gazzettadipr
Buzzi: "In campo per difendere il nostro lavoro"
Marco Federici Mi candido per difendere un'amministrazione che ha lavorato bene». Non solo: Paolo Buzzi, vicensidaco prima di Elvio Ubaldi (dal 2004 al 2007) e poi di Vignali (dal 2007 al 2011) mette la sua faccia sul simbolo del Pdl nella corsa a sindaco della città anche «per bloccare il tentativo in atto di cannibalizzare il mio partito».
Nei giorni scorsi il Pdl, di cui lei è coordinatore provinciale da un mese e mezzo, aveva individuato una rosa di cinque nomi da cui scegliere il candidato, poi è uscito il suo nome....
Dal dibattito interno al partito, alla fine, è stato deciso di tenere una linea di equilibrio tra rinnovamento e continuità. Il coordinamento ha considerato il sottoscritto la persona più indicata a rappresentarla.
A giudicare da questo primo scorcio di campagna elettorale l'attende una strada tutta in salita...
Nei giorni scorsi il Pdl, di cui lei è coordinatore provinciale da un mese e mezzo, aveva individuato una rosa di cinque nomi da cui scegliere il candidato, poi è uscito il suo nome....
Dal dibattito interno al partito, alla fine, è stato deciso di tenere una linea di equilibrio tra rinnovamento e continuità. Il coordinamento ha considerato il sottoscritto la persona più indicata a rappresentarla.
A giudicare da questo primo scorcio di campagna elettorale l'attende una strada tutta in salita...
Sì, perchè da più parti si sta tentando di attribuire al Pdl ogni nefandezza amministrativa: Lo dico chiaramente: mi ribello a questa posizione. C'è chi con una buona dose di opportunismo sta cercando di rapinare il voto del nostro elettorato. Ma io voglio ribadire che abbiamo lavorato bene, pur commettendo degli errori. Non passiamo essere giudicati per gli ultimi quattro mesi quando governiamo da tredici anni. E poi abbiamo progetti importanti da proporre.
A partire da quale?
Al primo punto del mio programma ci sarà la sicurezza, perchè la microcriminalità intacca la nostra qualità della vita: dobbiamo proseguire quell'azione di risanamento del tessuto sociale, eliminando delinquenza e prostituzione, che abbiamo ben avviato.
I suoi avversari le imputeranno l'indebitamento del Comune: cosa replicherà?
Lo dico a caratteri cubitali: il bilancio del Comune è sano, non è al dissesto né presenta buchi: su questo aspetto sono disposto a confrontarmi con chiunque. Basti pensare che, tre mesi fa, c'erano 70 milioni di liquidità.
E il debito delle partecipate?
Su trenta società comunali, solo tre-quattro sono in sofferenza e riguardano i grandi cantieri come la stazione, il Pasubio o la Spip. Ma a ben vedere il problema finanziario nasce all'origine, perchè probabilmente erano stati impostati piani finanziari non corretti. In seguito, poi, la crisi economica ha depresso il mercato immobiliare.
D'accordo, ma quando quei piani finanziari sono stati approntati voi eravate al governo della città...
Sì, ma l'operazione è stata voluta e portata avanti direttamente dall'allora sindaco Ubaldi per riqualificare la città. E' falso dire oggi che i debiti ci sono perchè i soldi sono stati buttati dalla finestra. E' scorretto. Aggiungo che Stt ha solo messo insieme società che avevano già dei problemi.
L'opposizione parla di 600 milioni di euro di debiti...
Intanto chiariamo che ho avuto la responsabilità delle partecipata solo per un anno (tra il 2010 e il 2011, ndr). E ho fatto subito approvare un regolamento per il controllo delle società stesse, che prima non c'era e che lo stesso commissario Ciclosi ha fatto suo e ulteriormente elaborato. Quanto al debito la società di revisione Kpmg ha stabilito che al 31 dicembre 2010 era di circa 400 milioni.
Una cifra comunque consistente...
E' sbagliato ragionare in questi termini: deve essere chiaro che il debito va visto in funzione della capitalizzazione e dell'investimento che determina. Va visto nella sua sostenibilità, non solo nelle sue dimensioni. E va visto anche nell'ottica pluriennale, ovvero nell'arco dei quindici-venti anni su cui è spalmato. Molte città italiane, ad esempio Torino, Venezia o Milano, hanno un debito tre volte il nostro eppure nessuno dice nulla. La situazione del Comune di Parma è sotto controllo.
Prima della sua candidatura, il Pdl ha tentato di stringere alleanze con i candidati civici: perchè non ci siete riusciti?
