Dal sito http://www.gazzettadiparma.it/
Cristina Quintavalla: "Rifondare il patto di rappresentanza"
Questo un commento arrivato in redazione da Cristina Quintavalla:
"Credo che davanti a tutti noi si apra una grande sfida: elevare il livello del confronto politico, tentando di superare la routine del gioco elettorale, per aprire un serio dibattito sul passato e sul presente della nostra comunità politica.
Il livello attuale è decisamente inaccettabile. Non mi riferisco solo alle disarmanti barzellette di alcuni candidati o agli sconcertanti sprazzi di profondità e originalità, che hanno prodotto, come denominazione di una lista elettorale, persino una...... "Parma normale" (un nome, un programma!).
Mi riferisco alla capacità di fare analisi politiche, di giudicare i fatti e gli eventi per coglierne le linee di tendenza, di interpretare i processi, per ricavarne giudizi politici, in base ai quali indicare i cambiamenti e le nuove prospettive.
Non si può transitare dal prima, ubaldiano-vignaliano, al dopo, di presunto rinnovamento, senza fare un'analisi credibile, fondata, documentata, di quanto è accaduto a Parma, senza dire nulla, o troppo poco, sul ruolo svolto dalle precedenti giunte comunali, nulla sulla rinuncia all'esercizio delle funzioni di indirizzo, controllo, iniziativa pubblica che le ha caratterizzate, nulla sullo snaturamento del ruolo dell'istituzione pubblica, ridotta a rappresentare interessi particolari, nulla contro la scelta di scaricare sui redditi da lavoro dipendente i costi dell'indebitamento del sistema Comune-partecipate, in termini di aumento delle aliquote fiscali e delle tariffe dei servizi.
Mi permetto allora di lanciare la prima sfida: niente potrà più essere come prima. Si è spezzato il patto sociale: i cittadini devono riappropriarsi delle loro prerogative e rifondare le regole della convivenza e della rappresentanza. Non possiamo permettere che la futura amministrazione comunale possa governare, prescindendo da una rifondazione del patto di rappresentanza, che presuppone proprio la ridefinizione dei principi del vivere comune.
L'agire politico - scrive il filosofo Habermas- presuppone come strumento fondamentale la pubblica argomentazione razionale, che si attua attraverso l' interazione tra gli individui, che definiscono consensualmente i principi del vivere comune.
Anche gli esiti delle primarie impongono ai candidati e ai gruppi che li hanno sostenuti un'assunzione di responsabilità rispetto ai risultati conseguiti.
Riesce davvero difficile alla luce degli striminziti 8000 voti espressi dai cittadini di Parma nel corso delle primarie non considerare l'allarmante disaffezione, che affligge anche l'elettorato di centro sinistra, che pure aveva davanti a sè solo una strada in discesa da percorrere, dopo lo sconquasso della precedente amministrazione. Non stiamo a dirci che la percentuale dei votanti è in linea con il trend previsto; pensiamo invece che bisognava proprio mettercela tutta in queste condizioni per raggranellare una così risicata manciata di consensi.
Pensiamo anche alla storia da cui veniamo. Non voglio riandare agli straordinari risultati elettorali del passato, peraltro nemmeno tanto lontano. Riandiamo alla storia della militanza politica dei partiti della sinistra nella nostra città.
Perchè l'attività politica dei militanti era così generosa, perchè in tanti, magari dopo una giornata di lavoro, si mobilitavano senza riserve nei quartieri, davanti alle fabbriche, nei caseggiati, per distribuire il giornale, un volantino, una convocazione? Perchè erano instancabili nell'aprire discussioni, porre questioni, organizzare manifestazioni, criticare il governo, fornire chiavi di lettura critiche e alternative?
Il lavoro politico "veniva da lontano", da una lunghissima, interminabile stagione di lotte, di sacrifici, di offese, e da una forza di consenso forgiata su quelle fedeltà, che, pur nelle mutate condizioni, dovrebbero trasparire e costituire un punto di riferimento ancora vivo.
Che cosa è accaduto che giustifichi persino la indisponibilità ad andare a votare? Nel confronto col presente, appaiono chiare due cose.
La prima. Oggi, manca l'identificazione con un progetto politico riconoscibile. Magari nei programmi elettorali c'erano alcuni spunti riformatori, ma annacquati dentro l'esigenza di piacere a tutti, di stare da più parti, di piacere all'operaio e all'imprenditore, di essere più realisti del re. Non si possono servire due padroni. La complessa alchimia politica, occorsa per perseguire da parte del centro-sinistra tale quadratura del cerchio, ha seminato lungo la strada di questi ultimi decenni, molti cadaveri : in primo luogo la difesa della centralità e del valore del lavoro, le sue tutele, la sua certezza e continuità (oggi al centro di un attacco senza precedenti), e in secondo luogo la lotta contro l'origine prevaricatrice ed il carattere iniquo del profitto.
La seconda. Abbiamo lasciato dietro di noi una grande cultura alternativa: quella della solidarietà, dell'indignazione davanti al sopruso, della ribellione di fronte alla mistificazione, l'etica della sobrietà dignitosa. Vale a dire che non è stata contrapposta una visione delle cose diversa, non sono state difese le virtù che non hanno potere.
L'altra sfida allora riguarda proprio la necessità di tornare al riconoscimento del diritto preminente di ogni individuo ad un'esistenza dignitosa (oggi al centro di un attacco senza precedenti), al di sotto del quale non ci possono essere margini di contrattazione.
I miseri risultati delle primarie richiamano a questa centralità, ad un impegno e ad una fedeltà nei confronti di chi da tanti anni, da troppi anni è stato immolato sull'altare del dio-mercato e lì abbandonato ai suoi ricatti, alle sue mistificazioni, al suo potere disumanizzante".
GHIRETTI
Il candidato sindaco sarà alla farmacia Costa dalle ore 16 fino alle 17:30 di sabato. L'invito è quello di partecipare numerosi ed in tutta la città. Di seguito troverete il comunicato ufficiale del Banco Farmaceutico, le farmacie di Parma che aderiscono all'iniziativa ed i principali enti che beneficeranno dell'iniziativa. Sabato 11 febbraio, in tutta Italia, recandosi nelle farmacie che espongono la locandina del Banco Farmaceutico, si potrà acquistare e donare un farmaco da banco a chi oggi vive ai limiti della sussistenza (8 milioni 272 mila persone, dati ISTAT povertà in Italia, 2010). La Fondazione Banco Farmaceutico Onlus in collaborazione con la Compagnia delle Opere – Opere Sociali, organizza, il prossimo 11 Febbraio, la XII Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco. L'iniziativa si terrà in oltre 3500 farmacie distribuite in 85 province e in più di 1.200 comuni.
parmadaily:
La proposta del candidato sindaco Ghiretti. La replica di Ablondi. La controreplica."E' con un plauso, e una forte speranza in una politica migliore, che accogliamo la relazione elaborata dalla Commissione di studio istituita dal Ministro della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi per elaborare nuovi provvedimenti anticorruzione all'interno degli enti locali. Dopo decenni di silenzio e di atteggiamento passivo a tutti i livelli, sembra ora esserci la volontà di elevare delle barriere di fronte all'avanzare di un fenomeno corruttivo, e concussivo, sempre più allarmante".
