gazzettadiparma
Blocco del traffico: 49 multe nell'ultima domenica di marzo
Nell'ultima domenica di "chiusura" nell'anello delle tangenziali per i veicoli pre-Euro 4, la polizia municipale ha controllato 78 veicoli e ha fatto 49 contravvenzioni.
Lettera aperta del presidente della Comunità islamica: "Tutta la verità sulla nostra sede"
Farid Mansouri: "Siamo in regola al 100%. Ci trasferiremo solo se ci sarà una proposta migliorativa. Di certo non vogliamo essere strumentalizzati a fini politici"
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parmasera
PRIAMO BOCCHI: "Troppi furti, la gente ha paura. Colpa dell'immigrazione"
Sei furti in appartamento nella giornata di ieri. E il candidato sindaco de La Destra, Priamo Bocchi, insorge. Individuando la causa "nell'ondata di immigrazione sconsiderata".
LA RABBIA DI PRIAMO BOCCHI
"Ora basta davvero. Anche ieri, in una bella giornata primaverile di festa, ci sono stati a Parma sei furti in appartamenti. Ieri ho incontrato una rappresentanza di abitanti della zona di S. Prospero: sono, come tanti altri parmigiani avvicinati in questa campagna elettorale, esasperati e spaventati. Si costituisca subito una unità di crisi per frontaggiare tale emergenza.
Non possiamo fare finta di nulla, arrenderci mollemente alla delinquenza e alle violenze. Si abbia il coraggio intellettuale di riconoscere che molta parte di questa crescente criminalità è da collegarsi con l'aumento di una ondata d'immigrazione sconsiderata. Proprio per difendere i tanti cittadini stranieri onesti che desiderano lavorare ed integrarsi, occorre un giro di vite contro quelli che non lo fanno e che vengono in Italia solo perché attirati dalla certezza dell'impunità. Le pene siano certe, le espulsioni per i clandestini e per chi commette reati sicure ed immediate. Occorrono misure straordinarie, perché per troppo buonismo e mancanza di amor proprio, le civiltà possono anche morire".
Non possiamo fare finta di nulla, arrenderci mollemente alla delinquenza e alle violenze. Si abbia il coraggio intellettuale di riconoscere che molta parte di questa crescente criminalità è da collegarsi con l'aumento di una ondata d'immigrazione sconsiderata. Proprio per difendere i tanti cittadini stranieri onesti che desiderano lavorare ed integrarsi, occorre un giro di vite contro quelli che non lo fanno e che vengono in Italia solo perché attirati dalla certezza dell'impunità. Le pene siano certe, le espulsioni per i clandestini e per chi commette reati sicure ed immediate. Occorrono misure straordinarie, perché per troppo buonismo e mancanza di amor proprio, le civiltà possono anche morire".
Un solo aeroporto per l'intera regione. Il 'Verdi' rischia la chiusura
Hanno classificato l'aeroporto di Parma come 'impianto di servizio' insieme ad altri 18, tra cui Forlì e Rimini. 'Strategico' invece quello di Bologna che insieme ad altri 13 scali svolge un ruolo vitale.
Salvare il "Verdi" è un appello già lanciato che non ha ancora smosso le acque nonostante Parma non voglia privarsi del proprio aeroporto.
Questo è il risultato dello studio di Enac, commissionato due anni fa. Il piano dovrebbe entrare in vigore a breve, prevedendo 11 miliardi di soldi pubblici per potenziare le infrastrutture. Ma solo degli scali 'strategici' e, considerati i costi di gestione, chiudere tutti gli altri. Almenoché in tre anni non riescano a risanare i bilanci a produrre utili senza l'aiuto degli azionisti pubblici.
Si passerà ad un solo aeroporto?
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il fatto quotidiano
Tutti si aspettavano che fosse lui a guidare il centrosinistra verso le amministrative del 6 maggio per tentare la riconquista del municipio dopo tre mandati del centrodestra. E invece il primo strappo, dopo le dimissioni della giunta a fine settembre, c'era stato già in vista delle primarie di gennaio, quando Pagliari aveva fatto un passo indietro scegliendo di non candidarsi e lasciando invece lo spazio al presidente della Provincia Bernazzoli.
Pagliari era tornato a parlare solo nei giorni scorsi, dopo una chiamata ufficiale del candidato sindaco del Pd, che a mezzo di comunicato stampa lo definiva una "risorsa di cui oggi e domani avremo bisogno", e auspicando una sua collaborazione alla campagna elettorale. Pagliari, che da tempo spronava i compagni di partito non solo a "voltare pagina" rispetto al passato, ma addirittura a "cambiare libro", aveva risposto, sempre tramite comunicato, accogliendo formalmente l'invito a dare il proprio contributo. Ma evidentemente, non a comparire nella lista che sostiene il candidato. Del resto, dei tre capigruppo che negli ultimi anni hanno osteggiato l'operato della giunta Vignali, solo Maria Teresa Guarnieri (Altra politica Altri valori) parteciperà alla campagna elettorale con una lista proprio a sostegno del candidato del Pd, perché Marco Ablondi (Prc) aveva già comunicato a fine gennaio la volontà di non ricandidarsi.
