Nato tempo fa' per la promozione delle mie creazioni(dipinti e ceramica Raku)... poi quasi abbandonato...
Ora ha ripreso vita x le news locali in previsione delle Amministrative 2012 su Parma.
Questo nuovo progetto vuole essere un "riassunto" della rassegna stampa per seguire le vicende elettorali dei candidati sindaci e verranno menzionate altre cose importanti per il futuro di Parma.
Chi vincerà? ;)
Ubaldi: "Mai stato meglio in vita mia e se vado al ballottaggio...
Gli uffici elettorali di Elvio Ubaldi sono in via Bengasi, a pochi metri dal pericolante palazzo recentemente occupato e sgomberato dalle forze dell'ordine, dal cui tetto un marocchino minacciò di buttarsi. Non lo fece. Un segno di umiltà, questi uffici così disadorni e questa campagna elettorale così low cost, che mal si addice al Vecchio Leone, che ha fatto e fa della superbia intellettuale – almeno così mi avevano detto – una delle sue peculiarità. Ma l'Ubaldi che mi trovo davanti, in questo ufficetto di periferia sommerso dalle carte e dai volantini, ha ben poco dell'Elvio il Superbo, primo re di Parma. Forse per i suoi 64 anni, forse per la sua salute non più solida come un tempo, forse perché è consapevole di partire da dietro in questa corsa elettorale, sta di fatto che Ubaldi, oggi, è più umano.
Dunque, Ubaldi: perché lo ha fatto? Perché gareggiare se sa di perdere?
"E' probabile che io perda, ma lo faccio lo stesso, la battaglia si combatte se vale la pena non perché si è sicuri del suo esito. Però le voglio dire che la mia sconfitta è solo probabile, che esiste un margine e che non sono mai stato così bene in vita mia, con tutta la mia voglia di lottare e vincere. Negli anni in cui ho amministrato la città, molto di buono è stato fatto e la gente non dimentica".
Non dimentica nemmeno quello che è successo negli ultimi quattro anni.
"Vero, tanti errori, io per primo ho commesso l'errore di scegliere Vignali come mio successore. Ma il concetto di allora è buono anche per l'oggi".
E quale sarebbe?
"Parma non può essere succube di Bologna, Parma è una città unica e la sua diversità, storica, politica, culturale, imprenditoriale è un bene prezioso da salvare".
Se invece vince Vincenzo Bernazzoli...
"Esatto: se vince Bernazzoli, l'uomo del partito imposto dal partito per servire il partito e dunque Bologna e la Regione Emilia Romagna, Parma viene uccisa nella sua autonomia politica e sociale. Io mi batto per evitarlo".
Chiacchiere. Faccia degli esempi, mi faccia capire che cosa potrebbe capitare di così malvagio se dovesse diventare sindaco Bernazzoli.
"L'aeroporto, ad esempio, per la sinistra non ha senso di esistere; invece per me non solo deve restare ma deve essere ampliato e sviluppato. Le Fiere: la sinistra le vuole piegare alla logica riduttiva e penalizzante imposta dalla Fiera di Bologna. Università: secondo il Pd il nostro ateneo deve diventare l'espressione di un unico sistema che fa capo a Bologna. Invece quello di Parma deve restare un ateneo che splende di luce propria. E potrei proseguire".
Questa unicità di Parma, questa sorta di anarchia municipale, se non sbaglio ha già fatto tanti danni. Arresti, giunte saltate in aria, cantieri fermi. Non le è bastato?
"E questo che c'entra? La normalità al ribasso che segnerebbe il destino di Parma se dovesse prevalere il candidato della sinistra ucciderebbe la nostra autonomia, di cui io vado fiero e sono geloso. Qualche incidente di percorso, sia pur grave, non può farci rinunciare alle nostre ambizioni".
E allora parliamone, di queste ambizioni.
"Dobbiamo tenere conto del periodo economico che stiamo attraversando. Dunque l'idea della città-cantiere non può reggere più. Ma i cantieri ancora aperti vanno ultimati e se servono altre opere vanno programmate e realizzate. Al primo posto metterei il miglioramento dei servizi per il cittadino e affronterei la questione ambientale, che è molto grave".
In effetti siamo la città più inquinata d'Italia...
"Sì, occorre un forte intervento sulla circolazione delle auto, con navette nei parcheggi scambiatori e una riduzione dell'emissione dei gas nocivi da parte degli impianti di riscaldamento delle case; per quanto riguarda l'autostrada, un vero e proprio mostro antiecologico, occorre tentare almeno di mitigarne gli effetti, magari con la realizzazione di un bosco ambientale. E sul termovalorizzatore voglio essere chiaro: non sta lì il problema ambientale, la questione dei rifiuti ha un impatto ambientale modesto. Penso che dopo dieci o quindici anni di funzionamento, allora si potrà arrivare a una incidenza di raccolta differenziata tale da suggerirne la dismissione. Bisogna essere pratici e avere buonsenso quando si amministra una città".
Come valuta la richiesta di pace avanzata – e accolta – da Bernazzoli a Pagliari?
"Semplice: il candidato della sinistra teme di non prevalere al primo turno e teme che al secondo spunti qualche sorpresa. Quindi si sta giocando tutte le carte. Vede, prima del mio ingresso in campo Bernazzoli aveva un'autostrada davanti, ora ha solo una strada".
Eppure lei, consapevole di essere comunque competitivo, sceglie di rompere con il Pdl pur sapendo che quel serbatoio di voti le farebbe molto comodo. E ritorna Elvio il Superbo...
"Ho rotto con quella parte di Pdl con cui non ho condiviso praticamente nulla della passata amministrazione, ho rotto con la loro arroganza e protervia. Ma io credo che gli elettori del Pdl non siano come i dirigenti del partito attuali. E anche i dirigenti non sono tutti uguali".
Dunque confida che in caso di ballottaggio quei voti possano confluire su di lei?
"Sì, certo. Ma non solo: penso che il sottoscritto abbia estimatori anche in altre aree politiche".
Ha estimatori anche tra i poteri forti della città?
"Guardi che le cose sono cambiate. Una volta forse Unione industriali, i suoi organi di informazione, la Chiesa, potevano decidere sulla elezione di un sindaco. Oggi i veri poteri forti sono i cittadini, che votano anche diversamente dalla loro appartenenza partitica. Certo, influiscono: ma non sono determinanti".
Ma lei come sta di salute? Dicono non troppo bene...
"Sto benissimo. Ho 64 anni e lo spirito di un ragazzino. Mi sento quello del '98".
Sta di fatto che lei viene visto come una minestra riscaldata.
"Vero, ma spesso le minestre riscaldate sono più buone di quelle appena fatte".
