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Elezioni2012 - Parma Unita ha presentato la sua lista
Sono stati presentati questa mattina alla Corale Verdi i 32 candidati al Consiglio comunale che correranno a sostegno di Roberto Ghiretti. Nella lista compaiono sono diversi nomi del mondo dello sport e due membri della giunta dimissionaria: Fabrizio Pallini e Carlo Alberto Cova.
"Questo è per me un momento molto importante - ha esordito Ghiretti -. A differenza di Ubaldi, io non credo di essere l'uomo della provvidenza. Oggi ci vuole più umiltà e più buon senso. A differenza di Bernazzoli io non ho alle spalle un partito e un apparato. Oggi ci vuole indipendenza, trasparenza vera. Credo che una politica ostaggio delle personalità e dei personalismi sia una cattiva politica. Parma ne ha avuto la dimostrazione. Di uomini soli al comando, soli con i loro limiti, di duchi e faraoni ne abbiamo avuto abbastanza. Parma è una città troppo bella e complessa per essere governata con ricette calate dall'alto".
"Io credo nella squadra - ha proseguito Ghiretti -. E noi siamo una squadra. Parma Unita. Io sono abituato a lavorare con professionisti, a valorizzare le loro idee, le loro competenze e anche i punti di vista differenti dal mio. Io sono convinto che le competenze che servono alla politica di oggi siano innanzitutto competenze tecniche e competenze civiche. Non servono le tessere. Non servono gli anni passati a scaldare le poltrone. I professionisti della politica, gli abili retori o i maestri dell'ambiguità, oggi non sono più quello che ci serve. Oggi ci servono cittadini appassionati e responsabili. Perché non esistono più progetti che si possano realizzare senza la partecipazione attiva delle persone. Le grandi opere di cui abbiamo bisogno non sono più quelle fatte di cemento, di denaro pubblico speso a palate, di fumose visioni futuristiche. Le grandi opere di cui abbiamo bisogno sono reti sociali, sono quartieri vivi. 'Chiudere i cantieri e aprire i quartieri' è quello che andiamo ripetendo da settimane, incontrando migliaia di parmigiani. C'è chi vuole copiarci, non vogliamo copyright, ma noi andiamo avanti per la nostra strada, che evidentemente è quella giusta. La grande opera che dobbiamo costruire è la comunità. E dobbiamo costruirla insieme".
Poi, una sguardo ai candidati, seduti sul palco della Corale Verdi ed un'analisi della squadra che lavorerà con lui: "Tra di noi ci sono professionisti, commercianti, persone che vengono dalle associazioni e dal volontariato, persone che si sono spese nelle circoscrizioni, persone vicine alla gente, e anche qualcuno che ha un po' di esperienza amministrativa. Siamo una squadra giovane - ha precisato Ghiretti -, la nostra media è 45 anni. 17 di noi sono under 45. Siamo appassionati e responsabili".
Per quanto riguarda l'argomento trasparenza, finora "abbiamo speso 15 mila euro per la campagna elettorale, arriveremo a spenderne alla fine circa 75mila - spiega Ghiretti -. I soldi sono i nostri, quelli di qualche amico che, senza chiedere nulla in cambio, ci dà una mano. A fine mese pubblicheremo i nomi di chi ci sta vicino in questo senso, con tanto di cifre. Non abbiamo partiti alle spalle, non abbiamo soldi pubblici. Soldi pubblici significa soldi vostri, dei cittadini. Noi invece abbiamo solo soldi nostri, di chi si sta impegnando. Vincenzo Bernazzoli, intanto, sta facendo campagna elettorale, ma continua a prendere lo stipendio da Presidente della Provincia: deve dimettersi".
I CANDIDATI AL CONSIGLIO COMUNALE. Ecco la lista dei candidati di Parma Unita, in ordine alfabetico:
Agnetti Egle
Agnetti Roberto
Agostini Carlo Giovanni
Amadasi Marcello
Barbieri Barbara
Baroni Giovanni
Chiari Paolo
Cocconcelli Giorgia
Cornini Ruggero
Corpieri Simone
Cova Carlo Alberto
Dallatana Alberto
Delle Donne Massimo
Ferrarini Giovanni
Fumarola Rossana
Galasso Ettore
Gandolfi Paolo
Isi Elisabetta
Martini Sebastiano
Ovrezzi Luca
Pallini Fabrizio
Petrillo Maria Adelaide
Pignotti Fiorenzo
Rasori Francesco
Rolli Rocco
Rossi Massimo
Saccani Andrea
Scotti Giuseppe
Tedeschi Enrico
Zambelloni Gianfranco
Zambrelli Cristian
Zammarano Maurizio
Liliana Spaggiari e il Pcl: "Grazie ai 500 che hanno firmato per la lista"
Liliana Spaggiari e il Partito Comunista dei Lavoratori ringraziano pubblicamente tutti coloro che hanno firmato per permettere alla lista di presentarsi alle elezioni amministrative del prossimo 6 e 7 maggio.
Ecco il comunicato:
Ecco il comunicato:
Liliana Spaggiari ed i Compagni del Partito Comunista dei Lavoratori vorrebbero abbracciare ad uno ad uno ciascuno dei cinquecento Cittadini che in cosi pochi giorni hanno già firmato perché noi potessimo presentarci alle urne.
Un gesto di fiducia che abbiamo vissuto con molta emozione, e sentendo intatto il carico di responsabilità civile che comporta.
Volevamo farvi sapere che non una delle vostre opinioni ci è sfuggita, non uno sguardo, non un rimprovero (perchè la rabbia verso la Politica c'è, ed è palpabile), non un incoraggiamento: vi abbiamo tutti dentro, e vi abbracciamo tutti e cinquecento.
E sarà un abbraccio che sapremo trasformare in impegno civile: lotteremo come dei leoni per far si che le vostre istanze, i vostri bisogni, la vostra visione futuribile di città diventino reali.
E perchè una società Comunista riconduca risorse alle fasce più fragili della nostra collettività, ridonandovi una Parma di cui essere orgogliosi.
Intendiamo anche ringraziare le persone con potere di Autenticatore di Firma per la disponibilità avuta, che racconta del loro senso democratico e del loro amore civico che la diffusione delle idee politiche, ed in particolar modo Roberto Bernardini che più di tutti ha reso fattive quelle qualità, dimostrando peraltro una pazienza sovraumana.
Liliana ed i Compagni proseguiranno regolarmente i Presidi anche nel futuro: la gioia dell'incontrarvi è molto superiore all'ottenimento della vostra firma.
Un abbraccio,
Liliana Spaggiari ed i Compagni del Partito Comunista dei Lavoratori
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Elezioni in 1' - Oggi hanno detto...
Venerdì 23
Ghiretti (Parma unita): "Il senso unico in via Zarotto va tolto. E il quartiere Lubiana- San Lazzaro ha bisogno di risposte concrete sul fronte sicurezza: è essenziale tornare a vedere i vigili di quartiere, prevedendo anche il turno 1-7, e il controllo nelle aree verdi: "
Udc: Presentato dall'onorevole Libè, da Pellacini, Agoletti e Dolfen "Condominio Parma" , l'iniziativa che punta a coinvolgere i condomìni nel progetto di riqualificazione urbana, attraverso progetti supportati dall'amministrazione comunale
Pizzarotti (Movimento 5 Stelle) contro Ubaldi: "Sostiene che non ci sia un'alternativa all'inceneritore, ma se si fosse presentato ad uno solo dei convegni organizzati dall'associazione GCR sarebbe a conoscenza delle soluzioni possibili".
