italia, e invece tutte le Province italiane sono state salvate. Lo scorso 24 febbraio, infatti, il governo ha approvato un nuovo disegno di legge del ministro dell' Interno Anna Maria Cancellieri sui consigli provinciali. Invece di abolire gli enti inutili, come aveva promesso a dicembre, il premier li tiene tutti in vita e li consegna alla casta della politica locale. L'unica riduzione dei costi della politica, riguarderà il numero dei consiglieri, che saranno un pizzico sfoltiti. Le poltrone che resteranno in vita secondo il disegno di legge della Cancellieri, saranno 16 per i consigli con più di 700 mila abitanti, 12 consiglieri fra 300 e 700 mila abitanti e 10 al di sotto di quella soglia.
La novità sostanziale contenuta nel disegno di legge consiste nella trasformazione delle Province in organismi soggetti all'elezione indiretta di secondo grado: i  cittadini-elettori verranno sostituiti dai sindaci-elettori e dai consiglieri comunali-elettori. Solo a quest'ultimi infatti spetterà il diritto di voto attivo per le assemblee provinciali. Il che vale solo per le Regioni  a Statuto ordinario, perché per quelle a statuto speciale (Sicilia,, Friuli Venezia Giulia, Province autonome di Trento e Bolzano, Valle d' Aosta) è riconosciuta la potestà legislativa esclusiva in materia di autonomie locali. Insomma: uno schiaffo alla democrazia e niente di più.
 