"Credo che davanti a tutti noi si apra una grande sfida: elevare il livello del confronto politico, tentando di superare la routine del gioco elettorale, per aprire un serio dibattito sul passato e sul presente della nostra comunità politica.
Il livello attuale è decisamente inaccettabile. Non mi riferisco solo alle disarmanti barzellette di alcuni candidati o agli sconcertanti sprazzi di profondità e originalità, che hanno prodotto, come denominazione di una lista elettorale, persino una...... "Parma normale" (un nome, un programma!).
Mi riferisco alla capacità di fare analisi politiche, di giudicare i fatti e gli eventi per coglierne le linee di tendenza, di interpretare i processi, per ricavarne giudizi politici, in base ai quali indicare i cambiamenti e le nuove prospettive.
Non si può transitare dal prima, ubaldiano-vignaliano, al dopo, di presunto rinnovamento, senza fare un'analisi credibile, fondata, documentata, di quanto è accaduto a Parma, senza dire nulla, o troppo poco, sul ruolo svolto dalle precedenti giunte comunali, nulla sulla rinuncia all'esercizio delle funzioni di indirizzo, controllo, iniziativa pubblica che le ha caratterizzate, nulla sullo snaturamento del ruolo dell'istituzione pubblica, ridotta a rappresentare interessi particolari, nulla contro la scelta di scaricare sui redditi da lavoro dipendente i costi dell'indebitamento del sistema Comune-partecipate, in termini di aumento delle aliquote fiscali e delle tariffe dei servizi.
Mi permetto allora di lanciare la prima sfida: niente potrà più essere come prima. Si è spezzato il patto sociale: i cittadini devono riappropriarsi delle loro prerogative e rifondare le regole della convivenza e della rappresentanza. Non possiamo permettere che la futura amministrazione comunale possa governare, prescindendo da una rifondazione del patto di rappresentanza, che presuppone proprio la ridefinizione dei principi del vivere comune.
L'agire politico - scrive il filosofo Habermas- presuppone come strumento fondamentale la pubblica argomentazione razionale, che si attua attraverso l' interazione tra gli individui, che definiscono consensualmente i principi del vivere comune.
Anche gli esiti delle primarie impongono ai candidati e ai gruppi che li hanno sostenuti un'assunzione di responsabilità rispetto ai risultati conseguiti.
Riesce davvero difficile alla luce degli striminziti 8000 voti espressi dai cittadini di Parma nel corso delle primarie non considerare l'allarmante disaffezione, che affligge anche l'elettorato di centro sinistra, che pure aveva davanti a sè solo una strada in discesa da percorrere, dopo lo sconquasso della precedente amministrazione. Non stiamo a dirci che la percentuale dei votanti è in linea con il trend previsto; pensiamo invece che bisognava proprio mettercela tutta in queste condizioni per raggranellare una così risicata manciata di consensi.
Pensiamo anche alla storia da cui veniamo. Non voglio riandare agli straordinari risultati elettorali del passato, peraltro nemmeno tanto lontano. Riandiamo alla storia della militanza politica dei partiti della sinistra nella nostra città.
Perchè l'attività politica dei militanti era così generosa, perchè in tanti, magari dopo una giornata di lavoro, si mobilitavano senza riserve nei quartieri, davanti alle fabbriche, nei caseggiati, per distribuire il giornale, un volantino, una convocazione? Perchè erano instancabili nell'aprire discussioni, porre questioni, organizzare manifestazioni, criticare il governo, fornire chiavi di lettura critiche e alternative?
Il lavoro politico "veniva da lontano", da una lunghissima, interminabile stagione di lotte, di sacrifici, di offese, e da una forza di consenso forgiata su quelle fedeltà, che, pur nelle mutate condizioni, dovrebbero trasparire e costituire un punto di riferimento ancora vivo.
Che cosa è accaduto che giustifichi persino la indisponibilità ad andare a votare? Nel confronto col presente, appaiono chiare due cose.
La prima. Oggi, manca l'identificazione con un progetto politico riconoscibile. Magari nei programmi elettorali c'erano alcuni spunti riformatori, ma annacquati dentro l'esigenza di piacere a tutti, di stare da più parti, di piacere all'operaio e all'imprenditore, di essere più realisti del re. Non si possono servire due padroni. La complessa alchimia politica, occorsa per perseguire da parte del centro-sinistra tale quadratura del cerchio, ha seminato lungo la strada di questi ultimi decenni, molti cadaveri : in primo luogo la difesa della centralità e del valore del lavoro, le sue tutele, la sua certezza e continuità (oggi al centro di un attacco senza precedenti), e in secondo luogo la lotta contro l'origine prevaricatrice ed il carattere iniquo del profitto.
La seconda. Abbiamo lasciato dietro di noi una grande cultura alternativa: quella della solidarietà, dell'indignazione davanti al sopruso, della ribellione di fronte alla mistificazione, l'etica della sobrietà dignitosa. Vale a dire che non è stata contrapposta una visione delle cose diversa, non sono state difese le virtù che non hanno potere.
L'altra sfida allora riguarda proprio la necessità di tornare al riconoscimento del diritto preminente di ogni individuo ad un'esistenza dignitosa (oggi al centro di un attacco senza precedenti), al di sotto del quale non ci possono essere margini di contrattazione.
I miseri risultati delle primarie richiamano a questa centralità, ad un impegno e ad una fedeltà nei confronti di chi da tanti anni, da troppi anni è stato immolato sull'altare del dio-mercato e lì abbandonato ai suoi ricatti, alle sue mistificazioni, al suo potere disumanizzante".
GHIRETTI
Sabato 11 febbraio, ore 11 inaugurazione sede PARMA UNITA.
Teleducato (7 febbraio): Roberto Ghiretti ospite della trasmissione 'Parma Europa': basta con i Vigili-Rambo e le proposte del candidato sindaco di Parma Unita.
Ghiretti scrive ai suoi sotenitori: "E' ora di agire"
Quello del candidato sindaco per Parma Unita è un invito ad impegnarsi attivamente per la propria città, in un momento delicato per il futuro di Parma.
LEGGI LA LETTERA (anche in allegato)
LEGGI LA LETTERA (anche in allegato)
Sabato 11 febbraio. XII giornata nazionale di raccolta del farmaco. Ghiretti alla farmacia Costa
Il candidato sindaco sarà alla farmacia Costa dalle ore 16 fino alle 17:30 di sabato. L'invito è quello di partecipare numerosi ed in tutta la città. Di seguito troverete il comunicato ufficiale del Banco Farmaceutico, le farmacie di Parma che aderiscono all'iniziativa ed i principali enti che beneficeranno dell'iniziativa. Sabato 11 febbraio, in tutta Italia, recandosi nelle farmacie che espongono la locandina del Banco Farmaceutico, si potrà acquistare e donare un farmaco da banco a chi oggi vive ai limiti della sussistenza (8 milioni 272 mila persone, dati ISTAT povertà in Italia, 2010). La Fondazione Banco Farmaceutico Onlus in collaborazione con la Compagnia delle Opere – Opere Sociali, organizza, il prossimo 11 Febbraio, la XII Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco. L'iniziativa si terrà in oltre 3500 farmacie distribuite in 85 province e in più di 1.200 comuni.
