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Nato tempo fa' per la promozione delle mie creazioni(dipinti e ceramica Raku)... poi quasi abbandonato... Ora ha ripreso vita x le news locali in previsione delle Amministrative 2012 su Parma. Questo nuovo progetto vuole essere un "riassunto" della rassegna stampa per seguire le vicende elettorali dei candidati sindaci e verranno menzionate altre cose importanti per il futuro di Parma. Chi vincerà? ;)
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2012/03/25 rass st





Gazzetta di Parma
Elezioni2012 - Bernazzoli presenta i 32 candidati al Consiglio del Pd

Questa mattina nella sede provinciale del Partito Democratico è stata presentata la lista dai candidati alla carica di consigliere comunale alla presenza del candidato sindaco Vincenzo Bernazzoli.

Ecco l'elenco dei candidati reso noto dal Pd:

1. Dall'Olio Nicola - funzionario pubblico
 2. Dodi Lorenza - educatrice
 3. Adorni Daniela –orientatrice del centro per l'impiego
 4. Bizzi Giuseppe – animatore sociale
 5. Bonetti Caterina – dottoranda
 6. Boschi Alberto – pensionato ed ex arbitro
 7. Bricoli Cristina – commerciante. Presidente associazione "Vivi via Spezia"
 8. Camattini Francesco – insegnante e cantautore
 9. Calunga Ilaria – imprenditrice del settore turismo e presidente
 dell'associazione "Agriturist".
 10. Casalini Paolo – funzionario di banca
 11. Chiari Laura - commerciante
 12. Caselli Matteo – agente di commercio
 13. Contesini Stefania -  libera professionista. Formatrice. Presidente associazione "La Polis"
 14. Crialesi Giuseppe – medico chirurgo
 15. Cortesi Venturini Cecilia - avvocata
 16. D'Ippolito Raffaele – medico
 17. Dalcò Fabrizia – funzionaria pubblica (Pari opportunità)
 18. Iotti Massimo – architetto e presidente dell'Arci
 19. Folzani Margherita - studentessa
 20. Massari Giuseppe – impiegato tecnico
 21. Iacopozzi Daria – insegnante di religione
 22. Pezzani Luca – studente e fotografo
 23. Kaihura Christine – medico
 24. Scarpino Pierpaolo – funzionario di pubblica amministrazione (Croce Rossa)
 25. Maestri Patricia – coordinatrice infermieristica
 26. Torreggiani Franco – docente in pensione (collaboratore di Scienze motorie)
 27. Pelz Sonia – impiegata Iren
 28. Vescovi Maurizio – medico
 29. Tassi Maristella – insegnante
 30. Volta Alessandro – medico pediatra
 31. Zennaro Maria Rita – medico di famiglia
 32. Zanichelli Daniele –responsabile di settore presso Emiliambiente.
 
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I grillini: "No allo stadio fuori città: puntiamo sul Tardini"

"Puntiamo sul tardini!": a dirlo è il Movimento 5 Stelle con il suo candidato sidnaco Federico Pizzarotti.

"Da qualche anno ormai si parla della possibilità di costruire un nuovo stadio fuori dalla città - scrive Pizzarotti in una nota -. Noi del movimento 5 stelle abbiamo scelto di incontrare chi lo stadio lo vive, dalla società parma calcio ai tifosi, e siamo giunti alla conclusione che in una città come la nostra sarebbe assurdo spostarlo. Lo stadio si trova in un punto facilmente raggiungibile senza l'uso dell'automobile e questo è molto positivo. Non va inoltre dimenticato il valore storico e simbolico che ha per tutti i tifosi. Negli ultimi 3 anni non si è registrato nessun incidente e di questo va dato atto alla tifoseria locale. Tifoseria, che come le altre in Italia è vittima della tessera del tifoso che ha come reale obiettivo lo svuotamento degli stadi. Lo stadio invece può e deve essere un grande momento di aggregazione. Se andremo al governo di questa città valuteremo insieme al quartiere, ai tifosi e alla società, la possibilità di riqualificare il Tardini. Il tutto con un investimento a carico del Parma Calcio, ponendo grande attenzione sia alla mobilità dei residenti, sia alla accessibilità di chi lo stadio lo vive.
Movida, secchiata di candeggina contro una ragazza: arriva la polizia

La secchiata a tradimento è arrivata da un balcone. E pare non fosse solo acqua. Nell'ultimo venerdì di movida «libera» una 25enne sfiora il ricovero in ospedale. Il sospetto è che il liquido «piovuto» su vicolo Antini, alle spalle di piazzale Sant'Apollonia, contenesse candeggina. (...)

La 25enne era sola nel vicoletto quando il secchio è stato rovesciato. Fradicia da capo a piedi ha chiesto aiuto ad un capannello di ragazzi che si trovava poco distante. Chi c'era racconta che i vestiti della 25enne si sono scoloriti a tempo di record e che, fin dal principio, la ragazza ha accusato un lieve malessere. (...)

La polizia è intervenuta sul posto.

L'articolo completo è sulla Gazzetta di Parma in edicola oggi.
Zorandi: "Bernazzoli complice del Comune"

«Ho deciso di condurre questa campagna elettorale evitando di attaccare gli altri candidati sindaco, proponendo il nostro programma e rispondendo ad eventuali attacchi», dichiara il candidato del Carroccio Andrea Zorandi. 
 Ma poi,  allo scopo di «informare i cittadini sulla realtà dei fatti» attacca  Vincenzo Bernazzoli,  che  «ha stigmatizzato i quartieri dormitorio. Ebbene è certo che in questi anni la Provincia, con Bernazzoli presidente, ha avallato tutte le scelte urbanistiche scellerate delle Amministrazioni Ubaldi e Vignali, contribuendo al degrado e alla svalutazione di molte frazioni del Comune di Parma troppo spesso ridotte a semplici dormitori, senza servizi, con viabilità insufficienti e divenuti luoghi di ghettizzazione a causa delle iniziative di edilizia popolare destinate, nella realtà, quasi esclusivamente ad extracomunitari o a restare inutilizzate. Bernazzoli sembra improvvisamente rinnegare un modello di sviluppo che lo ha visto "complice" del Comune di Parma».

Bernazzoli: "Non programmare nuovi centri commerciali"

Stop alla programmazione di nuovi centri commerciali, più parcheggi vicini al centro storico e una soluzione in tempi rapidi per gli ex boxisti della Ghiaia, da anni «bloccati» in piazzale della Pace. Sul futuro del commercio a Parma, il candidato sindaco del Pd, Vincenzo Bernazzoli, ha le idee chiare, e non ha paura di criticare le passate amministrazioni comunali colpevoli, a suo dire, di aver fatto una programmazione sbagliata.
«Il Comune – sostiene Bernazzoli – ha messo in pianificazione 400 mila metri quadrati di superficie di vendita a fronte dei 70 mila già esistenti. E' chiaro che si tratta di una pianificazione che va oltre ogni logica di sviluppo del settore». Ed è per questo che il candidato rilancia con una proposta netta: «Sulla pianificazione esistente ormai è difficile intervenire, ma per quanto riguarda quella futura è giunta l'ora di mettere un freno all'espansione di nuove superfici di vendita». A tal riguardo Bernazzoli ricorda che in passato la Provincia, opponendosi al Comune, ha detto no alla realizzazione di due poli funzionali per un totale di 100 mila metri quadrati in via Rastelli (all'imbocco dell'A1) e al Cornocchio. «Il commercio è un settore fondamentale dell'economia – aggiunge – deve creare reddito e occupazione, ma deve svolgere anche una funzione sociale, e nelle periferie deve essere un elemento contro il depauperamento della qualità della vita». Il rilancio del commercio di vicinato, seguendo l'esperienza avviata dai negozianti di via Montanara, rientra fra le proposte del candidato, che si rivolge anche agli ex boxisti della Ghiaia. «Entro 12 mesi – sostiene - andrà trovata una soluzione per questi commercianti, in quanto la sistemazione attuale non è assolutamente decorosa». Autobus veloci, capaci di raggiungere il centro dalla periferia in una decina di minuti, parcheggi scambiatori e nuovi parcheggi in quelle aree di cantiere ora ferme (come il secondo lotto della stazione e l'ex deposito della Tep in viale Villetta), oltre al potenziamento del car sharing e del bike sharing, sono parte dell'articolato programma di Bernazzoli sul commercio. «Si potrebbe rivedere anche l'orario di attivazione dei varchi elettronici e prolungare da 30 minuti a un'ora la possibilità di sosta in alcune aree della città – aggiunge – oltre a studiare convenzioni con i gestori dei parcheggi coperti, e rilanciare i centri commerciali naturali con interventi strutturali e non semplici manifestazioni temporanee».
"Parma moderata, libera, solidale" al fianco di Ubaldi