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ZEROSETTE

DIZIONARIO POLITICO – L'autunno freddo del capitalismo storico

Inserito da direttore il venerdì, 9 marzo 2012
DIZIONARIO POLITICO – L'autunno freddo del capitalismo storico
di Marcello Frigeri
Al progredire dell'ennesima crisi economica, si fa sempre più spazio l'idea che la società odierna, per come la conosciamo, abbia raggiunto l'autunno della sua esistenza. Quasi senza accorgercene siamo entrati in una fase storica di transizione dal capitalismo – l'attuale sistema storico che, come tutti i sistemi storici ha avuto un inizio e, di conseguenza, avrà anche una fine – ad un nuovo sistema delle società. Ma la questione, oggi, non è tanto sapere cosa avverrà dopo – prevedere il futuro, diceva Weber, è per demagoghi -, altresì interrogarsi su quanto è stato, e chiedersicom'è stato.
La nostra società, cui il sistema storico, come detto, è quello capitalista – l'accumulazione senza fine di capitale -, è stata definita la "società del progresso", sottintendendo il fatto che nessun altro sistema storico precedente è stato migliore di questo. Infatti, a ben guardare, la teoria del processo evolutivo afferma una cosa ben chiara: il sistema che viene dopo è sempre migliore di quello precedente. Quindi oggi il capitalismo costituirebbe un progresso rispetto al feudalesimo, ed essendo l'ultimo sistema storico della serie, non potrebbe che essere il "migliore dei mondi possibili". Ma è davvero così?
Non la possiamo fare soltanto una questione di crisi economica: pur non potendo parlare di "borse" e di "mercati", di inflazione e di spread, infatti, anche 500 anni fa in Europa erano determinanti le crisi economiche. La differenza è che a causarle non era l'uomo, ma la natura: se per un anno andava male il raccolto perché faceva troppo freddo, o troppo caldo, la popolazione non mangiava, le riserve alimentari scarseggiavano,  e di conseguenza si sviluppavano le crisi sociali. No, la nostra domanda non è rivolta a fattori esterni al nostro sistema storico, ma a quelli interni: come afferma Wallerstein – e come lui diversi altri grandi politologi e storici del nostro tempo – il capitalismo ha millantato, fin dalla sua nascita, migliori condizioni di vita per gli individui, maggior ricchezza collettiva, maggior attenzione per i diritti umani e maggior libertà rispetto ai sistemi storici precedenti – sotto al capitalismo, infatti, si è sviluppata la democrazia, che per dirla alla Wallerstein sarebbe la massimizzazione della partecipazione ai processi decisionali a tutti i livelli sulla base dell'eguaglianza -. Promesse che, tuttavia, non poteva promettere, o quantomeno non a tutti.
Prima dell'avvento del capitalismo il divario tra ricchi e poveri, almeno materialmente, era di gran lunga maggiore rispetto ad oggi, ed il povero – ad esempio il contadino dell'Ancien Regime – viveva in condizioni di vita miserrime, mentre il ricco godeva dello sfarzo della sua incommensurabile ricchezza. Oggi questo squarcio tra ricco e povero pensiamo di averlo appiattito, e di aver diminuito drasticamente la disuguaglianza esistente al tempo del feudalesimo. In parte è vero, ma fondamentalmente è falso. Tendiamo infatti a considerare il nostro stile di vita un modello universalmente unico, per cui crediamo che gli agi di cui godiamo siano disponibili e accessibili a tutti. In realtà nel periodo capitalista ciò che abbiamo appiattito, come afferma Wallerstein, è il divario tra l'1% dei ricchi mondiali con il 15% della cosiddetta popolazione del ceto medio. La restante popolazione, l'84%, è stata resa dal capitalismo miserrima, e forse ancor più miserrima di quanto lo fosse il povero dell'Ancien Regime. Il fatto è che, tirando le somme, non consideriamo mai il capitalismo in termini globali, cioè valido per tutto il mondo. In quanto occidentali, viviamo tra quel 15% della popolazione mondiale, e tendiamo a tener presente solamente la nostra condizione di vita. In più il ricco odierno è potenzialmente di gran lunga più ricco del nobile dell'Ancien Regime, per il fatto che la ricchezza, un tempo, si misurava in possedimenti terrieri, mentre oggi in quantità di denaro. E si sa: la terra ha dei limiti fisici, l'accumulazione di denaro no. Dunque è vero che il capitalismo ha offerto maggior ricchezza rispetto ai sistemi passati? In parte sì, ma per la gran parte della popolazione è vero il contrario.
E che dire sul miglioramento delle condizioni di vita dell'uomo? Nell'era premoderna il problema principale dell'umanità era la carestia, dovuta ai cambiamenti climatici che, come detto, annualmente colpivano la produzione di alimenti. Oggi, senza dubbio, i perfezionamenti tecnologici hanno protetto le zone del mondo dai capricci climatici, mentre i collegamenti stradali, navali e aerei hanno permesso agli alimenti di viaggiare più velocemente, di conseguenza di arrivare all'uomo con maggiore quantità e in minor tempo. Ma tuttavia ancora oggi si muore di fame. È incredibile come la Coca cola, infatti, arrivi negli angoli più remoti del mondo, come nei villaggi del Congo, dove ancora la mortalità è alta per mancanza di cibo. Vien da pensare, quasi spontaneamente, che in Africa si muoia di fame da sempre come se il problema, anziché esterno, derivasse da una peculiarità del territorio. Bisognerebbe invece avere il coraggio di dire che il dramma della fame in Africa è reale da quando gli europei lo hanno considerato un territorio depredabile. Il capitalismo ha prima reso miserrimi gli africani per poi tender loro la mano.
Ma poi, anche se nel medio termine le condizioni di vita dell'uomo fossero anche migliorate – considerando solo alcune zone del mondo -, che dire del lungo termine? A quale prezzo? Ad oggi, a quanto so, non siamo del tutto in grado di valutare il danno causato dal disboscamento delle foreste, dalla desertificazione delle savane e dall'inquinamento chimico-biologico, ma è a tutti noto che questi processi saranno un grave problema per l'umanità e la natura nel lungo periodo. Dunque è vero che il capitalismo ha offerto migliori condizioni di vita, ma questo è stato per una residua parte della popolazione mondiale, e comunque nel breve termine.
E che dire dei diritti e delle libertà, da sempre cavalli di battaglia del capitalismo? Siamo nel periodo fiorente della universalizzazione delle libertà, iniziato con la Rivoluzione Francese, cui il capitalismo (mi rifaccio sempre alle parole del sociologo Wallerstein) ha avuto il "merito" di averne promosso l'espansione. A parte che esportare la democrazia con la forza non fa parte, per così dire,  di un gran concetto democratico della questione, e dunque non credo per nulla nella religione dei diritti esportati – ogni Nazione ha il dovere di rifilarsi la storia da se', senza bisogno dei monopolisti della morale -, ma che pensare, tuttavia, al fatto che i diritti umani siano dolorosamente assenti nelle prassi reali del mondo? Ancora oggi, e soprattutto oggi, si combatte in Occidente per i propri diritti, che tendono ad essere ancora idealizzati e non realizzati, e comunque sia l'impressione è che siano maggiormente riconosciuti in alcune zone del sistema-mondo piuttosto che in altre, quasi come se alcuni non possano beneficiarne (Amnesty International non incontra difficoltà nello stilare lunghi elenchi di violazione di diritti in ogni parte del mondo). L'ipotesi, quasi sotto gli occhi di tutti, è che i diritti sembrano essere sacrosanti soltanto quando a goderne sono le zone centrali del sistema-mondo – ovvero quelle zone in cui il capitalismo si è sviluppato, come l'Occidente -, mentre le zone periferiche – i territori che il capitalismo l'hanno subito -, proprio in quanto tali, non hanno gli stessi diritti. Con ciò, in conclusione, non si vuole far credere che il capitalismo sia il "peggiore dei mondi possibili": questo sistema storico si è offerto, anche prepotentemente, non a una parte della popolazione-mondo, ma al suo intero sistema, lasciando però a goderne soltanto una residua parte dello stesso.

 

 


POLITICA II – Ubaldi si candida: "Fidatevi di me"

