E a Parma il Carroccio riparte da Zorandi
A distanza di cinque anni è ancora lui il candidato della Lega per le amministrative. Anche se alle ultime elezioni raccolse 1800 voti e l'1,77 per cento: "Ma oggi la situazione è cambiata"
La promessa di Zorandi è di un netto distacco dall'operato dell'ex sindaco Pietro Vignali, con la proposta di "una politica diversa da quella portata avanti dagli amministratori che negli ultimi anni hanno spremuto Parma per il proprio tornaconto e per quello dei propri amici. Purtroppo si capiva sin dall'inizio che sarebbe finita così – aggiunge – ed è per questo che non dobbiamo permettere che accada di nuovo".
Nel 2007, dopo i due mandati di Elvio Ubaldi, Zorandi aveva corso da solo, ottenendo poco più di 1800 voti con l'1,77 per cento delle preferenze. Ma ora lo scenario che si prospetta nella politica locale è cambiato. Tramontato il trionfo del civismo e offuscato il Pdl a causa degli scandali di corruzione legati all'ex amministrazione, per la Lega sembra poter essere arrivato il momento per ritagliarsi un discreto spazio, a Parma e non solo. "La mia campagna politica è cominciata dal momento dopo l'elezione di Vignali a sindaco – ammette lo stesso candidato – Quella di oggi è una candidatura più matura perché in questi cinque anni il nostro partito è cresciuto nel territorio, passando da 5 a 32 membri, e anche io ho consolidato un'esperienza diversa".
Per questo, visto come sono andate a finire le cose con la giunta dell'ex primo cittadino, la corsa in solitaria è una scelta consapevole e ancora più forte: "Non è escluso che possiamo dialogare con altri gruppi e movimenti civici, ma la cosa fondamentale è che il nostro programma rimanga integro nelle nostre idee e arrivi dritto ai cittadini, senza deluderli come hanno fatto quelli che ci hanno preceduto". L'avversario più temibile? Sicuramente Vincenzo Bernazzoli (Pd), di cui Zorandi critica alcune scelte e cambi di posizione, come quelle legate alla tutela dell'ambiente e del territorio, contraddette dall'approvazione del progetto dell'inceneritore di Ugozzolo.
Anche per la città di Parma ricetta tipica della Lega Nord sarà quella di instaurare un rapporto diretto con i cittadini e con la gente. "La nostra politica è quella di parlare con le persone, di bussare alle porte dei nostri elettori, di ascoltare le loro richieste – chiarisce Zorandi – Chi ci vota deve conoscerci e sarà nostro compito essere onesti e responsabili verso di loro. Con la Lega Nord avremo finalmente una città libera, autonoma, indipendente e a misura di cittadino".
Con la discesa in campo del Carroccio, i candidati per la corsa a sindaco di Parma diventano così sette: oltre a Vincenzo Bernazzoli, eletto dalle primarie del centrosinistra, si sfideranno Roberto Ghiretti (Parma Unita), Federico Pizzarotti (Movimento 5 stelle), Priamo Bocchi (La Destra), Liliana Spaggiari (Partito comunista dei lavoratori), Roberta Roberti (Parma Bene Comune e Rifondazione comunista). Ma ancora si attendono le mosse del Pdl, e non è detto che qualche vecchio volto delle passate amministrazioni, tra cui l'ex sindaco Elvio Ubaldi e l'ex assessore Maria Teresa Guarnieri possa ancora ripensarci, riaprendo nuovamente i giochi.
di Silvia Bia
Ubaldi all'attacco: "I veri responsabili sono Vignali, Buzzi e Ghiretti"
"Guardi, io credo siano state tagliate delle parti che hanno reso poco chiaro quello che in realtà ho detto" risponde il leader di Civiltà Parmigiana, aggiungendo che "il mio era solo un paragone. Adesso siamo ancora in fase di dialogo e nelle mie intenzioni non c'è quella di ripresentarmi come candidato alle prossime amministrative".
Però, forse, la tentazione di tornare sulla poltrona da primo cittadino c'è ancora? "Bè, non si tratta di tentazione –risponde Ubaldi- ma solo di un'opportunità che potrebbe esserci vista la situazione. Ripeto, questo è ancora il momento del dialogo con le diverse parti per capire come comportarsi. Se mi sento responsabile dell'attuale condizione di Parma? Ma responsabile un accidente! Responsabili saranno altri!".
