h/j

Nato tempo fa' per la promozione delle mie creazioni(dipinti e ceramica Raku)... poi quasi abbandonato... Ora ha ripreso vita x le news locali in previsione delle Amministrative 2012 su Parma. Questo nuovo progetto vuole essere un "riassunto" della rassegna stampa per seguire le vicende elettorali dei candidati sindaci e verranno menzionate altre cose importanti per il futuro di Parma. Chi vincerà? ;)
twitter

Le interviste elettorali di REPUBBLICA PR AI CANDIDATI SINDACI


Le interviste elettorali

BERNAZZOLI Alleati, progetti e rivali
GHIRETTI Una città normale, che pensa in grande
GUARNIERI Troppi candidati, pochi progetti
BUZZI Autore del disastro? Luogo comune
LIBE' L'Udc in cammino con Ubaldi
ROBERTI Un appello ai moderati

Un commento a "Le interviste elettorali"
  1. fai bene Libè ad aggregarti a Ubaldi: almeno così a Parma ci si ricorda dell'UDC
..............................................
(15 febbraio 2012)
Alleati, rivali e progetti Bernazzoli: "Scriviamo il futuro"

Il candidato sindaco del centrosinistra fa il punto sulla campagna elettorale a poco più di due mesi dal voto delle comunali. Ribadisce la bontà delle primarie, indica la linea per allargare la coalizione. Parla di Guarneri, Ghiretti, Ubaldi e della frammentazione a sinistra. Tutto nell'ottica di aprire una fase nuova per la città dopo 14 anni di governo di centrodestra

di FRANCESCO NANI
Dopo il caso Genova il Pd è tornato a interrogarsi sullo strumento primarie. Che a Parma, quantomeno, hanno premiato uno dei due candidati indicati dal partito.
"Le primarie a Parma sono andate bene perché a votare la gente ci è andata. Chi sosteneva fossero pochi gli elettori del 29 gennaio scorso ha avuto l'ennesima conferma che non è così: a Genova si è registrato un calo di 15mila votanti rispetto alle precedenti primarie amministrative, a Parma lo stesso dato è aumentato".

Eppure c'era chi si aspettava un maggiore coinvolgimento.
"Siamo in uno scenario molto stressato dal punto di vista degli orientamenti. I cittadini sono preoccupati e faticano a capire il ruolo della politica e la funzione dei partiti. Anche nella nostra città c'è un disorientamento diffuso che ho toccato con mano nel corso della campagna per le primarie. Tuttavia più di 8mila persone hanno deciso di partecipare al voto. Si tratta di un esercizio di democrazia vero che nessun altro a Parma è in grado di esprimere e mettere in campo".

Le primarie sono alle spalle, cosa è cambiato in questo mese?
"Alle primarie ci siamo confrontati tra opinioni e sensibilità diverse, pur in un contesto condiviso. Il dibattito è stato vero e ha dato un esito chiaro: la linea che ho portato avanti è stata premiata. Una linea che ribadisce l'importanza di dare una mano alla città per farla uscire dal
vicolo cieco in cui è stata cacciata dal falso civismo del centrodestra. In che modo dobbiamo agire? Mettendo in campo affidabilità, serietà e competenza per rompere in maniera netta e cambiare rispetto a un mandato amministrativo che ha riempito di illusioni i parmigiani imbrogliandoli. Per questo mi sono impegnato a fare una sintesi di tutte le diverse esigenze, sensibilità e opzioni che si sono manifestate alle primarie e che sono vive e forti in città: dai temi ambientali all'economia, dalla legalità al lavoro alla difesa dei servizi".

A che punto siete in questo percorso?
"Siamo già in condizione di essere in campo in maniera unitaria come è stato sancito dalla recente direzione del partito. C'è la volontà di andare compatti all'obiettivo. Tra l'altro, e l'ho constatato, la capacità di confrontarsi in maniera vera e senza sconti, per poi trovare una quadra unica, è stata apprezzata dalla base. Lo stesso Dall'Olio è stato chiaro nelle sue affermazioni post primarie. Anche con la coalizione, lo si è verificato, ci sono tutte le condizioni per proseguire insieme".

A proposito di direzione, c'è chi ha fato notare l'assenza di Pagliari.
"Perché fosse assente non lo so. Va chiesto a lui. Ma Pagliari è un uomo del Pd. Siamo tutti convinti della necessità di procedere uniti".

Tuttavia, per tornare alla questione iniziale, Simone Rossi, pur avendo sottoscritto il patto e il programma delle primarie, ha già confezionato una propria lista per le comunali.

"Debbo dire che non si è ben compresa la storia e l'appartenenza di Rossi rispetto al centrosinistra. Diciamo che si tratta di un fenomeno un po' anomalo ma parleremo anche con lui per capire se sussistono o meno le condizioni per andare avanti assieme, anche se durante le primarie ha assunto posizioni non del tutto coerenti con il programma sottoscritto. Mi riferisco ad esempio al tema del termovalorizzatore".

Blindata la coalizione, ora spazio al centro civico e moderato...
"Il tema della non autossufficienza del centrosinistra era già stato posto alla base delle primarie e su questo ho chiesto in modo esplicito un mandato agli elettori il 29 gennaio. Avendolo ottenuto sto cercando di trasformarlo in un accordo forte che allarghi i rapporti di alleanza. L'idea è un governo che tenga conto delle migliori risorse presenti in città affinché chi lo vuole possa portare il suo contributo per dare un nuovo sviluppo a Parma".

In che modo?
"La rotta è tracciata, adesso occorre perfezionare i meccanismi e capire come queste collaborazioni e allargamenti possono trovare una loro collocazione all'interno della coalizone. Quindi, materialmente, valutare se preparare un listone o mettere in campo singole liste per costruire una proposta che tenga insieme il centrosinistra e lo ampli".

Il primo interlocutore è Maria Teresa Guarnieri?
"Tengo molto al raggiungimento di un accordo con Guarnieri anche per il lavoro svolto con tutta l'opposizione, gruppo consiliare del Pd in testa, nei quattro anni di opposizione".

La linea dello sfidante Roberto Ghiretti è stata finora di apertura al dialogo senza steccati ideologici.

"Prima o poi dovrà però decidere cosa vuol fare. Va bene parlare con tutti ma poi arriva il momento di scegliere".

Il Pdl ha lanciato un appello: tutti uniti contro Bernazzoli. Riuscissero nell'intento unitario la partita per voi si farebbe più complicata.
"Il centrodestra alla fine non arriverà diviso all'appuntamento elettorale e magari cercherà di giocare le proprie carte su un eventuale secondo turno. L'operazione sarà sempre la stessa: quella del solito civico da far vedere, da esibire, cercando così di raccogliere l'elettorato trasversale e cavalcare il senso di ostilità verso i partiti. In questo modo punteranno a far convergere sul candidato i voti di tutta la destra. Non credo si divideranno, se non apparentemente".

Uno schema di unità a destra in cui potrebbe rientrare anche Elvio Ubaldi?
Questo dipenderà da lui. Se Ubaldi che, lo ricordo, è colui che ha scelto Vignali, deciderà di candidarsi è chiaro che avrà fatto un patto con questa destra, quella che ha rovinato Parma. Sarà un accordo non dichiarato, non alla luce del sole, ma se decidesse di candidarsi alla base ci sarà sicuramente una intesa implicita con la destra che ha vinto il congresso del Pdl. Dei cui voti Ubaldi avrebbe necessità".