Come Pagliari mancano, nella squadra di Bernazzoli composta da 16 donne e 16 uomini, anche gli ex consiglieri comunali Carla Mantelli e Vincenza Pellegrino. "Daranno il loro appoggio alla campagna" ha spiegato il segretario provinciale del Pd Roberto Garbi, anche se per il momento non si sono mai visti agli incontri di sostegno a Bernazzoli. Dai banchi dell'opposizione della passata amministrazione ci saranno invece il giovane Matteo Caselli insieme a Franco Torreggiani, Massimo Iotti, Giuseppe Massari, Giuseppe Crialesi e Maurizio Vescovi.
La scelta del capolista è andata su Nicola Dall'Olio, vincitore morale delle primarie del centrosinistra, secondo a Bernazzoli ma comunque forte di un grande consenso (48,4 per cento contro il 36,2 per cento). Al secondo posto la segretaria cittadina del Pd Lorenza Dodi, affiancata dalla giovane consigliera provinciale Caterina Bonetti. E poi tanti volti nuovi provenienti da svariati settori della società civile: ci sono insegnanti come Maristella Tassi e Daria Iacopozzi, c'è il cantautore parmigiano Francesco Camattini, ci sono medici come Christine Kaihura e Alessandro Volta, tutti rappresentanti di quartieri diversi della città, in modo che ognuno possa esprimerne un aspetto. Trentadue nomi che sono la dimostrazione, rassicura il candidato Bernazzoli, che non ci sarà "Nessun ritorno al passato".
di Silvia Bia
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parma5stelle
Puntiamo sul tardini!
– 25 MARZO 2012
Federico Pizzarotti
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ruvidamente rep.pr
Il gioco del Decasindaco: attenti all'effetto prezzemolo
La politica è l'arte del possibile e soprattutto dell'impossibile…
Tra i dieci candidati a sindaco di Parma ci sono prove e controprove, che vanno dalla lecita impudenza ai discutibili desideri d'eternità. Per carità tutto lecito e legittimo, a prova di legge…
Premetto che se fossi stato nei panni di Vincenzo Bernazzoli avrei lasciato la Presidenza della Provincia, prima di candidarmi, così giusto per fare un gesto di rottura con quello che viene ritenuto il perenne poltronificio della vecchia politica.
Ora proprio a Bernazzoli vada un microbo consiglio se non politico quantomeno sportivo. Non partecipi da oggi in poi a nessuna cosa (conferenza, incontro pubblicizzazione) abbia a che fare con l'amministrazione provinciale o con altri dei suoi incarichi istituzionali.
Sul suo operato di Presidente chi voleva si è fatto un'opinione in questi anni.
Eviti , in questi 40 giorni e passa, l'effetto prezzemolo che fa tanto vecchia giunta di Parma, eviti l'abuso di posizione dominante…
Nel piccolo grande gioco del… Decasindaco ce ne guadagnerebbe assai nell'essere giudicato solo e soltanto come futuro e non come ex come interim,nell'essere giudicato come orizzonte e non come collaterale.
Credo che alcune importanti mobili quote percentuali di elettori siano proprio lì, che attendono.
Tra i dieci candidati a sindaco di Parma ci sono prove e controprove, che vanno dalla lecita impudenza ai discutibili desideri d'eternità. Per carità tutto lecito e legittimo, a prova di legge…
Premetto che se fossi stato nei panni di Vincenzo Bernazzoli avrei lasciato la Presidenza della Provincia, prima di candidarmi, così giusto per fare un gesto di rottura con quello che viene ritenuto il perenne poltronificio della vecchia politica.
Ora proprio a Bernazzoli vada un microbo consiglio se non politico quantomeno sportivo. Non partecipi da oggi in poi a nessuna cosa (conferenza, incontro pubblicizzazione) abbia a che fare con l'amministrazione provinciale o con altri dei suoi incarichi istituzionali.
Sul suo operato di Presidente chi voleva si è fatto un'opinione in questi anni.
Eviti , in questi 40 giorni e passa, l'effetto prezzemolo che fa tanto vecchia giunta di Parma, eviti l'abuso di posizione dominante…
Nel piccolo grande gioco del… Decasindaco ce ne guadagnerebbe assai nell'essere giudicato solo e soltanto come futuro e non come ex come interim,nell'essere giudicato come orizzonte e non come collaterale.
Credo che alcune importanti mobili quote percentuali di elettori siano proprio lì, che attendono.
con 52 commenti http://ruvidamente-parma.blogautore.repubblica.it/2012/03/21/il-gioco-del-decasindaco-attenti-alleffetto-prezzemolo/#comments
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parmanews24
Ubaldi propone le Case di Quartiere
Come noto una recente legge dello Stato prevede l'abolizione delle Circoscrizioni nei Comuni con popolazione inferiore a 250 mila abitanti. Proprio per questo motivo, per sopperire alla scomparsa di questi organi di quartiere, nel programma di Elvio Ubaldi Sindaco prende vita un progetto innovativo intitolato Case di quartiere. Un progetto che vuole dare una risposta moderna e concreta alla necessità di mantenere un filo diretto tra l'Amministrazione comunale e i cittadini nei quartieri, agevolandoli nella loro vita quotidiana e, insieme, pensare a nuove forme di aggregazione e di presidio sulla sicurezza.
