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ParmaOggi/il nuovo di Parma
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Guarnieri: "Troppi candidati
I cittadini hanno bisogno di progetti"
Lo scenario elettorale frammentato verso cui viaggia la città ducale, apre la caccia alle alleanze e ad occupare, come insegnano ad Harvard, tutti gli spazi possibili. Maria Teresa Guarnieri di Altra politica potrebbe essere un ago importante di questa bilancia. Ma lei per ora non si sbilancia. Anzi a Parma cominciano a esserci un po' troppi corridori per la poltrona di sindaco: "Il proliferare dei candidati non è positivo. I cittadini hanno bisogno di progetti politici chiari. L'impegno dev'essere non quello di privilegiare posizioni individuali, ma cercare collaborazioni e alleanze".
![Guarnieri:]()
LE ALLEANZE - Già ma allora con chi va Maria Teresa Guarnieri? "Ci piacerebbe comprendere se c'è la possibilità di fare alleanze politiche ampie, su progetti precisi, e farli secondo una logica trasversale". Meglio Bernazzoli, Ghiretti, Ubaldi, civici o Pdl? La fumata bianca ancora non c'è. Ma qualche segnale forse sì. Cominciamo da Bernazzoli: "Penso che un'alleanza debba partire da chi non ha avuto responsabilità di governo negli ultimi anni, e quindi si debba considerare chi ha fatto opposizione unita. La posizione di Bernazzoli - il numero uno della Provincia non fa mistero di volere Guarnieri in coalizione (L'INTERVISTA) - è importante, apprezzabile,
purché si ricerchi una strategia di governo. Incominciamo a capire su quali idee per la città si vuole ragionare". Insomma per il centro-sinistra, nonostante i mal di pancia di Simone Rossi, le porte sembrano aperte.
GHIRETTI E IL PDL - Una coalizione ampia per Guarnieri non sembra possibile. "Un'alleanza con persone che hanno avuto responsabilità amministrative sarebbe non logica e non coerente. Non credo che si possa dialogare con tutti, vanno fatte delle distinzioni, per mettere insieme persone convinte di cambiare davvero Parma".
UBALDI - Anche per l'ex sindaco, ufficiosamente in pista, Guarnieri non si dimostra possibilista: "La storia non si ripete. Il momento è molto diverso dal '98 che fu una svolta per la città. E' importante - ribadisce - avere una proposta innovativa"
I TEMI CALDI - Ma quali sono allora i progetti e le ricette che Guarnieri ritiene possano essere utili per Parma e sui quali costruire un progetto di governo? Cominciamo dai debiti e i cantieri. "Le soluzioni - premette - dipendono da una precisa conoscenza della situazione dei conti, che il commissario sta conducendo. Anche se l'indebitamento è innegabile". Che fare allora pensando in particolare ai grandi cantieri? "Dobbiamo evitare la demagogia. Opere come la stazione vanno terminate. La logica sottesa al progetto - un nodo viario di raccordo - è importante. Va detto però che sulla stazione mancano ancora tante informazioni. Credo vadano riviste i rapporti con le banche e i futuri ampliamenti del progetto. Ma non possiamo lasciare un cratere". Discorso analogo per la Scuola europea: "Bisogna rivedere i rapporti con l'Efsa e il Governo, considerando le difficoltà della città".
IL REGIO - "Rivisitare le politiche culturali. Ma anche la scelta delle persone non è ininfluente, credo sia finita un'epoca per la gestione del Teatro". Per Meli le speranze sono poche. "Servirà un nuovo sovrintendente scelto dal cda, nominato dalla nuova amministrazione". Ma serve anche una gestione diversa del Regio: "Deve funzionare con più continuità, per garantire alle maestranze un impegno di lavoro costante. Va studiata una programmazione che possa portare continuità". Il tema della cultura, vista anche la presenza di numerosi contenitori da riempire, rappresenta una sfida non secondaria per chi governerà. "L'epoca dei grandi cantieri è finita, dobbiamo sviluppare funzioni che possono rendere appetibile Parma, elaborare, con tutti i soggetti e le forze del territorio, anche a livello provinciale, una nuova visione strategica".
