Elezioni amministrative: presentate 20 liste
Sono 20 le liste che si contenderanno i voti dei parmigiani alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio prossimo.
C'era tempo fino alle 12 di oggi per depositare le liste con i nomi dei candidati alla carica di sindaco e alla carica di consigliere comunale che gli elettori di Parma troveranno sulle schede.
I candidati sindaco sono 10: fra le liste depositate c'è anche quella di Wally Bonvicini, la cui candidatura era stata annunciata nei giorni scorsi sul web.
PARMA
Elezioni2012 - Sondaggio Gazzetta di Parma:ballottaggio Bernazzoli-Ubaldi
Fra i due ci sarebbe un distacco di 21 punti percentuali:tutti i particolari, candidato per candidato, sulla Gazzetta di Parma in edicola
IL SONDAGGIO DELLA GAZZETTA DI PARMA - Oggi la Gazzetta di Parma pubblica i risultati di un sondaggio pre-elettorale sui candidati sindaco in vista delle elezioni amministrative del 6 maggio. Il sondaggio è stato realizzato dalla società Agron fra il 27 e il 30 marzo scorsi. Sono stati interpellati mille elettori, rappresentativi di tutta la popolazione adulta residente a Parma.
Stando al sondaggio, Vincenzo Bernazzoli ed Elvio Ubaldi andrebbero al ballottaggio. Il distacco fra i due sarebbe di 21 punti percentuali a favore del candidato del Pd. Molto distaccati tutti gli altri candidati sindaco.
Tutti i particolari del sondaggio, con tabelle e analisi, sulla Gazzetta di Parma in edicola
LE LISTE - Gli uffici elettorali del Comune di Parma saranno aperti fino alle 12 di oggi, martedì, ma sono già 14 le liste presentate in Municipio e che si sfideranno, previa verifica della documentazione, nella prossima consultazione amministrativa dove si sceglierà il successore di Pietro Vignali, sindaco dimessosi dopo lo scandalo 'Green Money' lo scorso settembre. All'appello mancano comunque ancora alcune liste, viste le intenzioni dei giorni scorsi, quando in dieci avevano avanzato la propria candidatura a sindaco con 19 liste collegate.
In tutto gli aspiranti candidati sindaco sono l'attuale presidente della provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli per il centrosinistra (sostenuto da Pd, Idv, Altra Politica, Per Parma che Cambia, Pdci, Parma Progressista e Pensionati Consumatori); Prima Bocchi per la Destra, Paolo Buzzi per il Pdl, Wally Bonvicini del movimento Buongiorno Italia, Roberto Ghiretti con la lista civica Parma Unita, Federico Pizzarotti per il Movimento Cinque Stelle, Roberta Roberti per le liste Parma Bene Comune e Rifondazione Comunista, Liliana Spaggiari per il Partito Comunista dei Lavoratori, Elvio Ubaldi con le liste Udc, Civiltà parmigiana e Parma Moderata, Solidale e Liberale e Andrea Zorandi per la Lega Nord.
Elezioni 2012 - Italia dei Valori: ecco la squadra dei 27
E' stata consegnata in Comune la lista dei 27 candidati consiglieri dell'Italia dei Valori, che sosterranno la corsa a sindaco di Vincenzo Bernazzoli.
Ecco tutti i nomi della squadra targata "Di Pietro":
Zannoni Roberto
Accorsini Cesare
Bernardi Daniela
Bocchi Alberto
Brandini Mario
Casale Andrea
De Simone Marialisa
Di Muro Alessandro
Ferrari Michela
Forni Caterina
Frati Fulvio
Ghironi Silvia
Gianotti Violetta
Larosa Alfredo
Lo Barco Tommaso
Lubrina Riccardo
Mascolo Francesco Saverio
Mazzoli Pietro
Memmola Angelo
Mingozzi Nicolo'
Mondelli Maurizio
Pagnanelli Arturo
Pazzoni Antonio
Pellerzi Michele
Solari Stefania
Zapparoli Leonardo
Zibani Flavio Vincenzo
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"Occhio alle truffe", nasce la collaborazione tra Questura e Unicredit
"Occhio alle truffe" è il nome del seminario che si è svolto questa mattina, alla Camera di Commercio di Parma, nato dallacollaborazione tra l'istituto di credito Unicredit e la Questura di Parma; all'incontro erano presenti il questore Salvatore Longo e il capo della squadra mobile Enrico Tassi.
Un bilancio iniziale, in sede del seminario, ha rivelato che solo nel 2011 sono state 248 le denunce per truffa nel territorio parmigiano e 42 le truffe intraprese nei primi mesi del 2012. La collaborazione tra la banca e la questura si rivolge ai clienti vittime di raggiri, spesso anziani e persone deboli, ma anche ai dipendenti dell'istituto di credito, al fine di sensibilizzarne l'attenzione: la repressione non basta, è fondamentale intraprendere un lavoro di prevenzione.
De Simone(Idv): "Ripristino delle condizioni igieniche adeguate per il Teatro Regio"
E' di qualche giorno fa la notizia (pubblicata su parma.repubblica.it) che nei magazzini generali del Comune in strada Santa Margherita utilizzati dal Teatro Regio esista un vero e proprio allevamento di galline, oche, anatre , pulcini, galli e conigli i quali scorrazzano allegramente tra stucchi e velluti di ogni tipo.
Secondo le testimonianze raccolte dall'Idv, i più informati asseriscono addirittura che sia possibile portare a casa qualche uovo fresco di giornata, per non dire poi che- per curare gli animali -viene addirittura utilizzato il materiale necessario all'allestimento delle opere. In merito alla questione M. Lisa De Simone , responsabile Cultura dell'Italia dei Valori di Parma afferma : "Per gli allestimenti delle opere in Teatro vengono spesi milioni di euro ogni anno e ricordo che i materiali già in dotazione non vengono quasi mai riutilizzati o recuperati. Pertanto il mio invito all'amministrazione ancora in carica è quello di adottare misure immediate che riportino i magazzini in condizioni igieniche adeguate alla conservazione decorosa di tutto ciò che occorre per la messinscena delle opere, nell'ottica di un risparmio assolutamente necessario, soprattutto in nome della crisi e dell'incertezza economica che da qualche tempo a questa parte colpisce duramente il Teatro."
La De Simone prosegue dicendo che :" L'italia dei Valori ha più volte evidenziato la necessità di riorganizzare e gestire con più accuratezza le risorse destinate al Regio e lavoreremo affinchè, per il futuro , inutili sprechi derivanti da situazioni come questa , che inevitabilmente gravano-poi- per forza di cose anche sui compensi dei Professori d'orchestra e dei lavoratori tutti ,non possano più trovare spazio nell'economia del teatro."
di RedazioneNuovo sondaggio: Ubaldi il più conosciuto, ma Bernazzoli fa il pieno di preferenze
Ancora sondaggi e ancora risultati che delineano una corsa a due per le prossime elezioni amministrative. Questa volta lo ha commissionato 'La Gazzetta di Parma' all'istituto Agron, il quale ha intervistato Continua...
Futuro e Libertà tra rosso e nero
Fli diviso per le elezioni amministrative di Parma. Una sezione si sposta nel centrosinistra, appoggiando Bernazzoli. Antonino Rozzi, coordinatore provinciale, con il supporto di Enzo Raisi, sosterrà la lista della Guarnieri 'Altra Politica' che, con Pd, Sel e Pdci, affianca il presidente della Provincia alla carica di primo cittadino.
La decisione dell'architetto Aldo Cozzi, ex Pdl ed ex Margherita, e di Francesca Chierici, ha posto una frattura all'interno di Fli. Ora c'è astio tra la fazione che intendeva appoggiare l'Udc e Ubaldi e l'altra, che in mancanza di un candidato per il Terzo Polo, ha preferito il centrosinistra.
La motivazione scaturisce da una linea politica che intende prediligere legalità e moralità, e quindi, non può appoggiare rappresentanti della precedente amministrazione Vignali.
"Noi con quella gente non vogliamo avere nulla a che fare – dichiara l'onorevole Enzo Raisi a 'il Fatto Quotidiano' – E siccome rispettiamo la Guarnieri, e intendiamo anche dare un segnale di novità, come Futuro e Libertà abbiamo chiesto, a chi se la sentisse, di candidarsi in quella lista. Due dei nostri ragazzi hanno liberamente scelto di farlo, autosospendendosi dal partito"
Ma l'opposizione dell'altra parte del Fli, rappresentata da Alessandro Khawatmi, non ci sta: "Lo scontro con Rozzi è di vecchia data e risale a quando la sua elezione a coordinatore provinciale è stata letteralmente calata dall'alto, cioè imposta da Roma. La gestione miope che si sta portando avanti in questo partito deve finire, pertanto chiediamo l'immediata espulsione di Rozzi, per la quale abbiamo già raccolto 150 firme, e un atto scritto di dimissioni da parte di coloro che intendono appoggiare la sinistra".