Le Case di quartiere sorgeranno in quelle che ancora oggi sono le sedi delle diverse circoscrizioni cittadine, dunque riutilizzando gli immobili comunali che altrimenti resterebbero vuoti e abbandonati. Nelle Case di quartiere si svolgeranno tre attività fondamentali: monitorare la vita sociale e i problemi del quartiere, fornire servizi al cittadino e organizzare attività ricreative, sociali e culturali per tutte le età. Progetti analoghi hanno già avuto, negli anni, grande diffusione in tanti Paesi europei, soprattutto in Francia, dove le Maison de la Culture sono dei veri e propri presidi di socialità nei quartieri di città come Parigi.
Le Case di quartiere sorgeranno in quelle che ancora oggi sono le sedi delle diverse circoscrizioni cittadine, dunque riutilizzando gli immobili comunali che altrimenti resterebbero vuoti e abbandonati. Nelle Case di quartiere si svolgeranno tre attività fondamentali: monitorare la vita sociale e i problemi del quartiere, fornire servizi al cittadino e organizzare attività ricreative, sociali e culturali per tutte le età. Progetti analoghi hanno già avuto, negli anni, grande diffusione in tanti Paesi europei, soprattutto in Francia, dove le Maison de la Culture sono dei veri e propri presidi di socialità nei quartieri di città come Parigi.
Inoltre, le Case di quartiere, come nelle altre esperienze europee, saranno prevalentemente concepite sul volontariato e sulla collaborazione con le associazioni del quartiere: sono tante, infatti, le persone in pensione o i giovani che già oggi si dedicano alla loro città. Un vero e proprio patto tra generazioni in nome della solidarietà e del desiderio di migliorare il proprio quartiere. Questo l'obiettivo del candidato sindaco di Civiltà Parmigiana.
L'INTERVISTA – Pizzarotti: "Altro che populismo e antipolitica, ormai siamo pronti per governare la città"
Anche a Parma i grillini confermano questa tendenza: Federico Pizzarotti, 39enne project manager in un istituto bancario di Reggio Emilia è il candidato sindaco per la locale lista stellata. L'unica esperienza simile l'ha fatta due anni fa, quando era nelle liste regionali del movimento, ma per il resto la politica l'ha sempre vissuta come passione. Adesso si dice pronto al 'grande salto'. E poco importa se il Movimento 5 Stelle in Italia continua a far parlare di sé non sempre in positivo.
"Favola finita? Per niente. Quello che sta succedendo a Cento e Ferrara non dimostrano che il Movimento 5 Stelle è in difficoltà, tutt'altro. Stiamo crescendo e questi episodi confermano la voglio di autogestione che spinge la base degli iscritti".
Ma qual è la differenza tra voi e gli altri partiti?
"I partiti discutono nel chiuso delle loro stanze, noi discutiamo in rete dove tutti possono partecipare, leggere quello che stiamo facendo e tutti possono capire che non siamo altro se non cittadini impegnati per provare a cambiare le cose. E questo vuol dire mettere in discussione l'organizzazione attuale del sistema".
Il Movimento 5 Stelle è di destra o di sinistra?
"Né da una parte né dall'altra. Siamo avanti, diciamo così. Anzi, sopra. Un falso mito che ci riguarda è quello che rubiamo voti alla sinistra. In realtà se andiamo ad analizzare il nostro elettorato, alle ultime regionali in Emilia Romagna si è capito che i voti ci provengono sicuramente da sinistra, ma anche dalla Lega Nord e dal centrodestra. E quindi catalizziamo tutta una serie di interessi, eterogenei. Qualcuno magari ci arriverà più tardi, ma tra di noi c'è chi ha già capito che destra e sinistra, in molti casi, operano allo stesso modo. Sicuramente non nei proclami, ma nei fatti sì".
Lo sa che questo è quello che dice anche Ghiretti, uno che ora si candida sostenuto da una lista civica?
"Bè, se si fa un po' di storia, nel 2009 erano nate le liste a cinque stelle in diverse città, senza una connotazione comune. Noi, in effetti, siamo fondamentalmente una lista civica, ma con un'identità nazionale. Di solito le liste civiche si concentrano principalmente su argomenti locali; noi invece abbiamo rapporti comuni con le liste di Milano, del Piemonte, provando ad essere un movimento a rete, che si relaziona con gli altri per avere obiettivi nazionali".
Qualcuno comunque vi attacca frequentemente di antipolitica e populismo. Vi siete mai chiesti il perché?
"Io me lo sono chiesto e mi sono dato anche una risposta: gli altri partiti, non possono attaccarci su come gestiamo i soldi che ci danno i cittadini nelle varie istituzioni nei quali siamo eletti, né non ci possono attaccare quando si parla di rimborsi elettorali (siamo gli unici in Italia ad averci rinunciato, facendo risparmiare allo Stato 2 milioni di euro). Facendo anche campagna elettorale solo con le donazioni nostri iscritti e di chi partecipa alla lista, le differenze sono evidenti ed i partiti ci possono colpire solo accusandoci di antipolitica. Ma i populisti forse sono loro: in altri comuni portiamo avanti delle mozioni che vengono bocciate dalla maggioranza, destra o sinistra secondo il contesto, ma che poi vengono cambiate in alcune parole e ripresentate dalla stessa maggioranza che se l'approva. A dimostrazione che l'idea portata avanti era buona, ma approvare qualcosa presentato dal Movimento 5 Stelle è per loro disdicevole. A noi però non interessano i simboli degli altri: se un' iniziativa è buona, noi l'appoggeremo, che venga da sinistra o da destra. Io credo che si debbano portare avanti le idee non le ideologie".
