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Nato tempo fa' per la promozione delle mie creazioni(dipinti e ceramica Raku)... poi quasi abbandonato... Ora ha ripreso vita x le news locali in previsione delle Amministrative 2012 su Parma. Questo nuovo progetto vuole essere un "riassunto" della rassegna stampa per seguire le vicende elettorali dei candidati sindaci e verranno menzionate altre cose importanti per il futuro di Parma. Chi vincerà? ;)
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2012/03/23 rass st (2p)


I grillini a Ubaldi: "Alternativa a Inceneritore esiste"

Pubblicato in Grillini - Mov 5 Stelle, Pizzarotti
Riceviamo e pubblichiamo
"E' notizia di oggi riportata dalla Agenzia Dire di Bologna che l'ex Sindaco di Parma Elvio Ubaldi è favorevole all'inceneritore. Egli dice testualmente""Non si tratta di incenerimento, ma in realta' di termo conversione perche' i rifiuti bruciati si trasformano in acqua calda ed energia. Sono favorevole e credo che per almeno 15 anni l'inceneritore sara' necessario."
Prosegue inoltre con vecchi ritornelli tipo"dove metteremo i rifiuti senza l'Inceneritore" oppure "Non ci sono alternative".
Le alternative ci sono e produrranno meno rifiuti di un inceneritore che inquina l'aria con 3,2 ton di PM10 all'anno in più rispetto all'inquinamento già alto della nostra zona, mentre le ceneri saranno quasi 40.000 ton/all'anno da stoccare in una discarica speciale perché tossiche.
Se Ubaldi si fosse presentato ad uno solo dei convegni organizzati dall'associazione GCR sarebbe a conoscenza delle osservazioni puntuali fatte contro l'incenerimento e delle soluzioni alternative da loro proposte.
Purtroppo era troppo impegnato ad approvare tutti i bilanci della passata amministrazione, e ora è troppo impegnato nel prenderne le distanze.
Il becco di ferro continua nella sua opera comunicativa.
Il Movimento 5 Stelle rinnova il suo NO all'inceneritore e il sostegno alle soluzioni alternative proposte da GCR che abbiamo adottato integralmente nel nostro programma".
Federico  Pizzarotti
Candidato Sindaco del Movimento 5 stelle


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prmadaily


"Il senso unico in via Zarotto va tolto"
Ghiretti ha discusso di sicurezza e viabilità con i residenti del Lubiana-San Lazzaro.
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23/03/2012
h.17.10

Sicurezza e aree verdi - Il candidato sindaco di Parma Unita non ha dubbi: "Questo quartiere ha bisogno di risposte concrete sul fronte sicurezza. Credo sia essenziale che i cittadini tornino a vedere nelle loro strade i vigili di quartiere, prevedendo anche il turno 1-7 di mattina che, attualmente, dal lunedì al giovedì, non è previsto. In questo modo Polizia e Carabinieri si occuperebbero esclusivamente di criminalità". La sicurezza passa anche dal controllo nelle aree verdi: "Se diamo i parchi in gestione alle associazioni, queste li farebbero rivivere, facendoli diventare un punto di riferimento per la comunità, quella giovane e quella più matura. Le associazioni, quelle strutturate – ricorda Ghiretti –, non vogliono soldi, ma vogliono sostegno e dignità, quella che ad esempio deve essere data agli orti sociali, una realtà importante della nostra città, soprattutto per gli anziani. Bisogna regolarizzare le anomalie e farli diventare aree verdi a tutti gli effetti". 
Togliere il senso unico in via Zarotto - "Il senso unico in via Zarotto va tolto – dice Ghiretti -. E' inutile, porta disagi a residenti e commercianti e, da molti, non è rispettato, creando situazioni di pericolo". 
Tasto dolente, le piste ciclabili; non sono poche quelle che presentano interruzioni improvvise e ostacoli pericolosi: "Penso per esempio all'orribile cabina del sistema idraulico della fontana di Cascella, provvisoria dal 2008, piazzata nel bel mezzo della pista ciclabile. È una cosa assurda. Oggi abbiamo un centinaio di chilometri di piste ciclabili – conclude Ghiretti – con una oculata programmazione, ogni anno possiamo mettere in sicurezza i tratti esistenti e costruirne di nuovi. In cinque anni, avremo una circuito di piste ciclabili sicure di 150 chilometri ". 