Zorandi (Lega) critica Bernazzoli: "Stigmatizza i quartieri dormitorio ma da presidente della Provincia ha avvallato tutte le scelte urbanistiche scellerate delle Amministrazioni Ubaldi e Vignali, contribuendo al degrado e alla svalutazione di molte frazioni del comune".
Priamo Bocchi (La Destra): "La politica culturale di questi ultimi anni ha creato gravi danni alla città e va ripensata. Sono stati spesi fiumi di denaro per creare nuovi teatri e grandi spazi oggi per lo più inutilizzati. Il rilancio passa attraverso nuove scelte.
Simone Rossi (Parma che cambia): "Promosso il Commissario Mario Ciclosi: ha messo in pratica tanta parte del mio programma presentato alle primarie nell'ottica dei tagli ai costi della politica. Dopo le elezioni rimanga come presidente di Stt".
Carla Mantelli (Pd): "La riconferma del Quoziente Parma è una buona notizia per le famiglie parmigiane. Pd in prima linea per chiederne la reintroduzione, anche se Buzzi finge di non saperlo"
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e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n° 68 del 21 marzo 2012
comunica
che intende diffondere messaggi politici autogestiti a pagamento con le seguenti modalità:
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- la trasmissione dei messaggi è consentita fino al 4 maggio 2012 compreso
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e presso la sede della concessionaria
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parmasera
Ghiretti attacca Ubaldi e Bernazzoli: "Noi, contro partiti e professionisti della politica"
Parecchi volti noti dell'ultima amministrazione, un buon numero di giovani e poche donne. Il candidato sindaco di Parma Unita Roberto Ghiretti, ex assessore allo Sport, ha presentato questa mattina alla Corale Verdi la lista dei 32 candidati del suo movimento civico al consiglio comunale.
Ma l'intervento di Ghiretti si è caratterizzato soprattutto per le pesanti bordate sparate all'indirizzo dei suoi principali concorrenti nella contesa elettorale: Ubaldi e Bernazzoli. L'ex assessore ha iniziato scagliandosi contro "una direttiva regionale (dell'AgCom, ndr) che fino al 6 aprile, quando scatterà la par condicio, di fatto obbliga le tv a trasmettere solo la voce dei partiti. A patto che abbiano almeno due parlamentari. Benvenuti nella Ddr, Orwell sarebbe fiero. Un vero e proprio atto di anti democrazia, anche perché uno dei candidati può andare in video sia come politico sostenuto da partiti che come presidente della Provincia".
Per Ghiretti questo è un esempio della "città dei signori della politica. Dove se si decide di fare l'inceneritore o un ponte inutile poi li si fa a tutti i costi. Invito il presidente della Provincia a dimettersi dalla sua carica, o a cessare da subito la sua attività istituzionale. Perché va bene che siamo moderati, ma non fessi".
Duro anche l'attacco a Ubaldi. "Questa città - ha tuonato Ghiretti - non ha bisogno di altri faraoni, duchi o gran visir. Ne abbiamo già avuti troppi. A differenza di Ubaldi non penso di essere l'uomo della provvidenza, né quello del ritorno al futuro (riferimento al film comico - demenziale di fantascienza il cui titolo è anche lo slogan elettorale dei manifesti di Ubaldi, ndr)".
Ultima polemica, infine, sui soldi. Perché "fino ad oggi abbiamo speso 15mila euro, ne spenderemo altri 60mila da qui alle elezioni. Provengono in parte da qualche tesseramento o da amici ai quali diremo grazie ma mai signorsì. Il resto l'ho messo io personalmente. Altri usano soldi pubblici. Quelli del finanziamento ai partiti. Da chi provengono i fondi con cui qualcuno sta aprendo comitati, sedi e uffici? Per Bernazzoli è il Pd, o ci sono anche altri? Io uso i miei, lui prende ancora lo stipendio da presidente della provincia".
LA LISTA
Due ex consiglieri comunali, Roberto Agnetti e Fabrizio Pallini (anche agente di Vignali con delega alla Salute), una pattuglia di consiglieri civici di quartiere (sempre di area Parma Civica, a partire da Elisabetta Isi), qualche giovane (come il fondatore del Just Simpa di vignaliana memoria Luca Ovrezzi) e professionisti di vari settori a partire dallo sport. Si copmpone così quella che Ghiretti ha definito "la squadra di persone civili provenienti dalla comunità, non professionisti della politica" che lo accompagnerà fino alle giornate del voto. L'obiettivo dichiarato è "dare orgoglio a una città che non deve essere costretta a scegliere tra due vecchi professionisti della politica". Ogni riferimento a Ubaldi e Bernazzoli è voluto.
Questo l'elenco, in ordine alfabetico, dei candidati per il consiglio:
Agnetti Egle, Agnetti Roberto, Agostini Carlo Giovanni, Amadasi Marcello, Barbieri Barbara, Baroni Giovanni, Chiari Paolo, Cocconcelli Giorgia, Cornini Ruggero, Corpieri Simone, Cova Carlo Alberto,
Dallatana Alberto, Delle Donne Massimo, Ferrarini Giovanni, Fumarola Rossana, Galasso Ettore, Gandolfi Paolo, Isi Elisabetta, Martini Sebastiano, Ovrezzi Luca, Pallini Fabrizio, Petrillo Maria Adelaide, Pignotti Fiorenzo, Rasori Francesco, Rolli Rocco, Rossi Massimo, Saccani Andrea, Scotti Giuseppe, Tedeschi Enrico, Zambelloni Gianfranco, Zambrelli Cristian, Zammarano Maurizio.
Pagliari e Ablondi scrivono a Ciclosi: "Mancano gli alberi intorno alla Parmacotto"
Lettera aperta di Giorgio Pagliari e Marco Ablondi a Ciclosi. In apparenza, il tema al centro della lettera è piuttosto bizzarro. Gli ex capigruppo di Pd e Prc richiamano infatti una delibera di consiglio del 2006, relativa al contestatissimo accordo di programma tramite il quale è stato realizzato il mega stabilimento Parmacotto in via Felice da Mareto. In base all'accordo, sarebbe stato necessario collocare una duna alberata per "nascondere" lo stabilimento dall'ambiente circostante.
Ma la richiesta a Ciclosi affinché si attivi per far rispettare la volontà del consiglio comunale a ben vedere potrebbe avere un senso politico preciso anche a sei anni di distanza. Per far passare il contestato progetto, infatti, l'allora (già) presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli utilizzò l'escamotage, previo parere favorevole della Regione, di firmare direttamente senza passare dal "suo" consiglio provinciale. Passaggio che sarebbe stato assai imbarazzante, visto che la minoranza di centrosinistra in Comune (guidata, già all'epoca, proprio da Pagliari) era stata contrarissima al progetto caldeggiato dall'allora sindaco Ubaldi.
A uscire vincitore, su tutti, il patron di Parmacotto Marco Rosi. Con l'aiuto determinante di Bernazzoli, che acquisì una patente di affidabilità non indifferente nei confronti degli industriali. E se la lettera di Pagliari non fosse altro che un sottile argomento polemico "obliquo" nei confronti di Bernazzoli? Ai lettori, come sempre, l'ultimo giudizio.
LA LETTERA APERTA
"Illustrissimo Signor Commissario,
con la delibera consiliare 04.12.2006 n. 200/36 ("Accordo di programma art. 40 L.R. 20/2000 e ss. mm. finalizzato all'espansione di impianti pertinenti all'industria Parmacotto nonché finalizzato alla realizzazione di una rotatoria all'intersezione tra la S. P. 513 di Traversetolo e via F. da Mareto con conseguente variante urbanistica – Ratifica dell'adesione comunale, approvazione di P.U.A. e attribuzione del valore di permesso a costruire per le opere di urbanizzazione e per gli interventi edilizi ivi previsti") è stato approvato l'accordo stesso e il relativo testo convenzionale.
