PARMASERA
Dall'Olio dopo le Primarie: "Come valorizzare il consenso raccolto?"
08 febbraio 2012
Come together, era questo lo slogan scelto per le Primarie del 29 gennaio. Il titolo della celebre canzone dei Beatles voleva sottolineare l'unità della coalizione del centrosinistra anche tra i candidati, nonostante lo scontro elettorale. Stando al patto stabilito i quattro perdenti dal confronto alle urne sarebbero tenuti a sostenere il vincitore Vincenzo Bernazzoli. Nicola Dall'Olio, la "seconda scelta" del Pd, guarda dunque ora alle elezioni di maggio. "Per farlo - spiega Dall'olio - abbiamo organizzato un incontro, giovedì 9 febbraio alle 20.45 all'Auditorium Toscanini di via Cuneo".
Eppure, nonostante precisi la volontà di proseguire il percorso all'interno del centrosinistra, l'ex candidato invita a partecipare per "capire come valorizzare e tenere unito l'importante patrimonio di consenso raccolto durante le primarie".
Rileggendo non si può fare a meno di chiedersi quale sia la sua intenzione. Convocare i suoi in un'adunata pubblica tramite il suo staff elettorale, infatti, pare quanto meno strano. A pensar "bene" si potrebbe ipotizzare un tentativo per sanare lo strappo interno al partito, cercando di convincere i delusi ad appoggiare senza riserve Bernazzoli. A pensar "male" l'incontro potrebbe essere finalizzato al contrario, e cioè per saggiare gli umori per un'eventuale corsa in solitaria verso le amministrative di maggio. Ma non era Come together? Per la risposta non resta che aspettare giovedi.
STAFF NICOLA DALL'OLIO - Non si è fermato il 29 gennaio, con l'esito delle votazioni delle primarie, il percorso di Nicola dall'Olio. Dopo l'ottimo risultato ottenuto, ora l'obiettivo è guardare avanti, in vista delle prossime elezioni amministrative. "Per farlo – spiega Dall'Olio – abbiamo organizzato un incontro, giovedì 9 febbraio alle 20.45 all'Auditorium Toscanini di via Cuneo".
"Dai voti ai volti: incontriamoci per andare avanti" è il titolo scelto per quella che sarà l'assemblea dei sostenitori di Nicola Dall'Olio alle primarie. "Un'occasione per ringraziare chi ha lavorato con noi e chi mi ha votato".
"Il percorso iniziato con le primarie non si interrompe ma prosegue, e prosegue nel centrosinistra, all'insegna della partecipazione e della trasparenza, che fin dall'inizio hanno rappresentato la nostra cifra distintiva. L'incontro di giovedì servirà per confrontarci, per conoscerci, per fare il punto della situazione; per ascoltare e capire come valorizzare e tenere unito l'importante patrimonio di consenso raccolto durante le primarie".
Il circolo Pd - Iren: "L'azienda chiuda la posizione di Mauro Bertoli"
07 febbraio 2012
"Chiudere" la posizione aziendale di Mauro Bertoli, ex direttore di Enìa Ambiente, in seguito alla sua richiesta di patteggiamento nell'ambito dell'inchiesta Green money 2. E' quello che chiedono in una nota ufficiale gli aderenti del circolo Pd di Iren - Enìa, proprio in seguito alla notizia della volontà di Bertoli di patteggiare 20 mesi di reclusione in seguito alle accuse di peculato ("drenaggio" di 280 mila euro dalle casse della multiutility con la complicità di Emanuele Moruzzi, Nunzio Tannoia e imprenditori compiacenti) della procura.
LA NOTA DEL CIRCOLO PD IREN
"Per la direzione di questa Azienda è giunta l'ora di decidere. Sembrano quindi confermate, per stessa ammissione del geometra Bertoli (così interpretiamo la richiesta di patteggiamento), le pesantissime responsabilità, emerse nel corso delle indagini. Chiediamo quindi con forza e pubblicamente che sia chiusa la posizione aziendale del geometra Bertoli. Nella nostra Azienda non c'è spazio per chi commette fatti così gravi.
Solo con un atto di chiarezza e trasparenza crediamo si possa finalmente dare pubblico riconoscimento alla capacità, alle conoscenze, alla professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici a cui va riconosciuta la dignità ed il rispetto che meritano e che sono stati fortemente compromessi dagli scandali causati dal sistema che la magistratura ha indagato.