Sì, è vero, da subito abbiamo tentato di creare una coalizione di centro moderato da opporre alla macchina elettorale del centrosinistra. Non ci siamo riusciti: non per nostra volontà, ma perché ci siamo trovati di fronte ad atteggiamenti personalistici...
Ovviamente si riferisce a Ubaldi e a Ghiretti?
Dico solo che si vuole criminalizzare il nostro partito tentando furbescamente di rivolgersi direttamente al nostro elettorato: una strategia meschina.
Viene da chiederle chi ritiene essere il suo principale avversario...
Naturalmente Bernazzoli, non solo per una questione ideologica, ma soprattutto perchè è un uomo di apparato: la sua candidatura è stata imposta, tanto è vero che deve dimettersi da presidente della Provincia, venendo meno al suo patto con elettori. Allo stesso modo gli imporranno le scelte strategiche sulla nostra città. Vediamo già oggi cosa succede alle Fiere o all'aeroporto. E poi mi faccia dire la notizia di oggi...
La dica, qual è?
L'avviso di garanzia a Errani e a due dirigenti regionali (in merito ad una presunta irregolarità di un finanziamento regionale di un milione di euro erogato alla cooperativa del fratello di Errani, ndr). Nel momento in cui hanno arrestato un nostro assessore (Giovanni Bernini, ndr) noi siamo andati responsabilmente a casa. Siamo stati i soli in Italia.
Dunque ora chiede le dimissioni di Errani?
Mi rivolgo a Bonacini (segretario regionale del Pd, ndr) che era venuto a Parma a chiedere le dimissioni di Vignali quando nei suoi confronti non è mai stato emesso alcun provvedimento: se è coerente e onesto intellettualmente deve chiedere le dimissioni di Errani. Lo pretendo.
COMMENTI:
certo che ci vuole una bella faccia tosta "Mi candido per difendere un'amministrazione che ha lavorato bene". che dire, in bocca al lupo!
inviato da raf il 17/03/2012 alle 20:42
certo che ci vuole una bella faccia tosta "Mi candido per difendere un'amministrazione che ha lavorato bene". che dire, in bocca al lupo!
inviato da raf il 17/03/2012 alle 20:36
Forza Italia e' stata la cosa piu' ridicola che il nostro paese abbia mai conosciuto!Per vent'anni non avete fatto nulla per i problemi italiani pur promettendo milioni di posti di lavoro e promettendo una rivoluzione liberale che non c'e' mai stata.Vi siete spesi solo per Berlusconi il quale ci ha resi ridicoli in tutto il mondo...anche tra i cannibali!
inviato da decima mas il 17/03/2012 alle 20:31
18/03/2012
Rubano un'auto ma si schiantano contro un albero dopo l'inseguimento
Due giovani albanesi sono stati arrestati dopo un inseguimento con le Volanti in zona Crocetta. Condannati per direttissima a un anno e 4 mesi, sono liberi: la pena è sospesa - La polizia indaga anche su furti d'auto in via Milano, via Cagliari e via Lombardia.
18/03/2012
Smog, oggi stop al traffico dalle 9,30 alle 18,30
Terza domenica sen'zauto: i veicoli pre euro 4 non potranno circolare all'interno dell'anello delle tangenziali.
18/03/2012
Prende 199 multe in 2 mesi
Raffia di foto ai varchi: conto di quasi 19mila euro - Oggi sulla Gazzetta di Parma in edicola
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PARMANEWS24
Elezioni amministrative: il PD decide per l'agenda digitalePer le elezioni amministrative, il Partito Democratico e il suo candidato Vincenzo Bernazzoli decidono di parlare di agenda digitale. Un incontro di studio, in cui chiarire agli elettori e alla cittadinanza il vero significato di agenda digitale e dei risvolti che avrà nell'eventuale elezione dell'attuale presidente della Provincia.
Come detto, l'incontro di oggi pomeriggio al Teatro Cinghio è stato più uno studio delle peculiarità dell'agenda che una presentazione vera e propria; approfondimento che però ha favorito vari spunti.
La partecipazione di diverse autorità in materia di 'digitale' ha dato a tutti la possibilità di capirne il significato e l'importanza che può avere in una città come Parma. Non a caso hanno preso parte all'evento tre esperti operanti in tre diverse città del Nord Italia: Matteo Lepore, assessore all'innovazione del Comune di Bologna, Fabio Malagnino, che ha operato per il progetto 'Torino digitale', e Guido Albertini, direttore generale del sistema informatico del Comune di Milano.