Ad esempio? "Non voglio sollevare polemiche, però le risposte alla città le devono dare i vari Vignali, Buzzi e Ghiretti, gente che è rimasta attaccata al proprio posto fino all'ultimo momento e che adesso va in giro come se nulla fosse".
"Io non rinnego le decisioni prese in passato- conclude Ubaldi- e mi spiace per come sono andate le cose, però appena mi sono reso conto della situazione ho deciso di oppormi".
Ghiretti: "Basta gettare fango su Parma"
"Sono offeso per l'articolo pubblicato dal Corriere della Sera. Il ritratto di Parma fatto da Aldo Cazzullo è quello di una città nella quale imperversa il malaffare e sinceramente non credo sia davvero così". Roberto Ghiretti, candidato di Parma Unita alle prossime amministrative, non riesce proprio a trattenere la delusione personale per quelle due pagine che il quotidiano di via Solferino ha dedicato a Parma ieri mattina.
"Oltre ai tanti errori che non sono degni del suo prestigio –prosegue Ghiretti – potrei davvero dirmi indignato, che va tanto di moda, per quello che ho letto. Certo, non voglio discolpare nessuno, perché qualcuno ha sbagliato e deve pagare, ma non si può fare di tutta l'erba un fascio. Non siamo una città allo sbando, non è vero che rubano tutti né tantomeno che siamo un popolo di disonesti".
"Da parmigiano non posso più accettare che ogni giorno vengano gettate badilate di fango ad una città della quale, a parte tutto, possiamo essere orgogliosi" aggiunge l'ex assessore in giunta con Pietro Vignali, il quale non risparmia, sebbene senza mai nominarlo, frecciate ad Elvio Ubaldi. "Lo rispetto per quello che ha fatto e per l'età. E sono anche d'accordo con lui quando dice 'Ghiretti non è catalogabile'. Forse è vero, sono una sorta di 'alieno' perché credo che ormai destra e sinistra siano concetti dell'Ottocento e non ho alcuna intenzioni di identificarmi in certi modelli. Mi fa piacere sapere che ha intenzione di dare ancora il suo contributo per Parma, ma prima dovrà spiegare con quale ruolo –può farlo in tanti modi- e le scelte fatte in passato, come la Stu, il Prip o la metropolitana".
Inoltre, Ghiretti non perde neanche l'occasione per rilanciare il suo progetto per la città. "E' arrivato il momento di dare ai cittadini delle risposte. Ci dicano a quanto ammonta il debito, perché senza saperlo è difficile programmare il futuro. Non si potrà pensare più a quella 'grandeur' immaginata per anni, ma Parma deve comunque rientrare tra le prime cento città europee delle sue dimensioni. Mi sento ancora dire 'tu sei uno dei responsabili': io, francamente, non ricordo di aver mai trattato in modo deciso certe scelte. Non dico di essere esente da responsabilità, ma ci sono altri che invece ne hanno di ben più gravi".
"Ora il tempo delle grandi opere è finito – conclude Ghiretti – e, girando per i quartieri, mi sono reso conto che si possono fare tante cose anche con costi contenuti. Sul Corriere si è letto di me come il candidato della destra: l'avete letto il programma di Parma Unita? Vi sembra di destra? Io direi proprio di no. Welfare, ambiente, salute, servizi sociali per tutti: ecco cosa intendo io per una città unita, nella quale tutti possono dare il proprio contributo. Io ci credo".
Guarda le immagini della conferenza – FOTO - VIDEO
Ghiretti: "Offeso dall'articolo di Cazzullo" – Il Video
IL VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=5nnLB-PuqbU&feature=player_embedded#!
Guarnieri (Altra Politica) sul caso Tep: "Esaminare tutte le possibilità"
Posted: Tue, 21 Feb 2012 09:03:44 +0000
Dopo la lettera aperta dei sindacati al commissario Ciclosi sulla sorte della TEP (leggi l'articolo) anche Maria Teresa Guarnieri di Altra Politica/Altri Valori interviene sulla questione.
"Le osservazioni fatte da parte dei Sindacati sulla questione Tep" si legge nella nota "sollevano un problema davvero importante per il futuro di questa città. Non solo per i circa 500 lavoratori dell'azienda e per le loro famiglie, ma anche per la qualità e i servizi di trasporto pubblico che Parma potrà garantire ai cittadini per il futuro.Nello scegliere quale strada percorrere crediamo che ci sia la necessità di non indulgere a soluzioni facili; occorre piuttosto valutare attentamente tutte le possibilità. Tep è un'azienda sana che ha numeri al suo attivo che la rendono sicuramente una realtà importante in grado di stare sul mercato e offrire servizi di altissima qualità."