Ma lo scontro è aperto e frontale. Raisi ha ribadito che la decisione di sostenere la lista 'Altra Politica' è stata sostenuta anche dai vertici nazionali del partito, Gianfranco Fini e Italo Bocchino. "Inoltre – attacca il coordinatore provinciale – invierò una richiesta alla commissione disciplinare affinché questa persona, Khawatmi, smetta di usurpare il nome del partito".
La vicenda ha ovviamente creato malumori tra le file del centrodestra che accusa i finiani di opportunismo e mancanza di dignità politica.
Tra le file 'rosse', invece, l'indignazione per l'arrivo di esponenti di Fli sembra essere passato o, quantomeno, ridimensionato. Il segretario del Pdci di Parma Ettore Manno ha detto che "se non si fossero dimessi da Fli non avremmo potuto accettarli nella coalizione, ma siccome si tratta di un'adesione individuale alla lista, e non di un inciucio politico, non possiamo che prenderne atto".
La Lega contro tutti: "Noi alternativi all'asse Pdl – Pd – Udc"
"Pdl, Pd e Udc uniti per la crescita dell'Italia": potrebbe sembrare uno slogan elettorale e in effetti lo è. Ma al contrario: il candidato della Lega Nord al Comune di Parma, Andrea Zorandi, parte infatti da qui per attaccare i 'big' della competizione elettorale amministrativa, diversi nelle posizioni politiche ma accomunati da una visione del potere che a volte pare speculare.
"A livello nazionale questa intesa ha portato a risultati che sono sotto gli occhi di tutti da diversi mesi: sono cresciuti la disoccupazione, l'inflazione, Imu e Iripef, l'età pensionabile, i licenziamenti, i fallimenti al pari di bollette della luce e del gas, benzina, corruzione, povertà, debiti del sud del Paese che paghiamo anche e soprattutto qui come i rifiuti del Mezzogiorno che smaltiamo qui cresce qui".
Anche a Parma quest'unione ha portato i suoi frutti: "I rappresentanti di questi partiti sul territorio, Buzzi, Bernazzoli e Ubaldi, non contenti della crescita dei debiti conseguenti alle loro gestioni amministrative hanno deciso di ricandidarsi nell'intento evidente di proseguire il lavoro di spartizione e di distruzione del territorio sulla pelle dei cittadini e a favore dei soliti amici".
Un disegno che secondo Zorandi può esser fermato con una scelta di campo di chiusura netta con il passato e con gestioni che non hanno certo brillato per lungimiranza e oculatezza, "dicendo sì a chi, diversamente, non si è mai compromesso né mischiato a questo gioco come ad esempio la Lega Nord".
L'INTERVISTA – Zorandi: "Obiettivo ballottaggio. Le priorità della Lega: lavoro e sicurezza"
Tutti alla ricerca di arrivare al ballottaggio senza le troppo distacco dalle 'lepri' che in questa corsa elettorale sembrano partire col favore dei pronostici. E così, dopo la Roberti, Bocchi e Pizzarotti, all'elenco degli aspiranti 'ballottaggisti' si aggiunge anche Andrea Zorandi, medico parmigiano doc alla guida della Lega Nord locale dal 2007 e già candidato alla tornata elettorale dello stesso anno. Allora l'1,7% di preferenze non gli valsero neanche un posto in Consiglio Comunale e, come minimo, puntare a fare meglio di cinque anni fa, è l'imperativo per la sezione leghista di Parma. Una sezione che il 54enne Zorandi guida proprio dalla vigilia di quell'esperienza e che, tranquillizza lui stesso, è completamente esterna alle vicende nazionali che negli ultimi tempi sembrano ridisegnare il movimento 'celodurista' non più compatto come una volta.
Si parla troppo spesso di una Lega Nord divisa: perché? Cosa sta succedendo al suo interno?
"A livello nazionale la situazione non è poi così complessa come sembra. Ci sono stati dei confronti su idee ed opinioni riguardo lo sviluppo futuro del movimento, con dei contrasti che sono normali in un partito in espansione. Se aumentano le teste pensanti è sempre positivo, anche se può portare a degli scontri".
Ed è così anche a livello locale?
"A livello locale la situazione è un quella di gruppo unito, che sta lavorando bene e che è cresciuto negli ultimi quattro o cinque anni".
Quindi le apparenti divisioni tra Maroni e Bossi non stanno creando nessun problema alla Lega Nord?
"No, assolutamente. Questa netta distinzione non c'è. Poi, come in tutte le famiglie –perché di grande famiglia si tratta parlando della Lega- c'è chi è più vicino ad un genitore piuttosto che ad un altro. Ma ci sta. Però, la direzione in cui stanno portando il partito è unica. Certo, c'è chi è più favorevole a restare isolati nelle grandi occasioni elettorali, andare da soli, e poi c'è chi invece è più propenso a cercare contatti e ripercorre la strada fatta col Pdl. Questi sono i motivi più intensi di contrasto, ma come si vede in giro per la Penisola, sono cose che restano a livello locale".
Appunto, parliamo di livello locale. Nel 2007 la percentuale ottenuta da Zorandi e dalla Lega è stata molto bassa. Si ricandida per migliorare quel risultato?
"La percentuale bassa di allora è dovuta al momento in fase calante che stava attraversando il movimento sia a livello nazionale che per contrasti tra alcune persone qui a Parma. Quando ho preso in mano il partito, un po' catapultato da qualche amico in questa realtà, è stato proprio prima di quelle elezioni e in un mese e mezzo si è potuto fare poco. Se non altro da lì, come dichiarai al momento dello spoglio, sarebbe cominciata la nostra campagna elettorale per queste elezioni. E così effettivamente è stato. Abbiamo cercato di farci sentire attraverso i media e i fatti, purtroppo per la città, ci hanno dato ragione al 100%. Anche per queste ragioni ai miei superiori è sembrato corretto chiedermi se volevo presentarmi ancora. I collaboratori hanno accettato all'unanimità e quindi, nonostante alcune perplessità dovute ai miei impegni professionali, ho accettato di buon grado. Anche per portare a termine un percorso iniziato faticosamente cinque anni fa".
A proposito di media e di farsi sentire: lei crede che i mezzi d'informazione vi diano lo stesso spazio degli altri o riscontrate alcune difficoltà?
"Bè, qualche difficoltà con alcuni media ci sono sempre state, anche perché in questi anni eravamo un'opposizione esterna al Consiglio Comunale. E a maggior ragione avevamo bisogno di quei mezzi per farci ascoltare".
E adesso sta succedendo ancora?
"Adesso la nostra polemica è stata esclusivamente verso un ordine professionale, che come tale dovrebbe essere super partes, ma che deliberatamente fa scelte a priori. Non è tanto un affronto nei nostri confronti, ma soprattutto discriminatorio nei confronti dei loro iscritti che magari la pensano come noi e probabilmente voteranno Lega. Non mi è sembrato un comportamento corretto, ma mi è sembrata una caduta di stile piuttosto importante".
In un momento storico nel quale Parma è quasi la patria del civismo, voi vi proponete agli elettori con un partito nazionale, con un modello completamente opposto. È questo quello che vuole la gente?
"Ma a Parma più che di civismo si parla di personalismo, perché in realtà ci sono liste ideate, progettate e realizzate su una singola persona, spesso e volentieri uscita da un partito, che le usa per nascondere le alleanze che a livello nazionale non sarebbero accettabili. Esempi chiari vengono dalle giunte Ubaldi, nelle quali si è sottratto alla sinistra diversi consiglieri e assessori, cosa che probabilmente nell'ambito di un partito come poteva essere Pdl e Udc non sarebbe stata facilmente digeribile. Però guardi, la lista civica senza simboli, senza partito è un escamotage puramente elettorale che non ha niente a che fare col vero civismo".
Può essere anche quello che sta succedendo ora nel centrosinistra?
"Certo, è quello che succede adesso nel centrosinistra, che sta succedendo con la rinascita di Civiltà Parmigiana o con la lista di Ghretti. Sono tutte liste che nascono su personaggi che bene o male sono tutti politici di professione".
Parlando un po' del vostro programma, uno dei punti sul quale vi concentrate spesso è quello della sicurezza.
"Esatto e noi riassumiamo tutto in due semplici punti: prevenzione dei reati e controllo del territorio. In una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo, la nostra preoccupazione è che si creino dei conflitti tra poveri, immigrati, magari clandestini che cercando di sbancare il lunario, e italiani che hanno perso il posto di lavoro e che si vedono nello stesso modo in difficoltà. Questo facilita la criminalità: quando non si trova il modo legale per mangiare, si ricorre ai reati. Il nostro obiettivo sarà quindi cercare di reperire e creare nuovi posti di lavoro per far sì che la gente non debba essere attratta dalla illegalità, dalla micro e marco criminalità".