Torniamo al Pd. C'è timore per la frammentazione che si delinea a sinistra? Questo potrebbe drenare voti e spalancare le porte del ballottaggio?
"La dispersione di voti a sinistra è un tema che certamente ci preoccupa. Bisogna cercare di recuperare questo dato facendo capire che la sfida che stiamo giocando, aldilà delle opinioni parziali, è storica e definitiva. Si apre una fase nuova che sappiamo col sistema maggioritario può durare non meno di 15 anni. Allora io credo che gli elettori della sinistra avranno innanzitutto la consapevolezza della portata della partita che si sta giocando. Il primo obiettivo e il più importante è impedire che la città resti in mano a coloro che l'hanno affossata. Altrimenti per Parma sarebbe una 'botta' definitiva e lo sarebbe anche per i valori del centrosinistra".

Centrodestra e grandi opere, tra i nostri lettori c'è chi ha provocatoriamente proposto ai candidati sindaco di non presenziare all'inaugurazione del Ponte Nord.

"Provocazioni a parte, ci tengo a dire che io non ho mai dato la mia autorizzazione a quell'opera".

Ha aggiornamenti sulla Scuola Europea?
"Purtroppo i soldi non ci sono ma si stanno realmente attivando delle procedure per trovarli e sono ottimista".

Aeroporto e Tep.
"Sull'aeroporto abbiamo concordato con il commissario Ciclosi di riunire i soci e le istituzioni, compresa la Regione, perché siamo fortemente preoccupati per le scelte del Governo in questo campo. La volontà, di fatto, è quella di andare verso un superamento di 20 scali ritenuti non strategici tra cui il nostro. Attiveremo un tavolo locale che possa seguire la vicenda e impedire la chiusura del "Verdi" che resta, per una realtà come la nostra che ospita tra l'altro una Authority europea, un elemento strategico da salvaguardare. Per quanto riguarda la Tep, dopo l'esito infruttuoso della gara per l'individuazione del socio privato, abbiamo convenuto con il commissario di congelare la situazione a livello di organi societari e scelte per consentire a chi ci sarà dopo le elezioni di poter decidere il destino di questa importante azienda che è al 50% del Comune e al 50% della Provincia".

Da presidente in carica di un ente destinato a scomparire come sta gestendo questa fase?
"Ad oggi le Province sono chiuse per decisione del Governo Monti che ha previsto un progressivo svuotamento delle competenze entro il 2012 e la non rielezione degli organi rappresentativi. Stiamo lavorando e insistendo a livello regionale affinché si trovi una soluzione che metta in sicurezza il territorio e i dipendenti".

Dopo 14 anni all'opposizione il centrosinistra ci riprova. Può essere la volta buona per tornare a governare Parma?

"Penso di sì. Esiste l'opportunità di andare al governo ed esiste una necessità: Parma ha bisogno di essere governata in modo serio e partecipato. C'è bisogno di aprire una stagione che possa dare serenità ai cittadini. Noi ci sentiamo nella condizione di poterlo fare e credo che i parmigiani siano nella condizione di capire che noi siamo il soggetto giusto per questa operazione. Tuttavia, come in tutte le campagne elettorali, niente è scontato dall'inizio e quindi il risultato va conquistato sul campo, stando tra la gente, confrontandosi e riallacciando con loro un rapporto fiduciario. Ma non uso il termine riconquista del Comune, piuttosto una fase si è chiusa e adesso è tempo di scrivere il futuro".


Colgo con favore questa intervista di Bernazzoli, perché riconosce che l'esperienza civica è stata ben altro dal disastroso sindaco Vignali. Mentre Ghiretti si dice nuovo profeta del civismo di governo ma fa di tutto per pietire l'alleanza con il Pdl di Villani, sorprende constatare non tanto che Elvio mediti di tornare ma con chi intende farlo. Se il civismo si deve ridurre ad un richiamo della foresta dei soliti quattro gatti che hanno monopolizzato il movimento, col solo scopo di farci digerire una alleanza con il Pdl (magari al secondo turno), io dico che questo progetto non mi interessa. E mi sorprende Elvio, persona che pensavo di conoscere abbastanza bene. Persona che facevo un politico spregiudicato ma con quel minimo di coerenza per dire basta DEFINITIVAMENTE al partito di Berlusconi e dei suoi cloni che ci hanno portati all'infamia, usati e offesi dal 2007 ad oggi. Il civismo non può più essere quello dei colonnelli sempre pronti a seguire chi comanda il vapore. Stavolta civismo deve essere confronto di idee e di programmi con Maria Teresa Guarnieri e chi, come Bernazzoli, non si può certo accusare di ideologismo. Per questo spero di sbagliarmi e di vedere Elvio di nuovo protagonista di un cambiamento positivo, ma sotto altre vesti. Dal '94 in poi abbiamo accusato il sistema partitico di non saper creare nuova classe dirigente, di essere asfittico e chiuso in sé stesso. Ci rendiamo conto che riproporre Elvio a Sindaco ruolo che ha ricoperto per 9 anni significherebbe certificare che anche noi ci siamo ammalati della stessa influenza?

Inviato da delusioneubaldi il 16 febbraio 2012 alle 16:32

Simone Rossi: "Considerate alcune non corrette comprensioni che leggiamo sulla stampa locale, intendiamo ribadire nuovamente che la volontà del gruppo de "iMille" è di presentare una propria lista all'interno del centrosinistra, e non fuori o in alternativa al centrosinistra, in coerenza con gli impegni assunti alle primarie da Simone Rossi. A tal fine riportiamo testualmente stralci del comunicato stampa da noi inviato in data 11/02/2012 che ci pare molto chiaro a riguardo e non si capisce davvero come possa essere equivocato: "La decisione assunta è stata quella di costituirsi in un'associazione denominata "iMille", di garibaldina memoria, con l'obiettivo di partecipare alle prossime elezioni cittadine con una lista propria o insieme ad altri dentro al centrosinistra. Alle primarie abbiamo sottoscritto degli impegni di lealtà che onoreremo: il centrosinistra è la nostra casa, anche se ci piacerebbe fosse diversa. Pertanto una nostra candidatura contro il vincitore delle primarie oggi è l'unica ipotesi che neppure prendiamo in considerazione. L'impegno diretto del nostro gruppo nelle liste del centrosinistra, invece, è subordinato ad un confronto di merito con Bernazzoli e la coalizione. Non potrebbe essere diversamente, considerato che fino ad ora Bernazzoli ha presentato solo delle linee guida e non ancora un programma vero e proprio e quindi al momento è difficile capire in modo definito a quale città pensi, a quali politiche sociali e ambientali in primis". Speriamo che questa comunicazione possa essere utile ad una definitiva comprensione dei nostri intendimenti".

Inviato da redazioneparma il 16 febbraio 2012 alle 11:44

 

La strategia è da tempo decisa nei minimi particolari. Alleanza con una lista di centro e la Guarnieri non potrà dire di No visto che è stata imposta dal Presidente ai Sindaci della Bassa come Direttrici di ASP. I partiti che si definiscono di sinistra, faranno un pò le bizze, ma poi accetteranno in cambio di qualche assessorato. Importante che siano persone (come Fellini, la Barbacini, ecc.) a LUI gradite che non mettano in discussione una politica a servizio di certi gruppi economici, vogliose di una stipendio da assessore.

Inviato da biagio08 il 16 febbraio 2012 alle 11:37
"...programma sottoscritto. Mi riferisco ad esempio al tema del termovalorizzatore". Appunto, ecco il motivo sufficiente per non votare Bernazzoli.

