Ablondi risponde al Pdci: "Rispetto per chi ha idee diverse"
Parola di Marco Ablondi, classe 1938, ex consigliere comunale eletto tra le fila del Prc e, come già annunciato da tempo, deciso a farsi da parte per le prossime amministrative. Ieri in piazza c'era anche lui ("Sono di passaggio, ma come semplice cittadino") e non si è sottratto ad un commento a quella nota stampa diffusa dai Comunisti Italiani che tanto rumore sta facendo nelle frange contestatrici dei Portici del Grano.
Con il solito 'aplomb' che lo contraddistingue, Ablondi non ci sta alle accusa degli lontani cugini capitanati da Andrea Fellini, i quali, proprio nella nota stampa della discordia, hanno definito "profondamente sbagliate e pericolose le posizioni di quei raggruppamenti minoritari e di quelle forze 'alternative' e di progresso che intendono proporsi agli elettori al di fuori o addirittura pregiudizialmente contro il centrosinistra" (leggi la notizia).
"Io non appartengo a quella famiglia, ma la rispetto" ha risposto Marco Ablondi, aggiungendo che "non apprezzo le critiche che rivolgono a chi la pensa diversamente da loro. Magari potrebbero essere proprio quelli che hanno più ragione di loro. Un partito è libero di operare le proprie scelte, ma dovrebbe avere rispetto per chi la pensa in un altro modo. Forse si trascinano il retaggio delle peggiori comportamenti del vecchio partito".
Secondo l'oramai ex capofila di Rifondazione ("La politica non è una professione. Se ci sono giovani che hanno voglia è giusto farsi da parte"), il passo del Pdci "era nell'aria e non mi stupisce affatto. Il problema è solo quello del rispetto. Uno può decidere quello che vuole, ma non deve attaccare chi la pensa diversamente".
Ultima stoccata di varcare la soglia? "La mia decisione l'ho presa da tempo, ma questo non significa che chi ha maturato esperienze e conoscenza si ritiri e non si occupi più di politica. La passione resta, qualcosa si continuerà a fare lo stesso".
TERRE VERDIANE, TERRE DI MAFIA – Chiacchierando con Giovanni Tizian, giornalista 'scomodo' finito sotto scorta
Posted: Mon, 20 Feb 2012 09:38:03 +0000
Capita di fare incontri piacevoli sul posto di lavoro. E capita anche che i colleghi migliori si conoscono a distanza, senza mai averli incontrati. Occorre ringraziare la tecnologia, occorre soprattutto ringraziare per la sincera disponibilità. Giovanni Tizian oltre che giornalista è innanzitutto un ragazzo, di quelli con cui potresti fare amicizia ovunque e in qualsiasi momento. Puoi chiamarlo al telefono e chiedergli della sua storia, del perché è finito sotto scorta, e subito si dimostrerà schietto, solidale. Troverà un momento libero da dedicarti in giornate zeppe di articoli e di giornali da chiudere; con la scorta sempre vicino a vigilare che i suoi scritti, spesso scomodi per la criminalità organizzata, non lo caccino in qualche guaio. Un viaggio in treno rappresenta l'occasione migliore per una chiacchierata, per quella che potrebbe essere definita un'intervista.
- Chi è Giovanni Tizian, l'uomo?
"Sono un ragazzo che si affaccia ai trent'anni, con i sogni simili a quelli di tanti altri ragazzi della mia età. Costruire un futuro con la persona che amo, cenare con gli amici, realizzarmi nella professione che ho scelto. Cinema, birra e buon cibo tradizionale e letture sono le cose che faccio, come tutti."
- Come vive un ragazzo di 29 anni sotto scorta? Com'è cambiata la tua vita da quando hai a fianco due finanzieri armati?
"È necessario organizzare il tempo più di prima, ma mi sto adattando."
- Hai paura? Hai dichiarato a Roberto Galullo, del Sole 24 Ore: "Minacce, nel tempo, ne ho ricevute"…
"No, non ho paura perché non ho fatto niente di male. Delle minacce però preferisco non parlarne, è tutto in divenire."