Tutti e tre gli esperti hanno parlato dell'importanza fondamentale del digitale per quel che concerne la vita di ogni cittadino e i suoi rapporti con la Pubblica Amministrazione: "Il libero accesso ai dati – conferma Lepore- è un punto cruciale per l'agenda digitale: i dati devono essere aperti, di modo che essi possano diventare di pubblica utilità". Una pubblica utilità che sfocia in trasparenza e legalità: "Infatti – continua Malagnino- i cittadini in questo modo sono i veri governanti: avere dati a disposizione significa controllare il reale operato della Res Publica e agire di conseguenza, con lamentele o esortazioni".
Alla conferenza hanno partecipato anche Vincenzo Bernazzoli e Luca Cominassi, coordinatore del gruppo di lavoro 'Agenda digitale di Parma'; quest'ultimo ha chiarito molto bene al pubblico cosa significa 'agenda digitale' in concreto per la città di Parma: "L'informazione deve essere digitale, rapida e collaborativa: tutti devono poter partecipare al governo della città. Non a caso si parla di open-government, un governo aperto ai cittadini".
Il punto su cui tutti gli esperti si sono soffermati è, infatti, la stretta collaborazione tra Pubblica Amministrazione e cittadini: "E' necessario che tutti possano interagire con l'operato degli amministratori, in quanto è il cittadino il loro capo – sottolinea Malagnino- e per fare ciò è necessario eliminare il digital divide. Il risultato di questa collaborazione sarà la trasparenza e un cambio radicale nel modus vivendi di tutti".
Grazie alla digitalizzazione e alla collaborazione, infatti, sarà possibile eliminare tempi di attesa lunghi per lamentele o comunicazioni alla PA, come rimarca Lepore "La Cosa Pubblica deve dare gli strumenti per far sì che il cittadino possa esprimere la propria opinione, e l'agenda digitale fornisce questa possibilità. E in modo immediato".
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PARMAOGGI
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ILFATTOQUOTIDIANO
Parma, caos sulla conferma del rettore : "Non c'è logica, faremo il ricorso al Tar"
Ferretti confermato dal ministero per un altro anno. Polemici i presidi di facoltà: "Vorremmo capire le ragioni di questa decisione"
Un altro anno per il rettore Gino Ferretti. È la decisione del ministero per l'Università degli studi di Parma, che ha fatto slittare le elezioni per la carica più alta dell'Ateneo, provocando non pochi malumori nell'ambiente accademico. Tanto che c'è già chi minaccia un ricorso al Tar. A Parma era quasi tutto pronto per la campagna elettorale dei prossimi mesi, per il rinnovo degli organi di governo d'Ateneo e del rettore, quando una nota del ministero ha imposto un brusco cambio di rotta, prorogando il mandato di Ferretti alla guida dell'Università fino alla fine dell'anno accademico 2012/2013. Un fulmine a ciel sereno per molti colleghi, membri di Senato accademico e Cda, visto che la carica del rettore, eletto nel 2000, era già stata prolungata di un anno per via della riforma Gelmini.
Ad esprimere dubbi sulla legittimità del provvedimento è stato per primo Loris Borghi, preside della facoltà di Medicina, che nella riunione straordinaria del Senato accademico ha commentato con parole dure la comunicazione ufficiale. "Voglio capire la ratio di questa ulteriore proroga – commenta – e quale sia la finalità, visto che proprio negli organi maggiori, dopo l'approvazione del nuovo Statuto, era stato avviato l'iter per l'elezione dei nuovi membri di Senato e Cda, e in una seconda fase, del rettore". Il preside di Medicina era stato il primo dei docenti universitari, mesi fa, a esprimere la propria disponibilità a candidarsi a rettore alle imminenti elezioni in programma a fine settembre, ma ci tiene a chiarire che "la mia opposizione non è una questione personale contro Ferretti né dipende dalla mia volontà di candidarmi. Aspettare un anno non mi preclude questa possibilità, ma quello che voglio è che ci sia trasparenza su questa decisione del ministero".
Se è vero infatti che anche altri Atenei sono stati interessati dallo stesso provvedimento, a Parma pare che sia stato proprio Ferretti a porre al ministero la questione della sua proroga. In una lettera del 2 marzo il rettore chiede se "l'interpretazione" della validità del suo mandato fino al 31 ottobre 2013 sia condivisa dal ministero stesso. Una richiesta alla quale il Miur risponde con la nota firmata dal direttore generale, che benedice la proroga del mandato di Ferretti per un altro anno. "Farò visionare i documenti a dei legali per vedere se ci sono gli estremi per un ricorso" continua Borghi.