Perché la maggioranza di noi è composta da persone oneste, da gente che non patteggia l'accusa di peculato per aver "drenato" soldi dall'azienda della quale invece avrebbe dovuto difendere interessi e valori. Soldi che l'Azienda ha dovuto sottrarre ad altri investimenti o lavori e di cui occorre chiedere conto. Ridiamo all'Azienda orgoglio e passione. Per questo occorrono decisioni chiare, tempestive, inequivocabili e pubbliche".
Circolo Partito Democratico Iren - Enìa
LA NOTA DEL CIRCOLO PD IREN
"Per la direzione di questa Azienda è giunta l'ora di decidere. Sembrano quindi confermate, per stessa ammissione del geometra Bertoli (così interpretiamo la richiesta di patteggiamento), le pesantissime responsabilità, emerse nel corso delle indagini. Chiediamo quindi con forza e pubblicamente che sia chiusa la posizione aziendale del geometra Bertoli. Nella nostra Azienda non c'è spazio per chi commette fatti così gravi.
Solo con un atto di chiarezza e trasparenza crediamo si possa finalmente dare pubblico riconoscimento alla capacità, alle conoscenze, alla professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici a cui va riconosciuta la dignità ed il rispetto che meritano e che sono stati fortemente compromessi dagli scandali causati dal sistema che la magistratura ha indagato.
Perché la maggioranza di noi è composta da persone oneste, da gente che non patteggia l'accusa di peculato per aver "drenato" soldi dall'azienda della quale invece avrebbe dovuto difendere interessi e valori. Soldi che l'Azienda ha dovuto sottrarre ad altri investimenti o lavori e di cui occorre chiedere conto. Ridiamo all'Azienda orgoglio e passione. Per questo occorrono decisioni chiare, tempestive, inequivocabili e pubbliche".
Circolo Partito Democratico Iren - Enìa
Udc, appello a Passera: "Non chiudete l'aeroporto Verdi"
07 febbraio 2012
Non chiudete l'aeroporto Verdi. L'appello al ministro dei Trasporti Corrado Passera arriva da Giuseppe Pellacini e Matteo Agoletti, ex assessore ed ex consigliere dell'Udc parmigiano. La richiesta si rifà alla riferita (e più volte ribadita negli ultimi giorni) intenzione del governo di chiudere 24 scali italiani.
LA NOTA DI AGOLETTI E PELLACINI
"Quando nei mesi scorsi abbiamo votato in consiglio comunale i nuovi patti parasociali ed il passaggio delle quote di maggioranza in Sogeap da Airports International a Meinl Bank, pur con la consapevolezza che la partecipazione del comune di Parma corrisponde solo al 7,73%, la nostra aspettativa legittima era quella che il nostro aeroporto finalmente decollasse.
Resta evidente che per raggiungere l'obiettivo servono investimenti sulla struttura, occorre attirare l'attenzione dei vettori e portarli ad investire a Parma, con l'auspicio che si creino collegamenti con le principali capitali europee e si intensifichino i voli per le località di villeggiatura.
Probabilmente non rientriamo al meglio nel sistema aeroportuale della Regione Emilia Romagna che vede già Bologna, Forlì, Rimini, ma crediamo che l'aerostazione di Parma possa svolgere un'importante ruolo strategico per i convogli passeggeri, insistendo su un'area che può contare parte dell'Emilia, la bassa Lombardia, parte della Liguria e della Toscana.
Allo stesso modo per il trasporto merci riteniamo valga la pena pensare anche a qualcosa in quel senso. L'aeroporto si trova infatti nella zona nord ovest della città, inizialmente votata alla logistica. La possibile decisione del governo di inserire lo scalo parmigiano tra quelli da chiudere, ci lascia quindi alquanto perplessi, soprattutto in considerazione delle numerose opportunità che anche in virtù della sede Efsa il nostro aeroporto potrà significare, per la città e per la sua economia. Queste nostre considerazioni verranno pertanto portate in questi giorni all'attenzione del governo e del Ministro Passera dall'onorevole Mauro Libè con l'auspicio che vi sia una presa di coscienza collettiva del potenziale dell'aeroporto di Parma e che al tempo stesso le principali istituzioni si mobilitino per creare le condizioni economiche ed operative affinché gli operatori possano investire a Parma e si concretizzi al più presto quanto da noi sostenuto".