Il no delle associazioni alle ordinanze di Ciclosi
Decisa presa di posizione di Ascom e Confesercenti contro i nuovi limiti.
23/03/2012
h.18.20

Dopo la sospensione del TAR di Parma di ben due ordinanze emanate dal Commissario Prefettizio Ciclosi ci saremmo aspettati un maggior coinvolgimento degli operatori e delle nostre Associazioni. 
Purtroppo la nostra volontà collaborativa non è stata presa in considerazione e, ancora una volta, per risolvere le annose problematiche che affliggono le attività coinvolte nella Movida, sono stati adottati solo provvedimenti restrittivi per le imprese, quali la limitazione degli orari , senza prendere in considerazione gli interventi più volte richiesti dalle stesse al Comune quali ad esempio il controllo sul territorio, la dotazione di bagni pubblici, la pulizia ecc… 
Inoltre si pongono a carico esclusivamente delle imprese del settore oneri e responsabilità, come ad esempio i "limitatori di suono", quando è noto invece che l'inquinamento acustico deriva prevalentemente dall'affollamento della strada. 
La scelta poi dell'ordinanza urgente appare assolutamente sproporzionata alle reali problematiche e comunque ribadiamo che sarebbe stato auspicabile una preventiva consultazione delle scriventi Associazioni. 

STEFANO NARLE'PRESIDENTE FIEPET PARMA CONFESERCENTI

UGO ROMANIPRESIDENTE FIPE PARMA ASCOM CONFCOMMERCIO 
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zerosette

I radicali all'attacco di del centrosinistra: "Voi non servite a Parma"

Inserito da direttore il venerdì, 23 marzo 2012Nessun Commento
I radicali all'attacco di del centrosinistra:  
Pubblichiamo il comunicato inviatoci dai radicali di Parma
"Dopo 3 incontri pubblici e 5 conferenze stampa in cui noi Radicali chiedevamo al centrosinistra di Parma un'adesione ad almeno qualcuna delle nostre proposte programmatiche come:
- Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati;
- istituzione della figura del Garante per i diritti dei detenuti;
- istituzione della figura del consigliere aggiunto per immigrati, universitari e sedicenni;
- registro per coppie di fatto;
- registro del testamento biologico;
- moratoria su nuove concessioni edilizie finchè non si sia completato il censimento degli edifici sfitti sia abitativi che industriali-artigianali
non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
QUESTO CENTROSINISTRA NON E' IL CENTROSINISTRA CHE CI RAPPRESENTA NE' QUELLO CHE SERVE PER PARMA!!!
Non un voto ai fautori della continuità, non un voto a Bernazzoli, grigio burocrate di provincia".
 