Inserito da direttore il venerdì, 9 marzo 2012
POLITICA II – Ubaldi si candida:
di Salvo Taranto
"Sono qui per annunciare la mia candidatura a sindaco della città di Parma": si apre così l'intervento di un Elvio Ubaldi che, sciogliendo immediatamente ogni riserva, ritorna protagonista della politica parmigiana. Un discorso che, nonostante la pacatezza dei toni, sconquassa lo scenario cittadino e rimescola le carte a due mesi dal voto.
"Vi è la necessità di un candidato che riesca ad arrivare in fondo senza perdersi: la necessità di dare a Parma un sindaco come si deve", dichiara ai giornalisti prima di entrare all'interno della sala dell'Hotel Farnese in cui si svolge la conferenza stampa. E sempre pochi minuti prima di ufficializzare la propria candidatura davanti ai propri sostenitori, Ubaldi risponde alla domanda delle domande, il pesante interrogativo che potrebbe azzoppare la propria corsa elettorale: "Non crede di doversi far perdonare qualche scelta compiuta negli anni precedenti?". L'ex sindaco non esita un istante e replica: "Certamente. Io infatti parto ammettendo un errore che è quello di cinque anni fa: aver designato Vignali come candidato sindaco. Un errore dal quale mi sono però tirato fuori nell'anno successivo pretendendo che si cambiasse il nome alla lista. Dopo, ci sono stati 4 anni di silenzio e di oblio perché non eravamo più di moda: adesso si torna a ragionare".
Il candidato sindaco di Civiltà Parmigiana non utilizza giri di parole neanche riguardo alle probabili alleanze con esponenti del centro moderato: "Io rispetto tutti, sono pronto a confrontarmi con tutti, ma non vado particolarmente in cerca di nessuno". E altrettanto netto è il giudizio nei confronti del Pdl. Porte chiuse, a doppia mandata: "Il Pdl rappresenta quella parte di esperienza politica che, giustamente, la città vuole messa da parte".
Ubaldi esce dall'ombra dopo mesi di riflessione e corre per vincere, per dare a Parma un primo cittadino che "Non guardi al passato, bensì al futuro", un sindaco che "Sappia decidere e decida in nome dei cittadini dopo essersi consultato con loro, ma sapendo anche che alla fine deve esserci chi una decisione la prende". Secondo l'ex presidente del consiglio comunale la città ducale sarebbe caduta in "Una crisi dissennata" a causa dell'incapacità della "Vecchia politica di risolvere i problemi". Una crisi da cui si può uscire soltanto invertendo la rotta, "Portando Parma ad una nuova dimensione che la faccia diventare un modello di sviluppo a livello nazionale ed europeo": una città  che, guardando "In direzione del Tirreno e del Brennero" torni a considerare le province limitrofe come il proprio retroterra. "Non mi sono mai sognato di parlare di una Parma da 400mila abitanti, dico che sono pochi: parlo di 3 milioni", afferma riferendosi alle capacità attrattive parmigiane e lanciando il proprio slogan: "Parma città delle funzioni".
Davanti ad un pubblico composto da numerosi esponenti della società civile e nessun politico, fatta eccezione per gli alleati Pellacini ed Agoletti dell'Udc, l'ottavo candidato alle amministrative illustra la natura della propria campagna elettorale, definendola "Una corsa solitaria", "Una battaglia importante da condurre in modo sereno". "Farò una campagna elettorale per noi parmigiani e non contro qualcuno. Io e Parma – spiega infatti – ci conosciamo: sapete che potete fidarvi di me e che ho sempre mantenuto quello che ho promesso". Ubaldi sarà, senza dubbio, il principale sfidante di un Bernazzoli che, a questo punto, dovrà faticare molto più del previsto per ottenere la vittoria. Non potevano dunque mancare, nel corso del proprio discorso, gli affondi rivolti ad un centrosinistra contro il quale altri candidati – a detta dell'ex sindaco – non sarebbero stati competitivi: "Qualcuno vuole gettare la città in un grigio passato. Non intendiamo essere – ribadisce – una delle tante città silenziose e ossequiose dietro Bologna". Alcuni sondaggi (veri o presunti?) lo darebbero al 35%, 2 punti in meno rispetto al presidente della Provincia, altri addirittura a 20 di distanza dal rivale. Ma a prescindere dal reale distacco, il vecchio leone è di nuovo pronto a ruggire per impedire, ancora una volta, che la sinistra conquisti Piazza Garibaldi.