Il nome vale un programma. Si chiama «Parma moderata, libera, solidale» e si ispira ai valori della solidarietà e della sussidiarietà la lista presentata da Paola Colla che affiancherà e sosterrà la candidatura di Elvio Ubaldi. «Questa lista intende raccogliere i voti di tutti quei cittadini che intendono la politica come testimonianza, cioè come impegno quotidiano a favore degli altri», spiega la capolista, insieme all'alleato Ubaldi. Ex assessore al Commercio ed ex presidente di Ade, la Colla è anche un ex Pdl che ha detto addio al partito «perché sono a favore di un progetto capace di aggregare tutte le forze moderate». In occasione della presentazione del simbolo di «Parma moderata, libera, solidale», sono state rese note anche le linee guida che ispireranno tutta la corsa elettorale, a partire dal fatto che questa città «deve tornare ad essere un modello a cui guardare per la qualità dei servizi e della vita in generale».
 E a una nuova Parma, ad una realtà meno dominata dai cantieri ma più attenta alle funzioni per soddisfare le esigenze della popolazione, guarda anche il candidato sindaco di Civiltà parmigiana. «Ci presentiamo a queste elezioni per due motivi - chiarisce Elvio Ubaldi -. Primo, per una mancanza di alternativa vera alla sinistra, e secondo per impedire una sorta di retrocessione allo spirito della città». Il linguaggio, ad un primo ascolto, può sembrare poetico, ma man mano che Ubaldi sviluppa il suo ragionamento, il tono assume un pragmatismo netto che vuole rimarcare l'indipendenza e l'autonomia da quel «Bologna-centrismo» che sarebbe tanto caro al Pd e al suo candidato sindaco. «Parma - afferma Ubaldi - non è disposta a mettersi in fila, come fanno Reggio, Modena, Ravenna, Forlì, e stare un passo indietro rispetto a Bologna. Se accettassimo questa logica, prima o poi ci troveremmo costretti a rinunciare a funzioni fondamentali per il nostro sviluppo come l'aeroporto, le Fiere e la stessa università». Nel mirino di Ubaldi non c'è solo la sinistra con i suoi equilibri di potere, ma anche il commissario Ciclosi, «un funzionario dello Stato che ha applicato le tasse al massimo, per questo la sua politica andrà riequilibrata e rivista», e chi ha costruito palazzi che ora fatica a vendere. «Si è buttato sul mercato una quantità di costruzioni assolutamente anomala, con la complicità di alcuni imprenditori».  A chi gli chiede di piazza Ghiaia, Ubaldi critica «la decisione di mettere sotto terra la parte alimentare», mentre difende la scelta dell'inceneritore: «Questa è l'unica soluzione possibile per lo smaltimento dei rifiuti nei prossimi 15 anni».
Pellegrini: "Dopo lo stop di Fraore Parma riuscirà a tornare in pista?"

di Roberto Longoni

Giorni e notti chino su un tavolo, a tracciare curve, rettilinei e chicane, armato di  goniometro, compasso e passione: in una mano la matita, nell'altra la gomma. Disegna e cancella, disegna e cancella ancora. Umberto Pellegrini, la pista del kartdromo  di San Pancrazio, la progettò così. Da solo. Lui, che a scuola era arrivato alla quarta, nel mondo dei motori in quarta era destinato a partire. Una quarantina d'anni dopo, la «pista» l'inventa  per girare il più possibile alla larga dal magone: un percorso alternativo, non importa di quanti chilometri più lungo. La via Emilia, dalle parti di Fraore, era (ed è) off-limits per il cavaliere a quattro ruote. Troppo pesante il silenzio che esce dal suo kartdromo, troppo ingombrante lo spazio vuoto dove fino a pochi anni fa non si trovava posto per parcheggiare in occasione delle gare. Difficile da respirare quell'aria padana che ora sa di smog e fertilizzante, quando un tempo frizzava di miscela bruciata. Due anni e tre mesi che  il kartdromo è chiuso. Due anni e tre mesi che quei 62 mila metri quadrati alle porte della città sono un recinto sbarrato, un glorioso passato sul quale è calata un'inesorabile bandiera a scacchi. Troppo lontano rombano i motori: a Lonato, sul South Garda Karting. «Perché il trofeo Andrea Margutti non l'abbiamo sospeso - spiega Pellegrini -. E' stato "traslocato": due anni a Pavia e ora nel Bresciano». A Lonato ci sono i figli, Donatella, Tiziano e Germano. Alle prese con una carovana di 243 piloti iscritti (e decine di altri che sperano si apra anche all'ultimo momento un varco sulla griglia di partenza), un migliaio di meccanici, familiari e amici. «Piloti che vengono dal resto d'Europa, da Oltreoceano, perfino da Thailandia e Malesia - scuote la testa Pellegrini -. Dovrebbero essere tutti nella nostra città a gareggiare. Quanti tra loro ce  lo chiedono. E per la nostra città, per albergatori e ristoratori in primis, sarebbe un bell'indotto». Nato nel 1989 a Parma,  dopo la tragedia dell'incidente che costò la vita ad Andrea Margutti, qui il trofeo è diventato una leggenda, nel corso di venti edizioni. Quella che ha per teatro il South Garda Karting in questo fine settimana è la 23esima. Un minimondiale che ogni pilota vuole vincere. Peccato per Parma, che l'ha perso. Così come il torneo delle Industrie e i mondiali (la pista ora abbandonata ne ospitò ben cinque). Questioni di spazi, di regolamenti e  affitti hanno portato alla chiusura dell'impianto costruito nel 1961 dal cavalier Bruno Ghirelli. «Lo inaugurarono Gino Cervi e Fernandel». Pellegrini, mugnaio del Molino Grassi, successe al fondatore nel 1968, dopo aver rilevato il bar del kartdromo nel '67. Una continua sfida. «Servivano 600 metri come minimo per il campionato italiano e ne avevo 450: li portai a 800 e installai l'illuminazione per le gare in notturna. Nel '77, poi,  disegnai la pista da 1.160 metri». Quella del mito, «studiata apposta per far risaltare le doti dei migliori». Un'ipnotizzante passerella d'asfalto per campioni futuri: da Senna a Patrese, Piquet, Capelli, De Angelis, Fisichella, Trulli, Zanardi, Vettel, Hamilton, Kubica, Button e Alonso. «E un Raikkonen che a 15 anni beveva birra di nascosto» sorride Pellegrini. L'elenco potrebbe continuare. E sarebbe continuato, se non fosse stato per la chiusura dell'impianto. «Il problema principale era il declassamento della pista, causata dalla mancanza degli spazi previsti dai regolamenti. L'alternativa? Iniziammo a cercarla nel 1993». Dalla Bassa a Panocchia, Pellegrini il Parmense l'ha battuto un po' tutto, in cerca di un'area che potesse ospitare il nuovo impianto. Una maratona, durante la quale mister go-kart ha bussato alla porta di tutte le giunte. Da quella di Stefano Lavagetto a quelle di Elvio Ubaldi e Pietro Vignali. «Pareva già fatta con il primo. E invece niente: solo promesse, planimetrie che si sono accumulate inutilmente. Sembrava si dovesse andare in zona Spip, poi dalle parti delle Fiere. Nulla s'è concretizzato». Ora, Pellegrini ci riprova: «I candidati a sindaco vogliono riportare i kart a Parma?» Intanto, i motori dei piccoli bolidi rombano a Lonato. E nella loro scia a Brescia «rombano» i registratori di cassa.
Le foto dei lettori: "Ecco la prova della crisi del commercio"

La foto-segnalazione del lettore Massimo Mari: "Oggi pomeriggio un cartello campeggiava in un muro della Pilotta, molto probabilmente dimenticato da un commerciante del mercato mattutino.Certo e' che dal tenore del messaggio gli affari non devono andargli troppo bene".
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5stelleparma
Cartello che vai, città che troviDI FEDERICO PIZZAROTTI – 24 MARZO 2012
Passeggiando per le vie del centro ci si può imbattere in questi giorni in cartelli cartacei, di colore giallo, appiccicati con nastro isolante che indicano, si presume ai turisti, il percorso da seguire per giungere alla Casa della Musica di Piazzale San Francesco, nata nel 2002. L'assenza di una adeguata segnaletica che permettesse ai cittadini e ancor più ai turisti della città di inoltrarsi in maniera guidata nel centro storico e verso le sue belle e importanti presenze monumentali e culturali era evidente a tutti da tempo. Eppure la grande mostra del Parmigianino nel 2003, così come quella del Correggio nel 2008 con il considerevole afflusso di turisti richiedeva con urgenza una pianificazione adeguata di segnaletica turistico-culturale. La verità appare di carta come i cartelli gialli e posticci che ci dicono, tassativamente in italiano, che strada fare per trovare il tesoro nascosto della Casa della Musica di Parma a dieci anni dalla sua apertura. Siamo convinti che il centro storico ed il volano turistico siano argomenti da trattare con maggiore serietà e competenza perché da questo dipende la vita delle persone impegnate nel settore produttivo e culturale ed il ruolo di Parma in ambito europeo. I proclami della campagna elettorale dei molti candidati dalla "grande esperienza" non sono sufficienti a nascondere anni di approssimazione amministrativa. Vogliamo intensificare lo sviluppo dei centri commercial naturali e l'adeguato raccordo con il comparto culturale, perché a Parma il turista non girovaghi sperduto ma colga con tutta evidenza la capacità propositiva di un sistema cittadino che merita certamente di più.
Federico Pizzarotti
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Ghiretti attacca Ubaldi e Bernazzoli: "Noi, contro partiti e professionisti della politica"


Parecchi volti noti dell'ultima amministrazione, un buon numero di giovani e poche donne. Il candidato sindaco di Parma Unita Roberto Ghiretti, ex assessore allo Sport, ha presentato questa mattina alla Corale Verdi la lista dei 32 candidati del suo movimento civico al consiglio comunale.

Ma l'intervento di Ghiretti si è caratterizzato soprattutto per le pesanti bordate sparate all'indirizzo dei suoi principali concorrenti nella contesa elettorale: Ubaldi e Bernazzoli. L'ex assessore ha iniziato scagliandosi contro "una direttiva regionale (dell'AgCom, ndr) che fino al 6 aprile, quando scatterà la par condicio, di fatto obbliga le tv a trasmettere solo la voce dei partiti. A patto che abbiano almeno due parlamentari. Benvenuti nella Ddr, Orwell sarebbe fiero. Un vero e proprio atto di anti democrazia, anche perché uno dei candidati può andare in video sia come politico sostenuto da partiti che come presidente della Provincia".