Quindi sicurezza partendo dal lavoro.
"Si, questa è la nostra idea. E il lavoro sarà uno dei temi fondamentali per la Lega Nord, perchè se non c'è quello non c'è futuro e di conseguenza diventa drammatica la situazione sociale e civile nella quale si vive. Allo stesso modo, chiaramente, essendoci anche una criticità migratoria a Parma, il controllo del territorio è molto importante. Si deve ridare fiducia nei cittadini di vivere la propria città, il proprio quartiere, il proprio condominio e quindi diventa importante l'utilizzo della Polizia Municipale nei quartieri, affiancati dalle forze dell'ordine istituzionali, per dare l'effettiva sensazione di sentirsi sicuri. In questo modo la gente diventa promotrice di sicurezza, controllore del territorio. E a costo zero".
Appunto, capitolo costi: sul debito cosa dice? È solo colpa delle società partecipate?
"No, perché c'è quello del bilancio comunale e uno delle partecipate. E fiscalmente vanno tenuti divisi. Non bisogna pensare di risolvere tutto con le partecipate, perché il problema è che il bilancio è negativo per l'eccesso di spese che si sono create in questi anni. Alcune giustificabili, altre no, come l'enormità di spese per le consulenze esterne. Prima di tutto, quindi, bisogna mettere mano rigorosamente al riequilibrio tra entrate e uscite e poi vedere come sono stati usati i finanziamenti. Parma ha la più alta percentuale in Italia riguardo l'utilizzo di oneri straordinari di finanziamenti usati per coprire i buchi di spesa corrente. Questo ha significato sottrarre il 75% di finanziamenti per investimenti in città. Ovviamente c'è anche il discorso partecipate, che è pesante, ma anche qui si deve scindere dalle altre quelle che hanno una funzione strategica, come quelle della Pasubio o della stazione. È impensabile non completare edifici così importanti o lasciare un quartiere perennemente come cantiere. Più utile, invece, sarà dismettere quelle che non hanno alcuna funzione strategica o che presentano bilanci fuori controllo, come la Spip".
Anche a Parma la Lega Nord ha deciso di correre da sola. Ma se si dovesse arrivare al ballottaggio come vi comportereste? Un ritorno con il Pdl è improponibile?
"Il nostro obiettivo è andare noi al ballottaggio e quindi saranno gli altri a venire a chiedere alla Lega se potranno essere utili ad una causa comune. A quel punto però le direttive e le idee saranno le nostre e molti dovranno adeguarsi. Noi siamo convinti che si va al ballottaggio perche la sinistra è altrettanto divisa del centrodestra, viste certe liste e certi personaggi piuttosto ingombranti stanno creando diversi mal di pancia. Ricordo espressamente la lista d'appoggio a Bernazzoli della Maria Teresa Guarnieri, nella quale sono confluiti candidati ex centrodestra, anzi destra perché provenienti da An. Poi ci sono anche dentro i liberali, e insomma, non so se sarà accettabile tutto questo,non so con quale leggerezza possano far parte di un programma dove ci sono anche esponenti ed idee di sinistra. Noi invece puntiamo a far emergere le cose negative delle precedenti amministrazioni, fare tabula rasa e ripartire su una struttura pulita, con un atteggiamento ben più morale, rivolto veramente alle famiglie, ai cittadini e non ai soliti pochi noti amici di amici".
Da quanto la Lega manca in consiglio? Realisticamente potrebbe essere quello il vero obiettivo?
"Oramai sono vent'anni. Adesso puntiamo al ballottaggio, appunto, e ad entrare in consiglio in numero necessario per fungere anche da ago della bilancio nelle decisioni che l'amministrazione vorrà prendere".
Bernazzoli: "Lasciamo perdere le opere faraoniche, ristrutturiamo il Palazzetto dello sport"
"L'associazionismo sportivo rappresenta un importante patrimonio sociale per la città e i suoi quartieri. La priorità sarà avviare un percorso condiviso, partecipato, che porti al recupero e alla valorizzazione Continua...
Parma Che Cambia: ecco i 31 in lista. La Pietra (e non Simone Rossi) capolista
Annunciati i 31 membri della lista Parma Che Cambia. Contrariamente alle previsioni il capolista sarà l'ex candidato alle primarie del centrosinistra Giuseppe La Pietra e non Simone Rossi (anch'egli ex delle primarie).
La Pietra Giuseppe - coordinatore per la formazione professionale
Bassi Hassan - cooperatore sociale, portavoce Verdi Parma
Rossi Simone - ingegnere
Alessandrini Maria Chiara - impiegata, segretaria circolo cittadino Sel
Azzolini Sergio - pensionato
Barbacini Francesco - idraulico
Bertozzi Paolo - ingegnere ambito edilizia sostenibile
Bigi Francesco - lavoratore autonomo
Bottioni Pietro - studente universitario
Capelli Eugenio - pensionato
Capelli Paola - impiegata assicurativa e ambientalista
Crotti Mariangela - impiegata, attivista del WWF
Fabridi Lalli - commessa
Ferrante Stefano - operaio metalmeccanico
Gabelli Michele - parrucchiere
Grassi Silvio - pensionato
Lori Fulvio operaio - dipendente Barilla
Monica Alessandro - dipendente TEP
Montermini Paola - operatrice sociale
Natale Salvatore - responsabile di Fast Food
Padovani Alberto - educatore e musicista
Paladini Flavia - formatrice professionale
Palmieri Marco - assicuratore
Pessina Gabriele - educatore
Porcari Marco - universitario e rugbista
Ranalli Roberto - dirigente d'azienda
Rustici Daniel - studente universitario
Scrivano Maurizio - imprenditore
Stancu Gheorghe - operatore chimico, referente comunità rumena
Vegetti Andrea - insegnante e musicista
Villatora Ornella - responsabile di servizio
Buzzi contro le spese 'immorali' delle campagne elettorali
Cominciano a girare le prime cifre relative ai budget della campagna elettorale per le comunali 2012. Paolo Buzzi, candidato sindaco del PdL, commenta così i primi rumor pubblicati dal nostro quotidiano:
"C'è ben poco da dire: se le cifre che stanno circolando in queste ore dovessero essere confermate – anche se l'esperienza mi dice che, alla fine, i candidati che arriveranno al ballottaggio spenderanno molto di più – penso proprio che qualcuno dovrebbe cominciare a vergognarsi a farsi vedere in giro a Parma."
"In questo momento di crisi - continua Buzzi - in cui si chiede agli italiani di tirare la cinghia, ammettere di essere pronti a spendere 300 mila euro per diventare sindaco di Parma è veramente immorale. Soprattutto se ci si propone come un candidato 'di sinistra' che va in giro ad incontrare i lavoratori che stanno per perdere il posto di lavoro. E sia chiaro, anche chi dichiara di spenderne 100 o 80 mila, non è da meno. La scelta di infestare la città con il proprio 'faccione', tre mesi prima delle elezioni, penso che non paghi più e al massimo serve a mettere a nudo una smania di protagonismo che nasconde – come direbbero gli psicologi – profonde insicurezze personali. Parma ha bisogno di rigore e di austerity: per questo abbiamo optato per una campagna elettorale low-cost, che privilegia i nuovi social-media, limitando al minimo il materiale cartaceo ed utilizzando esclusivamente supporti riciclati. Una campagna, insomma, 'a impatto zero'."
"Un ultimo pensiero è per Enrico Arillo che ieri ha firmato come 'Popolo Viola' un comunicato 'dubbioso' sulla regolarità della nostra raccolta firme e che oggi annuncia di candidarsi nella lista del Pdci che appoggia Bernazzoli: se avevamo ancora qualche dubbio sull'ispiratore di quelle accuse infamanti – che hanno valso al "povero" ex viola una querela – la 'geniale' mossa del compagno Arillo ce l'ha tolto del tutto".
Bernazzoli: "Impostori chiedono soldi a mio nome". E intanto segnala il suo vero codice iban
Impostori che chiedono soldi ai commercianti del centro in nome del candidato sindaco del Pd. Bernazzoli non ci sta, e dopo aver sporto regolare denuncia, ringrazia i suoi sostenitori e segnala il corretto codice iban su cui, per chi volesse, si possono effettuare versamenti per sostenere la sua campagna elettorale:
"Ringrazio tutti coloro che, con grande senso civico, mi hanno segnalato come alcuni impostori, spacciandosi per componenti del mio comitato elettorale, stiano bussando alla porta dei commercianti del centro storico per chiedere denaro a sostegno della mia campagna per le elezioni comunali. Si tratta di gesti che meritano di essere condannati, commessi da persone che nulla hanno a che fare con il mio staff e con le forze politiche che mi sostengono. Per questo ho deciso di sporgere formale denuncia contro ignoti. Allo stesso tempo, colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che mi stanno aiutando a sostenere la mia campagna elettorale per aprire, già da oggi, una nuova stagione di buon governo della città. Chiunque volesse aderire a questo impegno può contribuire tramite un regolare versamento. Questo il codice iban: IT67 R 062 3012 7800 0003 6165 804."