Emilio Piervincenzi
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parmaoggi
I riciclati della politica
Non aveva conosciuto altro leader all'infuori di Pietro, la fedelissima. Ma se anche la ragazza immagine della giunta Vignali ha trovato la maniera di tornare sulla scena, o quell'immagine non era poi così male, o c'è posto per chiunque nell'impianto della politica che tutto ricicla. Il nome Emanuela Iacazzi di per sé non dice molto. Si tratta però – scrive il settimanale Il Nuovo di Parma – dell'Evìta del vecchio corso, promotrice della petizione pro Vignali tra i dipendenti comunali, pagata per accompagnare l'ex sindaco negli incontri ufficiali, assunta dall'ufficio Relazioni esterne in Municipio (matricola 8317) con l'inflazionato articolo 90 del Tuel, ché un bel contratto fiduciario non lo si nega a nessuno. Adesso la Iacazzi clicca un bel "Mi piace" su facebook per la Parma Unita di Roberto Ghiretti. Il riciclo rinnova: se dalle lattine escono le biciclette, una classe politica diversa non si fa mica in una notte. Prendi Ghiretti: lui sarebbe il nuovo, poi che cosa importa se della giunta Vignali è stato assessore. Dalla sua parte gli "Innamorati di Parma", ossia il trio Lorenzo Lasagna, Cristina Sassi, Claudio Bigliardi, con un Francesco Manfredi che avrebbe detto basta con la politica, anche se soltanto dopo aver esternato all'incontro pubblico pro Ghiretti un infelicissimo "ci rimpiangerete". Non esce di scena Aldo Maggi, ex responsabile della comunicazione di Civiltà parmigiana (la prima lista civica di Ubaldi), poi nel direttivo dei ribelli di Civiltà per Parma, consigliere Asp Ad personam e oggi rimasto devoto a Bigliardi. Non si vedranno però in lista, il Ghiro dice di cercare facce nuove. Che saranno presentate il 24, ma sarebbero nomi certi quelli della cantante Barbara Barbieri, del pediatra Gianfranco Zambelloni, e dell'ex presidente del Pablo Andrea Saccani.
Un think tank che è il festival del riuso quello di Elvio Ubaldi. Lui non guarda in faccia a nessuno e imbarca tutto l'imbarcabile dell'esperienza passata (e molto biasimata). L'Udc con cui farà il listone. Ufficio stampa, il portavoce di Vignali Andrea Ansaloni. Ma cosa sarà mai, l'ex sindaco parlava pochissimo. Marciano con lui in massa i cosacchi di Vignali, quelli che in consiglio avrebbero votato qualunque cosa a qualsiasi costo. C'è Giovanni Ricci con Stefano Bianchi, c'è Mario Variati con Franco Cattabiani, professione immobiliarista al quale sta tanto a cuore il Piano strutturale comunale (Psc). Soltanto un paio di mesi fa si era tesserato PdL, il che non vuol dire nulla, visto che in via San Leonardo hanno aperto il recinto: in fuga un altro pasdaran dei Vignali's, Mario Benecchi, che intontendo gli elettori a forza di aperitivi potrebbe anche cancellare di essere stato tra quelli che, quando ormai il Comune era in ginocchio davanti a Laguardia, continuava ad appoggiare il sindaco "barcollo ma non mollo". Su facebook, in consiglio, anche sui muri ovunque ci fosse uno straccio di spazio bianco per poterlo scrivere.
Il pezzo più grosso in transumanza dal PdL è però Paola Colla, ex assessora di Ubaldi, ex assessora di Vignali, finita ad Ade e mandata a casa dal commissario Ciclosi. A lei la missione impossibile: formare una lista di sole donne per sostenere l'ex-ex sindaco. Da una politica tanto navigata, ci si sarebbe aspettati una visione meno quote rosa, ma se anche la Fiat le ha inserite dopo 120 anni, magari tirano. Ancora brandelli di PdL in rotta con Buzzi e Villani, vincitori del congresso sotto il nome di "Rinnovamento nella continuità" (e qui il riciclo diventa ossimoro): Giampaolo Lavagetto passa con Elvis col suo contenitore Cantiere Parma, come Paolo Zoni, testimonial di Comunione e Liberazione. Non uscirà dal partito, ma sta intrattenendo rapporti con gli ubaldiani, e qui si apre il nodo dei portatori d'acqua. Quanti voti può spostare uno Zoni che non mette la sua faccia in lista? Pare che la macchina da guerra di Cl sia un po' arrugginita, alle ultime elezioni le preferenze per il suo uomo si sono fermate a 435. Dalla stessa parte sta Michele Rainieri, ex ras fidentino del PdL. E la presenza di Vittorio Guasti, architetto prediletto di Marco Rosi, nella platea che applaudiva la discesa in campo di Ubaldi, vuol dire "io sono qui". Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma, è il postulato del chimico Lavoisier. E allora c'è spazio anche per Ernesto Casolari, il successore di Bigliardi alla guida della partecipata Casadesso, infilato nel 2009 nel direttivo di Civiltà per Parma. Tra gli attivissimi ubaldiani, Enzo Malanca, il direttore di Ascom che dopo aver probabilmente commissionato un primo sondaggio elettorale, sarebbe pronto a pagarne un secondo. Tutto per valutare l'appeal dell'amico Elvio.
Indeciso Fabrizio Pallini, ex agente alla Salute, che era riuscito a firmare sia la richiesta di fissare l'ultimo consiglio dell'era Vignali il 3 agosto, sia quella del consiglio il 30 agosto e poi si vedrà. Pochissimi quelli che saltano il giro: gli ex assessori Luca Sommi e Giorgio Aiello, l'ex agente alla Famiglia Maria Cecilia Greci. E dato l'andazzo, li si nota di più se stanno in disparte, come insegna Nanni Moretti. (di Paola Brianti)
Via Farini: il Tar sospende il provvedimento del Comune,
torna il dehors delle polemiche
Tutto rinviato al 10 ottobre. E' la decisione del Tar sul dehors più discusso in città, quello delle Sorelle Picchi in via Farini. Il tribunale amministrativo ha sospeso il provvedimento del Comune di Parma che nei giorni scorsi aveva imposto la rimozione della struttura, rinviando ogni decisione al mese di ottobre. Questo significa che il plateatico della Salumeria Rosi potrà tornare in funzione per tutto il periodo estivo, quello con maggiore affluenza di pubblico. Una decisione, quella del Tar, che evita di creare danni economici all'attività commerciale in attesa del giudizio finale; danni che nel caso di sconfitta sarebbero a carico del Comune di Parma.
Pomodoro, Coldiretti: "L'accordo peggiore del terzo millenio"
Un accordo al ribasso, che lascia il sapore amaro di una speculazione sulla pelle degli agricoltori. E' questo il commento di Coldiretti all'accordo del pomodoro firmato ieri tra associazioni dei produttori e associazioni industriali.
"Per firmare un accordo che coinvolgesse tutti – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – si è finito con il premiare i peggiori e penalizzare chi voleva fare le cose un po' meglio. La firma a 84 euro a tonnellata, annulla infatti l'accordo raggiunto poche settimane tra produttori, le industrie di Confapi e l'autotrasformazione con il prezzo a 85 euro". Su 2.500.000 tonnellate di pomodoro prodotto in Emilia Romagna – spiega Coldiretti – Confapi e autotrasformazione avevano contrattato circa il 70 per cento della produzione, con la conseguenza che il nuovo accordo taglia di netto circa 1.750.000 euro destinati ai produttori.
"Ad aggravare la situazione – commenta Tonello – è il cambiamento della griglia qualitativa, purtroppo avvallata dalla Regione e dalle organizzazioni di prodotto, che consente all'industria di abbassare ulteriormente i prezzi pagati ai produttori fino a portarli a 79 euro a tonnellata contro gli 88 euro del 2011 con una perdita nel giro di un anno di 22,5 milioni di euro. Ad un anno di distanza da quando quello che veniva denominato distretto è stato trasformato, con grande protagonismo degli enti locali, in primis la Provincia di Parma, in un organismo interprofessionale, ci troviamo a vedere annullate anche quelle che erano le tre regole auree del distretto".
