Pdl, oggi la scelta del candidato
Marco Federici
La giornata politica registra due passaggi. Uno riguarda il Popolo della libertà: dal direttivo in programma oggi potrebbe uscire la fumata bianca sul nume del candidato.
L'altro, la presa di posizione del movimento della Guarnieri che, per voce del coordinatore di Altra Politica Gabriella Biacchi, apre a Futura e libertà, il partito fondato da Gianfranco Fini. Parole che, c'è da scommetterlo, aumenteranno quei mal di pancia già lamentati dai partiti più a sinistra della coalizione fin da quando Bernazzoli aveva manifestato l'intenzione di stringere un'alleanza con la Guarnieri.
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E' senza eccessi la movida "libera" del dopo-Tar
Movida «libera» sì, ma senza eccessi. L'esercito dei baristi è deciso a non farsi prendere la mano dopo la vittoria ottenuta dal Tonic. E' il primo venerdì post-sentenza del Tar, allo scoccare delle due quasi tutti i locali chiudono i battenti: i camerieri già spazzano i marciapiedi con tanto di ramazza. Occorre un'altra mezz'ora per dissolvere gli ultimi capannelli di nottambuli. E ci scappa pure l'ultimissimo brindisi. Alle 2.45 via Farini è un deserto. Gli unici due bar ancora illuminati sono chiusi al pubblico: i rispettivi staff si concedono l'ultima chiacchiera con qualche amico. Rigorosamente a musica spenta. Dei vigili neppure l'ombra: «Non occorrono - commenta una studentessa - stiamo dimostrando di saperci controllare». Il tour prende il via attorno alle 23. Gli habitué di via Farini sono già assiepati di fronte ai tavolini del bar. Arrivare al bancone diventa un'impresa. Dal Tabarro alle Malve, dal Dolce vita al Gavanasa, tappa obbligata al Mood e poi via, verso il Peter Pan: la vasca del venerdì sta raggiungendo il clou. Le ragazze cinguettano amabilmente tra loro mentre raggiungono i compagni a passo spedito. Col tacco vertiginoso che pare immune ai sampietrini. Sono quasi tutti studenti. Gli over 30 arrivano un po' più tardi. Il grosso della folla si concentra alle due estremità della via. L'aria è fredda, l'entusiasmo è alle stelle. Specialmente per i gestori dei locali che tirano un sospiro di sollievo dopo il traguardo tagliato dal Tonic. A ben vedere, è proprio il locale di via Nazario Sauro, diventato popolare tra gli «addetti ai lavori», ad aver creato il «precedente», come ripetono i baristi. Il Tar ha infatti accolto la richiesta di sospensione degli effetti dell'ordinanza comunale, che è quindi in standby fino alla pronuncia definitiva del tribunale (o finché non sarà accolto un eventuale, probabile appello al Consiglio di Stato da parte del Comune per annullare la sospensiva appena concessa). Nel motivare la propria decisione, il collegio ha ritenuto che «la contestata ordinanza, rivolgendosi indistintamente all'intera platea degli esercizi presenti in zona, sembrerebbe eccessivamente restrittiva in relazione alle finalità enunciate, in special modo in ragione della mancata previsione della possibilità di deroghe in presenza di condizioni di esercizio o di specifici requisiti strutturali idonei di per sé a limitare le criticità rilevate». Una vittoria in cui confidano anche gli altri locali che hanno presentato ricorso, in attesa dell'udienza alle porte. Tecnicamente è la vittoria di uno, concretamente festeggia l'intera strada. Coi dovuti modi però. «Rimane chiaro che nessuno ha intenzione di tirare l'alba - precisano dal Tabarro - anzi, abbiamo il massimo rispetto per i residenti con i quali auspichiamo di raggiungere un compromesso». Cauto anche il titolare del Gavanasa che rimarca: «Bisogna comunque attendere la decisione definitiva e bisogna tutelare anche i diritti di chi abita in via Farini». I giovani dal canto loro brindano a una vittoria «insperata», come la definisce qualcuno. «I ragazzi hanno vinto insieme ai bar - spiega Lucia, 25 anni, aspirante ingegnere civile -: il diritto al divertimento è stato riconosciuto ufficialmente. Ora spetta a noi dimostrare di meritarlo». E un altro venerdì di movida sbiadisce sotto il cielo di Parma. Per una volta senza polemiche.