          POLITICA – Vogliono una grande holding per lo smaltimento rifiuti

          erito da direttore il venerdì, 9 marzo 2012
          POLITICA – Vogliono una grande holding per lo smaltimento rifiuti
          di Diego Gustavo Remaggi
          C'era una volta la via Emilia, che da Rimini correva sino a Piacenza unendo tra loro le città di una delle regioni più fertili d'Italia. A tracciare oggi una direttiva che collega i più grandi poli industriali del nord ci stanno pensando A2a, Iren ed Hera, le tre più grandi multiservizi del settentrione. Tre grandi aziende che, con le loro utilities, attraverserebbero tutta l'Emilia Romagna, passando per Brescia, Milano, arrivando a Torino, scendendo poi verso il mare, per raggiungere Genova.
          Le aree di competenza sono già molto vaste, intere regioni e provincie in cui la gestione dei rifiuti, la vendita dell'energia e l'approvvigionamento del gas rappresentano un campo di investimento redditizio ed anche, se vogliamo, politico. Quando, a fine dicembre dello scorso anno, la borsa di Milano premiò tutte e tre le società regalando sensibili rialzi, iniziò a scatenarsi quel meccanismo di voci di corridoio, conferme, smentite, dichiarazioni più o meno ufficiali che se non confermavano, almeno avvaloravano la tesi che la creazione di una holding delle multiutility del nord fosse ormai cosa fatta. Che ormai gli interessi in gioco fossero comuni lo specificò poi il riassetto di Edipower partecipata da Delmi (70%), A2a (20%) e Iren (10%), e ne parlarono in toni entusiasti Pisapia a Milano, Merola a Bologna e Fassino a Torino, tutti uniti, tutti favorevoli all'unione, tutti sindaci eletti nelle file della sinistra. "C'è la volontà da parte di amministratori pubblici di andare verso aggregazioni", ha commentato Roberto Garbati, amministratore delegato di Iren, confermando le parole di Pisapia a colloquio con Merola lo scorso febbraio proprio per discutere della "fusione": "É evidente che c'è la volontà comune di fare questa multiutility, che possa diventare veramente un polo centrale, non solo nazionale, europeo, rispetto ai temi dell'energia". Non si tratta però solo di energia, ma anche di rifiuti tanto che Fassino ha auspicato che le tre aziende condividano l'utilizzo dei proprio termovalorizzatori per dar vita al "primo soggetto italiano e il terzo in Europa nel campo dello smaltimento dei rifiuti".
          Un vero e proprio piano di politica industriale quindi, cui la sinistra non si sottrae, ma che, anzi, cerca di incentivare, forte del sostegno ottenuto dal ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera, certo che la creazione di una grande holding dell'energia e della gestione dei rifiuti porterebbe l'Italia ad essere concorrenziale anche in Europa, come già stanno facendo Francia e Germania.
          Il polo che dovrebbe nascere presenta come primi dati sensibili: 11 miliardi di euro di ricavi, 23 mila dipendenti, con quote, all'interno del cda, divise tra Milano e Brescia (28%), Torino e Genova (9-10%), Bologna, Reggio Emilia e Parma – attualmente rappresentata in Iren da Villani – (20%). Tutte città governate, tranne ovviamente il capoluogo ducale per il quale dovremo attendere maggio, da sindaci vicini a Fassino che si sta dando da fare per convincere tutti a celebrare quanto prima il matrimonio a tre.
          Lo scopo di questo progetto politico industriale potrebbe essere quello di creare una grandissima società pubblica governata dall'interno direttamente dai sindaci promotori, tutti di area Pd. Prove di questo progetto mirato alla fusione, sono già stati, d'altronde, l'unione di Aem Torino e Amga Genova da cui nacque Iride, ma anche la nascita di Enìa che unì le municipalizzate di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, un gioco ad incastro che potrebbe in tempi brevi diventare sempre più grande, dato che sono previste nel primo semestre del 2012 importanti assemblee di Iren e A2a, da cui, i bene informati, pensano si possano trarre già le prime conclusioni definitive. Parma farà parte di questa "multiutilty-belt" sebbene poco, finora, se ne sia parlato, ma in che modo? L'unica, ad aver espresso perplessità a riguardo è stata Maria Teresa Guarnieri che in un comunicato, scrive: "In Iren il Comune di Parma è rappresentato dal vicepresidente, Luigi Giuseppe Villani, grazie al quale non conosciamo cosa stia avvenendo in seno all'azienda, quali i dibattiti, quali le strategie e quali siano le ricadute sulla città". La preoccupazione della Guarnieri, ora come all'epoca della fusione tra Iride ed Enìa, è quella di vedere svalutato il potere decisionale di Parma all'interno dell'amministrazione aziendale  perdendo così la "possibilità di incidere sulle scelte strategiche".

          FOCUS – La Provincia contro la cementificazione? Uno spot elettorale

          Inserito da direttore il venerdì, 9 marzo 2012to
          FOCUS – La Provincia contro la cementificazione? Uno spot elettorale
          di Marcello Frigeri
          Lo scorso 27 febbraio si è svolta in Provincia una conferenza stampa cui il proposito era quello di pubblicizzare una variante del Ptcp (piano territoriale di coordinamento provinciale) per dire basta alla cementificazione del territorio, perché la Provincia di Parma, lo dice anche un recente comunicato della commissione europea, è tra quelle più minacciate dal Dio cemento. In estrema sintesi l'argomentazione dell'Assessore alla Pianificazione territoriale Ugo Danni, e del Presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, è ben chiara: citiamo direttamente il comunicato stampa inviato ai giornali: "Il 10% è la soglia di consumo massimo del suolo fissata dalla Provincia [nel nuovo Ptcp, ndr], un rapporto fra ciò che è urbanizzato e l'estensione territoriale del comune che non potrà più essere superato". Lo stesso Danni, sentito da Zerosette, afferma che quel "10% è un limite massimo di occupazione del territorio e riguarda sia le aree edificate che le infrastrutture. La maggior parte dei comuni provinciali, tuttavia, sono ben sotto il limite". La notizia è ovviamente positiva, perché pone dei limiti effettivi alla cementificazione. Ma guardando da una visuale più dettagliata, il Ptcp approvato dalla Giunta provinciale presenta alcune perplessità. Anzitutto i maligni potrebbero chiedersi come mai Bernazzoli e la Giunta abbiano presentato il progetto soltanto a 2 mesi dalle elezioni comunali, e non prima. Anche perché, penseranno in molti, potrebbe essere una mossa politica bernazzoliana per sponsorizzare la propria candidatura in vista delle amministrative. Non una ipotesi campata in aria: è molto probabile infatti che il documento firmato dalla Giunta rischi di rimanere chiuso, ad ammuffire, in un cassetto della Provincia di Parma se, poniamo, tra 2 mesi Bernazzoli dovesse diventare sindaco dell'ex ducato. L'iter di approvazione del documento, infatti, è complesso e lungo: dopo l'approvazione in Giunta (settimana scorsa), infatti, il Ptcp affronterà una fase che si chiama  "conferenza di pianificazione", in cui avverrà un confronto con i cosiddetti soggetti portatori di interesse. Passata questa fase il documento andrà in consiglio provinciale per essere adottato, dopodiché verrà pubblicato per aprire la fase delle osservazioni. La Provincia dovrà contro-dedurre alle osservazioni e solo allora, se non ci saranno impedimenti, la variante  del Ptcp potrà essere approvata dallo stesso consiglio e diventare a tutti gli effetti esecutiva. Un iter che nella migliore delle ipotesi si concluderebbe alla fine dell'anno: ma che succede se Bernazzoli dovesse diventare sindaco a maggio?
          La questione politica, poi, non è la sola che deve interessare i cittadini: quel 10% che non può essere superato dai Psc comunali riguarda la superficie impermeabilizzata e non quella urbanizzata. Che significa? Il territorio impermeabilizzato di un Comune è tutto ciò che è effettivamente cementificato; il territorio urbanizzato, invece, è la zona impermeabilizzata più una superficie di verde che, tuttavia, non può essere riutilizzata (ad esempio un parco intorno ad una zona abitativa, o il campetto verde di Piazzale della Pace, o il giardinetto di una rotonda). In un contesto come quello della Food Valley quel che conta non è tanto il territorio impermeabilizzato, ma l'urbanizzato: in termini agricoli, infatti, quest'ultimo presenta spazi verdi che non possono essere lavorati, perché "consumati" dalle cementificazioni tutte intorno. Interpellando alcuni esperti, poi, siamo venuti a sapere che il rapporto tra urbanizzato e impermeabilizzato, seppur non scientificamente provato, è di circa del 50%: significa che se il 5% di un Comune è impermeabilizzato (case, strade, industrie, scuole, supermercati ecc.), la sua superficie urbanizzata sarà già del 10%. Tradotto: se si fosse tenuto conto della superficie urbanizzata, e non di quella impermeabilizzata, molti più comuni (e non solo Parma e Fontevivo, stando ai dati della Provincia) supererebbero il 10% di soglia massima. Cioè per la maggior parte si dovrebbe parlare sin da ora di crescita zero obbligatoria. La domanda allora è: perché nel Ptcp la Provincia ha voluto fare una stima sull'impermeabilizzazione? E perché se la Provincia ha fatto una stima sull'impermeabilizzazione, come ha confermato lo stesso Assessore Danni, e come confermato da fonti vicine alla Giunta, nel comunicato stampa si parla invece di urbanizzazione?