Per l'ex consigliere comunale però la possibilità di una fusione in ambito regionale non deve essere messa in secondo piano. "Vanno prese in esame tutte le opzioni nella logica di garantire la migliore prospettiva possibile per il futuro, e tra queste l'ipotesi della fusione nell'ambito di un'unica realtà regionale non può essere scartata. In questo caso però occorre capire quale possa essere l'eventuale ruolo di Tep in questo tipo di soggetto e che garanzie ci siano per la qualità dei servizi e per i livelli occupazionali. Occorre poi avere la garanzia precisa di mantenere la governance e di poter incidere sulle scelte che riguardano Parma e il suo territorio."
Fusione sì, quindi, ma con le dovute accortezze. "Le fusioni non possono essere portate a termine con successo solo sulla scorta dei grandi numeri e abbiamo già avuto esperienza di operazioni di questo genere che alla fine dei conti non hanno rappresentato un reale e concreto vantaggio per Parma. Con Tep questo non ce lo potremmo permettere."
I lavoratori della Cft sotto l'Upi: "Solo un miracolo può risolvere la situazione"
Posted: Tue, 21 Feb 2012 09:59:59 +0000
È cominciato lo sciopero: c'è una città da risvegliare. La sveglia oggi non è il canto del gallo, ma il suono assordante e fastidioso delle trombette e dei fischietti. Non è un buon risveglio, ma efficace. Ti tira giù dal letto. Sono gli operai della Cft in strada (le foto). Pretendono di essere ascoltati.
Oggi scade il termine dei 45 giorni per trovare una soluzione tra dirigenti e parti sindacali. Non c'è ottimismo. "Non ci sarà l'accordo – dice Massari, delegato della Rsu Fiom Cft – Solo un miracolo può risolvere la situazione. Non c'è neanche l'intenzione di venire incontro alle proposte avanzate da noi lavoratori".
Fuori la sede dell'Upi, la sede dello scontro che si terrà a partire dalle 9 e 30, "abbiamo portato metà azienda – e continua – Operai e impiegati sono uniti in questa lotta. L'obiettivo è informare la città. La situazione non può cadere nell'indifferenza". Si avvicina un altro delegato della Rsu Fiom Cft, Renzo Fanzini: "Racconteremo la nostra storia in tutte le sedi istituzionali, anche nelle comunità religiose – incalza – Non lasceremo che la nostra situazione passi inosservata. Ci sono 36 licenziamenti in vista".
La lotta è dura, difficile da vincere, gli operai lo sanno, l'hanno sempre saputo. "Non prendono neanche in considerazione le nostre proposte: la cassa integrazione a rotazione, il contratto di solidarietà – dice l'operaio Nicola Zambrelli – c'è la sensazione che tutto fosse studiato, che tutto rientri in un chiaro progetto: ristrutturare la società, renderla più snella, per intavolare di nuovo le trattative con la Gea", una multinazionale tedesca che da qualche anno sta cercando di mettere le mani sui marchi legati alla Catelli Holding, e che, a Parma, già detiene la Niro Soavi e la Procomac.
I sindacati sono uniti e sostengono i lavoratori, tra i partiti c'è l'appoggio di Rifondazione comunista e della candidata a sindaco del PCL, Liliana Spaggiari. Ma non solo, c'è qualcos'altro nell'aria, qualcosa di più significativo. Non nevica, non piove. Oggi c'è il sole che batte sui palazzi e sull'asfalto. Anche il tempo sostiene gli operai, la loro lotta. Almeno possono stare in strada tranquilli. Un reporter scatta una foto a due scioperanti "Sorridi - dice uno all'altro – Sorridi. La forza per sorridere non deve mancarci, neanche con il licenziamento".
Stu Stazione, la svolta arriva dal Tribunale fallimentare
Ad esprimersi in questo modo, in merito ai 16 milioni nei confronti dei creditori (i maggiori sono la Banca Popolare di Vicenza e lo studio Mbm Arquitectes), è stato il tribunale fallimentare. Nel caso in cui le imprese Bonatti e Di Vincenzo accettassero l'accordo, il cantiere potrebbe ripartire e terminare con un anno di ritardo rispetto a quanto previsto. Dunque, a fine 2013, il progetto potrebbe diventare realtà.
