ParmaOggi
Garbi (Pd) attacca il Pdl: "Hanno vinto i protagonisti del disastro in Comune"
Sull'esito del congresso del Pdl di Parma il segretario provinciale del Partito Democratico Roberto Garbi ha rilasciato la seguente dichiarazione. "Nel Pdl ha vinto chi ha condotto il Comune di Parma al disastro. Ha vinto la corrente di Buzzi, il vicesindaco che fino all'ultimo ha continuato a sostenere che tutto andava bene, fingendo di non vedere né gli scandali né la montagna di debiti che una gestione incapace stava producendo. Ha vinto la vecchia guardia. I dirigenti che hanno sostenuto la Giunta Vignali sono ancora al timone. Non solo nessuna autocritica, dunque, ma la riconferma di chi ha mal governato.
Questo è stato il risultato del congresso che il Pdl ha alla fine tenuto nella nostra città. Avevano attaccato il PD e tutto il centrosinistra, irridendo l'affluenza registrata nelle nostre primarie. Ora proveranno a fischiettare facendo finta di niente, o daranno la colpa al maltempo, ma i numeri parlano chiaro: neanche un iscritto su due è andato a votare al loro congresso. Appena 1.400 persone, contro le oltre 8mila che una settimana fa hanno partecipato alla scelta del candidato del centrosinistra.
Alle prossime elezioni comunali il Pdl si presenterà così con la vecchia guardia ancora in sella, con una forte divisione al proprio interno (per la prima volta esiste una minoranza, tutt'altro che esigua – ben il 40% – con cui fare i conti) e incapace di mobilitare anche soltanto i propri tesserati. Ora manca solo una finta lista civica dietro cui nascondersi e il tentativo di restaurazione sarà completo. Per il centrodestra peccato soltanto che i parmigiani difficilmente dimenticheranno così in fretta i disastrosi risultati che Villani e soci, ancora in sella, sono stati capaci di produrre alla guida del Comune.
Tutto ciò non fa che rafforzare la scelta del Partito Democratico, di lavorare per aprire una fase nuova, aprendoci alla collaborazione con tutte le forze politiche e della società civile che condividono con noi questo obiettivo, per buttarci alle spalle una stagione che ha danneggiato la nostra città, per i debiti creati, le occasioni perse, i progetti sbagliati e il discredito creato dagli scandali".
PARMADAILY
Con la vittoria di Bernazzoli alle consultazione delle primarie del cosiddetto centrosinistra, si apre a Parma un significativo spazio politico. Bernazzoli a mio avviso non rappresenta, pur avendone l'etichetta, una politica di centrosinistra, infatti con le giunte di centrodestra della città di Parma ha condiviso e avvallato la gran parte delle scelte politiche.
Penso in particolare all'inceneritore, alla diffusa pratica di consumo del territorio, all'impostazione liberale di entrambe le giunte. Non vedo una sostanziale differenza tra la proposta politica del presidente della Provincia e quella della giunte che hanno amministrato la città in questi ultimi anni, Bernazzoli, con i suoi ottimi rapporti con i poteri forti, potrebbe essere un buon candidato anche del centrodestra, non stonerebbe affatto in quello schieramento.
Ecco che buona parte dei cittadini di Parma sono rimasti senza rappresentanza e quindi la candidatura di Roberta Roberti è una buona notizia, non credo sia contro qualcuno, ma per dare voce a quella popolazione che non si riconosce nelle scelte disastrose della giunta precedente, ma nemmeno nella politica liberale e liberista di Bernazzoli. E' una candidatura per aggregare le forze sane della città che non si riconoscono nei comitati d'affari, i quali vorrebbero ancora governare la città. La Roberti è persona onesta, trasparente, di notevole spessore politico e culturale, con buone capacità organizzative, con un passato di grande impegno per il bene della città e della scuola, la quale può rappresentare un'autentica innovazione nella gestione della cosa pubblica sullo stile della svolta di De Magistris a Napoli.
Questa candidatura è una grande opportunità per la nostra città, una ventata di aria sana, la quale può sbaragliare le pratiche della malapolitica che fino ad oggi hanno praticato buona parte dei nostri politici ed attivare una nuova stagione di partecipazione democratica, della quale la nostra città ha una lunga e gloriosa tradizione. Credo che ora Roberta Roberti debba muoversi in un'ottica aggregante, deve cioè essere capace di dar voce e riunire tutte quelle associazioni, comitati e cittadini che in questi ultimi anni hanno espresso una
visione più umana della città, penso in primo luogo alla lotta contro l'inceneritore, la metropolitana, per la difesa del territorio, per una politica dalle mani pulite. La proposta di ParmaBeneComune la trovo interessante, la quale mette in evidenza la strategia rifiuti zero, la tutela del lavoro e della democrazia, sono convito avrà l'appoggio di molti cittadini onesti e consapevoli, proprio perché si muove per attivare un percorso che spinge i cittadini ad essere sempre più abilmente e amabilmente umani.