Varchi notturni: musi lunghi e niente folla
Via libera ai varchi by night: il divieto non sembra scoraggiare i «signori della notte» parmigiana e neppure i soliti furbetti. Lo sanno bene i proprietari della sfilza di auto parcheggiate, quasi sempre abusivamente, in via Farini. Si tratta di qualcuno che pianta regolarmente le auto sul marciapiede, ben visibili anche dall'interno del locale. Sono pronti allo scatto alla prima sirena: attraversano la strada e se ne vanno come nulla fosse. E' il primo venerdì di libertà per la movida e le manovre azzardate non si fanno attendere anche in via Mazzini: due familiari rimangono ferme in sosta, per circa un'ora, in doppia fila, con tanto di doppie frecce attaccate. Posteggi da far west anche nel dedalo di borghetti che circonda il Tribunale e quella fetta di Stradone. Lì però le multe fioccano, eccome. Se quelli che aspettano l'alba tra aperitivi e discoteche non sembrano molto preoccupati, lo stesso non si può dire per alcuni commercianti della Piazza che puntano il dito contro il provvedimento anti-inquinamento. «E' un'ulteriore stangata per noi che tentiamo di mantenere vivo il centro – spiega un giovane barman del caffè Garibaldi – i ragazzi difficilmente si separano e se qualcuno non ha i permessi necessari per entrare preferiscono rimanere tutti fuori dal centro». In effetti venerdì la piazza non era certo affollata. Pochi i tavolini gremiti, molti musi lunghi. Quegli occhi elettronici «antintrusione» non piacciono certo ai giovani che, senza colpo ferire, annunciano: «Basta semplicemente entrare prima delle 23». Già, e venerdì sera il via vai attorno ai varchi si è concentrato soprattutto dalle 21.30 alle 22.30. Alle 23 e una frazione di secondo tornano attivi: un «incantesimo» che certo non piace alla movida. Pochissimi i conducenti che svoltano in via XXII Luglio (e la maggior parte ha il permesso ben in vista sul cruscotto). Quasi nessuno tenta la fortuna sul Lungoparma e dalla Pilotta. Ch. Poz.
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proggi
Nasce il comitato di solidarietà per i lavoratori della CFT
Il segretario provinciale della Uil Mario Miano esprime la sua soddisfazione per i risultati conseguiti nelle elezioni della RSU 2012 nel pubblico impiego. "Nonostante le difficoltà che tutto il sindacatosta affrontando negli ultimi anni a causa degli interventi legislativi chebloccano o riducono sempre di più la contrattazione nei luoghi di lavoro,la UIL, grazie anche ai Segretari provinciali dicategoria, ai dirigenti di struttura, alle RSU ed ai lavoratori, ha dimostrato coerenza e determinazione in iniziative che hanno portato sicuramente maggior difesa dei lavoratori econtributi positivi al benessere degli stessi".
Nello specifico, Miano analizza gli ottimi risultati in alcuni Enti pubblici quali i comuni di Busseto, Medesano, Torrile e l'Agenzia Interregionale per il Fiume Po.
"Il risultato in termini di seggi e di voti premia la Uil che è la primaorganizzazione. Anche a Salsomaggiore, Fontevivo e all' Autorità di Bacino delPo il consenso è cresciuto notevolmente.
La UIL è prima anche all'ITIS di Parma ed all'I.C. diMedesano, nonché al Deposito militare di Noceto. Ottimo risultato ancheall'Inail.
Le RSU elette lavoreranno solo e soltatanto a difesadei lavoratori, promuovendo azioni positive, concrete ed efficaci che devono portare miglioramentinei luoghi di lavoro in un momentocosì particolare dove tutto pare arretrare verso il peggio. La Uil ringrazia le Segreterie di categoria dellaUIl Fpl, Pa, Rua, Scuola perl'impegno e lo sforzo quotidiano nell'affrontare con continuitàle tematiche relative ai diritti dei lavoratori".
Calano in Emilia-Romagna sia i reati contro le persone sia quelli contro la proprietà, con l'unica eccezione dei furti in appartamento che in controtendenza sono cresciuti quasi del 6% tra il 2009 e 2010. Sono questi alcuni dei risultati tra i molti contenuti nel XIV rapporto sulle "Politiche e problemi della sicurezza in Emilia-Romagna" che è stato oggi presentato in Regione, nell'ambito di un convegno dedicato a "Reati, vittime e percezione della sicurezza".