LA CRISI - Il contesto economico, come rivelano i dati, si riverbera pesantemente anche su Parma, le difficoltà del commercio sono evidenti. "Dobbiamo rivedere la logica dei centri commerciali, anche da un punto di vista della viabilità e favorire i negozi e i supermercati di quartiere, importanti anche da un punto di vista sociale. Il Comune può garantire agevolazioni fiscali. Ma anche in questo caso è fondamentale rivisitare la concezione della città".
WELFARE - La mancata realizzazione del Wcc - " una cosa positiva" - lascia comunque aperto il problema dell'assistenza agli anziani e alle famiglie. "Dobbiamo recuperare il gap accumulato in questi anni, partendo dai progetti che erano in pista nel 2007. Credo che si debba procedere secondo la logica di aiutare chi cura, sostenendo per esempio quelle famiglie che decidono di prendersi cura a casa dei loro anziani".
L'ultima domanda è sulla partecipazione e la trasparenza, temi sbandierati da tutti i candidati. "La partecipazione è importante, ma non dev'essere strumentalizzata. In questi anni quante volte abbiamo sentito parlare di bilancio partecipato?". Com'è allora il municipio di Maria Teresa Guarnieri? "Chi amministra deve ascoltare i cittadini e rendere conto delle decisioni alla luce del sole. Un Comune che ascolta, un Comune trasparente".
I cittadini hanno bisogno di progetti"
La leader di Altra Politica parla delle prossime elezioni. Ancora da sciogliere il nodo alleanze, anche se il centro-sinistra sembra favorito: "Partire da chi ha fatto opposizione". Apprezzamenti per Bernazzoli. Difficile la convergenza con Pdl e altri civici: "Non logico allearsi con chi è stato in amministrazione". E Ubaldi: "La storia non si ripete"
di RAFFAELE CASTAGNOLE ALLEANZE - Già ma allora con chi va Maria Teresa Guarnieri? "Ci piacerebbe comprendere se c'è la possibilità di fare alleanze politiche ampie, su progetti precisi, e farli secondo una logica trasversale". Meglio Bernazzoli, Ghiretti, Ubaldi, civici o Pdl? La fumata bianca ancora non c'è. Ma qualche segnale forse sì. Cominciamo da Bernazzoli: "Penso che un'alleanza debba partire da chi non ha avuto responsabilità di governo negli ultimi anni, e quindi si debba considerare chi ha fatto opposizione unita. La posizione di Bernazzoli - il numero uno della Provincia non fa mistero di volere Guarnieri in coalizione (L'INTERVISTA) - è importante, apprezzabile,
purché si ricerchi una strategia di governo. Incominciamo a capire su quali idee per la città si vuole ragionare". Insomma per il centro-sinistra, nonostante i mal di pancia di Simone Rossi, le porte sembrano aperte.
GHIRETTI E IL PDL - Una coalizione ampia per Guarnieri non sembra possibile. "Un'alleanza con persone che hanno avuto responsabilità amministrative sarebbe non logica e non coerente. Non credo che si possa dialogare con tutti, vanno fatte delle distinzioni, per mettere insieme persone convinte di cambiare davvero Parma".
UBALDI - Anche per l'ex sindaco, ufficiosamente in pista, Guarnieri non si dimostra possibilista: "La storia non si ripete. Il momento è molto diverso dal '98 che fu una svolta per la città. E' importante - ribadisce - avere una proposta innovativa"
I TEMI CALDI - Ma quali sono allora i progetti e le ricette che Guarnieri ritiene possano essere utili per Parma e sui quali costruire un progetto di governo? Cominciamo dai debiti e i cantieri. "Le soluzioni - premette - dipendono da una precisa conoscenza della situazione dei conti, che il commissario sta conducendo. Anche se l'indebitamento è innegabile". Che fare allora pensando in particolare ai grandi cantieri? "Dobbiamo evitare la demagogia. Opere come la stazione vanno terminate. La logica sottesa al progetto - un nodo viario di raccordo - è importante. Va detto però che sulla stazione mancano ancora tante informazioni. Credo vadano riviste i rapporti con le banche e i futuri ampliamenti del progetto. Ma non possiamo lasciare un cratere". Discorso analogo per la Scuola europea: "Bisogna rivedere i rapporti con l'Efsa e il Governo, considerando le difficoltà della città".