Il mandato di Ferretti, in scadenza lo scorso anno, era stato già prolungato, come previsto dalla legge Gelmini, per consentire l'adozione del nuovo statuto degli atenei imposto dalla riforma. Lo Statuto sarebbe stato adottato ad aprile del 2011, ma con i tempi delle osservazioni del ministero e delle modifiche apportate dall'Università di Parma, la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale risulta datata al 3 febbraio 2012. Sarebbe questa la motivazione per cui al rettore è stato concesso un anno in più in carica. Ma è proprio questa discordanza di date che è contestata da Borghi e da molti altri colleghi che sono pronti a unirsi a un eventuale ricorso. "La legge non prevede una seconda proroga – tuona Franco Ferrari, membro del Cda dell'ateneo ducale e coordinatore Unione sindacale di base – e non può essere certo una nota di un dirigente ministeriale a modificare una legge dello Stato. Tanto più che questa nota 'decide' tale proroga sulla base di una interpretazione della data di adozione dello Statuto che non trova alcun supporto nel testo della legge stessa. O è illegittima l'attuale proroga o era illegittima quella dello scorso anno".
Secondo Borghi, anche la ricostruzione degli avvenimenti dell'ultimo anno che il rettore ha inviato al ministero, chiedendo chiarimenti sulla scadenza del suo mandato, lascerebbe molti dubbi. "Cosa sarebbe successo – si chiede il professore – se quella domanda non fosse mai stata posta?"
Ma il rettore Gino Ferretti risponde: "Ho semplicemente chiesto al ministero quando scadeva il mio mandato. Ho visto che in diverse università c'erano state delle proroghe per rettori nelle mie stesse condizioni e quindi mi sono informato sulla mia posizione". Sulla missiva inviata al ministero, il rettore aggiunge: "Ho mandato una lettera di mezza pagina a cui hanno risposto, e i primi a saperlo sono stati proprio gli organi di governo dell'Ateneo". Infine, sulla possibilità di accettare o meno di continuare a svolgere il suo ruolo, il rettore non ha dubbi: "Resterò all'Università con l'obiettivo di concludere le incombenze legate al nuovo Statuto – conclude, lanciando la sua sfida per gli anni prima della scadenza del mandato – Spero di poter realizzare il progetto della Federazione delle facoltà di Ingegneria, che vedrà riunite in un unico polo le università di Parma e di Modena e Reggio Emilia e Ferrara".
Secondo Borghi, anche la ricostruzione degli avvenimenti dell'ultimo anno che il rettore ha inviato al ministero, chiedendo chiarimenti sulla scadenza del suo mandato, lascerebbe molti dubbi. "Cosa sarebbe successo – si chiede il professore – se quella domanda non fosse mai stata posta?"
Ma il rettore Gino Ferretti risponde: "Ho semplicemente chiesto al ministero quando scadeva il mio mandato. Ho visto che in diverse università c'erano state delle proroghe per rettori nelle mie stesse condizioni e quindi mi sono informato sulla mia posizione". Sulla missiva inviata al ministero, il rettore aggiunge: "Ho mandato una lettera di mezza pagina a cui hanno risposto, e i primi a saperlo sono stati proprio gli organi di governo dell'Ateneo". Infine, sulla possibilità di accettare o meno di continuare a svolgere il suo ruolo, il rettore non ha dubbi: "Resterò all'Università con l'obiettivo di concludere le incombenze legate al nuovo Statuto – conclude, lanciando la sua sfida per gli anni prima della scadenza del mandato – Spero di poter realizzare il progetto della Federazione delle facoltà di Ingegneria, che vedrà riunite in un unico polo le università di Parma e di Modena e Reggio Emilia e Ferrara".
di Silvia Bia
Mettere a punto una strategia difensiva per dimostrare la correttezza di quanto fatto in sede giudiziaria. Il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani si è concesso un fine settimana libero per riflettere e ricaricare le batterie in vista dei prossimi delicati mesi. Ieri la guardia di finanza gli ha notificato un avviso di fine indagine sulla vicenda di un finanziamento alla cooperativa agricola Terremerse, della quale era responsabile il fratello Giovanni.
Vasco Errani è indagato per falso ideologico: secondo l'ipotesi della procura di Bologna avrebbe nascosto informazioni ai magistrati, fornendo loro dettagli inesatti. Al centro della questione c'è la costruzione, a Imola, di uno stabilimento vinicolo. Per l'accusa i documenti per ottenere le risorse per farlo (circa un milione) furono presentati dichiarando lavori completati (requisito fondamentale) quando non lo erano.