In questi anni la Regione Emilia-Romagna si è molto impegnata per migliorare la sicurezza dei cittadini finanziando progetti messi in campo dagli enti locali e dalle associazioni e destinati ad azioni preventive o a interventi di contrasto del degrado attraverso la riqualificazione di spazi pubblici", sottolinea Saliera. "Solo nel biennio 2011-2012 abbiamo investito oltre 5 milioni di euro", aggiunge ricordando anche che "la Regione dallo scorso anno ha previsto interventi anche sul versante di quella criminalità che più sfugge alle statistiche ma che insidia in primis le imprese che operano sul territorio: ci riferiamo a quella criminalità che utilizza comportamenti mafiosi e che è oggetto di interventi sul versante della prevenzione, attraverso i progetti finanziati nell'ambito della legge regionale 3/2011". Attualmente, conclude Saliera, "sono attive 38 iniziative per la sicurezza urbana e la Polizia locale a cui vanno aggiunti i 29 interventi in attuazione della legge 3. Tutti questi interventi, realizzati insieme agli Enti locali, prevedono anche attività a cui la Regione partecipa direttamente, non solo con il contributo finanziario, ma anche con competenze tecniche e di progettazione. Infine, altri 8 progetti per ulteriori 148.000 euro sono stati approvati proprio in questi primi mesi del 2012".
L'andamento dei reati. Per quanto riguarda l'andamento dei reati, dal rapporto emerge che tra il 2009 e il 2010 (ultimo anno di cui sono disponibili i dati utilizzati e provenienti dal ministero dell'Interno) le rapine sono diminuite dell'11% mentre i furti sono in calo del 4%. Si tratta di una tendenza costante nel triennio 2007-2010 e che riguarda reati che annualmente toccano circa un 10% dei cittadini, in linea con i dati delle regioni più ricche del Paese.
Il quadro delle rapine (che comprende quelle in esercizi commerciali, banche, appartamenti o a persone) è univoco sul versante dei cali e arriva a un -26% per quelle commesse contro le banche (scese così a 119 su base regionale nel 2010 dalle 252 del 2008) e al -13,5% per quelle commesse ai danni di una persona (756 il numero totale nel 2010 e le 1.005 del 2008).
Più variegato, invece, il quadro che presentano i furti. Prosegue, infatti, ancora il calo di quelli di auto (-5%), motocicli (-18%) e ciclomotori (-12%), così come i borseggi (-6%), gli scippi (-1%) e i furti dalle auto in sosta (-4%). Risultano invece stabili, con circa 9.500 denunce in regione, i furti a danno degli esercizi commerciali e in leggera crescita, dopo il calo del 2008, quelli a danno delle abitazioni. Questi ultimi nel 2010 sono stati 14.147 (sul totale di 123.000 furti denunciati in regione); si tratta dell'unico reato che si conferma essere un rischio maggiore nei comuni con meno di 50.000 abitanti.
Tra i "reati violenti" crescono dello 0,7% le violenze sessuali (448 nel 2010, 445 nel 2009) mentre risultano in calo tutti gli altri dati: gli omicidi consumati sono diminuiti del 37,1% (22 quelli commessi nel 2010), quelli tentati del 18,3% (67), le lesioni dolose del 4,6% (5.282), le percosse del 4,3% (1.322).
Le vittime. Per quanto riguarda le caratteristiche delle vittime di reato, il rapporto conferma che la criminalità predatoria in Emilia-Romagna, come in Italia, colpisce in particolare il ceto medio e la borghesia e i soggetti con un livello di istruzione medio-alto (soprattutto i laureati).
In particolare, è la categoria dei giovani maschi tra i 14 e i 30 anni ad essere fra le più colpite da fenomeni criminali, soprattutto da furti di oggetti, aggressioni e rapine. Le donne, invece, subiscono maggiormente borseggi e scippi, soprattutto nei luoghi di mercato e, spesso, anche sui mezzi di trasporto pubblico. I fenomeni di criminalità predatoria, inoltre, sono più diffusi nei comuni medio-grandi.
Il confronto temporale dei dati sulle vittime, infine, registra che i gruppi sociali più a rischio di subire un reato non sono cambiati nel tempo (ad esempio, le donne continuano a subire più borseggi e scippi dei maschi mentre questi ultimi subiscono più aggressioni e rapine delle donne).
La percezione della sicurezza. Il rapporto sulla sicurezza in Emilia-Romagna si occupa anche della percezione della sicurezza da parte dei cittadini.
Sulla base di un sondaggio condotto dalla Regione alla fine nel 2010, la percezione della criminalità nella propria zona di residenza è ritenuta 'molto o abbastanza grave' dal 20% degli emiliano-romagnoli (il 2% in meno rispetto alla media italiana). Si tratta in prevalenza di donne (57% del totale), di persone residenti in comuni con oltre 50.000 abitanti (59%), con un'età tra i 25 e i 55 anni e con un titolo di studio e una professione medio-alte.