- E allora parliamo di giornalismo: quando inizia la tua cronaca, che è poi una lotta, antimafia?
"La mia professione è cosa diversa dalla mia lotta, il giornalismo ha delle regole che vanno rispettate, e non sempre coincidono con la battaglia antimafia. E' necessario separare le due cose, perché altrimenti sembra che faccia militanza nella cronaca e nelle inchieste, ma non è così, per quello c'è l'associazione daSud di cui faccio parte e le attività con Libera. La mia cronaca inizia nel 2006, con la gazzetta di Modena, le mie prime inchieste sono state pubblicate sul locale di Modena. Osservavo la realtà padana e cercavo di capire, mi facevo delle domande. Semplici domande."
- Il tuo passato calabrese, che tutti ormai conoscono, ha influito sulla scelta di essere un giornalista d'inchiesta, di denuncia?
"Certamente mi ha aiutato nel leggere alcuni fenomeni, però in verità devo dire grazie al giornalismo e alla scrittura che mi hanno permesso di recuperare il passato doloroso e trasformarlo in impegno."
- Le minacce ti hanno dato anche un briciolo di popolarità. Tra i tuoi modelli, in un'intervista alla Gazzetta di Parma, non hai inserito Saviano, giornalista tra i più popolari, eppure il paragone con lui è quasi scontato. Perché?
"Non ho modelli da seguire, Saviano è un ottimo scrittore, il suo libro l'ho divorato. Ma non mi piacciono né gli eroi, né i modelli; insomma credo nei maestri, quelli sì."
- Quanto ti hanno pagato per quegli articoli in cui "davi fastidio" a qualcuno?
"Dai 4 ai 20 euro, con la Gazzetta (di Modena, ndr), ma altri gruppi non trattano meglio. Poi ci sono altre collaborazioni che fruttavano di più. Devo però dire che ora il gruppo Espresso si è fatto carico e mi ha offerto un contratto."
- Tralasciando per ovvi motivi di sicurezza il tuo discorso personale, un'idea sulla mafia in Emilia te la sarai fatta…
"La criminalità organizzata è in Emilia dagli anni'70, si è infiltrata sia con la corruzione che con la violenza. E' stata attirata dal mercato della droga. E dall'economia ricca. Adesso però è attiva in tantissimi settori, soprattutto edilizia, autotrasporto e gioco d'azzardo legale."
- E a Parma qual è la situazione?
"Beh so che il Prefetto ha posto un'interdittiva antimafia per le aziende subappaltatrici Acropoli srl e Edil Perna srl in merito ai lavori della Stu Stazione, c'erano chiari segnali sintomatici di infiltrazione mafiosa."
- Sappiamo dei legami di Bazzini con Zagaria: a Parma c'è la camorra?
"Non solo, c'è anche la 'ndrangheta in provincia."
- E come si combattono?
"Penso che la Dia sia un grande passo avanti. Credo però che anche che la politica debba mostrare idee più coraggiose."
- Della Magistratura emiliana che ne pensi? E' vero che le grandi inchieste vengono sempre condotte dall'antimafia meridionale mentre ai pm emiliani non resta che punire i soli reati del boss sul territorio? Questo potrebbe minacciare la collaborazione tra Procure…
"No, per me la collaborazione tra Procure ha portato sempre a grandi risultati, vedi l'operazione "Crimine" della Dda tra Reggio Calabria e Milano, con oltre 300 arresti sull'asse Calabria – Lombardia."
I viaggi in treno, quelli piacevoli, finiscono in fretta. Ma il sapore dolce di aver parlato con un ragazzo genuino, squisito, resta più a lungo.
