h/j

Nato tempo fa' per la promozione delle mie creazioni(dipinti e ceramica Raku)... poi quasi abbandonato... Ora ha ripreso vita x le news locali in previsione delle Amministrative 2012 su Parma. Questo nuovo progetto vuole essere un "riassunto" della rassegna stampa per seguire le vicende elettorali dei candidati sindaci e verranno menzionate altre cose importanti per il futuro di Parma. Chi vincerà? ;)
twitter

2012/03/13 rass st (parte3)























parmanews24

Cantiere irregolare in via S.Eurosia, fuggono gli operai



Alla domanda dei tecnici della Cassa Edile di Parma di esibire i tesserini identificativi, tre operai sono fuggiti nei campi, lasciando perdere le proprie tracce. E' successo due giorni fa, in un cantiere senza recinzioni in via Sant'Eurosia. I tecnici della Cassa Edile stavano svolgendo un normale servizio di verifica: è stato allora richiesto, per procedere alla verifica sul cantiere, l'intervento della Polizia Municipale. Ed è emerso che il committente è un'impresa campana che ha appaltato i lavori a una ditta dello stesso territorio, la quale li ha subappaltati ad altra azienda della medesima regione. Il Durc (documento unico di regolarità contributiva) di quest'ultima è risultato irregolare. Le autorità hanno constatato che nel cantiere non veniva rispettata la più elementare norma di sicurezza: gli operai lavoravano in un contesto di assoluta precarietà, privi di ogni minima protezione.

Caso Cft, la Cgil annuncia 8 ore sciopero


"I lavoratori della Catelli Food Technology (Rossi & Catelli e Manzini) sono da oltre due mesi in lotta per difendere il proprio posto di lavoro. Su ben 36 di loro, infatti, come è ormai risaputo, incombe una procedura di mobilità. Si tratta, come la Fiom ha più volte ribadito, di veri e propri licenziamenti mascherati". La Cgil torna a parlare di Cft, annunciando, attraverso una nota stampa, un nuovo sciopero di 8 indetto per giovedì 15 marzo.
 

"Ancora oggi, dopo lunghe trattative, presidi e scioperi, l'azienda non accetta nessuna delle proposte alternative avanzate dai sindacati e dalla RSU, come la cassa integrazione a rotazione o il contratto di solidarietà, rimanendo sulle sue posizioni con l'obiettivo di mettere in strada 36 lavoratori. I cittadini di Parma non possono volgere lo sguardo altrove e lasciare al loro destino quei lavoratori. Va ricordato che la proprietà è parmigiana ed è una delle eredi storiche delle più importanti aziende del settore della meccanica agro-alimentare.
Per mantenere alta l'attenzione del territorio su questa delicata vertenza, il prossimo giovedì 15 marzo, in occasione dell'incontro del Tavolo tecnico che si svolgerà presso la sede della Provincia in viale Martiri della Libertà tra la direzione aziendale, i sindacati di categoria, l'UPI e il dirigente provinciale Gabriele Marzano, è proclamato uno sciopero di 8 ore con presidio, davanti alla stessa sede, di tutti i lavoratori Cft. Saranno presenti, in solidarietà, delegazioni di altre aziende metal meccaniche della provincia".
"Queste 8 ore – precisa Antonella Stasi, segretaria generale della Fiom Cgil di Parmasi aggiungono alle 30 ore già effettuate nelle scorse settimane, un mobilitazione che sta richiedendo ai lavoratori grandi sacrifici, dei quali occorre pure tenere conto. Una scelta dalla quale non intendono tornare indietro, nella convinzione che l'obiettivo di salvare quei 36 posti di lavoro meriti tale impegno. Noi, come sindacato, non possiamo che sostenerli fino in fondo".

Ghiretti sull'Oltretorrente: "Occorrono più regole"

Roberto Ghiretti"Superare i consigli di quartiere con una rivoluzione a costo zero". E' quanto ha proposto Roberto Ghiretti, candidato sindaco di Parma Unita, agli abitanti dell'Oltretorrente durante l'incontro pubblico di lunedì sera alla Corale Verdi.
"Prima di tutto nomineremo un referente che ascolti erenda conto delle problematiche del quartiere all'amministrazione; in ogni quartiere saranno poi istituite consulte degli enti esponenziali: ci saranno il rappresentante delle associazioni, delle imprese, dei commercianti, delle società sportive, delle scuole, della parrocchia e così via. Infine, almeno una volta al mese, un assessore va nel quartiere a confrontarsi con le persone. Stessa cosa farò io da sindaco, che sarò presente almeno una volta all'anno in ogni quartiere. Noi diciamo basta alle consulenze strapagate e spesso inutili preferiamo incentivare le consulte dei cittadini. Così facendo, l'amministrazione pubblica garantisce la massima garanzia di trasparenza: metterci la faccia".
Altro tema fondamentale affrontato è la sicurezza. "Non bastano le iniziative spot –dice Ghiretti - ma la sicurezza va affrontata su almeno tre fronti: la sicurezza dell'oggi, la sicurezza a medio termine e, infine, quella a lungo termine. Alle necessità immediate devono sopperire le Forze dell'Ordine, mentre per un discorso a medio termine occorre intensificare l'impiego di telecamere e tecnologia, presidiare i luoghi più critici, ma anche inserire associazioni per tenere puliti, in tutti i sensi, i parchi e i luoghi di aggregazione. Ma bisogna anche guardare lontano, rafforzando quei soggetti (ad esempio scuole, associazioni, società sportive) che fanno coesione sociale e cultura, nel senso che educano alla socialità e che offrono modelli che non sono solo il divertimento notturno. E' così che possiamo diminuire il disagio nel futuro, favorendo un'integrazione reale, non l'emarginazione". E sulle lamentale dei residenti per l'esponenziale crescita della vita notturna di via D'Azeglio, Ghiretti è chiaro: "Occorrono regole, da far rispettare anche con i dovuti controlli. Non si può però togliere tutto: l'Oltretorrente deve essere un quartiere vivo, non morto".
Infine, il candidato di Parma Unita precisa che"non abbiamo partiti alle spalle. A breve presenteremo il nostro gruppo, fatto di facce nuove che non provengono dalla politica, di gente trasparente, onesta, con senso civico e massima competenza nei propri settori. E tanta voglia di fare il bene della città con spirito di servizio".



Rete Diritti in Casa: "Sgombero in arrivo in Via Bengasi"

Rete Diritti in Casa: "Sgombero in arrivo in Via Bengasi"La 'Rete Diritti in Casa' di Parma ha rilasciato un comunicato in merito all'imminente sgombero di un palazzo occupato in via Bengasi: "Nel novembre 2010, 13 appartamenti abbandonati da anni in un palazzo di proprietà privata situato in via Bengasi 2 e 4 erano stati occupati da 3 famiglie e una cinquantina di lavoratori migranti single. Questi lavoratori, molti del comparto edile, hanno perso il lavoro in seguito alla crisi o hanno occupazioni precarie che non consentono loro di accedere ad un alloggio a canone di mercato, considerati i costi correnti degli affitti.
Si tratta di lavoratori con un alto livello di mobilità geografica, alcuni dei quali hanno abitato solo per brevi periodi negli alloggi di via Bengasi di frequente, spostandosi alla ricerca di un lavoro in altre città italiane, in Francia, ultimamente in Libia.
Nel tempo il palazzo ha accolto diversi migranti provenienti dalla Tunisia e dotati di permesso umanitario. Due delle tre famiglie occupanti hanno trovato nel tempo una soluzione alternativa e hanno ceduto il posto ad altre persone in stato di necessità.
Tutte queste persone sono state escluse dalle strutture di prima accoglienza del Comune (dormitori e case di accoglienza) o non hanno potuto accedere, vista la scarsa consistenza, ai progetti di accoglienza per i profughi dal Nord Africa. Via Bengasi ha quindi rappresentato per decine e decine di persone l'unico rifugio minimamente accogliente che ha evitato loro di dormire all'addiaccio, opperendo degnamente alle mancanze delle strutture comunali, dove vige, tra l'altro, una gestione rigida ed escludente (accoglienza solo notturna e per massimo 2 mesi, divieto di consumare i pasti etc).
Sappiamo che lo sgombero del palazzo occupato è imminente: i primi sentori di un intervento c'erano già stati, tra l'altro, quando Iren è intervenuta per staccare le utenze.
Il problema è che si prospetta uno sgombero senza alternative e che quindi gli attuali abitanti di Via Bengasi rischiano di essere buttati per strada.
La Rete Diritti in Casa e gli occupanti sono più volte intervenuti, con 3 lettere al prefetto e vari presidi, per sollecitare un piano di interventi che garantisse una soluzione alternativa a chi è stato costretto per necessità a ricorrere all'occupazione. Oggi si prospetta, in assenza di interventi di qualsiasi tipo da parte delle istituzioni, una risposta di tipo esclusivamente repressivo.
E' un ulteriore brutto segnale per questa città, che ignora gli appelli che da 10 anni a questa parte il movimento di lotta per la casa lancia in merito agli sfratti e all'emergenza abitativa. Una città colpevole di aver deliberatamente abbandonato qualsiasi progetto di intervento serio in materia di edilizia residenziale pubblica (case popolari) per concentrare finanziamenti e progetti nell'housing sociale, che aggiunge altra edilizia convenzionata alle centinaia di appartamenti di edilizia convenzionata (in buona parte invenduti) già esistenti a scapito dell'edilizia popolare a canone sociale, in un percorso di sostanziale privatizzazione dell'edilizia residenziale pubblica.
L'edificio di via Bengasi sarà abbattuto, considerata la debolezza strutturale, peggiorata tra l'altro dopo i recenti terremoti, per far posto a un intervento immobiliare di tipo speculativo. Gli attuali abitanti hanno diritto a una risposta dignitosa ai loro bisogni.
Chiaramente se ciò non avverrà saremo al loro fianco per garantire il rispetto dei loro diritti. Invitiamo tutti a partecipare attivamente alle iniziative che si svolgeranno per impedire che così tante persone finiscano in strada".