E finora avete trovato un'idea altrui che potreste appoggiare?
"Prima di tutto bisognerebbe indagare se queste iniziative vengono da noi o sono davvero punti in comune. Pensiamo a tutti quelli che dicono 'no inceneritore' ora, mentre noi col Grc lo diciamo da sempre. Oppure pensiamo ad altri temi come il 'no' al consumo del territorio o a rivitalizzare il centro storico. Sono tutti temi che ora portano tutti avanti, ma bisognerebbe vedere se nei fatti questi temi sono stati sostenuti anche nelle amministrazioni precedenti".
Il programma del Movimento 5 Stelle è molti ricco di argomenti. Quali sono quelli fondamentali?
"Bè si, è corposo perché dimostra l'attenzione che diamo a tutti i punti, senza dimenticare il turismo, la cultura, l'urbanistica e la mobilità e partendo dai punti cruciali della trasparenza e della partecipazione. Ad esempio, le grandi opere e le scelte fatte sulla pelle dei cittadini non sono state per niente condivise. Sull'inceneritore si era proposto un referendum e più comunicazione per sapere se la gente lo voleva o no, ma nella realtà in molti ci dicono ancora che non sapevano se ne stesse realizzando uno anche a Parma. Per noi è veramente una coltellata, perché prima di fare una grande opera così andrebbe fatta una corretta informazione. Il nostro ipotetico primo punto, una volta eletti alla guida della città, è quello di introdurre strumenti per consentire ai cittadini di vincolare la giunta in certe decisioni. Referendum propositivi e abrogativi, senza quorum, possono essere lo strumento giusto. Ma non solo: per partecipare alla vita attiva del comune, un altro punto in questo senso è il debito. Dalle circa 600 pagine di documenti riguardanti gli ultimi bilanci comunali, è difficile estrapolare i numeri, proprio perché sono inseriti in voci generiche che rendono impossibile capire cosa esattamente c'è dentro. Serve più trasparenza, pubblicare tutte le spese che vengono fatte e le decisioni che hanno portato la giunta a fare questo tipo di spesa. Noi non diciamo che qualsiasi scelta va condivisa (questa sarebbe demagogia), ma almeno le scelte fondamentali che gravano sulla cittadini negli anni avvenire. Pensiamo ad esempio al Ponte Nord, alla metropolitana e all'inceneritore".
A proposito d'inceneritore, sul quale il vostro 'no' è certo da moltissimo tempo: quali potrebbero essere le alternative?
"Da quello che emerge negli ultimi giorni, sembra che non ci sia un contratto vincolante del Comune o della Provincia con Enia e che quindi, al di là delle indagini della Magistratura in corso per stabilire se ci sia stata una gara d'appalto e tutti i permessi per costruirlo, adesso c'è da capire anche questo particolare. E se così fosse non ci sarà nemmeno il dubbio di dire cosa ne facciamo, perché sarà soltanto un problema di un privato, di Enia Spa. E allora si tratterà di capire come andrà a giustificare i soldi spesi per quest'opera. Inoltre, secondo gli ultimi conti dell'Unione Europea, il termovalorizzatore ci costerà 300 milioni di euro, contro i 180 dichiarati all'inizio. Noi pensiamo che quella cifra si sarebbe potuta usare per incentivi ad aziende del territorio, studiare macchinari per trattare correttamente i rifiuti, rivitalizzare la creatività economica della città, coinvolgere il settore alimentare che è in crisi. Insomma, sarebbero potute essere tante altre le cose da fare con quei 300 milioni".
Altra questione importante: la sicurezza. In un intervento di qualche giorno fa ha detto che quella delle telecamere non è la soluzione migliore.
"Direi che non è l'unica. Non è possibile controllare i cittadini come se vi fosse uno stato di polizia, ma piuttosto serve potenziare il controllo del territorio attraverso il potenziamento della Municipale. Abbiamo parlato con alcuni agenti e ci hanno detto di essere sotto organico e che ci sono molti giovani assunti di recente senza una corretta formazione. Anche il non avere l'agente di quartiere è dovuto al fatto che c'è poco organico. Inoltre pensiamo a quei famosi gabbiotti costati 250mila euro e che sono inutili: la Polizia Municipale impiega agenti lì, fermi, che non sanno cosa fare là dentro. Dare un aiuto ai turisti? Non lo sanno e noi invece pensiamo sia più utile farli girare per i quartieri, interagire coi cittadini, coi negozianti, così da dare più sicurezza alla gente delle diverse zone di Parma".
Facciamo un passo indietro, alle primarie del centrosinistra. Simone Rossi diceva di avere il vostro appoggio, mentre qualche giorno fa, sulla sua pagina Facebook, si è letto di un attacco allo stesso Rossi. Cos'è successo?