          SICUREZZA – Gli strani terremoti

          Inserito da direttore il giovedì, 16 febbraio 2012
          SICUREZZA – Gli strani terremoti
          di Danilo Coppe
          Ho trascorso due terzi della mia vita a generare onde sismiche. La frase, scritta così, si presta ad interpretazioni di diversa natura, anche umoristica. Quindi spiego la realtà dei fatti: usando esplosivi si producono onde vibratorie che vanno quindi studiate e controllate per evitare di fare danni. Da geotecnico minerario ho studiato anche la geologia e la geofisica. Mi permetto quindi di inserirmi nel solito strascico mediatico che ogni evento tellurico si trascina dietro, e che risulta spesso più molesto delle scosse di assestamento. Scrissi un pezzo simile su queste pagine anche dopo il sisma de L'Aquila.
          La gara sulla disinformazione non è mancata anche in questa occasione, dove due eventi ravvicinati hanno già fatto gridare alla fine del mondo o all'evento misterioso, forse frutto di un complotto della CIA.
          Tutti i sismologi intervistati si sono affrettati a dire che non vi era correlazione fra i due fenomeni tellurici. Non è la prima volta che a distanza di ore o di pochi giorni si verificano eventi sismici importanti. Abbiamo avuto nel mondo, recentemente, altri due eventi sismici rilevanti a distanza di poche ore uno dall'altro: uno alle Samoa e l'altro a Sumatra. Eppure ogni volta le dichiarazioni pubbliche sono state le stesse: nessuna correlazione. Anche se è chiaro che gli epicentri sono diversi, asserire che non c'è correlazione per me è una cavolata. Ve lo dimostro. Avete presente quei soprammobili composti da un telaietto con 6 o 7 sferette di metallo appese ad un filo? Si chiamano Pendoli di Newton. Quando si solleva una sfera e questa batte su quella vicina, la stessa sta ferma ma rimbalza l'ultima dal lato opposto. E così per un certo numero di battute fino a che l'energia iniziale del primo battito non si è esaurita. La crosta terrestre è formata da placche o zolle continentali, una a fianco dell'altra. Le fratture che dividono le grandi zolle continentali non sono nette. Sono, a loro volta, divise da altre sottofratture. I terremoti avvengono quando l'attrito fra due placche continentali o fra due zolle secondarie viene superato per mancanza di contrasto dovuto a motivazioni di diversa natura. Lo strappo improvviso che ne consegue è energia che si diffonde attraverso le onde sismiche generando di fatto il terremoto. Le placche continentali sono come le sferette affiancate. Un urto su una placca può trasmettere staticamente l'energia che si libera a migliaia di chilometri di distanza. Inoltre, ogni urto può incidere sull'accumulo di energia in una zona differente della crosta terrestre, liberando a suo volta altra energia.
          Ciò che determina la deriva dei continenti, ossia i movimenti delle grandi placche continentali, l'una rispetto all'altra, può avere diverse nature. Innanzitutto dalla rotazione terrestre, per cui si sviluppa una forza centrifuga che crea movimento della crosta stessa. Questa è come se fosse costituita da una serie di zattere, una affiancata all'altra, ma non ancorate sul fondo. Tutta la crosta terrestre è appoggiata su uno strato di magma semiliquido, pertanto nel suo "galleggiamento" è suscettibile di spostamenti. L'asse di rotazione terrestre non è in posizione stabile rispetto allo spazio cosmico, ma si sposta continuamente determinando, quindi, l'impossibilità per la crosta stessa di trovare un assetto definitivo. L'altra ragione degli spostamenti delle zolle continentali va ricercata nel fenomeno dei "moti convettivi", ossia da quegli effetti per cui anche l'acqua, bollendo nella pentola, crea movimenti rotatori: acqua più calda su, acqua meno calda giù. Il magma più caldo sale verso la superficie e poi ridiscende verso il nucleo terrestre. Queste rotazioni del magma, sotto la crosta, creano un effetto simile ad un tappeto ruotante, diverso sotto ogni zolla.
          Ci sono aree della terra, come le parti più interne dei continenti, che sono "costrette" fra più zolle continentali; stanno, pertanto, relativamente ferme; in altri casi, a causa dei movimenti relativi, una placca va sopra all'altra generando, a volte, anche le catene montuose.
          In queste dinamiche, ciclicamente, si generano strappi più o meno violenti che con l'energia liberata, provocano i relativi terremoti. A parte lo stress ai cittadini, causato da eventi sismici frequenti, questa circostanza significa che l'energia accumulata in secoli o millenni di frizione fra zolle diverse della crosta terrestre si scarica periodicamente e quindi gradualmente. Vi lascio immaginare cosa sarebbe avvenuto a Parma se, tutta questa energia, si fosse liberata in un solo evento anziché in due distinti.
          Dobbiamo imparare a convivere con i terremoti e benedire tutte le volte che si limitano a spaventarci un poco senza fare danni rilevanti. Bisogna preoccuparci quando passano decenni senza fenomeni rilevanti. Osservate la storia sismica della provincia di Parma negli ultimi 40 anni:1971, (12 anni dopo), 1983, (4 anni dopo), 1987, (8 anni dopo), 1995, 1996, (4 anni dopo), 2000, (3 e 4 anni dopo), 2003, 2004, (4 anni dopo), 2008, l'ultimo (4 anni dopo) 2012.
          Gli appassionati di numeri noteranno che la media dei terremoti significativi viaggia a cadenze di 4 anni o con multipli di 4. Il peggiore è stato quello che ha avuto anche il maggior intervallo, ossia 12 anni. Non è un caso. I movimenti tettonici che ci riguardano hanno un moto relativamente regolare. Se si inceppa lo scorrimento, e quindi la liberazione periodica dell'energia, quando poi riprende è decisamente peggio.
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          parmadaily