Oltre ad Errani sono indagati anche il fratello, il progettista ed il direttore dei lavori. A complicare la situazione del presidente dell'Emilia-Romagna un dossier presentato dalla Regione per giustificare il corretto operato degli uffici dopo che un articolo del 'Giornalè aveva denunciato la vicenda.
Nella relazione inviata alla Procura, scritta da Filomena Terzini, direttore generale degli Affari istituzionali e legislativi, si attestava "che l'autorizzazione edilizia datata 23 maggio 2006 a cui si riferisce l'articolo de Il Giornale è, in realtà, non la concessione edilizia originaria ma una variante in corso d'opera, approvata dal Comune ed assorbente il primo titolo abilitativo (l'unico che rileva, tuttavia, ai fini di ammissione al finanziamento del progetto)". Appare quindi "poco verosimile", secondo gli investigatori, che "i lavori siano iniziati in assenza delle prescritte autorizzazioni".
Fra i documenti presentati ci sarebbe però anche una relazione dei tecnici dell'Unione Europea che avrebbero verificato e documentato la correttezza della procedura.
Errani sta decidendo se chiedere o meno di essere ascoltato e se nominare un legale di fiducia. Chi ha parlato con lui lo definisce in questi giorni amareggiato ("lui – ha confidato uno dei suoi più stretti collaboratori – si amareggia anche se vede un lampione fulminato, figuriamoci per una cosa di questo tipo") ma sereno nel poter dimostrare la correttezza del suo operato.
Da un punto di vista politico, dopo il coro di sostegni ricevuto ieri, la situazione appare invece più tranquilla. Il coordinatore regionale del Pdl Filippo Berselli ha ordinato di deporre le armi: "Vedremo come va a finire: io non voglio speculare su questa vicenda, non conosco le carte processuali e non mi permetto di dare giudizi". I più agguerriti, per il momento, sono il Movimento 5 Stelle che hanno già chiesto dimissioni in caso di rinvio a giudizio.
Sullo sfondo dell'inchiesta ci sono, soprattutto, le elezioni di maggio, in particolare quelle di Parma dove il centrosinistra punta a riconquistare una città dove il centrodestra governa da oltre un decennio. E dove l'ultima amministrazione è stata spazzata via da inchieste giudiziarie.
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Oltre ad Errani sono indagati anche il fratello, il progettista ed il direttore dei lavori. A complicare la situazione del presidente dell'Emilia-Romagna un dossier presentato dalla Regione per giustificare il corretto operato degli uffici dopo che un articolo del 'Giornalè aveva denunciato la vicenda.
Nella relazione inviata alla Procura, scritta da Filomena Terzini, direttore generale degli Affari istituzionali e legislativi, si attestava "che l'autorizzazione edilizia datata 23 maggio 2006 a cui si riferisce l'articolo de Il Giornale è, in realtà, non la concessione edilizia originaria ma una variante in corso d'opera, approvata dal Comune ed assorbente il primo titolo abilitativo (l'unico che rileva, tuttavia, ai fini di ammissione al finanziamento del progetto)". Appare quindi "poco verosimile", secondo gli investigatori, che "i lavori siano iniziati in assenza delle prescritte autorizzazioni".
Fra i documenti presentati ci sarebbe però anche una relazione dei tecnici dell'Unione Europea che avrebbero verificato e documentato la correttezza della procedura.
Errani sta decidendo se chiedere o meno di essere ascoltato e se nominare un legale di fiducia. Chi ha parlato con lui lo definisce in questi giorni amareggiato ("lui – ha confidato uno dei suoi più stretti collaboratori – si amareggia anche se vede un lampione fulminato, figuriamoci per una cosa di questo tipo") ma sereno nel poter dimostrare la correttezza del suo operato.
Da un punto di vista politico, dopo il coro di sostegni ricevuto ieri, la situazione appare invece più tranquilla. Il coordinatore regionale del Pdl Filippo Berselli ha ordinato di deporre le armi: "Vedremo come va a finire: io non voglio speculare su questa vicenda, non conosco le carte processuali e non mi permetto di dare giudizi". I più agguerriti, per il momento, sono il Movimento 5 Stelle che hanno già chiesto dimissioni in caso di rinvio a giudizio.
Sullo sfondo dell'inchiesta ci sono, soprattutto, le elezioni di maggio, in particolare quelle di Parma dove il centrosinistra punta a riconquistare una città dove il centrodestra governa da oltre un decennio. E dove l'ultima amministrazione è stata spazzata via da inchieste giudiziarie.