"Non abbiamo mai appoggiato Simone Rossi. Ha cercato di catalizzare l'attenzione per portare verso di sé un po' di voti usando i nostri temi, mentre ora ha una sua fantomatica lista che appoggia Bernazzoli. La mia dichiarazione su Facebook è dovuta al fatto che prima lo ha attaccato, dicendo che rappresentava la vecchia politica, gli interessi forti, mentre ora è in coalizione con lui. Si faccia delle domande. Noi andiamo avanti per la nostra strada, nonostante negli ultimi giorni ci sono stati nei nostri confronti degli attacchi buttati lì, probabilmente dai suoi addetti stampa che in tanti conoscono e che sono dietro queste boutade a cui non diamo nessun peso".
Con dieci candidati per diventare sindaco, quale ruolo puntate ad avere alle elezioni di maggio?
"Devo dire che 10 sono troppi, specialmente quelli degli ultimi giorni, venuti così, alla spicciolata. Noi sono anni che ci prepariamo a questa scadenza e ora ci presentiamo con le nostre idee, senza avere altri interessi. La nostra campagna elettorale costerà pochissimo e quando usciranno i numeri delle spese degli altri, si vedrà che abbiamo fatto davvero con le nostre forze, senza avere interessi o persone facoltose che ci hanno supportato, ma solo con le donazioni dei cittadini. Partendo dall'8% raggiunto alle regionali, ora puntiamo al governo della città. Ci sentiamo in grado e maturi per farlo, anche perché non è vero che serve solo l'esperienza di aver già amministrato. Noi crediamo di poter arrivare al ballottaggio, anche se adesso è il motto di tutti".
Al ballottaggio con chi?
"I giornali ci dicono che Bernazzoli è più avanti dagli altri, ma incontrando la gente per strada in tanti ci salutano e ci dicono che aspettano maggio per votarci. Questo è molto positivo, ma staremo a vedere. Per i sondaggi tutti sono al 30%, ma ci sarà qualche inesattezza: se la matematica non è un'opinione, così, siamo al 300%"
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Parma Riparte con Bernazzoli: "Serve un progetto innovativo"
"Serve un progetto innovativo per Parma, credibile e pienamente fattibile, con priorità giovani e lavoro, sostegno all'economia locale partendo dalla rigenerazione urbana dei quartieri per il rilancio di piccole imprese e professionisti, puntando su Parma e la sua cultura storica e musicale, ri-organizzando eventi, produzioni, operatori in un programma di forte attrattività per la città, promuovendo il sistema agro-alimentare del territorio e valorizzando i tanti patrimoni storici sprecati della città". Questa la lunga premessa del movimento Parma Riparte, lista che sosterrà Vincenzo Bernazzoli alle prossime amministrative.
"Riteniamo inevitabile e responsabile: risanare l'enorme debito nei conti comunali prodotto dal centro-destra ristrutturando la spesa, resettando drasticamente il sistema delle società partecipate portato colpevolmente fuori dal controllo pubblico, di fronte alla crescente distanza della gente verso la politica che produce pericoloso disimpegno, sentiamo la necessità di proporre concretezza, capacità di governare e competenza, con piani e programmi certi e sostenibili, che partano dal lavoro e dall'esperienza fatta in questi anni con le battaglie serie e determinate dei consiglieri dell'opposizione.
Sentiamo il bisogno di uscire dai soliti luoghi comuni della politica, abbandonando slogan vuoti e superficiali privi di credibilità, dimostrando attenzione ai reali e più sentiti problemi del vivere quotidiano dei parmigiani.
Vincerà la sfida di far ripartire Parma chi sarà capace di affrontare e superare la crisi della città, producendo una fase nuova e non ritorni al passato.
Non c'e' niente da scherzare, perché la situazione è grave e pesante. Chi nega l'evidenza, come fa il centro-destra, fa il male di Parma e dei suoi cittadini.
Sosterremo Bernazzoli nella sua campagna elettorale, favoriremo l'elezione di chi meglio potrà supportarlo nell'azione di governo della città".
Sentiamo il bisogno di uscire dai soliti luoghi comuni della politica, abbandonando slogan vuoti e superficiali privi di credibilità, dimostrando attenzione ai reali e più sentiti problemi del vivere quotidiano dei parmigiani.
Vincerà la sfida di far ripartire Parma chi sarà capace di affrontare e superare la crisi della città, producendo una fase nuova e non ritorni al passato.
Non c'e' niente da scherzare, perché la situazione è grave e pesante. Chi nega l'evidenza, come fa il centro-destra, fa il male di Parma e dei suoi cittadini.
Sosterremo Bernazzoli nella sua campagna elettorale, favoriremo l'elezione di chi meglio potrà supportarlo nell'azione di governo della città".
'Parma che Cambia': "Proponiamo il voto elettronico sui temi importanti per la città"
Parma che Cambia, lista di appoggio a Bernazzoli, composta da rappresentanti di Sel,Verdi e iMille, diffonde una nota per commentare e rilanciare le recenti proposte, del candidato sindaco Pd, in materia didigitalizzazione e democrazia elettronica:
"Nei giorni scorsi il candidato sindaco del centrosinistra Vincenzo Bernazzoli si è pronunciato sull'importanza delle nuove tecnologie e di Internet nella vita amministrativa e nel rapporto tra cittadino e Comune. Siamo perfettamente d'accordo. Riteniamo che il Web non sia solo un'opportunità di maggiore trasparenza e accessibilità degli atti della Pubblica Amministrazione ma anche, e soprattutto, unapossibilità straordinaria di democrazia, informazione e partecipazione alla vita e alle scelte dell'Ente".