Nella provincia di Parma, 19 farmacie saranno presidiate da circa 100 volontari che spiegheranno l'iniziativa ai cittadini. Gli stessi farmacisti, rispetto alla domanda degli enti assistiti, consiglieranno il tipo di farmaco da banco (cioè che non necessita di prescrizione medica) di cui è maggiormente avvertita la necessità. A beneficiare dell'iniziativa saranno le oltre 500 persone che quotidianamente vengono assistite dai 11 enti caritatevoli convenzionati con il Banco Farmaceutico nella provincia di Parma. Per ulteriori informazioni e per trovare l'elenco aggiornato delle farmacie che aderiscono alla giornata è possibile visitare il sito www.bancofarmaceutico.org
I principali enti destinatari dei farmaci:
Centro di Aiuto alla Vita Via Bixio, 71 – Parma Accoglienza a donne gravide o madri con figli piccoli in gravi difficoltà economiche, ambientali e psicologiche. 2 case di accoglienza, 10 appartamenti, 1 casa famiglia, 1 casa-ponte e una sede a cui accedono 500 nuclei familiari.
Caritas San Paolo Via Grenoble, 9 – Parma Distribuzione settimanale di cibi, farmaci e indumenti a perone indigenti.
Caritas S. Pellegrino Starda Farnese, 3 – Parma Distribuzione settimanale di cibi, farmaci e indumenti a perone indigenti.
Comunità Educativa Biondi Borgo San Domenico-Parma Accoglienza di minori a tempo pieno (residenziali) e diurno.
Monastero S.Giovanni P.le San Giovanni, 1 – Parma Accoglienza di forestieri e indigenti della città.
Casa della Carità Dono d'Amore Via Nazionale, 78 – Gaiano di Collecchio (PR)
Comunità in cui si fa famiglia con anziani, disabili, portatori di handicap, malati psichici.
Parrocchia S.Pietro Apostolo Strada Martinella, 279 – Vigatto (Parma) Distribuzione settimanale di cibi, farmaci e indumenti a perone indigenti.
Caritas Parrocchia San Paolo Fidenza. Via Torricelli,11 – Fidenza (PR) Aiuto ai poveri afferenti alla zona della parrocchia.
Associazione Don Camillo Mellini Via Berzieri, 9 – Fidenza (PR) Ospitalità e prima accoglienza a donne anche con bambini in difficoltà.
Casa di Riposo Sacra Famiglia Via Bottego, 7 – Salsomaggiore Terme (PR) Accoglienza pensionati in toto o in parte autosufficienti e ospiti con problemi sociali.
Caritas Parrocchia S.Vitale Via Copelli, 6 – Salsomaggiore Terme (PR) Assistenza persone indigenti, persone sole, immigrati.
Elenco delle farmacie che hanno aderito all'iniziativa:
Famacia S.Leonardo Via S.Leonardo, 69/A – Parma
Farmacia Zarotto via Zarotto 62/D – Parma
Farmacia Ponte Dattaro Strada Montanara, 23B - Parma
Farmacia Leporati Via Pellico, 5 – Parma
Farmacia Bixio Via Bixio, 5 – Parma
Farmacia S.Francesco Via La Spezia, 3 – Parma
Farmacia Costa Via Emilia Est, 63 – Parma
Farmacia Comunale Mille Viale Dei Mille, 52 – Parma
Farmacia Volturno Via Volturno, 78/A – Parma
Farmacia Crocetta Via Emilia Ovest, 36/A – Parma
Farmacia Gibertini Via Repubblica, 10 – Parma
Farmacia Comunale di Collecchio Via Pertini, 1 – Collecchio (PR)
Farmacia Donetti Piazza Avanzini, 1 – Collecchio (PR)
Farmacia Piazza Dr. Fabrizio Via Repubblica, 17 – Felegara di Medesano (PR)
Farmacia Cordero Str. Provinciale Asolana, 31 – San Polo di Torrile (PR)
Farmacia Malchiodi Piazza Garibaldi 32 – Fidenza (PR)
Farmacia Gemignani Via Berenini, 26 – Fidenza (PR)
Premiata Farmacia Bonfanti Piazza Libertà, 3/A – Salsomaggiore Terme (PR)
Farmacia Internazionale Viale Romagnosi, 8 – Salsomaggiore Terme (PR)09/02/2012
"Un magistrato come garante della legalità in Comune"
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La proposta del candidato sindaco Ghiretti. La replica di Ablondi. La controreplica.
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Comune, "i conti ancora non tornano"
Siamo quasi a metà febbraio e i conti del bilancio previsionale del Comune di Parma ancora non tornano. Come riportato in questi giorni dalla stampa locale è passato più di un mese da quel 4 gennaio, quando cioè il commissario Mario Ciclosi ha presentato ai giornalisti la bozza del documento che sarebbe poi passato al vaglio dei revisori dei conti per gli opportuni accertamenti; da integrare inoltre con i dati reali sulle partecipate, per le quali l'amministrazione straordinaria era ancora in attesa dei risultati consolidati per il 2011.
A oltre un mese dal quel giorno preoccupa parecchio il silenzio che si è creato attorno al documento contabile del Comune e alla sua attesa ratifica. Tutta questa incertezza non fa che alimentare preoccupanti dubbi sull'emergere di possibili ulteriori aspetti negativi sui conti comunali che probabilmente in una prima analisi non erano emersi. Se venisse poi confermata ancora la mancanza di dati ufficiali relativi all'anno 2011 sulla situazione delle partecipate comunali, questo genererebbe non poche domande e alimenterebbe non poche preoccupazioni. E tutto ciò nonostante le continue rassicurazioni sulla salute delle casse comunali, sbandierate più volte dai precedenti amministratori. Rassicurazioni che, a quanto pare, cozzano non poco con la realtà dei fatti.
In un momento critico come quello attuale per Parma, ciò che serve per ripartire sono innanzitutto chiarezza e trasparenza; speriamo quindi che i dati ufficiali sul bilancio preventivo siano resi noti al più presto, per chiarire una volta per tutte la reale situazione con cui il prossimo Sindaco dovrà confrontarsi.
Maria Teresa Guarnieri Altra Politica – Altri Valori
A oltre un mese dal quel giorno preoccupa parecchio il silenzio che si è creato attorno al documento contabile del Comune e alla sua attesa ratifica. Tutta questa incertezza non fa che alimentare preoccupanti dubbi sull'emergere di possibili ulteriori aspetti negativi sui conti comunali che probabilmente in una prima analisi non erano emersi. Se venisse poi confermata ancora la mancanza di dati ufficiali relativi all'anno 2011 sulla situazione delle partecipate comunali, questo genererebbe non poche domande e alimenterebbe non poche preoccupazioni. E tutto ciò nonostante le continue rassicurazioni sulla salute delle casse comunali, sbandierate più volte dai precedenti amministratori. Rassicurazioni che, a quanto pare, cozzano non poco con la realtà dei fatti.