Inviato da incuso il 16 febbraio 2012 alle 10:06
  1. Che dire? Dai Bernazzoli! Per la prima volta ti voterò e voterò il centrosinistra perché si tolga alla destra di Villani il governo di questa città. Mi soffermo sul nome del padre padrone del Pdl perché non credo, assolutamente, che l'anima del civismo, l'espressione più sincera di quella stagione politica, voglia aver ancora a che fare con il partito di Berlusconi. Esiste il nodo Ubaldi, certo. Dopo anni passati ad insultarsi pubblicamente con Villani (per inciso: ho sempre creduto che Ubaldi avesse ragione), non vedo come possa essere ricomposto con serietà un rapporto tra i due. Spero che si risparmi a noi parmigiani la scenetta da finti tonti del tipo Villani non guida più il Pdl, ora c'è Buzzi. Non prendiamoci in giro, è stato celebrato un congresso che ha confermato in toto lo stesso gruppo dirigente che ha pompato e sostenuto Vignali fino all'ultimo. Ubaldi, davvero, vuole giocare ancora con questa gente? E per che cosa? Per un senso di rivincita con sé stesso, dopo il drammatico errore che ha fatto scegliendo Vignali nel 2007? No, ELVIO ascolta me: IO NON TI VOTO PIU'.

    Inviato da ilcontadino01 il 16 febbraio 2012 alle 09:26

 .....................................................

(16 febbraio 2012)
Guarnieri: "Troppi candidati. I cittadini hanno bisogno di progetti"

La leader di Altra Politica parla delle prossime elezioni. Ancora da sciogliere il nodo alleanze, anche se il centro-sinistra sembra favorito: "Partire da chi ha fatto opposizione". Apprezzamenti per Bernazzoli. Difficile la convergenza con Pdl e altri civici: "Non logico allearsi con chi è stato in amministrazione". E Ubaldi: "La storia non si ripete"

di RAFFAELE CASTAGNO
purché si ricerchi una strategia di governo. Incominciamo a capire su quali idee per la città si vuole ragionare". Insomma per il centro-sinistra, nonostante i mal di pancia di Simone Rossi, le porte sembrano aperte.

GHIRETTI E IL PDL - Una coalizione ampia per Guarnieri non sembra possibile. "Un'alleanza con persone che hanno avuto responsabilità amministrative sarebbe non logica e non coerente. Non credo che si possa dialogare con tutti, vanno fatte delle distinzioni, per mettere insieme persone convinte di cambiare davvero Parma".

UBALDI
- Anche per l'ex sindaco, ufficiosamente in pista, Guarnieri non si dimostra possibilista: "La storia non si ripete. Il momento è molto diverso dal '98 che fu una svolta per la città. E' importante - ribadisce - avere una proposta innovativa"

I TEMI CALDI
- Ma quali sono allora i progetti e le ricette che Guarnieri ritiene possano essere utili per Parma e sui quali costruire un progetto di governo? Cominciamo dai debiti e i cantieri. "Le soluzioni - premette - dipendono da una precisa conoscenza della situazione dei conti, che il commissario sta conducendo. Anche se l'indebitamento è innegabile". Che fare allora pensando in particolare ai grandi cantieri? "Dobbiamo evitare la demagogia. Opere come la stazione vanno terminate. La logica sottesa al progetto - un nodo viario di raccordo - è importante. Va detto però che sulla stazione mancano ancora tante informazioni. Credo vadano riviste i rapporti con le banche e i futuri ampliamenti del progetto. Ma non possiamo lasciare un cratere". Discorso analogo per la Scuola europea: "Bisogna rivedere i rapporti con l'Efsa e il Governo, considerando le difficoltà della città".

IL REGIO
- "Rivisitare le politiche culturali. Ma anche la scelta delle persone non è ininfluente, credo sia finita un'epoca per la gestione del Teatro". Per Meli le speranze sono poche. "Servirà un nuovo sovrintendente scelto dal cda, nominato dalla nuova amministrazione". Ma serve anche una gestione diversa del Regio: "Deve funzionare con più continuità, per garantire alle maestranze un impegno di lavoro costante. Va studiata una programmazione che possa portare continuità". Il tema della cultura, vista anche la presenza di numerosi contenitori da riempire, rappresenta una sfida non secondaria per chi governerà. "L'epoca dei grandi cantieri è finita, dobbiamo sviluppare funzioni che possono rendere appetibile Parma, elaborare, con tutti i soggetti e le forze del territorio, anche a livello provinciale, una nuova visione strategica".

LA CRISI
- Il contesto economico, come rivelano i dati, si riverbera pesantemente anche su Parma, le difficoltà del commercio sono evidenti. "Dobbiamo rivedere la logica dei centri commerciali, anche da un punto di vista della viabilità e favorire i negozi e i supermercati di quartiere, importanti anche da un punto di vista sociale. Il Comune può garantire agevolazioni fiscali. Ma anche in questo caso è fondamentale rivisitare la concezione della città".

WELFARE
- La mancata realizzazione del Wcc - " una cosa positiva" - lascia comunque aperto il problema dell'assistenza agli anziani e alle famiglie. "Dobbiamo recuperare il gap accumulato in questi anni, partendo dai progetti che erano in pista nel 2007. Credo che si debba procedere secondo la logica di aiutare chi cura, sostenendo per esempio quelle famiglie che decidono di prendersi cura a casa dei loro anziani".

L'ultima domanda è sulla partecipazione e la trasparenza, temi sbandierati da tutti i candidati. "La partecipazione è importante, ma non dev'essere strumentalizzata. In questi anni quante volte abbiamo sentito parlare di bilancio partecipato?". Com'è allora il municipio di Maria Teresa Guarnieri? "Chi amministra deve ascoltare i cittadini e rendere conto delle decisioni alla luce del sole. Un Comune che ascolta, un Comune trasparente".
---------------------------------------------
(18 febbr)

Buzzi ."Pdl autore del disastro? Luogo comune"

A margine di una conferenza stampa l'ex vicesindaco risponde ad alcune domande sul fallimento dell'esperienza amministrativa: "Non è colpa del partito, noi siamo stati gli unici in Italia a dimetterci dopo l'arresto di un nostro assessore". E sulle elezioni: "Più grane per Bernazzoli che per noi"