Per Ghiretti questo è un esempio della "città dei signori della politica. Dove se si decide di fare l'inceneritore o un ponte inutile poi li si fa a tutti i costi. Invito il presidente della Provincia a dimettersi dalla sua carica, o a cessare da subito la sua attività istituzionale. Perché va bene che siamo moderati, ma non fessi".

Duro anche l'attacco a Ubaldi. "Questa città - ha tuonato Ghiretti - non ha bisogno di altri faraoni, duchi o gran visir. Ne abbiamo già avuti troppi. A differenza di Ubaldi non penso di essere l'uomo della provvidenza, né quello del ritorno al futuro (riferimento al film comico - demenziale di fantascienza il cui titolo è anche lo slogan elettorale dei manifesti di Ubaldi, ndr)".

Ultima polemica, infine, sui soldi. Perché "fino ad oggi abbiamo speso 15mila euro, ne spenderemo altri 60mila da qui alle elezioni. Provengono in parte da qualche tesseramento o da amici ai quali diremo grazie ma mai signorsì. Il resto l'ho messo io personalmente. Altri usano soldi pubblici. Quelli del finanziamento ai partiti. Da chi provengono i fondi con cui qualcuno sta aprendo comitati, sedi e uffici? Per Bernazzoli è il Pd, o ci sono anche altri? Io uso i miei, lui prende ancora lo stipendio da presidente della provincia".
LA REPLICA DI BERNAZZOLI
"Pur non volendo alimentare polemiche elettorali e preferendo confrontarmi sui programmi, desidero precisare che non esiste una situazione di ineleggibilità: il presidente della Provincia mantiene la propria carica. Ritengo inoltre che sarebbe da irresponsabile abbandonare l'ente, le sue funzioni e il rapporto con i dipendenti in questo particolare momento di transizione per le province".

LA LISTA
Due ex consiglieri comunali, Roberto Agnetti e Fabrizio Pallini (anche agente di Vignali con delega alla Salute), una pattuglia di consiglieri civici di quartiere (sempre di area Parma Civica, a partire da Elisabetta Isi), qualche giovane (come il fondatore del Just Simpa di vignaliana memoria Luca Ovrezzi) e professionisti di vari settori a partire dallo sport. Si copmpone così quella che Ghiretti ha definito "la squadra di persone civili provenienti dalla comunità, non professionisti della politica" che lo accompagnerà fino alle giornate del voto. L'obiettivo dichiarato è "dare orgoglio a una città che non deve essere costretta a scegliere tra due vecchi professionisti della politica". Ogni riferimento a Ubaldi e Bernazzoli è voluto.

Questo l'elenco, in ordine alfabetico, dei candidati per il consiglio:
Agnetti Egle, Agnetti Roberto, Agostini Carlo Giovanni, Amadasi Marcello, Barbieri Barbara, Baroni Giovanni, Chiari Paolo, Cocconcelli Giorgia, Cornini Ruggero, Corpieri Simone, Cova Carlo Alberto,
Dallatana Alberto, Delle Donne Massimo, Ferrarini Giovanni, Fumarola Rossana, Galasso  Ettore, Gandolfi Paolo, Isi Elisabetta, Martini Sebastiano, Ovrezzi Luca, Pallini Fabrizio, Petrillo Maria Adelaide, Pignotti Fiorenzo, Rasori Francesco, Rolli Rocco, Rossi Massimo, Saccani Andrea, Scotti Giuseppe, Tedeschi Enrico, Zambelloni Gianfranco, Zambrelli Cristian, Zammarano Maurizio.