In un momento critico come quello attuale per Parma, ciò che serve per ripartire sono innanzitutto chiarezza e trasparenza; speriamo quindi che i dati ufficiali sul bilancio preventivo siano resi noti al più presto, per chiarire una volta per tutte la reale situazione con cui il prossimo Sindaco dovrà confrontarsi.
Maria Teresa Guarnieri Altra Politica – Altri Valori
Guarnieri (Ap-Av): "Speriamo che i dati ufficiali sul bilancio preventivo siano resi noti al più presto".
08/02/2012
h.17.20
h.17.20
Lunardi, parlamentare lontano e assente
Il Coordinamento del PDL risponde al Senatore: "Solo giudizi banali e sommari".
«Siamo veramente sorpresi dai toni dell'intervista rilasciata dall'ex ministro Pietro Lunardi, che riesce ad essere al tempo stesso "innocentista", riguardo alle vicende giudiziarie che lo interessano – sulle quali, per altro, gli auguriamo di fare piena chiarezza – e colpevolista riguardo a una classe dirigente del Popolo della Libertà di Parma appena eletta nell'ultimo congresso provinciale – e con oltre il 60% dei consensi, anche se questo particolare, per il parlamentare, sembra del tutto trascurabile – su cui vengono scaricate pesanti responsabilità».
Risponde così alle dichiarazioni rilasciate dall'ex ministro Pietro Lunardi, il coordinamento provinciale del PdL di Parma.
«Una classe dirigente che viene bollata da Lunardi come "riciclata" ed accusata di ogni nefandezza nei riguardi della città che ha amministrato: un discorso che fino ad oggi avevamo sentito solo dai nostri avversari politici e non da un parlamentare del nostro partito, che per questo motivo, è giusto, che se ne assuma ogni responsabilità».
«Ci troviamo di fronte ad una dichiarazione fuori tempo massimo e per questo inaccettabile ed irricevibile, rilasciata da un parlamentare che si è sempre distinto per la sua assenza dal dibattito politico interno ed esterno al PdL di Parma che all'ultimo congresso ha ritenuto di non dover prendere la parola e condividere con tutti il proprio pensiero, in questo modo privando il partito di un utile momento di confronto e, noi tutti, del privilegio di potergli rispondere direttamente. Ci avrebbe fatto veramente piacere vedere un ex ministro, per una volta, scendere dal suo piedistallo e confrontarsi con noi comuni mortali, ma Pietro Lunardi ha preferito affidare ad una intervista questo suo giudizio banale e sommario. Ma è giusto che ognuno si senta libero di fare come meglio crede».
«Così come noi, oggi, ci sentiamo liberi di pensare che certi rappresentanti in Parlamento del nostro territorio dovrebbero essere diversi, nel modo di fare politica, nel modo di rappresentarci e nel rapportarsi con chi, fino a prova contraria, li ha votati e li ha mandati a Roma».
Risponde così alle dichiarazioni rilasciate dall'ex ministro Pietro Lunardi, il coordinamento provinciale del PdL di Parma.
«Una classe dirigente che viene bollata da Lunardi come "riciclata" ed accusata di ogni nefandezza nei riguardi della città che ha amministrato: un discorso che fino ad oggi avevamo sentito solo dai nostri avversari politici e non da un parlamentare del nostro partito, che per questo motivo, è giusto, che se ne assuma ogni responsabilità».
«Ci troviamo di fronte ad una dichiarazione fuori tempo massimo e per questo inaccettabile ed irricevibile, rilasciata da un parlamentare che si è sempre distinto per la sua assenza dal dibattito politico interno ed esterno al PdL di Parma che all'ultimo congresso ha ritenuto di non dover prendere la parola e condividere con tutti il proprio pensiero, in questo modo privando il partito di un utile momento di confronto e, noi tutti, del privilegio di potergli rispondere direttamente. Ci avrebbe fatto veramente piacere vedere un ex ministro, per una volta, scendere dal suo piedistallo e confrontarsi con noi comuni mortali, ma Pietro Lunardi ha preferito affidare ad una intervista questo suo giudizio banale e sommario. Ma è giusto che ognuno si senta libero di fare come meglio crede».
«Così come noi, oggi, ci sentiamo liberi di pensare che certi rappresentanti in Parlamento del nostro territorio dovrebbero essere diversi, nel modo di fare politica, nel modo di rappresentarci e nel rapportarsi con chi, fino a prova contraria, li ha votati e li ha mandati a Roma».
Un magistrato come garante della legalità in Comune
La proposta del candidato sindaco Ghiretti. La replica di Ablondi. La controreplica."E' con un plauso, e una forte speranza in una politica migliore, che accogliamo la relazione elaborata dalla Commissione di studio istituita dal Ministro della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi per elaborare nuovi provvedimenti anticorruzione all'interno degli enti locali. Dopo decenni di silenzio e di atteggiamento passivo a tutti i livelli, sembra ora esserci la volontà di elevare delle barriere di fronte all'avanzare di un fenomeno corruttivo, e concussivo, sempre più allarmante".
Roberto Ghiretti, candidato sindaco di Parma Unita, interviene in merito alla lotta ai reati contro la pubblica amministrazione: "E' un problema che riguarda tutti, dal più piccolo comune al Governo centrale – sottolinea -. Anche a Parma, negli ultimi mesi, ci sono stati forti segnali di un sistema minato da attività illegali, talvolta anche collegate con la malavita organizzata. Il pericolo è che si innesti un meccanismo di assuefazione al malcostume".
"L'adozione di un piano anticorruzione per i Comuni, così come proposto dalla Commissione, è indispensabile in un'ottica di massima trasparenza all'interno del Municipio – precisa Ghiretti -. La premialità e la garanzia di anonimato per chi denuncia reati contro la Pubblica Amministrazione vanno attuati subito. Bisogna anche ampliare il ventaglio delle incompatibilità tra incarichi pubblici e privati, nonché individuare i settori a più alto rischio corruttivo e qui adottare un sistema di rotazione di funzioni e incarichi.
Se sarò sindaco proporrò un codice etico da far sottoscrivere a tutti coloro che saranno chiamati ad amministrare la cosa pubblica e, sull'esempio della regione Lombardia, lavorerei affinché si possa fare in modo che un magistrato in pensione faccia da garante della legalità all'interno del Municipio. Questa figura dovrà essere affiancata da un ufficio di controllo su spese e incassi all'interno al Comune, che abbia potere di accesso e verifica su tutte le procedure.
E' però evidente che sono le persone a fare la differenza, con la loro onestà, competenza e trasparenza; non i codici. La scelta per la formazione della squadra di governo della città, quindi, ricadrà esclusivamente su soggetti al di sopra di ogni sospetto e di specchiata correttezza".
___08/02/2012
h.18.30
INTERVENTO SULLA PROPOSTA DEL CANDIDATO SINDACO GHIRETTI
"UN MAGISTRATO IN PENSIONE CHE FACCIA DA GARANTE…."