La proposta di delibera è stata integrata, in virtù di voto unanime del Consiglio, con l'introduzione dell'obbligo della "realizzazione per tutto il perimetro dell'insediamento produttivo di una duna alberata che vada a mitigare l'impatto paesaggistico del nuovo insediamento".
L'attuale contesto della zona induce a ritenere che questa previsione, che avrebbe dovuto essere trasfusa nel testo convenzionale, non abbia avuto esecuzione, con la conseguenza che l'impatto ambientale e paesaggistico del suddetto insediamento industriale non è stato, come previsto, mitigato.
L'obiettivo della decisione del Consiglio Comunale era ed è evidente: contemperare l'insediamento con l'ambiente e il paesaggio, attenuando la cesura tra questi elementi con la duna alberata.
Per questo ci pare doveroso segnalare la circostanza alla Sua attenzione, chiedendoLe – ove ne verificasse i presupposti – di esperire le iniziative atte a far rispettare la volontà del Consiglio e a tutelare l'interesse pubblico".
L'Ergo, l'Azienda regionale per il diritto allo studio, si trova immersa in polemiche infinite. Dopo le modifiche apportate dalle ultime finanziare e la notevole riduzione delle risorse disponibili, alcuni mesi fa l'azienda ha deciso di ridurre l'erogazione di borse di studio ai giovani studenti provenienti dai paesi extra Ue. Ma non finisce qui. Tra ritardi, inadempienze, chiusura degli sportelli rivolti al pubblico, l'azienda si trova di nuovo coinvolta in un fuoco di polemiche. Questa volta sono i ritardi nell'erogazione della seconda rata della borsa di studio ad essere sotto l'occhio critico di migliaia di studenti. Anche qui a Parma.
Ne parliamo con B.V. 25 anni, che ci racconta la sua situazione.
Perché hai deciso di parlarci della tua situazione?
La situazione è diventata insostenibile. L'ergo dovrebbe essere quell'ente che garantisce sostegno economico e servizi affinchè a tutti venga garantito il diritto allo studio. Per accedere al contributo bisogna però avere requisiti di reddito e merito troppo rigidi.
Alla base di questa rigidità ci sono i tempi di erogazione che non vengono mai rispettati e poi il grande problema della città di Parma tra gli eccesivi importi degli affitti, il costo esorbitante dei trasporti e quello del materiale didattico. Molti studenti sono costretti a lavorare e quindi a rallentare il percorso di studi.
Ciò influisce sul profitto didattico che è però elemento base per l'erogazione della borsa di studio
Quando l'Ergo dovrebbe erogare la borsa cosa succede?
Le borse di studio vengono erogate in due rate. La prima in dicembre è quella dell'anno accademico corrente, la seconda invece è vincolata al raggiungimento di crediti formativi che variano in base al corso di laurea (triennale o specialistica) e in base agli anni (primo, secondo o terzo). Questa rata viene erogata solitamente entro agosto dell'anno accademico corrente. Se dopo aver ricevuto la prima rata non si riescono a raggiungere i Cfu (crediti) nella data prefissata, la borsa viene posticipata di 6 mesi oppure si è costretti a restituire anche la prima rata.
Ciò sta avvenendo sempre più spesso perché gli studenti che vivono a parma, sia i residenti che quelli fuori sede, a causa della crisi e dell'impoverimento delle famiglie di origine si trovano a dover lavorare per potersi mantenere gli studi, ciò compromette la possibilità di svolgere regolarmente il percorso di studi e soprattutto di non riuscire a rispettare le rigidità imposte dall'Ergo.
Queste rigidità come possono essere superate per consentire all'Ergo di divenire un organo efficiente e soprattutto per svolgere il suo ruolo di garante del diritto allo studio?
Ergo è una "macchina senza anima". Incapace di ascoltare e capire le diverse problematiche che distinguono ogni studente. Dovrebbe prima di tutto acquistare una umanità. Abbandonare l'eccessiva burocratizzazione che rallenta la trasmissione dati da un'ufficio all'altro. Spesso un documento per passare da un ufficio in via D'azeglio ad un altro nella stessa strada impiega più di quattro mesi.
Per riconquistare una umanità avrebbe bisogno di riaprire gli sportelli aperti al pubblico per risolvere velocemente i problemi burocratici e avere una" persona" con cui parlare. Non l'utilizzo freddo e lento della mail con cui è impossibile fissare degli appuntamenti per i quali bisogna aspettare dei mesi o quello del centralino con il contatto telefonico c he rende le procedure ancora più articolate.
Nel tuo caso cosa è successo?
Sono mesi che lavoro in un cantiere edile perché la borsa fino ad ora non mi è stata erogata. Quotidianamente contatto i responsabili dell'Ergo per comunicare la mia posizione ma la risposta è che, seppur spettandomi la borsa in quanto ho sia i requisiti di merito che di reddito, bisogna aspettare che la pratica venga aggiornata.
Ma i tempi della burocrazia non sono coincidenti con la vita di uno studente perché le tasse vanno versate in tempo altrimenti dovrai pagare la mora, gli affitti e le bollette pagati in tempo altrimenti ti buttano fuori casa o ti staccano la luce.
Come si può fare per risolvere questi problemi secondo te?
Non vincolando la borsa di studio a parametri rigidi, erogandola mensilmente e snellendo la burocrazia
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ilfattoquotidiano
Il ruolo di Solaroli, ex sindaco Pd di Imola, più volte deputato e sottosegretario nei governi D'Alema, lo si è evinto dalla pubblicazione da alcuni stralci d'audizione della Guardia di Finanza alla Terzini risalenti all'aprile 2011. "Purtroppo vengo tirato in ballo in modo postumo", racconta Solaroli, "Perchè le fiamme gialle mi hanno già interrogato durante le indagini senza che conoscessi le risposte che aveva dato loro la Terzini e senza che a fine istruttoria siano stati emessi provvedimenti a mio carico".
Secondo la Terzini sarebbe stato Solaroli la persona interpellata per avere maggiori e più precise informazioni riguardo la variante al permesso a costruire da parte della coop Terremerse diGiovanni Errani, fratello di Vasco, del 23 maggio 2006. Per i pm, però, non fu una semplice variante, ma un vero e proprio permesso, tanto da supporre l'impossibilità di costruire la cantina della cooperativa entro il termine massimo per avere diritto al finanziamento. Il caso venne sollevato a livello nazionale da Il Giornale e il presidente della regione Emilia Romagna, con molta celerità, assieme a Terzini e Mazzotti, si affrettò alla preparazione di una memoria difensiva depositata prima alla Procura della Repubblica e poi letta nell'aula del Consiglio Regionale.
"Avevo un rapporto amichevole con la Terzini: io ero capo di gabinetto di Errani e lei direttore del settore affari istituzionali", spiega Solaroli, "lei mi chiamò perché il presidente voleva dare una risposta rapida alle accuse che gli erano piovute addosso da un quotidiano e le aveva affidato l'incarico di ricostruire i fatti per poi spedire il risultato della ricerca alla procura della repubblica".
"Mi disse che faceva fatica ad avere i documenti dal Comune di Imola e mi chiese il favore disollecitarli per avere risposta", continua l'ex capo di gabinetto di Errani, "essendo stato sindaco della città per parecchi anni telefonai all'ufficio tecnico, anche se non ricordo esattamente con chi parlai, feci presente dell'esigenza, ma le informazioni tardarono lo stesso".