Di cosa si ha più paura? Tra i reati che generano più timore, ci sono i furti in appartamento e i crimini ai danni della persona (aggressioni, violenze, rapine), con la preoccupazione che aumenta tra chi vive in zone che considera più frequentate da persone "estranee" (tossicodipendenti, spacciatori, senza fissa dimora e nomadi). Cosa fanno le persone? Le forme di autotutela sono sostanzialmente legate ad evitare il pericolo: così se il 45% non frequenta luoghi potenzialmente pericolosi e il 32% mette la sicura all'auto, solo il 3% indica come forma autotutela il "portare qualcuno con se".
Bocchi, primo candidato a rispondere a Gcr
Priamo Bocchi, candidato sindaco per La Destra, interviene per chiarire la posizione sua, e del partito, relativa ai quesiti posti dal Comitato Gestione Corretta Rifiuti per i problemi inceneritore e centrali a biomassa (leggi l'articolo).
"Siamo contrari all'uso dell'inceneritore, la cui pericolosità per la salute pubblica è acclarata (vedasi recenti dati sull'aumento delle leucemie infantili a Brescia) e che sarebbe aggravata dalle particolari condizioni metereologico-ambientali della nostra città. Temiamo inoltre – si legge nel comunicato – un possibile danno d'immagine per le tante imprese agroalimentari legate alle produzioni tipiche della Food Valley".
"Riguardo alle centrali a biomassa, oltre alle suddette criticità, nutriamo perplessità di ordine 'etico'. Tali centrali, infatti – continua la nota stampa – non utilizzano solo scarti e sottoprodotti agricoli (a bassa resa) ma 'bruciano' prodotti agricoli quali cereali e mais. Crediamo che il suolo agricolo (sempre più scarso in relazione all'aumento della popolazione mondiale) ed i suoi prodotti debbano servire per sfamare le persone e non ad altri scopi. Oltretutto – conclude il candidato – senza i ragguardevoli e distorsivi contributi pubblici (1 kw di energia prodotta costa 22 centesimi ma per il mercato ne vale solo 7) tale sistema di produzione di energia non reggerebbe"
Pdl: giornata decisiva per la scelta del candidato
Ancora un direttivo in strada Farnese per il Pdl e il nome del candidato sindaco sarà reso noto. Le opzioni sono tante: dal coordinatore Buzzi all'ex consigliere Moine, da un esponente della cosiddetta società civile a qualche esponente pidiellino messo da parte negli ultimi tempi.
L'appuntamento è alle 18.00: salvo defezioni e fuoriuscite dell'ultimo, dovrebbe essere l'ultimo vertice in programma e poi sarà campagna elettorale anche per il Pdl
Tira e molla Guarnieri: ora Altra Politica apre a Fli
Tutti pazzi per Mary. Prima Ghiretti, poi Bernazzoli ci hanno provato e lei, Maria Teresa Guarnieri si lascia corteggiare e continua a prendere tempo con tutti. In poco più di due settimane ha fatto parlare molto di sé, attaccando quando ritenuto opportuno, mostrando i denti all'evenienza, ma, soprattutto, oscillando da un polo all'altro senza precisare mai a chiare lettere da che parte stare. Di certo no con Ubaldi, ma al di là di questo, non ha lasciato intendere nulla di più.
Con il candidato del Pd sembrava fatta e invece, proprio ieri, è toccato a Gabriella Biacchi, coordinatrice del guarnieriano movimento Altra Politica, scombussolare nuovamente le carte in tavola. "Dialogo vero con Enzo Raisi di Fli" avrebbe infatti detto la Biacchi. E figurarsi se a Futuro e Libertà l'appoggio del civismo 'made in Guarnieri' non dispiacerebbe affatto. Chissà come l'avrà presa Bernazzoli, che su questo appoggio era già certo. La telenovela continua.
Civiltà Parmigiana 'snobba' la Guarnieri: "Libera di arrampicarsi sugli specchi"
"Non saremo certo noi a discutere le scelte di schieramento (e le giravolte) della Guarnieri". E il batti e ribatti a distanza prosegue. Questa volta, però, a rispondere alle critiche mosse ad Ubaldi sono i sostenitori di Civiltà Parmigiana, i quali diramano una nota stampa subito dopo l'attacco ricevuto dalla leader di Altra Politica.
"Intende andare con il centrosinistra? Intende mettersi a disposizione di scelte e decisioni prese nelle segreterie dei partiti romani o negli uffici regionali? Intende correre con chi ha sempre sparato contro la nostra esperienza amministrativa (che dal 98 al 2007 ha fatto rinascere Parma) e in particolare contro le politiche sociali dellaGuarnieri stessa Intende riportare indietro le lancette della storia di Parma a prima della sua stessa attività politica? E' liberissima di farlo.
