'Affari vostri, debiti nostri', torna la protesta sotto i Portici del Grano
Meno gente del previsto. O forse proprio quella che secondo le stime degli organizzatori poteva esserci (guarda le foto).
"Sa, con la campagna elettorale che schiaccia ogni altro genere di iniziativa e senza grandi mezzi a disposizione per coinvolgere gente, non è facile". Lo ammette con franchezza Cristina Quintavalla, per molti ancora la pasionaria che negli anni Settanta fece tanto clamore per le sue denunce allo scandalo urbanistico e che oggi è una delle leader riconosciute nel 'Laboratorio Politico' di Parma.
Sotto i Portici del Grano, questo pomeriggio, era in programma un presidio contro il debito comunale, perché, come promesso più volte, La Piazza sarebbe tornata proprio là dove è sorta spontaneamente a manifestare contro quelle cose che in città proprio non riescono a normalizzarsi.
"Siamo solo all'inizio" afferma la stessa Quintavalla. "Non possiamo lasciare che per i cittadini di Parma questo debito resti una iattura rispetto alla quale abbassare la testa ed aprire i portafogli. Ci sono responsabilità precise, come la speculazione finanziaria e quella edilizia, e responsabili ben noti. Noi cittadini, invece, senza c'entrarne nulla, ce ne stiamo facendo carico. Precari, lavoratori dipendenti e pensionati in modo particolari". E di quei responsabili in piazza se ne fanno nomi e cognomi: da Elvio Ubaldi a Paolo Pizzarotti, da Pietro Vignali a Paolo Buzzi, da Pietro Lunardi a Luigi Villani, con la compagnia di altre figure note in città e tutti insieme in una lista nera che per la gente scesa oggi per strada non è minimamente esente da colpe.
"Questo debito, questa situazione – prosegue la docente del Liceo Romagnosi- oltre ad essere inaccettabile è un po' una cartina di tornasole che spiega i meccanismi del nostro sistema economico-produttivo, mostrando quanto accentui le diseguaglianze di una società già di per sè iniqua. Citando un famoso economista, nelle società indebitate il rapporto tra debitori e creditori riproduce quello tra chi ha capitale e chi no. Ecco perché l'ho definita cartina di tornasole: ci fa capire cosa c'è dietro".
Speculazione e corruzione: queste le parole chiave per comprendere, secondo i manifestanti, le ragioni che hanno portato Parma dov'è. "Se mi sarei mai aspettata di ritrovarmi in una città in queste condizioni? Bè, purtroppo i profitti nascono quasi sempre quando c'è qualcosa che non va secondo le norme. In linea teorica la cosa non mi sorprende. Ma solo in linea teorica".
Non sorprende nemmeno Maria Ricciardi, un'altra delle protagoniste delle manifestazioni della prim'ora, la quale ricorda che "adesso, senza esserne responsabile, il Commissario Ciclosi per rimediare è stato costretto ad aumentare l'Imu, a togliere le borse-lavoro ed a prendere tutti quei provvedimenti che incidono sui noi cittadini. Lo slogan 'affari vostri, debiti nostri' racchiude tutto il significato di questa protesta".
Protesta che, come sottolineato da Cristina Quintavalla, sente il peso della campagna elettorale per riuscire sui fasti di quelle estive. Può davvero essere utile per raggiungere i suoi obiettivi? "Noi alla campagna elettorale non parteciperemo attivamente –conclude la stessa portavoce del movimento – però il nostro è un compito comunque molto importante. Forse oggi c'è meno gente perché crede che una nuova classe politica possa cambiare le cose. Noi, invece, crediamo che svolgere un ruolo di opposizione stabile e con denuncie alle cose che non vanno, possa contribuire sempre a migliorare la situazione di Parma. Direi che è già qualcosa".
Impianto a biogas di San Michele: botta e risposta in Provincia
"Vorremmo proprio sapere dal presidente Bernazzoli - sostengono i consiglieri pidiellini - per quali motivi, alla luce delle anomalie e illegittimità evidenziate, dell'esposto presentato e del rilevante parere negativo dell'AUSL di Parma, il Dirigente del Servizio Programmazione e pianificazione territoriale – Sviluppo economico e attività produttive della Provincia di Parma abbia inspiegabilmente espresso parere favorevole in merito alla VAS del Piano di sviluppo aziendale della Società agricola 'La Grande' e quali urgenti provvedimenti si intendano adottare al fine di annullare un provvedimento di dubbia legittimità, che potrebbe dare il via libera alla realizzazione di un impianto in una zona in cui si producono prodotti alimentari di pregio e di eccellenza in tutto il mondo, con grave danno per il comune di Felino e il comparto agroalimentare della nostra provincia".