          Rifiuti in gita
          GCR: "Il futuro di Parma è attorno a noi, saremo la pattumiera d'Italia".
          09/03/2012
          h.16.10

          "Parma sarà l'unica provincia in Italia che non brucerà rifiuti provenienti da fuori provincia". 
          Vabbè, non ci credete. 
          Eppure c'è ancora qualche buontempone che va in giro a raccontarla, e magari qualcuno, proprio uno o due faciloni, ci credono anche. 
          Perché ormai è chiaro che i rifiuti sono una merce degna di nota, da portare a spasso in gita, e ricavarne tanti soldini. 
          Il governo Monti sta dando una mano in tal senso, con una serie di liberalizzazioni che non mancano di toccare, ovviamente, anche il campo dei rifiuti e del loro smaltimento. 
          Così l'ultima notizia, e ne seguiranno altre, ci racconta delle gite fuori porta della monnezza, questa volta a Bergamo, che ha appena firmato un accordo commerciale con l'inceneritore di Brescia per farsi accogliere 20 mila tonnellate provenienti dal Sebino e dalla Bassa Bergamasca. 
          Del resto a Brescia hanno le spalle larghe o una fame atavica. 
          Il loro inceneritore ha una capacità di incenerimento di 800 mila tonnellate di rifiuti all'anno, e ovviamente non ne è mai sazio (la A2A si è spinta fino in Svizzera a fare incetta di "carburante"). 
          Ma la parte che più ci ha interessato nel leggere la notizia riguarda l'accordo economico che hanno stretto i due attori: Brescia ha offerto a Bergamo una tariffa di smaltimento di 93 euro alla tonnellata. 
          Per Bergamo è un affarone perché fino ad oggi spendeva 113 euro nell'impianto Rea di Dalmine. 
          Ora crediamo che a Parma la valuta euro abbia lo stesso valore che al Nord (a meno che Bossi sia già passato alle vie di fatto e ci abbia distaccato e spinto fuori dall'Italia che lui ama). 
          Allora vorremmo davvero che qualcuno desse una spiegazione ai cittadini. 
          Vorremmo che i comuni della Provincia di Parma spiegassero ai loro concittadini come mai fanno spendere 162 euro a tonnellata per fare la stessa identica cosa: bruciare monnezza. O la nostra fa più schifo delle altre e quindi ci fanno pagare una sovrattassa? 
          Ecco, il futuro dietro l'angolo. 
          I bacini di riferimento ormai sono regionali e la "merce" può navigare di qui e di là e nessuno può dire nulla,ne alzare la voce, con buona pace alle serenate insistenti che ci siamo sorbiti in questi anni sulla necessaria autosufficienza dei territori provinciali. 
          Aria fritta. 
          Ma oggi andiamo ben oltre, perché quello che abbiamo letto è stampato ormai nella nostra mente a lettere di fuoco. 
          L'assessore regionale lombardo con delega all'ambiente, Daniele Belotti, si dice molto soddisfatto di questo accordo e afferma: "Considerando il bacino regionale, come prescritto dalla legge, non sarà più necessario costruire nuovi impianti in zone congestionate: si potranno spostare dove ci sono impianti esistenti e con disponibilità residua. È un bene per le tasche dei cittadini, degli enti ma anche dell'ambiente". 
          Noi pretendiamo la cittadinanza lombarda. 

          Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR 

          ___Approfondimenti: 
          Con l'impianto di Vedelago a monte, Iren chiuderà l'inceneritore per diseconomia
          Inceneritore, un modo di vivere
          Sentenza del Tar: l'inceneritore può ripartire
          Reggio Emilia smaschera le balle di Parma: abolito l'inceneritore
          Referendum contro l'inceneritore, non imbrogliamo i cittadini!
          Inceneritore, "spegniamolo con il referendum"Ufficiale: sospeso il cantiere dell'inceneritore
          Esposto contro l'inceneritore per abuso edilizio 
          Si cambi l'autorizzazione dell'inceneritore perché i parmigiani non siano truffati
          Iren reagisce a Boicottiren e porta in Tribunale il GCR
          Ci impiccheranno con una corda d'oro... un privilegio raro 
          E' incredibile! Pure la rete di teleriscaldamento dell'inceneritore sarebbe illegittima!
          E vai!... ci mancava pure il ricorso al Tar sull'appalto del sistema elettrico dell'inceneritore... 
          Diffidato l'ATO: "Illegittimi tutti i contratti sui rifiuti affidati ad Iren senza gara d'appalto!"
          La Commissione Europea ha aperto un procedimento di infrazione contro l'inceneritore di Parma
          No pasarán!Nessun indennizzo sarebbe dovuto ad Iren se non si facesse più l'inceneritore
          Iren racconta menzogne ai parmigiani: il suo direttore generale sia mandato a casa! 
          Il pacco
          La Provincia ha confezionato un'autorizzazione dell'inceneritore su misura per Iren 
          Al rogo l'inceneritore. Le ragioni di due esposti
          Viero non dice la verità
          Perchè l'inceneritore è solo un enorme affareI costi dell'inceneritore crescono da 132 a 171 milioni... fino a 216 a discrezione di Iren
          "Non esiste un Piano Economico e Finanziario dell'inceneritore approvato"


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          comune pr

          Domeniche di marzo, chiusura al traffico: le misure adottate

          Seconda domenica di blocco del traffico all'interno dell'area delle tangenziali per i veicoli pre euro 4. Ecco un riepilogo dei provvedimenti adottati dal Comune e delle iniziative collaterali promosse per domenica 11 marzo.
          VIABILITA'
          Domeniche di marzo senz'auto. Tutte le domeniche di marzo dalle 9.30 alle 18.30 è istituito il divieto totale di circolazione per i veicoli pre euro 4 all'interno dell'area delle tangenziali (vedi estratto dell'ordinanza allegato e cartina per i dettagli). Questo provvedimento si aggiunge al consueto blocco del traffico del giovedì, che rimane in vigore nel mese di marzo in modalità invariata (chiusura dell'area compresa nei viali di circonvallazione). Da segnalare inoltre la riattivazione dei varchi al sabato pomeriggio.
          Estensione divieto accesso e sosta nelle Ztl. Viene esteso in via straordinaria l'orario di validità per l'accesso e la sosta nelle ZTL, attualmente fissata dalle 7.30 alle 20.30. Dal 4 al 31 marzo, ogni giorno dalle 23 alle 3, è istituito il divieto di transito per i veicoli non autorizzati nelle seguenti strade comprese in zone a traffico limitato: viale Mariotti, viale Toscanini, via Mazzini, strada della Repubblica, strada XXII Luglio. Le categorie dei veicoli aventi diritto al transito sono quelle indicate nell'ordinanza di attuazione della disciplina di accesso e sosta nelle ZTL attualmente in vigore.
          TRASPORTO PUBBLICO E SOSTA NEI PARCHEGGI CON BIGLIETTO UNICO
          Per tutte le domeniche di marzo, il Comune di Parma in collaborazione con il gestore Tep Spa e l'Agenzia della Mobilità SMTP Spa ha programmato potenziamenti ed estendimenti delle corse delle linee urbane degli autobus, oltre al biglietto unico giornaliero del costo di 1,20 euro.
          Sarà inoltre reso disponibile da Gespar nei parcheggi in struttura Toschi e Goito un biglietto unico a tariffa ridotta per il deposito dell'auto per il periodo della limitazione del traffico.
          I servizi di potenziamento offerti saranno i seguenti:
          Park scambiatore Nord
          Intensificazione della linea 2 nel pomeriggio da 1 corsa ogni 30 minuti a 1 corsa ogni 15 minuti.
          Servizio risultante da linee 2 e 13:
          mattina: 1c/15'
          pomeriggio: 1c/10'
          Parcheggi scambiatori Est e Ovest
          Intensificazione della linea 3 per tutta la giornata da 1 corsa/30' a 1 corsa/15' e suo prolungamento, per tutte le corse, dagli attuali capolinea di San Lazzaro e Crocetta ai parcheggi scambiatori est e ovest.
          Parcheggio Palsport Via Pellico
          Intensificazione della linea 5 per tutta la giornata da 1 corsa/30' a 1 corsa/15'.
          Parcheggio scambiatore Sud
          Intensificazione della linea 7 nella mattina da 1 corsa/30' a 1 corsa/15' nel tratto parcheggio sud-Stazione. Nel pomeriggio la frequenza è già attualmente a 1 corsa/15'. Pertanto tutto la giornata, quindi, il parcheggio sarà servito da 1 corsa/15'.
          Parcheggio scambiatore Sud-Est
          Intensificazione della linea 8 per tutta la giornata da 1 corsa/30' a 1 corsa/15'.
          Oltre a questi potenziamenti, sono confermate le navette di collegamento tra il parcheggio di via Pellico e lo stadio e tra il parcheggio scambiatore sud-est e lo stadio, in servizio da 2 ore prima dell'inizio della partita (Parma - Napoli, inizio alle 12.30) e, al ritorno, dopo la fine della stessa.
          INIZIATIVE CULTURALI
          Visite guidate a Palazzo Municipale alle ore 10,30 e alle ore 16,30
          Ingresso gratuito ai Musei civici della città
          Museo dei Burattini – via Melloni, 3/a - dalle ore 9 alle ore 17. Visite guidate alle 11 e alle 15.30.
          Pinacoteca Stuard – borgo del Parmigianino, 2 – dalle ore 9 alle ore 18.30
          Museo dell'Opera - piazzale S. Francesco, Casa del Suono - piazza Salvo D'Acquisto e Museo Casa natale Toscanini - borgo Tanzi - dalle ore 14 alle ore 18
          Palazzetto Eucherio Sanvitale – Parco Ducale – dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 17.
          Si ricorda
          Prenotazione obbligatoria allo IAT per le visite a Palazzo municipale e al Museo dei Burattini (via Melloni, 1; tel. 0521 218855;turismo@comune.parma.it) Palazzo municipale: massimo 35 persone per visita (totale 70 persone). Museo dei Burattini: massimo 20 persone per visita (totale 40 persone).
          Happy Book in piazza Garibaldi
          L'HappyBook parcheggerà nel cuore della piazza per proporre le affascinanti letture di Barbara Romito e i volumi in prestito per bimbi e famiglie proposti dagli scaffali della Biblioteca di @lice trasferita nella nuova casa delle Serre del Parco Ducale.

