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Nato tempo fa' per la promozione delle mie creazioni(dipinti e ceramica Raku)... poi quasi abbandonato... Ora ha ripreso vita x le news locali in previsione delle Amministrative 2012 su Parma. Questo nuovo progetto vuole essere un "riassunto" della rassegna stampa per seguire le vicende elettorali dei candidati sindaci e verranno menzionate altre cose importanti per il futuro di Parma. Chi vincerà? ;)
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2012/02/17 Rass St


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ParmaOggi/il nuovo di Parma

AccattateVillo

Le comunali si avvicinano e dietro le quinte si stringono patti e alleanze. E' dedicata alla politica la copertina del nuovo numero del settimanale "il Nuovo di Parma", da oggi in edicola, che svela un gustoso retroscena: "Mister Parmacotto punta tutto sull'Ubaldi ter per tornare nella stanza dei bottoni. Ma deve convincere gli amici del PdL che si tratta di un candidato garantito Dop. Prima di tutti il ras Villani, che ha sempre maldigerito il piglio dell'ex-ex sindaco".
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Guarnieri: "Troppi candidati
I cittadini hanno bisogno di progetti"

La leader di Altra Politica parla delle prossime elezioni. Ancora da sciogliere il nodo alleanze, anche se il centro-sinistra sembra favorito: "Partire da chi ha fatto opposizione". Apprezzamenti per Bernazzoli. Difficile la convergenza con Pdl e altri civici: "Non logico allearsi con chi è stato in amministrazione". E Ubaldi: "La storia non si ripete"

di RAFFAELE CASTAGNO
Lo scenario elettorale frammentato verso cui viaggia la città ducale, apre la caccia alle alleanze e ad occupare, come insegnano ad Harvard, tutti gli spazi possibili. Maria Teresa Guarnieri di Altra politica potrebbe essere un ago importante di questa bilancia. Ma lei per ora non si sbilancia. Anzi a Parma cominciano a esserci un po' troppi corridori per la poltrona di sindaco: "Il proliferare dei candidati non è positivo. I cittadini hanno bisogno di progetti politici chiari. L'impegno dev'essere non quello di privilegiare posizioni individuali, ma cercare collaborazioni e alleanze".
Guarnieri:
LE ALLEANZE
- Già ma allora con chi va Maria Teresa Guarnieri? "Ci piacerebbe comprendere se c'è la possibilità di fare alleanze politiche ampie, su progetti precisi, e farli secondo una logica trasversale". Meglio Bernazzoli, Ghiretti, Ubaldi, civici o Pdl? La fumata bianca ancora non c'è. Ma qualche segnale forse sì. Cominciamo da Bernazzoli: "Penso che un'alleanza debba partire da chi non ha avuto responsabilità di governo negli ultimi anni, e quindi si debba considerare chi ha fatto opposizione unita. La posizione di Bernazzoli - il numero uno della Provincia non fa mistero di volere Guarnieri in coalizione (L'INTERVISTA) - è importante, apprezzabile,
purché si ricerchi una strategia di governo. Incominciamo a capire su quali idee per la città si vuole ragionare". Insomma per il centro-sinistra, nonostante i mal di pancia di Simone Rossi, le porte sembrano aperte.

GHIRETTI E IL PDL - Una coalizione ampia per Guarnieri non sembra possibile. "Un'alleanza con persone che hanno avuto responsabilità amministrative sarebbe non logica e non coerente. Non credo che si possa dialogare con tutti, vanno fatte delle distinzioni, per mettere insieme persone convinte di cambiare davvero Parma".

UBALDI
- Anche per l'ex sindaco, ufficiosamente in pista, Guarnieri non si dimostra possibilista: "La storia non si ripete. Il momento è molto diverso dal '98 che fu una svolta per la città. E' importante - ribadisce - avere una proposta innovativa"

I TEMI CALDI
- Ma quali sono allora i progetti e le ricette che Guarnieri ritiene possano essere utili per Parma e sui quali costruire un progetto di governo? Cominciamo dai debiti e i cantieri. "Le soluzioni - premette - dipendono da una precisa conoscenza della situazione dei conti, che il commissario sta conducendo. Anche se l'indebitamento è innegabile". Che fare allora pensando in particolare ai grandi cantieri? "Dobbiamo evitare la demagogia. Opere come la stazione vanno terminate. La logica sottesa al progetto - un nodo viario di raccordo - è importante. Va detto però che sulla stazione mancano ancora tante informazioni. Credo vadano riviste i rapporti con le banche e i futuri ampliamenti del progetto. Ma non possiamo lasciare un cratere". Discorso analogo per la Scuola europea: "Bisogna rivedere i rapporti con l'Efsa e il Governo, considerando le difficoltà della città".