LA NOTA DI AGOLETTI E PELLACINI
"Quando nei mesi scorsi abbiamo votato in consiglio comunale i nuovi patti parasociali ed il passaggio delle quote di maggioranza in Sogeap da Airports International a Meinl Bank, pur con la consapevolezza che la partecipazione del comune di Parma corrisponde solo al 7,73%, la nostra aspettativa legittima era quella che il nostro aeroporto finalmente decollasse.
Resta evidente che per raggiungere l'obiettivo servono investimenti sulla struttura, occorre attirare l'attenzione dei vettori e portarli ad investire a Parma, con l'auspicio che si creino collegamenti con le principali capitali europee e si intensifichino i voli per le località di villeggiatura.
Probabilmente non rientriamo al meglio nel sistema aeroportuale della Regione Emilia Romagna che vede già Bologna, Forlì, Rimini, ma crediamo che l'aerostazione di Parma possa svolgere un'importante ruolo strategico per i convogli passeggeri, insistendo su un'area che può contare parte dell'Emilia, la bassa Lombardia, parte della Liguria e della Toscana.
Allo stesso modo per il trasporto merci riteniamo valga la pena pensare anche a qualcosa in quel senso. L'aeroporto si trova infatti nella zona nord ovest della città, inizialmente votata alla logistica. La possibile decisione del governo di inserire lo scalo parmigiano tra quelli da chiudere, ci lascia quindi alquanto perplessi, soprattutto in considerazione delle numerose opportunità che anche in virtù della sede Efsa il nostro aeroporto potrà significare, per la città e per la sua economia. Queste nostre considerazioni verranno pertanto portate in questi giorni all'attenzione del governo e del Ministro Passera dall'onorevole Mauro Libè con l'auspicio che vi sia una presa di coscienza collettiva del potenziale dell'aeroporto di Parma e che al tempo stesso le principali istituzioni si mobilitino per creare le condizioni economiche ed operative affinché gli operatori possano investire a Parma e si concretizzi al più presto quanto da noi sostenuto".
Il MoVimento 5 Stelle attacca Pd e Pdl. "A Parma non vogliono cambiare nulla"
07 febbraio 2012
"La poltrona Innanzitutto". E' il titolo dell'ultimo intervento di Feserico Pizzarotti, candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle, che così descrive l'atteggiamento di centrodestra e centrosinistra nei confronti del futuro amministrativo e politico della città. Da un lato le primarie "con esito previsto da mesi", dall'altro un congresso del Pdl dove ha vinto la continuità con il passato. In mezzo, una "alternativa vera" per la città, "che da anni lavora sul territorio".
L'INTERVENTO DI PIZZAROTTI
"In questa città che sembra vivere perennemente in un sogno, ci si è dimenticati da tempo dell'immobilismo del centro sinistra quando era al governo e si tende a dimenticare troppo velocemente, lo sperpero di denaro pubblico degli ultimi 15 anni e degli scandali che hanno travolto il centro destra.
Come per Bernazzoli anche per Buzzi si è smarrito il significato della parola buon senso, il centrosinistra non si rinnova e allora il centro destra fa lo stesso, si inserisce in questo contesto anche l'intervento di cronometrica puntualità dell'ex sindaco Vignali, dopo mesi di silenzio, proprio alla vigilia del congresso.
Se si critica il risultato delle primarie del centro sinistra, risultato previsto mesi fa, che consegna un partito spaccato, cosa dire del risultato uscito dal congresso del PDL? Il risultato consacra la mozione dell'ex-vice sindaco che ha sempre sostenuto che tutto andava bene, che ha avallato tutte le scelte compiute dalla passata amministrazione e che guiderà il centro destra alla "riscossa". I partiti si preparano come camaleonti a scendere in campo per la riconquista della città, cambiare tutto per non cambiare nulla.
Pensiamo che i cittadini di Parma non siano degli sprovveduti. In città ora tutti gli attori della politica si riempiono la bocca con parole come partecipazione, trasparenza e cambiamento, parole che sono nel nostro DNA da sempre. La partecipazione, che dovrà divenire lo strumento per riportare le scelte sui temi cardine della città in mano ai cittadini, attraverso un vero bilancio partecipativo, che permetta di identificare in modo condiviso, le necessità ritenute prioritarie ed a queste destinare almeno il 5% del bilancio comunale.
La trasparenza, che dovrà permettere ai cittadini di verificare cosa stanno facendo i nostri amministratori in consiglio comunale e in commissione. Attraverso l'uso delle riprese video via internet, non solo in diretta, ma lasciando le riprese disponibili per successive verifiche o attraverso il digitale terrestre. In questo modo si potrebbero riavvicinare le persone alla vita politica della città, permettendo inoltre un controllo sui temi trattati, sui comportamenti e sull'impegno degli eletti nello svolgimento del proprio mandato.