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Ubaldi e i soldi della metro, l'accusa: "E' un marziano"
UBALDI: "I SOLDI DELLA METRO PER COMPLETARE I CANTIERI". Le risorse dell'ex metro per terminare tutti i cantieri aperti, pagare i fornitori del Comune (e qualcosa di più), lo propone Elvio Ubaldi candidato sindaco di Parma. "Da sindaco – dice Ubaldi – andrò a rinegoziare l'elenco dei progetti da finanziare con i circa 70 milioni di indennizzo per opere alternative alla Metro che lo Stato deve a Parma. Questo permetterà di terminare tutti i cantieri ancora aperti in città, pagare le aziende fornitrici e rimetterci in carreggiata".
Questa è la strada indicata da Ubaldi per chiudere alla svelta i cantieri della Stazione, della Scuola europea, il Duc 2, l'Ospedale vecchio e altri cantieri cittadini, senza nuove tasse. Una tassazione al massimo non è certo la soluzione per aiutare la città in tempi di crisi: Parma non può sopportare contemporaneamente le tasse dello Stato e del Comune ai massimi livelli".
Questa è la strada indicata da Ubaldi per chiudere alla svelta i cantieri della Stazione, della Scuola europea, il Duc 2, l'Ospedale vecchio e altri cantieri cittadini, senza nuove tasse. Una tassazione al massimo non è certo la soluzione per aiutare la città in tempi di crisi: Parma non può sopportare contemporaneamente le tasse dello Stato e del Comune ai massimi livelli".
Per portare a termine i cantieri principali ci vogliono circa 35 milioni di euro e potrebbero rimanere risorse per qualche intervento necessario.
"Si può fare e va fatto": parla per esperienza Ubaldi, che già nel '98 aveva rinegoziato con le Ferrovie le compensazioni ambientali della Tav portando a Parma circa 50 miliardi di lire in più rispetto agli accordi già firmati dalla Giunta precedente. "La destinazione di queste risorse – spiega Ubaldi – deve essere rinegoziata perché nelle richieste fatte dalla Giunta precedente al Governo oltre a Parma Social House e Stazione, figura una lunga lista di progetti inutili a migliorare la città e sicuramente inadeguati alla difficile situazione delle casse pubbliche".
Un capitolo a parte è rappresentato dalla Scuola Europea per cui si dovrà richiedere al Governo che completi il finanziamento come già stabilito negli accordi.
"Poi – aggiunge – si tratta di fare alla svelta e gestire bene i lavori, che non è una cosa che si può improvvisare. Lo dico per esperienza: in un anno la mia giunta realizzò tutto il Duc, mentre il "Ducchino", molto più piccolo, dopo cinque anni non è ancora stato completato da chi mi è succeduto. In un anno abbiamo realizzato anche la Casa della Musica e in15 mesi l'Auditorium Renzo Piano. Dopo di noi, in 4 anni non si è riusciti ad aprire alla città il Teatro dei dialetti. Questa situazione deve terminare e la città deve rimettersi in moto".
"Parma- conclude Ubaldi – deve tornare a credere nel futuro. E' necessaria concretezza, sicurezza ed esperienza per aiutarla ad uscire dalle difficoltà".
LE OPERE DA TERMINARE
Parma Social House (circa 15 milioni), Stazione (circa 17 milioni), Duc 2 (circa 2 milioni)
Teatro dei dialetti (circa 1,5 milioni), Scuola Europea (circa 7 milioni).
"Si può fare e va fatto": parla per esperienza Ubaldi, che già nel '98 aveva rinegoziato con le Ferrovie le compensazioni ambientali della Tav portando a Parma circa 50 miliardi di lire in più rispetto agli accordi già firmati dalla Giunta precedente. "La destinazione di queste risorse – spiega Ubaldi – deve essere rinegoziata perché nelle richieste fatte dalla Giunta precedente al Governo oltre a Parma Social House e Stazione, figura una lunga lista di progetti inutili a migliorare la città e sicuramente inadeguati alla difficile situazione delle casse pubbliche".
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"Poi – aggiunge – si tratta di fare alla svelta e gestire bene i lavori, che non è una cosa che si può improvvisare. Lo dico per esperienza: in un anno la mia giunta realizzò tutto il Duc, mentre il "Ducchino", molto più piccolo, dopo cinque anni non è ancora stato completato da chi mi è succeduto. In un anno abbiamo realizzato anche la Casa della Musica e in15 mesi l'Auditorium Renzo Piano. Dopo di noi, in 4 anni non si è riusciti ad aprire alla città il Teatro dei dialetti. Questa situazione deve terminare e la città deve rimettersi in moto".