IL REGIO
- "Rivisitare le politiche culturali. Ma anche la scelta delle persone non è ininfluente, credo sia finita un'epoca per la gestione del Teatro". Per Meli le speranze sono poche. "Servirà un nuovo sovrintendente scelto dal cda, nominato dalla nuova amministrazione". Ma serve anche una gestione diversa del Regio: "Deve funzionare con più continuità, per garantire alle maestranze un impegno di lavoro costante. Va studiata una programmazione che possa portare continuità". Il tema della cultura, vista anche la presenza di numerosi contenitori da riempire, rappresenta una sfida non secondaria per chi governerà. "L'epoca dei grandi cantieri è finita, dobbiamo sviluppare funzioni che possono rendere appetibile Parma, elaborare, con tutti i soggetti e le forze del territorio, anche a livello provinciale, una nuova visione strategica".

LA CRISI
- Il contesto economico, come rivelano i dati, si riverbera pesantemente anche su Parma, le difficoltà del commercio sono evidenti. "Dobbiamo rivedere la logica dei centri commerciali, anche da un punto di vista della viabilità e favorire i negozi e i supermercati di quartiere, importanti anche da un punto di vista sociale. Il Comune può garantire agevolazioni fiscali. Ma anche in questo caso è fondamentale rivisitare la concezione della città".

WELFARE
- La mancata realizzazione del Wcc - " una cosa positiva" - lascia comunque aperto il problema dell'assistenza agli anziani e alle famiglie. "Dobbiamo recuperare il gap accumulato in questi anni, partendo dai progetti che erano in pista nel 2007. Credo che si debba procedere secondo la logica di aiutare chi cura, sostenendo per esempio quelle famiglie che decidono di prendersi cura a casa dei loro anziani".

L'ultima domanda è sulla partecipazione e la trasparenza, temi sbandierati da tutti i candidati. "La partecipazione è importante, ma non dev'essere strumentalizzata. In questi anni quante volte abbiamo sentito parlare di bilancio partecipato?". Com'è allora il municipio di Maria Teresa Guarnieri? "Chi amministra deve ascoltare i cittadini e rendere conto delle decisioni alla luce del sole. Un Comune che ascolta, un Comune trasparente".
(16 febbraio 2012)
------------------------------------------------------------------------------------------------------------Parmasera
Guarnieri alleata di Bernazzoli? Sel mette il veto. Ma ApAv non ci sta
16 febbraio 2012
LA NOTA DI APAV
"Apprendiamo oggi che, nel corso del vertice di coalizione del Centrosinistra, Sinistra Ecologia e Libertà avrebbe posto un veto all'ipotesi di allargamento della coalizione ad Altra Politica – Altri Valori.
Nel pieno rispetto della dialettica interna a questo schieramento, ci sentiamo di sottolineare un concetto per noi fondamentale: Altra Politica – Altri Valori è un movimento che ha una sua storia e un suo percorso politico. Siamo una lista civica, fatta di persone moderate, di provenienza culturale e politica diversa, e a questa nostra identità non intendiamo rinunciare. Abbiamo agito all'opposizione dell'amministrazione Vignali per quasi cinque anni e lo abbiamo fatto costruendo un fattivo rapporto di collaborazione con le altre forze di opposizione presenti in Consiglio, a partire dal Partito Democratico, pur avendo una storia diversa  e oggi siamo in campo con le nostre idee e proposte per cercare di dare a Parma l'opportunità concreta di lasciarsi alle spalle il recente passato e di aprire una nuova stagione.
Crediamo che, viste le difficoltà in cui versa la città si debbano tessere delle relazioni politiche ampie e superare le pregiudiziali ideologiche, ricercando alleanze con forze e persone che siano interessate a costruire una reale alternativa di governo e che diano garanzie di concretezza, capacità amministrativa e onestà. Con il candidato Bernazzoli, il Partito Democratico e quanti vogliano condividere un nuovo progetto di città, discutendo di idee e progetti concreti, siamo disponibili ad aprire un confronto. Non siamo però disponibili a finire nel tritacarne di veti incrociati, veleni di partito e di posizioni politiche estreme, che con noi non hanno nulla a che vedere". 
Gabriella Biacchi
Altra Politica – Altri Valori 
Disagi in zona Tardini per la partita. Rossi: "Lo Stadio va spostato". E' POLEMICA
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Parmanews24