IL REGIO - "Rivisitare le politiche culturali. Ma anche la scelta delle persone non è ininfluente, credo sia finita un'epoca per la gestione del Teatro". Per Meli le speranze sono poche. "Servirà un nuovo sovrintendente scelto dal cda, nominato dalla nuova amministrazione". Ma serve anche una gestione diversa del Regio: "Deve funzionare con più continuità, per garantire alle maestranze un impegno di lavoro costante. Va studiata una programmazione che possa portare continuità". Il tema della cultura, vista anche la presenza di numerosi contenitori da riempire, rappresenta una sfida non secondaria per chi governerà. "L'epoca dei grandi cantieri è finita, dobbiamo sviluppare funzioni che possono rendere appetibile Parma, elaborare, con tutti i soggetti e le forze del territorio, anche a livello provinciale, una nuova visione strategica".
LA CRISI - Il contesto economico, come rivelano i dati, si riverbera pesantemente anche su Parma, le difficoltà del commercio sono evidenti. "Dobbiamo rivedere la logica dei centri commerciali, anche da un punto di vista della viabilità e favorire i negozi e i supermercati di quartiere, importanti anche da un punto di vista sociale. Il Comune può garantire agevolazioni fiscali. Ma anche in questo caso è fondamentale rivisitare la concezione della città".
WELFARE - La mancata realizzazione del Wcc - " una cosa positiva" - lascia comunque aperto il problema dell'assistenza agli anziani e alle famiglie. "Dobbiamo recuperare il gap accumulato in questi anni, partendo dai progetti che erano in pista nel 2007. Credo che si debba procedere secondo la logica di aiutare chi cura, sostenendo per esempio quelle famiglie che decidono di prendersi cura a casa dei loro anziani".
L'ultima domanda è sulla partecipazione e la trasparenza, temi sbandierati da tutti i candidati. "La partecipazione è importante, ma non dev'essere strumentalizzata. In questi anni quante volte abbiamo sentito parlare di bilancio partecipato?". Com'è allora il municipio di Maria Teresa Guarnieri? "Chi amministra deve ascoltare i cittadini e rendere conto delle decisioni alla luce del sole. Un Comune che ascolta, un Comune trasparente".
(16 febbraio 2012)
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Guarnieri alleata di Bernazzoli? Sel mette il veto. Ma ApAv non ci sta
16 febbraio 2012
LA NOTA DI APAV
"Apprendiamo oggi che, nel corso del vertice di coalizione del Centrosinistra, Sinistra Ecologia e Libertà avrebbe posto un veto all'ipotesi di allargamento della coalizione ad Altra Politica – Altri Valori.
Nel pieno rispetto della dialettica interna a questo schieramento, ci sentiamo di sottolineare un concetto per noi fondamentale: Altra Politica – Altri Valori è un movimento che ha una sua storia e un suo percorso politico. Siamo una lista civica, fatta di persone moderate, di provenienza culturale e politica diversa, e a questa nostra identità non intendiamo rinunciare. Abbiamo agito all'opposizione dell'amministrazione Vignali per quasi cinque anni e lo abbiamo fatto costruendo un fattivo rapporto di collaborazione con le altre forze di opposizione presenti in Consiglio, a partire dal Partito Democratico, pur avendo una storia diversa e oggi siamo in campo con le nostre idee e proposte per cercare di dare a Parma l'opportunità concreta di lasciarsi alle spalle il recente passato e di aprire una nuova stagione.
Crediamo che, viste le difficoltà in cui versa la città si debbano tessere delle relazioni politiche ampie e superare le pregiudiziali ideologiche, ricercando alleanze con forze e persone che siano interessate a costruire una reale alternativa di governo e che diano garanzie di concretezza, capacità amministrativa e onestà. Con il candidato Bernazzoli, il Partito Democratico e quanti vogliano condividere un nuovo progetto di città, discutendo di idee e progetti concreti, siamo disponibili ad aprire un confronto. Non siamo però disponibili a finire nel tritacarne di veti incrociati, veleni di partito e di posizioni politiche estreme, che con noi non hanno nulla a che vedere".