Elezioni,per Roberta Roberti c'è anche il sostegno di Rifondazione comunista
Posted: Mon, 20 Feb 2012 09:12:57 +0000
Come già anticipato da Ablondi, che sabato aveva negato il proprio sostegno al candidato sindaco del Pd Bernazzoli, Rifondazione comunista ha deciso di appoggiare la candidatura di Roberta Roberti. Famosa per le sue battaglie in difesa della scuola pubblica, la Roberti è il simbolo della congiunzione tra Rifondazione comunista e il movimento 'Parma Bene Comune'. Questa alleanza nasce, per bocca degli attori politici coinvolti, con l'intenzione di avviare un nuovo modo di fare politica. Il partito si schiera contro il Partito democratico non gradendo la candidatura di Vincenzo Bernazzoli, al quale imputano le politiche attuate in Provincia a partire dal termovalorizzatore. La Roberti chiede il sostegno delle altre forze del centrosinistra come Idv,Pdci e Sel in modo da creare un'alternativa forte al Partito Democratico. La Roberti vuole un patto sociale, nel quale però ogni partito avrà la possibilità di presentare la propria lista. E' proprio su questo punto che ruota l'alleanza, infatti il Partito comunista dei lavoratori ha già presentato una proprio candidato. Oltre che contro il termovalorizzatore, la Roberti promette battaglia contro le privatizzazioni in difesa dei beni comuni materiali e immateriali.
L'oncologo Ridolfi contro l'inceneritore: "Combattere i cancerogeni industriali nell'aria"
Posted: Mon, 20 Feb 2012 09:06:09 +0000
Quando è il comandante a sbagliare, la nave affonda, l'aereo precipita, la strategia è inadeguata e la guerra si perde.
I comandanti possono sbagliare in buona fede, per imperizia, per incapacità per leggerezza, per presunzione o per "secondi fini", resta il fatto che quando si coinvolgono le vite altrui il danno è irreparabile.
Nei racconti di storia troviamo guerre in cui i generali hanno mandato al massacro migliaia di uomini con equipaggiamenti inadeguati, con armi improprie e soprattutto con strategie completamente sbagliate.
Nel passato, per ignoranza e talora per presunzione, si sono combattute epidemie con esorcismi, terremoti con processioni, malattie con pratiche esoteriche. Poi, con l'evolversi delle conoscenze, i generali hanno avuto a disposizione armi sempre più potenti, i medici hanno avuto farmaci per combattere le malattie, si sono evolute le strategie per fronteggiare le calamità.
Ora in Occidente i grandi terremoti provocano grandi paure, ma pochissimi morti, perché le costruzioni anche le più ardite sono effettuate preventivamente, e per legge, con sistemi antisismici.
I grandi successi della Medicina, con la scomparsa delle storiche "pestilenze", sono dovuti non tanto e non solo ai farmaci (antibiotici) che ne uccidono i germi responsabili, ma soprattutto per il diffondersi del concetto di igiene che, anche per legge, costringe ad una prevenzione assoluta delle epidemie.
Esiste, però, ancora un flagello, che colpisce la gran parte della popolazione , anche nei Paesi più sviluppati, ed ha un nome preciso, cancro.
Il 4 Febbraio si è celebrata a livello internazionale la "Giornata mondiale contro il cancro".
Sul sito
http://www.edott.it/Specialisti/SanitaQuotidiana/01-02-2012/Sabato-e-la-Giornata-mondiale-contro-il-cancro.aspx
si legge: "Per sconfiggere il cancro bisogna avviare o rafforzare le politiche e la programmazione in campo oncologico, ridurre l'esposizione individuale ai fattori di rischio, potenziare l'accesso ai servizi di prevenzione, diagnosi, cura, palliazione e riabilitazione così come quello ai farmaci, alla diagnostica e alla radioterapia. La ricerca intanto continua a investigare tutti i campi possibili a caccia di una terapia…".
La strategia dei generali continua ad investire risorse, tante risorse, praticamente solo per la terapia e la diagnosi precoce.
E' come affidarsi solo ai farmaci, antibiotici ed aspirine, per combattere le epidemie, tralasciando le norme igieniche.
E' come cercare nuovi e più raffinati metodi per trovare sopravvissuti sotto le macerie di un terremoto, senza obbligare a costruire edifici con criteri antisismici.
In una lettera pubblicata nel 2005 Samuel S. Epstein dell'Università di Chicago paragonò la guerra contro il cancro a quella contro l'Iraq, constatando che entrambe sono condotte "in modo sorprendentemente maldestro ed ingannevole".