  • Cortile San Martino, Ghiretti si confronta con la popolazione

    Posted: Fri, 17 Feb 2012 11:16:30 +0000
    Tanti i temi al centro del dibattito che si è svolto ieri sera, al Circolo Inzani, tra il candidato sindaco di Parma Unita, Roberto Ghiretti, e i cittadini del quartiere Cortile San Martino.
    Inceneritore, aree verdi, viabilità lenta, Certosa di Paradigna, sicurezza, completamento cantieri e riqualificazione territoriale: questi alcuni dei problemi che sono stati affrontati durante l'incontro. "Una serata organizzata per capire le vere priorità del quartiere – ha dichiarato Ghiretti – che verrà replicata in aprile, quando torneremo qui per presentare il nostro programma, con risposte ancora più precise ai problemi sollevati".
    Incontro tra Ghiretti e i cittadini del quartiere Cortile San MartinoIl dibattito ha permesso a Ghiretti di fare una fotografia di uno dei quartieri più grandi di Parma, che al momento ha come priorità l'inceneritore di Ugozzolo. Chiara al proposito la posizione di Ghiretti:  "L'inceneritore non mi piace, ma purtroppo c'è e la legge ci ha detto che dovrà funzionare. Non sarà certamente il Sindaco ad andare contro la legge, ma il primo cittadino – continua –  deve farsi garante della salute degli abitanti della sua città, garantire che l'inceneritore faccia meno male possibile e, soprattutto, lavorare perché l'impianto non sia una soluzione che duri venti anni, ma solo un passaggio verso tecnologie migliori e meno dannose".
    E sull'apertura al pubblico della Certosa di Paradigna, sede dello CSAC, il Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Ghiretti ha dichiarato: "Un luogo che tutto il mondo ci invidia e che racchiude gli ultimi 100 anni della storia italiana. Per valorizzarlo bisogna trovare la squadra con l'Università. Chi è a capo dello CSAC ha speso energie, bisogna aiutarlo per valorizzare al meglio un luogo stupendo".
    Tra i temi scottanti sui quali il candidato sindaco e la popolazione si sono confrontati c'è la questione della sicurezza nel quartiere.  "L'associazionismo è anche una forma di controllo del territorio –  queste le parole di Ghiretti – dobbiamo sostenerlo perché solo vivendo il quartiere lo si rende sicuro, fruibile a tutti. Un esempio è il parco del Naviglio – ha concluso – abbandonarlo a se stesso vuol dire permettere ai serpenti, quelli su due gambe, di farla da padroni, mentre deve essere un luogo per le famiglie".


  • Soppressione delle Province, Baga (Pd): "Non è questa la strada da seguire"