"Bisogna dare concretezza al termine abusato di 'democrazia elettronica'. Ci sono esperienze interessanti a cui fare riferimento. Proponiamo a Bernazzoli di sperimentare un progetto molto innovativo, fattibile e a costo zero. I cittadini residenti potranno esprimere la loro opinione sui temi importanti della città proposti dall'Amministrazione comunale a supporto delle decisioni della stessa, preventivamente alle scelte o per esprimere un giudizio finale a posteriori. Ci stiamo riferendo ai temi veri e strategici della città (urbanistica, politiche sociali, opere pubbliche), non ai 'progettini' di quartiere (tra l'altro poi mai realizzati nel concreto) su cui chiamava a pronunciarsi la precedente Amministrazione, con risultati fallimentari da tutti i punti di vista.
Salvo diversa esplicitazione, – continua il comunicato - il voto elettronico rappresenterebbe un'indicazione forte e condizionante, a maggior ragione se a regime arrivasse a coinvolgere 20-30.000 persone, ma non sostituirebbe gli organi comunali eletti a cui spetta (e non potrebbe essere diversamente) la responsabilità istituzionale della decisione finale. Potrebbero votare tutti i cittadini residenti nel Comune di Parma che hanno compiuto 16 anni di età che si sono registrati via web fornendo il proprio nome, cognome, indirizzo, e-mail, codice fiscale e numero di carta d'identità".
"L'altra novità sarebbe il voto palese. – conclude Parma che Cambia – Al fine della massima trasparenza dei risultati, affidabilità e co-responsabilizzazione (invitando cioè i cittadini ad uscire dall'anonimato tipico della Rete e a 'metterci la faccia' anche loro, al pari degli amministratori), ad urne virtuali chiuse i voti potrebbero essere resi palesi con la pubblicazione del nome e cognome dei votanti per ciascuna opzione scelta".
Ghiretti replica a Bernazzoli: "La sua scelta di restare anche Presidente della Provincia è inopportuna"
Si arricchisce di una nuova pagina la polemica traGhiretti e Bernazzoli sull'opportunità, per il secondo, di mantenere il 'doppio ruolo' di Presidente della Provincia e candidato sindaco a Parma.
Questa la perentoria risposta di Roberto Ghiretti, candidato sindaco di Parma Unita, al suo rivale Bernazzoli, che in occasione della presentazione della lista aveva buttato benzina sul fuoco (leggi l'articolo) : "Conosciamo bene la legge, non abbiamo mai parlato di ineleggibilità, ma di inopportunità politica e amministrativa."
"La questione è molto semplice: i cittadini di Parma - continua Ghiretti – devono sapere, quando vedono Bernazzoli in giro o sulla stampa, se hanno davanti ilPresidente della Provincia o il candidato sindaco. Ad oggi Bernazzoli è a tutti gli effetti un Presidente che lavora per la Provincia part-time, pur essendo pagato da tutti noi per un impegno a tempo pieno. Perché Bernazzoli non ha rinunciato a candidarsi, se, come dice, è tanto preoccupato per le sorti della Provincia? O è irresponsabile, o è incoerente. In questo caso tutti e due".
Esulando dalla polemica con Bernazzoli, Ghiretti, in occasione della Giornata del Fai, ha rilasciato delle dichiarazioni in merito al patrimonio artistico e culturale della città di Parma. Queste le sue parole: "Vedere la Certosa di Paradigna aperta per un giorno al pubblico, con migliaia di visitatori, è un'emozione unica. Questo luogo è, per il suo valore storico, architettonico, culturale ed estetico, un patrimonio unico in Europa. Dobbiamo fare in modo di renderlo fruibile più volte all'anno, perché oggi è chiuso in se stesso. Stiamo parlando dello stesso luogo che ospita lo Csac (Centro Studi e Archivio della Comunicazione): un giacimento culturale di primissima grandezza, con migliaia di importantissimi documenti relativi alla cultura contemporanea, oggetto di studi e di visite da parte di esperti provenienti da tutto il mondo. Potenzialmente lo Csac può essere il più importante museo-archivio della modernità, il più vasto archivio dell'arte del Novecento esistente in Italia, grazie al vastissimo patrimonio culturale di inestimabile valore in grado di raccontare in modo inedito la storia moderna e contemporanea, l'evoluzione dei costumi e delle idee. In altre città d'Europa, hanno reso estremamente attrattivi luoghi molto meno prestigiosi ed importanti della Certosa di Paradigna".
Contemporaneamente al rilancio dello Csac, da concordare tramite un dialogo con la dirigenza del Centro e l'Università, proprietaria degli edifici, Ghiretti sottolinea quanto sia "necessario salvaguardare, tutelare e vincolare l'area agricola attorno alla Certosa dove non potranno crescere capannoni, né, tantomeno, centrali a biomasse".