"Avevo inteso che si stesse lavorando ad una variante di permesso, ma al telefono non approfondii", conclude nel riportare il ricordo di quella giornata l'ex sindaco imolese, "Poi il parere tecnico e la sua formalizzazione non la seguii più e nemmeno lessi cosa fu scritto dai tecnici del comune di Imola. Oltretutto non sapendo nei particolari di cosa si trattasse, certi elementi tecnici erano evidenti soltanto agli occhi di uno specialista".
La telefonata tra Terzini e Solaroli finisce qui, con i due che "non si vedono più per qualche tempo" e il documento scritto da Errani, Terzini e Mazzotti che finisce in procura, poi in aula consiliare, infine, in questi giorni, oggetto incriminato che porta alla formalizzazione dell'accusa per tutti e tre di falso ideologico: "Io nemmeno seppi cosa c'era scritto su quei documenti e non partecipai nemmeno alla discussione in consiglio regionale".
Insomma, Solaroli si smarca dalle accuse della Terzini e anzi rilancia: "Non è nel mio carattere dare certezze su argomenti del genere al telefono. Sono comunque molto dispiaciuto delpasticcio che ne è venuto fuori".
Un'inchiesta giudiziaria che sta facendo traballare uno degli uomini chiave del Partito Democratico nazionale: "Si è giunti a questa situazione caotica solo per la voglia del presidente Errani di rispondere subito e dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati. Io lo conosco bene Errani: se solo avesse atteso, non fosse stato così precipitoso, le cose si sarebbero chiarite senza fretta".
"Errani è molto puntiglioso", chiosa Solaroli, "il pasticcio non l'ha commesso lui, ne sono certo. Comunque non so come andrà a finire la vicenda a livello giudiziario. Diciamo che sono rispettoso delle decisioni della magistratura".
Quest'ultimo è autore di quello che è ormai un classico della storiografia sulle mafie al nord, "Mafia, camorra e 'ndrangheta in Emilia Romagna", primo libro a occuparsi di una realtà ormai accertata: il radicamento nelle regioni a nord delle cosche mafiose. "L'Emilia Romagna non è al grado d'infiltrazione di Lombardia, Liguria e Piemonte, ma iniziano a esserci segnali preoccupanti", spiega Ciconte, ex deputato membro della Commissione giustizia nonché consulente presso la Commissione parlamentare antimafia per oltre dieci anni, "la 'ndranghetainizia a bussare alle porte della politica. Per ora le porte sono rimaste chiuse, ma non significa che non possano aprirsi. In tutti questi anni il problema è stato sottovalutato e negato".
Ora questa consapevolezza sembra acquisita. Qual è il passaggio successivo?
Qui a Reggio il prefetto Antonella De Miro ha fatto cose importanti con le interdittiveantimafia, per esempio. La pubblicazione degli appalti e l'impegno a non fare gare col massimo ribasso d'asta sono passaggi fondamentali per una politica che vuole essere di contrasto. L'associazione "Avviso pubblico" (http://www.avvisopubblico.it/) sta lavorando bene, perché mette in raccordo comuni, provincie e associazioni di categoria. Insomma, le amministrazioni comunali sono determinanti, in quanto titolari delle attività economiche sul fronte dell'edilizia.
Ci sono comuni in Emilia Romagna che non la convincono?
I comuni che negano la questione. Quello che succede fra Rimini e San Marino non è un fatto normale. Si stanno scoperchiando vicende economiche di primissima rilevanza, e a Rimini come si reagisce? Io non vedo ancora una risposta impegnata su questo fronte. E a Bologna? Cosa sta succedendo sotto la pelle di quella città? Pensiamo solo al clan Mancuso: siamo di fronte a una strategia ben precisa. Quando arrivarono i "Cavalieri del lavoro" a Bologna, Renzo Imbeni li bloccò, eppure avevano vinto la gara. Costa tanto continuare su quella strada? Sempre a Riminista avvenendo una cosa particolare: l'acquisto del debito. I creditori non riescono a recuperare i propri soldi e si rivolgono all'attività mafiosa, in questo caso i Casalesi, pagandola con il 50% della riscossione stessa, perché si faccia restituire il denaro dai debitori. Si crea così un giro di compre-vendita del debito.
Una servizio di recupero credito illegale?
Si. Pagati dall'imprenditore, riscuotono il debito secondo le modalità mafiose note. Meccanismo sottotraccia che deturpano l'economia legale: un'azienda che riesce a recuperare un credito in questo modo, seppur dimezzato, si avvantaggia rispetto a chi non usufruisce di queste dinamiche e fallisce. E magari si suicida: perché il suicidio è l'altra faccia del ragionamento che stiamo facendo.
Difficoltà dell'amministrazione a distinguere il buon dal cattivo, si diceva: possibile?
Era possibile. Ora si dovrebbe aver capito che se le richieste non sono normali, come una licenza per costruire su un terreno non edificabile o pressioni indirette, è chiaro che c'è qualcosa di anomalo. Richieste in difformità della legge qualcosa lo dovrebbero segnalare.
Che rapporto c'è fra la criminalità organizzata e le cooperative?
Evidenze giudiziarie finora non ce ne sono state. Ma è chiaro che se una cooperativa ragiona come una qualsiasi azienda privata, prima o poi si incrocia con la criminalità organizzata. Lì viene fuori la questione: ci fai affari o non ci fai affari?
In Emilia Romagna la maggior parte degli appalti viene gestita dalle cooperative, e di conseguenza i subappalti. È possibile che queste aziende non sappiano di aver affidato lavori di subappalto a ditte affiliate alla malavita?
Questo è il problema. Gli appalti si vincono, ma il subappalto è a discrezione dell'azienda appaltatrice. Sta proprio all'ente appaltatore controllare. Chi vince gli appalti, anche al sud, sono ditte pulite, con tanto di timbro dell'antimafia. Ma è negli affidamenti che subentrano le mafie. L'appaltatore che dice che non poteva sapere, che non era compito suo controllare, non me la racconta giusta: di chi è il compito di accertarsi dell'affidabilità di una ditta, se non a colui che gli affida il lavoro?
È impossibile che non si sappia a chi si affida un lavoro?
Ma certo. Torna il problema di prima: controllo e capacità di discernere.
Se dovesse scrivere le mafie in Emilia Romagna oggi?
Mi anticipa. L'ho scritto e uscirà fra un paio di mesi.
Pdl, ecco la lista per il consiglio comunale
Già pronta la lista dei candidati del Pdl per il consiglio comunale, che seguiranno l'ex vice sindaco Paolo Buzzi nella corsa per il Comune.
LA NOTA DEL PDL
"Ringrazio le amiche e gli amici – commenta Paolo Buzzi in un comunicato – che hanno accettato la candidatura del Popolo della Libertà di Parma, dimostrando di essere persone che hanno a cuore la nostra città e che non accettano di vederla retrocessa a succube di Bologna come vorrebbero Bernazzoli e la sinistra".
"È una lista di persone serie che possono andare in giro per Parma a testa alta, orgogliose del nostro "buon vivere" e di quella superiore qualità dei servizi che ci viene ricon0sciuta a livello nazionale. Una lista con una forte presenza femminile – un terzo del totale – a testimonianza dell'attenzione che abbiamo sempre avuto per le donne e per le "specificità" e che, superando l'ipocrisia delle "quote rosa", si è concretizzata in politiche per conciliare i tempi del lavoro con quelli della famiglia".