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sito gazzettadiparma
Stt: Salvatori in pole position per la presidenza della holding
Ore decisive per il futuro di Stt. Dopo le dimissioni del presidente Massimo Varazzani e dei due consiglieri di amministrazione, Severino Guerci e Alberto Pangrazi Liberati, si sta stringendo il cerchio attorno ai possibili sostituti. Fino a ieri circolava il nome di Carlo Salvatori - già amministratore delegato di Unipol e presidente di Banca Monte - alla guida della società, e quello di Barbara Piermarioli - già membro del collegio sindacale - come componente del cda, mentre l'identità del terzo membro resta top secret. Voci parlano di un professionista legato al mondo della finanza in arrivo da Torino. (...)
L'articolo completo è sulla Gazzetta di Parma in edicola oggi, dove trovi anche l'approfondimento (Varazzani: non accetterei più questo incarico)
La cronaca di ieri
Il commissario straordinario del Comune Mario Ciclosi ha scelto i membri del nuovo consiglio d'amministrazione di Stt. Niente nomi per il momento: si aspetta che gli interessati sciolgano la riserva, accettando o meno l'incarico. L'ufficialità dei nuovi vertici è attesa per domani. Il presidente uscente Massimo Varazzani ha svelato soltanto il nome di Barbara Piermarioli, attualmente alla guida di Parmazerosei.
Per quanto riguarda il presidente della holding Stt, successore di Massimo Varazzani, circolano soltanto indiscrezioni su un autorevole nome del mondo finanziario: si tratterebbe di Carlo Salvatori (l'artiocolo sula Gazzetta di Parma in edicola).
Varazzani spiega di non aver sentito la necessaria fiducia da parte del Comune: da qui la decisione di andarsene.
Ponte Nord, sede Efsa e scuola europea: queste opere saranno finite come da programma, dice Varazzani, che aggiunge: il tribunale ha ammesso la ristrutturazione del debito per la Stu Stazione (guarda il servizio del Tg Parma).
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GHIRETTI
Comunicato stampa
Convocazione conferenza stampa: martedì 21 febbraio nella sede di Parma Unita (via Paciaudi 3)
Per domani, martedì 21 febbraio, alle ore 11, è convocata una conferenza stampa nella sede di Parma Unita (via Paciaudi, 3) nella quale il candidato sindaco Roberto Ghiretti esporrà la propria posizione in merito alla situazione politico-amministrativa attuale e passata della città, nonché agli scandali che hanno interessato recentemente Parma, anche alla luce del servizio dal titolo "Parma: la città sotto inchiesta dove tutti rubavano tutto ora è appesa a musica e cibo (parmigiano fatto dai sikh)", pubblicato sull'edizione odierna del Corriere della Sera, e del relativo video pubblicato su corriere.it
20/02/2012
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Parmadaily
| "Valorizzare chi assiste i propri cari" |
| Il PD ha presentato una risoluzione in Regione che chiede il riconoscimento del ruolo di "caregiver". |
20/02/2012
h.17.20
"Il familiare che si prende cura di un proprio caro ammalato o in condizioni di disabilità subisce serie ripercussioni sulla propria vita privata. A farne le spese - afferma il consigliere regionale Gabriele Ferrari, tra i sottoscrittori della risoluzione - sono la salute, le relazioni sociali, e più in generale le proprie condizioni di vita. Chi svolge questo ruolo, tuttavia, non riceve un compenso e non vede riconosciuto il proprio ruolo sociale, che rappresenta invece una risorsa inestimabile per la propria famiglia e per l'intera comunità."
"Con la risoluzione presentata in Assemblea - sottolinea il consigliere - abbiamo chiesto alla Giunta di operare per sostenere e valorizzare le persone con responsabilità di cura, coinvolgendole nella progettazione di servizi di cura locali e nella pianificazione di pacchetti di cura individuali, aiutandole a conciliare l'impegno di cura con quello sociale e lavorativo."
"Il Gruppo PD - conclude Ferrari - chiede inoltre alla Giunta regionale di sollecitare il Governo affinché venga definita una giornata nazionale dedicata al caregiver familiare, sia realizzata una rilevazione di dati statistici su questa attività e si attivino politiche di ulteriore deducibilità fiscale e di credito d'imposta dei costi sostenuti dai caregiver familiari per la cura del familiare assistito."
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Oggi il Comune di Parma ha individuato i nuovi amministratori di STT i cui nomi, però, non sono ancora stati diffusi; si sa che hanno accettato l'incarico con riserva e che tale riserva sarà sciolta nei prossimi giorni.
Finalmente, se ne è andato dalla Presidenza di STT Massimo Varazzani, il manager di centrodestra che avrebbe dovuto salvare le società partecipate del Comune di Parma.