Caro Ghiretti,
comprendo e condivido le tue preoccupazioni per "l'avanzare di un fenomeno corruttivo e concussivo sempre più allarmante" che non ha risparmiato il nostro Comune in questi anni. Sono convinto che il miglior "piano anticorruzione" per i comuni sia costituito dalla presenza di amministratori onesti, da uffici organizzati in modo che sia assicurato il buon andamento e la imparzialità dell'amministrazione nonché da personale dipendente fedele alla Istituzione e non disponibile a farsi strumento a servizio del malaffare.
I fatti ci dicono che questa "piaga" ben radicata nel nostro Comune in questi anni va "guarita" in fretta. Penso sia questa la priorità assoluta per il nuovo Sindaco.
Non condivido che il "medico guaritore" possa essere "un magistrato in pensione che faccia da garante della legalità all'interno del Municipio". La creazione di " un nuovo ufficio di controllo" determinerebbe sicuramente un aggravio di spesa, appesantirebbe l'operatività della macchina comunale che deve essere resa più snella ed efficiente e non è certo che possa offrire le garanzie che auspichi.
Penso sia sufficiente far funzionare bene gli strumenti di controllo di cui i Comuni sono già dotati che però non devono essere anestetizzati o, peggio, asserviti, ai "desideri" di amministratori propensi al malaffare.
Marco Ablondi ___
LA RISPOSTA DI GHIRETTI
Caro Ablondi,
ti ringrazio per il tuo intervento, che denota una grande attenzione e sensibilità verso la questione corruzione.
Vorrei precisare che la mia proposta non apporterebbe alcuna spesa aggiuntiva per il Comune; sarebbe quindi a costo zero. Da qui, infatti, l'idea di un magistrato in pensione, con una carica onorifica, così come è stato il difensore civico.
Ma quel che è più importante è che dovrà essere condivisa da maggioranza e opposizione. Dovrà cioè essere bipartisan, come si dice in gergo. Perché la legalità è di tutti e per tutti. Inoltre, come avrai visto da battagliero consigliere comunale quale sei stato, non sono soltanto gli amministratori ma anche i funzionari ad essere potenziali soggetti corruttori o corruttibili.
Ciò che tu dici è un punto di partenza basilare, che condividiamo entrambi. A ciò aggiungerei un magistrato e un organo di controllo che potenzi l'audit interno.
Pertanto, ti invito pubblicamente a dare il tuo prezioso contributo a questa mia proposta, migliorandola e perfezionandola insieme.
Un sincero grazie
Roberto Ghiretti
Parma oggi
giovedì, 9 febbraio 2012
Facciamo centro, sognando il ballottaggio: i moderati puntano al colpaccio
Tutti al centro, ma ognuno per sé. Almeno per ora. I moderati sono convinti di poter recitare ancora una volta un ruolo da protagonisti alle prossime elezioni parmigiane, e la terra di mezzo si fa sempre più affollata. Perché con un Pdl allo sbando e le primarie del centrosinistra incapaci di scaldare il cuore dei parmigiani nonostante gli scandali delle mazzette che hanno travolto la Giunta Vignali, sognare nel ballottaggio si può.
Ma ci sono moderati e moderati – scrive il settimanale Il Nuovo di Parma, in edicola a partire da venerdì -. L'unica candidatura certa è quella di Roberto Ghiretti, sponsorizzato da quel che resta di Parma civica, con la sua idea di città "sobria" e "normale" per smaltire i debiti e le tossine della grandeur vignaliana. La strategia che ha convinto l'ex assessore allo Sport a scendere in campo in teoria non è nemmeno troppo complicata: ricompattare gli orfani senza partito del centro ma senza tingersi troppo d'azzurro. Perché un accordo con il Pdl al primo turno oggi vale al massimo il ballottaggio, ma non permette di strappare al centrosinistra i voti necessari per vincere. E gli elettori del centrodestra senza più una lista pidiellina tra i piedi, al secondo turno li conquisterebbe comunque. Un piano di battaglia quasi perfetto, se non fosse per quel guastafeste di Elvio Ubaldi che minaccia di tornare nell'agone politico tirando a lustro la campana di Civiltà parmigiana insieme ai suoi fedelissimi assessori dei bei tempi, Roberto Lisi e Daniele Galvani. Di sicuro l'ex sindaco, quello che "il civismo sono io", non intende dare una mano al centrosinistra di Bernazzoli. Lui corre per vincere e intanto i suoi amici dell'Udc, con in tasca un'alleanza con Futuro e Libertà, hanno già fatto outing annunciando di aver aperto un dialogo con lui (ma da buoni democristiani anche con Ghiretti perché "non si sa mai"), «per non lasciare la città nelle mani della sinistra – ha spiegato il segretario Giuseppe Pellacini –, che non dà spazio alla sua ala moderata».
Un'alleanza tra Ubaldi e la Parma Unita di Ghiretti, però, appare impossibile. L'ex sindaco ha detto di essere disposto al dialogo soltanto se l'ex assessore allo Sport «farà un passo indietro». Il modo migliore per farsi dire di no. E Ghiretti, pur avendogli riconosciuto di essere stato «il miglior primo cittadino del dopoguerra», non ha alcuna intenzione di gettare la spugna, anche se inizia a preparare un "piano B", fatto di alleanze a 360 gradi, in cui anche un accordo con il Pd, che gli costerebbe comunque la candidatura al soglio di Piazza Garibaldi, non sarebbe un tabù. Un'opzione ai limiti della fantapolitica alla quale si contrappone un più realistico matrimonio clandestino con il Pdl, a patto che il congresso lo vincano i conservatori di Villani e si accontenti di rimanere dietro le quinte. Se dovessero trionfare i ribelli guidati da Paolo Paglia diventerebbe invece molto più probabile un'alleanza tra gli azzurri e gli ubaldiani, sempre che i berluscones accettino un ruolo da non protagonisti.
Chi di sicuro non appare disposta a rimanere schiacciata tra i due galli del pollaio moderato è Maria Teresa Guarnieri, che dopo quattro anni di gavetta tra i banchi dell'opposizione è pronta a ricandidarsi alla guida del suo movimento civico "Altra politica-altri valori". Ma lo spazio per l'ex assessore della Giunta di Ubaldi che nel 2007 sfidò coraggiosamente lui e il suo delfino Vignali, si fa sempre più stretto e c'è in ballo un accordo con Bernazzoli che rischia di dover pagare a caro prezzo. Perché prima di assegnarle a scatola chiusa un assessorato o la poltrona di vicesindaco, il presidente della Provincia appare intenzionato a "pesare" i suoi voti, costringendola ad una difficile corsa solitaria che diventerebbe ancor più complicata se Ubaldi dovesse essere della partita. Non a caso nei giorni scorsi l'ex sindaco si è incontrato con la lady di centro che non gli ha mai perdonato di averle preferito Vignali. I due per ora si sono riconosciuti vicendevolmente i limiti:«Tu non prendi i voti a destra», gli ha detto Ubaldi. «E tu non prendi i voti a sinistra», gli ha risposto la Guarnieri. I due, c'è da giurarsi, torneranno a confrontarsi e anche Ghiretti studierà le possibili contromosse.