Esiste un'alternativa per questa città, che lavora sul territorio da anni, questa alternativa siamo noi, i cittadini prestati alla politica sono il vero cambiamento".
Federico Pizzarotti
Candidato Sindaco
MoVimento 5 Stelle Parma
L'INTERVENTO DI PIZZAROTTI
"In questa città che sembra vivere perennemente in un sogno, ci si è dimenticati da tempo dell'immobilismo del centro sinistra quando era al governo e si tende a dimenticare troppo velocemente, lo sperpero di denaro pubblico degli ultimi 15 anni e degli scandali che hanno travolto il centro destra.
Come per Bernazzoli anche per Buzzi si è smarrito il significato della parola buon senso, il centrosinistra non si rinnova e allora il centro destra fa lo stesso, si inserisce in questo contesto anche l'intervento di cronometrica puntualità dell'ex sindaco Vignali, dopo mesi di silenzio, proprio alla vigilia del congresso.
Se si critica il risultato delle primarie del centro sinistra, risultato previsto mesi fa, che consegna un partito spaccato, cosa dire del risultato uscito dal congresso del PDL? Il risultato consacra la mozione dell'ex-vice sindaco che ha sempre sostenuto che tutto andava bene, che ha avallato tutte le scelte compiute dalla passata amministrazione e che guiderà il centro destra alla "riscossa". I partiti si preparano come camaleonti a scendere in campo per la riconquista della città, cambiare tutto per non cambiare nulla.
Pensiamo che i cittadini di Parma non siano degli sprovveduti. In città ora tutti gli attori della politica si riempiono la bocca con parole come partecipazione, trasparenza e cambiamento, parole che sono nel nostro DNA da sempre. La partecipazione, che dovrà divenire lo strumento per riportare le scelte sui temi cardine della città in mano ai cittadini, attraverso un vero bilancio partecipativo, che permetta di identificare in modo condiviso, le necessità ritenute prioritarie ed a queste destinare almeno il 5% del bilancio comunale.
La trasparenza, che dovrà permettere ai cittadini di verificare cosa stanno facendo i nostri amministratori in consiglio comunale e in commissione. Attraverso l'uso delle riprese video via internet, non solo in diretta, ma lasciando le riprese disponibili per successive verifiche o attraverso il digitale terrestre. In questo modo si potrebbero riavvicinare le persone alla vita politica della città, permettendo inoltre un controllo sui temi trattati, sui comportamenti e sull'impegno degli eletti nello svolgimento del proprio mandato.
Esiste un'alternativa per questa città, che lavora sul territorio da anni, questa alternativa siamo noi, i cittadini prestati alla politica sono il vero cambiamento".
Federico Pizzarotti
Candidato Sindaco
MoVimento 5 Stelle Parma
REPUBBLICA PR
Bilancio previsionale: "Tutto bloccato"
Ma il Comune: "Normali accertamenti"
Dopo le slide il nulla. A un mese dalla presentazione alla stampa (LEGGI) sembra perso nel porto delle nebbie il bilancio previsionale del Comune. Quanto manca alla ratifica? Cosa dicono i revisori dei conti? E' tutto oro lo schema che il 4 gennaio Mario Ciclosi consegnò ai giornalisti? Se dai portici del Grano filtrano pochissime notizie, in una sorta di nemesi rispetto all'ipertrofia della comunicazione di Vignali, indiscrezioni parlano di una situazione assai complicata: "Il processo di approvazione s'è bloccato, ai revisori non sono ancora stati forniti elementi sufficienti". Tutto congelato, ancora. A tre mesi e mezzo dal commissariamento Parma non sa molto di più delle sue finanze, della vera ragione della crisi della passata Amministrazione.
In particolare nel bilancio previsionale 2012 risulterebbero troppo incerti i dati relativi ai residui attivi e passivi, come pure il reale ammontare dei pagamenti in sospeso e i debiti pregressi preventivati. Per non dire delle società partecipate. I revisori dei conti avrebbero chiesto integrazioni e ulteriori informazioni su queste materie, ma al momento pare non siano stati soddisfatti. E senza risposte precise non si va avanti, non si ottiene il sì al bilancio. "L'intero documento finanziario è stato regolarmente consegnato al collegio - precisano dal Comune - anche se è vero
che sono in corso degli approfondimenti, accertamenti normali quando si parla di questioni così complesse".