Credo che oggi più che mai, occorra riflettere a partire dallo sterminio nazista dei disabili, dei ceti deboli, degli "altri", per arrivare a processi di costituzione di comunità locali solidali, che abbiano come valore fondante il BENE COMUNE, il bene cioè di tutti i cittadini.
Sandro Tore
Pdl, "hanno vinto i protagonisti del disastro del Comune"
Garbi (Pd): "Alle comunali si presenteranno con la vecchia guardia".
05/02/2012
h.20.40Sull'esito del congresso del Pdl di Parma il segretario provinciale del Partito Democratico Roberto Garbi ha rilasciato la seguente dichiarazione.
"Nel Pdl ha vinto chi ha condotto il Comune di Parma al disastro. Ha vinto la corrente di Buzzi, il vicesindaco che fino all'ultimo ha continuato a sostenere che tutto andava bene, fingendo di non vedere né gli scandali né la montagna di debiti che una gestione incapace stava producendo. Ha vinto la vecchia guardia. I dirigenti che hanno sostenuto la Giunta Vignali sono ancora al timone. Non solo nessuna autocritica, dunque, ma la riconferma di chi ha mal governato.
Questo è stato il risultato del congresso che il Pdl ha alla fine tenuto nella nostra città. Avevano attaccato il PD e tutto il centrosinistra, irridendo l'affluenza registrata nelle nostre primarie. Ora proveranno a fischiettare facendo finta di niente, o daranno la colpa al maltempo, ma i numeri parlano chiaro: neanche un iscritto su due è andato a votare al loro congresso. Appena 1.400 persone, contro le oltre 8mila che una settimana fa hanno partecipato alla scelta del candidato del centrosinistra.
Alle prossime elezioni comunali il Pdl si presenterà così con la vecchia guardia ancora in sella, con una forte divisione al proprio interno (per la prima volta esiste una minoranza, tutt'altro che esigua – ben il 40% - con cui fare i conti) e incapace di mobilitare anche soltanto i propri tesserati. Ora manca solo una finta lista civica dietro cui nascondersi e il tentativo di restaurazione sarà completo. Per il centrodestra peccato soltanto che i parmigiani difficilmente dimenticheranno così in fretta i disastrosi risultati che Villani e soci, ancora in sella, sono stati capaci di produrre alla guida del Comune.
Tutto ciò non fa che rafforzare la scelta del Partito Democratico, di lavorare per aprire una fase nuova, aprendoci alla collaborazione con tutte le forze politiche e della società civile che condividono con noi questo obiettivo, per buttarci alle spalle una stagione che ha danneggiato la nostra città, per i debiti creati, le occasioni perse, i progetti sbagliati e il discredito creato dagli scandali".
h.20.40Sull'esito del congresso del Pdl di Parma il segretario provinciale del Partito Democratico Roberto Garbi ha rilasciato la seguente dichiarazione.
"Nel Pdl ha vinto chi ha condotto il Comune di Parma al disastro. Ha vinto la corrente di Buzzi, il vicesindaco che fino all'ultimo ha continuato a sostenere che tutto andava bene, fingendo di non vedere né gli scandali né la montagna di debiti che una gestione incapace stava producendo. Ha vinto la vecchia guardia. I dirigenti che hanno sostenuto la Giunta Vignali sono ancora al timone. Non solo nessuna autocritica, dunque, ma la riconferma di chi ha mal governato.
Questo è stato il risultato del congresso che il Pdl ha alla fine tenuto nella nostra città. Avevano attaccato il PD e tutto il centrosinistra, irridendo l'affluenza registrata nelle nostre primarie. Ora proveranno a fischiettare facendo finta di niente, o daranno la colpa al maltempo, ma i numeri parlano chiaro: neanche un iscritto su due è andato a votare al loro congresso. Appena 1.400 persone, contro le oltre 8mila che una settimana fa hanno partecipato alla scelta del candidato del centrosinistra.