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parmanesw24
Pizzarotti (M5S): "Noi puntiamo sul Tardini"Uno stadio storico e teatro di imprese memorabili situato nel cuore della città, il Tardini è motivo di discussioni tra chi lo vorrebbe fuori dalla città e chi no.Sulla questione ha voluto dire la sua Federico Pizzarotti manifestando le intenzioni a riguardo del Movimento 5 Stelle:
"Da qualche anno ormai si parla della possibilità di costruire un nuovo stadio fuori dalla città. Noi del movimento 5 stelle abbiamo scelto di incontrare chi lo stadio lo vive, dalla società parma calcio ai tifosi, e siamo giunti alla conclusione che in una città come la nostra sarebbe assurdo spostarlo. Lo stadio si trova in un punto facilmente raggiungibile senza l'uso dell'automobile e questo è molto positivo. Non va inoltre dimenticato-ammonisce il candidato sindaco- il valore storico e simbolico che ha per tutti i tifosi. Negli ultimi 3 anni non si è registrato nessun incidente e di questo va dato atto alla tifoseria locale. Tifoseria, che come le altre in Italia è vittima della tessera del tifoso che ha come reale obiettivo lo svuotamento degli stadi. Lo stadio invece può e deve essere un grande momento di aggregazione. Se andremo al governo di questa città valuteremo insieme al quartiere, ai tifosi e alla società, la possibilità di riqualificare il Tardini. Il tutto con un investimento a carico del Parma Calcio, ponendo grande attenzione sia alla mobilità dei residenti, sia alla accessibilità di chi lo stadio lo vive."
Parma Progresso attacca Ubaldi: "E' incorregibile, dimentica di raccontare la verità."" Elvio Ubaldi è incorreggibile: continua a puntare il dito della polemica contro la Regione-tuona Rossano Rinaldi- e si dimentica di raccontare la verità sui debiti e sui disastri che ha lasciato in eredità alla città e che hanno messo Parma in ginocchio.  L'ex sindaco pretende di essere il custode di idee originali e assolute, ma l'argomento del "bologno centrismo", ripetuto come un mantra da questo candidato rimasto a corto di argomenti più concreti, è lo stesso urlato da anni dai capitani del Pdl, proprio il partito che Ubaldi ha condannato come il male assoluto." Parma progresso non le manda certo a dire e replica al candidato sindaco di Civiltà Parmigiana che nei giorni scorsi aveva iniziato una diatriba con la Regione. "Mettiamo da parte questo falso problema e stiamo ai fatti, quelli che interessano davvero ai cittadini che il 6 e il 7 maggio dovranno scegliere a chi affidare il futuro di Parma. Già, Ubaldi parla proprio di "ritorno al futuro" nei suoi slogan, ma è dal suo passato che ricaviamo il biglietto da visita di questo candidato. Da Sindaco, Ubaldi ha voluto-prosegue l'esponente di Parma Progresso- e inventato gran parte delle celeberrime Società partecipate, concepite da subito come scatole cinesi sulle quali scaricare l'indebitamento comunale. L'insieme di queste società aveva già 169 milioni di euro di debiti nel maggio del 2007, al momento del passaggio di testimone a Vignali. E' bene ricordare che a Milano – metropoli ben più grande di Parma – Letizia Moratti ha destato scandalo per aver creato un buco di 146 milioni. Con Ubaldi, inoltre, esplode la cementificazione del territorio, che ha ridotto l'urbanistica ad una leva spregiudicata per fare cassa e dare ossigeno al bilancio comunale.Nel frattempo sono partite opere faraoniche, monumenti all'inutilità e allo spreco di denaro pubblico, ancora oggi largamente incompiute o assolutamente estranee alla storia di Parma. A chi piace il rifacimento della Ghiaia, preteso da Ubaldi e portato a termine da Vignali? Il monstrum del Ponte a Nord, a cosa serve? E vogliamo parlare degli sprechi della metropolitana, progetto mai realizzato ma per il quale è stata messa in piedi una società con tanto di assunzioni e dirigenti?" Parma Progresso accusa che la questione è nata mentre alla guida della città c'era Elvio Ubaldi che , secondo la loro tesi, continuava a gridare contro la Regione cercando di spostare l'attenzione lontano dal 'malgoverno' che ha portato Parma alla situazione attuale. " Oggi la priorità di Parma è un'altra e si chiama buon governo. Per costruirlo la città dovrà tornare ad essere amministrata da un Comune autorevole e responsabile, per aprirsi ed essere parte di un sistema territoriale ampio.Il rapporto con la nostra Regione-conclude Rinaldi-rientra in questa logica di sviluppo, necessariamente. Dal confronto con la Regione dovremo ottenere tutte le risorse e i finanziamenti possibili per mantenere e allargare i servizi a favore dei cittadini e delle imprese, a cominciare da quelle messe gravemente in difficoltà per il mancato pagamento delle prestazioni rese al Comune. Sul tavolo regionale Parma dovrà far pesare solo e soltanto la bontà dei suoi progetti, attraverso un confronto serrato e senza sconti dettati da logiche di vicinanza politica o di schieramento,quindi avere un buon rapporto con la Regione(non sudditanza), deve essere valutato come un bene non un male.Speriamo che i risultati di questo auspicato rapporto di buon vicinato con la Regione, sia forviero di risultati positivi x la citta',al contrario di quanto accaduto con le precedenti giunte (vedi 2°mandato  Ubaldi e mandato Vignali) ,che accampavano forti entrature con il governo centrale ma,a conti fatti,sono riusciti a raccogliere ben poco,a titolo esemplificativo non sono riusciti neanche ad ottenere una legge ad hoc (con conseguente finanziamento)  x il tanto strombazzato Bicentenario Verdiano del 2013.  Crediamo che così si debba amministrare una città che vuole tornare ad essere forte e armonica, per chiudere, definitivamente, con un "ritorno al passato" dannoso quanto fuori tempo massimo."
Comunità Islamica: "Libertà di culto sancita dalla Costituzione, ma spesso disattesa"
Pubblichiamo il comunicato stampa di Farid Mansouri, Presidente della Comunità Islamica di Parma che vuole fare una serie di precisazioni in merito alle polemiche dei giorni scorsi riguardanti la moschea e la Comunità Islamica di Parma in generale:
"In qualità di Presidente della Associazione Comunità Islamica di Parma e Provincia, vorrei andare oltre le polemiche e le infinite discussioni che ci sono state e continuano ancora oggi sull'insediamento della Sede della nostra Comunità. In questi ultimi anni si sono dette tante parole, se ne dicono anche oggi e purtroppo se ne diranno anche in occasione dell'attuale campagna elettorale; cose spesso non vere, prive di fondamento e a volte deformate a seconda della convenienza di chi le pronuncia. Ho deciso di rilasciare questa dichiarazione in qualità di legale rappresentante della Comunità Islamica per chiarire la nostra situazione ed evitare di essere oggetto di strumentalizzazioni a fini elettorali e politici. In questa vicenda abbiamo agito rispettando le leggi e le normative vigenti, sempre in accordo con l'Amministrazione Comunale. Purtroppo ci siamo resi conto che se da una parte l'art.19 della Costituzione dichiara di garantire la libertà di culto, nella realtà ed in particolare quella urbanistica, tale principio è molto difficile da attuare e viene disatteso nella maggior parte dei casi.
Infatti all'interno del territorio comunale non esiste alcuna possibilità per l'insediamento di una vera e propria moschea. Ormai questo è un dato di fatto. Il problema è altresì presente a livello nazionale. La Comunità islamica è presente e radicata in Italia, molto più di altre realtà religiose anche di entità molto più ridotta ma, a differenza che con esse, con quella islamica, lo Stato italiano non ha firmato l'intesa presentata all'inizio delle anni 90 adducendo come giustificazione la circostanza che a suo dire non esiste un'unica rappresentativa a livello nazionale. L'unica possibilità per l'insediamento della nostra sede, dato che non è possibile costruire una Moschea, è rappresentata dall'utilizzo di un edificio esistente che deve ovviamente essere trasformato ed adattato alle esigenze.L'edificio è stato individuato nel quartiere artigianale di via Maestri del Lavoro, in accordo con l'Amministrazione Comunale ed è stato acquistato con il solo contributo di tutti i membri della Comunità, frutto di notevoli sacrifici. Sono nate delle polemiche per esserci insediati in un simile edificio, alcuni hanno manifestato un parere contrario, senza però mai proporre una soluzione alternativa concreta. Per altri noi non abbiamo il diritto di esistere in nessun luogo.
Mi preme specificare e far sapere altresì che la nostra Sede non é un edificio esclusivamente dedicato al culto, ma al suo interno vengono svolte attività relative all'integrazione, alla consulenza, alla istituzione di rapporti con il resto della città, oltre ad iniziative di carattere culturale, sociale, educativo. L'insediamento è stato attuato in seguito a un preciso accordo con l'Amministrazione Comunale, con la quale è stato stipulato un Patto di Cittadinanza e un Progetto di attività sociali (ospitalità, affido di minori, biblioteca multiculturale, traduzione, insegnamento della lingua italiana e araba). Abbiamo presentato tutti i permessi e le apposite pratiche edilizie, pagato gli oneri ed espletato ogni tipo di iter relativo alla regolarizzazione dei locali. Sono state fornite le dotazioni di sicurezza, gli allacci per i Vigili del Fuoco, tutte le misure antincendio, spendendo una notevole cifra e rendendo la nostra Sede il posto più sicuro di tutta la zona.
Purtroppo contro di noi si sono sollevati gli artigiani del quartiere e alcune forze politiche. E' stata condotta nei nostri confronti una campagna ingiusta ed infamante. E' stato detto che la moschea ospitava incontri di fondamentalisti, che i locali erano completamente privi delle dotazioni di sicurezza e antincendio, che erano state ignorate le più elementari leggi di igiene e i regolamenti edilizi. Cose del tutto prive di fondamento. Queste stesse persone hanno dichiarato di averci denunciati non per motivi legati alla religione o di natura razzista, ma perché occupavamo abusivamente un edificio produttivo. Se questa è davvero la motivazione di tanta preoccupazione ci si chiede perché allora gli stessi artigiani non si sono mai opposti all'insediamento degli altri locali e circoli presenti in quel quartiere?
Dopo una serie di denunce presentate contro il nostro insediamento, una Sentenza del Consiglio di Stato ha dichiarato che l'edificio era dedicato in prevalenza al culto ed è stato annullato il Permesso di Costruire in deroga che il Comune ci aveva concesso. Tale decisione è derivata da una valutazione di natura esclusivamente tecnica, basata sulla prevalenza della superficie della Sala dedicata alla preghiera sul resto dei locali, non da ragioni legate all'inadeguatezza degli stessi.
Questo parere non ha tenuto conto della particolare funzione di questa Sala che non viene utilizzata esclusivamente per la preghiera, ma per gli incontri e le riunioni della Comunità. Per regolarizzare l'immobile abbiamo immediatamente richiesto una Sanatoria che però per gli elevati costi è stata lasciata decadere. Infine in questo ultimo periodo abbiamo sanato tutte le opere che erano state realizzate in questi anni, diventate abusive in seguito al decadere del Permesso di Costruire e abbiamo insediato la Sede della nostra Associazione che ha fini etici e culturali. Tale insediamento è avvenuto in seguito all'iscrizione al registro delle Associazioni di Promozione sociale, utilizzando la legge regionale n.383 del 2000, recepita dal RUE di Parma, che consente per le sedi di questo tipo di associazioni l'impiego di qualsiasi tipo di struttura, anche industriale o artigianale. Questa Legge é stata utilizzata anche per l'insediamento di altre Associazioni di natura religiosa e di altro genere nella nostra Regione e in tutta Italia, quindi non si è potuto negarla a noi. Questa soluzione era stata già proposta alla precedente Amministrazione Comunale, la quale aveva preferito utilizzare il Permesso di Costruire in deroga.
Oggi possiamo affermare di essere in regola al cento per cento, come del resto lo siamo sempre stati. Per quanto riguarda il trasferimento della Sede, questo avverrà soltanto nel caso in cui la soluzione proposta si rivelerà migliorativa rispetto a quella attuale e non comporterà ulteriori costi per la Comunità. La decisione comunque dovrà essere chiarita e approfondita da tutti i punti di vista fin dall'inizio per evitare di ricadere nei noti problemi che abbiamo dovuto affrontare in passato.
Vorrei dire in conclusione che noi ci sentiamo cittadini come tutti gli altri, con gli stessi doveri, ma anche con gli stessi diritti. Anche la nostra Comunità ha il diritto di avere una sede, come tutte le altre comunità religiose presenti nel territorio. Credo che ad oggi siamo l'unica di queste comunità che ha dovuto subire tali contrarietà. Vorrei che cessassero tutti i pregiudizi che in questi anni sono stati alimentati nei nostri confronti. Invito tutti i Parmigiani a visitare la nostra Sede, a prendere contezza della nostra realtà quale punto di incontro, di dialogo e di confronto aperto a tutti. Credo che una società dove sono garantiti i diritti di tutti sia una società migliore."
Prc e Roberti uniti contro l'inceneritoreNella sala civica dell'ex comune di San Martino, in via San Leonardo, si è tenuta ieri pomeriggio la presentazione da parte di Rifondazione Comunista dell'opuscolo informativo autoprodotto Sulle politiche di gestione dei rifiuti urbani. Durante la presentazione i componenti del Circolo Prc Sorelle Musci hanno discusso dei temi  sui quali sono state condotte delle approfondite ricerche, tra i quali l'impatto ambientale degli inceneritori e le soluzioni alternative.
Paola Varesi, segretario del Prc di Parma apre la presentazione segnalando la necessità di fermare "la devastazione sistematica del territorio, che è stata favorita dalla connivenza del Pd, il quale non ha mai avuto una posizione chiara nei confronti della costruzione dell'inceneritore".
Alla presentazione ha partecipato anche la candidata per Parma Bene Comune Roberta Roberti, la quale non ha mai nascosto la sua battaglia a favore dell'ambiente e la sua campagna anti-privatizzazione e anti-inceneritore: "L'alternativa all'inceneritore esiste e può avere anche breve realizzazione".
Problema centrale è la costruzione dell'inceneritore a Ugozzolo, ormai a cantieri fermi per una serie di ammonimenti provenienti dall'Europa. La polemica si scaglia tutta contro quei partiti di sinistra, il Pd per primo, che hanno permesso che l'amministrazione facesse alcune scelte a favore delle multi utility come Iren, trascurando il volere dei cittadini, e facendo sì che le informazioni fossero volontariamente oscurate: "Bernazzoli si risentì quando alcuni giornalisti gli chiesero conto sulla pericolosità dell'inceneritore per la salute umana, rispondendo stizzito che la provincia aveva approvato dei piani in cui dicevano semplicemente che la salute dei cittadini gli stava a cuore" afferma la Roberti.
In secondo luogo, al tavolo di oggi pomeriggio si sono messi in luce i meccanismi perversi di una società per azioni poco chiara come Iren, "una multi utility che ha più volte dichiarato senza nasconderlo di avere a cuore principalmente gli interessi dei suoi azionisti" afferma Daniele del circolo Sorelle Musci.
Per la Roberti Iren ha mostrato la contraddizione logica tra due tipi di gestione: quella dell'incenerimento dei rifiuti e quella della raccolta differenziata entrambe gestite dalla multi utility. "Chi mi garantisce- si chiede la candidata di Pbc- che il differenziato che il cittadino separa non finisce poi incenerito? Un'altra contraddizione di Iren poi sono i controlli sulla tossicità dello scarico nell'aria che verranno gestiti da una ditta gestita da Iren".
Tre i punti fondamentali affrontati nel documento. 'La natura non produce rifiuti' è il titolo dei primo capitolo dell'opuscolo informativo su una gestione corretta della spazzatura. Ma poi l'uomo ci mette lo zampino e di quei rifiuti non sa che farne. Ci sono tante analogie che gravitano su Parma: quella con la Tav, per quanto riguarda la cementificazione sistematica per attuare progetti che la popolazione non ha chiesto e che non vuole; poi l'esempio dell'inceneritore di Brescia del quale ancora oggi non si è sicuri dell'effettivo risparmio unito all'efficienza, alla tutela dell'ambiente ma anche alla produzione di posti di lavoro. In breve: la sua resa energetica è del 20% e una centrale a turbogas costa 7 volte di meno.
CIP6 in bolletta. Tra le voci di spesa che capiterà di incontrare nella bolletta luce-acqua-gas ci sono anche loro: incentivi che i gestori ricevono per far sì che possano portare avanti progetti sulle energie alternative, però la legge nei Cip6 annovera una lunga serie di 'energie alternative' tra le quali non proprio ecologiche come le biomasse, di cui sono attestati gli alti effetti inquinanti nell'ambiente.
L'esempio di Capannori.  Situato a nord della Toscana, in provincia di Lucca, Capannori è un piccolo comune di 46.000 abitanti (più piccolo di Parma) dove l'amministrazione ha avviato un programma di gestione dei rifiuti per il recupero quasi completo della materia. La differenziata qui ammonta all'82%. Per fare un esempio: l'organico viene destinato alle aziende che producono fertilizzanti, il che non è poco visto che il rifiuto organico ammonta al 30% del totale dei rifiuti prodotti. E così via per tutti i materiali: carta, plastica, multi materiale (vetro, plastica e lattine) tutto differenziato localmente (o quasi) per essere riutilizzato. In termini economici, la differenziazione in un anno ha evitato che fossero: abbattuti 100.000 alberi, consumati 2,5 milioni di litri d'acqua, emesse 7.000 tonnellate di CO2. Invece il 'porta a porta' nella raccolta ha prodotto 50 nuovi assunti e attutito i costi perché sono stati risparmiati molti soldi dal mancato smaltimento di rifiuti indifferenziati.
"Le campagne di sensibilizzazione non servono a nulla se le soluzioni politiche sono in controtendenza con esse"  questa conclusione di Daniele del Circolo Sorelle Musci contiene una profonda verità: l'azione del cittadino come primo politico della propria città deve essere posta in primo piano, se non da chi lo fa per professione o per carriera, dai cittadini stessi.
I 32 del Pd, Bernazzoli assicura: "Non userò la Provincia per avere più visibilità"La squadra c'è, il buonumore pure. Ora però bisogna scoprirsi, conoscersi per poi potersi apprezzare e far apprezzare. Sono le 16 donne e i 16 uomini che compongono la lista del Pd, presentata stamane nella sede di via Treves alle 10, "perché a noi piace alzarci presto, piace farci del male" commentano scherzando.
Scoprirsi, conoscersi, perché per un quarto la lista è composta da consiglieri dell'ultima giunta, mentre il resto scorre tra volti più o meno noti impegnati a Parma nei campi più disparati. Ci sono ben sette tra medici e infermieri che sembra un "facoltà di medicina", poi insegnanti, commercianti, rappresentanti dell'associazionismo, qualcuno iscritto al Pd e qualcuno no, così i primi minuti passano a presentarsi, a dare un volto ai nomi.
"Oltre agli 8 ex-consiglieri – spiega Roberto Garbi, segretario provinciale Pd – gli altri 3 che non sono in lista, tra cui l'avvocato Pagliari, daranno comunque il loro appoggio in campagna elettorale. Politicamente, oltre a loro, un apporto importante alla scelta dei nomi, è venuto dalle primarie: Nicola Dall'Olio, la rivelazione, sarà il nostro capolista, seguito da Lorenza Dodi, la segretaria comunale del partito."
Ma il Pd vuole fare della rappresentanza civica un punto forte, così "nella nostra lista – continua Garbi - che è stata votata venerdì all'unanimità e senza alcuna spaccatura interna, abbiamo rappresentanti di tutti i quartieri. Vogliamo passare dalla città dei cantieri a quella dei quartieri."
Su quest'ultima frase ieri Roberto Ghiretti, candidato per Parma Unita, aveva montato la polemica, sostenendo che lo slogan gli fosse stato rubato. "No, non mi pare" risponde Bernazzoli, che il un dialogo a mezzi stampa con l'altro candidato lo tranquillizza sul tema della pari visibilità in periodo di campagna elettorale:  "La legge non pone vincoli sull'ineleggibilità tra provincia e Comune. Se Ghiretti è preoccupato che io possa usare il mio ruolo di Presidente per avvantaggiarmi nella candidatura sappia che non ho intenzione di presentarmi in quella veste per avere visibilità che altri non possono avere. Può stare tranquillo, pensiamo invece a confrontarci sul programma."
Il candidato sindaco del Pd, che per la sua campagna elettorale parla di un budget di "300.000 euro oltre al contributo di moltissimi volontari", fa anche i nomi sulle liste altre liste che lo appoggeranno nel cammino verso il 6 maggio: "Ci saranno Parma che cambia e Altra politica, ma anche i Comunisti italiani, un lista laico-socialista e probabilmente anche una lista di pensionati." Un sostegno molto ampio, quasi allargato, che per Bernazzoli è un motivo di forza: "Ci dà la consapevolezza che le energie migliori si sono messe in campo per portare fuori la città da dove è stata lasciata, in crisi economica ma anche di coesione sociale. Ci dà credibilità."
Un arco di sostegno così allungato, per evitare che possa spezzarsi sotto la forza della tensione, deve avere un fulcro forte: " La nostra forza è il Pd, il partito maggioritario in città che in questa lista non vuole fare un discorso autoreferenziale anteponendo il partito alla città."
"Il partito, la nostra lista e le altre liste che ci appoggiano  - continua il candidato - vogliamo insieme uscire dalla crisi. E ne usciremo certamente, di questo sono certo, anche se è chiaro che la situazione è difficoltosa. Non proponiamo nessun ritorno al passato ma vogliamo aprire una fase nuova puntando su qualità e solidarietà e non su megalomania e egocentrismi. L'agenda digitale, la trasparenza, la crescita ambientale e sostenibile sono punti forti del nostro programma. Siamo consapevoli della responsabilità e per questo siamo uniti e compatti."
LA LISTA:
Dall'Olio Nicola – funzionario pubblico
Dodi Lorenza – educatrice
Adorni Daniela – orientatrice del centro per l'impiego
Bizzi Giuseppe – animatore sociale
Bonetti Caterina – dottoranda
Boschi Alberto – pensionato ed ex arbitro
Bricoli Cristina – commerciante. Presidente associazione "Vivi via Spezia"
Camattini Francesco – insegnante e cantautore
Calunga Ilaria – imprenditrice del settore turismo
Casalini Paolo – funzionario di banca
Chiari Laura – commerciante
Caselli Matteo – agente di commercio
Contesini Stefania – libera professionista. Formatrice. Presidente associazione "La Polis"
Crialesi Giuseppe – medico
Cortesi Venturini Cecilia – avvocata
D'Ippolito Raffaele – medico
Dalcò Fabrizia – funzionaria pubblica
Iotti Massimo – architetto e presidente dell' Arci
Folzani Margherita – studentessa
Massari Giuseppe – impiegato tecnico
Iacopozzi Daria – insegnante
Pezzani Luca – studente e fotografo
Kaihura Christine – medico
Scarpino Pierpaolo – funzionario di pubblica amministrazione (Croce Rossa)
Maestri Patricia – coordinatrice infermieristica
Torreggiani Franco – docente in pensione
Pelz Sonia – impiegata Iren
Vescovi Maurizio – medico
Tassi Maristella – insegnante
Volta Alessandro – medico pediatra
Zennaro Maria Rita – medico di famiglia
Zanichelli Daniele – impiegato
Da Rete Ambiente il dubbio: "Nuovo inceneritore in via Paradigna?"La questione inceneritore si arricchisce ogni giorno di nuovi capitoli e questioni e in questi giorni è avanzata l'ipotesi della costruzione di uno nuovo nei pressi della Certosa di Parma. In tal merito è intervenuto Giuliano Serioli di Rete Ambiente che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:"La Pfp Spa di Modena è l'azienda richiedente la Via per un inceneritore da 1 Mw in zona Paradigna, a fianco della Certosa di Parma, quella di Stendhal.E' la stessa società che vende all'ingrosso sementi e soprattutto mangimi per animali.Normalmente gli scarti di macellazione finiscono nei mangimi, soprattutto scatolette per cani e gatti. Evidentemente hanno scoperto che è più redditizio bruciarli per produrre elettricità in cogenerazione ed intascare gli incentivi.Gli scarti di macellazione sono però molto umidi, molto di più del 50% di umidità del cippato fresco di legna vergine, già di difficile e complicata combustione.Questi materiali devono quindi essere prima di tutto trattati a livello termomeccanico, affinché diventino combustibili.L'azienda dichiara di voler rendere combustibili 50 mila tonnellate di scarti di macellazione e 20 mila tonnellate di oli esausti."
Il presentimento, nemmeno troppo celato, è che ci sia dietro un'unica motivazione economica senza rendere conto al danno ambientale procurato alla zona e a tutte le risorse agricole presenti. "Ne brucerebbero circa 15 mila tonnellate, arrivando a produrre circa 8 milioni di Kwh.Poca roba rispetto all'enormità della quantità bruciata, però dagli incentivi pubblici ricaverebbero 1 milione e mezzo di euro all'anno. Mica bruscolini.La combustione di scarti di macellazione-prosegue la nota di Rete Ambiente- e di oli esausti è molto più inquinante che bruciare cippato fresco di legna vergine. Oltre a quantitativi intollerabili di emissioni nocive e di ceneri,questo tipo di combustione produce benzene e suoi composti, cioè idrocarburi policiclici che, in presenza di composti clorurati nell'acqua e nell'aria (basta il cloro della depurazione degli acquedotti : ipoclorito di sodio o biossido di cloro) producono diossina.La Pfp non è la prima società a tentare questi sviluppi impiantistici.Seguono infatti le orme della Inalca di Castelvetro (Mo), una delle più grandi aziende del settore carni d'Europa (facente parte dell'oligopolio Cremonini: dall'allevamento alla macellazione e alla distribuzione, con 12 ettari di impianti di macellazione) che ha pensato bene di smaltire le carcasse della macellazione in eccesso(bruciandone 300.000 capi l'anno) bruciandone e intascando i soldi degli incentivi per la cogenerazione elettrica"
Nello scorso novembre la società modenese ha richiesto la via per un inceneritore da 30 mila tonnellate da impiantare a Catelvetro Modenese e a giorni attende l'esito dell'iter. " A sollevare il problema in Regione solo Giovanni Favia del Movimento 5 Stelle e i cittadini dei comuni limitrofi.Questi impianti sono in espansione-conclude Serioli- perché producono utili legati agli incentivi.Ma il loro impatto ambientale è devastante, con i soliti disequilibri tra chi ne trae vantaggio, uno solo, e chi ne trae danno, tutti i cittadini che vi abitano nei dintorni."