Nell'attesa il Municipio viaggia a marce ridotte, in esercizio provvisorio. "I conti non tornano - dicono persone bene informate - le richieste di approfondimento riguardano, oltre al debito delle società partecipate in generale, anche lo stato concreto di enti come l'azienda pubblica Ad Personam e la Fondazione Teatro Regio, finora rimasti in ombra e di cui non si sa nulla".
Sulle partecipate, specialmente, si teme che la slavina debba ancora arrivare: i 422 milioni di debiti certificati dalla bozza del 4 gennaio - e di cui solo 260 milioni sarebbero effettivamente attribuibili alle quote societari pubbliche - risultano dal consolidato 2010. Manca cioè l'intero 2011. E mentre fa discutere una lettera inviata dall'ex sindaco alla Gazzetta di Parma sullo stato delle finanze comunali, Massimo Iotti del Pd si mostra assai pessimista: "Alle incertezze sul bilancio ancora da approvare - dice - vanno aggiunte quelle legate alle recenti dimissioni del presidente di Stt Massimo Varazzani, che peraltro hanno reso palese il fallimento dell'operazione della super holding e suscitano domande cruciali: a questo punto cosa accadrà? Chi e come prenderà in mano l'eredità non entusiasmante di Varazzani? La situazione è a mio avviso davvero preoccupante".
I cattivi pensieri sono alimentati dal grigiore dello scenario: "L'Amministrazione Vignali - prosegue Iotti - ci lascia inoltre la Scuola per l'Europa abbandonata con un buco di 8 milioni, la stazione sull'orlo del fallimento se non si troveranno soluzioni al limite del legale, la partecipata Alfa invenduta con perdite patrimoniali attorno ai 27-30 milioni, un inno allo spreco come il ponte Nord, la Stu Pasubio destinata al flop finanziario e un concordato SPIP bocciato dalle banche e oggetto di un fallimento vero e proprio".
(06 febbraio 2012)
Ma il Comune: "Normali accertamenti"
Secondo alcune indiscrezioni l'approvazione del documento sarebbe complicato dalla mancanza di informazioni ai revisori dei conti: debiti delle partecipate, residui attivi e passivi, ammontare dei pagamenti in sospeso. Iotti del Pd: "Situazione preoccupante"
di MARCO SEVEROIn particolare nel bilancio previsionale 2012 risulterebbero troppo incerti i dati relativi ai residui attivi e passivi, come pure il reale ammontare dei pagamenti in sospeso e i debiti pregressi preventivati. Per non dire delle società partecipate. I revisori dei conti avrebbero chiesto integrazioni e ulteriori informazioni su queste materie, ma al momento pare non siano stati soddisfatti. E senza risposte precise non si va avanti, non si ottiene il sì al bilancio. "L'intero documento finanziario è stato regolarmente consegnato al collegio - precisano dal Comune - anche se è vero
che sono in corso degli approfondimenti, accertamenti normali quando si parla di questioni così complesse".
Nell'attesa il Municipio viaggia a marce ridotte, in esercizio provvisorio. "I conti non tornano - dicono persone bene informate - le richieste di approfondimento riguardano, oltre al debito delle società partecipate in generale, anche lo stato concreto di enti come l'azienda pubblica Ad Personam e la Fondazione Teatro Regio, finora rimasti in ombra e di cui non si sa nulla".
Sulle partecipate, specialmente, si teme che la slavina debba ancora arrivare: i 422 milioni di debiti certificati dalla bozza del 4 gennaio - e di cui solo 260 milioni sarebbero effettivamente attribuibili alle quote societari pubbliche - risultano dal consolidato 2010. Manca cioè l'intero 2011. E mentre fa discutere una lettera inviata dall'ex sindaco alla Gazzetta di Parma sullo stato delle finanze comunali, Massimo Iotti del Pd si mostra assai pessimista: "Alle incertezze sul bilancio ancora da approvare - dice - vanno aggiunte quelle legate alle recenti dimissioni del presidente di Stt Massimo Varazzani, che peraltro hanno reso palese il fallimento dell'operazione della super holding e suscitano domande cruciali: a questo punto cosa accadrà? Chi e come prenderà in mano l'eredità non entusiasmante di Varazzani? La situazione è a mio avviso davvero preoccupante".