di MARCO SEVERO
BUZZI[1]okSostiene Paolo Buzzi che no, il Pdl non è affatto responsabile del disastro prodotto dall'ex Amministrazione: "E' un luogo comune" dice il nuovo capo degli "azzurri" parmensi, già vicesindaco di quella Amministrazione. Per Buzzi, golfino turchese a sorriso sbarazzino, "non si può addossare ad un intero partito la responsabilità della malversazione perpetrata da alcuni elementi e sulla quale, comunque, la magistratura farà chiarezza". Lo dichiara nella sede Pdl, mentre infila il giaccone alla fine di una conferenza stampa tutta giocata all'attacco su Bernazzoli "anguilla" e "succube di Errani" (LEGGI).
Lo ripetono in molti in città, infatti: "Ma come fanno questi qui a ripresentarsi come niente fosse, dopo aver affossato Parma?". E' diventato un sentire collettivo più che un luogo comune, dove "questi qui" sono proprio loro, i pidiellini che nella Giunta Vignali schieravano pezzi da novanta: Paolo Zoni, Fabio Fecci e poi lui, Giovanni Paolo Bernini detto "Big Gim" (nomignolo ereditato dall'altro ex assessore di peso, Giampaolo Lavagetto). E a proposito: il tracollo del "modello Parma" non sarà tutta colpa del Pdl, ma l'unico assessore finito in manette per lo Scandalo corruzione targava proprio Partito delle libertà. "Ma infatti – ragiona Buzzi – noi siamo stati l'unico partito in Italia ad essersi tirato indietro non appena un nostro membro è stato arrestato…sfido chiunque a dimostrare che gli altri siano pronti a fare lo stesso. Non mi pare infatti che coloro i quali oggi pontificano su etica e morale possano vantare condotte migliori, e mi riferisco ai precedenti politici che hanno riguardato Vendola e alle note vicende di Sesto San Giovanni. Cos'è, la corruzione esiste soltanto a Parma?".
"E il debito della Provincia?" - No, certamente. Le mazzette, a 20 anni esatti dallo sciacquone di Mario Chiesa che fu la campana d'inizio di Tangentopoli, sono ancora ben in circolo ovunque in Italia. Però, tornando a Parma, il Pdl finito dalla bufera Easy money e travolto dalla caduta di Vignali si ripresenta serenamente sulla scena scegliendo come nuovo coordinatore proprio lei, Paolo Buzzi, considerato dall'opposizione uno dei simboli del fallimento: "Non è così" ribatte l'ex vicesindaco secondo cui per esempio "il dedito del Comune non esiste, esiste solo quello delle società partecipate e in ogni caso quello del Municipio è la metà di quello accumulato dalla Provincia…anzi, visto che domani gli Indignados torneranno in piazza li invito a manifestare contro il debito di piazzale della Pace".
Non indietreggia d'un millimetro Buzzi, tutt'altro: "In vista delle amministrative – dice a un certo punto – tutto sommato ha più grane davanti Bernazzoli che noi. Il Pdl infatti dovrà soltanto confrontarsi con il movimento civico, mentre il Pd dovrà fare i conti con i grillini, con la sinistra estrema, con l'associazione no-termo". Per non dire della scelta di aprire al centro, ad Altra politica-Altri valori di Maria Teresa Guarnieri che già sta dimostrando quanto sia corta la coperta del Pd: la tiri da un parte e sbraitano dall'altra. "Infatti. Quanto a noi – conclude Buzzi – ricordiamo che siamo sempre stati punto di riferimento per i moderati, non ci spaventa correre da soli anche se non credo che alla fine ci presenteremo alle amministrative in solitudine".
Infine, ancora a margine della conferenza stampa, una telefonata misteriosa ricevuta da Buzzi: "Era l'ordine degli avvocati di Parma – rivela poco dopo a denti stretti l'ex vicesindaco, ignaro d'essere stato ascoltato dai giornalisti – il commissario Mario Ciclosi ha infatti proposto all'ordine di collaborare alla definizione di una nuova governance di Stt dopo le dimissioni di Massimo Varazzani. Gli ho consigliato di accettare, è una buona opportunità anche tenendo conto della tendenza finora mostrata dalla gestione commissariale di chiamare professionisti estranei a Parma nei nuovi vertici delle società partecipate".
NOTA DEGLI AVVOCATI L'Ordine ha inviato una nota, a proposito di quest'ultimo passaggio dell'articolo, in cui spiega che "Il consiglio dell'Ordine degli avvocati di Parma smentisce categoricamente l'esistenza di contatti e o colloqui, diretti o indiretti, con chicchessia avuto riguardo a tale questione, totalmente estranea ai compiti e alle finalità ed interesse dell'ente"

20 commenti a "Buzzi ."Pdl autore del disastro? Luogo comune""

  1. aristotelev scrive:
    Buzzi; non so cosa facevi prima; torna a farlo. Anzi, stai a casa, ti paghiamo la pensione noi, pur di non vederti ancora.
  2. Dado scrive:
    PANTANO SINDACO!
  3. parmigiana72 scrive:
    Come per Lavagetto ci vuole un bella faccia a dire certe cose!! Sono impresentabili e non hanno nemmeno l'onesta' e l'umilta' di volare basso dopo tutto quello che hanno combinato! Uno schifo vedere che per colpa loro sono stati tagliati servizi a disabili ed anziani e quindi peggiorato la vita di persone deboli per la loro avidita'.
  4. Exdar scrive:
    Ma Dado é l'alter ego di Sauro? Sei afflitto da monomanie? Dai troviamoci a parlarne che magari capiamo cosa ti affligge…
  5. riccardo scrive:
    Caro signor Buzzi presentatevi da soli alle prossime elezioni comunali come partito della libertà e vincerete sicuramente con tutti i tesserati che avete….
  6. bastaguasti scrive:
    A Paolino Buzzi vorrei porre cinque domande:
    1. chi aveva la delega alle società partecipate e ai lavori pubblici e non ha controllato quello che stava accadendo?
    2. chi ha deciso la costituzione di STT che inevitabilmente avrebbe fatto perdere al Comune il governo reale delle trasformazioni territoriali?
    3. chi ha condotto in porto l'intervento vergognoso di piazza Ghiaia andando a trattare in prima persona con il Ministero dei Beni Culturali?
    4. a quanto ammonta il "buco di bilancio" provocato dall'operazione metropolitana su cui il Comune ha firmato una convenzione capestro?
    5. quale vantaggio dà alla città il ponte nord e quali interventi dovranno essere ancora realizzati (a vantaggio di progettista e imprese di costruzione) per renderlo economicamente "sostenibile"?
    Infine, fuori sacco, vorrei chiedergli perchè ha lasciato mano libera a un direttore generale che era solo preoccupato di nascondere il debito con manovre di finanza creativa e non è intervenuto – come era suo compito di vicesindaco – per governare la situazione.
    Dubito che su questi temi Buzzi sappia dare risposte soddisfacenti non tanto a me, ma alla città di Parma che lui el il PDL hanno portato allo sfascio.
    Caro Buzzi, i fatti sono fatti; i luoghi comuni lasciali perdere!
  7. siamo alla frutta... scrive:
    con che faccia……ah si la sua, è vero…è proprio la sua….uguale a quella di Bernini, senza signor o dottore…non merita questi titoli! Ritornando a Buzzi e alle sue affermazioni riguardanti la sua schiera politica che insieme ad altri hanno governato il Comune mi chiedo ancora e gli chiedo: "ma con che faccia dice che non siete stati voi?" A Parma lo sapevano e lo sanno tutti chi era il vero Sindaco, chi muoveva le pedine nel bene e nel male….anzi pardon….solo nel male, erano degli incapaci, persone che hanno fatto di tutto e di più per portare alla rovina un ente che nel 2007 (alla fine del mandato Ubaldi) era un gioiello unico, ammirato da amministratori di altre città nonchè da televisioni che ne hanno parlato bene portando il Comune come esempio da imitare. Non dica ancora bugie Buzzi, si vergogni e abbia rispetto della dignità di quelle persone che dovranno onorare ancora una volta quella benedetta scheda elettorale mettendo una croce su un simbolo e che se potessero quelle croci le metterebbero solo su un cruciverba, sarebbe meglio ahimè….ma non sarà così, perchè quelle persone sono vere, sincere, toste e nonostante tutto ci credono ancora, ma soprattutto hanno la loro "dignità" da salvaguardare da persone come lei! SI RITIRI A FARE VITA DI CLAUSURA COSI' VIVREMO PIU' TRANQUILLI!!!!!
    da una cittadina parmigiana
  8. Stefano scrive:
    Ma quanti marionette incapaci e false ci sono come Buzzi?
  9. fracasso angelo scrive:
    Caro Buzzi cambia attivita,anzi non fare niente per non procurare danno a niente e nessuno.
  10. cattivello scrive:
    Un petit traficant … con un piede in galera. Attento che alle urne non ci arrivi, in procura c'e fermento …
  11. marì scrive:
  12. …..mi ripeto per la centesima volta: COSA STA ASPETTANDO LAGUARDIA ? Questo qui continua a dire cose incredibili solo perchè la Procura è ferma!!!
  13. Dado scrive:
    BUZZI CORAGGIO….CON IL NUOVO DIRETTIVO TRA CUI SPICCANO PANTANO, BONU E MISS CAMORALI STATE COSTRUENDO UN FUTURO DI……..ETERNI SCONFITTI; MA UNA POLTRONA IN IREN E QUALCHE INCARICUCCIO DI QUA E DI LA' PER GLI AMICHETTI DEL CERCHIO MAGICO VAL BENE LA VITTORIA DI BERNAZZOLI HHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAH

  • loffacontinua scrive:
    Vero, il debito del Comune è sotto controllo, quello delle partecipate fa impressione ma, caro signor Buzzi, chi è l'azionista delle partecipate? Rockerduck? Bernazzoli? Trapattoni? No, è il Comune di Parma, di cui lei è stato vicesindaco e ASSESSORE ALLE SOCIETA' PARTECIPATE. Signor Buzzi, io non la capisco: ma che cosa le ha promesso il Dogo Villani per sparare certe minchiate? Ma davvero credete di riprendervi la città con questa strategia? Cercate alleanze, piuttosto, anche se – a quanto pare – siete benvoluti come una fistola perianale.


  • fri fri scrive:
    Buzzi, che dire…. at ghè un corag da leòn….
    Mì dopa i debit ca ghì lasè in Cmòn a saris ancora in vacansa in Botswana e rientraris in tal 2025, vojetor a sì li bej cme al sol a dir clè colpa ed chietor….
    Fantiastic, meraviglios…..
  • fra scrive:
    Buzzi, smettila di giocare a nascondere i cocci sotto un tappeto che è grande come un fazzoletto rispetto ai cocci che ci sono..
    Non penserai mica che abbiamo tutti l'anello al naso a Parma ??
    Comunque complimenti per la battuta sui debiti del comune che sono la metà di quelli della Provincia, così grossa non l'avevo sentita nemmeno a Zelig
  • Gio scrive:
    Ancora la storia delle partecipate! Basta! Forse per alcune è vero, ma il sig. Buzzi forse non sa, o fa finta di non sapere, che ci sono partecipate hanno crediti accertati verso il Comune di Parma ben superiori ai debiti che hanno verso i fornitori. E le società non riescono a pagare i fornitori perchè non ricevono quanto spetta loro dal Comune. E' il Comune che non paga le fatture!
  • Impressione scrive:
    Ohhhhh bravo Buzzi! Finalmente!
  • ciro scrive:
    non e' colpa del partito? e' vero! e' colpa di quegli uomini di partito che amministravano facendo i proprio affari e di quegli uomini di partito che non hanno avuto il coraggio di denunciarli. in procura ci sono tanti esposti di cittadini che denunciano il modo di operare degli uomini del Pdl di Parma: speriamo che il procuratore non lasci le pratiche nel cassetto. un elettore di centrodestra come me non votera' mai a sinistra, ma non e' nemmeno disposto a votare uomini che hanno amministrato male e la presenza del commissario purtroppo e' un dato inconfutabile di mala amministrazione!!!
  • Alberto scrive:
    Gent.mo Sirtaki Buzzi organizza un evento pubblico aperto alla cittadinanza per spiegare come stanno le cose (secondo te, ovviamente). Non hai il coraggio vero? Alloora beviti i "luoghi comuni". Facile parlare nascosti dietro le tapparelle di casa.
    E poi la magistratura farà chiarezza???? Ma VOI "poltici del PDL" cosa ne pensate? non siete VOI a dire che la magistratura è politicizzata, le toghe rosse, ecc…? Fi affidate alla magistratura quando vi fa comodo e la attaccate quando fa il suo lavoro? Il vostro Berselli l'ha attaccata a Parma perché stava facendo chiarezza!!! Sirtaki Buzzi il gioco delle tre carte non attira più nessuno, nemmeno in Grecia.
  • Carlo Fasoli scrive:
    Il debito è delle partecipate e non del comune???
    E' le partecipate di chi sono? guarda un po' sono per la maggior parte del comune!
    Avete fatto il giochino delle scatole cinesi e state dicendo che il debito delle partecipate non ricadrà sulle casse del comune? Allora Buzzi o Villani (che hanno uffici stampa molto attivi a quanto vedo) mi rispondano in pubblico: i debiti della società partecipata Alfa (che è al 100% del comune) dove andranno a finire?
    Andate a raccontarla a qualcun altro.

  • .....................................................
    (21 febbraio 2012)
    Libè: "Lista Udc assieme a Ubaldi. Difficile il dialogo col Pdl"

    Il deputato parmigiano sulle scelte dei centristi alle elezioni. "Saremo in campo con il nostro simbolo in un cammino assieme all'ex sindaco". La presa di distanza da alcune scelte della Giunta Vignali e le possibili convergenze con altri moderati e civici


    Lo scenario elettorale si è ormai sbloccato. Quali sono le scelte dell'Udc?
    Saremo presenti alle prossime elezioni comunali a Parma con i nostri uomini e con la nostra lista in un cammino che ci vedrà insieme a Ubaldi, con il quale in questo periodo ci siamo a lungo confrontati e la cui candidatura è presumibile. Crediamo che il percorso intrapreso possa sortire l'effetto che ci aspettiamo. Al momento, però, ancora non parliamo di candidato sindaco e composizione della lista. Ci stiamo ragionando. Oltretutto si è ridotto il numero dei consiglieri comunali e quindi sarà anche più semplice completarla con un profilo di alto livello.

    Ritenete aperto l'esito delle prossime elezioni nonostante la fine ingloriosa del centrodestra?
    Si. La partita che solo due mesi sembrava preclusa oggi la riteniamo del tutto aperta. La novità, anche a livello locale, è la nuova impronta data alla politica dal Governo Monti che ha riportato al centro del dibattito la necessità di essere sinceri. La sfida si gioca quindi sulla credibilità e sui progetti non più sulle promesse elettorali. Occorre lavorare sulle cose concrete all'insegna del rigore garantendo, pur nella crisi attuale, lo sviluppo necessario a mettere in campo interventi che vadano a sostenere chi è in difficoltà.

    Il vostro obiettivo è dunque rimettere in piedi un centro civico moderato con Ubaldi. Lo schema, alla luce dell'epilogo della Giunta Vignali,


    non è da ritenersi superato e poco innovativo?

    Separerei il cammino dell'Udc da quello di Ubaldi, il quale ha preso praticamente da subito le distanze dall'Amministrazione uscente. Lo ha fatto un po' perché alcuni rapporti personali si erano incrinati e molto per la gestione intrapresa dall'ex sindaco Vignali. Noi, come Udc, abbiamo sostenuto la Giunta finchè abbiamo potuto per un motivo principale: perché ci eravamo presentati agli elettori all'interno di una maggioranza. Ci guidava, dunque, il rispetto del patto sottoscritto alle urne e la coerenza nei confronti di chi ci aveva sostenuto. Tuttavia questo non ci ha impedito di discutere e anche di litigare in Giunta tantissime volte, chiedendo ad esempio di rimuovere persone che guidavano l'Amministrazione con troppa esuberanza. Verso la fine del mandato la rottura è stata inevitabile in quanto la nostra richiesta di cambiamento e di revisione del modo di operare non trovava riscontri.