L'INTERVISTA – Pizzarotti: "Altro che populismo e antipolitica, ormai siamo pronti per governare la città"
Un partito, un movimento, una lista. Quando Beppe Grillo ha deciso di scendere dal palco del cabaret per salire su quello della politica forse le idee non erano ancora molto chiare. Iniziato tutto con V-Day, non certo per mandare tutti a Ventimiglia o Venezia, la sua creatura ha preso forma e, nonostante le critiche, il Movimento 5 Stelle è diventata poco a poco una forte realtà tra i simboli politici italiani, con esponenti candidati ad ogni competizione elettorale e qualcuno persino vincente.
Anche a Parma i grillini confermano questa tendenza: Federico Pizzarotti, 39enne project manager in un istituto bancario di Reggio Emilia è il candidato sindaco per la locale lista stellata. L'unica esperienza simile l'ha fatta due anni fa, quando era nelle liste regionali del movimento, ma per il resto la politica l'ha sempre vissuta come passione. Adesso si dice pronto al 'grande salto'. E poco importa se il Movimento 5 Stelle in Italia continua a far parlare di sé non sempre in positivo.
"Favola finita? Per niente. Quello che sta succedendo a Cento e Ferrara non dimostrano che il Movimento 5 Stelle è in difficoltà, tutt'altro. Stiamo crescendo e questi episodi confermano la voglio di autogestione che spinge la base degli iscritti".
Ma qual è la differenza tra voi e gli altri partiti?
"I partiti discutono nel chiuso delle loro stanze, noi discutiamo in rete dove tutti possono partecipare, leggere quello che stiamo facendo e tutti possono capire che non siamo altro se non cittadini impegnati per provare a cambiare le cose. E questo vuol dire mettere in discussione l'organizzazione attuale del sistema".
Il Movimento 5 Stelle è di destra o di sinistra?
"Né da una parte né dall'altra. Siamo avanti, diciamo così. Anzi, sopra. Un falso mito che ci riguarda è quello che rubiamo voti alla sinistra. In realtà se andiamo ad analizzare il nostro elettorato, alle ultime regionali in Emilia Romagna si è capito che i voti ci provengono sicuramente da sinistra, ma anche dalla Lega Nord e dal centrodestra. E quindi catalizziamo tutta una serie di interessi, eterogenei. Qualcuno magari ci arriverà più tardi, ma tra di noi c'è chi ha già capito che destra e sinistra, in molti casi, operano allo stesso modo. Sicuramente non nei proclami, ma nei fatti sì".
Lo sa che questo è quello che dice anche Ghiretti, uno che ora si candida sostenuto da una lista civica?
"Bè, se si fa un po' di storia, nel 2009 erano nate le liste a cinque stelle in diverse città, senza una connotazione comune. Noi, in effetti, siamo fondamentalmente una lista civica, ma con un'identità nazionale. Di solito le liste civiche si concentrano principalmente su argomenti locali; noi invece abbiamo rapporti comuni con le liste di Milano, del Piemonte, provando ad essere un movimento a rete, che si relaziona con gli altri per avere obiettivi nazionali".
Qualcuno comunque vi attacca frequentemente di antipolitica e populismo. Vi siete mai chiesti il perché?
"Io me lo sono chiesto e mi sono dato anche una risposta: gli altri partiti, non possono attaccarci su come gestiamo i soldi che ci danno i cittadini nelle varie istituzioni nei quali siamo eletti, né non ci possono attaccare quando si parla di rimborsi elettorali (siamo gli unici in Italia ad averci rinunciato, facendo risparmiare allo Stato 2 milioni di euro). Facendo anche campagna elettorale solo con le donazioni nostri iscritti e di chi partecipa alla lista, le differenze sono evidenti ed i partiti ci possono colpire solo accusandoci di antipolitica. Ma i populisti forse sono loro: in altri comuni portiamo avanti delle mozioni che vengono bocciate dalla maggioranza, destra o sinistra secondo il contesto, ma che poi vengono cambiate in alcune parole e ripresentate dalla stessa maggioranza che se l'approva. A dimostrazione che l'idea portata avanti era buona, ma approvare qualcosa presentato dal Movimento 5 Stelle è per loro disdicevole. A noi però non interessano i simboli degli altri: se un' iniziativa è buona, noi l'appoggeremo, che venga da sinistra o da destra. Io credo che si debbano portare avanti le idee non le ideologie".
E finora avete trovato un'idea altrui che potreste appoggiare?
"Prima di tutto bisognerebbe indagare se queste iniziative vengono da noi o sono davvero punti in comune. Pensiamo a tutti quelli che dicono 'no inceneritore' ora, mentre noi col Grc lo diciamo da sempre. Oppure pensiamo ad altri temi come il 'no' al consumo del territorio o a rivitalizzare il centro storico. Sono tutti temi che ora portano tutti avanti, ma bisognerebbe vedere se nei fatti questi temi sono stati sostenuti anche nelle amministrazioni precedenti".
Il programma del Movimento 5 Stelle è molti ricco di argomenti. Quali sono quelli fondamentali?
"Bè si, è corposo perché dimostra l'attenzione che diamo a tutti i punti, senza dimenticare il turismo, la cultura, l'urbanistica e la mobilità e partendo dai punti cruciali della trasparenza e della partecipazione. Ad esempio, le grandi opere e le scelte fatte sulla pelle dei cittadini non sono state per niente condivise. Sull'inceneritore si era proposto un referendum e più comunicazione per sapere se la gente lo voleva o no, ma nella realtà in molti ci dicono ancora che non sapevano se ne stesse realizzando uno anche a Parma. Per noi è veramente una coltellata, perché prima di fare una grande opera così andrebbe fatta una corretta informazione. Il nostro ipotetico primo punto, una volta eletti alla guida della città, è quello di introdurre strumenti per consentire ai cittadini di vincolare la giunta in certe decisioni. Referendum propositivi e abrogativi, senza quorum, possono essere lo strumento giusto. Ma non solo: per partecipare alla vita attiva del comune, un altro punto in questo senso è il debito. Dalle circa 600 pagine di documenti riguardanti gli ultimi bilanci comunali, è difficile estrapolare i numeri, proprio perché sono inseriti in voci generiche che rendono impossibile capire cosa esattamente c'è dentro. Serve più trasparenza, pubblicare tutte le spese che vengono fatte e le decisioni che hanno portato la giunta a fare questo tipo di spesa. Noi non diciamo che qualsiasi scelta va condivisa (questa sarebbe demagogia), ma almeno le scelte fondamentali che gravano sulla cittadini negli anni avvenire. Pensiamo ad esempio al  Ponte Nord, alla metropolitana e all'inceneritore".
A proposito d'inceneritore, sul quale il vostro 'no' è  certo da moltissimo tempo: quali potrebbero essere le alternative?
"Da quello che emerge negli ultimi giorni, sembra che non ci sia un contratto vincolante del Comune o della Provincia con Enia e che quindi, al di là delle indagini della Magistratura in corso per stabilire se ci sia stata una gara d'appalto e tutti i permessi per costruirlo, adesso c'è da capire anche questo particolare. E se così fosse non ci sarà nemmeno il dubbio di dire cosa ne facciamo, perché sarà soltanto un problema di un privato, di Enia Spa. E allora si tratterà di capire come andrà a giustificare i soldi spesi per quest'opera. Inoltre, secondo gli ultimi conti dell'Unione Europea, il termovalorizzatore ci costerà 300 milioni di euro, contro i 180 dichiarati all'inizio. Noi pensiamo che quella cifra si sarebbe potuta usare per incentivi ad aziende del territorio, studiare macchinari per trattare correttamente i rifiuti, rivitalizzare la creatività economica della città, coinvolgere il settore alimentare che è in crisi. Insomma, sarebbero potute essere tante altre le cose da fare con quei 300 milioni".
Altra questione importante: la sicurezza. In un intervento di qualche giorno fa ha detto che quella delle telecamere non è la soluzione migliore.
"Direi che non è l'unica. Non è possibile controllare i cittadini come se vi fosse uno stato di polizia, ma piuttosto serve potenziare il controllo del territorio attraverso il potenziamento della Municipale. Abbiamo parlato con alcuni agenti e ci hanno detto di essere sotto organico e che ci sono molti giovani assunti di recente senza una corretta formazione. Anche il non avere l'agente di quartiere è dovuto al fatto che c'è poco organico. Inoltre pensiamo a quei famosi gabbiotti costati 250mila euro e che sono inutili: la Polizia Municipale impiega agenti lì, fermi, che non sanno cosa fare là dentro. Dare un aiuto ai turisti? Non lo sanno e noi invece pensiamo sia più utile farli girare per i quartieri, interagire coi cittadini, coi negozianti, così da dare più sicurezza alla gente delle diverse zone di Parma".
Facciamo un passo indietro, alle primarie del centrosinistra. Simone Rossi diceva di avere il vostro appoggio, mentre qualche giorno fa, sulla sua pagina Facebook, si è letto di un attacco allo stesso Rossi. Cos'è successo?
"Non abbiamo mai appoggiato Simone Rossi. Ha cercato di catalizzare l'attenzione per portare verso di sé un po' di voti usando i nostri temi, mentre ora ha una sua fantomatica lista che appoggia Bernazzoli. La mia dichiarazione su Facebook è dovuta al fatto che prima lo ha attaccato, dicendo che rappresentava la vecchia politica, gli interessi forti, mentre ora è in coalizione con lui. Si faccia delle domande. Noi andiamo avanti per la nostra strada, nonostante negli ultimi giorni ci sono stati nei nostri confronti degli attacchi buttati lì, probabilmente dai suoi addetti stampa che in tanti conoscono e che sono dietro queste boutade a cui non diamo nessun peso".
Con dieci candidati per diventare sindaco, quale ruolo puntate ad avere alle elezioni di maggio?
"Devo dire che 10 sono troppi, specialmente quelli degli ultimi giorni, venuti così, alla spicciolata. Noi sono anni che ci prepariamo a questa scadenza e ora ci presentiamo con le nostre idee, senza avere altri interessi. La nostra campagna elettorale costerà pochissimo e quando usciranno i numeri delle spese degli altri, si vedrà che abbiamo fatto davvero con le nostre forze, senza avere interessi o persone facoltose che ci hanno supportato, ma solo con le donazioni dei cittadini. Partendo dall'8% raggiunto alle regionali, ora puntiamo al governo della città. Ci sentiamo in grado e maturi per farlo, anche perché non è vero che serve solo l'esperienza di aver già amministrato. Noi crediamo di poter arrivare al ballottaggio, anche se adesso è il motto di tutti".
Al ballottaggio con chi?
"I  giornali ci dicono che Bernazzoli è più avanti dagli altri, ma incontrando la gente per strada in tanti ci salutano e ci dicono che aspettano maggio per votarci. Questo è molto positivo, ma staremo a vedere. Per i sondaggi tutti sono al 30%, ma ci sarà qualche inesattezza: se la matematica non è un'opinione, così, siamo al 300%".
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unpensieroverdexparma
DOMENICA 25 MARZO 2012
Inceneritore: Le alternative ci sono !!
FONTE: "LA VOCE DI PARMA"
L'INTERVISTA.....................
Zorandi: "La mia Parma rigenerata"