FOCUS – Gli Onorevoli avvoltoi lo guardano morire

Inserito da direttore il giovedì, 22 marzo 2012Nessun Commento
FOCUS – Gli Onorevoli avvoltoi lo guardano morire
di Salvo Taranto
Calisto Tanzi è stato il responsabile assoluto della voragine infinita di debiti accumulati da Parmalat ed il suo operato ha trascinato nel baratro migliaia di piccoli azionisti. Tanzi è stato soltanto un'influente pedina, in uno scacchiere affollato di favori ed inganni,  nelle mani di banchieri e, soprattutto, politici. Qualunque sia la verità – processuale e storica – che circonda il passato dell'ex patron di Collecchio, di un imprenditore che si ritrovò un impero (di carta) fra le mani, un interrogativo scuote le coscienze: è giusto che un uomo di 73 anni, in precarie condizioni di salute, rimanga in carcere? E' giusto che ciò avvenga in un Paese in cui perfino agli stupratori di gruppo sono concesse misure cautelari meno afflittive? Eppure l'imprenditore che nel 1961 partì da un piccolo caseificio nel parmense per poi andare alla conquista dei continenti, che portò l'azienda ad essere quotata in borsa e una squadra di provincia alla ribalta calcistica internazionale, si ritrova, dopo la sentenza del 4 maggio 2011, ancora detenuto. Ricoverato al Maggiore e costretto a tornare in tribunale accompagnato da sondino e manette: una condizione che manterrà quantomeno fino al 15 maggio, quando il Tribunale di Sorveglianza di Bologna prenderà una decisione riguardo alla richiesta, presentata dai propri legali, di concessione dei domiciliari. Di Tanzi, l'italiano di successo che faceva onore alla nazione, divenuto Cavaliere del lavoro nel 1984, Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana nel 1999 (onorificenze poi revocate nel 2010 per indegnità), sembrano essersene dimenticati quegli amici, molti dei quali ancora potenti, che un tempo si rivolgevano a lui per risolvere problemi economici ed appianare debiti altrui. L'elenco degli ex amici non possiede lo stesso volume delle carte processuali, ma i loro nomi sono comunque di "spessore". Fra questi, in primis, l'intramontabile Ciriaco De Mita, i cui rapporti con Calisto ebbero molte ripercussioni sulla condotta dell'azienda. Quando, ad esempio, nel 1984 Parmalat decise di aprire un secondo stabilimento nel Meridione, la scelta cadde accidentalmente su Nusco, provincia di Avellino, paese natale di De Mita. Una località che aveva il merito logistico di distare (soltanto) una quarantina di chilometri dall'autostrada e che offriva ottime credenziali,  dato che nel comune campano furono ritrovati rifiuti tossici provenienti da La Spezia. E come se non bastasse, l'incarico di costruire l'impianto fu affidato ad un certo Michele De Mita, segretario locale della Democrazia Cristiana e fratello di Ciriaco. Inoltre, nel pieno rispetto della logica del "do ut des", la commercializzazione del latte a lunga conservazione Parmalat fu resa in seguito possibile da una legge del 1989: a vararla fu il governo De Mita. Un altro episodio che, con grande evidenza, dipinge un Tanzi non vittima ma spesso beneficiario di un sistema malato, si verifica dopo il terremoto dell'Irpinia avvenuto il 23 novembre 1980: l'ennesimo sisma della storia italiana che accomuna le lacrime di molti ai sorrisi spietati di alcune bocche senza scrupoli. In base alla legge sulla ricostruzione, Tanzi può chiedere aiuti e finanziamenti nonostante lo stabilimento Dietalat divenga operativo soltanto nel 1986. La richiesta di aiuti, pari ad 8 miliardi di lire, viene presentata con dieci giorni di ritardo rispetto alla scadenza. Nessun problema: di miliardi gliene vengono comunque concessi addirittura 11. Ma gli intrecci con la politica non si esauriscono ovviamente qui e si dipanano lungo una matassa di vicende – alcune già accertate, altre ancora da verificare o archiviate in fretta – che contribuiscono ad accreditare la versione secondo cui Calisto abbia agito al riparo o sotto costrizione di amici e complici del tutto impuniti. Secondo infatti l'ex direttore finanziario Fausto Tonna, a Tanzi toccò anche di acquistare, su sollecitazione di Francesco Cossiga, la "Margherita Yogh
urt", un'azienda falcidiata dai debiti che, però, aveva la virtù di annoverare tra i propri soci alcuni parenti dell'ex presidente picconatore. L'acquisto di aziende in rosso fu sempre tra le prerogative di un Tanzi pressato dalle richieste provenienti dal mondo della politica e desideroso di non inimicarsi nessuno. Un Tanzi smanioso di assecondare le pretese di chiunque per anni fosse in grado, all'occorrenza, di far chiudere uno o entrambi gli occhi. E, proprio per questa ragione, il signore di Collecchio faceva piovere finanziamenti in modo assolutamente bipartisan: senza fare, insomma, quelle distinzioni tra centrodestra e centrosinistra che possono interessare i politologi, ma non quegli imprenditori ai quali spetta l'incombenza di ungere gli ingranaggi dei partiti con l'olio delle banconote. Tanzi ha infatti dichiarato ai giudici di aver elargito fondi ad esponenti politici del calibro di Scalfaro, Forlani, Pomicino, Fini, Dini, Speroni, D'Alema e Bersani (solo per citare quelli più illustri): gli interessati, sdegnati, hanno negato ogni coinvolgimento in queste vicende. Fra chi invece ha ammesso di aver ricevuto denaro, compaiono i nomi di Prodi e Casini. Si trattava tuttavia di somme inferiori ai 5 mila euro e, dunque, esenti da dichiarazione. Tutto in regola. Sono gli anni della Seconda Repubblica, del dopo Tangentopoli, a ribadire il fatto che la generosità di Tanzi non conoscesse steccati ideologici. L'allora patron di Parmalat sostiene infatti nei verbali di aver finanziato nel 1996 la campagna politica di Romano Prodi e nel 2001, invece, quella di Silvio Berlusconi. Due personaggi che, oltre ad aver scritto la storia politica italiana degli ultimi 20 anni, sono strettamente legati anche al passato di Tanzi. L'uomo caduto adesso in rovina, ridotto secondo i propri avvocati ad uno "spaventapasseri", fu socio e contribuì all'aumento di capitale di Nomisma, una società fondata da Prodi e, inoltre – i magistrati stanno cercando in merito dei riscontri – avrebbe indirettamente finanziato Forza Italia attraverso gli spot pubblicitari della Parmalat sulle reti Mediaset, rinunciando allo sconto di cui l'azienda avrebbe avuto diritto per la messa in onda.  Comunque sia, puntando sul cavallo vincente alla vigilia delle due elezioni politiche, Tanzi rivelò grande fiuto e lungimiranza. Quella stessa lungimiranza che, stranamente, non era in grado di mostrare nell'acquisto scellerato di società con entrambi i piedi già nella fossa.