  • Posted: Fri, 17 Feb 2012 10:45:46 +0000

    Piero Baga, capogruppo del Partito democratico in Consiglio provinciale, interviene in merito alla questione sulla soppressione delle Province.
    Pietro Baga"Il Gruppo consiliare della Provincia di Parma del Partito Democratico vive con grande preoccupazione il modo in cui è stata finora affrontata la revisione dei livelli di governo della Repubblica per una opportuna riduzione dei costi della politica,  in particolare per ciò che riguarda le Province.Sotto l'influsso di campagne sommarie e retoriche per la totale eliminazione delle Province sono state assunte importanti decisioni prima con l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri (Governo Berlusconi) del 8/9/2011 del ddl costituzionale, in cui si stabilisce di eliminare la Provincia dall'ordinamento costituzionale della Repubblica, poi con il complesso delle disposizioni contenute nel decreto legge "Salva Italia" del Governo Monti, il quale, con un'operazione surrettizia, svuota sostanzialmente la natura e la funzione della Provincia anticipando di fatto gli effetti del predetto ddl costituzionale.
    Tali provvedimenti nell'assegnare alle Regioni il compito di disciplinare l'esercizio delle funzioni di area vasta, anche mediante forme associative di Comuni, da un lato  incentivano l'affermarsi di un nuovo "centralismo regionale", in contraddizione con il principio di sussidiarietà, e dall'altro rischiano di ripercorrere l'esperienza fallimentare dei "Comprensori" di Comuni già vissuta nel Paese dopo l'istituzione delle Regioni a statuto ordinario, durata per un tempo brevissimo e le cui funzioni, una volta soppressi, furono trasferite alle  Province proprio per motivi di maggiore adeguatezza. D'altra parte diversi studi sui comportamenti giornalieri riferiti alla mobilità personale per ragioni di studio e di lavoro attestano che il territorio provinciale è sostanzialmente la dimensione territoriale prevalente del nostro vissuto quotidiano e per questo esso rappresenta il livello intermedio di governo più adeguato ad affrontare i problemi di area vasta per ciò che riguarda la programmazione, la pianificazione e il governo dell'organizzazione del territorio stesso.
     Occorre sottolineare che, procedendo sulla strada dei citati interventi legislativi del Governo attuale e del precedente, anche l'obiettivo principale della riduzione dei costi della politica rischia di non essere clamorosamente realizzato per i costi aggiuntivi per lo Stato e per la Pubblica Amministrazione : a solo titolo di esempio, per il passaggio del personale alle dipendenze delle Regioni si stima un aumento di costi di circa il 25% a causa delle diversità di trattamento economico  vigenti. C'è poi da chiedersi anche come sarebbe possibile trasferire competenze di area vasta ai Comuni già gravati dalle note difficoltà di bilancio per il rispetto del patto di stabilità.
    Come Gruppo consiliare del P.D. diciamo che non è questa la strada da seguire. La riforma costituzionale del 2001, confermando  il ruolo delle Province come ente intermedio tra la Regione e il Comune, ha definito una chiara identità, che fa della provincia l'ente che rappresenta la comunità provinciale per il governo del territorio attraverso le funzioni di programmazione e pianificazione, la tutela dell'ambiente e la gestione delle infrastrutture e del territorio, la viabilità e i trasporti, l'edilizia scolastica delle scuole superiori, le politiche dell'istruzione, della formazione professionale e del lavoro, il coordinamento dello sviluppo locale.
     Riteniamo che tali essenziali e ben definite funzioni di area vasta non possano essere lasciate ai Comuni né accentrate nelle Regioni, ma esigano l'esistenza della Provincia, eliminando eventuali altri ruoli inappropriati acquisiti nel tempo che ne hanno appesantito le competenze, la struttura e i costi. La via per una reale riduzione dei costi e, contemporaneamente,  per un funzionamento più razionale ed efficiente del governo del territorio deve tradursi in un quadro organico di scelte chiare e appropriate riguardanti la ridefinizione del numero e della dimensione territoriale delle Province attuali, passando prima di tutto all'istituzione delle Città Metropolitane, come previsto dalla Costituzione, al posto delle stesse Province come governo integrato delle relative aree, quindi inducendo processi di accorpamento delle Province in ambito regionale, mantenendo fermo il principio della rappresentanza democratica dei territori con organi di governo (Presidente e Consiglio) eletti dai cittadini. Accanto a questo un ulteriore  significativo risultato in termini di efficienza e di ottimizzazione di costi si otterrebbe con l'eliminazione di tutti gli enti intermedi strumentali, a loro volta strutturati a livello provinciale, le cui funzioni potrebbero essere meglio gestite da parte delle istituzioni di maggior dimensioni e democraticamente elette quali le Province, con la scomparsa della moltitudine di relativi organi di amministrazione.
    A tali linee si ispira la recente proposta di legge-delega dell'UPI (Unione Province Italiane) , da noi condivisa, basata su uno studio della Bocconi, che, accanto al riordino e ad una consistente riduzione del numero di Province e all'istituzione delle Città Metropolitane, prevede anche l'accorpamento dei relativi uffici periferici dello Stato (Prefetture, Provveditorati vari, Motorizzazione, ….), oltre che la soppressione di circa tremila enti strumentali provinciali (bacini imbriferi montani, consorzi di bonifica, enti parco, ATO, … ). Il tutto con un risparmio complessivo di oltre 5 miliardi di euro.
    La definizione di un quadro chiaro, coerente ed equilibrato secondo le linee indicate è assolutamente urgente per superare lo stato di grande incertezza istituzionale conseguente ai citati interventi legislativi, per evitare pericolose situazioni di caos nel sistema del governo locale e anche per rispondere alla comprensibile grande preoccupazione per il proprio futuro lavorativo del personale dipendente dalle Province".
  • TERRE VERDIANE, TERRE DI MAFIA – La mafia è a Parma: le prove