Si presenti: Andrea Zorandi, 54 anni, Medico di Medicina Generale e Specialista in Medicina dello Sport
Appartenenza politica: Segretario sezione di Parma della Lega Nord Padania
In politica dal: 2003
Chi la appoggia? Contatti con due liste
LA CITTA' SECONDO ME
Una parola per definire Parma oggi: Ingannata
Una parola per definire la Parma che propone agli elettori: Rigenerata
Lo scorcio di Parma che preferisce: La tradizione storico-culturale e la sacralità di Piazza Duomo
L'angolo di Parma più sottovalutato e da valorizzare: Le periferie dimenticate
La bruttura da eliminare: La fogna a cielo aperto del Naviglio e la discarica ex Amnu
I PRINCIPALI PROGETTI CONCRETI
Anziani: sostegno sociale nel proprio quartiere
Giovani: lavoro, incentivare cultura, arte e divertimento dei giovani per i giovani
Urbanistica: risparmio del suolo, valorizzazione invenduto, riconversione aree inutilizzate
Viabilità e trasporti: traffico e viabilità ecosostenibili, regolamentazione stalli di sosta e attraversamenti pedonali
Scuola e infanzia: efficientamento strutturale ed energetico, poli scolastico-sportivi, servizi nei quartieri
Famiglia: al centro della struttura del nostro programma,
Sociale: più servizi, più lavoro, rilancio economia
Sport: sostegno società sportive dilettantistiche e amatoriali, centri polivalenti
Cultura: "fare" cultura tradizionale e contemporanea per nuova scena artistica locale
Sicurezza: controllo del territorio, lotta clandestinità, microcriminalità e infiltrazione mafiosa,
Ambiente: differenziata, riciclo, efficientamento energetico, meno traffico
Integrazione: no ghettizzazione e clandestinità, rispetto regole e nuove opportunità sociali e lavorative
Lavoro: filiera corta, sostegno imprese, formazione e promozione
UN QUARTIERE, UN PROGETTO
Oltretorrente: rilancio economico, contrasto al degrado e inquinamento acustico-ambientale
Parma centro: lotta alla desertificazione e degrado, rilancio turistico
Molinetto: meno inquinamento e più servizi
Montanara: più servizi e meno dormitorio
Lubiana- San Lazzaro: più servizi e meno microcriminalità. no alla ghettizzazione e ad insediamenti irregolari
Vigatto: più servizi socio-sanitari e trasporto pubblico
Cortile San Martino: meno inquinamento ambientale e idrico
Golese: più servizi e trasporti dalla periferia al centro, bonifica discariche
Cittadella: migliore raccolta rifiuti, valorizzare verde pubblico, sicurezza
San Leonardo: lotta all'inquinamento e più controllo del territorio
Pablo: miglioramento viabilità e trasporti pubblici
San Pancrazio: compensazione per inquinamento veicolare, servizi alla persona
SI O NO A....
Inceneritore - no
Via Emilia bis - no
Varchi elettronici - no
Movida - no
Moschea -no
Lo Stadio fuori città - sì
 