    Ormai i guai erano stati fatti e i debiti pure.
    Mi scandalizzo ma non mi stupisco dei debiti fuori bilancio che ci sono in quasi tutte le amministrazioni pubbliche italiane, purtroppo. Ma a un certo punto abbiamo detto chiaramente che così non si poteva andare oltre: il rischio era che i debiti servissero più a coprire l'ordinaria amministrazione che a produrre investimenti come dovrebbe essere. Vorrei ricordare che siamo stati noi dell'Udc a proporre le azioni di responsabilità verso gli amministratori. Questo non si gnifica accusare ma chiedere una verifica su chi aveva amministrato bene e chi no. Non è giusto, infatti, fare di tutta l'erba un fascio. Ci sono manager di società del Comune che hanno ben gestito le partecipate lavorando con serietà. Spiace che questi paghino come chi invece ha lavorato senza avere a mente che i debiti, quando vengono prodotti, poi devono essere pagati. Questo molti se lo sono dimenticato a Parma come a Milano a Torino e in altre città. Una cosa ci ha trovato sempre in disaccordo con l'ex sindaco Vignali: noi ritenevamo non servissero tante società ma una sola che le controllasse tutte. Una holding da guidare col vincolo preciso di una reale verifica del Comune. Cosa che non è avvenuta.

    Ci sono i margini per una convergenza con il Pdl e con Parma Unita di Ghiretti?
    A Parma si va al voto come in altre 27 città ed è chiaro che le influenze politiche nazionali si faranno sentire. A Roma noi sosteniamo con decisione il Governo Monti, lo abbiamo fatto dal primo giorno. La stessa cosa non si può dire per il Pdl, con il quale la distanza anche sulle amministrazioni locali resta forte. Per ora mi pare molto difficile trovare un punto d'incontro. Soluzioni comuni che invece spero e mi auguro si possano raggiungere con gli altri moderati e civici. Abbiamo bisogno di unire ma in maniera molto chiara: stare assieme solo per vincere non ci interessa. Non ci piacciono i pastrocchi. Servono le stesse idee per governare, poi i cittadini valuteranno.

    Scartate a priori un dialogo con il Pd?
    L'accordo non si è trovato a Parma e in altre realtà importanti sul piano nazionale come Genova, Palermo e in Puglia. Con il Pd un anno fa eravamo entrambi all'opposizione del Governo Berlusconi e ci furono accordi a livello locale alle amministrative. Oggi lo scenario è cambiato e noi intendiamo unirci sulla base di una comune visione programmatica e politica. Lo ripeto: a noi gli schieramenti che si mettono assieme solo per vincere e che poi non governano non piacciono. Si sta assieme se si ha una visione comune. Mi pare che all'interno del Pd ci siano prospetti totalmente divergenti su temi importanti, l'ultimo esempio è la polemica Fassina-Veltroni sull'articolo 18.

    Sarebbe a dire che Bernazzoli potrebbe vincere e poi faticare a governare?
    Avrà grossi problemi, come si è visto dalle polemiche sulle primarie e tutto quello che ne è seguito. Una situazione che non ha portato alla divisione tra correnti o meno, cosa che può succedere all'interno di un partito, ma ha ulteriormente incrementato la disaffezione dei cittadini.

    Tre punti su cui lavorare per fare ripartire Parma.
    Rigore e taglio agli sprechi, ossia gestione dei conti in base alle risorse disponibili. Così si giudica un buon amministratore. E poi sviluppo e solidarietà. E' necessario rilanciare l'economia reale puntando sulla qualità. Ci sono aziende che hanno lavorato sull'indotto dell'agroalimentare e che putroppo stanno morendo. Se l'economia riparte si ricavano anche le risorse per mantenere l'elevato standard del welfare comunale. A livello infrastrutturale l'aeroporto deve incrementare il numero dei voli in modo da abbassare i costi e allargare il proprio bacino di utenza. Il "Verdi" non è un vezzo di qualcuno ma serve anche a lenire la ferita della mancata assegnazione a Parma della fermata ferroviaria Mediopadana che sarebbe stata molto più importante di uno scalo aeroportuale.
    (francesco nani)
    Nessun commento
    ................................................
    (22 febbraio 2012)
    Roberti: "Dico no alla rassegnazione"
    Previsto un assessore alla Partecipazione

    La candidata di Parma bene comune, la formazione nata dai movimenti, ha ricevuto l'appoggio di Rifondazione comunista ma punta anche al voto moderato: "Possiamo farcela, ci rivolgiamo alla classe media. Non accetto che si dica che nulla cambierà"

    di MARCO SEVERO
    A luglio si presentò sotto i portici del Grano con un cubo di cartone colorato di nero. Sopra c'era scritto: "Attenzione, pericoloso Balck bloc". Erano i tempi della piazza, dell'ironia corrosiva contro il sindaco "Simpa". Sono trascorsi otto mesi e Roberta Roberti è candidata sindaco per Parma bene comune, la formazione figlia dei movimenti. Roberti ha 47 anni, un figlio di 16, è separata, insegna Italiano e Storia nella scuola superiore, abita in un bell'appartamento con mobili contadini in zona San Lazzaro. Nei giorni scorsi ha ricevuto l'appoggio di Rifondazione comunista, eppure la "pericolosa black bloc" punta anche al voto moderato

    Nonostante la tradizione barricadiera Parma resta una città poco incline agli estremismi. Roberti, davvero pensa di poter pescare voti al centro?

    Ne sono convinta e spiego anche il perché: la crisi economica in Italia e la situazione politica venutasi a creare a Parma hanno coinvolto direttamente la classe media, quella a cui appartiene la maggior parte della popolazione. E' questa fetta della cittadinanza che chiede un cambiamento netto. Inoltre tra gli stessi comitati civici, le associazioni e i movimenti dai quali Parma bene comune proviene si riscontra una composizione sociale molto variegata: si va dai militanti più ideologizzati ai cattolici moderati

    Incuriosisce il nome della vostra lista, che all'inizio pare dovesse essere Abc: Alternativa bene comune, un modo per dire "ripartiamo dai fondamentali"


    Vero,
    credo che la cosa più urgente nella situazione attuale a Parma sia la ricostituzione di un patto sociale. La prima cosa da fare sarà ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini, e questo sarà possibile soltanto restituendo alla popolazione il controllo dei beni collettivi, intesi sia come beni materiali che come beni immateriali: dunque da una parte le ricchezze come il territorio, l'acqua, l'aria, i monumenti e dall'altra il sapere, la cultura, il valore del lavoro, i valori della democrazia

    Usciamo da un periodo in cui, più che cittadini, eravamo pubblico (pagante) di una politica spettacolo


    Negli ultimi anni Parma si è lasciata solleticare, nella sua vanità, da autentici venditori di fumo che hanno puntato tutto sulla grandezza, sull'eleganza. A noi sta a cuore invece tornare alle dimensioni e alla natura originaria di Parma, ad una democrazia partecipata e a una vera gestione collettiva del patrimonio pubblico. In questo senso proponiamo la costituzione di un assessorato alla Partecipazione e ai beni comuni, sulla scia di quanto fatto a Milano e a Napoli, oltre che il ricorso alla consultazione dei cittadini tramite referendum su decisioni importanti. Non è più possibile assistere a scelte, come per esempio quella di costruire un Ponte nord, senza prima aver chiesto il parere di tutti

    Sì ma a Parma non si vince senza l'appoggio degli industriali


    Sarò sincera. Credo che non sia possibile prescindere dal dialogo con le forze economiche. Ma credo anche che questo dialogo possa esserci soltanto con le forze sane, ovvero con quelle realtà che prima di tutto condividano con noi un codice etico che imponga un chiaro no al clientelismo, alla corruzione, alle infiltrazioni mafiose. Inoltre vorremmo rivalutare il rapporto con tutte quelle realtà imprenditoriali che in questi anni sono state trascurate, in particolare quelle di dimensioni più ridotte attive nel settore agroalimentare

    A proposito di "eccellenze" e di cibo, come si concilia a Parma la valorizzazione della filiera alimentare e la costruzione di un forno che brucerà i rifiuti?