L'Emilia Romagna sbarca a Vinitaly

Inserito da martinelli il giovedì, 22 marzo 2012Nessun Commento
In vista di Vinitaly, in programma dal 25 al 28 marzo a Verona, l'Emilia Romagna si prepara a soddisfare i sogni di ogni operatore professionale alla ricerca di vini di qualità: quello di poter degustare in tutta tranquillità le migliori produzioni degli associati, assistito da un sommelier competente e quello di poter organizzare la propria degustazione tra un appuntamento e l'altro dover fare la coda a un banco d'assaggio collettivo nell'ora di punta. All'interno di un Padiglione 1 completamente rinnovato, Enoteca Regionale Emilia Romagna ha infatti allestito un wine bar riservato agli operatori, ai ristoratori e ai giornalisti, a cui si può accedere prenotando direttamente sul sito http://www.enotecaemiliaromagna.it/ la propria degustazione delle tipologie o delle etichette preferite tra centinaia di vini a disposizione.
"Enoteca Regionale è da sempre attenta a offrire ai visitatori professionali tutti gli strumenti per poter conoscere e apprezzare i vini della regione nell'ambito della vetrina internazionale di Vinitaly." Spiega Gian Alfonso Roda, presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna. "Oggi le nuove tecnologie ci offrono strumenti che rendono più semplice la prenotazione di una degustazione su misura rispetto alle esigenze del visitatore. Nel modulo di prenotazione online sarà infatti possibile indicare se si desidera assaggiare vini fermi o vini frizzanti, rossi o bianchi, oppure indicare un vino specifico oppure la fascia di prezzo di interesse. All'arrivo del visitatore, il sommelier che si occupa della mescita all'interno dell'area wine bar operatori sarà così già pronto a rispondere alle sue esigenze."
Con questo progetto Enoteca Regionale Emilia Romagna dimostra da un lato la consapevolezza del ruolo chiave di stampa, operatori e ristoratori nell'avvicinare i consumatori ai vini della regione, dall'altro la propria capacità di promuovere con efficacia i prodotti enologici regionali attraverso i canali messi a disposizione dalle nuove tecnologie. E a proposito di strumenti innovativi, quest'anno l'Emilia Romagna ha in serbo un'app che consentirà a tutti i visitatori provvisti di iPhone o di iPad di localizzare con un click tutte le cantine dell'Emilia Romagna presenti in fiera, trovando inoltre informazioni e schede su ciascuna di esse.
Con Enoteca Regionale, saranno presenti al padiglione 1 di Veronafiere 126 aziende vitivinicole, mentre una rappresentanza del piccolo ma pregiatissimo mondo olivicolo romagnolo esporrà i propri prodotti nella rassegna parallela SOL al padiglione C (stand 18 e 19).
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il fatto quotidiano

Verbali caso Terremerse: accuse anche all'ex capo gabinetto di Errani
Per la "variante" concessa alla coop del fratello del presidente della regione, la dirigente regionale Filomena Terzini tira in ballo l'ex onorevole Bruno Solaroli, sodale del governatore ed ex sindaco di Imola: "Mi disse che un titolo abilitativo assorbiva l'altro"
Filomena Terzini, funzionaria regionale indagata dalla procura di Bologna per il caso Terremerse, sentita dalla guardia di finanza a sommarie informazioni nell'aprile dello scorso anno, tira in ballo Bruno Solaroli, ex sindaco di Imola ed ex capo di gabinetto di Vasco Errani, quest'ultimo indagato per falso ideologico.