Proseguiva Epstein: "L'incidenza dei tumori – in particolare della mammella, dei
testicoli, della tiroide, nonché i mielomi e i linfomi, in particolare nei bambini – che non possono essere messi in relazione con il fumo di sigaretta, hanno raggiunto proporzioni epidemiche. C'è una forte evidenza scientifica che questa moderna epidemia sia dovuta all'esposizione a cancerogeni industriali in tutti gli ambienti – aria, acqua, suolo. I nostri generali del cancro hanno abbracciato la strategia del "controllo del danno", simile al trattamento dei soldati feriti, invece di cercar di impedire l'avanzata del nemico".
Sia ben chiaro, è lodevole investire per migliorare le cure e la diagnosi precoce, così come è apprezzabile che la sopravvivenza delle persone colpite da tumore sia in progressivo aumento, ma è necessario un cambio di strategia.
Ai comandanti a livello sovranazionale necessita una svolta.
Senza investire in una seria prevenzione primaria, che coinvolga il controllo ed il rispetto dell'ambiente, dell'aria, dell'acqua e del cibo, si possono vincere alcune battaglie, si limitano forse i danni, ma la guerra contro il cancro non si vince.
Bisogna decidere l'obiettivo.
Davvero puntiamo alla salute?
Ruggero Ridolfi – Oncologo, ISDE Forlì
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – GCR
Pochi osservatori se lo aspettavano, ma in realtà era in corso da mesi il dialogo con i comitati del Laboratorio per l'alternativa, a loro volta derivati da La Piazza e relative proteste sotto ai portici del Grano.
Oggi, il Prc ha ufficializzato proprio quest'alleanza. Per le elezioni del prossimo sindaco di Parma non presenterà un proprio candidato, ma appoggerà Roberta Roberti, candidata sindaco di ParmaBeneComune. Una figura definita "convincente" dalla segretaria provinciale del Prc Paola Varesi.
L'idea di fondo, alquanto ambiziosa, non si limita alla convergenza tra queste due forze. Il tentativo sarà quello di coagulare quante più sigle possibili dell'ala sinistra dello schieramento politico. Anche chi, come il Pdci, ha appena espresso pieno appoggio a Bernazzoli, e addirittura quanti hanno preso parte alle primarie come Sel, Verdi e IdV. Oltre, ovviamente, a comitati e gruppi non ancora coinvolti nella corsa elettorale come i no termo del Gcr. Sempre che accettino di farsi coinvolgere.
| Il PdCI doveva stare fuori dal centrosinistra! |
| Un simpatizzante della FdS sul forum: "Istituzionali, poltronieri o governisti?". |
19/02/2012 h.17.50
Punti di svista: la rubrica dei commentatori di Alice
Un commentatore di Alice, simpatizzante della Federazione della Sinistra, ha commentato sul forum la decisione del PDCI di appoggiare la candidatura di Bernazzoli (clicca qui).
PDCI, sappiamo bene come la pensate, siete sempre molto "istituzionali". Qualcuno un pò superficiale pensa anche "poltronieri". Qualcuno un pò radicale pensa anche "governisti".
Ma non è sempre vero. Non conoscono bene la vostra storia: Cossutta, il vostro leader carismatico, si basava sul principio di molto comunismo che dice "Là dove c'è la sinistra al governo ci devono essere i comunisti per condizionarla". Basterebbe che spiegaste questa frase, ma non ne avete più la forza.
L'idealismo richiede slancio e quello l'avete perso da un pezzo nel grigiore dei palazzi. Così, con le spalle solide del buon padre di famiglia,vi apprestate a sostenere una giunta che pensate la meno peggio per Parma.
Sbagliando. Perchè quelle frasi Cossutta (e Marchais e tanti altri) le hanno pronunciate millenni fa, per l'esattezza in un tempo in cui anccora non c'era stata la crisi del 2008, che sta cambiando il mondo alla velocità della luce. E che sta vedendo conflitti redistributivi e miserie e arretramenti e ingiustizie un tempo impensabili. Questo è il vostro grave errore politico di fondo.
