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Nato tempo fa' per la promozione delle mie creazioni(dipinti e ceramica Raku)... poi quasi abbandonato... Ora ha ripreso vita x le news locali in previsione delle Amministrative 2012 su Parma. Questo nuovo progetto vuole essere un "riassunto" della rassegna stampa per seguire le vicende elettorali dei candidati sindaci e verranno menzionate altre cose importanti per il futuro di Parma. Chi vincerà? ;)
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Rass St 13/2/12 parte2°


"Tanta Parma è stata venduta"
Bocchi (La Destra): "Abbiamo perso l'ultima banca locale, la Parmalat, Amps, il Parma Calcio...".
12/02/2012
h.14.30

Sentiamo ripetere dagli esponenti del Pdl locale la preoccupazione, che odora di slogan, che Parma possa diventare (con la eventuale vittoria della sinistra) "succube" di Bologna (ossia della Regione Emilia Romagna).

Io, che pure ho a cuore l'autonomia e gli interessi della città, vorrei però ricordare che il fallimento politico dell'ultima amministrazione, sommersa da scandali, debiti e clientelismi di chi con troppa disinvoltura ha scambiato la cosa pubblica per un bancomat privato, ha consegnato di fatto la città ad un altro "tutore" vero e proprio, il Commissario prefettizio.
Inoltre, non posso non constatare come in questi anni Parma, ancorché nobilmente affrancata dalla matrigna Bologna, abbia subito un declino evidente in ogni campo.
La Bella Parma, ducale e un po' snob, imbellettata di trucco e lustrini, è rimasta alla fine nuda e arrossisce coprendosi le vergogne.
In questi anni abbiamo infatti perso l'ultima Banca: coinvolta in storie di mala gestione, clientelismi e favori (ma guarda un po'?) è stata salvata da probabile fallimento solo dall'intervento di Banca Intesa.
Il Consorzio Agrario è sottoposto a procedura di Concordato Preventivo. L'aeroporto (di proprietà straniera) perde ogni anno quasi 5 milioni di euro.
La Parmalat è francese e la Guru indiana (e sappiamo bene dopo quali sciagurate gestioni ci sono arrivate).
Le azioni della vecchia Amps (oggi Enia) sonoi in garanzia alle banche.
Il Parma Calcio è bresciano.
Gli esercizi commerciali storici chiudono e gli unici ad aprire sono cinesi, stranieri e catene straniere.
Decine di aziende dell'agroalimentare hanno chiuso o sono passate di mano.
Il patrimonio della città si sta insomma impoverendo continuamente. Scendiamo quindi tutti sulla terra, smettiamo di adagiarci sui luoghi comuni di una nobiltà ormai perduta e rimbocchiamoci le maniche. E' tempo che emerga in città una nuova Classe Dirigente, che non provenga sempre e solo dai vecchi salotti buoni, dai soliti cognomi, dai vecchi apparati di potere, dalla solita rete di relazioni.
Una nuova elité, non più compromessa col passato corrotto, capace di governare la crisi e ridare dignità a una città che ha smarrito la propria anima e che vorrebbe per il proprio futuro meno apparenza e più sostanza.

Priamo Bocchi
candidato sindaco de "La Destra"
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"Non usiamo le foibe per riscattere il fascismo"
Il PRC di Parma: "Le foibe furono una brutta pagina della storia".
12/02/2012
h.15.00
Nella rinnovata proposta di Casa Pound a rinominare via Tito e anche nella commemorazione delle vittime delle Foibe da parte della Giovane Italia c'e' con tutta evidenza il reiterato tentativo delle destre a riscattare il proprio senso di colpa per l'enorme sciagura del fascismo, che ci costo' oltre 20 anni di dittatura e violenze.
Che sia quella delle Foibe una brutta pagina della storia recente non lo si puo' negare; ma allo stesso non si possono dimenticare i fatti che precedettero le foibe, con il ventennio di efferate violenze del fascismo, le uccisioni, la tragedia della seconda guerra voluta dallo stesso fascismo a fianco della Germana nazista, che provoco' migliaia di morti.
Quello che si sta mettendo in atto e' l'ennesimo tentativo da parte delle destre e di casa pound di usare strumentalmente la storia (e la memoria) per propri scopi, in modo da offuscare le responsabilita' di scelte sciagurate e antidemocratiche con cui quella stessa parte deve evidentemente ancora fare i conti.
In questo senso l'appello ad una memoria condivisa non e' ammissibile quando mira ad appianare le differenze fra chi ha generato e perpetrato con tutte le sue conseguenze gli orrori del fascismo e chi invece vi si e' opposto in nome dei valori della democrazia.