    Ce lo chiediamo anche noi, ma prima di tutto non riusciamo a capire come si sia potuto finora tenere i piedi in due staffe diverse: da una parte puntare tutto sulle nostre qualità, al punto da ottenere l'assegnazione di un'importante agenzia in campo alimentare come L'Efsa, e dall'altra continuare a favorire il "partito del mattone", continuare a concedere spazi da cementificare. Sul piano più strettamene strategico nel nostro programma - che presenteremo ufficialmente venerdì prossimo 24 febbraio - suggeriamo soluzioni anche per abbattere le emissioni nocive del traffico veicolare e degli impianti di riscaldamento, avanzando l'idea di incentivi e sgravi per l'istallazione, per esempio, di pannelli solari e fotovoltaici, per incentivare il trasporto pubblico ipotizzando insieme ad altri Comuni - perché no - un sistema di viabilità su rotaie che congiunga Parma con i centri della provincia: in fondo si potrebbero sfruttare le reti ferroviarie dismesse, che sono tante

    Un progetto un po' visionario...
    Quello che non accetto, di questa campagna elettorale, è il ricorrente e sottinteso messaggio di rassegnazione che arriva da più parti: "Vietato pensare ad un futuro diverso, tanto non si può cambiare, ora serve un manutentore" eccetera. In tutta sincerità, a mio avviso, questo modo di pensare è inaccettabile: come madre e come insegnante mi rifiuto di dovermi accontentare di dire a mio figlio e ai miei alunni che nulla, almeno nell'immediato, potrà cambiare. Sarebbe un grave segnale di resa e, oltretutto, finirebbe per dar ragione al cosiddetto sentimento di antipolitica, secondo cui tutti i partiti politici sono uguali e tutti producono danni alimentando il senso di frustrazione e di rabbia nei confronti delle istituzioni

    Abbassiamo di un tono la conversazione. Le alleanze. Perché Sel non vi ha appoggiato?


    Abbiamo fatto i salti mortali pur di allargare al massimo la coalizione a sinistra del Pd. A questo scopo ho anche proposto, personalmente, di fare un passo indietro al fine di trovare candidati sindaco che potessero mettere d'accordo altre formazioni. Ma il tentativo finora non ha avuto esito. E in ogni caso tengo a ribadire che per noi la priorità non è il governo a tutti i costi, la gestione del potere per la gestione del potere. Se riteniamo che sul piano dei programmi e dei valori non ci siano le condizioni per porre le basi di un'alleanza, semplicemente evitiamo di allearci perché preferiamo anteporre alle logiche di potere l'idea di una città finalmente diversa. Su Sel non nascondo la mia sorpresa, francamente non capisco la scelta del direttivo di appoggiare Bernazzoli, la ritengo davvero una mossa suicida

    E' vero che anche i movimenti sono divisi, che non tutti all'interno de La Piazza, prima, e del Laboratorio politico per l'alternativa, poi, hanno condiviso la decisione di costituirsi in lista? E' vero che alcuni membri di Pbc hanno già lasciato la formazione?

    Sì, è vero che Maria Ricciardi e Vincenzo Tradardi (Liberacittadinanza, ndr) sono usciti per divergenze di valutazioni. Quanto alle divisioni interne ai movimenti direi che si tratta di un fenomeno normale e tutto sommato anche positivo: a un certo punto una parte delle associazioni e dei coordinamenti che la scorsa estate diedero vita all'esperienza straordinaria di mobilitazione contro lo Scandalo Parma hanno ritenuto che non fosse giusto né utile concorrere alle elezioni, preferendo mantenere la dimensione di fluidità propria dei movimenti. A nostro parere, al contrario, dopo la protesta e la controinformazione è corretto proporre alla città anche un progetto politico conseguente. Ciò detto, ritengo anche che le due anime dell'ex Piazza, quella più movimentista e la nostra, possano tranquillamente coesistere e collaborare. Anzi l'una può lavorare, come del resto sta già facendo grazie ad uno strepitoso gruppo di ricerca che ha prodotto il blog 'Le ragioni della criticà' a fornire contenuti politici a Parma bene comune.

    commento: 1

    L'indirizzo del blog "Le ragioni della critica"?
    Inviato da demianlee il 23 febbraio 2012 alle 20:23

    ..................................................................
    (09 marzo 2012)
     "Parma, una città di cose normali ma che sappia pensare in grande"

    L'intervista a Roberto Ghiretti, in corsa per la carica di sindaco. "Bisogna ritrovare coesione, fare rete, nessuno può più giocare per conto suo. Puntare su progetti davvero realizzabili". Guardare al futuro: "Basta con le minestre riscaldate. Ha Ragione Pagliari: "Cambiare pagina e libro".

    di RAFFAELE CASTAGNO
    Più che alle piramidi Roberto Ghiretti guarda alle buche delle strade. Alle metropolitane preferisce i marciapiedi. Alla Parma da 400mila abitanti o 3 milioni di utenti di funzioni, l'ex assessore allo Sport preferisce una città che sappia essere coesa, unita, che sia in grado di fare reti, non solo virtuali, ma soprattutto reali. Alla Parma dei "Cesari", dei cantieri e delle funzioni contrappone una "città fatta di cose normali" ma che non rinunci alla progettualità, condendola con un po' d'inventiva, e che valorizzi finalmente i suoi "giacimenti culturali" e le sue eccellenze. Una città che dialoghi e non sia suddita di Bologna. Una Parma che "sappia stare in Europa, così come è sempre avvenuto nella sua storia".

    Prima però c'è la sfida elettorale. Una competizione che si arricchisce giorno dopo giorno di nuovi pretendenti. Forse troppi. "Penso sia un segno di democrazia, non ci sono blocchi". Ghiretti non pare troppo impensierito dal ritorno dell'ex sindaco Elvio Ubaldi né dalla frammentazione che contraddistingue lo schieramento di forze che non si riconosce in Vincenzo Bernazzoli. Lui tira dritto: "Noi non ci arrocchiamo, chiedo condivisione su un metodo di governo, su un programma e sulla qualità di persone. Non cerchiamo posti. Il problema sono i contenuti, le soluzioni da offrire alla città".

    UBALDI - "E' stato un gran sindaco, finché non ha sposato un modello di città
    non sostenibile. La città delle funzioni mi preoccupa. Paghiamo sempre noi per i 3 milioni che dovrebbero venire a usare le funzioni? E poi dove sono questi 3 milioni? Nelle province vicine, a Bergamo? E'un altro sistema che scaricherà sulla città tasse e cantieri. Non mandiamo giù minestre riscaldate".