E lo state commettendo in uina città che ha già mostrato di essere impermeabile ad un serio riformismo, mettendo in campo il peggio. E in via Caprazucca, in Vicolo del Vescovado (ah, tempista Bernazzoli a sostenere gli oratori, bravi, bravi...) lo sospettavano già.
Vi mangeranno in un sol boccone, magari dandovi due soldi per un fondo-lavoro che vi faranno credere ottenuto solo grazie alla vostra tenacia e responsabilità di uomini con la testa sulle spalle. E se anche non sarete direttamente implicati, sarete associati senz'altro all'ignominia di qualche vicenda giudiziaria (si accettano scommesse) o di qualche ingloriosa realizzazione cancerogena o cementifera.
Non la scamperete. E penserete di averlo fatto per dovere e realpolitik.
Ma Grilllo, l'astensionismo,il nazionalismo, e forse peggio, incombono.
Avete sbagliato periodo, non avete ancora metabolizzato quanto tutto sia in moto e travolga ciò che fu.
Dovevate stare fuori dal centrosinistra, il 900' è definitivamente morto.
Ma non l'avete ancora realizzato.
Peccato, saluti.
Simpatizzante FdS
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19/02/2012 h.11.30
L'esito della gara a "doppio oggetto" per la vendita di parte del pacchetto azionario di T.E.P. S.p.A. e per la conseguente assegnazione del servizio di trasporto pubblico della nostra città, andata deserta, apre nuove ipotesi per il futuro dell'azienda di trasporto pubblico di Parma e porta con se anche nuove preoccupazioni per il personale dell'azienda.
Certo ora, più sul piano teorico che su quello pratico, le ipotesi potrebbero essere varie; si potrebbe indire una nuova gara a "doppio oggetto", con una offerta più allettante per i possibili acquirenti e meno per i proprietari; si potrebbe pensare di mettere a gara il solo servizio di trasporto, ma in questo caso se la T.E.P. non vincesse la gara e non continuasse a vincere le successive sarebbe totalmente esclusa dalla gestione del T.P.L. a Parma; si potrebbe forse affidare il servizio a T.E.P. in modo diretto (ma in modo provvisorio) per un periodo di tempo limitato e con la gara che rimarrebbe come prospettiva finale; si potrebbe (e questa è l'ipotesi più accreditata) aderire ai processi di fusione in corso nella nostra regione.
Ad oggi questa ultima ipotesi, non priva di criticità, pare quella, come già detto, più accreditata in Regione, in Provincia (proprietaria di TEP al 50%) e forse domani in Comune (altro proprietario al 50%).
Se questa dovesse essere la scelta definitiva una cosa ci pare certa: non possiamo salire su di un treno in corsa, troveremmo pochi posti liberi, di certo i più scomodi, non potremmo permettere che i processi di aggregazione vengano pagati dai lavoratori di T.E.P..
Siamo consapevoli delle nostre positività, in termini di organizzazione del servizio e del lavoro, in termini di qualità ed efficienza, di razionalizzazione, tutti valori che ogni giorno T.E.P. offre ai cittadini di Parma.
Per questo, ora che il treno delle aggregazioni è partito, Parma non può permettersi di aderire a "giochi fatti".
Se quella sarà la strada, chi lo deciderà dovrà prima impegnarsi affinché questi elementi di valorizzazione non vengano dispersi.
L'impegno dovrà essere politico, ma noi chiediamo anche che l'impegno divenga in parte "contrattuale", attraverso l'aggiornamento del protocollo d'intesa sottoscritto da Comune, Provincia e OO.SS nel gennaio 2011 in vista della gara a "doppio oggetto".
L'aggiornamento di questo protocollo è reso necessario dal mutamento del panorama di prospettiva e potrebbe rappresentare il primo passo di quel confronto dal quale non si potrà prescindere, qualunque sia la scelta finale, per garantire da un lato alla città di mantenere e valorizzare i livelli di servizio finora raggiunti ma ancora di più, per rassicurare i dipendenti della T.E.P..