...............................................
http://www.parmapress24.it/
POVERA PARMA: L'ALTRA FACCIA DELLA CITTA' – Si scrive povertà, si legge abbandono ed esclusione
Sono le 11 di un normalissimo mercoledì mattina. A pochi metri dalle vie dello shopping, negli uffici Caritas di Piazza Duomo, si consuma, come ogni giorno, il dramma di centinaia di persone. Con gli occhi bassi e la mente assorta aspettano. Un aiuto, forse, o semplicemente una parola di conforto. Ce ne sono tante di persone questa mattina alla Caritas. Molti sono stranieri: si sente dai loro accenti, si vede dal colore della loro pelle.
"C'è sempre tanta gente", sussurra con accento parmigiano una donna seduta nella sala d'aspetto dell'ufficio al primo piano. Si chiama Anna e ha 47 anni. Ha perso il lavoro qualche mese fa, due figli piccoli da crescere e un marito in cassa integrazione. La sua è una storia come molte in Italia.
Immigrati, disoccupati, precari, separati. Sono loro, i nuovi poveri. E no, non stiamo parlando di persone che non possono permettersi di comprare l'ultimo modello dell'auto pubblicizzata, di pagarsi una settimana di vacanza o di acquistare l'ultimo supertecnologico cellulare. Parliamo di poveri. Nel senso più stretto del termine. Persone che non possono permettersi un pasto, dei vestiti e spesso neanche un posto per dormire.
E non siamo in un paese del terzo mondo. Siamo in Italia, a Parma. I dati del rapporto 2011, stilato dalla Caritas e dalla Fondazione Zancan, parlano chiaro: nel nostro paese oltre 8 milioni di cittadini vivono in condizioni di povertà. Un aumento esponenziale nell'ultimo anno e un abbassamento sostanziale dell'età. Oltre il 20% delle persone che si rivolgono ai centri di ascolto diffusi su tutta la Penisola ha meno di 35 anni.
I picchi più alti al sud, ma la situazione non è migliore nel più ricco e sviluppato nord. Neppure a Parma, che pure tra i comuni dell'Emilia-Romagna spicca per la spesa sociale e gli investimenti nel welfare.
Si scrive povertà, ma si legge esclusione, mancanza di diritti, abbandono. Perché la povertà non è solo un fatto economico. Anziani soli, alcolisti, tossicodipendenti e famiglie monogenitoriali: su queste e su tante altre realtà di Parma e della provincia si focalizza l'attenzione dell'Osservatorio Provinciale sulle Politiche Sociali (OPPS), che ha sede presso l'Assessorato ai Servizi Sociali e alla Sanità della Provincia di Parma, dove il fenomeno della povertà è in aumento. Tra le cause principali i devastanti effetti che la crisi economica ha avuto sul mercato del lavoro, sempre più precario. E ad essere più colpite sono le fasce deboli della popolazione: immigrati, famiglie monoreddito, persone sole o famiglie monogenitoriali.
Tante le realtà che operano sul territorio di Parma per arginare il fenomeno della povertà e dare sostegno economico e solidarietà alle centinaia di nuovi poveri. Una nota stonata nella ricca Parma. Un numero che in piena recessione tende a crescere. Lo dimostrano gli oltre 150 pasti che ogni giorno preparano i volontari della mensa di Padre Lino, in via Imbriani.
"In due anni e mezzo abbiamo quasi raddoppiato il numero degli utenti", afferma Padre Vittorio Schiavetta, direttore da oltre cinque anni della mensa. E ad essere cambiato, per effetto della crisi, non è solo il numero delle persone che per un pasto caldo si rivolgono alla mensa di via Imbriani.
Con lui proviamo a tracciare un profilo dei nuovi poveri. "Un tempo erano quasi esclusivamente extracomunitari, persone provenienti dall'Africa o dai paesi dell'Est. Oggi, invece, sono numerosi anche gli italiani e i parmigiani. A dimostrazione del fatto che questa crisi ha intaccato davvero tutti".
Chi sono a Parma i nuovi poveri? "Sono persone che hanno perso il lavoro o il cui orario di impiego è stato ridotto, con un drastico taglio di stipendio", ci dice Padre Vittorio, che tiene a sottolineare come la mensa in questione non riceva alcun contributo da Comune, Provincia o Regione. "Viviamo delle donazioni dei benefattori e del contributo dei social market – sostiene – che ogni mattina distribuiscono cibarie in via di scadenza, ancora commestibili, e ci permettono di sfamare gli oltre 150 utenti della mensa".
C'è poi un'altra categoria di nuovi poveri, numerosa e silenziosa. Sono i padri separati. Uomini che si separano, perdono il posto di lavoro, spesso sbattuti fuori casa, costretti a trovarsene una nuova e a pagare dei costi per alimenti e mantenimento a volte superiori alle loro reali possibilità economiche. In molti casi la loro è una triste parabola. "Un elemento del tutto nuovo rispetto a qualche anno fa", afferma ancora il francescano. Un numero in crescita tra le centinaia di persone che, ogni giorno, si mettono in fila davanti alla mensa di Padre Lino per un pasto caldo.
A guardarli, sui loro volti si legge la disperazione, la sofferenza e un senso di frustrazione. E c'è un velo di pudore negli sguardi delle decine e decine di persone che ogni giorno affollano gli uffici Caritas di Piazza Duomo. Una sorta di sommessa vergogna e taciuta umiliazione dietro quelle richieste di aiuto che sembrano così lontane dal volto bello di questa città e così disperatamente 'stonate' rispetto a tutta questa modernità.