E pronta è arrivata la risposta da Piazzale della Pace. A farsene carico è l'Assessore all'Ambiente Giancarlo Castellani.
"Sull'impianto di cogenerazione elettrica e di produzione di calore alimentato a biogas a San Michele Tiorre è noto che la Provincia in Conferenza dei servizi ha espresso parere negativo, ma va aggiunto che in conseguenza di quel parere l'azienda proponente ha chiesto all'ente e al comune di Felino un risarcimento di 35 milioni di euro".
"Rispetto al parere sulla Vas, oggetto dell'interrogazione dei consiglieri provinciali del Pdl, il sottoscritto insieme all'assessore provinciale alla Pianificazione Ugo Danni – dice Castellani - acquisito uno specifico parere legale, abbiamo inviato una nota al comune di Felino in quanto titolare del procedimento con la quale si sottolinea il fatto che la ditta proponente al momento della approvazione della legge regionale che regola questa materia non aveva evidenziato l'incompletezza della documentazione. Per questa ragione la Vas non può essere accolta in quanto il parere è stato espresso senza tener conto di tutti gli elementi procedurali".
Comune: intesa anti-evasione
Il commissario straordinario del Comune di Parma, Mario Ciclosi, ha firmato un'intesa con l'Anci e la fondazione Ifel (Istituto per la finanza e l'economia locale), per avvalersi – spiega il Comune in una nota – di un soggetto esperto nell'analisi delle principali problematiche di finanza locale.
Bernazzoli: "Ma noi abbiamo ridotto le spese"
«Prima di toccare l'imposta sulle assicurazioni Rc auto abbiamo ridotto le spese». Il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, in serata, risponde alle accuse che gli hanno rivolto gli esponenti del Pdl durante un incontro che si è tenuto ieri mattina nella sede del partito. «La Provincia di Parma ha portato avanti in questi anni una linea di rigoroso contenimento della spesa - dichiara Bernazzoli - Solo per citare l'esempio più recente la riduzione del 15% della spesa corrente rispetto al 2011, della spesa per il personale di circa 1 milione di euro con i dirigenti che passano dai 17 del 2011 ai 10 del 2012 (da 1 milione 632 mila del 2010 a 800mila euro del 2012 )».
Il Pdl attacca la Provincia: "Inutile il rincaro delle Rc auto"
E dopo i rincari del Comune sull'addizionale Irpef e sull'Imu decisi a fine anno, adesso arrivano anche quelli della Provincia legati alle Rc auto.
Fli, vertice con Raisi su alleanze e programmi
Il «bel» tempo dei monolitici Pdl e Pd è finito. Per Futuro e Libertà di Parma, oggi, è tempo di riflessioni e programmi. Specialmente in vista delle comunali alle porte. Nessun candidato: «Non correremo da soli. Il nostro sguardo è rivolto ai moderati: dagli ubaldiani all'Udc. Ma parlare di coalizioni per ora è prematuro». Lo ripete forte e chiaro il deputato e coordinatore regionale Enzo Raisi di fronte alla platea radunata all'Hotel Farnese.
Portici del Grano: torna la protesta, nel mirino politici e industriali
Sono tornati sotto i Portici del Grano, ieri pomeriggio, mesi dopo la caduta della giunta Vignali. Ma questa volta gli "indignados" parmigiani erano poco meno di cento. Rumorosi e chiassosi come sempre, i manifestanti del movimento La Piazza sono tornati a parlare di una commissioni d'inchiesta per stabilire i colpevoli del grave dissesto finanziario del Comune di Parma. Hanno esposto un manifesto con su stampati i volti di 16 industriali e politici parmigiani, tra cui Vignali, Ubaldi, Buzzi, Varazzani, Rosi, Costa e Pizzarotti. "Il debito lo paghino loro" è la scritta in primo piano sul manifesto esposto sotto i Portici del Grano. Poi gli interventi al microfono, dove sfilano gli attori principali del movimento. Accuse per tutti.