In realtà Varazzani ha fallito su tutta la linea. E' stato protagonista solo una politica di annunci degna dell'ex sindaco Vignali che lo ha nominato.
Aveva annunciato che sarebbe riuscito a vendere la società Alfa ad un gruppo veneto? Nulla di fatto. Chi li ha visti i compratori veneti?
Aveva annunciato che sarebbe riuscito a vendere i terreni di Spip all'Unione Industriali di Parma? Nulla di fatto, siamo al punto di partenza con Spip in liquidazione.
Aveva annunciato che avrebbe ristrutturato il debito di STT? Nulla di fatto, le banche non gli hanno creduto.
Aveva annunciato che avrebbe concluso il cantiere della Stazione? Nulla di fatto, il cantiere è fermo e non si batte neppure un chiodo.
In compenso Varazzani si è portato a casa uno stipendio di 100.000 euro all'anno condito con qualche migliaia di euro al mese di rimborsi spese per trasferte e ristoranti, ha distribuito milioni di euro in consulenze sempre ai soliti fortunati avvocati e commercialisti, nominato senza selezioni pubbliche direttori e condirettori super pagati e pure nominato parenti come presidenti di società del gruppo.
A questo punto rimane solo un interrogativo amletico e finale sulla fallimentare esperienza in STT di questo manager amico di Tremonti? E' stato peggiore lui o il suo predecessore Andrea Costa?
Simone Rossi
iMille
| Diossine, assassine vaganti |
| Gcr: "Il rapporto Us Epa abbassa ancora la soglia di rischio per questi inquinanti cancerogeni da inceneritore". |
20/02/2012
h.22.50
Le diossine sono una classe di composti organici aromatici clorurati con una struttura complessa e stabile.
Nella terminologia corrente il termine diossina è spesso usato come sinonimo di TCDD, ma si conoscono 210 tipi diversi tra diossine (73 tipi) e furani, strettamente correlati per caratteristiche e tossicità.
La TCDD allo stato cristallino è una sostanza solida inodore, di colore bianco, con punto di fusione di 307°C, termostabile fino a 800°C, liposolubile, resistente ad acidi ed alcali.
È chimicamente degradabile in pochi giorni dalla radiazione solare ultravioletta in presenza di donatori di ioni idrogeno (ad esempio a contatto con il fogliame verde delle piante): se invece viene dilavata nel terreno, si lega al materiale organico ivi presente e viene degradata molto lentamente, nell'arco di parecchi mesi o anni.
Le diossine non esistono pure in natura ma vengono generate come sottoprodotti non voluti di numerosi processi di produzione, utilizzazione e smaltimento del cloro e dei suoi derivati. Le emissioni industriali di diossine possono essere trasportate per grandi distanze dalle correnti atmosferiche, e, in misura minore, dai fiumi e dalle correnti marine.
In base al più recente (1995) inventario delle emissioni di diossine, le maggiori fonti industriali di diossine in Europa , in grado di coprire il 62% delle diossine immesse in atmosfera, sono gli inceneritori per rifiuti urbani (26%), le fonderie (18%), gli inceneritori di rifiuti ospedalieri (14%), le attività metallurgiche diverse dal ferro (4%), mentre il restante 38% è attribuito a impianti di riscaldamento domestico a legna (legna trattata), incendi, traffico.
La quantità di diossine emessa annualmente in Europa, espressa in grammi di trossicità equivalente, è la seguente.
Gli inceneritori di rifiuti urbani ne producono 1641, le fonderie 1125, il riscaldamento domestico a legna 945, gli inceneritori di rifiuti ospedalieri 816, gli incendi 380, la produzione di metalli non ferrosi 136, il trasporto veicolare non catalizzato 111.
Sono quindi gli inceneritori a produrre la maggior quantità di diossina, ed il loro essere sparsi su tutto il territorio nazionale induce l'accumulo.
Dal 1856 si prelevano campioni di terreno dallo stesso campo mai adibito ad uso agricolo e l'incremento di rpesenza di diossina è stato del 300% (da 31 nanogrammi a 92).
Le diossine"bio-accumulano", e quindi tramite la catena alimentare, passano da preda a predatore, concentrandosi nella carne e nei prodotti caseari, per raggiungere infine l'uomo.
La quantità di diossine nell'uomo è maggiore di tutti gli altri mammiferi in quanto l'uomo è l'ultimo anello della catena alimentare, e concentra nei propri grassi a livelli maggiori di quelli che si trovano nel cibo con cui si alimenta, in particolare latticini, carne e pesce.