I contenuti dovranno riguardare la tenuta occupazionale, la relazione tra lavoro e territorio (attraverso il mantenimento dell'occupazione sul bacino provinciale), la valorizzazione del patrimonio organizzativo/produttivo garantito dalla contrattazione di secondo livello (con l'impegno che il confronto con le OO.SS. accompagni comunque qualsiasi aggiornamento della normativa si rendesse necessario), anche all'interno di un nuovo soggetto e, non da ultimo, il mantenimento della sede o di una sede aziendale "vera".
Solo con queste premesse, crediamo, i cittadini di Parma da un lato, ma di certo i lavoratori della T.E.P., potranno capire e condividere scelte di cambiamento e potranno garantire l'appoggio e la collaborazione necessaria a chi tali scelte dovrà adottare ed attuare.
La R.S.U. di T.E.P. S.p.A.
| "Sosteniamo Bernazzoli" |
| Il Pdci di Parma: "Condividiamo la candidatura". Romani: "Decisione non unanime". |
Il Pdci, com'è ben noto, avverso ad una sterile, confusa e dannosa personalizzazione della politica e privilegiando, diversamente, il confronto e le priorità programmatiche tra i partiti e le parti sociali su cui poi converga il candidato sindaco, non ha partecipato alle recenti primarie del centrosinistra nel capoluogo né dato alcuna indicazione di voto ai propri iscritti e sostenitori.
E' stata tuttavia costantemente e in più sedi manifestata e resa salda la volontà dei Comunisti Italiani di contribuire alla realizzazione di un'alleanza democratica di centrosinistra che con un forte e condiviso programma possa davvero garantire alla città, rispetto ai quasi 15 anni di malgoverno del centrodestra, una stagione nuova e alternativa di risanamento ma, insieme, di un coinvolgente rilancio e di crescita di tutte le componenti della nostra comunità con attenzione prioritaria al soddisfacimento dei bisogni dei ceti popolari cui ora, al contrario, si vuol far pagare la crisi aggravandone le condizioni di vita.
Tale linea è stata oggi confermata dal Comitato federale del partito che ha preso atto della candidatura a sindaco, condividendola, di Vincenzo Bernazzoli, al quale riconosce quelle capacità e competenze più che mai necessarie per chi si proponga a reggere la prima responsabilità di governo del Comune.
Il Pdci inoltre, con coerente assunzione di responsabilità politica, continua a ritenere profondamente sbagliate e pericolose le posizioni di quei raggruppamenti minoritari e di quelle forze 'alternative' e di progresso che intendono proporsi agli elettori al di fuori o addirittura pregiudizialmente contro il centrosinistra e chi deciderà di identificarsi nei suoi programmi: non solo, infatti, non sanno cogliere l'elemento liberatorio della caduta della fallimentare passata Giunta e le conseguenti reali opportunità di svolta e di cambiamento, ma rischiano, con velleitari e improduttivi massimalismi, di comprometterle e di riscuotere l'incomprensione di quell'elettorato di sinistra ed unitario che non intende rassegnarsi all'idea di riconsegnare la città a chi ha per lungo tempo prevalso anche a causa delle divisioni a sinistra.
Pdci Parma
___
18/02/2012
h.16.30
Con riferimento al Comunicato Stampa PdCI in data odierna, inerente il sostegno elettorale al candidato sindaco Vincenzo Bernazzoli, preme segnalare, pur nel rispetto delle decisioni assunte in merito, che esse sono state prese "a maggioranza" e non all'unanimità come viceversa il testo medesimo potrebbe indurre a credere.
Il sottoscritto e non solo, infatti, aveva espresso parere contrario.
Ció esclusivamente in ossequio alla trasparenza ed al democratico rispetto delle posizioni di ciascuno.
Parimenti si deve esprimere ampia riserva circa la censura preventiva emessa nei confronti di quei gruppi minoritari, e forze alternative della sinistra, che eventualmente non si riconoscessero negli orientamenti politico-elettorali della sinistra maggioritaria.
Piergiorgio Romani
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Zona Paradigna, la denuncia: "Un altro inceneritore in città?"