Coldiretti ricorda infatti che con l'attuale accordo non vengono più previsti i pagamenti a 60 giorni, la garanzia dei pagamenti e il deposito dei contratti entro il 15 marzo. "A questo punto – conclude Tonello – ci sentiamo di consigliare ai produttori di recarsi nei nostri uffici e di valutare i contratti di altre colture più convenienti, come soia e cereali"
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parmadaily
Tibre, "lo sviluppo del passato"
Legambiente: "Per la Provincia lo sviluppo significa cemento". Le critiche delM5S.
21/03/2012 h.18.00
Prendiamo atto con rammarico che lo sviluppo per la Provincia, nel 2012, significa ancora colata di cemento e devastazione del territorio. Altro che difesa della Food Valley e dei suoi prodotti come il parmigiano-reggiano.
Nel nostro piccolo (Legambiente e Comitato Tutela territorio Trecasali) riteniamo sbagliato perseguire un progetto di 38 anni fa come la Tibre, il volersi ostinare a realizzare un autostrada nel pieno di una crisi che - non lo diciamo solo noi - sta cambiando i paradigmi generali.
Lo riteniamo sbagliato e abbiamo manifestato qualche settimana fa, esponendo le lenzuola di Mal'Aria a Ronco Campo Canneto, trovando il consenso dei cittadini che hanno preso le lenzuola antismog per esporle alle loro finestre.
La Tibre è uno sfregio che taglia in due la bassa, altro che progetto attento al territorio come pervicacemente si ostinano a dire i rappresentanti di Provincia e Autocisa. Lo si capisce benissimo guardando il tracciato che sarà una ferita, una nuova strada, su cui si cospargerà sale, con ulteriori strade quale compensazioni.
Poi tutti hanno capito benissimo che la Tibre si fermerà a Trecasali, partendo da Pontetaro. E che l'unico obiettivo è unirla alla Cispadana, nuova strada anche questa. Il tutto per agevolare (aumentare) la circolazione di camion perché nei convegni i politici raccontano di investire sul ferro a scapito della gomma ma nella realtà operano al contrario.
Ulteriore beffa è la volontà della Provincia di contenere sotto il 10% il consumo di suolo. Guardacaso attorno al futuro casello autostradale di Trecasali questo principio non vale, è derogato.
E, infine, bisogna chiarire che il primo tratto (ben 513 milioni per 12 km, oltre 40 milioni a chilometro) sarà finanziato non da Autocisa ma dai cittadini che si vedranno aumentare il pedaggio dell'8% sulla Parma-Spezia. Ecco da dove verranno i soldi.
Legambiente Parma ___21/03/2012 h.22.00
La TI-BRE è un'opera inutile, costosa e paradossale
E' notizia di due giorni fa la firma di un protocollo da parte della Provincia di Parma e l'Autocisa per una serie di opere a sostegno dell'autostrada TI-BRE.
La TI-BRE è un opera inutile, costosa e paradossale.
Inutile perché per accorciare un tragitto di 15 minuti siamo costretti ad anni di lavori, escavazioni, riduzione del terreno agricolo, inquinamento dei terreni adiacenti e l'aumento dell'inquinamento. Inutile anche perché non tiene in considerazione il calo del 7,5% del traffico pesante nel biennio 2008-2009. Costosa perché il costo totale del progetto portato avanti da ANAS e Autocisa sarà di 1800 milioni di euro.
Costosa perché quei 513 milioni che mette a disposizione Autocisa, saranno pagati da tutti noi con gli aumenti (già stabiliti) del 7,5% all'anno tra il 2011 e il 2018 per un 78% complessivo.
Paradossale perché nel cda di Autocisa compare Vincenzo Bernazzoli, attuale Presidente della Provincia di Parma. Immaginiamo le abili mosse con le quali passa al di qua e al di la del tavolo della trattiva.
Paradossale perché abbiamo sentito l'altra sera, in una nota trasmissione televisiva, Ubaldi pronunciarsi a favore dell'opera e dopo 5 minuti quando si parlava dell'inceneritore, ricordarci che la maggior fonte di inquinamento è dovuta all'autostrada. Ha persino proposto, che nei giorni di elevato inquinamento, si dovrebbero chiudere i caselli autostradali. Ma ci faccia capire, prima costruisce un'opera e poi la tiene chiusa perché è dannosa?
Paradossale perché le opere compensative, sono di fatto altre tangenziali e strade locali. Una volta almeno si provava a far costruire asili e scuole.
Ma ci rendiamo conto che per compensare l'inquinamento ed i danni di un'autostrada, chiedono la costruzione di altre strade da collegare ad essa? Tra un po' ci aspettiamo che per compensare le future tangenziali e bretelle costruiranno parcheggi e autogrill.
Due facce della stessa medaglia Bernazzoli e Ubaldi vanno avanti con i loro proclami elettorali, meno inquinamento, stop al consumo del suolo, ecc. ma le loro azioni li smentiscono quotidianamente...
Speriamo che Parma sia capace di una scossa di orgoglio e che voti chi pensa che "i fatti siano meglio di tante parole"
Federico Pizzarotti Candidato Sindaco del MoVimento 5 Stelle (beppegrillo.it)
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parmasera
Comune, riattivato il Quoziente Parma. Vale a partire dal 1° gennaio scorso
Riattivato il Quoziente Parma: come annunciato nelle scorse settimane, il commissario straordinario del Comune di Parma Mario Ciclosi ha disposto, nella seduta di Giunta di martedì, che la misura economica a favore delle famiglie, temporaneamente sospesa con il bilancio di previsione 2012, torni a essere applicata alle tariffe dei servizi educativi, e, in particolare, di nidi e spazi bambini, scuole dell'infanzia e centri estivi. Le nuove forme applicative hanno effetto a decorrere dal 1° gennaio 2012.
Il Quoziente Parma è un coefficiente correttivo di tariffa - introdotto nel 2010 dal Comune di Parma per primo in Italia - con lo scopo di rimodulare le tariffe comunali e l'accesso ai bandi in modo da renderli più "a misura di famiglia". Attribuisce, infatti, maggior peso ai carichi familiari, con particolare riferimento al numero dei figli, alla condizione lavorativa dei genitori, alla presenza di anziani, di persone con disabilità, di figli in affido, e alla condizione di monogenitorialità.
La sospensione dell'applicazione del Quoziente Parma e, conseguentemente, delle riduzioni derivanti dall'applicazione dello stesso e dalle agevolazioni per famiglie numerose e affidatarie, era stata introdotta a partire a dal 1° gennaio 2012, a seguito dell'approvazione del bilancio previsionale per l'esercizio in corso. La decisione era stata adottata per motivi tecnici. Successivamente, considerata l'importanza attribuita alle forme di sostegno alla famiglia e anche a seguito di un positivo confronto con le associazioni familiari della Consulta comunale, l'Amministrazione ha intrapreso un percorso, reperendo anche le risorse economiche nonostante la difficoltà della situazione attuale, grazie al quale sono state definite modalità applicative del Quoziente Parma adeguate alle capacità finanziarie disponibili e compatibili con l'equilibrio di bilancio che ne hanno permesso il reintegro. Oltre a ciò, è stata ristabilita la possibilità di mantenere gli interventi a favore delle famiglie numerose che beneficiano di agevolazioni per la refezione scolastica.