Gabriella Biacchi
Altra Politica – Altri Valori
Disagi in zona Tardini per la partita. Rossi: "Lo Stadio va spostato". E' POLEMICA
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Parmanews24
Cortile San Martino, Ghiretti si confronta con la popolazione
Posted: Fri, 17 Feb 2012 11:16:30 +0000
Tanti i temi al centro del dibattito che si è svolto ieri sera, al Circolo Inzani, tra il candidato sindaco di Parma Unita, Roberto Ghiretti, e i cittadini del quartiere Cortile San Martino.
Il dibattito ha permesso a Ghiretti di fare una fotografia di uno dei quartieri più grandi di Parma, che al momento ha come priorità l'inceneritore di Ugozzolo. Chiara al proposito la posizione di Ghiretti: "L'inceneritore non mi piace, ma purtroppo c'è e la legge ci ha detto che dovrà funzionare. Non sarà certamente il Sindaco ad andare contro la legge, ma il primo cittadino – continua – deve farsi garante della salute degli abitanti della sua città, garantire che l'inceneritore faccia meno male possibile e, soprattutto, lavorare perché l'impianto non sia una soluzione che duri venti anni, ma solo un passaggio verso tecnologie migliori e meno dannose".
E sull'apertura al pubblico della Certosa di Paradigna, sede dello CSAC, il Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Ghiretti ha dichiarato: "Un luogo che tutto il mondo ci invidia e che racchiude gli ultimi 100 anni della storia italiana. Per valorizzarlo bisogna trovare la squadra con l'Università. Chi è a capo dello CSAC ha speso energie, bisogna aiutarlo per valorizzare al meglio un luogo stupendo".
Tra i temi scottanti sui quali il candidato sindaco e la popolazione si sono confrontati c'è la questione della sicurezza nel quartiere. "L'associazionismo è anche una forma di controllo del territorio – queste le parole di Ghiretti – dobbiamo sostenerlo perché solo vivendo il quartiere lo si rende sicuro, fruibile a tutti. Un esempio è il parco del Naviglio – ha concluso – abbandonarlo a se stesso vuol dire permettere ai serpenti, quelli su due gambe, di farla da padroni, mentre deve essere un luogo per le famiglie".
Inceneritore, aree verdi, viabilità lenta, Certosa di Paradigna, sicurezza, completamento cantieri e riqualificazione territoriale: questi alcuni dei problemi che sono stati affrontati durante l'incontro. "Una serata organizzata per capire le vere priorità del quartiere – ha dichiarato Ghiretti – che verrà replicata in aprile, quando torneremo qui per presentare il nostro programma, con risposte ancora più precise ai problemi sollevati".
Tra i temi scottanti sui quali il candidato sindaco e la popolazione si sono confrontati c'è la questione della sicurezza nel quartiere. "L'associazionismo è anche una forma di controllo del territorio – queste le parole di Ghiretti – dobbiamo sostenerlo perché solo vivendo il quartiere lo si rende sicuro, fruibile a tutti. Un esempio è il parco del Naviglio – ha concluso – abbandonarlo a se stesso vuol dire permettere ai serpenti, quelli su due gambe, di farla da padroni, mentre deve essere un luogo per le famiglie".
Soppressione delle Province, Baga (Pd): "Non è questa la strada da seguire"
Posted: Fri, 17 Feb 2012 10:45:46 +0000
Piero Baga, capogruppo del Partito democratico in Consiglio provinciale, interviene in merito alla questione sulla soppressione delle Province.
"Il Gruppo consiliare della Provincia di Parma del Partito Democratico vive con grande preoccupazione il modo in cui è stata finora affrontata la revisione dei livelli di governo della Repubblica per una opportuna riduzione dei costi della politica, in particolare per ciò che riguarda le Province.Sotto l'influsso di campagne sommarie e retoriche per la totale eliminazione delle Province sono state assunte importanti decisioni prima con l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri (Governo Berlusconi) del 8/9/2011 del ddl costituzionale, in cui si stabilisce di eliminare la Provincia dall'ordinamento costituzionale della Repubblica, poi con il complesso delle disposizioni contenute nel decreto legge "Salva Italia" del Governo Monti, il quale, con un'operazione surrettizia, svuota sostanzialmente la natura e la funzione della Provincia anticipando di fatto gli effetti del predetto ddl costituzionale.