I cattivi pensieri sono alimentati dal grigiore dello scenario: "L'Amministrazione Vignali - prosegue Iotti - ci lascia inoltre la Scuola per l'Europa abbandonata con un buco di 8 milioni, la stazione sull'orlo del fallimento se non si troveranno soluzioni al limite del legale, la partecipata Alfa invenduta con perdite patrimoniali attorno ai 27-30 milioni, un inno allo spreco come il ponte Nord, la Stu Pasubio destinata al flop finanziario e un concordato SPIP bocciato dalle banche e oggetto di un fallimento vero e proprio".
(06 febbraio 2012)
PARMA UNITA
Comunicato stampa
Ghiretti: "Un magistrato come garante della legalità in Comune"
"E' con un plauso, e una forte speranza in una politica migliore, che accogliamo la relazione elaborata dalla Commissione di studio istituita dal Ministro della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi per elaborare nuovi provvedimenti anticorruzione all'interno degli enti locali. Dopo decenni di silenzio e di atteggiamento passivo a tutti i livelli, sembra ora esserci la volontà di elevare delle barriere di fronte all'avanzare di un fenomeno corruttivo, e concussivo, sempre più allarmante".
Roberto Ghiretti, candidato sindaco di Parma Unita, interviene in merito alla lotta ai reati contro la pubblica amministrazione: "E' un problema che riguarda tutti, dal più piccolo comune al Governo centrale – sottolinea -. Anche a Parma, negli ultimi mesi, ci sono stati forti segnali di un sistema minato da attività illegali, talvolta anche collegate con la malavita organizzata. Il pericolo è che si innesti un meccanismo di assuefazione al malcostume".
"L'adozione di un piano anticorruzione per i Comuni, così come proposto dalla Commissione, è indispensabile in un'ottica di massima trasparenza all'interno del Municipio – precisa Ghiretti -. La premialità e la garanzia di anonimato per chi denuncia reati contro la Pubblica Amministrazione vanno attuati subito. Bisogna anche ampliare il ventaglio delle incompatibilità tra incarichi pubblici e privati, nonché individuare i settori a più alto rischio corruttivo e qui adottare un sistema di rotazione di funzioni e incarichi. Se sarò sindaco proporrò un codice etico da far sottoscrivere a tutti coloro che saranno chiamati ad amministrare la cosa pubblica e, sull'esempio della regione Lombardia, lavorerei affinché si possa fare in modo che un magistrato in pensione faccia da garante della legalità all'interno del Municipio. Questa figura dovrà essere affiancata da un ufficio di controllo su spese e incassi all'interno al Comune, che abbia potere di accesso e verifica su tutte le procedure. E' però evidente che sono le persone a fare la differenza, con la loro onestà, competenza e trasparenza; non i codici. La scelta per la formazione della squadra di governo della città, quindi, ricadrà esclusivamente su soggetti al di sopra di ogni sospetto e di specchiata correttezza".
Roberto Ghiretti, candidato sindaco di Parma Unita, interviene in merito alla lotta ai reati contro la pubblica amministrazione: "E' un problema che riguarda tutti, dal più piccolo comune al Governo centrale – sottolinea -. Anche a Parma, negli ultimi mesi, ci sono stati forti segnali di un sistema minato da attività illegali, talvolta anche collegate con la malavita organizzata. Il pericolo è che si innesti un meccanismo di assuefazione al malcostume".
"L'adozione di un piano anticorruzione per i Comuni, così come proposto dalla Commissione, è indispensabile in un'ottica di massima trasparenza all'interno del Municipio – precisa Ghiretti -. La premialità e la garanzia di anonimato per chi denuncia reati contro la Pubblica Amministrazione vanno attuati subito. Bisogna anche ampliare il ventaglio delle incompatibilità tra incarichi pubblici e privati, nonché individuare i settori a più alto rischio corruttivo e qui adottare un sistema di rotazione di funzioni e incarichi. Se sarò sindaco proporrò un codice etico da far sottoscrivere a tutti coloro che saranno chiamati ad amministrare la cosa pubblica e, sull'esempio della regione Lombardia, lavorerei affinché si possa fare in modo che un magistrato in pensione faccia da garante della legalità all'interno del Municipio. Questa figura dovrà essere affiancata da un ufficio di controllo su spese e incassi all'interno al Comune, che abbia potere di accesso e verifica su tutte le procedure. E' però evidente che sono le persone a fare la differenza, con la loro onestà, competenza e trasparenza; non i codici. La scelta per la formazione della squadra di governo della città, quindi, ricadrà esclusivamente su soggetti al di sopra di ogni sospetto e di specchiata correttezza".
08/02/2012