Perché se è vero che l'occasione potrebbe essere ghiotta, la terra di mezzo è troppo piccola per tre candidati alla poltrona di sindaco. (di Gabriele Franzini)
giovedì, 9 febbraio 2012
Facciamo centro, sognando il ballottaggio: i moderati puntano al colpaccio
Ma ci sono moderati e moderati – scrive il settimanale Il Nuovo di Parma, in edicola a partire da venerdì -. L'unica candidatura certa è quella di Roberto Ghiretti, sponsorizzato da quel che resta di Parma civica, con la sua idea di città "sobria" e "normale" per smaltire i debiti e le tossine della grandeur vignaliana. La strategia che ha convinto l'ex assessore allo Sport a scendere in campo in teoria non è nemmeno troppo complicata: ricompattare gli orfani senza partito del centro ma senza tingersi troppo d'azzurro. Perché un accordo con il Pdl al primo turno oggi vale al massimo il ballottaggio, ma non permette di strappare al centrosinistra i voti necessari per vincere. E gli elettori del centrodestra senza più una lista pidiellina tra i piedi, al secondo turno li conquisterebbe comunque. Un piano di battaglia quasi perfetto, se non fosse per quel guastafeste di Elvio Ubaldi che minaccia di tornare nell'agone politico tirando a lustro la campana di Civiltà parmigiana insieme ai suoi fedelissimi assessori dei bei tempi, Roberto Lisi e Daniele Galvani. Di sicuro l'ex sindaco, quello che "il civismo sono io", non intende dare una mano al centrosinistra di Bernazzoli. Lui corre per vincere e intanto i suoi amici dell'Udc, con in tasca un'alleanza con Futuro e Libertà, hanno già fatto outing annunciando di aver aperto un dialogo con lui (ma da buoni democristiani anche con Ghiretti perché "non si sa mai"), «per non lasciare la città nelle mani della sinistra – ha spiegato il segretario Giuseppe Pellacini –, che non dà spazio alla sua ala moderata».
Un'alleanza tra Ubaldi e la Parma Unita di Ghiretti, però, appare impossibile. L'ex sindaco ha detto di essere disposto al dialogo soltanto se l'ex assessore allo Sport «farà un passo indietro». Il modo migliore per farsi dire di no. E Ghiretti, pur avendogli riconosciuto di essere stato «il miglior primo cittadino del dopoguerra», non ha alcuna intenzione di gettare la spugna, anche se inizia a preparare un "piano B", fatto di alleanze a 360 gradi, in cui anche un accordo con il Pd, che gli costerebbe comunque la candidatura al soglio di Piazza Garibaldi, non sarebbe un tabù. Un'opzione ai limiti della fantapolitica alla quale si contrappone un più realistico matrimonio clandestino con il Pdl, a patto che il congresso lo vincano i conservatori di Villani e si accontenti di rimanere dietro le quinte. Se dovessero trionfare i ribelli guidati da Paolo Paglia diventerebbe invece molto più probabile un'alleanza tra gli azzurri e gli ubaldiani, sempre che i berluscones accettino un ruolo da non protagonisti.
Chi di sicuro non appare disposta a rimanere schiacciata tra i due galli del pollaio moderato è Maria Teresa Guarnieri, che dopo quattro anni di gavetta tra i banchi dell'opposizione è pronta a ricandidarsi alla guida del suo movimento civico "Altra politica-altri valori". Ma lo spazio per l'ex assessore della Giunta di Ubaldi che nel 2007 sfidò coraggiosamente lui e il suo delfino Vignali, si fa sempre più stretto e c'è in ballo un accordo con Bernazzoli che rischia di dover pagare a caro prezzo. Perché prima di assegnarle a scatola chiusa un assessorato o la poltrona di vicesindaco, il presidente della Provincia appare intenzionato a "pesare" i suoi voti, costringendola ad una difficile corsa solitaria che diventerebbe ancor più complicata se Ubaldi dovesse essere della partita. Non a caso nei giorni scorsi l'ex sindaco si è incontrato con la lady di centro che non gli ha mai perdonato di averle preferito Vignali. I due per ora si sono riconosciuti vicendevolmente i limiti:«Tu non prendi i voti a destra», gli ha detto Ubaldi. «E tu non prendi i voti a sinistra», gli ha risposto la Guarnieri. I due, c'è da giurarsi, torneranno a confrontarsi e anche Ghiretti studierà le possibili contromosse.
Perché se è vero che l'occasione potrebbe essere ghiotta, la terra di mezzo è troppo piccola per tre candidati alla poltrona di sindaco. (di Gabriele Franzini)
mercoledì, 8 febbraio 2012
Parma Progresso: le bugie di Vignali
La proditorietà dell'intervento prevale sul ridicolo o sul patetico nella misura in cui l'intervento è stato effettuato all'alba del congresso del PDL, che doveva decidere quale delle due fazioni in lizza dovesse continuare a dominare lo scenario del centro destra a Parma, e doveva probabilmente servire a convincere qualche malpancista che la fazione migliore fosse quella di Paolo Buzzi, l'ex vicesindaco di Vignali, che aveva la delega sulle partecipate ed era stato il generatore primario della voragine di bilancio.
Guarda caso, alla fine della tenzone pidiellina, ha vinto proprio Buzzi, l'alfiere di Vignali, il quale, con il suo intervento dell'ultima ora sperava (e spera) di prendersi una medaglietta e riconquistare un posto al sole in uno scenario che lo vede uomo dal molto passato, poco presente, niente futuro.
Ma, tornando al merito dell'intervento di Vignali, la ridicola e patetica difesa del suo operato si compendia in un'affermazione: la colpa dello sbilancio economico è da attribuire alla soppressione dell'ICI, che ha portato meno introiti al Comune; dimentico, il povero Vignali, che l'ICI l'ha soppressa il capo del suo capo (diconsi Berlusconi e Letta) e che, allorché si candidò a Sindaco, aveva piena contezza dell'intenzione populista di Berlusconi di sopprimere l'imposta ora giocoforza reintrodotta in maniera più pesante.
Altra clamorosa (fra le tante) frottola del suo intervento è il richiamo al piano industriale delle STU che, con la rivendita degli alloggi realizzati, tornerebbero addirittura in utile: peccato che per farlo sia prevista, in questo grandioso piano industriale, la vendita a circa 4000 (quattromila) euro al metro quadrato di appartamenti in via Pasubio dove il prezzo massimo di mercato non supera i 2.400/2600 al mq.
Insomma, è nel DNA degli uomini del centro destra raccontare balle che rimbalzano, e Vignali non può essere da meno: aveva iniziato Ubaldi con l'Autorità per la sicurezza alimentare che, a suo dire, avrebbe portato migliaia di persone danarose a Parma con ciò giustificando le smisurate previsioni urbanistiche di nuovi alloggi ora regolarmente invenduti; aveva continuato lo stesso Ex sindaco con la svendita del 35% dell'AMPS giustificata come l'opportunità per fare cassa per nuovi investimenti; l'ha proseguita Vignali con ciò che è compendiato nel suo ridicolo intervento.