Lotta antimafia, studenti in prima fila
Provincia di Parma e Regione firmano l'accordo di programma che dà il via al progetto
Un'iniziativa di rete per contrastare un fenomeno che riguarda anche il nostro territorio: un "patto" che coinvolge più soggetti e che fa seguito al protocollo firmato lo scorso 19 dicembre da Prefettura e Provincia di Parma proprio per sperimentare progetti e azioni di prevenzione delle infiltrazioni mafiose nei circuiti legali del sistema socio-economico parmense, in particolare nell'ambito immobiliare.
Con questo progetto, che è un progetto pilota, si fa antimafia sociale. Quello che si fa con questa iniziativa può essere davvero un esempio per altre realtà". Parola di Tonio Dell'Olio, responsabile dell'area internazionale dell'Ufficio di presidenza di Libera. Miglior biglietto da visita il progetto "Tessere la legalità", macro-azione di prevenzione e contrasto alle infiltrazioni mafiose promossa dalla Provincia di Parma e cofinanziata dalla Regione Emilia Romagna, non poteva sperarlo. Un'iniziativa di rete per contrastare un fenomeno che riguarda anche il nostro territorio: un "patto" che coinvolge più soggetti e che fa seguito al protocollo firmato lo scorso 19 dicembre da Prefettura e Provincia di Parma proprio per sperimentare progetti e azioni di prevenzione delle infiltrazioni mafiose nei circuiti legali del sistema socio-economico parmense, in particolare nell'ambito immobiliare.
Oggi in Provincia il via ufficiale con la firma dell'accordo di programma da parte di Provincia e Regione. 62.000 euro il costo complessivo del progetto, di cui 31.000 finanziati dalla Regione. "È un impegno importante nel nome della legalità, sancito ufficialmente dalle istituzioni e partecipato da tanti soggetti: l'idea è proprio quella di lavorare tutti insieme contro le infiltrazioni mafiose", ha detto in apertura l'assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani.
Quattro le azioni previste. Tra queste la costruzione di un sistema di rilevazione informatico volto alla prevenzione di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo mafioso, da realizzarsi in collaborazione con l'Itis Leonardo da Vinci di Parma; il sistema di rilevazione con banca dati costituisce una declinazione operativa di quanto previsto dal protocollo siglato in Prefettura. Tra le altre azioni un ciclo di incontri formativi per funzionari pubblici, una serie di laboratori nelle scuole superiori del territorio e una rassegna di appuntamenti tematici con la proiezione di film italiani sulla lotta alla mafia e l'incontro con testimoni eccellenti. "In questa rete avete compreso quale sia la difficoltà maggiore per noi istituzioni: capire come l'infiltrazione avviene sul territorio. Questo è un aspetto molto importante. L'infiltrazione mafiosa nella nostra regione, sui nostri territori, c'è. Bisogna esserne consapevoli, valutare bene come avviene, e reagire. Lo si può fare appunto attraverso una rete, insieme, e formando le persone a riconoscere questi fenomeni, che sono un cancro per la società. Per fare affari la mafia ha bisogno di silenzio e di relazioni: noi non dobbiamo stare in silenzio e dobbiamo fare in modo che non esistano relazioni, romperle in continuazione. E toglierle il patrimonio, il denaro, l'investimento; perché qui l'infiltrazione è questo: silenzio e molto denaro che gira", ha commentato la vice presidente della Regione Simonetta Saliera, sottolineando in particolare il valore dei percorsi formativi di educazione alla legalità per studenti e operatori. "Si riesce a ottenere un risultato significativo solo se l'impegno è non di un soggetto ma di una comunità. Bisogna far capire che "di qui non si passa", e per questo non bastano le iniziative spot ma serve un percorso quotidiano: noi nel nostro piccolo come Provincia abbiamo cercato di farlo in questi anni", ha osservato il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, che ha aggiunto: "Parma ha degli anticorpi, li ha storicamente, ma non è esente dal rischio, soprattutto in momenti di crisi come questo. Dobbiamo rafforzare gli anticorpi. Ora andiamo avanti su questa strada: da un lato con stumenti specifici per mettere sotto la lente d'ingrandimento settori a rischio e dall'altro con la formazione. Lavorare con i giovani affinché acquisiscano consapevolezza ma anche senso civico è fondamentale". Anche dal prefetto Luigi Viana una sottolineatura per il lavoro di squadra: "È importante che ci siano l'impegno di tutti e una forte attenzione, soprattutto nella misura in cui nel nostro territorio i meccanismi di infiltrazione seguono canalizzazioni in percorsi che sono apparentemente legali", ha detto, rimacando a sua volta il valore del coinvolgimento dei giovani: "La formazione a una legalità quotidiana delle nuove generazioni è un imperativo categorico. Così si riusciranno a scalzare anche nel nostro territorio questi tentativi di depauperamento dei valori fondamentali".
Agli studenti sarà assegnato anche un ruolo operativo: la costruzione di un sistema di rilevazione informatico volto alla prevenzione di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo mafioso sarà infatti realizzata in collaborazione con l'Itis Leonardo da Vinci di Parma. "Se la legalità è un tessuto, necessita di un ordito e di una trama. Mi piace pensare che le istituzioni si sono ritenute ordito e hanno fatto la proposta come garanti della legalità, e che la trama possa essere costruita dai nostri studenti, come emblema dei giovani. In questo protagonismo concreto sta il desiderio di presente e di futuro dei nostri ragazzi", ha osservato la preside Maria Pia Bariggi, che con il presidente Bernazzoli ha firmato un protocollo ad hoc. E il protagonismo dei ragazzi è stato richiamato anche da Tonio Dell'Olio di Libera: "Oggi le mafie sono un vero e proprio sistema complesso di interconnessioni, non dobbiamo più cercare la vecchia fotografia ingiallita con la coppola e la lupara. I numeri dicono tanto: il presidente della Commissione antimafia ha dichiarato che il "fatturato" annuo delle tre famiglie malavitose italiane è di 130-150 miliardi di euro. E in un momento come questo, in cui c'è sete di denaro fresco, l'unico soggetto che si impone è quello criminale. Per contrastare tutto ciò non servono solo gli strumenti di repressione: quella che si fa con questo progetto è antimafia sociale, interconnessione tra istituzioni e società civile. Questo è un progetto pilota perché gli studenti non sono solo i destinatari di un'azione educativa ma sono protagonisti, e saranno loro a insegnarci come monitorare il territorio". Proprio per questo, per sottolineare il protagonismo dei ragazzi, Dell'Olio ha invitato gli studenti in sala a firmare a loro volta il protocollo.

Tutte le verità di Giovanni Paolo Bernini
Dopo 21 giorni di carcere e 2 mesi di domiciliari l'ex assessore riparte da Roma
Bernini si è affidato a un terzo avvocato, romano, per tutelare la propria immagine dalle tante storie, reali presunte o diffamatorie, comparse sulla stampa dopo il suo arresto. E proprio da Roma ha deciso di ripartire con la sua vita lavorativa
Il 26 marzo saranno trascorsi sei mesi dallo tsunami che ha coinvolto il Comune di Parma. Proprio 6 mesi fa, infatti, si portò a termine l'ultima inchiesta della Guardia di Finanza, Easy Money, che diede il colpo di grazia all'amministrazione Vignali, facendo finire in manette un assessore del Pdl, Giovanni Paolo Bernini, un suo collaboratore, Paolo Signorini, e due imprenditori parmigiani, ovvero Mauro Tarana e Antonio Martelli. E se quest'ultimo è stato scagionato dal tribunale del Riesame di Bologna, che ha dichiarato che Bernini non avrebbe influito in alcun modo sulla decisione di cambio di destinazione dell'appezzamento di terra in cui è sorto l'asilo nido Mary Poppins, gli altri sono in attesa che venga depositato il fascicolo che contiene le richieste dei pm a loro carico. Dopo mesi di interrogatori, carcere e domiciliari sono comunque tornati tutti in libertà. E l'unico ad aver fatto perdere le tracce, non rilasciando nemmeno una dichiarazione alla stampa, è stato Giovanni Paolo Bernini, che in men che non si dica è passato da essere "uomo immagine del Comune" a il centro di pettegolezzi, accuse e critiche di ogni sorta.
A sei mesi di distanza siamo voluti andare a vedere cos'era successo nella vita dell'ex assessore Bernini. Dopo 21 giorni di carcere a Forlì, molto sofferti, dato che ha dovuto faticare per vedere dopo settimane la moglie e i famigliari, ha scontato due mesi di arresti domiciliari nella sua casa parmigiana. In questi due mesi si è dedicato a fare l'uomo di casa, portando a termine alcuni lavori domestici, ristrutturando casa e dedicandosi ai suoi hobbies. Tutta la famiglia ha reagito con molta forza e nessuno si è lasciato travolgere dall'inchiesta e i suoi strascichi di immagine:  lo stesso Bernini, conclusi i domiciliari, si è dato da fare per ritornare in attività. Al momento, infatti, fa il pendolare ogni settimana: lavora a Roma, nel ramo del commerciale di un'azienda privata. Bernini non vuole dichiarare nulla alla stampa. Ma ambienti a lui vicini sono certi che dopo il 26 marzo, e quindi conoscerà la situazione dell'inchiesta, sarà il primo a esprimere la sua opinione sui fatti ai giornalisti, togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa su responsabilità dei fatti e inesattezze riportate. Pare infatti che siano molti i punti su cui Bernini rifiuta le accuse che in questi mesi gli sono state rivolte. A partire dalle famose 90 multe che la stampa affermava avesse voluto far togliere a proprio suocero. I suoi stessi famigliari, infatti, avevano sostenuto che le multe erano state prese in quando l'uomo accompagnava la moglie, ammalata, al don Gnocchi e proprio a giugno é stato un giudice di pace ad annullarle.
Secondo i ben informati, i punti su cui Bernini si difenderà ribattendo la sua verità sono anche molti altri. E proprio per questi  interrogativi la sua difesa è ancora in fase di studio della procedura da seguire in tribunale: ovvero, nel caso in cui ci fosse un rinvio a giudizio, se chiedere il rito abbreviato o meno. Tanti i punti oscuri. Come ad esempio le accuse a lui rivolte di aver chiesto una tangente a un imprenditore e poiché non gliela dava, avrebbe minacciato di chiamare la moglie. Accuse che in realtà sembrerebbero svanite in quanto sollevate dal fatto che gli inquirenti avevano trovato in casa di Bernini un assegno di 4mila euro. La sua difesa precisa però che era firmato da un agente di commercio e non da un imprenditore, a  cui Bernini aveva prestato dei soldi anni prima, in quando amici d'infanzia: soldi mai ricevuti visto che lo stesso assegno, che ora è stato dissequestrato e restituito alla famiglia Bernini, sarebbe risultato scoperto. Proprio per tutelarsi dalle conseguenze delle tante storie – reali, presunte o errate - emerse sui giornali in questi mesi, anche con foto non corrispondenti all'inchiesta Easy money e alla sua persona, Bernini si è infatti affidato a un terzo avvocato, romano, ovvero lo studio Marzocchi e Buratti.

Altra questione è il famoso IPad, che l'ex assessore avrebbe ricevuto in regalo dall'imprenditore Martelli. Un Ipad che secondo lo stesso tribunale del Riesame di Bologna avrebbe definito non correlato alla modifica della destinazione d'uso dell'area di via Emilia Est, che avvenne a gennaio 2009, su cui Bernini non sarebbe intervenuto.