Partito della Rifondazione Comunista- federazione di Parma
e Alicenonlosa:
"Prima della propaganda neofascista le Foibe erano una discarica, non un monumento funebre"

 

13/02/2012

Intervista a Massimiliano Bocchi, rappresentante a Parma per il Coordinamento Nazionale Jugoslavia e membro del Comitato Politico Federale di Rifondazione Comunista di Parma.
Sei il rappresentante a Parma per il Coordinamento Nazionale Jugoslavia. Quali finalità si pone questa associazione?
Lo scopo del CNJ è la continuazione e il rilancio di tutte le attività culturali, di difesa dei diritti civili e di solidarietà già avviate in Italia durante e subito dopo l'aggressione del 1999 contro la Repubblica Federale di Jugoslavia.
Vogliamo stimolare la collaborazione materiale nei confronti delle popolazioni jugoslave, in particolare quelle che hanno subito aggressioni anche dal nostro Paese.
In concreto e in particolare oggi possiamo renderci conto (col senno di poi) di cosa abbia voluto dire quella guerra e quell'aggressione. L'esempio sono i lavoratori della Zastava derubati del loro sistema produttivo attraverso la sua distruzione materiale e poi anch'essi ricattati dalla Fiat & C.
È anche in questo caso che ci facciamo sostenitori della causa internazionalista e di fratellanza che vede coinvolte vertenze di operai sia italiani sia jugoslavi.

Nell'opinione pubblica prevalente oggi l'immagine di Tito è associata a quella di un dittatore crudele. A Parma si parla spesso di togliere dalla toponomastica cittadina "Via Tito". Per te chi è stato e cosa ha rappresentato Tito?
Josip Broz Tito è stato il Presidente di un Paese importante come la Jugoslavia. Lui e il suo popolo sono stati protagonisti della lotta contro il terrore nazifascista. In questa lotta non solo è stato liberato un Paese ma si è creata una sponda di sostegno alla liberazione mondiale dai tiranni germanici e fascisti.
Sottolineo la questione internazionalista perché era radice dell'AVNOJ, ovvero la base del pensiero che formò la Costituzione jugoslava e non solo a parole, ma anche nei fatti: migliaia furono i combattenti che operarono (molti sacrificando la propria vita) reciprocamente e rispettivamente a sostegno delle lotte di resistenza italiana e jugoslava. 45.000 furono gli italiani che si unirono all'esercito di liberazione jugoslavo e molti i combattenti slavi che si unirono alla nostra lotta partigiana. I cippi commemorativi friulani, aretini, abruzzesi e pugliesi ne sono testimonianza.

Qual è la tua opinione sulle Foibe?
Sono cavità carsiche poste al confine geografico italo jugoslavo, storicamente e tradizionalmente usate per lo smaltimento dei rifiuti da parte delle popolazioni che ne potevano attingere. Questa è la fredda definizione in uso prima se ne facesse un uso propagandistico e ideologico.
Le foibe sono state anche zone di occultamento che nazifascisti usarono come fosse comuni contro le popolazioni della zona che erano sostenitori della resistenza antifascista e oppositori delle mire revansciste da parte delle camice nere e dei loro adepti.
Le popolazioni di origine slava, ma anche quella italiana antifascista, subirono violenze inimmaginabili sia da parte dei nazisti ma in modo particolarmente efferato dai fascisti. Allora una reazione contro oppressioni tali non può essere ritenuta inconcepibile.
Vogliamo cominciare secondo queste logiche a condannare i nostri padri e nonni che reagirono ai soprusi del fascio nel nostro Paese? E così vogliamo cominciare a condannare il popolo che reagì a Varsavia contro i tiranni sterminatori nazisti? Oppure i francesi che si vendicarono degli eccidi causati dai collaborazionisti di Vichy? … e si potrebbe continuare per pagine.
La questione foibe altro non è che uno strumento che neo fascisti, destri e non solo, hanno impugnato per ripulirsi e riciclarsi nel panorama politico che attendeva di accoglierli.
Sin dal principio sono evidenti le dimensioni mistificatorie della vicenda. Dopo la sospensione dei recuperi dalle cavità nell'immediato dopo guerra, il pozzo di Basovizza fu ripetutamente usato come discarica sotto il benestare delle autorità locali nonché di quelle speciali inglesi (l'archivio del Comune di Trieste detiene i documenti riguardanti questo argomento). Quindi o al tempo non avevano ritegno verso quello che oggi è stato fatto monumento funebre, oppure oggi si è calcato la mano su un qualcosa che così monumentale non è.
Dentro Rifondazione Comunista ci sono esponenti che si rifanno a Trotsky, altri a Stalin, altri a Che Guevara, altri direttamente a Marx, alcuni anche a Tito... non pensi siano riferimenti politici da aggiornare, quantomeno a livello temporale?
Certo. Da buoni materialisti storici e dialettici tutti i compagni hanno riportato le loro sensibilità specifiche nei giorni d'oggi e proprio in funzione di ciò prosegue il dibattito dentro al partito in modo positivo e propositivo. Lo scopo di tutti rimane quello, anche attraverso il dibattito, di consolidare un forte e unico Partito Comunista in Italia.
Quali credi dovranno essere le parole d'ordine di Rifondazione Comunista nella campagna elettorale dell'anno prossimo a Parma?
Essere antagonisti a un sistema che si è fatto solo garante di borghesia, industria e capitale a discapito della popolazione lavoratrice, anche nella nostra città.

Andrea Marsiletti