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           IL FATTO QUOTIDIANO


          Bandi Er.Go, a Parma gli studenti devolvono i loro fondi ai colleghi extracomunitari
          Su proposta dell'Udu, il consiglio d'Ateneo ha votato la proposta di donare parte dei finanziamenti preposti ad eventi culturali per sopperire ai tagli sulle borse di studio degli universitari stranieri
          Non ci sono abbastanza soldi per le borse di studio? A trovarli ci pensano gli studenti, che in tempi di crisi economica e di tagli di fondi hanno deciso di mettere mano ai propri finanziamenti per permettere ad altri colleghi in difficoltà di studiare.

          Il buon esempio arriva dai rappresentanti delle associazioni studentesche dell'Università degli studi di Parma, che hanno scelto di devolvere parte dei fondi stanziati dall'Ateneo per le loro attività e i loro eventi all'integrazione delle borse di studio per gli studenti extracomunitari.

          La decisione è stata annunciata durante il Cda dell'Ateneo dal presidente del Consiglio degli studenti Gianluca Scuccimarra che, su proposta dell'Unione degli Universitari, ha dato la disponibilità a partecipare al contributo straordinario per le borse di studio per gli studenti extracomunitari. La somma, pari a 43.529 euro, sarà stornata dalla quota destinata al finanziamento dei progetti culturali e sociali promossi dagli studenti.

          "Meglio un evento in meno, ma una borsa di studio in più", devono aver pensato gli universitari di fronte alla prospettiva di perdere i propri compagni di studio stranieri che, pur risultando idonei al bando regionale, per i tagli erano stati esclusi dalle graduatorie di Er.Go (Ente regionale per il diritto allo studio) e quindi non comparivano tra i beneficiari dei contributi. Dopo le proteste dello scorso dicembre in regione e dopo i tavoli con i vertici di Er-Go, la questione era passata ai singoli atenei dell'Emilia Romagna. Come altre Università, il Cda di Parma ha fatto passare una delibera di finanziamento per poter erogare a tutti gli studenti extracomunitari parte delle borse di studio 2011-2012. I soldi messi a disposizione dall'Ateneo sono 200mila euro, a cui si aggiungono quindi i 43.529 euro tolti dalle associazioni studentesche alle loro attività.

          Grazie ai fondi stanziati dall'Ateneo e al contributo integrativo degli studenti, gli iscritti stranieri potranno continuare a frequentare i corsi all'Università e non saranno costretti a tornare nel loro Paese di origine. In particolare, agli studenti residenti che vivono negli studentati verranno erogati 2.000 euro oltre all'esenzione dal pagamento dell'affitto (del valore tra i 1.500 e i 2.000 euro a testa) e un contributo mensa di 200 euro, mentre agli studenti non residenti negli studentati verranno erogati 3.500 euro e un contributo mensa di 200 euro.

          "Le associazioni studentesche e di rappresentanza rinunciano ai fondi che ogni anno l'Ateneo mette a disposizione delle stesse per le attività culturali" commenta Emiliana Galati, coordinatrice di Udu Parma. Un atto dovuto e ammirevole, che però getta un'ombra sul sistema del diritto allo studio in Regione. "Gli studenti vedono pesare sulle proprie spalle le scelte sbagliate dell'Ente regionale per il diritto allo studio – conclude Galati – È assurdo che siano gli stessi studenti a dover rinunciare a degli stanziamenti per pagare le borse di studio".

          di Silvia Bia


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