Ecco la lista dei 32 candidati: Gianluca Armellini, Mauro Agnetti, Andrea Aiello, Antonella Amore, Matteo Azzali, Anna Maria Bagnato, Rino Basili, Massimiliano Bonu, Benito Sergio Boscarato, Maria Cristina Bovi, Cinzia Camorali, Domenico Carnicella, Massimo Coli, Daniela Conversi, Simone Ferrari, Mirco Fiore, Pasquale Leone Galimi, Cesare Ghinelli, Davide Morante, Domenico Muollo, Francesca Nori, Andrea Oppici, Emiliano Pizzuto, Matteo Poli, Barbara Ponzi, Riccardo Ragni, Andrea Righi, Carlo Rossi, Laura Schianchi, Sara Tardio, Maria Vittoria Valdrè e Luca Ziveri.
Tra i candidati del Pdl si contano gli ex consiglieri comunali Boscarato, Coli e Valdrè e il figlio dell'ex assessore Aiello, nonchè consigliere dell'allora sindaco Vignali, Andrea Aiello.
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parmanews24
Psi:"Bisogna concentrarsi su una migliore gestione delle risorse comunali"
"Per tale motivo ci impegneremo affinché la prima operazione della nuova giunta-prosegue la nota dei socialisti- sia quella di avviare un processo di revisione della spesa (spending review), che consenta di verificare le modalità con cui si effettuano gli acquisti di beni e servizi da parte del Comune, rivedendo i rapporti con i fornitori, per renderli più trasparenti e meno onerosi. Inoltre, proporremo che nella predisposizione del bilancio comunale venga definitivamente superata la logica della spesa storica e si passi a quella del budget by zero, vale a dire l'allocazione delle risorse in base alle reali necessità dei servizi, eliminando sprechi ed inefficienze.Questi provvedimenti, peraltro applicati anche in importanti enti pubblici inglesi, permetterebbero al Comune di Parma risparmi tali da consentire sia una riduzione della tassazione comunale, sia di liberare risorse a sostegno dei parmigiani più deboli e delle imprese in difficoltà".
Lotta ai parcheggiatori abusivi in zona ospedale: 9 i fermati
Tutti stranieri e molti giovanissimi gli uomini identificati, 8 senegalesi e un nigeriano. Tre dei fermati sono appena maggiorenni e tre pregiudicati. Uno dei senegalesi, un ventenne senza fissa dimora, è stato denuncitao dalle forze dell'ordine per l'introduzione e il commercio nello stato italiano di merci con segni distintivi e marchi contraffatti. Valore complessivo della merce contraffatta sequestrata 2 mila euro. Per il giovane è scattata anche la denuncia per l'inosservanza dell'ordine del questore di allontanarsi dal territorio nazionale.
Tutti multati con una sanzione di 726 euro i fermati, per l'attività abusiva di parcheggiatore o sorveglianza delle auto. Tra i nove fermati ci sono anche alcuni non residenti nel comune di Parma, che sono stati allontanati con foglio di via dalla città per 3 anni.
"Cartello che vai, città che trovi": grillini all'attacco
"Passeggiando per le vie del centro ci si può imbattere in questi giorni in cartelli cartacei, di colore giallo, appiccicati con nastro isolante che indicano, si presume ai turisti, il percorso da seguire per giungere alla Casa della Musica di Piazzale San Francesco, nata nel 2002". CosìFederico Pizzarotti, candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle che interviene per commentare "l'assenza di una adeguata segnaletica che permettesse ai cittadini e ancor più ai turisti della città di inoltrarsi in maniera guidata nel centro storico e verso le sue belle e importanti presenze monumentali e culturali era evidente a tutti da tempo. Eppure la grande mostra del Parmigianino nel 2003, così come quella del Correggio nel 2008 con il considerevole afflusso di turisti richiedeva con urgenza una pianificazione adeguata di segnaletica turistico-culturale. La verità appare di carta come i cartelli gialli e posticci che ci dicono, tassativamente in italiano, che strada fare per trovare il tesoro nascosto della Casa della Musica di Parma a dieci anni dalla sua apertura. Siamo convinti che il centro storico ed il volano turistico siano argomenti da trattare con maggiore serietà e competenza perché da questo dipende la vita delle persone impegnate nel settore produttivo e culturale ed il ruolo di Parma in ambito europeo. I proclami della campagna elettorale dei molti candidati dalla 'grande esperienza' non sono sufficienti a nascondere anni di approssimazione amministrativa. Vogliamo intensificare lo sviluppo dei centri commercial naturali e l'adeguato raccordo con il comparto culturale, perché a Parma il turista non girovaghi sperduto ma colga con tutta evidenza la capacità propositiva di un sistema cittadino che merita certamente di più.
Parma che cambia: coesione, trasparenza ed ecologia contro la disgregazione sociale
La parola d'ordine è "unità". Il programma presentato questa mattina dalla lista civica'Parma che cambia' si colloca sotto il baluardo della coesione; dopo le primarie del centro sinistra,Sel (Sinistra, ecologia e libertà), i Verdi e il movimento Imille hanno scelto l'opzione di riunirsi in un unico movimento civico al fine di"avere una maggior rappresentabilità rispetto alla frammentazione politica che caratterizza la città di Parma". La lista allargata è composta da elementi sia civili che partitici, con l'obbiettivo comune di sostenere il candidato sindaco Vincenzo Bernazzoli, intervenuto alla conferenza di poche ore fa.
Il programma spazia dalle tematiche ecologiche alle questioni sociali che attanagliano la città, soprattutto negli ultimi anni. "E' necessario frenare il consumo del territorio e riqualificare le strutture esistenti" afferma Hassan Bassi, presidente provinciale dei Verdi "e rivedere l'importante questione della mobilità e dell'aggregazione sociale". Un occhio di riguardo anche nei confronti della raccolta differenziata, che dovrà raggiungere "l'obbiettivo minimo del 70%, al fine di ridurre il rifiuto residuo destinato al termovalorizzatore".
Sulla tematica delle politiche sociali interviene Federica Barbacini, coordinatrice provinciale di Sel:"Le nuove povertà sono la vera emergenza sociale. Bisogna agire tempestivamente per attivare agevolazioni e convenzioni in soccorso della cittadinanza; ovviamente dovranno essere compatibili con le risorse finanziarie del Comune, che al giorno d'oggi non sono ancora note". Inoltre, il programma prevede un sistema di controlli dell'operato e dei servizi, con l'obbiettivo di evitare le "aste al ribasso e le privatizzazioni in favore di una maggior qualità dei servizi ai cittadini"; è fondamentale "difendere e tutelare i diritti civili dei parmigiani" in modo che tutti possano usufruire degli "stessi privilegi alla pari, senza distinzioni di estrazione sociale".
Grande attenzione anche per quanto concerne la legalità, la trasparenza e la partecipazione della futura amministrazione comunale. Grazie alla tecnologia "potrà nascere una forma di autocontrollo per evitare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata – interviene Michele Previtera del comitato Imille - ma soprattutto per poter dare la possibilità di controllare tutti gli atti deliberati dall'amministrazione. Inoltre riteniamo necessaria l'esclusione di soggetti su cui gravano condanne".
Al termine della presentazione del programma è intervenuto Vincenzo Bernazzoli mostrandosi"contento dell'appoggio delle forze che hanno partecipato alle primarie" soprattutto per quanto riguarda la "forte unità della lista civica", vero e proprio simbolo di una "volontà di cambiamento al fine di superare le difficoltà della città". L'obiettivo comune rimarrà sempre la solidarietà e il superamento di quelle "disgregazioni sociali" che hanno avuto gran visibilità soprattutto nel periodo delle elezioni.