Però usi la cortesia politica e morale, nelle sue giustificazioni non richieste, di parlare di sè e per sè.Senza tirare in ballo altre persone. La rottura tra Elvio Ubaldi e l'amministrazione Vignali è stata chiara e netta diversi anni fa. La distanza tra il modo di amministrare di Elvio Ubaldi e quello che ha contraddistinto gli anni della Giunta Vignali è siderale.
Ubaldi, negli ultimi 5 anni, ha tenuto una posizione autonoma, non organica né alla maggioranza né all'opposizione. Tutte le scelte sbagliate, anche nei bilanci e negli strumenti urbanistici, lo hanno visto contrario. Ma non ha mai accettato di essere uno strumento del centrosinistra.
Tutte cose che i parmigiani sanno bene. Noi non ostacoleremo la Guarnieri nel suo arrampicarsi sugli specchi: deve essere già sufficientemente faticoso".
Guarnieri: "Ubaldi all'opposizione? Solo per astensioni da furbetto"
Gcr interroga i candidati sindaco: "Tre domande sul futuro di Parma"
"Si avvicina l'appuntamento con il voto del 6 maggio. Parma sceglierà il nuovo sindaco. Che sindaco vogliamo per la nostra città?". Se lo chiede il Gcr, il quale non perde tempo per sottoporre "i nostri 3 quesiti ai candidati al momento pronti sul via. Le risposte le pubblicheremo, se arriveranno, non appena lo schieramento dei partecipanti sarà completato. Nella nostra ricerca di un candidato che abbia posizioni chiare sull'impianto in costruzione ad Ugozzolo, utilizzeremo i 3 quesiti per porre ai cittadini il biglietto da visita ambientale dei singoli candidati. Per chi vorrà esprimere nel segreto dell'urna la propensione ad un futuro più sano e pulito, siamo convinti che sarà un utile strumento di riferimento e di confronto".
"Chiediamo risposte chiare, secche, motivate brevemente" aggiunge la nota di Gestione Corretta Rifiuti, che scrive " Gentile Candidato Sindaco della Città di Parma, vorremmo conoscere il suo pensiero in merito al Progetto alternativo di gestione-smaltimento dei rifiuti "Analisi di fattibilità Rifiuti Energia Parma" elaborato da Gcr con un team di ingegneri e chimici ambientali del nostro territorio, studio consegnato alla Provincia ed al Comune di Parma nel giugno 2010. Se lei venisse eletto sindaco di Parma, quali sono le iniziative che metterebbe in atto per bloccare la costruzione dell'inceneritore di Ugozzolo e per applicare una corretta gestione dei rifiuti che minimizzi il rifiuto residuo rendendo inutile e anti economico l'incenerimento? Qual'è la sua opinione sull'impatto sanitario-ambientale degli impianti di incenerimento dei rifiuti e sull'impatto delle centrali a biomasse previste sul nostro territorio?".
Paola Colla via dal Pdl. Sosterrà Ubaldi
Paola Colla lascia il Pdl. L'ex assessore alle Attività economiche della seconda Giunta Ubaldi e presidente di Ade fino allo scorso gennaio abbandona il Popolo della Libertà e appoggia la candidatura di Elvio Ubaldi, a capo di un raggruppamento moderato.
"E' necessario che tutte le donne, i giovani e gli uomini liberi si impegnino per proseguire in una esperienza amministrativa felicemente proposta nello scorso decennio e solo interrotta dalla travagliata esperienza del governo Vignali", sostiene la Colla.
A proposito delle prossime elezioni amministrative, l'ex assessore afferma: "La gravità di una situazione degenerata senza alcuna remissione negli ultimi anni mi ha imposto la scelta di rivolgermi all'elettorato della mia città, per stimolare la coscienza di quei tanti che hanno ancora voglia di spendersi, di credere nei buoni principi e nelle capacità di ben operare del ceto moderato".
L'appello di Paola Colla è rivolto soprattutto alle donne "che hanno condiviso per tanti anni l'esaltante percorso di civiltà e di progresso delle giunte Ubaldi" e ai giovani "che per la prima volta si accostano con giustificata diffidenza all'esperienza elettorale". A loro l'ex esponente del Pdl si rivolge per "proporre un percorso condiviso che attraverso la valorizzazione del vissuto conduca la città di Parma ad una nuova stagione di progettualità e di ideazioni".
E sulla scelta di abbandonare il Pdl, di cui non nega "i valori fondanti ed i principi", e di schierarsi a sostegno di Elvio Ubaldi, Paola Colla conclude: "Non è solo una questione di coerenza politica, ma anche una meditata opzione nell'interesse della città".
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