CORRADI, Lega Nord: "Dipendenza da web, creiamo un centro di cura a Parma"
Il consigliere regionale della Lega Nord, Roberto Corradi, ha presentato una risoluzione avente ad oggetto una nuova forma di dipendenza patologica in crescita, soprattutto tra i giovani e giovanissimi, denominata Internet Addiction Disorder (IAD), ossia l'insorgere di una dipendenza da internet (anche compulsiva), tale da assumere i contorni di una vera e propria malattia mentale, che si estrinseca in aggressività, isolamento e depressione. Sia pure in ritardo rispetto a quanto avviene in altri Paesi europei, ad oggi in Italia sono stati aperti due ambulatori per il trattamento e la cura dei casi di IAD, uno a Torino presso l'Ospedale le Molinette ed uno a Roma presso il Policlinico Gemelli, ai quali si rivolgono centinaia di persone.
Per il Consigliere leghista, Roberto Corradi: "Sono molti i giovani e giovanissimi (anche di 10 – 12 anni) "cibernauti dipendenti", che nei casi più gravi trascorrono anche più di 15 ore al giorno collegati in rete. In una recente intervista il Prof. Federico Tonioni (responsabile dell'ambulatorio per le dipendenze da internet del Policlinico Gemelli), ha precisato che i ragazzi affetti da IAD vivono in un vero e proprio stato di dissociazione mentale, che impedisce loro di vivere una vita normale. Gli esperti del settore imputano alla dipendenza patologica da internet (IAD) una consistente quota di abbandoni scolastici, oltre ad incidere molto negativamente sul rendimento di molti studenti. Al pari di quanto avviene a Torino ed a Roma, anche le strutture sanitarie dell'Emilia-Romanga dovrebbero attrezzarsi per curare i casi di IAD ed avendo presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma un Dipartimento di Neuroscienze di assoluta eccellenza, basti pensare ai successi mondiali del professor Rizzolatti, la Regione potrebbe affidare a tale struttura la funzione di polo regionale di contrasto alla IAD, sul modello di quanto avviene a Le Molinette di Torino ed al Policlinico Gemelli a Roma."
Con la risoluzione il Consigliere leghista si prefigge l'obiettivo di impegnare la Giunta ad attivare, di concerto con l'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia-Romanga, ed eventualmente per il tramite del CORECOM, un monitoraggio in ordine all'incidenza sulla popolazione studentesca della dipendenza da internet, ed altresì ad istituire un polo-regionale dedicato alla ricerca clinica ed al trattamento dei casi di IAD, eventualmente ubicandolo presso il Dipartimento di Neuroscienze dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.
PIZZAROTTI, 5 STELLE: "La TiBre è inutile, costosa e paradossale"
La TiBre è un'opera "inutile, costosa e paradossale". Lo sostiene in un comunicato Federico Pizzarotti, candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle, che fa notare come "Bernazzoli e Ubaldi vanno avanti con i loro proclami elettorali, meno inquinamento, stop al consumo del suolo, ma le loro azioni li smentiscono quotidianamente"
LE BORDATE DEL MOVIMENTO 5 STELLE
"E' notizia di due giorni fa la firma di un protocollo da parte della Provincia di Parma e l'Autocisa per una serie di opere a sostegno dell'autostrada TI-BRE.
La TI-BRE è un opera inutile, costosa e paradossale.
Inutile perché per accorciare un tragitto di 15 minuti siamo costretti ad anni di lavori, escavazioni, riduzione del terreno agricolo, inquinamento dei terreni adiacenti e l'aumento dell'inquinamento. Inutile anche perché non tiene in considerazione il calo del 7,5% del traffico pesante nel biennio 2008-2009. Costosa perché il costo totale del progetto portato avanti da ANAS e Autocisa sarà di 1800 milioni di euro.
Costosa perché quei 513 milioni che mette a disposizione Autocisa, saranno pagati da tutti noi con gli aumenti (già stabiliti) del 7,5% all'anno tra il 2011 e il 2018 per un 78% complessivo.
Paradossale perché nel cda di Autocisa compare Vincenzo Bernazzoli, attuale Presidente della Provincia di Parma. Immaginiamo le abili mosse con le quali passa al di qua e al di la del tavolo della trattiva.
Paradossale perché abbiamo sentito l'altra sera, in una nota trasmissione televisiva, Ubaldi pronunciarsi a favore dell'opera e dopo 5 minuti quando si parlava dell'inceneritore, ricordarci che la maggior fonte di inquinamento è dovuta all'autostrada. Ha persino proposto, che nei giorni di elevato inquinamento, si dovrebbero chiudere i caselli autostradali. Ma ci faccia capire, prima costruisce un'opera e poi la tiene chiusa perché è dannosa?
Paradossale perché le opere compensative, sono di fatto altre tangenziali e strade locali. Una volta almeno si provava a far costruire asili e scuole.
Ma ci rendiamo conto che per compensare l'inquinamento ed i danni di un'autostrada, chiedono la costruzione di altre strade da collegare ad essa? Tra un po' ci aspettiamo che per compensare le future tangenziali e bretelle costruiranno parcheggi e autogrill.
Due facce della stessa medaglia: Bernazzoli e Ubaldi vanno avanti con i loro proclami elettorali, meno inquinamento, stop al consumo del suolo, ecc. ma le loro azioni li smentiscono quotidianamente...Speriamo che Parma sia capace di una scossa di orgoglio e che voti chi pensa che "i fatti siano meglio di tante parole".
Federico Pizzarotti
candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle
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Carcere, Motta e Soliani incontrano il nuovo vice capo del Dap
Carmen Motta e Albertina Soliani, parlamentari parmigiane del Pd, hanno incontrato oggi Luigi Pagano, nuovo vice capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria del Ministero di Giustizia. Con lui hanno parlato dei tanti e gravi problemi che affliggono il carcere di Parma e quanti lì vivono o lavorano.
LA NOTA CONGIUNTA
"In data odierna presso il DAP abbiamo incontrato il dottor Luigi Pagano, nuovo vice capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria del Ministero di Giustizia e gli abbiamo rappresentato tutti i problemi del carcere di Parma: la grave carenza d'organico della polizia penitenziaria così come degli educatori, la necessità di incrementare le possibilità di lavoro per i detenuti, il previsto ampliamento della struttura carceraria con i conseguenti problemi gestionali, i tagli ulteriori alle risorse finanziarie che incidono pesantemente anche sulla fornitura dei beni di prima necessità, la complessità della gestione connessa al regime carcerario del 41 bis che tende a irrigidire tutti i comportamenti all'interno della struttura, la necessità di una direzione stabile degli istituti penitenziari che si assuma il compito di innovare e di fare del carcere di Parma una realtà non separata dal territorio". Così le parlamentari del PD Albertina Soliani e Carmen Motta che seguono da tempo le problematiche del carcere sia sul piano locale, sia sul piano regionale e nazionale.
L'onorevole Carmen Motta e la senatrice Soliani hanno inoltre approfondito le questioni relative all'assistenza sanitaria sanità e al rapporto sistematico con il Servizio sanitario nazionale, con Ausl e con l'Azienda Ospedaliera. Hanno inoltre rappresentato il contributo costante delle Organizzazioni Sindacali per la soluzione dei problemi aperti, la vitalità e il prezioso supporto del volontariato e l'importante azione svolta dal Tavolo Interistituzionale costituito presso l'Amministrazione Provinciale di Parma.
"L'attenzione riscontrata presso il vertice del DAP è stata assai positiva tanto che è previsto che il dialogo aperto continuerà sulla base degli approfondimenti che saranno necessari. Siamo convinte – concludono le due parlamentari – che per il carcere di Parma si possa operare in modo sinergico tra tutti i soggetti coinvolti nell'interesse dell'intera collettività, affinchè anche negli istituti penitenziari della nostra città il rispetto della persona e il principio rieducativo possano essere positivamente concretizzati, secondo quanto previsto dalla Costituzione".