L'unica cosa certa è che il rapporto tra Bernini e il suo ex collaboratore, Paolo Signorini, si è incrinato, sia a causa della linea difensiva di quest'ultimo, che si è definito "vittima" mossa dal suo assessore, sia per i toni usati durante le intercettazioni con gli imprenditori, di cui pare Bernini sia rimasto molto amareggiato. Amareggiato come anche per il fatto che sulla stampa sia stato scritto di tutto di più sull'ormai famoso incontro tra il parmigiano e il fratello del boss della camorra Zagaria, avvenuto a Roma nel 2003: qualcuno l'ha descritta come una cena, altri un pranzo, altri ancora un incontro privato in casa. In realtà, spiegano fonti vicine a Bernini, si trattava di un incontro improvvisato alle 9 del mattino, per una colazione all'hotel San Regis hotel a Roma, alla presenza di altri politici parmigiani che avrebbero invitato Bernini all'oscuro della reale identità dell'ospite. Un incontro finito in quello stesso momento, come anche ha affermato la giustizia italiana, dato che non ci sono stati più contatti da allora tra i due personaggi. Del resto Bernini non è mai stato indagato per tale motivo.
Cosa succederà ora? Bernini aspetterà il 26 marzo e poi, solo allora, deciderà che strategia mettere in atto, cercando la scelta migliore per sé stesso e la propria famiglia.
Caterina Zanirato

"Noi per Parma": battesimo ufficiale con... Lavagetto in platea
Alla prima dell'associazione anche l'ex assessore comunale


Cosa ci faceva Gianpaolo Lavagetto al battesimo ufficiale di "Noi per Parma"? L'ex assessore comunale, infatti, era in sala alla presentazione di "Noi per Parma", associazione costituita un paio di mesi fa e che ora esce allo scoperto in piena campagna elettorale.
 "Vicini ai giovani" la mission del gruppo, come ribadito dal presidente Giovanni Cunetto anche se la vera notizia non è np questa né che l'associazione stia pensando che candidato sostenere dopo aver valutato da vicino i programmi dei singoli uomini in corsa per la poltrona di primo cittadino. La news, come detto, è un'altra: che nel cinema affittato per l'occasione, ci fosse anche una vecchia conoscenza della politica cittadina, proprio Lavagetto, amministratore finito nell'occhio del ciclone qualche tempo fa per lo scandalo delle incursioni nei siti porno dal cellulare di servizio.
Ultimamente ai margini della politica che conta, probabilmente anche per volontà propria, l'ex assessore - immortalato nella foto che ha fatto ormai storia e nella quale sorregge fisicamente con un altro ex collega di giunta, Giovanni Maria Bernini proprio il sindaco Vignali portato sulle spalle in trionfo nell'immediatezza dell'annuncio della vittoria e dell'elezione - avrebbe dunque "battezzato" chi sostenere in questa campagna elettorale o quanto meno sarebbe fortemente interessato a conoscere più da vicino le proposte di Cunetto e soci.

Non certo la scelta più diretta per rientrare nell'arena politica, almeno quella di un certo livello: non ce ne voglia nessuno, ma un gruppo di poche centinaia di persone che punta oltre il mese a toccare quota mille unità a due mesi dal voto amministrativo e che pubblicamente ammette di non avere velleità politiche è ben poca cosa per sperare in un risultato che possa incidere anche minimamente nei giochi elettorali
.................................................
repubblica pr

61 commenti a "Guarnieri: mi schiero con Bernazzoli" (sono troppi da scaricare!!! da leggere!!!)


"Amianto killer", incontro
nella terra delle pietre verdi

A Borgo Val di Taro sabato 17 incontro pubblico sul tema dei rischi per la salute legati all'amianto. Invito anche per il presidente della provincia Bernazzoli

Una serata tutta dedicata all'emergenza amianto. Rischio concreto anche nella provincia di Parma per la presenza di numerose siti estrattivi di ofioliti o pietre verdi. Proprio a Borgo Val di Taro si trova la cava delle Predelle denunciata a più riprese dai cittadini come pericolosa per la salute e impattante per l'ambiente (LA STORIA). Situazione condivisa anche da Bardi dove la cava per decisione del Comune è ancora attiva (LEGGI)
Così il comitato "No cava Le Predelle" ha organizzato con la collaborazione dell'associazione italiana Esposti all'amianto una serata tutta dedicata al tema. Sabato 17 si terrà incontro pubblico nella Sala Imbriani (inizio alle 20.30) di via Corridoni che vedrà la partecipazione di esperti e medici. Interverranno tra gli altri Amando Vanotto presidente dell'associazione Esposti all'aminato, Pierlado Canessa, primario di pneumologia a Sarzana e Barbara Fidenza responsabile dell'associazione Esposti all'amianto della Liguria. 
Il comitato ha esteso l'invito anche alle autorità locali, a cominciare dal presidente della Provincia
Vincenzo Bernazzoli, il sindaco di Borgotaro e l'intero consiglio comunale, le forze politiche. Invitati anche l'Arpa di Fidenza e le associazioni ambientaliste. 

Ascom: varchi non abbassano lo smog e desertificano il centro

Ascom interviene con una nota sulle recenti decisioni del Comune in materia di mobilità.
Prendiamo spunto dalla decisione dell'Amministrazione Comunale di cancellare i provvedimenti che negli ultimi mesi avevano dato la possibilità di accedere al centro storico il sabato pomeriggio e la domenica mattina, per ribadire alcune considerazioni.
La scelta di mantenere aperto, almeno parzialmente, il centro storico in orari estremamente importanti sia per le attività che per le famiglie residenti in centro,  quali appunto il sabato pomeriggio e la domenica mattina, ha sicuramente apportato in questi mesi importanti benefici per mantenere il centro storico vivo e frequentato.
Con questa nuova chiusura, cui si va ad aggiungere anche la recente decisione di estendere le ZTL con contestuale riaccensione dei varchi elettronici in orario notturno dalle 23 alle 3, a soffrire di più saranno ancora una volta gli operatori, commerciali e turistici  quali negozi, bar, ristoranti e alberghi, del nostro centro storico, proprio in un momento in cui le nostre imprese, al contrario, avrebbero più bisogno di sostegno e supporto per sopravvivere alla grave crisi economica che sta duramente colpendo i fatturati delle attività.
Auspichiamo quindi che la decisione di riaccendere i varchi non sia dovuta ad un mero calcolo economico, perché al contrario, i costi sia diretti che indiretti, che l'Amministrazione dovrebbe sostenere in seguito ad una possibile desertificazione dell'intero comparto, risulterebbero ben più elevati dei potenziali introiti derivanti da possibili multe.
Come Associazione abbiamo più volte ribadito, anche pubblicamente, come tali provvedimenti, a nostro avviso, non siano idonei a risolvere il problema dell'inquinamento, della congestione del centro storico né tantomeno dell'abbattimento delle pm 10 e pertanto chiediamo con forza che l'accesso al centro storico di sabato e domenica venga istituzionalizzato.
Ascom allega le firma di un campione di 50 operatori del centro storico LE FIRME

5 commenti a "Ascom: varchi non abbassano lo smog e desertificano il centro"

  1. stefi scrive:
    Ottima idea l'elenco delle firme. Da oggi cercherò di EVITARE quei negozi che si sono firmati. Ma questi commercianti pensano che senza auto la gente non vada in centro? Ma non si rendono conto che in tutta Europa i centri sono chiusi al traffico e la gente passeggia e spende ugualmente? Se fosse per loro farebbero parcheggiare le auto dentro al Duomo di Parma…
  2. aar scrive:
    e cosa ci azzeccano i centri commerciali se si parla di chiusura notturna
  3. Piergiorgio scrive:
    Il centro storico sta morendo, proprio per colpa di iniziative come queste che a fronte di vantaggi inesistenti, allontanano la popolazione dal Centro Storico. Lo dico da orgoglioso abitante del Centro Storico, che vede scomparire negozi uno dopo l'altro e scomparire le persone, sempre più attratte da centri commerciali vari, piuttosto che dal nostro bellissimo borgo. Bisogna incrementare l'interesse delle persone, non creare inutili disagi. Ma quante auto circolano nel centro la notte? Qual'è il reale vantaggio ambientale?
  4. Angelo scrive:
    Per disinquinare il centro storico bisogna cancellare quei commercianti che pensano solo al loro guadagno infischiandosene della salute dei cittadini e delle famiglie residenti
  5. francesca scrive:
    sapete, che credevo fossero le persone ade animare una città non la fila delle macchine . devo essermi sbagliata. cammino volentieri per i negozi del centro e non mi sogno di brontolare se devo usare il parcheggio scambiatore. scusate commercianti se non sapete fare decenti proposte alternative per risolvere le questioni in campo molti di noi attenti davvero alla prevezione nella salute, diserteranno il centro una volta per sempre. come dice marzullo fatevi delle domande e datevi delle risposte. non siate pigramente conservatori.
 