Tali provvedimenti nell'assegnare alle Regioni il compito di disciplinare l'esercizio delle funzioni di area vasta, anche mediante forme associative di Comuni, da un lato incentivano l'affermarsi di un nuovo "centralismo regionale", in contraddizione con il principio di sussidiarietà, e dall'altro rischiano di ripercorrere l'esperienza fallimentare dei "Comprensori" di Comuni già vissuta nel Paese dopo l'istituzione delle Regioni a statuto ordinario, durata per un tempo brevissimo e le cui funzioni, una volta soppressi, furono trasferite alle Province proprio per motivi di maggiore adeguatezza. D'altra parte diversi studi sui comportamenti giornalieri riferiti alla mobilità personale per ragioni di studio e di lavoro attestano che il territorio provinciale è sostanzialmente la dimensione territoriale prevalente del nostro vissuto quotidiano e per questo esso rappresenta il livello intermedio di governo più adeguato ad affrontare i problemi di area vasta per ciò che riguarda la programmazione, la pianificazione e il governo dell'organizzazione del territorio stesso.
Occorre sottolineare che, procedendo sulla strada dei citati interventi legislativi del Governo attuale e del precedente, anche l'obiettivo principale della riduzione dei costi della politica rischia di non essere clamorosamente realizzato per i costi aggiuntivi per lo Stato e per la Pubblica Amministrazione : a solo titolo di esempio, per il passaggio del personale alle dipendenze delle Regioni si stima un aumento di costi di circa il 25% a causa delle diversità di trattamento economico vigenti. C'è poi da chiedersi anche come sarebbe possibile trasferire competenze di area vasta ai Comuni già gravati dalle note difficoltà di bilancio per il rispetto del patto di stabilità.
Come Gruppo consiliare del P.D. diciamo che non è questa la strada da seguire. La riforma costituzionale del 2001, confermando il ruolo delle Province come ente intermedio tra la Regione e il Comune, ha definito una chiara identità, che fa della provincia l'ente che rappresenta la comunità provinciale per il governo del territorio attraverso le funzioni di programmazione e pianificazione, la tutela dell'ambiente e la gestione delle infrastrutture e del territorio, la viabilità e i trasporti, l'edilizia scolastica delle scuole superiori, le politiche dell'istruzione, della formazione professionale e del lavoro, il coordinamento dello sviluppo locale.
Riteniamo che tali essenziali e ben definite funzioni di area vasta non possano essere lasciate ai Comuni né accentrate nelle Regioni, ma esigano l'esistenza della Provincia, eliminando eventuali altri ruoli inappropriati acquisiti nel tempo che ne hanno appesantito le competenze, la struttura e i costi. La via per una reale riduzione dei costi e, contemporaneamente, per un funzionamento più razionale ed efficiente del governo del territorio deve tradursi in un quadro organico di scelte chiare e appropriate riguardanti la ridefinizione del numero e della dimensione territoriale delle Province attuali, passando prima di tutto all'istituzione delle Città Metropolitane, come previsto dalla Costituzione, al posto delle stesse Province come governo integrato delle relative aree, quindi inducendo processi di accorpamento delle Province in ambito regionale, mantenendo fermo il principio della rappresentanza democratica dei territori con organi di governo (Presidente e Consiglio) eletti dai cittadini. Accanto a questo un ulteriore significativo risultato in termini di efficienza e di ottimizzazione di costi si otterrebbe con l'eliminazione di tutti gli enti intermedi strumentali, a loro volta strutturati a livello provinciale, le cui funzioni potrebbero essere meglio gestite da parte delle istituzioni di maggior dimensioni e democraticamente elette quali le Province, con la scomparsa della moltitudine di relativi organi di amministrazione.