Municipale e foto della prostituta nigeriana: Jacobazzi rinviato a giudizio
Rinviati a giudizio Giovanni Maria Jacobazzi e Giuliano Molossi, prosciolto Costantino Monteverdi. E' l'esito dell'udienza preliminare, chiusa oggi, per il caso della pubblicazione di verbali d'indagine in seguito al caso della prostituta nigeriana che venne fotografata da un giornalista di Repubblica Parma sdraiata nella cella di sicurezza del comando della Municipale, dopo una retata nell'agosto 2008. Ne dà notizia il sito web parma.repubblica.it.
La vicenda risale al 2008, poche settimane dopo l'esplosione del caso Bonsu (fine settembre). Sulla Gazzetta di Parma vennero pubblicate le dichiarazioni di una prostituta uruguaiana. Quest'ultima aveva denunciato pressioni del giornalista autore della foto affinché raccontasse di presunte violenze durante la notte del controllo anti-prostituzione. Il giornalista venne indagato per violenza privata, ma lo stesso pm Francesco Gigliotti chiese l'archiviazione.
Furono indagati anche l'allora assessore comunale alla Sicurezza Costantino Monteverdi e l'ex comandante della Municipale Giovanni Maria Jacobazzi per diffusione di atti e concorso in pubblicazione di notizie d'ufficio e per violazione della legge sulla privacy: erano state diffuse, infatti, anche le generalità della prostituta uruguiana.
Oggi il giudice per le udienze preliminari Alessandro Conti ha disposto il non luogo a procedere, ossia il proscioglimento, per Costantino Monteverdi: le prove a suo carico sono insufficienti. Jacobazzi è stato invece rinviato a giudizio per tutti i reati. Molossi ha estinto il reato di pubblicazione di notizie d'ufficio tramite oblazione, ossia il pagamento di una modesta somma, ed è stato rinviato a giudizio solo per il capo d'imputazione relativo alla privacy. Il processo partirà a giugno.
MILLE PERSONE INVADONO LE STRADE DI PARMA PER DIRE "NO" ALLA MAFIA
Circa mille persone per dire no alla mafia. Una grande manifestazione ha attraversato il centro storico di Parma durante la "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime della mafia".
La manifestazione - organizzata dal Libera, dagli scout dell'Agesci e dalla Consulta provinciale studenti - è stata colorata e molto sentita, visto i tanti slogan contro la mafia che hanno scandito tutta la fiaccolata partita dopo le 19 da piazzale Santa Croce sino a piazza Garibaldi. Tanti anche gli striscioni visti durante la manifestazione a cui hanno partecipato anche tanti giovani.
Durante la manifestazione sono stati letti gli oltre 900 nomi delle vittime della mafia in tutta Italia.
L'ORGANIZZAZIONE DELLA MANIFESTAZIONE Libera, insieme ad altre associazioni e cooperative, invita le cittadine e i cittadini di Parma e provincia alla Fiaccolata in memoria di Don Giuseppe Diana e di tutte le vittime innocenti delle mafie che si terrà a Parma, questa sera alle 18. Il ritrovo, come di consueto sarà in p.le Santa Croce, in occasione del "21 marzo Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime di mafia".
Durante la manifestazione per le vie centrali di Parma, verranno letti i nomi delle vittime, più di 900, e all'arrivo in P.zza Garibaldi interverranno alcuni rappresentanti del Clan delle Vette Agesci Parma 8 e della Consulta provinciale studenti. Don Marcello Cozzi, responsabile dell'Area Formazione di Libera e membro dell'Ufficio di Presidenza, chiuderà la giornata.
Giovedì invece sarà a Parma Giovanni Tizian, il giornalista sotto scorta della Gazzetta di Modena (LEGGI LA SUA STORIA). Alle ore 18.30 presenterà il suo libro, 'Gotica', presso la libreria Feltrinelli.
Lo ha scritto Giovanni Tizian che verrà intervistato da Antonio Mascolo giovedì 22 alle ore 18:30 alla libreria Feltrinelli.
"Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi." (Rita Atria, 17 anni, Testimone di Giustizia)
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parmanews24
Il Consiglio comunale si snellisce: si passa a 32 componenti
Il prossimo consiglio comunale vedrà ridotti i suoi componenti. A partire infatti dalla nuova amministrazione che insedierà in Municipio a seguito delle elezioni comunali fissate per il 6 e 7 maggio, entrerà in vigore la legge del 2010 che prevedere lo snellimento dei consigli comunali. Per i Comuni con una popolazione superiore ai 100 mila abitanti e inferiore ai 250 mila il numero previsto è di 32 consiglieri: 8 in meno rispetto ai precedenti 40. A questi si aggiunge il sindaco che dovrà essere sostenuto da una maggioranza del 60% (19consiglieri).
L'entrata in vigore della legge provocherà anche una riduzione della Giunta: dai 12 assessori precedenti si passerà ora a un massimo di 9.
In ogni lista elettorale che verrà presentata tra il 2 e il 3 aprile dovranno figurare 32 candidati consiglieri. Per essere accettate le candidature le liste dovranno essere accompagnate da un minimo di 350 a un massimo di 750 firme di sostegno.
Ghiretti sulle PMI: "Tariffe puntuali e nuove regole per i bandi"
"Sono stati tanti e proficui gli incontri con le associazioni di categoria avuti finora. Con quelle rappresentanti gli artigiani e le piccole-medie imprese si è instaurato un dialogo costruttivo. Le loro proposte ora sono nel mio programma". CosìRoberto Ghiretti, candidato sindaco di Parma Unita, intenzionato ad agire per favorire lo sviluppo delle piccole imprese locali.
"Punto primo –spiega Ghiretti- è necessario sollevare le nuove attività dal pagamento delle tasse locali, prevedendo per tre anni agevolazioni particolari per giovani e donne. Secondo, la tariffa sui rifiuti. Ci sono piccoli imprenditori che pagano decine di migliaia di euro all'anno. La tariffa deve essere commisurata alla quantità di rifiuto effettivamente prodotta; la cosiddetta 'tariffa puntuale': si potrebbe partire dalle piccole-medie imprese, a titolo sperimentale, prima di valutare la possibilità di estenderla anche alle famiglie. Terzo, bisogna eliminare dai bandi pubblici clausole penalizzanti verso le piccole aziende del territorio. Bisogna invece favorire la formazione di ATI e calcolare esclusivamente su di esse, e non singolarmente, il possesso dei requisiti tecnico-professionali".
"Infine – conclude Ghiretti – è doveroso che l'amministrazione sottoscriva un accordo, come accaduto in passato, per assicurare liquidità alle imprese che vantano crediti nei confronti del Comune, attraverso la cessione dei crediti a favore delle banche".
POVERA PARMA: L'ALTRA FACCIA DELLA CITTA' – Alessandro, padre separato: "Così è cambiata la mia vita"
Solo pochi giorni fa è stata celebrata la loro festa. Messaggi pieni di affetto, auguri e regali per i papà.
Tra i tanti volti della paternità ce n'è uno, però, pieno di ombre e di incertezze. Parliamo dei padri separati. Sono loro i nuovi poveri del terzo millennio.
Il copione è lo stesso e i problemi tanti: la separazione, la ricerca di una nuova casa, un nuovo affitto da aggiungere al vecchio mutuo, le trafile burocratiche per vedere i figli. Cambiano vita, città e spesso lavoro. Un lavoro precario, quando riescono a trovarlo. Ma c'è anche chi, oltre alla vita 'normale', con la separazione perde anche il lavoro.