Manno (Pdci) "Non disperdiamo i voti della sinistra"

Il segretario dei Comunisti Italiani Ettore Manno interviene in merito all'invito rivolto anche al Pdci da Rifondazione e Parma bene comune dichiarando che "l'invito è certamente gradito ma ricordo che da sempre cultura e prassi dei comunisti in Italia non sono quella della contestazione ad ogni costo, pure condivisibile nel merito, quanto piuttosto quella di costruire un'opposizione ed un'alternativa alla destra anche con accorte politiche di alleanze – oggi: il centrosinistra – che consentano, ad esempio, di poter governare la città in questo momento di difficoltà economica, politica, culturale e sociale". Manno, poi, dopo aver a sua volta invitato "tutte le forze della sinistra a non disperdersi in liste diverse", sottolinea come la scelta di stare nel centrosinistra è proprio quella che va nella direzione della "costruzione di un centrosinistra più vicino ai bisogni delle persone e delle classi sociali più in difficoltà".
"Occorre vincere le elezioni ed occorre che la sinistra sia presente e forte nella nuova coalizione di governo: per questa ragione il Pdci ha scelto di sostenere la candidatura di Bernazzoli perché il centrosinistra non resti sguarnito di quella componente comunista indispensabile al buon governo della città. Mettere a rischio la vittoria del centrosinistra dopo i disastrosi 15 anni di governo della destra – conclude Manno – è una responsabilità che non ci si può permettere e che noi non vogliamo avere. La nostra priorità è che il centrosinistra vinca le elezioni e vogliamo esserne partecipi perché i valori della sinistra, del lavoro e della Resistenza non vengano meno. Ora, dunque, è importante che gli elettori di sinistra non disperdano il loro voto ma sostengano l'unica coalizione che potrà vincere le prossime elezioni e, all'interno di essa, sostengano l'unica forza
comunista, il Pdci".
6 commenti a "Manno (Pdci) "Non disperdiamo i voti della sinistra""
  1. michele scrive:
    concordo assolutamente con Davide non appoggerò mai una coalizione guidata da Bernazzoli Sindaco e la Guarnieri Vicesindaco é uno schoiaffo insopportabile alla sinistra.
  2. francesca scrive:
    caro dario ma tu lo sai che differenza c'è tra una strada ad alta densità di traffico su gomma e una metropolitana leggera? informati e poi mi saprai dire ..
  3. davide scrive:
    Cosa centrano i comunisti con Bernazzoli e la Guarnieri Manno dovrebbe spiegarcelo…com'era? Vota Manno e non fai danno?
  4. mannoman scrive:
    traduco dal mannese, lingua a me nota: cari ex-compagni, vi piace scrivere versi romantici ma voi sapete che solo con bernazzoli ci arriva qualcosa. quindi, votate compatti il compagno bernazzoli TAV INCENERITORE UNIONEINDUSTRIALI COOPERATIVE e votate il pdci, che altrimenti bernazzoli non gli dà neanche un assessorato alla cura dei baffi. ho avuto una buona idea? sarebbe molto idoneo per Manno.
  5. Dario scrive:
    Ocio che la Roberti Parma Bene Comune intervistata da un media locale ha detto che appoggerebbero una metropolitana leggera per sgravare la via Emilia.
    Ocio che a forza di contestare da sinistra si fa il giro di là e si rischia di proporre da destra!!!
  6. francesca scrive:
    che stanchezza, manno! sembri il babbo che sa tutto e che è il solo responsabile in questi momenti critici. facciamo che ci fidiamo di più della gente e che modi aggregativi di sinistra nuovi e non c0mpromessi con i poteri forti possano essere condivisi in una tornata elettorale ricca di vecchie alternative? parma bene comune e rifondazione comunista mi sembrano una dignitosa risposta ai bisogni di tutti i cittadini della città. ti invito a seguire la campagna elettorale che sta scendendo in campo dopo gli opportuni passaggi che il partito richiede per licenziare un programma decente. come hai caoito sono del partito, ma la condivisione mia col movimento è senza se e senza ma.stai tranquillo.



Via Bengasi: "Imminente sgombero e demolizione"

Riceviamo da Rete Diritti in casa e pubblichiamo
"Nel novembre 2010, 13 appartamenti abbandonati da anni in un palazzo di proprietà privata situato in via Bengasi 2 e 4 erano stati occupati da 3 famiglie e una cinquantina di lavoratori migranti single. Questi lavoratori, molti del comparto edile, hanno perso il lavoro in seguito alla crisi o hanno occupazioni precarie che non consentono loro di accedere ad un alloggio a canone di mercato, considerati i costi correnti degli affitti.
Si tratta di lavoratori con un alto livello di mobilità geografica, alcuni dei quali hanno abitato solo per brevi periodi negli alloggi di
via Bengasi di frequente, spostandosi alla ricerca di un lavoro in altre città italiane, in Francia, ultimamente in Libia.
Nel tempo il palazzo ha acco lto diversi migranti provenienti dalla Tunisia e dotati di permesso umanitario. Due delle tre famiglie occupanti hanno trovato nel tempo una soluzione alternativa e hanno ceduto il posto ad altre persone in stato di necessità.
Tutte queste persone sono state escluse dalle strutture di prima accoglienza del Comune (dormitori e case di accoglienza) o non hanno potuto accedere, vista la scarsa consistenza, ai progetti di accoglienza per i profughi dal Nord Africa. Via Bengasi ha quindi rappresentato per decine e decine di persone l' unico rifugio minimamente accogliente che ha evitato loro di dormire all' addiaccio, sopperendo degnamente alle mancanze delle strutture comunali, dove vige, tra l'altro, una gestione rigida ed escludente (accoglienza solo notturna e per massimo 2 mesi, divieto di consumare i pasti ecc).
Sappiamo che lo sgombero del palazzo occupato è imminente: i primi sentori di un intervento c'erano già stati, tra l'altro, quando Iren è intervenuta per staccare le utenze. Il problema è che si prospetta uno sgombero senza alternative e che quindi gli attuali abitanti di Via Bengasi rischiano di essere buttati per strada.
La Rete Diritti in Casa e gli occupanti sono più volte intervenuti, con 3 lettere al prefetto e vari presidi, per sollecitare un piano di
interventi che garantisse una soluzione alternativa a chi è stato costretto per necessità a ricorrere all'occupazione. Oggi si prospetta,
in assenza di interventi di qualsiasi tipo da parte delle istituzioni, una risposta di tipo esclusivamente repressivo.
E' un ulteriore brutto segnale per questa città, che ignora gli appelli che da 10 anni a questa parte il movimento di lotta per la casa lancia in merito agli sfratti e all' emergenza abitativa. Una città colpevole di aver deliberatamente abbandonato qualsiasi progetto di intervento serio in materia di edilizia residenziale pubblica (case popolari) per concentrare finanziamenti e progetti nell'housing sociale, che aggiunge altra edilizia convenzionata alle centinaia di appartamenti di edilizia convenzionata (in buona parte invenduti) già esistenti a scapito dell'edilizia popolare a canone sociale, in un percorso di sostanziale privatizzazione dell'edilizia residenziale pubblica.
L'edificio di via Bengasi sarà abbattuto, considerata la debolezza strutturale, peggiorata tra l'altro dopo i recenti terremoti, per far
posto a un intervento immobiliare di tipo speculativo. Gli attuali abitanti hanno diritto a una risposta dignitosa ai loro bisogni.
Chiaramente se ciò non avverrà saremo al loro fianco per garantire il rispe tto dei loro diritti. Invitiamo tutti a partecipare attivamente alle iniziative che si svolgeranno per impedire che così tante persone finiscano in strada. Per chiedere insieme casa, diritti e dignità!"
RETE DIRITTI IN CASA PARMA (Sportello informativo sul diritto all'abitare tutti i martedì dalle 18:30 alle 21 *presso Casa Cantoniera Via Mantova 24-Parma)

5 commenti a "Via Bengasi: "Imminente sgombero e demolizione""

  1. roberto scrive:
    Non c'è speranza in questo paese fino a quaqndo non verranno a crearsi le condizioni per una vita dignitosa per tutti.Ma soprattutto quando gli italiani-e i parmigiani ovviamente- capiranno l'estrema complessita di questa parola :"tutti".
  2. paghiamonoilatassarifiuti scrive:
    forse non sapete che oltre i rifiuti che lasciano sul posto non pagano la tassa rifiuti che aumenta la nostra, non pagano la luce, l'h2o e il gas ma hanno più di un cellulare carico (ne basta uno per lavorare), antenne satellitari e tv al plasma… parcheggiano sul marciapiede e spacciano… di giorno son sempre lì a spacciare: cercate di difenderli e non di renderli schiavi della vostra strumentazione… il comune non ha interesse a sgomberarli solo se accade disgrazia ci perde e deve intervenire solo in favore del rimpatrio salma….miei cari come sempre la rete dormire fuori fa gli interessi dell'associazione e non dei senza tetto e dei veri poveri onesti
  3. aida scrive:
    spero tanto che non capiti a voi di essere sfruttati e poi licenziati, o di vedersi tagliare le utenze, o di essere sfrattati da un giorno all'altro, di dover emigrare, o di finire in mezzo a una strada. spero di che non vi capiti mai di non trovare aiuto, di restare senza speranze. spero non vi capiti mai di essere giudicati straccioni, "personaggi dubbi" (lo sa quanto costa un cellulare?lo sa che per trovere lavoro bisogna chiamare qualcuno? lo sa che tutti hanno familiari da sentire ogni tanto?), o anche peggio…
    mai parlare male degli altri se non li si conosce; attenti, gli "altri" potremo essere noi…
  4. matteo scrive:
    Sarebbe anche ora che si riportasse un minimo di legalità. ma perchè la Rete solo diritti e niente doveri non accenna anche ai vari dubbi personaggi che occupano gli appartamenti o del mercato nero che si è venuto a creare? Altro che lavoratori con una forte mobilità!!!! Gente che non ha soldi pr mangiare non dovrebbe neanche averne per cellulari, parabole e birroni. In uno stato di diritto la proprietà privata deve essere tutelata senza se e senza ma!
  5. Tanica scrive:
    Ma sarà ben libero il proprietario di uno stabile di fare quello che vuole con una SUA proprietà o decidono gli altri per lui…? Ospitateli in casa vostra se volete stargli accanto,li mettete nella vostra cameretta così siete a posto