Alle prossime elezioni comunali il Pdl si presenterà così con la vecchia guardia ancora in sella, con una forte divisione al proprio interno (per la prima volta esiste una minoranza, tutt'altro che esigua – ben il 40% - con cui fare i conti) e incapace di mobilitare anche soltanto i propri tesserati. Ora manca solo una finta lista civica dietro cui nascondersi e il tentativo di restaurazione sarà completo. Per il centrodestra peccato soltanto che i parmigiani difficilmente dimenticheranno così in fretta i disastrosi risultati che Villani e soci, ancora in sella, sono stati capaci di produrre alla guida del Comune.
Tutto ciò non fa che rafforzare la scelta del Partito Democratico, di lavorare per aprire una fase nuova, aprendoci alla collaborazione con tutte le forze politiche e della società civile che condividono con noi questo obiettivo, per buttarci alle spalle una stagione che ha danneggiato la nostra città, per i debiti creati, le occasioni perse, i progetti sbagliati e il discredito creato dagli scandali".
ALICENONLOSA
"Solo una rivoluzione comunista può cambiare il corso della nostra storia"
06/02/2012Intervista a Mauro Caffo, esponente del Partito Comunista dei Lavoratori di Parma ed ex funzionario espulso dalla CGIL (leggi).
Cosa ti è rimasto dentro per quella vicenda della tua espulsione dalla CGIL a seguito della protesta nei confronti del Giro della Padania?
In primo luogo il sostegno di tanti compagni da ogni parte d'Italia, di tutto il Partito Comunista dei Lavoratori PCL e soprattutto dei miei colleghi del centro AISM "Casa Scarzara" che hanno dimostrato una grande solidarietà stringendosi intorno a me e criticando apertamente la scelta dalla Camera del Lavoro di Parma.
Mi piace pensare a questi momenti positivi ricordando quella vicenda.
Naturalmente non è tutto rose e fiori: la delusione nei confronti della CGIL per via della sua sudditanza nei confronti dei poteri forti non si è mai cancellata e ogni giorno diventa sempre più evidente visto l'andamento del nostro Paese.
Adesso sei impegnato nel Partito Comunista dei Lavoratori. Nel manifesto per il tesseramento 2012 del partito campeggia lo slogan "Solo la rivoluzione cambia le cose". Credi che non ci possa davvero essere una via democratica al socialismo?
La parola democrazia è spesso usata e abusata. Ci si riempie la bocca di democrazia con estrema facilità, quando credo fermamente che i principi base di una vera democrazia in Italia siano stati calpestati da tempo.
L'articolo 1 della nostra costituzione ne è un esempio: la nostra società dovrebbe essere basata sul diritto al lavoro come mezzo di sostentamento e mantenimento della dignità umana, ma è sotto gli occhi di tutti il fatto che questo diritto sia venuto a mancare. Maggior precariato, ricatti continui in ogni luogo di lavoro e affermazioni schiaviste da parte del presidente di Confindustria Marcegaglia; questi si è spinta sino a sostenere che l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è un'anomalia solo italiana.
In altri tempi non lontani non oso immaginare cosa sarebbe successo; oggi invece si accettano impassibili anche questi insulti. Si tratta di dichiarazioni fuori da ogni logica razionale. Uomini e donne sono morti per avere dei diritti che giorno dopo giorno ci vediamo smantellare senza avere la capacità di reagire in maniera decisa alla violenza che quotidianamente il proletariato subisce.
Solo una rivoluzione comunista può realmente cambiare il corso della nostra storia.
Cosa distingue il PCL da Rifondazione Comunista? Sono proprio necessari due partiti comunisti divisi, ai quali si aggiunge pure il PDCI?
Quello che distingue fortemente il PCL da ogni altro partito è la nostra totale e ferma indipendenza dal PD, partito composto da ex democristiani ed industriali. Il PCL, fin dalla sua nascita, ha sempre espresso la volontà dell'unità di tutte le forze di sinistra, fuori dalle logiche di poltrona. Ma i nostri appelli sono finiti nel vuoto, perché è sicuramente più comodo seguire il carro dei potenti e cercare di salirci su nella speranza di raccogliere qualche briciola.
Da marxisti rivoluzionari non è il nostro modo di pensare e di agire: preferiamo rimanere piccoli, ininfluenti, ma indipendenti e saldi sui nostri ideali che sono la forza del PCL.
Alle comunali di Parma del 2012 i comunisti faranno solo della testimonianza o se si uniscono con altri possono sognare di ripetere il miracolo di De Magistris a Napoli?