Vincenzo Bernazzoli, candidato sindaco.
Guarnieri: "Al primo posto i pagamenti alle imprese"
Dopo la soddisfazione espressa nei giorni scorsi da Maria Teresa Guarnieri per l'accordo sulla ripresa dei lavori al cantiere della Stazione, la leader di Altra Politica chiede al Commissario straordinario Mario Ciclosi di intervenire con urgenza per pagare i debiti con i fornitori.
"Per un cantiere che si sblocca, troppe sono ancora le situazioni di emergenza, sia da un punto di vista dei cantieri già aperti che, più in generale, delle imprese che attendono il pagamento di lavori già ampiamente conclusi.
Non si può dimenticare – ricorda la Guarnieri – il fatto che dietro ogni impresa che attende il saldo per un lavoro già svolto ci sono famiglie che con quello stipendio devono sopravvivere. In questo momento di crisi non ci si può permettere di perdere neanche una impresa e meno che meno non si può consentire che sia un ente come il Comune di Parma ad essere motivo di difficoltà per imprenditori e lavoratori".
Per questo motivo Altra Politica chiede al Commissario Ciclosi di attivarsi perché "lo sblocco dei pagamenti venga messo in questa fase al primo posto, fermo restando che il prossimo Sindaco di Parma sarà chiamato a risolvere il problema dando priorità e scadenze certe a quello che nei fatti è il simbolo più evidente del fallimento della passata gestione amministrativa".
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Sondaggio conferma: Bernazzoli più 20 su Ubaldi
La Gazzetta di Parma ha pubblicato un sondaggio su un campione di mille parmigiani effettuato dall'istituto di ricerca Agron dal 27 al 30 marzo. Stando alla ricerca Vincenzo Bernazzoli ed Elvio Ubaldi si contenderanno la carica di sindaco al ballottaggio. Al primo turno Bernazzoli distaccherebbe Ubaldi di 20 punti. Molto più lontani gli altri candidati.
Una stima che non si discosta dalla precedente rilevazione effettuata da Swg nelle settimane scorse, quando ancora non si erano schierati tutti e dieci gli attuali candidati. Come affermato da Enzo Risso, direttore di Swg, Bernazzoli staccava Ubaldi di almeno 20 punti percentuali LEGGI.
Ecco i dati in sintesi: Pdl 9%, Lega Nord 6,5, Parma bene Comune 5,2, Parma Unita 4,2, Movimento 5 stelle 3,4, La Destra 0,5, Pcl1,1%, Buongiorno Italia 0,5. Indecisi il 35%.
Il sondaggio azzarda l'ipotesi che la forchetta entro cui si muove il candidato del centrosinistra potrebbe arrivare al 49%, per cui il secondo turno sarebbe per Agron "assai probabile ma non sicuro". Secondo il sondaggio diffuso dal quotidiano, però, il candidato più conosciuto tra la gente rimarrebbe Elvio Ubaldi.
Quello che si può desumere dalle rilevazioni è il ruolo di ago della bilancia che avrebbero al secondo turno gli altri candidati a sindaco e in particolare Roberto Ghiretti di Parma Unita, Paolo Buzzi del Pdl, Andrea Zorandi della Lega Nord, Federico Pizzarotti del M5S e Roberta Roberti di Parma Bene Comune. I quali, ricominciando da zero la partita elettorale, il 20 e 21 maggio avranno una parte importante nella scelta degli apparentamenti.
50 commenti a "Sondaggio conferma: Bernazzoli più 20 su Ubaldi"
- gia' scrive:
ghiretti ,come troppo spesso succede ha ragione eccome…lui e i grillini sono molto al di sopra del sondaggione taroccone,altri illustri ex sindaci e vice molto AL DI SOTTO.
i poteri forti colpiscono ancora. - giusto scrive:
ghiretti nelgi ultimi 15 anni dove era ?
era a fare il suo lavoro!!!!!
prima di sparare sciocchezze inenarrabili bene collegare cervello e mano. ghiretti non fa parte delle consorterie parmensi e delle varie congreghe ,è una persona fuori dai giorchi e lo sanno tutti. tranne chi non vuole saperlo o fa finta di non saperlo!!! - Napodano scrive:
Vorrei tanto che questa volta l'influenza patogena della gazza non vincesse….
- Simone scrive:
Va beh, ma se leggo il post di Ghiretti sto male. Parla di altri numeri… e quali sarebbero? Lui incarna il cambiamento? E' sceso dal cielo per divina intercessione??
Allora.. il sondaggio è fatto dalla Gazza e si sa che è pilotato. I risultati mi sembrano un po' a caso.. soprattutto questo Bernazzoli dato altissimo! Certo, è vero che ha messo insieme tutti, ma gli elettori non sono mica stupidi! La gente di sinistra lo sa che è il burattino degli industriali. E comunque A SINISTRA SOLO LA ROBERTI! - civico vero scrive:
Ghiro guarda che ti confondi con gli esami del sangue… di alto c'hai solo il colesterolo….
- gustavo scrive:
@Ghiretti
Ma tu dove eri negli ultimi 15 anni?
A meno di problemi di omonimia il sig. Ghiretti era pappa e ciccia coi vecchi politici negli ultimi 15 anni.
A meno che essere in giunta al comune non sia sport e votare le delibere della amministrazione Vignali un hobby il sig. Ghiretti è, a un livello comunque appena un po più basso, esattamente come quelli che lui denuncia.
Gli unici che non sono mai stati invischiati negli ultimi 15 anni di politichette e magna magna sono in pochi…. e vengo bellamente ignorati dal Corierino degli Industriali.
Movimento 5 stelle, l'incubo di tutti i politici e maledizione dei raccomandati ed inciucioni.
Quel 10% di Parma che controlla tutto ha paura di loro perchè romperebbero tutti gli equilibri fondati su scambi di favori e interessi personali.
Il restante 90% finalmente avrebbe pari dignità e diritti.
- Roberto Ghiretti, Parma Unita scrive:
Ghiretti: " Tutti gli indecisi sono stanchi dei vecchi politici"
" Sappiamo tutti che non bisogna dare troppa importanza ai sondaggi. I sondaggi si possono fare in mille modi. Dipende da chi si intervista, dalle domande che si fanno. Noi abbiamo altri dati, altrettanto seri e rigorosi, che non corrispondono affatto a quelli pubblicati oggi. Anzi, che ci vedono crescere costantemente ogni settimana. Ma soprattutto è molto diversa la sensazione che noi abbiamo ogni giorno girando la città e incontrando le persone". Roberto Ghiretti, candidato sindaco di Parma Unita, commenta così i numeri usciti dall' ultimo sondaggio pubblicato sugli organi di informazione. E guarda soprattutto al dato degli indecisi: " Dov'è, in questi numeri, la voglia di cambiamento, di girare pagina? In realtà c'è molta disaffezione verso la politica, molta diffidenza. Un cittadino su tre non sa cosa votare, e questo significa che sicuramente non vuole votare i soliti not i, le solite facce. Guarderanno alle proposte e noi siamo pronti".
" Noi siamo l'unica alternativa credibile ai soliti nomi – precisa Ghiretti -. La nostra corsa è da passisti, lo sapevamo. Siamo senza partiti perché non volevamo scendere a compromessi, siamo senza grandi finanziatori perché non volevamo fare favori a nessuno. Questo significa poter fare esclusivamente gli interessi dei cittadini. Continuiamo la nostra corsa per vincere e alla fine vedremo che cosa vogliono davvero i parmigiani".
- Carlo scrive:
Girando per la strada e parlando con le persone non ho avuto l'impressione che sia tutto questo consenso per i due candidati indicati dal sondaggio come "finalisti" al ballottaggio.
- indecisaperniente scrive:
Gli indecisi al 35%? Allora 100%- 35%(indecisi)= 65%, 65%-30,40% ( liste e partiti minori)= 34,60% (avanzo), 34,60%-20% Berny= 14,60 Elvis!
20% Berny+ 35% indecisi= 55% Berny al 1° turno
14,60 %Elvis+35% indecisi= 49,60 Elvis!
La matematica dovrebbe essere certezza!
Ma sarà!? Che attendibilità può avere un sondaggio con il 35% di indecisi e con chi ha raccontato balle sulla preferenza? Cara Gazzetta ….NESSUNA!!!! - nanny scrive:
Forza Gazza!! Avanti così! A Ponte Caprazucca pippa il C….! Con tutti i soldi che hanno tirato fuori per Caro Berny non siete neanche riusciti a far venir fuori un sondaggio che lo dia al 50,01% al primo turno! La prossima volta risparmiate i soldi per far qualcosa di più utile!