Basta degrado, "Onorare Verdi e la sua statua"

xs
Riceviamo e pubblichiamo.
"Cortese Redazione, l'ultima rissa avvenuta in Piazzale della Pace la scorsa notte non è altro che l'ennesimo episodio di degrado che caratterizza una di quelle zone che dovrebbero essere maggiormente di prestigio nella nostra città. Non solo per la posizione centrale in cui è collocata ma, soprattutto, per la presenza del monumento a Giuseppe Verdi. E che invece continua ad essere troppo spesso lo sfondo di squallidi episodi di cronaca. Non voglio entrare nel merito del problema sicurezza e del come affrontarlo (… fiumi di inchiostro e dietrologie nel tempo si sono sprecati e si sprecheranno a riguardo!) ma bensì proprio sulle condizioni degli ormai "miseri resti" dell'opera di Ettore Ximenes. Quotidianamente imbrattati di ogni ed assurti a bivacco di sfaccendati manipoli. Sappiamo tutti come tra poco più di un anno, il 10 ottobre del 2013, ricorrerà il bicentenario della nascita del Maestro ma che fino ad ora nulla di veramente appropriato, che non sia il "solo" riproporre le sue opere, sembra essere stato organizzato per commemorarlo in maniera "unica".
Mentre questo lo si potrebbe ancora concretamente realizzare proprio intervenendo su quel monumento. Durante un dibattito in aula, da consigliere comunale, l'anno scorso avevo provocatoriamente auspicato una sua ricollocazione che riuscisse a darne maggiore visibilità ed oggi, proprio a fronte della indubbia "marginalità" dell'attuale posizione, non posso che rinnovare questa proposta ma in forma diversa. Perché è a questo che ormai dovremmo far ricorso. Ad una sorta di appello a tutte le forze economiche e civili della nostra città affinché si decida una volta per tutte di ridare dignità alla memoria di Giuseppe Verdi ricollocando altrove il suo monumento. E nell'impossibilità che possa essere rimesso di fronte alla stazione, per problemi tecnici e finanziari, l'unica vera alternativa è, a mio avviso, Piazzale Santa Croce. E lo è per vari motivi. Per dimensione, lo spazio centrale è appropriato ad accogliere l'ara. Per significato, il poter far rivolgere il volto di Verdi verso ovest, verso la "sua" Busseto e la "sua" Milano. Per praticità, il percorso da fare e le manovre per posizionare il monumento sarebbero tra i più agevoli. Ci sarebbe ovviamente da "ricollocare" l'opera di Cascella, ma ho la presunzione che le si possa facilmente trovare un'alternativa valida lungo la Via Emilia. Come sono convinto, del resto, che chi la donò alla nostra città saprebbe comprendere l'importanza di una così commemorativa sostituzione. Probabilmente le maggiori difficoltà sarebbero sicuramente quelle di carattere burocratico ed economico. Le prime forse più delle seconde. Perché, se è questa un'operazione che può avere un costo definito fin dall'inizio (… con la possibilità che si trovino sponsor economici del territorio disposti a farsene carico vista la rilevanza che avrebbe un intervento del genere!), il timore è che vincoli, autorizzazioni, competenze e "primogeniture" siano i veri ostacoli a che questo trasloco lo si possa realizzare nei tempi del bicentenario (…non saremmo in Italia, altrimenti!). Ma a Giuseppe Verdi, per quello che ha dato e che continua a dare a Parma, forse lo dovremmo!"
Cordialmente, Mario Taliani (ex consigliere comunale di Parma)

15 commenti a "Basta degrado, "Onorare Verdi e la sua statua""

  1. FEDERICA scrive:
    spostare il monumento??? …ops vedo il problema lo raggiro non lo risolvo…ma come siamo messi!
    Inizialmente in pilotta non si poteva nemmeno pestare il prato ora GIOCANO A CALCIO GLI ADULTI non dei bambini di 2 anni…è uno schifo
    chi arriva in città parcheggiando al Toschi e passa dal palazzo della Pilotta cosa può pensare…
  2. il saggio scrive:
    onoriamo anche il grande garibaldi, basta "stalle sociali in piazza!
  3. mirko scrive:
    per chi ha facebook, esiste una pagina che chiede di riportare in vita le statue del monumento a Verdi in occasione del bicentenario del 2013.
    http://www.facebook.com/statuemonumentoaverdi
  4. cds scrive:
    meno male che c'è già ponte verdi, se no ne farebbero un altro (inutile e faraonico) e lo intitolerebbero al grande maestro, giusto x avere l'alibi di far lavorare qualche amico imprenditore.
    nemo profeta in patria, anche in questo caso.
  5. Man In A Corner scrive:
    L'"opera" di Cascella la ricollocherei davanti al costruendo inceneritore. Sarebbe la sistemazione ideale: similia cum similibus congregantur…
  6. ciro scrive:
    bisogna togliere il degrado non il monumento!!!!!! ci voleva la campagna elettorale per accorgersi del problema? dove vive qyesto consigliere?
  7. giuseppe scrive:
    fàcia tòsta e bèc ed fer, cme berluscòn
  8. Luca Soldati scrive:
    Propongo di spostare tutta la fauna di criminali, spacciatori,nullafacenti, tagliagole, senza distinzione di razza , sesso ed eta', che popola la Pilotta, Piazzale della pace, via Verdi e Via Garibaldi fino alla stazione nelle patrie galere!
    Grazie a questa gentaglia ed alla incapacita' della passata amministrazione, e' perduto per sempre uno dei centri storici piu' belli d'Italia.
    Grazie Vignali, e grazie alla tua Carta (Straccia) della Sicurezza!
  9. Vanni scrive:
    NO ,SPOSTIAMO I NEGRI E I NORDAFRICANI CHE VI BIVACCANO INDECOROSAMENTE ED hanno ridotto la Pilotta al loro pisciatoio.!!
  10. Pàvol(Paolo) scrive:
    Invece di pensare a Verdi, si preccuppi dei numerosi parmigani che per colpa di una sciagurata ammnistrazione alla quale il "promoter" apparteneva, rimarranno al verde, per le tasse che pioveranno su di loro!!!
    Tabè! Vùda la càssa!
  11. Luca G. scrive:
    Taliani, se non sbaglio lei era in maggioranza. Mi dica: avete avuto 4 anni di tempo per fare questa cosa. Perché nulla è stato fatto?
  12. giuseppe scrive:
    Giuseppe Verdi detestava Parma e i parmigiani; sapeva già di che lana andavano vestiti, già ai suoi tempi come ora; aveva capito che i parmigiani sono dei vandali, da Mariotti in poi
  13. Carmelo La Mantia-consigliere comunale scrive:
    Non entro nel merito della missiva di Taliani, ma rilevo la sua dimenticanza nel non indicare la sua appartenenza politica dell'UDC e che il suo amore per Verdi si è estrinsecato in Consiglio Comunale con l'approvazione del suo gruppo di un ordine del giorno che titolava 27 nostre rotonde alle 27 opere di Verdi: ma che musica Maestro!!! Carmelo La Mantia ex cosigliere comunale- Gruppo Misto.
  14. irish scrive:
    Non conosco il sig. Maio Taliani, nè conosco a quale parte politica appartenga, ma approvo in pieno il Suo intervento. Se un genio come Verdi fosse nato in Francia, o in qualsiasi altro paese europeo, il monumento alla memoria sarebbe curato, in ordine, infiocchettato! Soltanto in questa città di disperati(e anche in questa Nazione) priva di qualsiasi memoria storica il monumento a Verdi può essere lasciato in queste condizioni. Vergogna!!
  15. mirko scrive:
    Propongo di spostare il monumenti in Piazzale Salvo d'Acquisto, quello fra duomo e San Francesco del Prato, nonchè vicinissimo alla cassa della musica. Quale posto migliore? La dimensione del piazzale e il fatto che la testa di verdi la si vedrebbe per prima arrivando, valorizzerebbero al massimo il monumento.


.............................................
 polis

Blu come le auto. Il mare dei mezzi degli enti pubblici: in provincia di Parma sono 687Stampa