    Posted: Fri, 17 Feb 2012 10:35:48 +0000
    Un malato cronico, come afflitto da una sorta di mononucleosi perenne, che destabilizza, priva delle forze, ma non uccide. I medici indagano senza però riuscire a capirne la causa, prescrivono analisi. Ricerche che non servono a curare il malato, ma solo a condurre studi su una malattia dalle origini lontane, che proprio non si capisce come abbia potuto diffondersi. Eppure quella malattia è qui, adesso, tanto temibile che non si vuole nemmeno nominare: MAFIA.
    BATTERI – All'origine dell'infezione ci sono precisi agenti patogeni, finiti su Parma e l'Emilia non certo per caso. A diffondere il contagio ci hanno pensato gli stessi parassiti, abbastanza scaltri da saper individuare nuovi terreni fertili: l'Emilia-Romagna, ricca e compiacente ai soldi meridionali che abbattevano ogni difesa immunitaria, la intontivano. Enormi quantità di denaro, capaci di anestetizzare il territorio emiliano senza che nessuno osasse dir nulla, mentre il veleno iniziava a circolare e diffondere il virus. C'è stato poi l'errore dei medici-giudici meridionali: "Il confino obbligato per certi inquisiti per mafia è stato un errore paradossale". Lo sostiene Antonio Amorosi, ex assessore bolognese e giornalista che ha indagato sul tema. Per lui la volontà mafiosa di espandersi subdolamente sul territorio nazionale e il tentativo di allontanare personalità poco raccomandabili dalle regioni del sud, hanno prodotto un mix favorevole unicamente alla stessa criminalità. I batteri-mafiosi ci hanno messo poco a capire che al Nord sarebbe stato meglio muoversi in silenzio, tacendo il rumore degli spari. Così, senza che in molti se ne accorgessero, la mafia ha creato una rete nascosta, confermata dai pentiti: "Gli Arena, sì, sì, vanno tutti, le cosche di Isola Capo Rizzuto che sono gli Arena, i Manfredi alias 'porziano', i Nicoscia, i Capicchiano che li ho mandati io personalmente, regolarmente vanno una volta al mese sopra, stanno quei tre, quattro giorni, hanno appoggi, gli danno case, li portano nei locali, ristoranti di lusso, Le Coccole a Parma, parecchie volte sono andato." A dichiararlo al pm Dolce è Angelo Salvatore Cortese, il primo pentito di Cutro, il primo a spiegare ai magistrati i legami tra 'ndrangheta e Parma, come spiegato nel libro 'Tra la via Emilia e il clan' firmato dallo stesso Amorosi e da Christian Abbondanza.  Il libro a 4 mani è una vera e propria enciclopedia dei crimini mafiosi del nostro territorio; leggendolo si capisce come l'organizzazione criminale calabrese, Cosa Nostra e la Camorra, sono talmente radicate nella realtà imprenditoriale del nostro territorio da attirare l'attenzione di uomini d'affari parmigiani dagli scrupoli leggeri.  Bazzini, l'immobiliarista parmigiano, primo 'polentone' ad essere condannato per associazione camorristica, non ha esitato a stringere legami talmente profondi con la criminalità da diventare suocero di Pasquale Zagaria. Tanzi si è spinto ancora oltre, commissionando all'altro Zagaria, il boss Michele, la distribuzione in esclusiva del latte Parmalat nel casertano, attraverso prezzi ribassati e intimidazioni. Più volte i batteri hanno poi tentato di andare a colpire il cervello, la testa dirigente di Parma: Orazio Infuso, Marco Carfì e Nunzio Alabiso, nel 2007 furono candidati nelle liste dell'Udeur alle elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale. Tutti e tre erano uomini di Salvatore Terlati, uomo di fiducia dei Reinzivillo, signori di Gela.
    ERUZIONI CUTANEE – Ci sono volte però in cui il virus si manifesta in maniera violenta, come fossero eruzioni cutanee, sintomi evidenti che la malattia è attiva. Sono però fenomeni momentanei, che gli stessi vertici mafiosi non gradiscono perché attirano troppo l'attenzione, disturbano il grosso degli affari. Allora è meglio applicare le violenze lontano dai grandi centri, dove è più facile riprodurre i meccanismi intimidatori dei piccoli paesi del sud. Meglio ancora se oltre ai sistemi, anche le vittime sono meridionali. Salsomaggiore come Castellamare di Stabia, dove 5 esponenti del clan D'Alessandro – tra cui uno latitante da tempo e fratello del boss – sono stati arrestati per estorsione ed usura ad un loro concittadino, ristoratore nel paese delle miss. Praticamente era l'esportazione del sistema del pizzo, un modus operandi che talvolta è stato applicato anche alle grandi aziende: Giovanni Negro, ingegnere della Pizzarotti, venne schiaffeggiato da un camorrista con la conseguenza della perforazione di un timpano in una triste vicenda di appalti. Piccole prove di una malattia capace di causare ben più di un prurito.
    TISANE E CHIURGIA– Il 16 gennaio 2012 l'Emilia Romagna ha varato un pacchetto di sessantotto progetti per la prevenzione alle infiltrazioni mafiose e la sicurezza, con la firma di Sindaci e presidenti di Provincia. In quella occasione sono stati stanziati quasi 2 milioni, a cui si sarebbero aggiunti altri 148.088 euro per otto interventi aggiuntivi. Una iniziativa ottima, ma che però potrebbe rivelarsi tardiva, e non di poco. Se la presenza di infiltrazioni criminali, ormai ben radicate sul territorio, è documentata da almeno quindici anni – e chissà da quanto tempo era già iniziata – c'è il rischio che la cura possa essere inefficace. Se il malato è cronico, una tisana non risolverà certo i problemi. L'importante, però, è che da qualche parte si incominci, e allora ben vengano i progetti, la creazione di un'agenzia DIA per l'Emilia Romagna e la legge regionale 3/2011. "Non serve fare ancora gli studi – spiega Amorosi – occorre educare: io sono andato gratis nelle scuole, bisognerebbe partire anche da lì". Ed effettivamente in Regione sembrano averlo ascoltato, con piani per percorsi scolastici antimafia e visite di ragazzi ai beni confiscati, ma anche formazione sulla legalità per operatori di imprese e enti pubblici, osservatori, interventi per recuperare gli edifici sottratti alla criminalità. Della cura vera e propria però dovrebbe occuparsi la magistratura, la sola capace di operare chirurgicamente sul male. "Purtroppo i magistrati settentrionali non sono esperti sul fenomeno come quelli meridionali – continua Amorosi – spesso si finisce per fermarsi sul singolo caso, sulla sola vicenda criminale, senza fare il passo successivo e iniziare a capire come tanti fatti siano collegati tra loro. Al massimo si collega il singolo crimine alla cosca meridionale X, come fosse un una tantum di un fenomeno che ci tocca di striscio". Se il virus si è diffuso, servirebbe fare altrettanto col relativo antivirus. Troppo spesso è accaduto che le indagini sulla mafia al Nord siano stati condotte dai tribunali di Napoli e Palermo, lasciando ai giudici nostrani solo il compito di giudicare sui reati di contorno. Se davvero si vuole combattere la criminalità organizzata, bisogna diffondere mezzi, mentalità e conoscenze antimafia anche agli inquirenti emiliani. Perché una malattia non può essere curata soltanto inviando un'ambulanza, occorre costruire un ospedale sul posto.