I 32 del Pd, Bernazzoli assicura: "Non userò la Provincia per avere più visibilità"
La squadra c'è, il buonumore pure. Ora però bisogna scoprirsi, conoscersi per poi potersi apprezzare e far apprezzare. Sono le 16 donne e i 16 uomini che compongono la lista del Pd, presentata stamane nella Continua...
Prc e Roberti uniti contro l'inceneritore
Nella sala civica dell'ex comune di San Martino, in via San Leonardo, si è tenuta ieri pomeriggio la presentazione da parte di Rifondazione Comunista dell'opuscolo informativo autoprodotto Sulle politiche Continua...
Bernazzoli: "Sappiamo gestire il debito. Non solo tagli ma sviluppo sostenibile"
La crisi c'è, il debito pure; ma ciò non significa che non si possa programmare una crescita sostenibile, che non si possano reperire le risorse per uno sviluppo nuovo, verde, all'avanguardia. E' l'estrema Continua...
Elezioni2012 - Ghiretti: "Rilanciare lo Csac e vincolare l'area circostante"
"Vedere la Certosa di Paradigna aperta per un giorno al pubblico, con migliaia di visitatori, è un'emozione unica – dice Roberto Ghiretti, candidato sindaco di Parma Unita, in visita all'Abbazia di Valserena in occasione della Giornata FAI di Primavera - . Questo luogo è, per il suo valore storico, architettonico, culturale ed estetico, un patrimonio unico in Europa. Dobbiamo fare in modo di renderlo fruibile più volte all'anno, perché oggi è chiuso in se stesso. Stiamo parlando dello stesso luogo che ospita lo Csac (Centro Studi e Archivio della Comunicazione): un giacimento culturale di primissima grandezza, con migliaia di importantissimi documenti relativi alla cultura contemporanea, oggetto di studi e di visite da parte di esperti provenienti da tutto il mondo. Potenzialmente lo Csac può essere il più importante museo-archivio della modernità, il più vasto archivio dell'arte del Novecento esistente in Italia, grazie al vastissimo patrimonio culturale di inestimabile valore in grado di raccontare in modo inedito la storia moderna e contemporanea, l'evoluzione dei costumi e delle idee. In altre città d'Europa, hanno reso estremamente attrattivi luoghi molto meno prestigiosi ed importanti della Certosa di Paradigna". Contemporaneamente al rilancio dello Csac, da concordare tramite un dialogo con la dirigenza del Centro e l'Università, proprietaria degli edifici, "è necessario salvaguardare, tutelare e vincolare l'area agricola attorno alla Certosa – conclude Ghiretti -, dove non potranno crescere capannoni, né, tantomeno, centrali a biomasse".
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Serracchiani: "Parola d'ordine sostenibilità"
Sostenibilità ambientale, crescita sostenibile, inclusione, riduzione del consumo di suolo. Politiche che dovrebbero essere sempre al centro dell'agenda di governi ed enti locali, ma che invece «rischiano di passare in secondo piano di fronte all'emergenza del momento, che è quella economica». Un rischio dal quale ha messo ieri in guardia Debora Serracchiani, eurodeputato del Pd, intervenuta in Ghiaia all'incontro organizzato dal candidato sindaco del centrosinistra Vincenzo Bernazzoli proprio sui temi della sostenibilità. E se, ha spiegato la Serracchiani, è lecito chiedersi cosa fa l'Europa per l'Italia e per le nostre città, «dandoci le linee guida e una visione che guarda molto avanti», è tanto più necessario farlo in un caso come quello di Parma, che, ha detto, «ha tanto bisogno di Europa e di ritrovare la strada persa».
L'Europa è quella che indica la strada, ha detto. Ad esempio «portando traffico dalla gomma alla ferrovia, o investendo sulle energie rinnovabili. Poi però sono gli Stati, le Regioni, gli enti locali che devono applicare in concreto queste indicazioni». E ha citato il caso della Germania, «che nei prossimi 12 anni si propone di diventare leader nelle energie rinnovabili attraverso una riconversione di un pezzo della grande manifattura, riformando anche il mercato del lavoro in modo da mettere al centro quel tipo di esperienza», con il risultato di avere già oggi «il più basso tasso di disoccupazione». Oppure il caso della Francia, che pur avendo tagliato tanto per effetto della crisi, anche nel sociale, «non ha toccato il ministero della Cultura, perché ha ben chiaro che investire nel capitale umano, nella scuola, nella formazione e nella ricerca significa rendere più competitivo un Paese». Il contrario dell'Italia, che, ha ricordato, «è stato l'unico a tagliare proprio in questi settori». Ma ha parlato anche della necessità di «formazione professionale per tutta la vita», di «investimenti sul lavoro femminile e nella banda larga», in modo sistematico «e non solo quando avanzano un po' di soldi».