A metterle tutte in fila, coprono una distanza di almeno due chilometri e ottocento metri, come da barriera Repubblica a piazzale caduti del Lavoro. È il corteo delle auto di proprietà degli enti pubblici di Parma e provincia, auto blu ed auto grigie, che il Governo ha da poco terminato di ricontare.
Fra Comuni, Provincia ed enti vari, se ne sommano 687. 
Fra i Comuni, quelli con il maggior patrimonio investito in carrozzerie, gomme e motori sono Parma, che ha in uso 85 mezzi (i tre di rappresentanza, con autista, sono a noleggio), Salsomaggiore con 10 e tre guidatori, Noceto sempre con 10 auto, Fidenza con 9, Sorbolo e Torrile con 8. Il Comune di Lesignano si distingue per la più alta percentuale di mezzi di grossa cilindrata, cinque su sette.
Ma i parchi macchine più vasti sono altri. L'Azienda sanitaria batte tutti, con 238 vetture, quasi tutte (228) necessarie per i servizi svolti dai suoi dipendenti. Davvero ampio anche il garage dell'Aipo, l'agenzia che sorveglia il Po e i suoi affluenti, che dichiara 109 macchine, tutte in uso ad uffici e servizi.
Ad aver censito i mezzi delle amministrazioni locali di Parma e del resto della Penisola è stata l'agenzia governativa Formez per conto del dipartimento della Pubblica amministrazione del Governo. Pochi giorni fa i dati sono stati resi pubblici, accessibili a tutti attraverso il sito internet www.censimentoautopa.gov.it/public.aspx. Dal nostro territorio hanno risposto 
Tecnicamente, le "auto blu" sono quelle utilizzate dagli organi politici, in uso esclusivo o meno, ma anche quelle in dotazione agli uffici e per i servizi se sono dotate di autista dedicato sempre o con autista in determinate occasioni se di cilindrata oltre i 1.600 cc. Tutte le altre sono "auto grigie". Rispettando questa classificazione, di auto blu a Parma se ne contano 32 e di grigie 655.
Nel 2011 è entrata in vigore una norma che vieta alle amministrazioni pubbliche di acquistare vetture di cilindrata superiore ai 1.600 centimetri cubici. Una bella novità, visto che agli enti le macchine potenti sono sempre piaciute molto. Lo dimostra la quantità di motori di cilindrata superiore ai 1.900 cc presenti nei garage di Comuni, Parchi e altri enti: 123 mezzi, cui se ne aggiungono 13 fra i 1.600 e i 1.900 cc; un'automobile ogni cinque di quelle in uso, oggi non potrebbe più essere neppure comperata. Il Comune di Parma ha 33 auto di grossa cilindrata, l'Aipo 32, l'Università 10.
Facile dunque immaginare che nel parco auto pubblico figurino Audi, Mercedes, Lancia e altre case produttrici di tigri della strada. Ma a cercar bene si incontrano pure marchi meno diffusi, come l'americana Jeep, e alcuni persino scoparsi: il Comune di Salsomaggiore possiede ancora due Innocenti, marchio che non si vende più dal 1997; l'Università e l'Aipo delle Rover, anche questo fuori produzione dal 2005.

Fabio Bonati 


Visualizza 1 di 1 commenti

1. 13-03-2012 21:16
la casta
ormai lo sappiamo, i privilegi della casta non muoiono mai e ogni giorno ne spunta uno nuovo. ottimo scoop di polis
Invitato

 ...........................
parma sera

Tassa sui rifiuti, l'Iva non era dovuta. Ma l'abbiamo pagata lo stesso
Ora è ufficiale: l'Iva non può essere applicata alla Tariffa ambientale sui rifiuti. Insomma, dalle tasse relative allo smaltimento dei rifiuti va tolto il 10% di Iva che da anni è al centro di aspre diatribe. A prendere la parola in proposito è la Federconsumatori, che chiede ufficialmente lo sconto dalle future bollette di quanto non dovuto ma ugualmente versato da parte delle famiglie.
LA NOTA DELLA CGIL - FEDERCONSUMATORI
"La Cassazione, con la sentenza dell'8 marzo n° 3756, ha confermato definitivamente l'illegittimità dell'IVA sulla TIA. Tale sentenza smentisce e censura il comportamento del Governo precedente, che le aveva provate tutte per raggirare 17 milioni di cittadini interessati, declinando le proprie responsabilità ed ostinandosi a non dare applicazione ad una sentenza della alta Corte Costituzionale (n° 238/09) che ha stabilito che la TIA è una tassa e non una tariffa, pertanto sulla stessa non è applicabile l'IVA del 10%.
Il Governo ci aveva provato con la circolare n° 3/2010 del Ministero dell'Economia e delle Finanze e con un decreto interpretativo (D.L.78/2010), "cambiando" nome alla TIA da Tariffa di Igiene Ambientale (TIA 1) in Tariffa Integrata Ambientale (TIA 2), etichettandola come prestazione di servizio su cui è applicabile l'IVA. Ovvero ne aveva cambiato solo il nome senza cambiare la sostanza.
Mancando però il regolamento attuativo per la nuova TIA 2 il Governo aveva stabilito che ad essa andasse applicato il regolamento del 1999 della TIA 1, sulla quale l'IVA è stata dichiarata illegittima.
Federconsumatori ha fornito assistenza a migliaia di cittadini per la richiesta di rimborso di quanto illegittimamente pagato e per la cessazione dell'assoggettamento all'IVA della TIA. L'associazione ha vinto molti ricorsi presso i giudici di pace (Genova, Alessandria, Prato), ottenendo il rimborso di quanto illegittimamente addebitato ai cittadini.
Ora la Federconsumatori, anche a Parma, chiede al Governo Monti di chiudere la vicenda una volta per tutte, dando finalmente piena applicazione alla sentenza della Corte costituzionale e della Cassazione, restituendo l'IVA pagata indebitamente da milioni di cittadini attraverso uno storno sulle future bollette o consentendo la detrazione dell'importo non dovuto nelle dichiarazioni dei redditi. È chiaro che va trovata una soluzione urgente e politica da parte del Governo e del Parlamento.
L'associazione dei consumatori chiede inoltre che Federambiente e ANCI questa volta svolgano fino in fondo il loro ruolo, sollecitando il Governo ad assumersi le proprie responsabilità, dando applicazione alle sentenze senza in coerenza con i principi di equità e di giustizia tanto sbandierati in questi mesi.
Nel contempo Federconsumatori invita i cittadini che ancora non lo avessero fatto, ad avanzare richiesta di immediata cessazione dell'applicazione dell'IVA (senza aspettare il 1 gennaio 2013 quando con la nuova tassa rifiuti comunque scomparirà) e di rimborso di quanto indebitamente pagato alla aziende od ai comuni che applicano la TIA. A tal fine è disponibile un apposito modulo reperibile presso la sede Federconsumatori di Parma, in via Pintor, 1 e scaricabile dal sito dell'associazione.Si ricorda che possono effettuare tale richiesta solo i cittadini di quei comuni in cui è avvenuto il passaggio da TARSU a TIA".
................................................
sito gazz di pr

Stasera Giuliano Molossi intervista Roberto Ghiretti su Tv Parma


"Agorà Percorsi Politici" ospita Roberto Ghiretti, capofila di "Parma Unita" e candidato sindaco alle prossime amministrative. Il direttore di Tv Parma Giuliano Molossi lo intervista su diversi argomenti, soffermandosi in particolare sulle critiche che all'ex assessore allo Sport sono state mosse dagli avversari politici e sulla discesa in campo di Elvio Ubaldi. Ghiretti illustrerà poi i suoi programmi per la Parma che desidererebbe veder delinare in futuro.
 Guarda la tv in streaming (clicca qui)


Sel, Verdi e i Mille: "No ad aperture a Fli"

Comunicato stampa 
Prendiamo atto della puntualizzazione di Maria Teresa Guarnieri in riferimento ad un'ipotesi di alleanza tra il suo movimento Altra Politica e il partito di FLI di Fini. Le dichiarazioni equivoche della coordinatrice di Altra Politica Biacchi che sottolineava affinità di programma e auspicava possibili intese elettorali con gli ex missini ci riguardano, considerato che questo movimento si sta proponendo come interlocutore del centrosinistra in vista delle elezioni comunali di Parma di maggio.
FLI è fuori dall'alleanza di centrosinistra e reputiamo incompatibili con la nostra coalizione tanto esponenti iscritti a quel partito quanto figure pseudo civiche riconducibili ad esso.
Le parole della Biacchi "confermiamo l'esistenza di una reale convergenza che speriamo possa trovare seguito in una logica civica che sia al servizio della città e oltre le appartenenze politiche" sono pertanto inaccettabili.
Auspichiamo che leggerezze o tatticismi di questo tipo non coinvolgano più il centrosinistra creando confusione e fastidio tra gli elettori.
Sinistra Ecologia e Libertà Parma
Verdi Parma
iMille

..............................................
parmadaily

Regio, "necessaria maggiore sobrietà"
L'IdV: "Ora più che mai la gestione dei fondi necessita di grande rigore e oculatezza".
13/03/2012
h.14.50