    LA CITTA' DELLE RETI - "Dobbiamo rendere la città normale, metterla in condizione di funzionare, cominciando dalla piccole cose, buche, negozi, parchi. Dobbiamo difendere le eccellenze, sviluppare nuovi brand e forme imprenditoriali". La ricetta per far sì che Parma torni competitiva e torni in Europa passa attraverso le reti, non solo digitali, ma reali: "Per un vero sviluppo occorre creare reti sociali, che diventano anche reti economiche. Sui grandi temi dobbiamo giocare in grande, ma per farlo dobbiamo recuperare coordinamento e coesione sociale, e impostare una progettualità in un'ottica di ricavi". Per Ghiretti occorre una città "che sappia stare in Europa" e che valorizzi e difenda le eccellenze: fiere, aeroporto, università, ma senza reti è impossibile: "Mancano, come nel caso dell'ateneo, non possiamo più permetterci che ciascuno giochi per conto suo, c'è la crisi".

    CULTURA - Ghiretti non entra nel dettaglio, preferisce un discorso d'insieme. "Prima di tutto analisi e idee, ci sono molti contenitori da riempire, di qualcuno si poteva fare a meno, come con tutto il rispetto il Teatro dei Dialetti, visto che c'è già l'Auditorium Paganini. Dobbiamo riempirli, sentendo i cittadini più che i consulenti. Mi piace ripetere che dobbiamo passare dai consulenti alle consulte". A Parma esistono quelli che definisce "giacimenti culturali enormi" come lo Csac, che andrebbe trasformato in un centro culturale capace di attrarre turisti da tutto il mondo. "Cultura vuol dire socialità, integrazione, ma dobbiamo tenere conto di criteri economici, basta buchi".

    TRAFFICO E INQUINAMENTO - E' uno dei temi che si sta imponendo all'attenzione della città. Sulla Tep - ma il discorso vale per tutte le società - Ghiretti chiede la possibilità di rivedere i contratti di servizio ogni 4 anni, così da modularli alle esigenze del sindaco. "Dobbiamo studiare soluzioni, capire il sistema della mobilità, confrontarci con chi sa, compiere raffronti a livello internazionale. Bastano pochi mesi. E' inutile promettere cose che poi non si possono realizzare. Quanto costa il ferro? Si può fare? Pensiamo intanto a tutelare la mobilità lenta, possiamo arrivare a più di 100 km di piste ciclabili in 5 anni. Possiamo incentivare il risparmio energetico, intervenendo sulle case. Dobbiamo ridurre gli scarichi, limitare l'inceneritore, investire in manutenzione stradale, studiare il sistema dei parcheggi. Con la consapevolezza che per grandi investimenti ci vorranno 4 anni, però dobbiamo essere pronti".

    CANTIERI PARTECIPATE e DEBITO - Vanno non solo chiusi ma anche sfruttati. "Vediamo come finirli e renderli funzionali per la città. Il Ponte Nord può essere destinato alle imprese giovanili. Ci sono idee migliori? Le ascolto. Dobbiamo completare la stazione, cercando di avere i soldi ex metro". Le partecipate secondo Ghiretti vanno ridotte e messe in mano a persone "esperte, competenti, neutrali". Sul debito Ghiretti chiede di avere i numeri esatti, ma avverte: "Evitiamo speculazioni che possono creare altri danni alla città, cerchiamo di non liquidare a prezzi troppo basi. E poi coinvolgiamo tutti: banche, imprenditori, anche la Regione, con la quale voglio trattare da pari a pari, in quanto portatore d'interessi di una comunità importante, non siamo sudditi di Bologna".

    SICUREZZA - Tema alla ribalta dopo gli ultimi episodi di cronaca con diverse rapine anche in pieno giorno. "L'associazionismo è il primo presidio. Dobbiamo trovare il modo di avvalerci della sorveglianza privata, oltre 300 persone che possono attivare un sistema informativo. Il poliziotto di quartiere. Questo è un punto su cui siamo tutti d'accordo, perché non lo mettiamo pubblicamente per iscritto?". Più coordinamento chiede Ghiretti, ma anche rispetto delle funzioni: "La municipale deve tornare a fare la municipale. Se fa bene il suo lavoro permette a polizia e carabinieri di far meglio il loro. Penso anche a presidi sistematici in quelle zone più sotto pressione. E poi contrastare il degrado, che non vuol dire prendersela con gli stranieri. Non sono il problema, il problema è chi non rispetta le regole". Nel contrasto alle attività criminali un ruolo importante giocano anche la valorizzazione dei parchi: "Parma ne ha, potrebbe averne di più, senza spendere tanto. La Parma - dal ponte Verdi all'intersezione con il Baganza - può essere trasformato in un luogo per attività fisica, visite naturalistiche, è un patrimonio unico. Se nel Parco Falcone e Borsellino avessimo una sala ipogea in meno e qualche spazio in più per le associazioni non ci sarebbe il problema degli spacciatori".

    TRASPARENZA e PARTECIPAZIONE - Consiglio comunale in diretta, ma via web spiega Ghiretti: "Non vorrei che qualcuno stesse già pensando a qualche service esterno e costoso". Bene la digitalizzazione "ma evitando altri costi". Ghiretti guarda con interesse al modello "open data" del sindaco di Firenze Matteo Renzi. "Ma trasparenza vuol dire anche controllo, che si realizza con un sistema di auditing serio ed efficace". Centrale il ruolo dei quartieri dove l'ex assessore immagina una consulta onoraria composta dai principali soggetti: commercianti, scuole, chiesa, associazioni. "Per ogni quartiere ci vuole un rappresentante onorario che tenga le fila del dialogo". E poi naturalmente tocca al primo cittadino e agli assessori: "Il sindaco due volte all'anno deve incontrare tutti i quartieri, gli assessori ogni mese. Anche metterci la faccia è trasparenza".

    1. @marcogialloblu: il mio pensiero sulla cosa è questo. Se io sono fuori, posso informarmi dai giornali e, magari, da qualche conoscente che ho in Municipio. Quando Ghiretti è entrato c'erano già fior fior di partecipate e progetti in piedi. Per il mio modo di vedere le cose, se ha accettato di accomunarsi con quella bella combriccola vuol dire che gli sembrava tutto ok. Aggiungiamo poi che per due anni è stato dentro al Comune e dalla sua posizione non credo avesse difficoltà di accesso agli atti. L'ha fatto o non ha controllato niente che non fosse lo sport? E se no, perchè? Solo adesso che è fuori grida allo scandalo, se avesse buttato un occhio prima magari ci avrebbe potuto fare qualcosa di concreto. O sbaglio?
    2. Inviato da polento il 09 marzo 2012 alle 12:50
    3. certo che informarsi un minimo prima di parlare...dove è stato negli ultimi 4 anni chi non sa che ghiretti è entrato in giunta solo nel 2009, che si è occupato di SPORT e tutti gli riconoscono che ha fatto bene?!? e poi basta ripetere sempre le stesse cose, se cercate gente attaccata alla poltrona da anni e anni guardate alla voce politici! ormai lo hanno capito tutti gli italiani (mancano giusto un po' di parmigiani!!!), ci vuole gente che lavora e sa fare mica politici di professione
    4. Inviato da marcogialloblu il 09 marzo 2012 alle 12:38
    5. Non ho capito bene cosa vuol fare coi debiti....non lo ha spiegato. E' stato molto , molto vago.

      Inviato da vignalone il 09 marzo 2012 alle 10:51
    6. Idee mirabolanti, nulla da dire. Lei, Ghiretti, dov'era nei passati 4 anni, è stato a Panama? Oppure forse non siedeva nella giunta Vignali? Cosa ci andava a fare? Un giro in centro?

      Inviato da pepito46 il 09 marzo 2012 alle 10:34

     ......................................................