SABATO 24 MARZO 2012
Bernazzoli e i quartieri dormitorio.
Assieme ai candidati Consiglieri della lista Lega Nord Padania, ho deciso di condurre questa campagna elettorale per Parma 2012 evitando di attaccare gli altri candidati Sindaco, proponendo il nostro programma e rispondendo ad eventuali attacchi.
Tuttavia molte affermazioni che quotidianamente sentiamo o leggiamo mi impongono di informare i cittadini sulla realtà dei fatti e sulle contraddizioni insite in molte esternazioni e promesse che, tipico di ogni campagna elettorale, si moltiplicano poiché alcuni Candidati Sindaco di lungo corso ritengono gli Elettori incapaci di ricordare e giudicare.
Proprio ieri Vincenzo Bernazzoli, Presidente della Provincia di Parma (Ente che, ricordiamolo, ha funzioni di valutazione e controllo delle decisioni dei Comuni in merito alle scelte urbanistiche), ha stigmatizzato i quartieri dormitorio. Ebbene è certo che in questi anni la Provincia, con Bernazzoli Presidente, ha avvallato tutte le scelte urbanistiche scellerate delle Amministrazioni Ubaldi e Vignali, contribuendo al degrado e alla svalutazione di molte frazioni del Comune di Parma troppo spesso ridotte a semplici dormitori, senza servizi, con viabilità insufficienti e divenuti luoghi di ghettizzazione a causa delle iniziative di edilizia popolare destinate, nella realtà, quasi esclusivamente ad extracomunitari o a restare inutilizzate.
Vincenzo Bernazzoli sembra improvvisamente rinnegare un modello di sviluppo che lo ha visto "complice" del Comune di Parma in linea con il solito, puerile "non sono stato io".
L'ambiguità tra le promesse fatte e i comportamenti tenuti rendono alcuni Candidati i meno indicati in assoluto per parlare di un tema che, viceversa, è trattato con forza e competenza nel programma della Lega Nord. Servirebbe più rispetto per l'intelligenza degli Elettori.
Comitato Elettorale Lega Nord Parma per Andrea Zorandi Sindaco
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parmadaily
"Abbassare le tasse a Parma"
Buzzi (Pdl): "La cura di Ciclosi serve a poco e rischia di ammazzare il malato".
24/03/2012
h.18.40
Il salasso imposto dal Commissario Ciclosi alle tasche dei parmigiani «Serve a poco e rischia di strangolare Parma»: Paolo Buzzi, candidato sindaco del PdL di Parma ne è convinto e cifre alla mano spiega la ricetta del Popolo delle Libertà per diminuire le tasse ai parmigiani.
«La cura Ciclosi ha sostanzialmente un grande difetto: serve a poco – se non a rimpinguare rapidamente le casse comunali, creando un "tesoretto" di 45 milioni in tre anni, che non si è ancora capito bene a che cosa dovrebbe servire – e rischia di ammazzare il malato. Questa tassazione eccessiva ha un effetto depressivo sia sulle famiglie che sulle imprese: l'addizionale Irpef viene raddoppiata e l'addizionale IMU al 10,60 per mille, rappresenta una vera e propria tassa patrimoniale sugli immobili. Per non parlare, poi, degli aumenti tariffari legati ai servizi comunali o della tassa per l'occupazione del suolo pubblico o, ancora, del canone di locazione riservato alle associazioni… Ma c'è di più: in questo quadro generale di tassazione esasperata, non sono state applicate tutte le agevolazioni che per legge sarebbe stato possibile applicare; come quella per gli immobili non produttivi di reddito fondiario; quella per gli immobili posseduti da soggetti Ires (imprese commerciali o artigianali); o quella per gli immobili locati».
«Che cosa propone allora il PdL? Proponiamo la riduzione dell'addizionale Irpef allo 0,6% e di quella IMU allo 7,6o per mille; inoltre agevolazioni sulla prima casa e sulle attività commerciali e sui beni agricoli, andando a recuperare risorse attraverso la lotta all'evasione fiscale dal momento che oggi con il decreto Monti il 100% delle somme evase vengono devolute ai Comuni che si sono attivati».
«E ancora: riduzione della spesa pubblica attraverso l'ottimizzazione della macchina comunale grazie all'introduzione di nuove tecnologie (carta d'identità elettronica, anagrafe elettronica, certificazione on-line) riprendendo, peraltro, un percorso che era già stato intrapreso alla passata amministrazione».
A Paradigna un altro inceneritore?
Giuliano Serioli (Rete Ambiente Parma): "La Pfp di Modena ha chiesto la via per un impianto da 1Mw".
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25/03/2012
h.12.40
La Pfp Spa di Modena è l'azienda richiedente la Via per un inceneritore da 1 Mw in zona Paradigna, a fianco della Certosa di Parma, quella di Stendhal.
E' la stessa società che vende all'ingrosso sementi e soprattutto mangimi per animali.
Normalmente gli scarti di macellazione finiscono nei mangimi, soprattutto scatolette per cani e gatti. Evidentemente hanno scoperto che è più redditizio bruciarli per produrre elettricità in cogenerazione ed intascare gli incentivi.
Gli scarti di macellazione sono però molto umidi, molto di più del 50% di umidità del cippato fresco di legna vergine, già di difficile e complicata combustione.
Questi materiali devono quindi essere prima di tutto trattati a livello termomeccanico, affinché diventino combustibili.
L'azienda dichiara di voler rendere combustibili 50 mila tonnellate di scarti di macellazione e 20 mila tonnellate di oli esausti.
Ne brucerebbero circa 15 mila tonnellate, arrivando a produrre circa 8 milioni di Kwh.
Poca roba rispetto all'enormità della quantità bruciata, però dagli incentivi pubblici ricaverebbero 1 milione e mezzo di euro all'anno. Mica bruscolini.
La combustione di scarti di macellazione e di oli esausti è molto più inquinante che bruciare cippato fresco di legna vergine. Oltre a quantitativi intollerabili di emissioni nocive e di ceneri, questo tipo di combustione produce benzene e suoi composti, cioè idrocarburi policiclici che, in presenza di composti clorurati nell'acqua e nell'aria (basta il cloro della depurazione degli acquedotti : ipoclorito di sodio o biossido di cloro) producono diossina.
La Pfp non è la prima società a tentare questi sviluppi impiantistici.
Seguono infatti le orme della Inalca di Castelvetro (Mo), una delle più grandi aziende del settore carni d'Europa (facente parte dell'oligopolio Cremonini: dall'allevamento alla macellazione e alla distribuzione, con 12 ettari di impianti di macellazione) che ha pensato bene di smaltire le carcasse della macellazione in eccesso (300.000 capi all'anno) bruciandole e intascando i soldi degli incentivi per la cogenerazione elettrica.
Nel novembre scorso ha richiesto infatti la Via per un inceneritore da 30 mila tonnellate. Da impiantare a Castelvetro Modenese e a giorni attende l'esito dell'iter. A sollevare il problema in Regione solo Giovanni Favia del Movimento 5 Stelle e i cittadini dei comuni limitrofi.
Questi impianti sono in espansione perché producono utili legati agli incentivi.
Ma il loro impatto ambientale è devastante, con i soliti disequilibri tra chi ne trae vantaggio, uno solo, e chi ne trae danno, tutti i cittadini che vi abitano nei dintorni.
Giuliano Serioli Rete Ambiente Parma
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alicenonlosa
Nicola Dall'Olio capolista del PD. Pagliari non c'è
Oggi sono stati resi noti i componenti della lista del Partito Democratico. Molti consiglieri comunali uscenti saranno ripresentati. In corsa anche alcuni consiglieri provinciali in carica.