Noi del PCL ci presenteremo in maniera autonoma e indipendente per i motivi sopra citati.
Il nostro invito ad una coalizione comunista rimane comunque sempre aperto a tutti coloro che desiderano uscire dai soliti schemi.
Su Napoli non mi sembra tanto un miracolo la vedo come aver cambiato l'abito, ma la sostanza rimane quella. Il populismo e il qualunquismo sono elementi molto pericolosi e su cui è molto facile fare leva, per gli interessi di pochi.
Siamo consci dei nostri limiti organizzativi, economici e di tutte le difficoltà che si ritrova chi fa politica non di mestiere, ma ci crede fortemente e rischia di rimetterci sotto ogni punto di vista.
È un dovere di ogni comunista provarci. Quali sono, a tuo avviso, le priorità della città di Parma? Quali decisioni assumerebbe un sindaco dei Comunisti dei Lavoratori? Una priorità per la città di Parma è quella di riportare tutte le società partecipate sotto il controllo totalmente popolare e mandare via tutti i dirigenti e i politici che hanno causato il dissesto economico, senza alcun indennizzo, al contrario facendo pagare di tasca loro i danni creati all'intera collettività. Sarebbe poi necessario ridurre il potere che hanno le grosse cooperative sociali, che nel nome del profitto riducono i servizi e peggiorano le condizioni di tanti lavoratori. Questioni di cui nessuno ha parlato il che dimostra il timore di tutti i candidati di contrapporsi ai poteri forti che ci governano. Questioni che meriterebbero invece di essere risolte immediatamente per dare una reale svolta alla società. Partendo anche dalla chiusura di tutti i covi fascisti, come Casa Pound, che infangano la memoria della città di Parma.
Andrea Marsiletti
Cosa ti è rimasto dentro per quella vicenda della tua espulsione dalla CGIL a seguito della protesta nei confronti del Giro della Padania?
In primo luogo il sostegno di tanti compagni da ogni parte d'Italia, di tutto il Partito Comunista dei Lavoratori PCL e soprattutto dei miei colleghi del centro AISM "Casa Scarzara" che hanno dimostrato una grande solidarietà stringendosi intorno a me e criticando apertamente la scelta dalla Camera del Lavoro di Parma.
Mi piace pensare a questi momenti positivi ricordando quella vicenda.
Naturalmente non è tutto rose e fiori: la delusione nei confronti della CGIL per via della sua sudditanza nei confronti dei poteri forti non si è mai cancellata e ogni giorno diventa sempre più evidente visto l'andamento del nostro Paese.
Adesso sei impegnato nel Partito Comunista dei Lavoratori. Nel manifesto per il tesseramento 2012 del partito campeggia lo slogan "Solo la rivoluzione cambia le cose". Credi che non ci possa davvero essere una via democratica al socialismo?
La parola democrazia è spesso usata e abusata. Ci si riempie la bocca di democrazia con estrema facilità, quando credo fermamente che i principi base di una vera democrazia in Italia siano stati calpestati da tempo.
L'articolo 1 della nostra costituzione ne è un esempio: la nostra società dovrebbe essere basata sul diritto al lavoro come mezzo di sostentamento e mantenimento della dignità umana, ma è sotto gli occhi di tutti il fatto che questo diritto sia venuto a mancare. Maggior precariato, ricatti continui in ogni luogo di lavoro e affermazioni schiaviste da parte del presidente di Confindustria Marcegaglia; questi si è spinta sino a sostenere che l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è un'anomalia solo italiana.
In altri tempi non lontani non oso immaginare cosa sarebbe successo; oggi invece si accettano impassibili anche questi insulti. Si tratta di dichiarazioni fuori da ogni logica razionale. Uomini e donne sono morti per avere dei diritti che giorno dopo giorno ci vediamo smantellare senza avere la capacità di reagire in maniera decisa alla violenza che quotidianamente il proletariato subisce.
Solo una rivoluzione comunista può realmente cambiare il corso della nostra storia.
Cosa distingue il PCL da Rifondazione Comunista? Sono proprio necessari due partiti comunisti divisi, ai quali si aggiunge pure il PDCI?
Quello che distingue fortemente il PCL da ogni altro partito è la nostra totale e ferma indipendenza dal PD, partito composto da ex democristiani ed industriali. Il PCL, fin dalla sua nascita, ha sempre espresso la volontà dell'unità di tutte le forze di sinistra, fuori dalle logiche di poltrona. Ma i nostri appelli sono finiti nel vuoto, perché è sicuramente più comodo seguire il carro dei potenti e cercare di salirci su nella speranza di raccogliere qualche briciola.