Excusatio non petita, accusatio manifesta, perché di questo intervento nessuno sentiva il bisogno, essendo unico obiettivo dei parmigiani tentare di dimenticare una parentesi tanto buia per la vita di una città abituata a ben altri fasti e a ben altri sindaci.
mercoledì, 8 febbraio 2012
A Parma la seconda Manifestazione Nazionale contro gli Inceneritori
Ecco il testo del comunicato:
In questi giorni di sentenze lasciapassare, di candidati pro inceneritore che si salvano per il rotto della cuffia, una preoccupata futura mamma di Parma ci scrive: "E adesso? Cosa aspetta i nostri figli, quale sarà il futuro della città?".
Un'angoscia che ci coinvolge tutti, di fronte ad una ipotesi come un forno inceneritore che per 30 anni dovrebbe dirigere l'orchestra dei rifiuti, con note che già conosciamo.
Stonate in tutta Italia.
Ci siamo chiesti allora cosa fare, quale risposta dare, quale speranza infondere.
Ci siamo detti che la migliore risposta sia ancora quella del non sentirci soli, del chiamare tutti a raccolta per fare capire anche a noi stessi che l'Italia c'è, e sta dalla parte dell'ambiente.
Ecco allora che a Parma il prossimo 14 aprile si svolgerà la Seconda Manifestazione Nazionale contro gli Inceneritori, o meglio contro l'incenerimento, e contro tutte quelle attività che mettono davanti il business a valori innegabili come la salute, il benessere, la difesa dell'ambiente.
Inceneritori di rifiuti, centrali a biomassa, industrie inquinanti, cave ofiolitiche, l'Italia pullula di progetti e attività in atto che degradano l'ambiente e stanno causando un grave danno al territorio e ai suoi abitanti, quelli di oggi e quelli di domani.
Un danno spesso sottovalutato e nascosto, coperto dalle lobby che intendono continuare a fare lucro sulla pelle dei cittadini, fingendo di non essere mai loro i responsabili dei disastri.
L'Italia che c'è è quella dei movimenti per la difesa dei territori, delle associazioni contro gli inceneritori che sostengono alternative percorribili già oggi, dei gruppi di cittadini che insieme scoprono i tanti lati oscuri di questi progetti insensati, che nascondono puri interessi di business sotto termini ingannevoli e spesso studiati ad hoc per confondere i cittadini.
Noi vogliamo riciclare l'Italia, perché siamo stanchi di subire continuamente, siamo stanchi di doverci sostituire agli enti locali che non vigilano e non si schierano a fianco delle comunità locali, amministrazioni spesso sensibili solo ai grandi poteri finanziari.
Siamo stanchi di veder maneggiare le parole e stravolgerne il significato, esempio lampante il termine "biomassa", che con il suono positivo delle prime tre lettere sta mettendo a ferro e fuoco intere vallate, presentandosi come soluzione ecologica e neutrale.
A Parma chiameremo l'Italia fiera e mai vinta, quella che non si ferma nonostante spesso si fronteggino forze immensamente differenti, tanti piccoli Davide contro tanti enormi Golia.
Il 14 aprile ci sarà la testimonianza di Patrizia Gentilini, l'oncologa di Forlì che ha avuto il merito con tanti altri di non arrendersi e di mettere davanti a tutto il bene più prezioso che abbiamo, la salute, da difendere senza sconti.
E ci sarà, come nel 2010, la gente d'Italia, che nel pomeriggio sfilerà sotto le case di Parma per portare il loro vessillo e la loro testimonianza, partendo dall'Ex Eridania per dirigersi verso il centro città.
La forza del gruppo, del sentirsi uniti con un unico semplice difficile scopo: la difesa dei nostri diritti fondamentali, troppo spesso calpestati.
L'Italia bella, l'Italia vera, un mondo di coraggiosi e testardi cittadini, che sentititi traditi hanno cominciato a fare da soli, rendendosi conto di quanto sia facile fare meglio rispetto all'oggi, quanto poco basterebbe per risollevare una nazione intera, se qualche semplice regola fosse rispettata da tutti.
L'Italia da ascoltare, da rispettare, l'unica patria che riconosciamo come tale, perché di lei ci possiamo fidare. E' fatta di cittadini attenti e rispettosi degli altri, di persone attive e mai prone, di uomini e donne che hanno riscoperto la responsabilità, l'opportunità, il piacere di ritrovarsi insieme dallo stesso lato di una barricata.
L'Italia che c'è sarà a Parma, il prossimo 14 aprile.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – GCR
mercoledì, 8 febbraio 2012
Treni, Villani (PdL): "Troppe cancellazioni del Milano-Parma, la Regione intervenga"
"Il treno n. 2289 delle ore 21.15 da Milano centrale a Parma è l'ultimo disponibile per i pendolari che debbono rientrare a Piacenza, a Parma, a Fiorenzuola d'Arda, a Fidenza e in altri comuni delle due province. Tale treno, nelle due ultime settimane, è stato cancellato varie volte senza fornire ai viaggiatori alcuna motivazione e, fatto ben più grave, senza offrire alcuna soluzione alternativa. Il personale delle Ferrovie dello Stato, interpellato dai viaggiatori riguardo alle cause dell'improvvisa cancellazione delle corse, avrebbe ufficiosamente ammesso che il problema è generato dal ghiaccio, che, da un lato, blocca gli scambi del nodo ferroviario di Bologna, paralizzando la mobilità ferroviaria regionale e nazionale, e, dall'altro, blocca le porte del treno in questione, commentando, inoltre, che, per quanto riguarda le porte dei convogli, basterebbe dotare i controllori di una bomboletta spray anti ghiaccio, come quelle per le autovetture, per risolvere il problema. Ho, pertanto, presentato un'interrogazione alla Giunta regionale per chiedere se la Regione sia a conoscenza di quanto esposto, se le affermazioni del personale delle Ferrovie delle Stato corrispondano al vero e quali interventi urgenti si intendano promuovere su Trenitalia e su Ferrovie Emilia-Romagna (FER) al fine di risolvere i problemi di percorrenza del treno n. 2289, che stanno causando pesanti disagi ai pendolari della provincia di Parma e Piacenza gravitanti su Milano". E' quanto ha dichiarato Luigi Giuseppe Villani, Presidente del Gruppo assembleare PDL della Regione Emilia-Romagna, commentando l'interrogazione depositata.
mercoledì, 8 febbraio 2012
Aeroporto, Pellacini e Agoletti: le nostre istanze al Ministro Passera
In riferimento all'intenzione del Governo di una possibile chiusura di 24 aeroporti italiani tra cui quello di Parma, intervengono Giuseppe Pellacini e Matteo Agoletti.
Quando nei mesi scorsi abbiamo votato in consiglio comunale i nuovi patti parasociali ed il passaggio delle quote di maggioranza in Sogeap da Airports International a Meinl Bank, pur con la consapevolezza che la partecipazione del comune di Parma corrisponde solo al 7.73%, la nostra aspettativa legittima era quella che il nostro aeroporto finalmente decollasse.
Resta evidente che per raggiungere l'obiettivo servono investimenti sulla struttura, occorre attirare l'attenzione dei vettori e portarli ad investire a Parma, con l'auspicio che si creino collegamenti con le principali capitali europee e si intensifichino i voli per le località di villeggiatura.