Uno studio condotto sul latte delle mucche tedesche e su quello delle mamme svedesi ha dato questi risultati: mucche tedesche 2002, 0.7 picogrammi per grammo di grasso, mamme svedesi 2003, 18 picogrammi.
Gli effetti delle diossine sembrano dipendere più dalla loro presenza in particolari organi e/o stadi vitali piuttosto che dall'entità quantitativa dell'esposizione. Studi di laboratorio hanno dimostrato che l'esposizione a dosi bassissime di diossina durante un periodo critico brevissimo nel corso della gestazione è sufficiente ad influire negativamente sulla salute del feto.
La diossina è cancerogena per l'uomo e per gli animali.
L'EPA (Agenzia statunitense per la Protezione Ambientale) ha stimato che l'attuale esposizione di fondo della popolazione generale alle diossine determina un rischio di contrarre tumore variabile da 1/1.000 a 1/10.000 cittadini.
Anche se negli ultimi anni la produzione e dismissione di diossine da impianti è calata e pertanto anche la loro assunzione, come si evince dall'ultimo rapporto US EPA, certo non ci si può accontentare di ciò, anche per il fatto che va sempre valutato il rischio maggiore che corrono gli organismi in accrescimento come i bambini, che assorbono più velocemente questi inquinanti, o il rischio per le persone immunodepresse o con patologie croniche.
Il risultato più rilevante del rapporto è aver fissato il livello giornaliero di esposizione considerato "accettabile" a 0.7 picogrammi per kg (e si parla per il momento delle sole patologie non tumorali, mentre restiamo in attesa del prossimo rapporto sulle patologie neoplastiche).
Ricordiamo che la raccomandazione OMS del 2001 era di una concentrazione 3 volte superiore
In Europa la tutela della salute della popolazione ha motivato, nel 1993, la scelta dell'Unione di inserire nel quinto Piano d'Azione l'obiettivo, entro il 2005, di ridurre del 90 % le emissioni di diossine, rispetto ai valori del 1985.
Nel corso degli anni l'Italia non ha adottato la giusta politica per la riduzione delle emissioni di diossine e non è in regola con gli obiettivi.
La Convenzione di Stoccolma, sottoscritta nel 2001 ed entrata in vigore nel 2004, prevedeva che per inquinanti tossici e persistenti come le diossine se ne vietasse la produzione e l' immissione nell'ambiente.
Attualmente sono 151 gli Stati che l'hanno sottoscritta e ratificata, ma l'Italia è l' unico tra i paesi europei a non averla ancora ratificata, ovvero tradotta in normative di legge, pur avendola sottoscritta nel 2001.
L'OMS già dalla fine degli anni '80 raccoglie i dati di biomonitoraggio del latte materno eseguiti nei paesi europei, grazie ai quali si è potuto dimostrare che negli ultimi 30 anni livelli di contaminazione sono notevolmente diminuiti.
Purtroppo in questi studi non compare l'Italia e nulla o quasi quindi si può sapere circa i livelli di contaminazione del latte materno nel nostro paese.
Nel Report OMS "Persistent organic pollutants in human milk, Copenaghen Regional Office for Europe 2009" risulta che in molti paesi ( Ungheria, Repubblica Ceca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Slovacchia ecc) tali livelli nel 2007 sono mediamente 5 picogrammi/grammo di grasso, quindi nettamente inferiori rispetto ai valori riscontrati nei campioni delle mamme di Ravenna (media di 19,6 picogrammi/grammo di grasso).
Dalle poche indagini condotte di recente in Italia, risulta che a Milano, Piacenza, Giugliano, Montale, Forlì, i valori riscontrati sono mediamente di 10 picogrammi /grammo di grasso mentre a Taranto, area fortemente inquinata, i valori sono stati mediamente oltre 20 picogrammi/grammo di grasso.
Se prenderà piede la politica dell'incenerimento, e quindi se si passerà dall'attuale 16% al 65% dei rifiuti inceneriti, è inevitabile che la quantità di diossine immesse in atmosfera da queste fonti aumenti, nonostante l'utilizzo delle cosiddette migliori tecnologie a disposizione.
Diossine, se le conosci, le eviti.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
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E vai!... ci mancava pure il ricorso al Tar sull'appalto del sistema elettrico dell'inceneritore...