Ghiretti presenta la sua lista: "E' una squadra di 32 professionisti competenti"
Si è svolta questa mattina, presso la Corale Verdi, la conferenza di presentazione della lista del candidato sindaco di Parma Unita, Roberto Ghiretti:
"Benvenuti in URSS, anzi nella DDR: dovete sapere che una commissione della Regione Emilia Romagna ha obbligato le TV a trasmettere solo la voce dei partiti, senza immagini, fino al 6 aprile".
Questo l'inizio provocatorio di Ghiretti che continua: "Sarebbe contento Orwell, questa è una fattoria degli animali dove qualche coniglio è più grosso degli altri. Guarda caso un candidato di un partito, che è anche Presidente della Provincia, in TV può andarci come e quando gli pare. Parmigiani questa è la città dei signori della politica che decidono al posto vostro. E costruiscono un inceneritore e un ponte, con i soldi vostri, senza chiedere il vostro parere. Ecco perché chiedo che il Presidente della Provincia si dimetta subito e fino alle elezioni cessi la sua attività".
Poi il candidato Sindaco legge una lettera di Giacomo Ulivi, partigiano della resistenza fucilato appena 18enne nel '44: " 'La cosa pubblica è noi stessi: ogni sua sciagura è anche la sciagura nostra.' Così parlava Ulivi, nostro concittadino, poco prima di essere ucciso a Modena. Questo deve muoverci, l'idea di occuparci in modo interessato della cosa pubblica.
A differenza di Ubaldi non sono l'uomo della provvidenza, e neanche l'uomo del 'ritorno al futuro', come recitano i suoi manifesti elettorali. A differenza di Bernazzoli non ho alle spalle un partito che finanzia. Oggi ci vuole indipendenza e voglia di occuparsi di Parma senza personalismi e senza uomini soli al comando che prendono decisioni dall'alto. e vendendo a un tema sempre caro a questa città vorrei dire che le grandi opere di cui ha bisogno Parma non sono colate di cemento. Oggi le opere sono quartieri vivi: 'chiudere i cantieri e aprire i quartieri' è stato il nostro motto e alcuni hanno preso questa idea e si stanno avvicinando, senza ammetterlo, al nostro modo di vedere le cose".
Ghiretti, molto emozionato e letteralmente attorniato dai 'suoi uomini' comincia quindi a presentare la sua lista sottolineando la forte presenza di elementi del volontariato, del mondo dello sport, dell'associazionismo, e in generale la predominanza di professionisti e l'assenza di politici di professione. "Noi siamo una squadra, di professionisti competenti: le competenze che servono alla politica sono competenze tecniche e civili. Questa squadra è fatta da persone che non hanno bisogno di tessere o di anni passati a scaldare delle poltrone. Serve partecipazione attiva".
Questa la lista di Parma Unita, con i 32 candidati al consiglio comunale:
AGNETTI EGLE, Agente di commercio
AGNETTI ROBERTO, Avvocato
AGOSTINI CARLO GIOVANNI, Impiegato Chiesi farmaceutici
AMADASI MARCELLO, Informatico
BARBIERI BARBARA, Cantante
BARONI GIOVANNI, Tecnico Iren
CHIARI PAOLO, Ingegnere
COCCONCELLI GIORGIA, Infiermiera
CORNINI RUGGERO, Pubblicista
CORPIERI SIMONE, Titolare Smoke Caffè
COVA CARLO ALBERTO, Dipendente Eni (già nella passata giunta)
DALLATANA ALBERTO, Pubblicista e studente universitario
DELLE DONNE MASSIMO, Titolare Bar Stralvè
FERRARINI GIOVANNI, Titolare Farma Ascensori
FUMAROLA ROSSANA, Relazioni esterne
GALASSO ETTORE, Dipendente Gazzetta di Parma
GANDOLFI PAOLO, Professore in pensione
ISI ELISABETTA, Dipendente CNA Parma
MARTINI SEBASTIANO, Avvocato
OVREZZI LUCA, Organizzazione eventi
PALLINI FABRIZIO, Medico (già nella passata giunta)
PETRILLO MARIA ADELAIDE, Insegnante
PIGNOTTI FIORENZO, Impiegato di Banca
RASORI FRANCESCO, Architetto
ROLLI ROCCO, Commercialista
ROSSI MASSIMO, Ingegnere
SACCANI ANDREA, Dipendente Iren
SCOTTI GIUSEPPE, Avvocato
TEDESCHI ENRICO, Ingegnere
ZAMBELLONI GIANFRANCO, Medico pediatra
ZAMBELLI CRISTIAN, Responsabile Energie rinnovabili in Immergas
ZAMMARANO MAURIZIO, Libero professionista
Infine Ghiretti mette le cose in chiaro per quanto riguarda i finanziamenti per la campagna elettorale: "Io sono un imprenditore e faccio politica per dare a Parma l'orgoglio che si merita, perché la città non può essere costretta a una scelta tra due professionisti della politica. Ecco perchè ci tengo a rimarcare la nostra differenza rispetto agli altri: fino ad oggi abbiamo speso 15mila euro per la campagna elettorale e altri 60mila circa li spenderemo da qui alle elezioni. Sono soldi che ho messo io con qualche amico ed entro fine mese pubblicheremo i nomi, per far capire che non dobbiamo dire 'signor sì' a nessuno. Alcuni candidati faranno la campagna con i soldi pubblici dei finanziamenti al partito nazionale, e questo potrebbe portar loro molti vantaggi, ma per noi la coerenza era e resta un valore".
Tra gli applausi entusiasti di una Corale Verdi davvero affollata e i sorrisi dei membri della lista, parte così la corsa alle elezioni di maggio per Parma Unita. Sarà questo il nuovo che avanza? Nelle intenzioni di Ghiretti pare proprio così: "Il nostro è un servizio alla città per portare un modello nuovo e abbiamo bisogno di amplificare il nostro messaggio, di renderlo virale: 'Siamo qualcosa di diverso rispetto a quello che c'è' "
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parmadaily
La lista civica Parma che Cambia ha illustrato principali temi della sua campagna elettorale.
Presentato il gruppo che unisce Verdi, Sinistra ecologia e libertà e il comitato civico iMille a sostegno del candidato sindaco del Pd. Ancora non sono stati resi noti i nomi dei candidati, ma è quasi certa al presenza di Simone Rossi e Giuseppe La Pietra
AMBIENTE. "Stop al consumo del suolo – spiega Hassan Bassi dei Verdi, presentando gli obiettivi ambientali – e favorire il recupero delle strutture esistenti. Vogliamo denunciare la spettacolarizzazione degli interventi ambientali, che poi non si sono concretizzati. Vogliamo raggiungere almeno il 70% di raccolta differenziata, con il coinvolgimento di tutta la cittadinanza, per ridurre i residui da incenerire nel termovalorizzatore di Ugozzolo che dovrà essere sottoposto a un monitoraggio pubblico e costante".
TRASPARENZA. Legalità, trasparenza e partecipazione non debbono rimanere solo parole, spiega Michele Previtera del comitato iMille, ma possono essere promosse tramite i nuove media: "Vorremmo la pubblicazione di tutti gli atti amministrativi, comprese le determine dirigenziali, e la diretta streaming delle sedute di consiglio comunale. Inoltre, i condannati dovrebbero essere esclusi dalle istituzioni".