Il governatore dell'Emilia Romagna scrisse infatti una lettera alla procura, portata sulla scrivania dei magistrati di piazza Trento Trieste da Filomena Terzini e dal collega Valtiero Mazzotti. Una lettera con allegata la relazione sul finanziamento alla coop Terremerse di Giovanni Errani, fratello del presidente, scritta da Terzini e Mazzotti in seguito alla lettura su Il Giornalenell'ottobre 2009 di un articolo che raccontava le opacità di quel finanziamento pubblico da un milione di euro.

La domanda che le fiamme gialle pongono a Terzini riguarda la "variante" di cui si parla nella relazione, cioè la variante al permesso a costruire del 23 maggio 2006, che secondo l'accusa non è una semplice variante, ma un vero e proprio permesso. Fatto che fa supporre l'impossibilità di costruire la cantina di Terremerse entro il termine massimo per avere diritto al finanziamento (il 31 maggio 2006). Sembrerebbe un dettaglio da poco, ma è proprio per aver parlato di variante che Terzini, Errani e Mazzotti sono indagati per falso ideologico. E Terzini risponde che di variante parlò al telefono il Comune di Imola e che "il contatto con il Comune fu l'allora capo di gabinetto, l'onorevole Bruno Solaroli, già sindaco di Imola". Spiegando agli investigatori che fu sempre Solaroli ad averle detto che "un titolo abilitativo assorbiva l'altro".

Un fatto quest'ultimo non vero, in quanto il dirigente del settore urbanistica di Imola, Fulvio Bartoli, sentito anche lui dai finanzieri, aveva spiegato che "si trattava di un progetto completamente diverso" da quello previsto dal primo permesso del 2005. Terzini si difende sottolineando che prese per buone le informazioni che le furono date.

Dalle altre domande fatte dai finanzieri emergono poi altre imprecisioni nella relazione, che era anche stata letta nell'aula del Consiglio regionale. Nella relazione infatti si afferma che a causa della pioggia battente fu impedita la costruzione del tetto della cantina per la quale fu chiesta una proroga di un mese, anche se venne appurato che ci fu solo qualche pioggia. E Terzini si difende affermando che non spettava a lei la verifica dei fatti.

Anche Aurelio Selva Casadei, il dipendete regionale accusato di aver scritto il falso sulla data di fine lavori, fu sentito il 14 giugno 2010 come persona informata sui fatti, rispondendo alle domande sulle lacune dei controlli con vaghi "non ho visto" o "non ho potuto verificare".

Intanto Vasco Errani ha nominato il suo avvocato, Alessandro Gamberini, e ora avrà modo di spiegare le sue ragioni davanti al pm titolare del fascicolo, Antonella Scandellari. Potrebbe anche chiedere di farsi interrogare dai magistrati, scelta già preannunciata da Terzini tramite il suo avvocato Nicola Mazzacuva.

Questo blocco di testimonianze e verbali del caso Terremerse riguarda l'accusa a Errani di falso ideologico in concorso con Valtiero Mazzotti e Filomena Terzini (questi ultimi indagati anche per favoreggiamento personale nei confronti di Giovanni Errani). Secondo l'accusa Vasco Errani e i due funzionari, dopo aver letto l'articolo di giornale in cui si metteva in dubbio la concessione di un milione di euro, avrebbero concordato il contenuto di un documento, che secondo il pm Scandellari avrebbe ridimensionato la posizione di Giovanni Errani e sviato l'attenzione dal focus dell'inchiesta in corso, poi presentato in procura.

L'altro aspetto riguarda, invece, la concessione del finanziamento di un milione di euro, che secondo la procura si basava su un presupposto falso, cioè la fine dell'opera entro il 31 maggio 2006. Per questo motivo, il progettista dello stabilimento di Imola, Gian Paolo Lucchi, il direttore dei lavori e responsabile della sicurezza Alessandro Zanotti e un altro funzionario regionale, Aurelio Selva Casadei, sono indagati per truffa e per aver indotto in errore "con i raggiri e le falsità" la Regione sulla corretta ultimazione della cantina.

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