«Mettere in campo progetti concreti e innovativi, che vadano nella direzione dello sviluppo della città, attivando quelle risorse che ci sono, a tutti i livelli, da quello europeo a quello governativo, fino alla Regione». È in questa direzione che intende muoversi in caso di vittoria Bernazzoli, che parla di «progetti di qualità che vadano a cogliere le esigenze nuove di una società che si vuole sviluppare in modo sostenibile». E garantisce: «Saremo in grado di rimettere in sesto la macchina amministrativa di questa città, ma lo faremo non solo con i sacrifici, ma dando anche una prospettiva di crescita, di sviluppo, con risorse da spendere innanzitutto per le fasce di popolazione più deboli, che oggi stanno soffrendo di più». Fra le tante idee che ha in mente, cita il coinvolgimento dell'Università sui temi della green economy, la mobilità elettrica con pannelli fotovoltaici nei parcheggi scambiatori, la riconversione delle coperture in amianto con pannelli solari, i progetti di partecipazione come quelli dei gruppi di acquisto solidale, la lotta all'inquinamento dell'aria promuovendo la riconversione dalla gomma al ferro insieme agli altri sindaci della pianura padana, lo stop alla cementificazione, il tema del riuso e della riqualificazione, l'adesione al «Patto europeo dei sindaci» per l'aumento dell'efficienza energetica.
Proprio dell'importanza dell'adesione al Patto dei sindaci ha parlato anche Nicola Dall'Olio, che ha ricordato che da ciò deriva anche la possibilità di avere «finanziamenti che hanno il pregio di essere al di fuori del patto di stabilità». Sui temi della sostenibilità Maurizio Olivieri, assessore all'Ambiente a Montechiarugolo, ha auspicato che «Parma riprenda il suo ruolo di guida in questo territorio».
L'Europa è quella che indica la strada, ha detto. Ad esempio «portando traffico dalla gomma alla ferrovia, o investendo sulle energie rinnovabili. Poi però sono gli Stati, le Regioni, gli enti locali che devono applicare in concreto queste indicazioni». E ha citato il caso della Germania, «che nei prossimi 12 anni si propone di diventare leader nelle energie rinnovabili attraverso una riconversione di un pezzo della grande manifattura, riformando anche il mercato del lavoro in modo da mettere al centro quel tipo di esperienza», con il risultato di avere già oggi «il più basso tasso di disoccupazione». Oppure il caso della Francia, che pur avendo tagliato tanto per effetto della crisi, anche nel sociale, «non ha toccato il ministero della Cultura, perché ha ben chiaro che investire nel capitale umano, nella scuola, nella formazione e nella ricerca significa rendere più competitivo un Paese». Il contrario dell'Italia, che, ha ricordato, «è stato l'unico a tagliare proprio in questi settori». Ma ha parlato anche della necessità di «formazione professionale per tutta la vita», di «investimenti sul lavoro femminile e nella banda larga», in modo sistematico «e non solo quando avanzano un po' di soldi».
«Mettere in campo progetti concreti e innovativi, che vadano nella direzione dello sviluppo della città, attivando quelle risorse che ci sono, a tutti i livelli, da quello europeo a quello governativo, fino alla Regione». È in questa direzione che intende muoversi in caso di vittoria Bernazzoli, che parla di «progetti di qualità che vadano a cogliere le esigenze nuove di una società che si vuole sviluppare in modo sostenibile». E garantisce: «Saremo in grado di rimettere in sesto la macchina amministrativa di questa città, ma lo faremo non solo con i sacrifici, ma dando anche una prospettiva di crescita, di sviluppo, con risorse da spendere innanzitutto per le fasce di popolazione più deboli, che oggi stanno soffrendo di più». Fra le tante idee che ha in mente, cita il coinvolgimento dell'Università sui temi della green economy, la mobilità elettrica con pannelli fotovoltaici nei parcheggi scambiatori, la riconversione delle coperture in amianto con pannelli solari, i progetti di partecipazione come quelli dei gruppi di acquisto solidale, la lotta all'inquinamento dell'aria promuovendo la riconversione dalla gomma al ferro insieme agli altri sindaci della pianura padana, lo stop alla cementificazione, il tema del riuso e della riqualificazione, l'adesione al «Patto europeo dei sindaci» per l'aumento dell'efficienza energetica.
Proprio dell'importanza dell'adesione al Patto dei sindaci ha parlato anche Nicola Dall'Olio, che ha ricordato che da ciò deriva anche la possibilità di avere «finanziamenti che hanno il pregio di essere al di fuori del patto di stabilità». Sui temi della sostenibilità Maurizio Olivieri, assessore all'Ambiente a Montechiarugolo, ha auspicato che «Parma riprenda il suo ruolo di guida in questo territorio».
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Ecco dove si può firmare per la lista Civiltà Parmigiana
Civiltà Parmigiana raccoglierà le firme per la presentazione della lista che sostiene Elvio Ubaldi candidato sindaco:
lunedì 26 marzo dalle 16 alle 18,30 nella propria sede di via Bengasi, 8 (adiacente alla rotonda via Spezia/via Milazzo).
Martedì 27 marzo dalle 20,30 nell'ex sede municipale di Corcagnano.
Tutti i giorni invece si può firmare presso le sedi municipali Duc e Municipio negli orari d'ufficio.
PARMA
Sei furti in un pomeriggio
Non si placa l'ondata delle razzie in tre casi i ladri non hanno lasciato nessun segno di scasso sulle porte blindate. Raffica di blitz, da via Langhirano a San Prospero - Oggi sulla Gazzetta di Parma in edicola