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| La Lega candida a sindaco Zorandi |
| L'ex ministro Maroni apre ufficialmente la campagna elettorale del segretario cittadino. |
21/02/2012
Maroni si è detto dispiaciuto per gli scandali che si sono verificati a Parma: "La Lega correrà da sola alle comunali di Parma. Zorandi sarà un sindaco onesto al 100%".
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UnpensieroVerdeperParma (una lettera al direttore di fine gennaio)
Lettere al direttore: di Andrea Zorandi
gradualmente, alla fine di un percorso di integrazione che porti il neocittadino italiano a riconoscersi pienamente nei valori e nella cultura del proprio paese d'adozione. Come un buon padre di famiglia educa i figli insegnando che è con il merito che si acquisiscono nuovi diritti, così uno Stato deve insegnare che la cittadinanza è un traguardo e gli immigrati devono meritarselo, dimostrando di amare e di rispettare sopra ogni cosa il paese che li ospita.
E' notizia di questi giorni che una ragazza indiana residente nel parmense è dovuta fuggire dalla famiglia per poter realizzare il proprio sogno d'amore. Questo, come tanti altri episodi anche di estrema violenza registrati nei mesi scorsi, mette chiaramente in luce come a volte le consuetudini e le tradizioni di altri popoli siano in contrasto con i diritti fondamentali della persona, come quelli alla libertà e alla felicità, e con le leggi dello Stato italiano; diritti che la nostra società ha impiegato secoli di lotte e sacrifici per conquistarli. La vera integrazione non si ottiene con un pezzo di carta che attesti la cittadinanza, ma dalla completa condivisione dei valori di libertà e democrazia, valori che in altri paesi non sono così scontati. La Lega Nord ritiene che il tema del rapporto tra "l'apparato culturale" dei migranti con i principi fondanti dei paesi ospiti sia di fondamentale importanza e non possa essere ignorato o liquidato con colpi di spugna. Ma non solo; vi immaginate quale "pellegrinaggio" o invasione ci sarebbe di gravide che dall'Estero arriverebbero in Italia per partorire sull'italico suolo, con indefinibili conseguenze sanitarie, sociali e civili? Assurdo! In considerazione delle differenze normative tra Stato e Stato sarebbe necessaria una comune politica europea, se l'Europa esistesse veramente.
Andrea Zorandi
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Elezioni comunali: la Lega Nord ricandida Andrea Zorandi.
E Maroni attacca Vignali
La Lega Nord riparte da Andrea Zorandi. Sarà lui, per la seconda volta consecutiva, il candidato per le prossime elezioni comunali di maggio. L'ufficialità è arrivata ieri e l'ha comunicata l'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni, presente alla Camera di Commercio di Parma dove ieri si è svolto un mini-congresso. L'obiettivo ambizioso della Lega e di Zorandi è quello di arrivare ad ottenere il 30% delle preferenze. Traguardo che il Carroccio cercherà di raggiungere senza stringere alleanze con nessuno, neanche con le liste civiche. Il no all'inceneritore di Ugozzolo è uno dei punti saldi del programma elettorale. A margine dell'incontro di ieri Maroni si è scagliato contro l'ex sidnaco Pietro Vignali: "Sono incazzato con l'ex sindaco Vignali. Mentre si lavorava per garantire la sicurezza in questa e nelle altre citta' del Paese, proprio con la firma della Carta di Parma, in Comune c'era qualcuno che faceva altro come hanno rivelato alcune inchieste giudiziarie".
Stt, Varazzani si toglie qualche sassolino.
Nuove nomine: sicura Barbara Piermarioli
Domani, al massimo mercoledì, ci sarà l'ufficialità sui tre nuovi amministratori della holding Stt. L'unico nome certo è quello di Barbara Piermarioli, presidente di Parmazoresei. L'anticipazione è stata data dal presidente uscente di Stt, Massimo Varazzani, che oggi pomeriggio haincontrato i giornalisti. Varazzani ha spiegato le ragioni delle sue dimissioni e si è tolto qualche sassolino dalle scarpe.
"La situazione è difficile, ma io e i miei collaboratori abbiamo fatto il possibile per ridurre i costi, dal personale alla nuova sede. Mi sono dimesso – spiega Varazzani – perchè non sentivo più la fiducia del commissario Ciclosi e perché ritengo assurda la decisione di modificare il cda di Stt a due mesi dalla fine del mandato. Ciclosi può fare altre verifiche, ma il nostro piano di risanamento è statao apprezzato, tant'è che se in Comune fosse rimasto il commissario Cancellieri non sarei andato via".