A tali linee si ispira la recente proposta di legge-delega dell'UPI (Unione Province Italiane) , da noi condivisa, basata su uno studio della Bocconi, che, accanto al riordino e ad una consistente riduzione del numero di Province e all'istituzione delle Città Metropolitane, prevede anche l'accorpamento dei relativi uffici periferici dello Stato (Prefetture, Provveditorati vari, Motorizzazione, ….), oltre che la soppressione di circa tremila enti strumentali provinciali (bacini imbriferi montani, consorzi di bonifica, enti parco, ATO, … ). Il tutto con un risparmio complessivo di oltre 5 miliardi di euro.
La definizione di un quadro chiaro, coerente ed equilibrato secondo le linee indicate è assolutamente urgente per superare lo stato di grande incertezza istituzionale conseguente ai citati interventi legislativi, per evitare pericolose situazioni di caos nel sistema del governo locale e anche per rispondere alla comprensibile grande preoccupazione per il proprio futuro lavorativo del personale dipendente dalle Province".
Occorre sottolineare che, procedendo sulla strada dei citati interventi legislativi del Governo attuale e del precedente, anche l'obiettivo principale della riduzione dei costi della politica rischia di non essere clamorosamente realizzato per i costi aggiuntivi per lo Stato e per la Pubblica Amministrazione : a solo titolo di esempio, per il passaggio del personale alle dipendenze delle Regioni si stima un aumento di costi di circa il 25% a causa delle diversità di trattamento economico vigenti. C'è poi da chiedersi anche come sarebbe possibile trasferire competenze di area vasta ai Comuni già gravati dalle note difficoltà di bilancio per il rispetto del patto di stabilità.
Come Gruppo consiliare del P.D. diciamo che non è questa la strada da seguire. La riforma costituzionale del 2001, confermando il ruolo delle Province come ente intermedio tra la Regione e il Comune, ha definito una chiara identità, che fa della provincia l'ente che rappresenta la comunità provinciale per il governo del territorio attraverso le funzioni di programmazione e pianificazione, la tutela dell'ambiente e la gestione delle infrastrutture e del territorio, la viabilità e i trasporti, l'edilizia scolastica delle scuole superiori, le politiche dell'istruzione, della formazione professionale e del lavoro, il coordinamento dello sviluppo locale.
Riteniamo che tali essenziali e ben definite funzioni di area vasta non possano essere lasciate ai Comuni né accentrate nelle Regioni, ma esigano l'esistenza della Provincia, eliminando eventuali altri ruoli inappropriati acquisiti nel tempo che ne hanno appesantito le competenze, la struttura e i costi. La via per una reale riduzione dei costi e, contemporaneamente, per un funzionamento più razionale ed efficiente del governo del territorio deve tradursi in un quadro organico di scelte chiare e appropriate riguardanti la ridefinizione del numero e della dimensione territoriale delle Province attuali, passando prima di tutto all'istituzione delle Città Metropolitane, come previsto dalla Costituzione, al posto delle stesse Province come governo integrato delle relative aree, quindi inducendo processi di accorpamento delle Province in ambito regionale, mantenendo fermo il principio della rappresentanza democratica dei territori con organi di governo (Presidente e Consiglio) eletti dai cittadini. Accanto a questo un ulteriore significativo risultato in termini di efficienza e di ottimizzazione di costi si otterrebbe con l'eliminazione di tutti gli enti intermedi strumentali, a loro volta strutturati a livello provinciale, le cui funzioni potrebbero essere meglio gestite da parte delle istituzioni di maggior dimensioni e democraticamente elette quali le Province, con la scomparsa della moltitudine di relativi organi di amministrazione.
A tali linee si ispira la recente proposta di legge-delega dell'UPI (Unione Province Italiane) , da noi condivisa, basata su uno studio della Bocconi, che, accanto al riordino e ad una consistente riduzione del numero di Province e all'istituzione delle Città Metropolitane, prevede anche l'accorpamento dei relativi uffici periferici dello Stato (Prefetture, Provveditorati vari, Motorizzazione, ….), oltre che la soppressione di circa tremila enti strumentali provinciali (bacini imbriferi montani, consorzi di bonifica, enti parco, ATO, … ). Il tutto con un risparmio complessivo di oltre 5 miliardi di euro.