SOCIALE. Federica Barbacini, coordinatrice di Sinistra ecologia e libertà, parla di una politica sociale che "tenga conto dell'emergenza delle nuove povertà. Compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili vorremmo perseguire una politica di agevolazioni, con bandi per asili nidi e persone in difficoltà. Siamo per una ripubblicizzazione del welfare, nel senso che l'amministrazione deve controllare il progetto e l'operato di chi si occupa dei servizi, per la tutela di chi ne usufruisce e della qualità del lavoro. Stop alle esternalizzazioni al ribasso".
TESTAMENTO BIOLOGICO. Non mancano progetti locali anche nel campo dei diritti civili: "Vogliamo promuovere il testamento biologico, con la formazione di un registro interno all'amministrazione – spiega Barbacini – nel 2009 avevano raccolto mille firme a sostegno e le avevamo presentate all'allora presidente del consiglio comunale Elvio Ubaldi. Ad oggi stiamo ancora aspettando una sua risposta, anche se pare che come candidato sindaco si sia aperto a questa iniziativa".
Presente anche Vincenzo Bernazzoli, che si è detto "contento dell'appoggio di questa lista civica. Le primarie a Parma sono state un grande esempio di partecipazione e di democrazia diretta. Ora vediamo diverse forze unite per un compito difficile, il cambiamento: Parma deve tornare a correre, Ed è bello vedere che al di sopra dei partiti c'è l'interesse della città". (m.c.p.
Il di Parma ha ufficializzato la lista dei 32 candidati che sosterranno Paolo Buzzi nella corsa a sindaco di Parma.
«Ringrazio le amiche e gli amici – commenta Paolo Buzzi - che hanno accettato la candidatura del Popolo della Libertà di Parma, dimostrando di essere persone che hanno a cuore la nostra città e che non accettano di vederla retrocessa a succube di Bologna come vorrebbero Bernazzoli e la sinistra».
«È una lista di persone serie che possono andare in giro per Parma a testa alta, orgogliose del nostro "buon vivere" e di quella superiore qualità dei servizi che ci viene ricon0sciuta a livello nazionale. Una lista con una forte presenza femminile – un terzo del totale – a testimonianza dell'attenzione che abbiamo sempre avuto per le donne e per le "specificità" e che, superando l'ipocrisia delle "quote rosa", si è concretizzata in politiche per conciliare i tempi del lavoro con quelli della famiglia».
Ecco la lista dei 32 candidati: Gianluca Armellini, Mauro Agnetti, Andrea Aiello, Antonella Amore, Matteo Azzali, Anna Maria Bagnato, Rino Basili, Massimiliano Bonu, Benito Sergio Boscarato, Maria Cristina Bovi, Cinzia Camorali, Domenico Carnicella, Massimo Coli, Daniela Conversi, Simone Ferrari, Mirco Fiore, Pasquale Leone Galimi, Cesare Ghinelli, Davide Morante, Domenico Muollo, Francesca Nori, Andrea Oppici, Emiliano Pizzuto, Matteo Poli, Barbara Ponzi, Riccardo Ragni, Andrea Righi, Carlo Rossi, Laura Schianchi, Sara Tardio, Maria Vittoria Valdrè e Luca Ziveri.
«Ringrazio le amiche e gli amici – commenta Paolo Buzzi - che hanno accettato la candidatura del Popolo della Libertà di Parma, dimostrando di essere persone che hanno a cuore la nostra città e che non accettano di vederla retrocessa a succube di Bologna come vorrebbero Bernazzoli e la sinistra».
«È una lista di persone serie che possono andare in giro per Parma a testa alta, orgogliose del nostro "buon vivere" e di quella superiore qualità dei servizi che ci viene ricon0sciuta a livello nazionale. Una lista con una forte presenza femminile – un terzo del totale – a testimonianza dell'attenzione che abbiamo sempre avuto per le donne e per le "specificità" e che, superando l'ipocrisia delle "quote rosa", si è concretizzata in politiche per conciliare i tempi del lavoro con quelli della famiglia».
Ecco la lista dei 32 candidati: Gianluca Armellini, Mauro Agnetti, Andrea Aiello, Antonella Amore, Matteo Azzali, Anna Maria Bagnato, Rino Basili, Massimiliano Bonu, Benito Sergio Boscarato, Maria Cristina Bovi, Cinzia Camorali, Domenico Carnicella, Massimo Coli, Daniela Conversi, Simone Ferrari, Mirco Fiore, Pasquale Leone Galimi, Cesare Ghinelli, Davide Morante, Domenico Muollo, Francesca Nori, Andrea Oppici, Emiliano Pizzuto, Matteo Poli, Barbara Ponzi, Riccardo Ragni, Andrea Righi, Carlo Rossi, Laura Schianchi, Sara Tardio, Maria Vittoria Valdrè e Luca Ziveri.
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parmaoggi
Articolo 18, si mobilitano anche i pensionati di Parma
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pramzablog
La 14.ma puntata di "Parma da riscoprire"
PARMA DA RISCOPRIRE:
L'AREA DELL'EX ANAGRAFE
Elvis Piovani ci accompagna sui sentieri della nostra città che non c'è più, alla riscoperta di monumenti, chiese, palazzi, intere vie, spesso capolavori che sono stati cancellati o spostati, o divisi in più parti e spesso "nascosti" in qualche angolo - Oggi ci fa la storia dell'area dell'ex anagrafe
Che cosa accadrà nell'area che fu dell'Anagrafe e prima ancora della Gondrand e prima ancora della chiesa di Santa Teresa? Insomma, l'area che sta di fronte alla casa natale di Arturo Toscanini? C'è un programma, c'è un progetto, ma i lavori sono fermi e... la speranza è l'ultima a morire, gli ultimi nostalgici di "una Parma da amare" sperano ancora che lì, nel cuore dell'Oltretorrente, non sorgano palazzoni moderni. La storia dell'area ce la racconta, con la consueta bravura, il nostro Elvis Piovani, titolare della fortunata rubrica "Parma da riscoprire", sempre più apprezzata dai nostri lettori. Nella puntata di oggi Piovani parla, tra l'altro, di ben tre chiese, poi abbattute, che caratterizzarono la zona, per esempio Sant'Antonio da Padova, Santa Teresa, Santo Spirito. Fa riflettere, come sempre, sui tesori che i parmigiani hanno perso, spesso per colpa di guerre, ma soprattutto per l'ottusità degli uomini. Insomma, un'altra storia molto interessante, che Piovani racconta con la solita attenzione e precisione storica. Un'altra puntata tutta da leggere.
(Nelle foto: 1) Elvis Piovani; 2) Il logo di "Parma da riscoprire; 3) ) Le pavimentazioni della chiesa e del convento di Santa Teresa riemerse in seguito agli scavi)
L'AREA DELL'EX ANAGRAFE
Elvis Piovani ci accompagna sui sentieri della nostra città che non c'è più, alla riscoperta di monumenti, chiese, palazzi, intere vie, spesso capolavori che sono stati cancellati o spostati, o divisi in più parti e spesso "nascosti" in qualche angolo - Oggi ci fa la storia dell'area dell'ex anagrafe
Che cosa accadrà nell'area che fu dell'Anagrafe e prima ancora della Gondrand e prima ancora della chiesa di Santa Teresa? Insomma, l'area che sta di fronte alla casa natale di Arturo Toscanini? C'è un programma, c'è un progetto, ma i lavori sono fermi e... la speranza è l'ultima a morire, gli ultimi nostalgici di "una Parma da amare" sperano ancora che lì, nel cuore dell'Oltretorrente, non sorgano palazzoni moderni. La storia dell'area ce la racconta, con la consueta bravura, il nostro Elvis Piovani, titolare della fortunata rubrica "Parma da riscoprire", sempre più apprezzata dai nostri lettori. Nella puntata di oggi Piovani parla, tra l'altro, di ben tre chiese, poi abbattute, che caratterizzarono la zona, per esempio Sant'Antonio da Padova, Santa Teresa, Santo Spirito. Fa riflettere, come sempre, sui tesori che i parmigiani hanno perso, spesso per colpa di guerre, ma soprattutto per l'ottusità degli uomini. Insomma, un'altra storia molto interessante, che Piovani racconta con la solita attenzione e precisione storica. Un'altra puntata tutta da leggere.(Nelle foto: 1) Elvis Piovani; 2) Il logo di "Parma da riscoprire; 3) ) Le pavimentazioni della chiesa e del convento di Santa Teresa riemerse in seguito agli scavi)
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parmapress24
Cft, la protesta scende in via D'Azeglio
Il comitato di solidarietà dei lavoratori continua la battaglia per salvare posti di lavoro
Chiuderà definitivamente lo stabilimento di Parma e che verranno licenziati 59 lavoratori su 64. Chi si salverà? Solo i dirigenti.