Mentre la città dibatte il problema del futuro inceneritore a Ugozzolo , e delle conseguenze devastanti per l'aria di Parma, già terribilmente inquinata, per la salute dei cittadini, un altro inceneritore potrebbe sorgere nella zona nord del nostro Comune. "L'azienda richiedente il via – spiega Parma Bene Comune – per un inceneritore da 1 Mw in zona Paradigna è la PFP spa di Modena, facente parte della PFP srl, azienda chevende all'ingrosso sementi e soprattutto mangimi per animali. La richiesta di autorizzazione è stata pubblicata sul Bollettino della Regione Emilia Romagna n. 3 del 4 gennaio scorso, ed il Comune di Parma è tenuto a rispondere entro il 4 marzo. Di cosa si tratta? Normalmente gli scarti di macellazione finiscono nei mangimi, soprattutto scatolette per cani e gatti. Ma è senza dubbio più redditizio bruciare per produrre elettricità ed incassare gli incentivi.
Il problema – coninua Parma Bene Comune – è che gli scarti di macellazione sono molto umidi. Per cui questi materiali devono essere prima trattati a livello termomeccanico, perchè diventino combustibili. L'azienda dichiara di voler rendere combustibili 50.000 t. di scarti di macellazione e 20.000 t. di oli esausti. Ne brucerebbero circa 15.000 t, arrivando in tal modo a produrre neanche 8 milioni di Kwh. Poca roba rispetto all'enormità della quantità di materiale bruciato. Però dagli incentivi pubblici l'azienda ricaverebbe 1 milione di euro all'anno. La combustione di scarti di macellazione e di oli esausti è molto più inquinante dello stesso cippato fresco di legna vergine.
Oltre a quantitativi intollerabili diemissioni nocive e di ceneri, la combustione produce benzene e suoi composti, cioè idrocarburiciclici che, in presenza di composticlorurarti nell'acqua e nell'aria producono diossina".
La costruzione di questo nuovo forno causerebbe unulteriore aggravio per i PM 10 e per i livelli di inquinamento già presentinell'aria che respiriamo.
Per questaragione Parma Bene Comune si dichiara assolutamente contraria alla sua realizzazione. "Chiediamo al commissario Ciclosi la sospensione di ogni procedura fino all'elezione del nuovo sindaco".
"Tra scandali e musica": il Corriere della sera (ri)visita Parma
Due pagine con la firma prestigiosa di Aldo Cazzullo, e a qualche mese di distanza il Corriere della sera torna ad occuparsi di Parma, nel suo viaggio intitolato "Una città un Paese".
"Rubavano tutti, di tutto, su tutto" è l'incipit del pezzo di Cazzullo, con il quale il principale quotidiano nazionale torna ad occuparsi della nostra città, dopo i numerosi servizi e le inchieste nei mesi delle inchieste e degli arresti.
Qualche imprecisione non "da Corriere" (Paganini è sepolto a Parma, ma è nato a Genova: non "nel giro di qualche chilometro" rispetto a Verdi. Toscanini e la Tebaldi), ma sicuramente un interessante affresco (con tanto di vignetta di Giannelli) che parte dalle inchieste giudiziarie guidate in questi mesi dal procuratore Laguardia ("il Di Pietro di Parma"), con relativi contraccolpi politici, in attesa dello scenario che sarà disegnato dalle prossime elezioni.
Dopo l'immancabile carrellata sui goderecci scandali parmigiani (da Tamara Baroni, anzi da Maria Luigia, al delitto Mazza), Cazzullo sottolinea che "la vera forza della città è la commistione tra spirito e carne, la cultura della musica e quella del cibo". E dopo avere ricordato che oggi "il vero parmigiano reggiano lo fanno i sikh", conclude con una bella immagine sulla fatica secolare dei parmigiani (quella scolpita dall'Antelami), che "nè le bizzarrie di Maria Luigia, nè gli imbrogli di Tanzi, nè i latrocini comunali potranno mai interrompere".
ARTICOLO E VIDEO - Vai al sito del Corriere della sera
L'AUTORE - http://blog.aldocazzullo.it
I commenti al link: http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/commenti/1/122630/tutti/index.html
Gli Opg chiudono i battenti: ma dove andranno gli internati?
di Margherita Portelli
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