La definizione di un quadro chiaro, coerente ed equilibrato secondo le linee indicate è assolutamente urgente per superare lo stato di grande incertezza istituzionale conseguente ai citati interventi legislativi, per evitare pericolose situazioni di caos nel sistema del governo locale e anche per rispondere alla comprensibile grande preoccupazione per il proprio futuro lavorativo del personale dipendente dalle Province".
TERRE VERDIANE, TERRE DI MAFIA – La mafia è a Parma: le prove
Posted: Fri, 17 Feb 2012 10:35:48 +0000
Un malato cronico, come afflitto da una sorta di mononucleosi perenne, che destabilizza, priva delle forze, ma non uccide. I medici indagano senza però riuscire a capirne la causa, prescrivono analisi. Ricerche che non servono a curare il malato, ma solo a condurre studi su una malattia dalle origini lontane, che proprio non si capisce come abbia potuto diffondersi. Eppure quella malattia è qui, adesso, tanto temibile che non si vuole nemmeno nominare: MAFIA.
TISANE E CHIURGIA– Il 16 gennaio 2012 l'Emilia Romagna ha varato un pacchetto di sessantotto progetti per la prevenzione alle infiltrazioni mafiose e la sicurezza, con la firma di Sindaci e presidenti di Provincia. In quella occasione sono stati stanziati quasi 2 milioni, a cui si sarebbero aggiunti altri 148.088 euro per otto interventi aggiuntivi. Una iniziativa ottima, ma che però potrebbe rivelarsi tardiva, e non di poco. Se la presenza di infiltrazioni criminali, ormai ben radicate sul territorio, è documentata da almeno quindici anni – e chissà da quanto tempo era già iniziata – c'è il rischio che la cura possa essere inefficace. Se il malato è cronico, una tisana non risolverà certo i problemi. L'importante, però, è che da qualche parte si incominci, e allora ben vengano i progetti, la creazione di un'agenzia DIA per l'Emilia Romagna e la legge regionale 3/2011. "Non serve fare ancora gli studi – spiega Amorosi – occorre educare: io sono andato gratis nelle scuole, bisognerebbe partire anche da lì". Ed effettivamente in Regione sembrano averlo ascoltato, con piani per percorsi scolastici antimafia e visite di ragazzi ai beni confiscati, ma anche formazione sulla legalità per operatori di imprese e enti pubblici, osservatori, interventi per recuperare gli edifici sottratti alla criminalità. Della cura vera e propria però dovrebbe occuparsi la magistratura, la sola capace di operare chirurgicamente sul male. "Purtroppo i magistrati settentrionali non sono esperti sul fenomeno come quelli meridionali – continua Amorosi – spesso si finisce per fermarsi sul singolo caso, sulla sola vicenda criminale, senza fare il passo successivo e iniziare a capire come tanti fatti siano collegati tra loro. Al massimo si collega il singolo crimine alla cosca meridionale X, come fosse un una tantum di un fenomeno che ci tocca di striscio". Se il virus si è diffuso, servirebbe fare altrettanto col relativo antivirus. Troppo spesso è accaduto che le indagini sulla mafia al Nord siano stati condotte dai tribunali di Napoli e Palermo, lasciando ai giudici nostrani solo il compito di giudicare sui reati di contorno. Se davvero si vuole combattere la criminalità organizzata, bisogna diffondere mezzi, mentalità e conoscenze antimafia anche agli inquirenti emiliani. Perché una malattia non può essere curata soltanto inviando un'ambulanza, occorre costruire un ospedale sul posto.
Porte chiuse la domenica per i musei della Pilotta : manca il personale
Posted: Fri, 17 Feb 2012 10:03:31 +0000
La Galleria Nazionale, museo più importante della città, è costretta a chiudere per le quattro domeniche di febbraio, per mancanza di personale. Per tutto il mese, infatti, per il museo del palazzo della Pilotta, non sarà possibile aprire le porte nel giorno della settimana in cui il turismo è più attivo. La decisione, assunta dalla Soprintendenza ai beni artistici di Parma, è stata presa in relazione alla mancanza di personale: i custodi hanno superato il limite di straordinari imposto dalla legge. Niente turni extra per i 29 addetti alla sorveglianza, dipendenti del Ministero, assunti attraverso un concorso, che sorvegliano giorno e notte il palazzo della Pilotta.
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Parmadaily
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