Italia dei Valori Parma intende esprimere alcune considerazioni in merito agli ultimi avvenimenti relativi al Teatro Regio. 
L'ultimo CdA, presieduto da Ciclosi, ha garantito la ricapitalizzazione del teatro nell'arco dei prossimi tre anni, attraverso un finanziamento annuale di un milione di euro. 
A questo proposito ci preme sottolineare ancora una volta e con sempre più crescente convinzione che ora più che mai la gestione dei fondi destinati al Regio necessiti di grande rigore e oculatezza. E' inoltre nostra premura fare in modo che vengano eliminati i numerosi sperperi attuati finora che hanno fortmente danneggiato la produzione artistica del Teatro. 
Come è già noto la retribuzione del Sovrintendente Meli ancora momentaneamente in carica ammonta a circa 336.000 euro annui, ai quali va poi aggiunta quella del segretario generale Carra che pare si aggiri intorno ai 140.000 euro, sempre annui. 
A tutto ciò bisogna sommare le ulteriori spese relative allo staff faraonico di cui i signori Meli e Carra, negli anni,si sono circondati. Insomma, a conti fatti, e considerando che negli anni i finanziamenti destinati al Teatro si sono ridotti a meno della metà rispetto alle cifre di partenza, è molto facile comprendere che specialmente nell'ultimo periodo in cui la crisi ha colpito ferocemente il mondo culturale- per la musica e l'arte di fondi ne rimangono ben pochi. Questo è chiaramente un controsenso, come è chiaro che la situazione vada ribaltata in favore delle prestazioni artistiche. 
E' per questo motivo che Italia dei Valori , per il futuro, auspica una gestione del Teatro che si basi sul buon senso e su una sana ripartizione delle risorse e che , prima di ogni cosa, elimini le spese superflue. Con questo si intende sicuramente il dimezzamento immediato del compenso del Sovrintendente,il quale dovrà farsi carico in toto della conduzione legale oltre che artistica del teatro, evitando così inutili deleghe al segretario generale e quindi l'eliminazione di figure professionali accessorie e in esubero. 
E' necessaria - in sintesi - maggiore sobrietà all'interno dello staff organizzativo per fare in modo che le somme a disposizione vengano utilizzate per quello che è il vero cuore del teatro, l'orchestra e il coro, senza i quali nessuna opera potrebbe essere realizzata. 
Un risparmio oculato permetterebbe un notevole incremento dell'offerta culturale, a cominciare dal Festival Verdi, pietra miliare della città di Parma, per arrivare fino alla stagione lirico-sinfonica. Considerando inoltre che il Teatro lavora in media 5 mesi l'anno è indispensabile progettare una maggiore sponsorizzazione, diffusione ed esportazione del brand Teatro Regio sia in Italia che all'estero, valorizzando la professionalità dei lavoratori dell'Orchestra e del Coro. 
E' importante ricordare agli amministratori comunali attuali e futuri,ed ancor prima ai cittadini, che una città che non promuove la cultura e le sue tradizioni, è una città destinata ad arenarsi e Parma questo non può e non deve permetterselo. 

Italia dei Valori Parma



Detenuti, i dati degli inserimenti lavorativi a Parma
Domani la presentazione presso il Consorzio di Solidarietà Sociale.
13/03/2012
h.15.50

Mercoledì 14 marzo alle ore 15 presso il Consorzio di Solidarietà Sociale di Parma, Strada Cavagnari, 3, Parma saranno presentati i dati relativi alla Rilevazione dei percorsi di detenuti e affidati affrontati nel Gruppo Tecnico del Comune di Parma. 
Si tratta una presentazione delle rilevazioni dei dati relativi agli inserimenti lavorativi di detenuti ed ex detenuti realizzati a Parma e sostenuti dalle politiche del welfare regionale e comunale negli anni 2009 - 2011. 
Al gruppo tecnico partecipano: Comune di Parma, Istituti Penali di Parma, Ufficio Esecuzione Penale Esterna, Consorzio di Solidarietà Sociale di Parma, Provincia di Parma. 
All'incontro parteciperanno: 
- On. Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia e attuale Presidente della Associazione La Società della Ragione; 
- Prof. Danilo Amadei , Presidente del Consorzio di Solidarietà Sociale; 
- Dott.ssa Marchesini Annaclara, direttrice Area pedagogiche degli Istituti penitenziari di Parma; 
- Dott. Cavalieri Roberto collaboratore del Comune di Parma per il progetto di miglioramento della qualità della vita dei detenuti; 
- Hassan Bassi, referente cooperative di inserimento lavorativo di tipo B (nella foto); 
- Dott. ssa Valentina Callegari , Provincia di Parma; 
- Dott.ssa Michela Mazza per il Comune di Parma. 

"Emergenza smog, servono blocchi totali"
La proposta della consigliera regionale parmigiana dei Verdi Gabriella Meo.
13/03/2012
h.16.30

Questa mattina in Assemblea legislativa la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo ha posto alla Giunta regionale una domanda di attualità sui gravi livelli di inquinamento dell'aria che si stanno registrando in tutte le città dell'Emilia-Romagna. 
"I livelli di PM10 – spiega la consigliera Meo – hanno oltrepassato con eccessiva frequenza in tutta la regione il livello di protezione della salute umana che l'Unione europea ha stabilito in 50 microgrammi per metro cubo di media nelle 24 ore, in molti casi perfino raddoppiandolo, e dovunque è stato sfondato il tetto massimo annuo di 35 superamenti consentito dall'Unione Europea." 
Secondo i rilevamenti di ARPA, dall'inizio del 2012 si è registrato il record regionale dello smog a Parma con 61 sforamenti e con un picco di 246 mcg/m3 domenica 19 febbraio e si sono avuti 42 sforamenti a Piacenza, 51 a Reggio Emilia, 39 a Guastalla, 41 a Casalgrande, 52 sforamenti a Modena, 50 a Fiorano, 40 a Maranello, 43 a Bologna, 41 a Ferrara, 40 sforamenti a Ravenna, 43 a Savignano sul Rubicone e 38 sforamenti a Rimini. 
"Nella sua risposta – continua Meo – l'assessore all'ambiente Freda ricorda giustamente che la Regione ha deciso di anticipare a giugno il nuovo accordo per la qualità dell'aria tra Regione, Province e Comuni sopra i 50 mila abitanti, ma esclude di adottare immediatamente ulteriori misure di blocco della circolazione in quanto le previsioni meteo indicano che la fase più critica per la qualità dell'aria si stia concludendo." 
"I livelli di smog diffusi ormai in tutta la pianura padana compromettono sempre di più la salute dei cittadini. Per questo motivo non basta sottoscrivere il solito accordo per la qualità dell'aria, ma è un dovere dell'amministrazione essere pronti in ogni momento a gestire situazioni di emergenza come gli sforamenti di questi giorni, con blocchi generali del traffico, quando la situazione si fa critica, e implementando la rete di centraline per il monitoraggio delle polveri sottili." 
...........................................
il fatto quotidiano (qui non si parla di PR, ma è bene conoscere....)

Modena, Colombo e Davigo su Mani Pulite: "Corruzione in Italia come 20 anni fa"
Gli ex magis"Il risultato più duraturo di Mani pulite è stato di aver squarciato il velo di ipocrisia", spiegano gli ex magistrati del pool di Milano, "Ma il risultato finale non è stato che i politici hanno smesso di rubare: hanno solo smesso di vergognarsi"
Sono passati 20 anni da Mani Pulite e nulla si è fatto per rendere più difficile la corruzione. E' quanto emerge dalla disamina offerta daPiercamillo Davigo e Gherardo Colombo, magistrati protagonisti di Tangentopoli, ai quasi mille spettatori giunti al Forum Monzani di Modena per la presentazione dell'ultimo libro di Colombo dal titolo "Farla franca. La legge è uguale per tutti?".

Intervistati dalla giornalista de Il Fatto Quotidiano Silvia Truzzi, Colombo e Davigo hanno raccontato quella che è stata la stagione di inchieste giudiziarie esplosa 20 anni fa e che ancora oggi sembra persistere esattamente con le medesime modalità e in alcuni casi anche con gli stessi protagonisti. Un'azione di risanamento mancato, in sostanza, così come emerge dai dati forniti daTransparency Internazional, associazione non governativa che si propone di combattere la corruzione e secondo la quale l'Italia, su una scala da uno a dieci, è ancora gravemente insufficiente.

«Credo che il problema legato alla corruzione – afferma l'ex magistrato Gherardo Colombo – non si risolva all'intero delle aule giudiziarie, è più che altro un problema educativo. I ragazzi su questo tema sono molto sensibili, ma hanno di fronte degli adulti che non danno loro gli strumenti per coinvolgerli, questa forma di apatia dei giovani dipende dall'approccio degli adulti verso i ragazzi. Per questo quando chiedo loro se la legge è uguale per tutti, loro rispondono no».

Ma non solo: «È evidente – prosegue Colombo – che in questi 20 anni non si è fatto nulla per rendere più difficile la corruzione o rendere più facile la sua scoperta. La situazione di oggi non è tanto diversa rispetto a quella di 20 anni fa. Dovranno morire i miei pronipoti prima che si risolva la corruzione in Italia».

Il problema, dunque, è legato anche alle norme, quelle che l'Italia non ratifica o modifica e che portano oggi a stimare il danno derivante dalla corruzione a circa 80 miliardi. È l'opinione di Davigo, che afferma: «Ci sono metodi efficaci previsti da convenzioni internazionali che guarda caso non vengono ratificate. Altri paesi hanno sconfitto la corruzione in pochi anni usando questi metodi».

Ma cosa sarebbe stata l'Italia senza Mani pulite? «Probabilmente – è la caustica risposta di Davigo evidenziando la prosecuzione della stagione di corruzione – ci sarebbero alcune persone al posto di altre, anche se non è detto perché per molti una condanna è stata il viatico per fare carriera».

Altro tasto dolente è il rapporto tra magistratura e politica, che continua ad essere ostico. «Basterebbe che scattassero – prosegue Davigo – meccanismi di autocontrollo della politica, così ciò che accade nelle aule di giustizia non avrebbe rilievo politico. Il problema è che rimangono lì fino a che non vengono a prenderli i carabinieri. Il risultato più duraturo di Mani pulite è stato di aver squarciato il velo di ipocrisia. Ma il risultato finale non è stato che hanno smesso di rubare, hanno solo smesso di vergognarsi».

«Possibile – aggiunge Davigo – che anche con una norma come l'articolo 54 della Costituzioneche dice che coloro a cui sono affidate pubbliche funzione devono adempiere ad esse con disciplina ed onore, uno possa usufruire della prescrizione e continuare a fare politica?».