Così, all'improvviso, si ritrovano in un mondo che non è il loro. Nell'universo sconfinato della povertà.
Operai, impiegati, artigiani e commercianti, migliaia di lavoratori che la separazione e la crisi economica ha trasformato nei nuovi poveri. Uomini ai quali lo stipendio non basta più.
I dati Eurispes parlano chiaro: 4 milioni i padri separati in Italia, l'80% di loro non arriva a fine mese. Sottraendo allo stipendio di un lavoratore medio gli assegni mensili, che nel 97,9% dei casi sono a carico del marito, e quelli per il mantenimento dei figli, ai padri non resta di che vivere. Un dato su tutti: secondo l'Ami (Associazione matrimonialisti italiani, ndr) il25% degli ospiti delle mense dei poveri sono separati e divorziati.
"Un preoccupante termometro della situazione sociale", afferma Roberto Castelli, presidente dell'Associazione Genitori Sottratti che, in una lettera inviata al Ministro della Giustizia Paola Severino, sottolinea come "l'osservatorio privilegiato da cui queste associazioni guardano la scena sociale impone che anche questa, fra le emergenze sociali, venga risolta al più presto e nel migliore dei modi. Se due genitori si separano – continua Castelli – per i bambini significa quasi certamente perderne uno dei due che, di solito, nel 90% dei casi, è il padre. La percentuale di esclusione paterna dalla vita dei figli è così prepotente che ci apre a più letture. Bisogna promuovere la cultura della bigenitorialità".
Ed è questo uno degli obiettivi dell'Associazione Genitori Sottratti, che ha sede a Bologna e opera su tutto il territorio regionale. Con Giuseppe Pasqui, segretario dell'Associazione e padre separato, abbiamo provato a definire, in termini numerici, il fenomeno dei nuovi poveri. "E' difficile ad oggi poter quantificare quanti sono in Emilia Romagna i padri separati che rientrano nella categoria dei nuovi poveri – spiega – intanto perchè non esiste un vero e proprio censimento. Molti padri che si ritrovano catapultati dall'oggi al domani in questa triste realtà spesso, per vergogna o per cercare di mantenere la dignità, non parlano della propria situazione. La certezza è, però, che il trend è in forte crescita. La vita dei padri separati in questa società è immotivatamente dura. Si perdono i diritti e i piaceri dell'essere genitore – continua – si deve adempiere solo a tutta una serie di doveri, esclusivamente economici. È questa una delle ragioni che trasformano tanti uomini normali in veri e propri barboni".
Uomini come Alessandro Fino, 37 anni, ex dirigente della Lega Rugby, padre separato. Una vita, la sua, stravolta il 9 febbraio del 2009.
Alessandro aveva un lavoro, una casa, una posizione. Una vita 'normale' a Parma, la città in cui aveva frequentato l'Università e in cui aveva scelto di restare.
La sua è una triste parabola, come quella di tanti altri padri separati, tra aule di tribunali, uffici di assistenti sociali e brevi incontri col proprio figlio.
"Quella sera di febbraio, rientrando dal lavoro, trovai la casa vuota – racconta Alessandro – non c'erano la culla, il seggiolone, le foto alle pareti, i tappetini del piccolo di 13 mesi che gattonava e imparava a camminare. Il giorno dopo fui chiamato in Questura e la mano invisibile dei Servizi Sociali e del Centro Antiviolenza di Parma aveva cucito su di me il vestito del violento e del padre incapace di adempiere al proprio ruolo di genitore".
Parla senza mezzi termini Alessandro: "Sono stato considerato un violento, non meritevole di essere padre. Accusato di essere un padre disinteressato alla propria famiglia, ho scoperto che lavorare nel campo del rugby significasse essere violento e che avere la sclerosi multipla equivalesse ad essere pazzo".
Da quel 9 febbraio 2009 la vita di Alessandro non è stata più la stessa. Tante le spese processuali, i costi per pagarsi un avvocato che lo difendesse dall'accusa di violenza e un'esistenza tutta da ricostruire.
"Non avevo più un letto in cui dormire, chiedevo soldi agli amici, un prestito in banca per pagare i treni da Parma a Roma per vedere mio figlio, che lì si era trasferito insieme alla madre. Dormivo in macchina, nei parchi, dal primo conoscente disposto ad ospitarmi, anche solo per una notte".
Da dirigente affermato, con uno stipendio che gli permetteva una vita agiata, Alessandro si è ritrovato povero: "Avevo debiti con tanti, anche con legali, sono nella lista dei cattivi pagatori perché non basta nemmeno fare il cameriere, come da studente, per far fronte a spese che prima erano normali. Nel 2010 il mio reddito era di 5.400 euro, contro gli oltre 24mila che guadagnavo prima, con un lavoro ed una professionalità acquisita in anni di studio e lavoro. Mi sono ritrovato a dover accettare più di uno stage o tirocinio a 37 anni, nonostante la laurea, il master e un profilo ampio. Sono ripartito dal servire ai tavoli".
Di come sia cambiata la sua vita e dei problemi che ha dovuto affrontare Alessandro parla senza alcuna vergogna. "Negli ultimi mesi la difficoltà maggiore è stata la mancanza di una casa. In tutti questi anni a Parma ho conosciuto parecchi amici e in tanti mi hanno aiutato. È capitato anche che alle 4 del mattino a svegliarmi fossero i camion che svuotano i bidoni e io che ci dormivo vicino – confessa Alessandro che, ricordando le notti trascorse vagabondando per la città dice – qualcuno avrà pensato che fossi un profugo, a lavarmi e radermi nelle fontane o nelle camere dei reparti del Maggiore, che conosco da anni: ero solo un papà in grosse difficoltà".
Non solo difficoltà economiche per Alessandro. "Ho vissuto per anni circondato dal sospetto della gente che pensava chissà quali violenze facessi alla mia ex compagna e a mio figlio", spiega.
E quando gli chiedo se pensa che il problema dei padri separati e dei nuovi poveri sia imputabile ad un sistema giudiziario che tende, molto spesso, a tutelare maggiormente la figura materna, risponde: "Credo dipenda da un sistema più ampio, che comprende anche figure istituzionali come gli assistenti sociali. In questi anni ho conosciuto tanti assistenti sociali, psicologi ed educatori che, con una firma, hanno deciso del rapporto tra figlio, padre e madre. Il sistema va rivisto – sostiene Alessandro – ci sono tante lacune e tante superficialità che danneggiano soprattutto i bambini. Non spetta a me giudicare il sistema giudiziario sulla famiglia, ma così com'è attualmente non va. Con le associazioni di genitori abbiamo presentato, anche attraverso le commissioni parlamentari, diversi studi e proposte per modificare le leggi e proporre l'attuazione di vecchie norme mai applicate, primo su tutti il diritto alla bigenitorialità per i minori, sancito dalla legge 54/2006 e da numerosi trattati internazionali".
Da quando ha iniziato la sua personale lotta per il diritto ad essere padre, Alessandro non ha mai risparmiato dure critiche ai Servizi Sociali che si sono occupati del suo caso e al Centro Antiviolenza di Parma: "Non si possono inventare storie di violenza per garantire o vendere un 'prodotto' che non si sa gestire" - accusa, parlando del fascicolo che Questura, Servizi Sociali e Centro Antiviolenza presentarono all'indomani della denuncia dell'ex compagna e che per lui restano "8 pagine costruite ad hoc da pseudo esperti guidati forse da interessi economici".