"Parma- conclude Ubaldi – deve tornare a credere nel futuro. E' necessaria concretezza, sicurezza ed esperienza per aiutarla ad uscire dalle difficoltà".
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PARMA CHE CAMBIA: "UBALDI FA FINTA DI ESSERA UN AMRZIANO". Ubaldi continua a stupire. Fa finta di essere un marziano venuto giù da Marte che non c'entra nulla con quanto è successo a Parma in questi ultimi 15 anni.
Oggi ha presentato la sua "ricetta" su come chiudere i cantieri fermi per mancanza di risorse: Stu Stazione, Stu Pasubio, Teatro dei Dialetti, Scuola Europea…
Tutti cantieri prodotti dalla sua propagandata "Città Cantiere". Se non ci fosse stato lui questi cantieri (molti inutili) non sarebbero neanche iniziati! Non ci pare un dettaglio.
Ma Ubaldi adesso assicura che metterà tutto a posto utilizzano i 71 milioni di euro dei fondi ex metro per ripianare i buchi di bilancio di questi cantieri. Ma non dice che se fosse dipeso da lui e dalla sua progettazione di città, la metropolitana si sarebbe realizzata (concetto ribadito anche qualche settimana fa in occasione della presentazione della sua candidatura), e quindi non solo non avremmo avuto quei 71 milioni di euro conseguenti alla revoca del progetto ma il Comune si sarebbe accollato altri 126 milioni di euro di debiti da pagare per realizzarla! Se non il doppio come dimostrano gli aumenti vertiginosi dei costi dei cantieri di questi tipo in corso d'opera.
Ubaldi fa finta di essere un marziano… purtroppo per lui i parmigiani non lo sono e hanno capito.
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Tutti cantieri prodotti dalla sua propagandata "Città Cantiere". Se non ci fosse stato lui questi cantieri (molti inutili) non sarebbero neanche iniziati! Non ci pare un dettaglio.
Ma Ubaldi adesso assicura che metterà tutto a posto utilizzano i 71 milioni di euro dei fondi ex metro per ripianare i buchi di bilancio di questi cantieri. Ma non dice che se fosse dipeso da lui e dalla sua progettazione di città, la metropolitana si sarebbe realizzata (concetto ribadito anche qualche settimana fa in occasione della presentazione della sua candidatura), e quindi non solo non avremmo avuto quei 71 milioni di euro conseguenti alla revoca del progetto ma il Comune si sarebbe accollato altri 126 milioni di euro di debiti da pagare per realizzarla! Se non il doppio come dimostrano gli aumenti vertiginosi dei costi dei cantieri di questi tipo in corso d'opera.
Ubaldi fa finta di essere un marziano… purtroppo per lui i parmigiani non lo sono e hanno capito.
Dopo le repliche di Parma che cambia e Italia dei Valori di Parma, alla proposta del candidato sindaco Elvio Ubaldi di utilizzare le risorse finanziarie dell'ex metro per terminare tutti i cantieri aperti e pagare i debiti ai fornitori del Comune (leggi l'articolo), anche Massimo Iotti, ex consigliere del Pd, ha voluto dire la sua.
"I fondi metro non si sono ancora visti. Nonostante questo, Ubaldi promette di completare opere sospese con quei soldi. Soldi ottenuti dal suo delfino Vignali, al quale ha imputato fino a ieri il delitto di aver rinunciato alla metro parmigiana. L'ex sindaco in questi giorni rilancia la fattibilità dell'opera, ma se spenderà i soldi altrove, si prenda la briga di dire come finanzierà questo nuovo progetto megalomane. Il candidato Ubaldi, anziché lanciare fantasiosi piani per cercare di coprire le sue vergogne passate – afferma –avrebbe fatto meglio a finanziare correttamente ogni intervento per tempo. Oggi non ci troveremmo nella condizione paradossale di utilizzare delle preziose risorse di cui, tra l'altro non si ha la certezza della reale disponibilità, per concludere progetti megalomani di cui la città, in larga parte, non ha e non aveva bisogno".