Per la presidenza di Stt circola il nome di Carlo Salvatori, presidente di Banca Monte Parma.
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Parmasera
Un vero e proprio vademecum, frutto delle battaglie degli ultimi anni, sollecitato attraverso la rete internet da semplici cittadini e amministratori che vogliono approfondire lo spinoso argomento dello smaltimento dei rifiuti. Il volume, di circa 37 pagine, potrà essere scaricato sul computer in formato Pdf direttamente dal sito dell'associazione (www.gestionecorrettarifiuti.it) e potrà essere successivamente integrato con ulteriori informazioni.
I cercatori di oro nero
alla conquista della Bassa
Parma come il Texas, da trivellare a mo' di groviera alla ricerca di gas e petrolio. La nuova frontiera della corsa all'oro nero siamo noi – scrive il settimanale Il Nuovo di Parma, in tutte le edicole a partire da venerdì – , terra di conquista per le grandi compagnie straniere che intendono battere palmo a palmo l'Emilia-Romagna, ricchissima di idrocarburi.
Gli ultimi arrivati tra i "J.R." de noantri alla caccia del greggio padano non hanno il cappello da cowboy, ma la coppola irlandese della San Leon Energy, che attraverso la sussidiaria italiana omonima con sede a Lecce è pronta a puntare la sua "Air Gun" – pistola che spara aria compressa creando onde sismiche in grado di rivelare al presenza dei preziosi giacimenti –, su un'area da 292 chilometri tra Parma e Reggio Emilia che oltre al comune ducale comprende quelli di Colorno, Mezzani, Torrile e soprattutto Sorbolo. E se le ricerche dovessero dare esito positivo, arriveranno le trivelle.
I contraccolpi della primavera araba e le tensioni in medio oriente, hanno convinto le grandi compagnie petrolifere a riprendere in mano le concessioni per i piccoli giacimenti e tra questi c'è anche l'opzione parmense. Così lo scorso 21 dicembre la Regione Emilia-Romagna ha avviato la Valutazione di impatto ambientale, invitando i cittadini interessati dalle ricerche degli idrocarburi a "prendere visione degli elaborati prescritti per l'effettuazione della procedura di verifica (screening)" presso l'ente di via Aldo Moro oppure negli uffici dei Comuni interessati.
L'avviso è apparso sull'Albo pretorio del Municipio di Parma lo scorso 30 dicembre e i 45 giorni entro i quali era possibile formulare le osservazioni sono scaduti nel giorno di San Valentino. La caccia all'oro nero, spiega la Regione, prevede "la registrazione di circa 200 chilometri di linee sismiche e la possibile perforazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi". E la San Leon ha in previsione un'altra campagna di indagini geologiche su un'area di 732 chilometri quadrati tra le province lombarde di Brescia, Mantova e Cremona.
Il core business del futuro, però, rimane l'Emilia-Romagna, sulla quale pendono 24 delle 74 concessioni rilasciate a livello nazionale dal ministero per lo Sviluppo. Un dato pubblicato da Legambiente nel corposo dossier "Texas Italia", che fotografa la corsa all'oro nero del Bel Paese, dove le royalties, in parole povere la percentuale sui guadagni che le compagnie petrolifere devono versare allo Stato e ai Comuni in cui avvengono le trivellazioni, sono le più economiche al mondo: il 7 per cento per i pozzi a terra e il 4 per quelli in mare (off shore). E come se non bastasse, i signori del greggio hanno una franchigia di 300.000 barili di greggio all'anno per ogni giacimento, sui quali non pagano alcuna tassa.
Un vero paradiso, insomma, dove la San Leon intende mettere profonde radici. Oltre al "progetto Sorbolo", come l'hanno chiamato, gli irlandesi hanno una concessione per sfruttare anche gli idrocarburi che si trovano sotto nel canale di Sicilia distribuiti su un'area di grande interesse naturalistico e altamente sismica nei pressi del vulcano sottomarino Empedocle. Roba da far tremare le vene ai polsi degli abitanti della zona dove è scattata una sollevazione popolare che ha coinvolto tutti: dalle associazioni ambientaliste agli amministratori.
In quel caso l'ex ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo aveva imposto uno "stop" agli irlandesi, chiedendogli ulteriori approfondimenti. Ed è per questo motivo che oggi la San Leon Energy ha deciso di spostare il tiro puntando sui giacimenti della Bassa parmense, dove il possibile arrivo delle trivelle non ha suscitato alcun clamore. Almeno per il momento. (di Gabriele Franzini)