Da marxisti rivoluzionari non è il nostro modo di pensare e di agire: preferiamo rimanere piccoli, ininfluenti, ma indipendenti e saldi sui nostri ideali che sono la forza del PCL.
Alle comunali di Parma del 2012 i comunisti faranno solo della testimonianza o se si uniscono con altri possono sognare di ripetere il miracolo di De Magistris a Napoli?
Noi del PCL ci presenteremo in maniera autonoma e indipendente per i motivi sopra citati.
Il nostro invito ad una coalizione comunista rimane comunque sempre aperto a tutti coloro che desiderano uscire dai soliti schemi.
Su Napoli non mi sembra tanto un miracolo la vedo come aver cambiato l'abito, ma la sostanza rimane quella. Il populismo e il qualunquismo sono elementi molto pericolosi e su cui è molto facile fare leva, per gli interessi di pochi.
Siamo consci dei nostri limiti organizzativi, economici e di tutte le difficoltà che si ritrova chi fa politica non di mestiere, ma ci crede fortemente e rischia di rimetterci sotto ogni punto di vista.
È un dovere di ogni comunista provarci. Quali sono, a tuo avviso, le priorità della città di Parma? Quali decisioni assumerebbe un sindaco dei Comunisti dei Lavoratori? Una priorità per la città di Parma è quella di riportare tutte le società partecipate sotto il controllo totalmente popolare e mandare via tutti i dirigenti e i politici che hanno causato il dissesto economico, senza alcun indennizzo, al contrario facendo pagare di tasca loro i danni creati all'intera collettività. Sarebbe poi necessario ridurre il potere che hanno le grosse cooperative sociali, che nel nome del profitto riducono i servizi e peggiorano le condizioni di tanti lavoratori. Questioni di cui nessuno ha parlato il che dimostra il timore di tutti i candidati di contrapporsi ai poteri forti che ci governano. Questioni che meriterebbero invece di essere risolte immediatamente per dare una reale svolta alla società. Partendo anche dalla chiusura di tutti i covi fascisti, come Casa Pound, che infangano la memoria della città di Parma.
Andrea Marsiletti
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QUESTO è DEL 3 FEBBR MA FORSE MI ERA SFUGGITO??
La Destra: via Majorano, intervenire subito
PARMA, 3 FEBBRAIO - Così il candidato sindaco e il Segretario Provinciale di La Destra lanciano il loro appello per un pronto intervento in via Majorano:
"Via Carlo Majorano, come puntualmente segnalato dai cronisti locali, è totalmente nella più completa ombra, senza illuminazione ed i residenti hanno paura. Se l'amministrazione comunale e Iren non intervengono prontamente e tollerano che la strada resti senza luce, i cittadini non si sentono più tutelati da chi governa la città.
In questa zona girano balordi e spesso, complice l'assenza di illuminazione, i ladri riescono ad agire indisturbati e la gente ha paura persino ad entrare nei cortili per il terrore di incontrare qualche malvivente. Abbiamo avuto segnalazioni di persone che rientrando a casa hanno visto scappare malintenzionati perché sorpresi dal rumore.
Si può vivere così, temendo di entrare in casa propria e di trovarla visitata dai ladri? Non ci sono motivi adducibili per cui, in una strada come Via Majorano, l'illuminazione debba rimanere spenta. E' un tempo troppo lungo e troppo appetibile per i delinquenti che possono rubare nel buio della notte.
La Destra ha segnalato più volte che gli atti vandalici, le molestie, ma soprattutto i furti stanno aumentando in questa città anche per mancanza di una giusta illuminazione. Abbiamo raccolto numerose preoccupazioni e lamentele dei cittadini. Se da una parte deve essere condotta una lotta capillare contro la piccola malavita e quella organizzata, dall'altra non vanno trascurate le quotidiane misure per non facilitare i ladri. L'assenza di illuminazione aiuta solo i malviventi e può rendere una tranquilla serata in un incubo.
Notiamo anche che non solo Via Majorano è priva di illuminazioni ma numerose altre vie della città come per esempio il primo tratto di Via 22 Luglio l'illuminazione e molto insufficiente. Iren pertanto deve al più presto intervenire" .
| "La candidatura della Roberti è una bella notizia" |
| Tore: "La vittoria di Bernazzoli apre uno spazio polticio". |
05/02/2012
h.17.50
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