  • Porte chiuse la domenica per i musei della Pilotta : manca il personale

    Posted: Fri, 17 Feb 2012 10:03:31 +0000
    La Galleria Nazionale, museo più importante della città, è costretta a chiudere per le quattro domeniche di febbraio, per mancanza di personale. Per tutto il mese, infatti, per il museo del palazzo della Pilotta, non sarà possibile aprire le porte nel giorno della settimana in cui il turismo è più attivo. La decisione, assunta dalla Soprintendenza ai beni artistici di Parma, è stata presa in relazione alla mancanza di personale: i custodi hanno superato il limite di straordinari imposto dalla legge. Niente turni extra per i 29 addetti alla sorveglianza, dipendenti del Ministero, assunti attraverso un concorso, che sorvegliano giorno e notte il palazzo della Pilotta.
    il Palazzo della Pilotta che ospita i museiResteranno chiusi anche l'antica Spezieria di san Giovanni Evangelista e la Camera di san Paolo. Quest'ultima farà un'eccezione per domenica 19 febbraio, per l'incontro con Mario Brunello, violoncellista, nell'ambito delle conversazioni sul Novecento della Fondazione Toscanini (ingresso gratuito). Nessun problema invece per il teatro Farnese, il più visitato, sotto la tutela del ministero per i beni culturali.
    Da marzo la situazione tornerà ad essere regolare e si potranno ricominciare ad ammirare, anche di domenica, i dipinti del Correggio e del Parmigianino e 'La scapigliata' di Leonardo Da Vinci, anche se la condizione del personale continua ad essere critica in tutti i giorni della settimana.
    Nonostante questa drastica scelta sembri l'unica soluzione possibile, la Soprintendenza dimostra la volontà ad aprirsi sempre più alla cittadinanza con iniziative a favore della cultura che mostrano un impegno nella diffusione del patrimonio artistico della città di Parma. Come a San Valentino, anche per questo fine settimana, si entrerà in due con un solo biglietto in tutti i musei statali della città. Anche altri gli eventi in programma: per l'8 marzo i musei rimarranno aperti fino alle 23 per celebrare la festa delle donne, che saranno omaggiate con un ingresso gratuito; mentre dal 14 al 22 aprile, andrà in scena la settimana della cultura, con aperture prolungate al pomeriggio.
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    Parmadaily
    "L'inceneritore non mi piace, ma ormai c'è"
    Ghiretti al San Martino: "Voglio capire le vere priorità del quartiere".