Fidenza raggiunge il 70% di raccolta differenziata
Il comunicato stampa dell'associazione Gcr ha lo scopo di comunicare "l'eclatante risultato di Fidenza, cha raggiunge il 70% di raccolta differenziata con una produzione pro capite che punta ai 400 kg, dimostra ancora una volta l'eccessiva capacità dell'inceneritore in costruzione a Ugozzolo. Dato per scontato che i fidentini non siano ne marziani ne eroi, e che la San Donnino Servizi non sia una società infiltrata da Gcr, possiamo affermare che le performance della cittadina a ovest di Parma, costituiscano una media raggiungibile dal resto del territorio. Sempre che ci sia la volontà di andare in questa direzione."
"Fidenza – continua il comunicato - lo ha fatto togliendo i cassonetti dalle strade ed impostando un sistema di raccolta porta a porta a spinto con tariffazione puntuale che premia i cittadini che producono meno rifiuti. Basta una calcolatrice tascabile per ottenere numeri evidenti anche a bambini delle elementari, appena affacciatisi nel mondo dei numeri. Quattrocento chili di rifiuti pro capite all'anno è una quantità corretta, anche se migliorabile al ribasso, rispetto ai 605 kg di media provinciale (dati 2010). L'eccesso di produzione di rifiuti è imputabile sia alla cattiva gestione del sistema, sia all'assurda commistione tra scarti dei cittadini e scarti delle imprese, un'assimilazione che confonde ad hoc le idee e porta a conclusioni errate. Se è vero che la popolazione è di circa 420 mila abitanti, moltiplicando per 400 arriviamo a 168 mila tonnellate annue, che ridotte del 70% (raccolta differenziata che può arrivare però anche all'80%) si riduce a 50.400 tonnellate, che trattte in un Tmb a freddo (Trattamento meccanico biologico) si riducono della metà."
"Il dato insomma che ne esce è che la necessità di trattamento è di 25.200 tonnellate annue di rifiuti residui. L'inceneritore è grande 5 volte. Questi numeri non tengono conto degli ulteriori margini di miglioramento. Attuabili con un impianto di estrusione per trattare le plastiche fuori consorzio Conai, recuperando a parte pannolini/pannoloni con un altro sistema meccanico che ne ricicla le varie frazioni senza bruciarne nemmeno un grammo, incrementando le frazioni riciclabili come calzature e tessuti, compostando il verde direttamente nei parchi, e via elencando. Fidenza, a cui deve andare il plauso di tutto il territorio, ma in particolare di Parma, dimostra come anche i centri più popolosi siano in grado di affrontare il problema rifiuti in modo corretto. I margini di miglioramento sono enormi e spesso non esplorati. Soragna, Roccabianca, Trecasali, Sala Baganza, Felino, Zibello, Sissa, Polesine, Mezzani, avevano già superato nel 2010 il 75% di raccolta differenziata, sfondando, nel caso di Soragna e Roccabianca, il muro dell'80%". Il comunicato conclude con una serie di questioni "Ma che senso potrà mai avere premiare questi cittadini virtuosi se poi l'inceneritore è grande 5 volte il necessario? A cosa serve lo sforzo del territorio di eliminare rifiuti indifferenziati quando il risultato non cambia e l'impianto ne brucerà la stessa quantità? Che senso potrà mai avere bruciarvi dentro rifiuti arrivati da chissà dove mentre noi li abbiamo evitati? Insomma la domanda è questa: a che serve a Parma essere virtuosi con i rifiuti? Ci spieghino quali sono i vantaggi per i cittadini".
Fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – GCR
PARMA UNITA LANCIA "UN TWEET PER PARMA". GHIRETTI: "TOCCA ALLA POLITICA SAPER ASCOLTARE"
Roberto Ghiretti lancia "un Tweet per Parma". "Twitter è un modo molto veloce e diretto di esprimere idee e di fare proposte. La politica deve evolversi, anche negli strumenti e nei linguaggi. Non si può portare una città nel futuro, se la nostra testa è ferma al tempo del treno a vapore... o della metropolitana!".
Con "un Tweet per Parma" Roberto Ghiretti, candidato Sindaco di Parma Unita, si fa promotore di un filo diretto, 24 ore su 24, con tutti i parmigiani per accogliere idee, proposte, osservazioni. Chiunque volesse lasciare il proprio contributo sulla piattaforma virtuale potrà farlo inserendo nel messaggio l'hashtag #ideeperparma.
"La rete – dice Ghiretti – ci offre opportunità che fino a qualche anno fa erano impensabili, e praticamente a costo zero. Pensiamo al valore che torna ad avere una parola come 'partecipazione': non più retorico, ma concreto, reale. Adesso non ci sono più scuse. Adesso tocca alla politica saper ascoltare, dimostrare di avere a cuore i desideri e i bisogni delle persone".
I cittadini sono chiamati a votare nelle elezioni, amministrative o politiche, gli eletti votano gli atti, che diventano indirizzo.
In un Consiglio Comunale, ogni volta che si effettua una votazione, si può votare a favore, contro, ci si può astenere o si può uscire dall'aula.
Uscire dall'aula esprime il non riconoscere quell'assemblea come luogo deputato a decidere su quel tema particolare.
Ci si astiene se non si ritiene di avere sufficienti informazioni per esprimere un giudizio.
Quando si vota contro, è perché non si condivide quell'atto.
Si vota a favore, quando si condivide l'atto sottoposto.
Ovvio no?
In realtà non tutti la pensano così, Elvio Ubaldi ad esempio risponde solo della colpa di aver favorito l'ex sindaco Vignali e di null'altro.
Abbiamo controllato tutte le delibere con le quali sono stati approvati i bilanci di previsione e consuntivi, tralasciando le variazioni perché comprese negli ultimi, dal 2007 al 2011.
Ubaldi ha votato a favore di tutti i bilanci tranne a quello discusso il 30 agosto nel quale si è astenuto. Ubaldi durante le sua Amministrazioni ha dato vita al "Sistema delle Partecipate" e ha dato inizio ai lavori di "Parma Città Cantiere", ricordate? Era il suo slogan!
E' stata una ottima scelta di marketing per distinguersi nettamente dal centro sinistra, che prima di lui, aveva scelto l'immobilismo lasciando infatti alla città una dote da 13 milioni di Euro.
Dote che però venne dilapidata, lasciando nel 2006 uno squilibrio di 8 milioni coperti da plusvalore e oneri di urbanizzazione che, come testimonia giustamente Vignali nella sua missiva di oggi alla città, sono entrate straordinarie, consentite sì dalla legge, ma come "stampelle", non come prassi contabile.
E ora cosa fa, lo rinnega?
Ubaldi apponendo il suo voto a favore ai bilanci dell'Amministrazione Vignali ha di fatto condiviso totalmente le scelte di quest'ultima, dando continuità alla sua creazione.
Le sue responsabilità sono quindi totali e se cerca di sottrarsi a questo c'è bisogno che qualcuno glielo ricordi.
Durante il primo confronto tra tutti i candidati, organizzato il 15 marzo dal Gruppo FUCI e tenutosi presso la Sala Convegni Parma Lirica, dal pubblico qualcuno gli urlato il classico detto parmigiano "bec ad fèr".
Probabilmente non sarà il primo né l'ultimo a dirlo, tantomeno a pensarlo.
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Milano ci "scippa" la Fiera del lusso
In programma per il 2013 a Rho la fiera ospitata anche dalla nostra città.