Parma progressista: "Ridare centralità a Consiglio comunale"
"Negli ultimi quindici anni- si legge nel comunicato della Lista per Parma Progressista, Socialista, Laica- il Consiglio Comunale, anche a causa della volontà dei Sindaci, è stato ridotto a mero ratificatore delle decisioni assunte altrove, non solo in Giunta, ma anche e soprattutto nella miriade di società partecipate che ruotavano intorno al municipio.
Ciò non solo ne ha svilito il ruolo di consesso principe della vita politica ed amministrativa della città, in grado di riassumere le sensibilità e il comune sentire dei parmigiani, ma ne ha completamente svilito la funzione di controllo, essendo le decisioni più importanti spesso state assunte in anonimi Consigli di Amministrazione, alla faccia della sempre tanto decantata partecipazione dei cittadini.
I nostri candidati consiglieri- prosegue la nota- si impegneranno in prima persona affinché il Consiglio Comunale torni ad essere il luogo deputato prima alla discussione e poi alla decisione sulle tematiche più importanti per la vita amministrativa di Parma. Una ritrovata centralità del Consiglio Comunale, come luogo di incontro ed ascolto dei cittadini, diventa ancora più urgente nel momento in cui vengono aboliti i Consigli di Quartiere, che hanno sempre rappresentato un momento di collegamento tra i bisogni dei parmigiani e l'amministrazione comunale. A tal proposito, fatto salva la non onerosità imposta dalla legge, è necessario prevedere nuove forme di consultazione degli abitanti dei quartieri e delle frazioni di Parma, affinché il solco creatosi in questi anni e l'autoreferenzialità di alcune scelte, non si aggravino ulteriormente".
Un commento a "Parma progressista: "Ridare centralità a Consiglio comunale""
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Nel comune, come riformato dopo Tangentopoli, il Consiglio non conta più nulla. E' il luogo dove si votano le decisioni già prese dal sindaco. Maggioranze Blindate. Impossibilità di maggiornaza e opposizione di fare proprio anche un solo ordine del giorno comune sullo stesso argomento.
VOLETE SVILIRE IL CONSIGLIO ANCORA DI PIU'. Semmai occorrono elementi di TRASPARENZA Amministrativa seria e sollecita, non come quella di Bernazzoli sull'accesso ai dati sull'inceneritore, nonchè elementi di democrazia diretta come quelli proposti dai Grillini, Ghiretti e Ubaldi.
M5S e Roberti: ecco quanto spendiamo
Il tema dei finanziamenti tiene banco nlla campagna elettorale di Parma. Ad un giorno dallo scadere dei termini per la presentazione della liste Federico Pizzarotti, candidato sindaco del M5S attacca il Pd e il suo candidato Vincenzo Bernazzoli sfidandolo a rendere pubbliche le fonti di provenienza dei fondi della campagna. I Grillini fanno sapere su facebook che spenderanno in tutto circa 5 mila euro a fronte, dice il movimento, dei circa 300 mila del Pd. "Trovate le differenze", commenta Pizzarotti sul social network.
Intanto anche la lista degli ex indignados, Parma Bene Comune, che si presenta alle elezioni con la candidata sindaco Roberta Roberti, rende noto sul suo sito il bilancio delle spese elettorali sotenute fino ad oggi. In particolare si tratta di 4 mila e 907 euro di entrate di cui 900 raccolte ai banchetti, 900 dai candidati in lista, e 3.100 Messi dalla stessa roberti. Le spese ammontano invece a 989 euro: 60 euro per lo spazio del sito web, 105 euro per gli affitti delle sale delle assemblee, 589 euro per i costi di tipografia, 153 euro per lo striscione, 50 euro per la sede, e 30 euro di varie.
15 commenti a "M5S e Roberti: ecco quanto spendiamo"
- popolo marrone scrive:
Complimenti ghiro, un centino di spesa per raccattare sì e no il 4%!
e dire che la comunicazione dovrebbe essere il tuo mestiere…
Perché non provi con un'altra partita della nazionale cantanti che magari arrivi al 5? - susy scrive:
Propongo un sondaggio più stimolante alla Gazzetta: quanti e quali sponsor hanno Ubaldi, Bernazzoli e Ghiretti da tappezzare la città di gigantografie negli spazi a pagamento? Sarebbe interessante vedere pubblicati anche i loro bilanci sui giornali, invece di patetici sondaggi
- rudo scrive:
Ubaldi perchè non rispon di?
http://parma.repubblica.it/cronaca/2012/04/01/foto/perch_ha_parcheggiato_l_-32591388/1/
bel segno di arroganza e la cosa sta montando nei social network - Luca Rizzelli scrive:
mi fa piacere vedere come tutti si stanno preoccupando di dire quanto spendono nelle loro campagne elettorali ai cittadini,l'esempio del movimento 5 stelle noto che sta prendendo piede…bene bene…vorrà dire che anche se non andremo al governo della città,ci sarà qualcuno che applicherà i nostri buoni propositi…o che non sia tutta una farsa x togliere voti?a voi l'ardua sentenza popolo parmigiano!la campagna elettorale è iniziata!
Guarnieri: prioritario pagare le imprese
Maria Teresa Guarnieri (Altra Politica) sui pagamenti alle imprese.
Nei giorni scorsi abbiamo salutato con favore il raggiungimento di un accordo con le imprese che lavorano al cantiere della Stazione da parte del Commissario Straordinario Mario Ciclosi.
Va però sottolineato come per un cantiere che si sblocca, troppe sono ancora le situazioni di emergenza, sia da un punto di vista dei cantieri già aperti che, più in generale, delle imprese che attendono il pagamento di lavori già ampiamente conclusi.
Non si può dimenticare il fatto che dietro ogni impresa che attende il saldo per un lavoro già svolto ci sono famiglie che con quello stipendio devono sopravvivere.
In questo momento di crisi non ci si può permettere di perdere neanche una impresa e meno che meno non si può consentire che sia un ente come il Comune di Parma ad essere motivo di difficoltà per imprenditori e lavoratori.
Per questo motivo chiediamo al Commissario Ciclosi di attivarsi perché lo sblocco dei pagamenti venga messo in questa fase al primo posto, fermo restando che il prossimo Sindaco di Parma sarà chiamato a risolvere il problema dando priorità e scadenze certe a quello che nei fatti è il simbolo più evidente del fallimento della passata gestione amministrativa.
Un commento a "Guarnieri: prioritario pagare le imprese"
- Teresa il Pappagallo scrive:
Adesso copi anche gli interventi di Elvio di una settimana fa! Complimenti.
La priorità dichiarata da Ubaldi è quella di finire il possibile dei progetti modificati dalla megalomania Vignaliana e pagare i fornitori.
Potresti provare ad usare contenuti innovativi, se ne fossi capace. Ma dubito.
Cultura, Udc: perché Pd non sostiene Parma?
L'intervento dell'Udc su Parma Capitale Europea della Cultura 2019
"Ci aspettiamo una risposta sulla questione della candidatura di Parma a Capitale Europea della Cultura 2019 da parte dei consiglieri uscenti del Pd che a maggio 2008 avevano votato a favore della delibera e che oggi si ripresentano a sostegno di Bernazzoli. Il Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani a Bruxelles ha sostenuto pubblicamente la candidatura di Ravenna dimenticandosi della nostra città: ci auguriamo che abbiano la forza di smentirlo e di lavorare su questo progetto". Queste le parole di Matteo Agoletti, candidato Udc, alla conferenza stampa organizzata nella sede parmigiana del partito per riportare lʼ attenzione sulla questione.
"Contrariamente a chi afferma che con la cultura non si mangia, siamo convinti che con la cultura possiamo alimentare molto il nostro territorio che è intriso di tradizione e ha anche un forte potenziale di innovazione in questo
senso – ha dichiarato Stefano Bianchi candidato consigliere – Riteniamo di poter competere alla pari con altre realtà italiane purché la prossima amministrazione decida di affrontare subito il tema richiamandosi al mandato
che fu approvato allʼ unanimità dal Consiglio Comunale".
Presente alla conferenza anche lʼ onorevole Mauro Libè che ha affermato che "La cultura è un filo conduttore nazionale. Parma ha tanto da dire ma la strada è in salita. Bisogna essere molto pratici: occorre efficientare le risorse.
Il Regio per esempio può dare molto di più spendendo forse qualcosa in meno. Serve tanto lavoro di preparazione, di relazione, di lobbying nel senso più positivo del termine. È necessario portare la cultura ad un livello accessibile, rimanere legati al sistema ma nello stesso tempo sperimentare; tutto questo con le risorse che Parma già ha".