Il Comitato di Solidarieta' con i lavoratori della CFT, intervenuto nelle scorse settimane a sostegno della vertenza dei lavoratori dell'azienda di Via Paradigna in difesa dei posti di lavoro, con la partecipazione dei lavoratori dell'Intercast, allarga il campo del proprio intervento su altre realta' di fabbrica e modifica il proprio nome in Comitato di Solidarieta' con i Lavoratori di Parma in lotta.
Di seguito il testo dell'appello di solidarieta' con la lotta dei lavoratori dell'Intercast prodotto dal Comitato. L'appello sara' diffuso oggi al Mercatino delle Idee sotto i portici dell'Ospedale Vecchio in Via d'Azeglio e nel corso di altre iniziative che seguiranno nei prossimi giorni.
Oramai sembra un processo inarrestabile CFT, Faram, Ciet, ecc.. Aziende che licenziano, aziende che chiudono. Ora è il turno della PPG-Intercast, ma il copione è sempre lo stesso; aziende, a cui il lavoro non manca di certo, che si "ristrutturano" esternalizzando e delocalizzando per il solo scopo di massimizzare i profitti.
La Intercast nata a Parma nel 1975, fiore all'occhiello e leader mondiale della produzione di lenti per occhiali da sole, negli anni ha rifornito e continua a rifornire i più grandi produttori di occhiali da sole: Safilo e Luxotica in primis e grandi firme come Gucci e Fendi
Nel 2006 Intercast viene acquistata da una multinazionale americana, la PPG, il cui unico obiettivo è l'acquisizione del marchio e dei brevetti ad esso collegati (in particolare il brevetto NXT, una plastica molto elastica e ad altissima resistenza) per poi passare alla graduale chiusura dello stabilimento di Parma e la conseguente delocalizzazione della produzione in paesi con basso costo del lavoro. L'intento appare chiaro da subito, non passa nemmeno un anno che l'azienda chiede ed ottiene la mobilità e quindi il licenziamento di 50 lavoratori, quasi la metà del personale, e inizia a spostare intere linee produttive in Thailandia, lasciando nello stabilimento di Parma una sola linea utilizzata per coprire mercati di nicchia e la colorazione delle lenti. Nel 2011 poi, nonostante il lavoro non fosse mai calato, l'azienda decide la cassa integrazione a rotazione per tutti per 6 mesi. Trascorsi i 6 mesi l'azienda comunica all'improvviso, dopo aver per mesi rassicurato i dipendenti sul futuro roseo dello stabilimento di Parma e dopo aver furbescamente svuotato i magazzini ed esternalizzato ad aziende lombarde la colorazione delle lenti, alle rappresentanze sindacali che chiuderà definitivamente lo stabilimento di Parma e che verranno licenziati 59 lavoratori su 64. Chi si salverà? Solo i dirigenti, ma di questo ne eravamo certi.
Quello che scrivevamo qualche giorno fà nell'appello di solidarietà alla lotta dei lavoratori CFT, e cioè che quella lotta non era, e non è tuttora, una lotta che riguarda solo lavoratori di quell'azienda ma che è la lotta di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici di Parma perché quello era solo l'inizio di un feroce attacco che padroni e governo stanno sferrando a tutta la classe lavoratrice, purtroppo si dimostra confermato dalla realtà di questi giorni.
Per questo ribadiamo che è necessario reagire e smascherare il disegno di una classe padronale priva di scrupoli pronta a mandare sul lastrico centinaia di famiglie di lavoratori pur di massimizzare i loro profitti. Solo se sapremo ristabilire quel patto di Solidarietà di classe fra tutti i lavoratori, non cadendo nel tranello della guerra tra poveri che ci stanno preparando, saremo in grado di avere la forza sufficiente non solo per fronteggiare gli attacchi al mondo del lavoro, ma anche per tornare a chiedere i diritti che giorno dopo giorno ci stanno togliendo.
Ed è per questo che saremo al fianco dei lavoratori PPG-Intercast, così come continueremo ad esser al fianco a quelli della CFT, e sosterremo la loro lotta con tutti i mezzi a nostra disposizione.
Molti studenti non hanno ancora ricevuto i finanziamenti che spettano loro di diritto
La burocrazia colpisce ancora: tutto in regola per la borsa di studio, ma niente soldi. Gli studenti sono così costretti a lavorare, si abbassa il profitto degli studi e vengono revocate le sovvenzioni.
Dalle politiche sociali ai rifiuti, ecco il programma di "Parma che cambia"
Sel, iMille e i Verdi hanno presentato questa mattina i punti fondamentali del programma elettorale della lista cui hanno dato vita, «Parma che cambia». Lista che sostiene il candidato sindaco del centrosinistra Vincenzo Bernazzoli.
I nomi dei candidati alla carica di consigliere comunale saranno resi noti nei prossimi giorni. Questa mattina Federica Barbacini (Sel), Hassan Bassi (Verdi) e Michele Previtera (iMille) nella sede di via Sidoli hanno illustrato il loro programma. È intervenuto anche Bernazzoli.
Sul tema della gestione dei rifiuti, «Parma che cambia» vorrebbe che la città arrivasse al 70% di raccolta differenziata (o anche di più) e chiederà un controllo sul termovalorizzatore, affinché non bruci rifiuti provenienti da fuori provincia. La lista propone anche uno "stop" al consumo del suolo.
Fra le proposte ci sono anche l'uso della tecnologia ai fini della trasparenza, dalla pubblicazione degli atti alla diretta streaming delle sedute del Consiglio comunale. Proposte anche per quanto riguarda le politiche sociali, per la lotta alle sacche di povertà.
I nomi dei candidati alla carica di consigliere comunale saranno resi noti nei prossimi giorni. Questa mattina Federica Barbacini (Sel), Hassan Bassi (Verdi) e Michele Previtera (iMille) nella sede di via Sidoli hanno illustrato il loro programma. È intervenuto anche Bernazzoli.
Sul tema della gestione dei rifiuti, «Parma che cambia» vorrebbe che la città arrivasse al 70% di raccolta differenziata (o anche di più) e chiederà un controllo sul termovalorizzatore, affinché non bruci rifiuti provenienti da fuori provincia. La lista propone anche uno "stop" al consumo del suolo.
Fra le proposte ci sono anche l'uso della tecnologia ai fini della trasparenza, dalla pubblicazione degli atti alla diretta streaming delle sedute del Consiglio comunale. Proposte anche per quanto riguarda le politiche sociali, per la lotta alle sacche di povertà.
Trovi altri particolari sulla Gazzetta di Parma in edicola domenica 25 marzo.