25/03/2012
h.11.30
Questa mattina Vincenzo Bernazzoli ha reso noto l'elenco dei candidati della lista del PD che si presenterà alle prossime elezioni comunali.
Nicola Dall'Olio sarà il capolista. Giorgio Pagliari non c'è.
Ecco i componenti della lista:
1. Dall'Olio Nicola - funzionario pubblico
2. Dodi Lorenza - educatrice
3. Adorni Daniela –orientatrice del centro per l'impiego
4. Bizzi Giuseppe – animatore sociale
5. Bonetti Caterina – dottoranda
6. Boschi Alberto – pensionato ed ex arbitro
7. Bricoli Cristina – commerciante. Presidente associazione "Vivi via Spezia"
8. Camattini Francesco – insegnante e cantautore
9. Calunga Ilaria – imprenditrice del settore turismo e presidente dell'associazione "Agriturist".
10. Casalini Paolo – funzionario di banca
11. Chiari Laura - commerciante
12. Caselli Matteo – agente di commercio
13. Contesini Stefania - libera professionista. Formatrice. Presidente associazione "La Polis"
14. Crialesi Giuseppe – medico chirurgo
15. Cortesi Venturini Cecilia - avvocata
16. D'Ippolito Raffaele – medico
17. Dalcò Fabrizia – funzionaria pubblica (Pari opportunità)
18. Iotti Massimo – architetto e presidente dell'Arci
19. Folzani Margherita - studentessa
20. Massari Giuseppe – impiegato tecnico
21. Iacopozzi Daria – insegnante di religione
22. Pezzani Luca – studente e fotografo
23. Kaihura Christine – medico
24. Scarpino Pierpaolo – funzionario di pubblica amministrazione (Croce Rossa)
25. Maestri Patricia – coordinatrice infermieristica
26. Torreggiani Franco – docente in pensione (collaboratore di Scienze motorie)
27. Pelz Sonia – impiegata Iren
28. Vescovi Maurizio – medico
29. Tassi Maristella – insegnante
30. Volta Alessandro – medico pediatra
31. Zennaro Maria Rita – medico di famiglia
32. Zanichelli Daniele –responsabile di settore presso Emiliambiente.
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parmapress24
Tante idee, ma come le finanziamo?
25/03/2012 - 10:17
Dieci candidati, stesse proposte, nessuna soluzione concreta.

Da dove arriveranno i fondi per le "originalissime" idee dei pretendenti sindaco?
Ma che bella la campagna elettorale! Quasi spassosa, verrebbe da dire.
Volano paroloni, insultacci da mercato, strilli da banchi del pane e del pesce.
E si sprecano le promesse: tutte, e tutte uguali da ovunque vengano, destra sinistra, estremi o centro che sia.
Rivalorizzazione del centro storico, interventi di ristrutturazione in nome del risparmio energetico, viabilità sostenibile, ripresa del commercio grazie ad abbellimenti ed iniziative,  sistemi alternativi per raggiungere le vecchie vie della "croce latina", oppure abolizione dei beneamati varchi. Il tutto senza dimenticare di rianimare la movida, quale metodo per far circolare il denaro e fluire la vita.
Ora. Idee meravigliose. E necessarie. Come quella di potenziare Università, Stazione, Aeroporto.
Ma la domanda che sorge è una: con quali soldi? Visto che tutti i candidati parlano di questo, forse, sono gli unici a non conoscere il debito del Comune. O a conoscerne il bilancio, e non avvisare i cittadini che il debito è un bluff.
Le imprese di costruzioni sono in crisi, ma non pare che il Comune possa finanziare le opere di ristrutturazione, considerato il proprio debito. Chi ristruttura? I privati, i cui figli non troveranno lavoro e non avranno la pensione? Gli anziani, che se arrivano a fine mese senza passare dalla mensa di Padre Lino è perché da una vita non vanno in vacanza? E non ci pare neppure che abbia le possibilità economiche di rinfoltire con risorse del proprio portafogli i trasporti verso il la piazza.
Quindi?
Da dove verranno i soldi? Dalle multe, che i cari vigili urbani erogano in abbondanza ai bordi della movida a chi tenta di parcheggiare senza passare per i tanto costosi varchi? Dalla Regione? Pensiamo che stia tanto meglio di noi? Chi ci dice da dove spunteranno i fondi? Il primo che lo farà, forse, vincerà le elezioni.
O forse pioveranno dal cielo. Come manna. Come i candidati, e le loro liste. Trentadue nomi cadauno. Trecentoventi in tutto. Ma non dicevano che a Parma la politica non la vuole fare nessuno?
effedivi