4 commenti a "Cultura, Udc: perché Pd non sostiene Parma?"
- camerata scrive:
Fare un comunicato sulla Cultura e poi candidare come Matteo Agoletti è una contraddizione in termini…Agoletti: un'idea in Comune? No, un'idea fissa, sempre la stessa..
- MediaMente scrive:
Di seguito il comunicato stampa di MediaMente che presenta il convegno sulle aspiranti capitali europee della cultura, dove però Parma non viene citata
LE ASPIRANTI A "CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA" SI INCONTRANO IN VISTA DELLA CANDIDATURAIniziativa del Comune di Ravenna, che il 14 aprile riunisce a convegno le 18 "concorrenti" italiane per discutere quale ruolo deve avere questo titolo e con quali modalità partecipare alla selezione. Fra gli l'interventi è previsto anche quello del Ministro per i Beni e le attività culturali, Lorenzo Ornaghi
Quale città italiana sarà la Capitale Europea della Cultura nel 2019, quando toccherà appunto al nostro Paese l'ambìto titolo comunitario? E' presto per dirlo – le candidature si potranno presentare ufficialmente fra qualche mese – ma intanto le aspiranti si danno sportivamente appuntamento a Ravenna il 14 aprile, per discutere insieme la formula della manifestazione e, se possibile, anche modalità comuni per partecipare alla selezione.
A questo punta il convegno nazionale « Capitale europea della cultura: quale modello per l'Italia e per l'Europa? » – presentato oggi in Comune – cui sono state invitate tutte le città che hanno manifestato l'intenzione di concorrere all'imminente bando di candidatura: Amalfi, Bari, Bergamo, Brindisi, Carbonia, Catanzaro, L'Aquila, Lecce, Mantova, Matera, Palermo, Perugia e Assisi, Siena, Siracusa, Torino, Urbino, Venezia e Ravenna appunto, la città che per prima, nel 2007, comunicò alle istituzioni europee la propria volontà di candidarsi, e che per prima si è mossa operativamente a tal fine.
La giornata di lavori prevede una sessione mattutina con gli interventi di Lorenzo Ornaghi, Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Salvatore Caronna, eurodeputato bolognese, Neil Peterson, Consulente di Liverpool 2008 – uno dei più affermati casi di successo tra le capitali europee della cultura – e Kathrin Deventer, membro del Gruppo Strategico di "A Soul for Europe". Chiude la prima parte del convegno Antonio Gnoli, giornalista di Repubblica, che parlerà della 'Cultura italiana verso il 2019′.
Nel pomeriggio la parola passa ai rappresentanti delle città che aspirano ad aggiudicarsi il titolo per il 2019, che animeranno una tavola rotonda.
I lavori saranno coordinati da Ilaria Iacoviello di SkyTG24.
«L'obiettivo principale – spiega Alberto Cassani, coordinatore della candidatura di Ravenna 2019 – è realizzare un tavolo di confronto, il primo finora, fra chi, con modalità e gradualità diverse, ha espresso in questi mesi e anni la volontà di candidarsi. »
A Ravenna il progetto verte non sulla città soltanto ma su un territorio diffuso comprendente buona parte della Romagna: infatti, sostengono la candidatura anche la Provincia, la Regione Emilia-Romagna, i Comuni di Cesena, Forlì e Rimini e tutti i comuni ravennati.
Il convegno, che si svolgerà nelle Artificerie Almagià, ambisce a individuare regole e strumenti trasparenti per il lungo percorso che porta all'assegnazione del titolo (candidature entro il 2013; scelta nel 2015), affinché la competizione fra le aspiranti avvenga nel modo più leale possibile; e a delineare il modello di candidatura più rispondente ai criteri fissati dall'Unione Europea e che meglio potrà rappresentare l'Italia nel 2019.
« E' molto importante – conclude Cassani – che il tema della Capitale Europea della Cultura entri quanto prima nell'agenda pubblica nazionale e trovi lo spazio che merita nel quadro delle politiche culturali italiane ed europee ».Ufficio Stampa
MediaMente Comunicazione
059.347027
stampa@mediamentecomunicazione.it
piccinini@mediamentecomunicazione.it
Programma del convegno: "Capitale Europea della Cultura: Quale modello per l'Italia e per l'Europa?"Ravenna, 14 Aprile 2012
Artificerie Almagià
Via Dell'Almagià 2Ore 10,00
Interventi di apertura
Fabrizio Matteucci, Sindaco di Ravenna
Lorenzo Ornaghi, Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Salvatore Caronna, Parlamento EuropeoCapitale Europea della Cultura: Modelli, metodi e strumenti
Neil Peterson, Direttore di 'International and Liverpool Welcome', 'Liverpool Culture Company', 'Liverpool 2008′
Kathrin Deventer, Membro del Gruppo Strategico di "A Soul for Europe'La cultura italiana verso il 2019
Antonio Gnoli, giornalista e saggista
La RepubblicaOre 14,30
Tavola Rotonda
Sono state invitate a partecipare le città che hanno espresso la volontà di candidarsi
al titolo di Capitale Europea della Cultura 2019.
Amalfi, Bari, Bergamo, Brindisi, Carbonia, Catanzaro, L'Aquila, Lecce, Mantova, Matera, Palermo, Perugia e Assisi, Ravenna, Siena, Siracusa, Torino, Urbino, VeneziaCoordina i lavori
Ilaria Iacoviello
giornalista e conduttrice
Sky TG24 - Fred scrive:
Chiarissime le motivazioni del PD! Bologna/Errani comanda e loro abbassano la testa come da copione! Schiavi del PCI/PDS/DS/PD o come diavolo lo volete chiamare! Solo dei beceri, antichi soldatini del Migliore e della sua illustre quanto Reggiana consorte.
Arillo lascia Popolo Viola e va in lista col Pdci
Enrico Arillo dà le dimissioni da referente Popolo Viola Parma e si candida a consigliere comunale per Comunisti italiani.
Ecco la lettera.
Cari amici ed amiche, cari compagni e compagne in vista delle elezioni amministrative di Maggio ho scelto, a seguito anche della grande insistenza di amici e conoscenti, di candidarmi come Consigliere Comunale per continuare a portare avanti le nostre battaglie e la nostra voce anche all'interno delle Istituzioni e soprattutto per controllare da vicino l'operato di chi sarà chiamato ad amministrare la nostra città.
Questa mia decisione, però, è in contrasto con il continuare ad essere referente del Popolo Viola di Parma e, di conseguenza, con questa mia lettera rassegno le mie irrevocabili dimissioni. Ciò nasce, in primis, dal voler far si che il movimento mantenga la sua natura "neutrale" e che non possa in nessun modo essere strumentalizzato a favore o contro qualcuno ed in secondo luogo poiché, come sottoscritto nella Carta Etica agli inizi della nostra storia, chi decide di candidarsi necessariamente non può ricoprire alcuna carica all'interno del Popolo Viola.
La situazione politica è mutata rispetto agli inizi, adesso non ci sono più nè Berlusconi nè Vignali, ma ciò nonostante il livello di guardia deve essere mantenuto altissimo; i continui attacchi alla nostra democrazia attraverso i tentativi di cancellazione dell'articolo 18, l'alba di nuovi fascismi con conseguente ulteriore svuotamento di significato della nostra Costituzione devono essere contrastati fortemente e c'è ancora la necessità che il Popolo Viola di Parma sia protagonista
a livello locale e nazionale. Sono sicuro che chi verrà dopo di me saprà svolgere questo compito in maniera ancora più incisiva di quanto sia stato capace di fare io; in attesa della riunione dove verrà eletto il prossimo referente prenderanno in mano tutto il gruppo coloro che sono stati al mio fianco in questo lungo viaggio ovvero Maria Ricciardi e Ferdinando Gradella.
Non posso non ringraziare tutti voi per ciò che mi avete dato; questi 2 anni e mezzo sono stati intensi, ricchi di soddisfazioni e sofferenze e personalmente mi hanno fatto crescere molto, così come mi avete fatto crescere voi e credere che un modo migliore sia possibile. Non sapete quanto siete preziosi e spero che continuiate con lo spirito di solidarietà e di giustizia che avete messo in campo in questi anni per una Parma ed una Italia diversa e migliore.
Questo naturalmente non è un addio, io ci sarò sempre per qualsiasi cosa e, se vorrete, sono prontissimo a collaborare da privato cittadino per ogni iniziativa futura.
Pellegrino e Mantelli: perché non siamo in lista
Vincenza Pellegrino e Carla Mantelli, ex consigliere comunali del Pd, spiegano le ragioni per cui hanno deciso di lasciare spazio ad altri candidati.