"Il senso del lusso" è la manifestazione che riunisce tutti i beni legati al lusso e si rivolge a operatori, produttori, compratori e investitori del settore lusso a livello mondiale. L'evento ha un richiamo internazionale e si propone come centro di scambi economici orientati al mercato mondiale, inoltre, il senso del lusso è anche una vetrina privilegiata per cogliere le nuove tendenze e originali spunti creativi, in anticipo sui gusti dei consumatori
"Il senso del lusso" è la manifestazione che riunisce tutti i beni legati al lusso e si rivolge a operatori, produttori, compratori e investitori del settore lusso a livello mondiale. L'evento ha un richiamo internazionale e si propone come centro di scambi economici orientati al mercato mondiale, inoltre, il senso del lusso è anche una vetrina privilegiata per cogliere le nuove tendenze e originali spunti creativi, in anticipo sui gusti dei consumatori.
La città di Parma, da sempre legata al settore del lusso per arte, cultura e storia, è sempre stata considerata la cornice ideale in cui inserire una manifestazione d'élite ma contemporaneamente estesa su scala globale ed orientata in tre direzioni principali, tre settori che definiscono gli obbiettivi della manifestazione e al contempo danno un ordine all'esposizione: "un viaggio nel lusso" è la sezione dedicata alla dimensione sensoriale e agli stimoli che il settore del lusso riceve dalle diverse culture mondiali.
Il secondo spazio è dedicato a "il futuro del lusso" dove old e new luxury convivono nelle tendenze attuale e producono modelli per le tendenze future. Un convegno dibatterà le nuove evoluzioni del lusso nelle sue molteplici forme, punto di riferimento per strategie aziendali e investimenti a lungo termine.
Infine una sezione sarà dedicata esclusivamente a "il business del lusso" dove espositori, visitatori, trend-setter, esperti di costume e investitori si incontreranno per discutere interessanti opportunità di business. Il senso del lusso diviene in questo modo luogo privilegiato per definire nuove tendenze economiche e aprirsi a nascenti mercati mondiali.
Ma pare che, per l'anno prossimo, la Fiera sia prevista a Milano. Che la capitale della moda voglia diventare anche quella del lusso?
Università, pubblicati gli stipendi di Rettori e docenti. A Parma i più ricchi
Parola d'ordine: trasparenza. A pochi giorni dalla diffusione degli ultimi dati relativi alle retribuzioni percepite dai rappresentanti dei cittadini a Roma, in Regione e prima ancora, in Comune a Bologna, anche i membri degli organi accademici hanno pubblicato i loro compensi. Voci che comprendono sia lo stipendio come professionista, ad esempio come docente, sia i gettoni di presenza, sia le indennità di carica.
A sorpresa, l'ateneo che paga di più i suoi rappresentanti è Parma. L'indennità di carica percepita dal neo prorogato rettore Gino Ferretti, infatti, è di 47.709 euro lordi all'anno, che si sommano al suo stipendio come docente di prima fascia, quindi ordinario. Una retribuzione che corrisponde a circa il triplo di ciò che viene riconosciuto al prorettore vicario Guido Cristini, che nel 2011 ha aggiunto al suo stipendio 'solo' 16.607 euro. In compenso, se i tre prorettori percepiscono tutti 2.906 euro di bonus per l'incarico che svolgono al di là dell'insegnamento, delegati, collaboratori e senatori accademici, esclusi i rappresentanti degli studenti, non guadagnano nulla nello svolgimento delle loro mansioni accessorie. Anche il direttore amministrativo parmense, Silvana Ablondi, risulta il più pagato della regione: nel 2011, infatti, ha guadagnato ben 187.252,75 euro. Il consiglio di amministrazione dell'ateneo parmense, infine, percepisce un'indennità annuale forfettaria di 6.277,50 euro lordi, a cui si sommano gettoni di presenza dell'importo di 251,10 euro per seduta giornaliera e 129,60 per commissione. Il totale delle retribuzioni, comunque, non è calcolabile perché sul portale online dell'ateneo compaiono solo le voci di compenso relative ai bonus.
A Bologna il rettore Ivano Dionigi nel 2011 ha percepito una retribuzione di 121.289,06 euro lordi, composta dal suo stipendio come professore di prima fascia e da un'indennità di carica di 18.000 euro annui, per il ruolo ricoperto come numero uno dell'ateneo. Il prorettore vicario, Emilio Ferrari, ne ha guadagnati 95.957,78 lordi, di cui 10.000 per l'indennità di carica, superato dal prorettore alla Romagna, Guido Sarchielli, che a fine anno si è aggiudicato un compenso quasi pari a quello del magnifico: ben 120.576 euro.
La meno pagata della giunta d'Ateneo è la professoressa Carla Salvaterra, prorettore alle relazioni internazionali, che nel 2011 si è fermata a 55.061 euro lordi. Ma il più retribuito di tutti, in realtà, con 185.920,40 euro lordi all'anno, risulta essere il direttore amministrativo Giuseppe Colpani. "Qusto perché" spiegano da Palazzo Poggi "non tutte le personalità dell'ateneo percepiscono, oltre allo stipendio e all'indennità di carica, il gettone di presenza". Che viene riconosciuto alla Giunta, al Senato accademico e al Consiglio di amministrazione, per un importo lordo, rispettivamente, di 143 euro, 111 euro e 324 euro a seduta.
"Gli stipendi e i gettoni di presenza non sono aumentati quest'anno, anche sei il documento relativo ai compensi sembra riportare cifre più alte" chiariscono da Palazzo Poggi, in riferimento alle retribuzioni espresse, che rispetto al 2010 sembrano superiori di qualche migliaio di euro. Infatti, la differenza nei compensi è dovuta al fatto che l'anno scorso il bilancio dell'ateneo non ha consentito di pagare annualmente tutti i compensi previsti a causa delle risorse insufficienti, così il saldo è stato posticipato al 2011. Senza alcun maggiore esborso per le casse dell'ateneo.
"Nel 2010 l'Università di Bologna ha speso 17.278.063 euro per i rappresentanti degli organi accademici, una cifra che nel 2011 è scesa a 15.394.160 euro. Nell'arco di un anno, infatti, sono andati in pensione tre senatori accademici e, soprattutto, sono diminuiti i direttori di dipartimento: da 89 a 68".
A Modena e Reggio Emilia, invece, la linea adottata dall'Università è quella di pubblicare solamente le retribuzioni dei sette dirigenti, capitanati dal direttore amministrativo Stefano Ronchetti, 131.000 euro all'anno. I dati relativi al rettore, al vicario, ai delegati e agli organi accademici non verranno diffusi.
Anche a Ferrara, dove i dati saranno pubblicati questa settimana, le indennità superano quelle di Bologna. Il Rettore Pasquale Nappi ha infatti ricevuto un bonus di carica più alto rispetto a quello riconosciuto al collega Dionigi, 29.057 euro lordi all'anno, e il prorettore vicario Francesco Bernardi, nel 2011, ha percepito 12.150 euro in più rispetto al suo stipendio. Più basso, se paragonato al resto della regione, è invece lo stipendio del direttore amministrativo Roberto Polastri, nominato a giugno 2011, che riceverà una retribuzione di 139.108 euro annui. Nessun gettone di presenza è previsto per i membri del Senato accademico estense, e il Cda nel 2011 ha guadagnato un po' meno rispetto al 2010, 104,50 euro a seduta (1.390 per chi ha partecipato a tutte e 11 le riunioni).