Probabilmente non rientriamo al meglio nel sistema aeroportuale della Regione Emilia Romagna che vede già Bologna, Forlì, Rimini, ma crediamo che l'aerostazione di Parma possa svolgere un'importante ruolo strategico per i convogli passeggeri, insistendo su un'area che può contare parte dell'Emilia, la bassa Lombardia, parte della Liguria e della Toscana.
Allo stesso modo per il trasporto merci riteniamo valga la pena pensare anche a qualcosa in quel senso. L'aeroporto si trova infatti nella zona nord ovest della città, inizialmente votata alla logistica.
La possibile decisione del governo di inserire lo scalo parmigiano tra quelli da chiudere, ci lascia quindi alquanto perplessi, soprattutto in considerazione delle numerose opportunità che anche in virtù della sede Efsa il nostro aeroporto potrà significare, per la città e per la sua economia.
Queste nostre considerazioni verranno pertanto portate in questi giorni all'attenzione del governo e del Ministro Passera dall'on. Mauro Libè con l'auspicio che vi sia una presa di coscienza collettiva del potenziale dell'aeroporto di Parma e che al tempo stesso le principali istituzioni si mobilitino per creare le condizioni economiche ed operative affinchè gli operatori possano investire a Parma e si concretizzi al più presto quanto da noi sostenuto.
PARMASERA:
Chiude l'agenzia Baia di Luna. Priamo Bocchi:"Risistemare i dipendenti"
Quando nei mesi scorsi abbiamo votato in consiglio comunale i nuovi patti parasociali ed il passaggio delle quote di maggioranza in Sogeap da Airports International a Meinl Bank, pur con la consapevolezza che la partecipazione del comune di Parma corrisponde solo al 7.73%, la nostra aspettativa legittima era quella che il nostro aeroporto finalmente decollasse.
Resta evidente che per raggiungere l'obiettivo servono investimenti sulla struttura, occorre attirare l'attenzione dei vettori e portarli ad investire a Parma, con l'auspicio che si creino collegamenti con le principali capitali europee e si intensifichino i voli per le località di villeggiatura.
Probabilmente non rientriamo al meglio nel sistema aeroportuale della Regione Emilia Romagna che vede già Bologna, Forlì, Rimini, ma crediamo che l'aerostazione di Parma possa svolgere un'importante ruolo strategico per i convogli passeggeri, insistendo su un'area che può contare parte dell'Emilia, la bassa Lombardia, parte della Liguria e della Toscana.
Allo stesso modo per il trasporto merci riteniamo valga la pena pensare anche a qualcosa in quel senso. L'aeroporto si trova infatti nella zona nord ovest della città, inizialmente votata alla logistica.
La possibile decisione del governo di inserire lo scalo parmigiano tra quelli da chiudere, ci lascia quindi alquanto perplessi, soprattutto in considerazione delle numerose opportunità che anche in virtù della sede Efsa il nostro aeroporto potrà significare, per la città e per la sua economia.
Queste nostre considerazioni verranno pertanto portate in questi giorni all'attenzione del governo e del Ministro Passera dall'on. Mauro Libè con l'auspicio che vi sia una presa di coscienza collettiva del potenziale dell'aeroporto di Parma e che al tempo stesso le principali istituzioni si mobilitino per creare le condizioni economiche ed operative affinchè gli operatori possano investire a Parma e si concretizzi al più presto quanto da noi sostenuto.
PARMASERA:
Chiude l'agenzia Baia di Luna. Priamo Bocchi:"Risistemare i dipendenti"
09 febbraio 2012
L'agenzia turistica Baia di Luna chiude e venti professionisti sono rimasti senza lavoro. E' per loro che il candidato sindaco de La Destra si muove, e lo fa con appello all'assessorato del Lavoro provinciale affinché "si impegni a trovare, nei limiti del possibile, a questi lavoratori una collocazione in altre agenzie di viaggio presenti". Secondo Priamo Bocchi questo dimostrerebbe che le istituzioni lavorano in maniera efficiente e solidale. Di seguito pubblichiamo l'appello del candidato:
"Dopo la debacle ed il fallimento della giunta civico/Pdl/UDC del sindaco Vignali, Parma non è più una isola felice e purtroppo neppure nel mondo del lavoro, infatti in molti se ne stanno accorgendo sulla loro pelle.
E' di questi giorni la notizia che un'altra azienda parmense, l'agenzia di viaggi "Baia di luna", ha chiuso i battenti (ufficialmente per cessata attività...).
Di conseguenza un'altra ventina di lavoratori sono a spasso.
La Destra fa appello all'Assessorato Politiche del Lavoro della Provincia di Parma perchè si impegni a trovare, nei limiti del possibile, a questi lavoratori, altamente professionali nel loro ruolo, una collocazione in altre agenzie di viaggio presenti a Parma, qualora necessitino di personale, facilitandone l'interscambio promuovendo una apposita riunione.
Questa sarebbe, in un momento di forte crisi, una dimostrazione di efficienza, di maturità e di solidarietà da parte delle Istituzioni e delle altre aziende di questo importante settore".
"Mi hanno candidato e io ho accettato" Sgarbi insiste, ma da Parma lo smentiscono
08 febbraio 2012
Sembrava una boutade, e invece. Il noto critico d'arte Vittorio Sgarbi, da poco primo cittadino dimissionario del comune di Salemi in Sicilia, continua a confermare la sua candidatura a sindaco di Parma (leggi). L'ultima è arrivata oggi in una dichiarazione rilasciata a guidasicilia.it, in cui le parole di Sgarbi sembrano addirittura dare per scontata la sua discesa in campo. "Oggi mi hanno candidato a sindaco di Parma e ho accettato" ha detto Sgarbi. Con quale schieramento? La risposta di Sgarbi sembra ritornare su toni poco seri: "Ho chiesto di avere uno schieramento come quello di Monti, cioè Pdl, Pd e Udc". Che abbia il superpotere di mettere d'accordo Garbi, Buzzi e Pellacini per un super-inciucio?
Se anche così fosse, per il momento a Parma il Pdl non ne sa niente, anzi. "Non penso fosse serio e se lo fosse sarebbe strano - ha detto il neo segretario provinciale Paolo Buzzi - a noi non è arrivata nessuna proposta del genere. In democrazia non si può mai sapere, ma secondo me Sgarbi è completamente avulso dalla realtà parmigiana. Insomma io avrei più di una riserva".
L'unico riscontro sulla vicenda, che non venga dalla bocca dello stesso Sgarbi, arriva dall'on. Pdl Pietro Lunardi. "Mi ha chiamato per riferirmi questa sua intenzione, in effetti - dice Lunardi - ma non c'è niente di ufficiale. Sgarbi è un amico e per quanto potrebbe essere un buon acquisto per Parma, perchè farebbe molto bene a livello di immagine, non gli augurerei di diventarne sindaco in un momento come questo".
Ma quindi, quando Sgarbi dice "mi hanno candidato", di chi parla? La trama si infittisce.
(Igor Micciola)
(Igor Micciola)