Poiché in questi giorni molte persone si sono mostrate stupite di non vedermi in lista oppure hanno dato interpretazioni inesatte della mia scelta, ritengo opportuno offrire qualche chiarimento. Nessuno, tantomeno gli organi dirigenti del Partito Democratico, mi ha "escluso" dalla lista. E' vero piuttosto che il segretario provinciale, Roberto Garbi, mi ha chiesto formalmente di candidarmi e che molte persone appartenenti agli organi dirigenti del Pd hanno espresso lo stesso auspicio anche in considerazione dell'impegno profuso come consigliera comunale.
Ho declinato l'invito perché, dopo dieci anni (e quindi due mandati) di servizio nel Consiglio Comunale di Parma, ritengo sia mio dovere favorire il ricambio del gruppo consiliare e l'emergere di nuove "vocazioni" alla politica. E' giusto che si allarghi sempre più il numero di persone che come consigliere comunali possano conoscere meglio la città e assumersi nuove responsabilità nei suoi confronti. Sono fermamente intenzionata a fare tesoro dell'esperienza maturata in questi anni collaborando attivamente con i candidati e le candidate della lista del PD e poi con coloro che saranno eletti.
Carla Mantelli
"Ritengo utile chiarire i motivi per i quali non mi sono ricandidata, visto che per molte persone non è comprensibile. La mia scelta è legata essenzialmente al desiderio di fare gruppo, di sostenere nuove e positive candidature che sono emerse in questo ultimo periodo, offrendomi a supporto con i temi ai quali mi dedico con passione – intercultura, partecipazione, sicurezza. Ho ritenuto fosse poco utile concorrere al ruolo di consigliere in troppi e troppo 'vicinì (con gli stessi mondi elettorali insomma), e ritengo importante che la politica diventi un luogo della collaborazione 'anche dietro le quinte', che la rappresentanza sia concepita come 'turnò e che ci si possa mettere 'a disposizione di'.
Per questo, e anche perché attraverso un momento di vita privata e lavorativa molto impegnativa, ho preferito entrare nel comitato elettorale di altri aspiranti consiglieri e spero di dare una mano attivamente. Il mio, quindi, non è un gesto di abbandono della politica, al contrario. Infine, spero di contribuire alla campagna elettorale, di partecipare al dibattito sui contenuti politici, insomma di aiutare come potrò il candidato Vincenzo Bernazzoli e i consiglieri che lo sostengono nell'impresa, che io ritengo importante e prioritaria in questa fase storica, di battere il centro destra a Parma".
Parma che Cambia, la lista
Ecco i 31 nomi in lista con Parma che Cambia, formata da Sel, iMille di Simone Rossi e Verdi. Il raggruppamento appoggia il candidato sindaco Vincenzo Bernazzoli
"PARMA CHE CAMBIA"
La Pietra Giuseppe coordinatore per la formazione professionale
Bassi Hassan Verdi Parma, cooperatore sociale
Rossi Simone ingegnere
Alessandrini Maria Chiara impiegata, segretaria circolo cittadino Sel
Azzolini Sergio pensionato
Barbacini Francesco idraulico
Bertozzi Paolo ingegnere ambito edilizia sostenibile
Bigi Francesco lavoratore autonomo
Bottioni Pietro studente universitario
Capelli Eugenio pensionato
Capelli Paola impiegata assicurativa e ambientalista
Crotti Mariangela impiegata, ambientalista
Fabridi Lalli commessa
Ferrante Stefano operaio metalmeccanico
Gabelli Michele parrucchiere
Grassi Silvio pensionato
Lori Fulvio operaio dipendente Barilla
Monica Alessandro dipendente TEP
Montermini Paola operatrice sociale
Natale Salvatore responsabile di Fast Food
Padovani Alberto educatore e musicista
Paladini Flavia formatrice professionale
Palmieri Marco assicuratore
Pessina Gabriele educatore
Porcari Marco universitario e rugbista
Ranalli Roberto dirigente d'azienda
Rustici Daniel studente universitario
Scrivano Maurizio imprenditore
Stancu Gheorghe operatore chimico, referente comunità rumena
Vegetti Andrea insegnante e musicista
di Annalisa Dall'Oca | Parma | 2 aprile 2012
Parma, Fli si spacca in due. Metà partito di Fini va con il centrosinistra di Bernazzoli
Il coordinatore provinciale Antonino Rozzi, supportato da Enzo Raisi, appoggerà la lista Altra Politica di Maria Teresa Guarnieri che a sua volta, insieme a Pd, Sel e Pdci, sosterrà il presidente della provincia alla poltrona di sindaco. Ma mezzo partito non ci sta: "Rozzi scelto da Roma non dalla base"
"Una scelta personale" spiega Rozzi "che Cozzi e Chierici hanno operato individualmente, ma con la quale ci troviamo d'accordo principalmente per il fatto che Fli da sempre porta avanti valori come la legalità e la moralità. Sarebbe stato difficile quindi appoggiare esponenti provenienti dall'amministrazione Vignali".
Come appunto l'ex sindaco Elvio Ubaldi o Paolo Buzzi, candidato del Pdl, rispettivamente presidente del consiglio comunale e vicesindaco della giunta Vignali. "Siamo stati noi, come partito, ad aver scelto di appoggiare alle elezioni liste civiche che fossero in discontinuità con quella gestione fallimentare di Parma, operata da Vignali, che ha messo in ginocchio la città" ha chiarito l'onorevole Enzo Raisi, coordinatore regionale Fli "perché noi con quella gente non vogliamo avere nulla a che fare. E siccome rispettiamo la Guarnieri, e intendiamo anche dare un segnale di novità, come Futuro e Libertà abbiamo chiesto, a chi se la sentisse, di candidarsi in quella lista. Due dei nostri ragazzi hanno liberamente scelto di farlo, autosospendendosi dal partito".
Molti, ovviamente, i malumori suscitati in quello che si definisce l'altro Fli, cioè il resto dei militanti capitanati da Alessandro Khawatmi. "Lo scontro con Rozzi è di vecchia data e risale a quando la sua elezione a coordinatore provinciale è stata letteralmente calata dall'alto, cioè imposta daRoma. La gestione miope che si sta portando avanti in questo partito deve finire, pertanto chiediamo l'immediata espulsione di Rozzi, per la quale abbiamo già raccolto 150 firme, e un atto scritto di dimissioni da parte di coloro che intendono appoggiare la sinistra".
Una pretesa che, secondo il coordinatore Raisi, Khawatmi non ha alcun titolo di avanzare. "Lui al congresso provinciale che ha portato all'elezione, in maniera democratica, di Rozzi e dei rappresentanti locali di Fli non c'era nemmeno, e non risulta neanche tesserato per il 2012" ha tuonato Raisi. Ribadendo l'appoggio da parte dei vertici nazionali, di Gianfranco Fini e di Italo Bocchino, alla decisione relativa all'alleanza con Altra Politica. "Inoltre invierò una richiesta alla commissione disciplinare affinché questa persona, Khawatmi, smetta di usurpare il nome del partito".
Lo scontro aperto che si sta tenendo a Parma, quindi, appare in attesa di una soluzione che potrebbe giungere dall'alto. Intanto però la nuova alleanza di colore rosso non è piaciuta al centrodestra locale, che ha definito la decisione "traumatica" e senza preavviso. "Con Fli abbiamo sempre collaborato su fatti concreti e di questo scatto contingente per motivi normalmente personali prendiamo atto – ha commentato Gianpaolo Bettamio, vice coordinatore del Pdl Emilia Romagna – anche se con rammarico".
"Il loro appoggio al candidato del Pd la dice lunga sul loro opportunismo e sulla mancanza di dignità politica – ha aggiunto Massimo Moine, vice coordinatore locale del Pdl, parlando con la stampa – Mentre nessun commento merita Bernazzoli, che nella sua coalizione accetta liste che vanno dalla destra all'estrema sinistra".
A sinistra, invece, il mal di pancia generato dall'arrivo dei finiani sembra essersi ridimensionato. Se a caldo alcuni avevano dichiarato "Va bene che bisogna vincere, ma non si può imbarcare chiunque. Lui deve essere il candidato del centrosinistra. Gli ex fascisti non li vogliamo", il segretario del Pdci di Parma Ettore Manno ha chiarito che "se non si fossero dimessi da Fli non avremmo potuto accettarli nella coalizione, ma siccome si tratta di un'adesione individuale alla lista, e non di un inciucio politico, non possiamo che prenderne atto".
"Questa decisione, comunque, riguarda il momento storico che Parma sta vivendo" ha aggiunto Rozzi "a Piacenza, ad esempio, appoggiamo Andrea Paparo, il candidato di centrodestra".