"Tra le proposte di Ubaldi emergono una serie di dimenticanze piuttosto evidenti. Del totale dell'attuale indebitamento – sottolinea Iotti – il 92 % è prodotto da scelte decisioni e progetti approvati da Ubaldi sino al 2007. Ancora di di più se si tiene conto anche del buco lasciato da Sogeap nella sua disastrata gestione fino al 2007 (pari a 9,5 mil), poi ridotto con l'ingresso di privati. Bisogna poi tenere conto che le cause legali pendenti, in gran parte lasciate da Ubaldi, creano debiti fuori bilancio che ammontano a non meno di 40 milioni. Per quanto riguarda la Stu Stazione – continua Iotti – Ubaldi ignora il debito residuo con le banche e trascura gli altri due stralci, da lui approvati e ora negati. Il Duc 2 – prosegue -è un'opera che con l'ex sindaco non era stata completamente finanziata e che ora il Comune sta ipotizzando di vendere perché di fatto inutile. Il Parma Social Housing – osserva Iotti - è un intervento che è stato approvato senza mai destinargli i fondi annunciati dal Comune (15 milioni per aderire al fondo immobiliare). Il teatro dei dialetti è un'opera inutile che secondo i piani di Ubaldi doveva costare 2,5 milioni grazie ai fondi privati presi da centri commerciali in costruzione, in realtà ne serviranno oltre il triplo per completarla". Quanto alla Racagni "l'ex sindaco brancola nel buio – rimarca Iotti – si tratta infatti dell' unica opera prevista da Ciclosi, con usa spesa prevista di almeno 8 milioni di euro".
"Ricordo poi a Ubaldi – aggiunge Iotti - che solo l'opposizione ha giudicato negativamente la localizzazione della scuola europea. Quanto ai 7 milioni che mancano, sono frutto di un progetto esagerato, finanziato con risorse in parte inesistenti". Senza parlare di Stu Pasubio: "Ubaldi non ricorda quello che ha approvato: l'edificio realizzato è quello che ha deliberato lui con il progetto definitivo, anzi, mancano altri stralci da lui approvati che non si potranno realizzare".
Anche Iotti replica a Ubaldi: "I fondi metro non si sono ancora visti"
Bocchi: "Ugozzolo. Oltre a inceneritore, altro 'noto' pasticcio"
Il leader de 'La Destra', Priamo Bocchi, fa il punto sulla questione di Ugozzolo, avvisando i cittadini, che oltre la spinosa questione riguardante l'inceneritore che sorgerà presso quel sito, bisogna puntare l'attenzione su un altro "pasticcio meno noto" creato dalla precedente giunta che ha come sede proprio la frazione del comune parmigiano. "Parlo del parco commerciale da oltre 31 mila metri che sta sorgendo di fronte all'Ikea e oggetto di un contenzioso tra il Comune di Parma e la società bresciana Arco. Una vicenda intricata e con molti aspetti poco chiari; una delle tante che hanno visto protagonisti i responsabili delle disinvolte scelte urbanistiche della precedente amministrazione. Vorremmo che il commissario Ciclosi, o chi per lui, ci aggiornasse sulla situazione, facendo chiarezza sullo stato dei fatti e sul ripristino di una legalità oggi incerta. Speriamo che questa vicenda (laddove fosse evidenziata l'inadempienza del Comune in qualche passaggio dell'iter) non comporti un ulteriore aggravio di spese alle casse comunali".
"Servono nuove modalità di governance": La Destra sulle imprese
La Destra affronta il problema dell'imprenditoria di Parma sostenendo che "La crisi economica non sta di certo risparmiando il nostro territorio e sta comportando la chiusura o la vendita di tante aziende (anche storiche) parmensi e la perdita di tanti posti di lavoro. Credo che tutte le istituzioni locali debbano attuare, in tutti i modi possibili, azioni tese al sostegno della imprenditoria locale, del commercio, dell'artigianato e della relativa occupazione. Occorre che il comune provveda a pagare in tempi brevi i fornitori di beni e servizi (circa 50 milioni dovuti ad oggi dal comune di Parma) anche prevedendo di evadere per questo scopo il patto di stabilità. Bisogna favorire l'accesso al credito delle piccole imprese, semplificare, rendere più accessibili e meno burocratiche le procedure che interessano gli uffici comunali (vedi pratiche edilizie), ridurre le tasse sugli esercizi commerciali (la tassa di occupazione del suolo pubblico è il triplo rispetto a Modena o Reggio), puntare su cultura e turismo quali motori di nuove opportunità d'impresa. La Destra ritiene che il comune e la Provincia possano farsi promotori dell'attuazione di nuove modalità di 'governance' delle imprese, favorendo innovativi progetti di cogestione (partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili d'impresa)sul modello vincente tedesco del Mitbestimmung".
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