    17/02/2012 h.11.30
    Inceneritore, aree verdi, viabilità lenta, Certosa di Paradigna, sicurezza, completamento cantieri e riqualificazione territoriale. Si è parlato di questo ed altro nell'incontro di giovedì sera al Circolo Inzani tra il candidato sindaco di Parma Unita, Roberto Ghiretti, ed i cittadini del quartiere Cortile San Martino. "Una serata organizzata per capire le vere priorità del quartiere – queste le parole di Ghiretti – che verrà replicata in aprile, quando torneremo qui per presentare il nostro programma, con risposte ancora più precise ai problemi sollevati".
    Il dibattito ha permesso a Ghiretti di fare una fotografia di uno dei quartieri più grandi di Parma, che al momento ha come priorità l'inceneritore di Ugozzolo "che non mi piace – ha ricordato Ghiretti – ma che purtroppo c'è e la legge ci ha detto che dovrà funzionare.
    Non sarà certamente il Sindaco a dover andare contro la legge, ma il primo cittadino deve farsi garante della salute degli abitanti della sua città, deve garantire che l'inceneritore faccia meno male possibile e, soprattutto, deve lavorare perché l'impianto non sia una soluzione che duri venti anni, ma solo un passaggio verso tecnologie migliori e meno dannose".
    Dall'inceneritore all'apertura al pubblico della Certosa di Paradigna, sede dello CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione): "Un luogo che tutto il mondo ci invidia e che racchiude gli ultimi 100 anni della storia italiana. Per valorizzarlo bisogna trovare la quadra con l'Università. Chi è a capo dello CSAC ha speso energie, bisogna aiutarlo per valorizzare al meglio un luogo stupendo".
    Il dibattito si è poi spostato sulla sicurezza nel quartiere: "L'associazionismo è anche una forma di controllo del territorio - ha detto Ghiretti -. Dobbiamo sostenerlo perché solo vivendo il quartiere lo si rende sicuro, fruibile per tutti. Un esempio è il parco del Naviglio: abbandonarlo a se stesso vuol dire permettere ai serpenti, quelli su due gambe, di farla da padroni, mentre deve essere un luogo per le famiglie". 
    La febbre del giovedì sera
    GCR: "Siamo a 38 sforamenti dei limiti per la qualità dell'aria in città".

    17/02/2012 h.09.20Siamo a 38 sforamenti dei limiti per la qualità dell'aria in città, la febbre in città cresce.
    La centralina di via Montebello ha decretato il triste primato.
    Il bonus annuale concesso dalla legge è ormai superato, ma l'anno ce l'abbiamo davanti, non dietro.
    L'aria di Parma è un grande nuvolone nero, zeppo di smog.
    Nemmeno la neve caduta in questi giorni, il vento, il clima non certo immobile, sono serviti a qualcosa. La neve per le strade è di un coloro indecente, nero come la pece.
    Oggi circolazione vietata all'interno dei viali. Ma non basta affatto, perché per migliorare il clima di Parma servono provvedimenti drastici e continuativi.
    Serve il blocco dei motori a livello delle tangenziali, serve imporre l'abassamento di un grado o due di calore negli uffici e nelle case, serve che il trasporto pubblico, preferibilmente elettrico o a metano, sia padrone delle nostra strade e non una timida comparsa.
    Serve bloccare i motori diesel e verificare con accuratezza i tanti mezzi che si aggirano in città lasciando dietro di sé evidenti colonne di fumi scuri.
    Serve intervenire perché la febbre di Parma è una malattia cronica che peggiora lo stato di salute di tutti i cittadini ed ha un costo sociale, ma anche economico, importante e non indifferente.
    Serve un cambio di rotta, per ridurre l'impatto delle ciminiere dove è possibile, e certo serve non incrementare ulteriormente il carico di un territorio già con il fiato corto e il respiro affannato.
    Lo scenario che abbiamo davanti non è certo rassicurante.
    A Ugozzolo cresce un impianto insalubre di classe prima che oggi ogni emetterà in atmosfera 3,2 tonnellate di Pm 10. Anche se tutte le caldaie previste saranno spente.
    Alla Certosa si vuole costruire un nuovo piccolo inceneritore per bruciare grassi animali.
    A Trecasali il progetto di un'altra mega centrale.
    In tutta la Provincia è un fiorire di intenti in questa direzione.
    Come se questi impianti emettessero vapori termali.
    Ma il buonsenso dove si è nascosto mai?

    Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
    Cantiere Parma scende in campo per le elezioni
    "La prioritaria per noi è elaborare progetti concreti".

    17/02/2012 h.09.00A poco più di un mese dall'avvio del nostro tavolo tecnico di lavoro, il riscontro positivo ricevuto e la crescente richiesta di collaborazioni ricevute, ci ha spinto ad aprire una sede operativa in vista del prossimo appuntamento elettorale di maggio.
    L'inaugurazione avverrà Sabato 18 febbraio p.v. in viale Mentana 91/A alle ore 10.30.
    Resta per noi prioritaria la necessità di elaborare progetti concreti capaci di risolvere le annose situazioni che oggi gravano sulla pubblica amministrazione locale, creando nello stesso tempo i presupposti per superare le sfide ancora più difficili che ci attendono per il futuro. La nostra proposta per una nuova frontiere per il Welfare locale presentata nel convegno del 5 dicembre u.s., sarà a breve seguita da simili progetti su altri settori, quali l'economia e la finanza locale, la sicurezza, l'ambiente, la cultura, ed altri, con l'intenzione di presentare alla città entro la metà di marzo le linee guida sulle quali costruire il rilancio della città di Parma.
    In quella data scioglieremo anche le riserve in merito al come essere presenti all'appuntamento elettorale.
    Come detto fin dall'inizio, riteniamo importante il confronto con tutti coloro che abbiano idee e proposte per la nostra città, convinti che la difficile situazione locale e nazionale richieda un comune sforzo, libero da pregiudiziali ideologiche ed il più ampio spirito di collaborazione tra le diverse parti.
    Tuttavia, questa ampia disponibilità al dialogo, non esclude una possibile nostra partecipazione diretta per concorre al rinnovo del Consiglio Comunale di Parma nel caso in cui ritenessimo questa opzione la condizione migliore per esprimere la nostra progettualità in sede amministrativa.

    Cantiere Parma
    Gli indignatos si riconvocano sotto i Portici del Grano
    L'appuntamento è per sabato. "Il debito del Comune lo paghi chi l'ha prodotto".

    16/02/2012 h.20.00
    Si comunica che è' indetto per sabato 18 febbraio alle ore 16, in piazza Garibaldi, sotto i Portici del grano un presidio contro il debito, contratto dal sistema Comune di Parma-società partecipate, scaricato sui lavoratori, i pensionati, i precari, attraverso l'aumento delle aliquote IRPEF e IMU ai massimi livelli consentiti e delle tariffe dei servizi.
    Come emerge dall' accurata ricostruzione del sistema di potere, instauratosi a Parma, con le giunte Ubaldi-Vignali, che abbiamo recentemente presentato nel corso di un'assemblea pubblica, la città è stata abbandonata senza controllo, né indirizzo, né alcuna forma di intervento pubblico, alla holding STT, e attraverso di essa alle società partecipate, che hanno lucrato alle spalle dei cittadini, mettendo insieme un debito di svariate centinaia di milioni.
    Non è accettabile che i cittadini paghino per scelte di governo della città sbagliate, dissennate, che hanno favorito gli interessi di pochi privilegiati, in aperto contrasto col preminente interesse pubblico.
    Anche a Parma, come avviene a livello nazionale, grazie al governo Monti, dietro un'apparente volontà di perseguire l'equità, spalmando su tutti i costi del debito pubblico, viene perseguito in realtà l'obiettivo di ridurre la pressione fiscale sui redditi alti, di favorire gli interessi delle classi privilegiate, intaccando pesantemente i redditi da lavoro e le pensioni, la sicurezza del posto di lavoro e le sue tutele.
    E allora per dire che il debito del Comune lo devono pagare coloro che l'hanno prodotto e per rivendicare il diritto dei cittadini a riappropriarsi delle loro prerogative, tradite dalle precedenti amministrazioni comunali, e partecipare alla definizione delle linee guida della spesa pubblica, la cittadinanza è invitata a partecipare alla manifestazione di protesta.

    Laboratorio politico per l'alternativa