Anche a Comacchio, tuttavia, Fli ha scelto di stare con il Pd e la coalizione di centrosinistra, e il candidato sindaco Alessandro Pierotti ha ottenuto l'appoggio del Terzo Polo al gran completo. "Come terzo polo collaboriamo con il Pd anche in molte realtà locali e collaboriamo bene – ha sottolineato il leader dell'Udc Pierferdinando Casini al ilfattoquotidiano.it – e non nascondo che su molte materie abbiamo trovato convergenze".
di Redazione Il Fatto Quotidiano | Emilia Romagna | 2 aprile 2012
Pdl, sempre più numerosi i "Forza tutto": guerra agli ex An. E al segretario Alfano
Dall'Emilia Romagna alla Lombardia, dal Veneto alla Liguria, nascono correnti mascherate da circoli culturali ispirati a Forza Italia. Anche nel nome. Una situazione diventata quasi insostenibile e che rischia di portare a una scissione
Chiamarli dissidenti e fautori del ritorno al passato forse è poco: è evidente che gli animatori dei nuovi circoli sono in polemica con l'anima del Pdl che fa riferimento ad An, ma anche con loro stessi. O meglio, con il segretario voluto da Silvio Berlusconi, Angelino Alfano. Che si trova a gestire un partito in frantumi. Un po' perché la gestione della crisi economica e dell'affaire Ruby e Minetti ha minato la credibilità del partito che prometteva buongoverno, ma anche e soprattutto perché Alfano non è ritenuto all'altezza di gestire la strada che porta al dopo-Berlusconi. Una guerriglia che ha fatto dimenticare a tutti che il 27 marzo sarebbe stato anche il compleanno del centrodestra, ma nessuno se l'è ricordato. Tanto da scatenare un botta e risposta tra le due anime del Pdl, gli orfani di Fini e quelli di Berlusconi.
Un partito sull'orlo della balcanizzazione, che cerca di rinascere senza padri da rimpiangere. A fare da apripista è stata Forza Lecco, nata tra le file dei promotori della libertà di Michela Brambilla,ufficialmente insofferenti all'influenza esercitata da An e dai colleghi di partito cresciuti all'ombra dell'Msi. Poi sono arrivati Forza Verona e Forza Toscana, mentre la berlusconianaMichaela Biancofiore avrebbe già registrato Forza Alto Adige e Forza Trentino. Ma il "morbo" dei ribelli ha contagiato anche la Liguria, il Friuli Venezia Giulia e in ultimo l'Emilia Romagna, dove l'associazione dei dissidenti porta la firma della vicepresidente del gruppo alla camera dei deputati, la modenese Isabella Bertolini. La sua si chiamerà "Forza Emilia Romagna" e servirà, come la altre, a catalizzare il malcontento interno al partito di via dell'Umiltà. Senza escludere l'evoluzione in una lista autonoma.
La stessa che a novembre fu tra i primi a mettere in dubbio la fiducia all'allora premier Silvio Berlusconi, e che qualche mese fa ha gettato il Pdl modenese nella bufera avanzando il sospetto di infiltrazioni mafiose sul boom dei tesseramenti, sfodera così l'ultima arma contro gli eterni nemici provenienti da An. Una mossa fatta anche in vista di un possibile cambio di guida al timone del Pdl locale.
Il partito si sta avvicinando all'appuntamento elettorale in un clima più teso che mai. A poco è servito l'arrivo a Modena di Denis Verdini, incaricato dall'ex guardasigilli Alfano di vigilare sulla legalità delle operazioni di tesseramento e si rasserenare gli animi. Le armi non sono state deposte e l'iniziativa della parlamentare modenese ha l'aspetto di una nuova dichiarazione di guerra, lanciata dagli azzurri della prima ora ai compagni di partito. Bersaglio anche il coordinatore regionale Filippo Berselli. "Io ho fatto una denuncia e lui ha chiesto la mie dimissioni – si è sfogata la deputata sulla stampa locale – . Il Pdl regionale non funziona bene, e lui come coordinatore è inadeguato". Da qui l'idea di replicare in Emilia Romagna l'idea di Lecco, dando vita a una associazione fotocopia. "Un rifugio per chi non ha un passato nel Msi o nella Dc – la definisce Bertolini ai giornali – E non escludo che in futuro possa trasformarsi in una nuova lista autonoma, da presentare alle elezioni del 2013".
Severa la replica del senatore Berselli. "Se si tratta di una corrente, una fondazione o un'associazione interna ai confini del Pdl – ha commentato – non ho niente in contrario. È bene che in un partito ci sia spazio per la discussione e per il dissenso. Ma se invece si tratta di una lista alternativa allora è bene che vada via dal partito. Perché il Pdl non è una caserma ma nemmeno un casino".
In tutta Italia la convivenza tra le diverse anime del partito è difficile, se non impossibile, e non passa giorno senza che compaiano nuovi gruppi di frondisti, intenzionati a seguire l'esempio di Lecco. A Monza, dove il 6 e il 7 maggio si voterà per il nuovo sindaco, il partito è in pieno caos: una parte sta pensando di allontanarsi dalla posizione ufficiale, presentando una propria lista e un proprio candidato. Mentre in Friuli Venezia Giulia "Il popolo di Gorizia" ha già il suo simbolo. Stessa confusione regna a Imperia, dove il gruppo del Pdl in comune (guidato dal segretario Marco Scajola, nipote di Claudio) ha chiesto la testa del sindaco Paolo Strescino, che, manco a dirlo, è un ex An. Scendendo un poco più a sud, è già realtà il movimento "Forza Toscana", ideato dal berlusconiano Roberto Tortoli. "È ora di tornare allo spirito del '94, altrimenti della politica non mi interessa più niente" ha detto l'ex coordinatore della Toscana.
Secondo Giancarlo Galan, uomo forte di Forza Italia ed ex ministro ai Beni culturali, la creazione di costole autonome dentro il partito era prevedibile: "Quanto accaduto a Verona dimostra che io avevo visto giusto tanto tempo fa, quando dicevo che era necessario tornare assolutamente allo spirito del '94" ha commentato. In Veneto il segretario Alfano ha già ordinato la sospensione dei 14 pidiellini, assessori e consiglieri comunali, che si sono schierati con il sindaco uscente Flavio Tosi, e contro il candidato scelto dal partito Luigi Castelletti. In un partito lacerato e alle prese con litigi e antiche contese, il nervosismo è palpabile. Anche ai piani alti, dai quali sono già partiti richiami all'ordine. "È indispensabile presentarsi alle elezioni con il nostro simbolo" ha dichiarato alla stampa il capogruppo alla camera Fabrizio Cicchitto. Mentre il segretario Alfano avverte: "Abbiamo un simbolo che rappresenta la nostra bandiera, e come tale va rispettato".
Rispetto, che vorrebbe dire anche celebrazione. Ma che c'era un compleanno da festeggiare, la nascita del centrodestra, appunto, lo ha dimenticato anche Alfano. Ma, signoificativo anche, che nessuno, dopo la gaffe, si sia indignato più di tanto. Uno dei pochi è stato Giorgio Stracquadanio, deputato Pdl, vicinissimo a Berlusconi, che ha deciso di non partecipare alla festa di ieri per i 60 anni del Secolo d'Italia, l'organo degli ex An, proprio in polemica con la dimenticanza di celebrare prima ancora il centrodestra: "Non considero, infatti, accettabile che il Pdl, il nostro partito, mentre ha organizzato una manifestazione nazionale per l'anniversario della nascita di un suo giornale, abbia pressochè dimenticato di ricordare con almeno altrettanto impegno il diciottesimo anniversario del 27 marzo, data che costituisce il momento fondativo del centrodestra italiano e che ha inciso nella storia della nazione ben di più del pur nobilissimo quotidiano".
Una dichiarazione che la dice lunga su quello che accade nel Pdl. Come la dice lunga la replica, affidata alla penna del deputato Carlo Nola: "Le parole dell'amico Stracquadanio stonano fortemente con quanto avvenuto a Milano dove, rappresentanti del Pdl, ex Fi ed ex An, si sono incontrati non solo per ricordare i 60 anni del Secolo d'Italia, ma anche per ribadire ancora una volta come siano tutti quanti, senza distinzione di sorta, impegnati nel partito affinché questo diventi sempre più forte. L'intera classe dirigente proveniente da Alleanza Nazionale – aggiunge Nola – ha ribadito con forza la sua ferma volontà di continuare a investire nel Popolo della Libertà. Forse le parole di Stracquadanio indirizzate agli ex An, una sorta di 'parlare a nuora perche' suocera intenda', sono l'ennesimo tentativo di strumentalizzazione che alcuni fanno per giustificare in realtà motivi di insoddisfazione personale. Attacchi quindi – conclude il deputato del Pdl – che andrebbero diretti altrove".
Questo è il clima. E la frattura sembra lontana dal ricomporsi, almeno per adesso.
di Emiliano Liuzzi e Giulia Zaccariello









